Il 3 novembre del 1957 Laika fu lanciata nello Spazio con lo Sputnik 2

 3 novembre 1957, ore 2:30, Cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan. Un razzo, una capsula, un cane.

Strana combinazione di elementi ma gli eventi che la storia ci racconta parlano chiaro. Stiamo parlando della corsa alla conquista dello Spazio. USA e URSS si contendevano i primati tecnici fino ad ora conseguiti con l’obiettivo di raggiungere mete sempre più ardue in materia di esplorazioni spaziali. L’obiettivo della conquista della Luna era ancora lontano ma questa missione, altre prima e numerose a seguire, furono tutte utili per permettere all’uomo di posare quel famoso piede sul suolo del nostro satellite. Diciamo anche che servirono a stabilire, una volta per tutte, chi tra le due super potenze fosse quella più forte e non solo per aver raggiunto per prima la Luna…

Laika, una canina meticcia, fu scelta per questa missione. Partì alla volta delle stelle ignara di quanto le stesse capitando. Fu alloggiata nell’angusto abitacolo dello Sputnik 2 con l’intento di verificare le funzioni vitali di un essere vivente in assenza di gravità e durante le fasi di lancio in cui il corpo è particolarmente sottoposto a stress fisici.

I dati fino ad all’ora in possesso dei tecnici dell’Unione Sovietica sulla risposte fisiche di un essere vivente in assenza di gravità, erano insufficienti e quelli che c’erano si limitavano a rilevazioni sub orbitali. Occorreva approfondire la questione.

Laika non visse a lungo e comunque la missione non prevedeva il suo ritorno in vita sulla Terra. La capsula di rientro non era munita di scudi termici protettivi in grado di sopportare le alte temperature che interessano lo scafo nella fase di rientro.

Una delle tute spaziali di Laika conservata nel museo dello spazio di Mosca

Kudrjavka, “ricciolina”, questo era il vero nome della canina, visse circa sette ore dopo il lancio ma il suo corpo rimase per ben 5 mesi nello spazio, in orbita, prima di venire distrutto con la capsula durante il rientro sulla Terra il 14 aprile 1958.

La missione segnò di fatto un primo importante traguardo che aprì la strada ad ulteriori programmi spaziali nei quali vennero utilizzati dei cani per effettuare test su esseri viventi. Con lo Sputnik 5 finalmente i russi furono in grado di far rientrare sulla Terra, in vita , due cagnette: Belka e Strelka; era il 20 agosto 1960.

Monumento a Laika, nei pressi di Mosca

Laika ancora oggi uno dei cani più famosi al mondo, omaggiata in ambito aerospaziale e ricordata come un eroe insieme ai cosmonauti caduti durante le numerose missioni spaziali.

Ciao Laika!

Crediti:

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7 thoughts on “Il 3 novembre del 1957 Laika fu lanciata nello Spazio con lo Sputnik 2

  1. Swift 27 marzo 2015 / 19:46

    Non posso non ripensare a Laika che con dolore. Io che amo l’ astronautica e che, per molti aspetti rimpiango la scomparsa dell’ Urss, sento ancora più dolore per quella vicenda. Non credo si dovesse lanciare in orbita un’ animale sapendo che non poteva ritornare. Sarebbe bastato aspettare e si sarebbe potuto approntare una navicella in grado di rientrare, come poi avvenne del resto. Non c’era bisogno di lanciare quel cane in quella data. L’ Urss aveva già gudagnato in prestigio von il lancio del primo Sutnik; con il secondo fece vedere ancora di più la sua potenza ma perse indubbiamente in prestigio morale per aver sacrificato quel cane innocente. Di animali sacrificati in esperimenti inutili ce ne sono stati tantissimi, sia prima che dopo Laika, e credo avvenga ancor oggi. Tuttavia in quel caso avvenne sotto gli occhi del mondo intero; e infatti, giustamente, Laika è l’ animale più famoso della storia. Non capisco perciò perchè le autorità sovietiche abbiano fatto quella scelta. Oleg Gazenzo dice di aver provato rimorso e di essersi pentito. Non avrei mai voluto essere al suo posto e di sicuro mai avrei fatto quello che fece; piuttosto, se fossi stato uno scienziato come lui, avrei preferito andare a fare lo stagnino….. In ogni caso è giusto ricordare Laika; i monumenti sono inevitabili, ma io vi aggiungerei la scritta: morta a causa della stoltezza umana………….

    • Stefano Saldarelli 28 marzo 2015 / 09:28

      Grazie per il tuo commento.
      Credo che il mondo dovrebbe essere lastricato di lapidi e monumenti eretti per “celebrare la stoltezza umana”. Tutta la natura è piegata al volere dell’uomo, come se fosse fonte inesauribile di risorse inanimate…
      Laika è solo uno degli esempi più eclatanti ma pensa allo sterminio delle balene, squali e delfini. Pensa alla distruzione delle foreste tropicali con tutto quello che comporta per le specie animali che vi vivono. Pensa all’inquinamento dei cieli, dell’acqua e della terra. Tutto in nome del progresso, quando deve essere imposto all’opinione pubblica. Tutto in nome del Dio denaro, quando le cose si fanno e basta, cercando di non attirare i riflettori e le telecamere. Di fatto ci stiamo annientando nel nome della presunzione, dell’ego e del consumismo.

      • Swift - Aliquis. 30 marzo 2015 / 20:07

        Si. è vero. Per questo ho scelto questo nickmame. Swift amava più i cavalli degli uomini. Spero che si possa evitare l’ autodistruzione, ma è certo che questi tempi sono i più tristi che si asiano vsti da parecchio tempo in qua.

          • Vinicio Dolfi - Swift - Aliquis 9 aprile 2015 / 18:55

            Intervengo ancora su questo tema, a cui, essendo appassionato di storia, mi sono dedicato da un pò di tempo. I poliziotti dicono che è un problema quando qualcuno ritratta la sua testimonianza. Non si sa mai se sia vera la prima o la nuova versione. Oppure false entrambe. All’ epoca gli scienziati sovietici dissero che la povera cagnetta era sopravvissuta una settimana. Nel 2002 hanno invece detto che sopravvisse soltanto 5-7 ore dopo il lancio. Ma io, leggendo l’ Unità di quei giorni, trovo che tutto questo non torna. L’ unico archivio storico on-line di giornali che trovo è qiello dell’ Unità. E lì c’è scritto chiaramente, nel numero del 7 Novembre a pagina 9 che gli ingegneri di radio Cylon a Colombo hanno captato la notte prima il respiro della cagnetta Laika. Nello stesso articolo si dà notizia che i tecnici della base aerea americana di Hollomon nel Nuovo Messico hanno captato i battiti cardiaci di Laika. Sull’ Unità di qualche giorno dopo, poco prima dell’ annuncio ufficiale della morte, compare anche la notizia che scienziati tedeschi a Bonn hanno ricevuto i segnali del cuore di Laika. Ma se Laika era già morta, che cosa hanno ricevuto tutti questi? Ci sono anche altre cose che non tornano ma mi fermo qui per mancanza di tempo. In questa vicenda i misteri non fanno altro che aumenatre il dolore. E’ una macchia che offusca i successi spaziali di quel periodo pionieristico.

            • Stefano Saldarelli 10 aprile 2015 / 08:44

              Interessantissimo argomento. Ti ringrazio per il tuo prezioso contributo. Sarebbe altrettanto interessante poterlo approfondire.

              • Vinicio Dolfi - Swift - Aliquis 10 aprile 2015 / 12:03

                L’ unico modo che sarebbe alla mia portata per approfondire consiste nell’ analizzare i giornali dell’ epoca. Ma nache questo modo, insufficiente da solo, è difficoltoso per me a causa del mio scarsissimo tempo libero. Sarebbe interessante se qualcuno facesse davvero una seria indagine storica con mezzi adeguati. Un’ indagine che abbracci sia la tecnica dell’ operazione che le decisioni politiche e operative a monte della stessa.

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