Volare con i droni è possibile ma rispettando tutte le regole

Tra regole, scuole di pilotaggio e polizze assicurative pare impossibile per un “dronista” comprendere come poter operare in modo corretto e nel pieno rispetto della legge, ma pare che si intraveda la “la luce in fondo al tunnel”. 

Negli ultimi due weekend mi sono fatto un full-immmersion tra i workshop italiani interamente dedicati ai droni civili.

dronexpoIl primo, DronExpo, si è svolto in Toscana in provincia di Lucca presso l’areoporto di Capannori nei giorni 16 e 17 maggio.  Nel corso della due giorni  si sono avvicendati numerosi tecnici e relatori che hanno parlato di droni, della sicurezza, delle tecnologie, delle assicurazioni e, non per ultimo, del regolamento ENAC.

La manifestazione ritengo sia stata un successo. Pur presentandosi come prima manifestazione del genere, quindi alla prima edizione, ha saputo condensare e trasferire numerose informazioni, utili a tutti coloro che si vogliono cimentare con le tecnologie dei droni per impieghi civili e diventare piloti professionisti.

Poiché l’argomento è piuttosto sentito e di un certo interesse, vado immediatamente a parlare delle cose più rilevanti che sono emerse nel corso della due giorni lucchese.

Ciò che è emerso fin da subito è il tema della sicurezza, intesa come il fulcro sul quale deve ruotare tutta l’attività di pilota di droni. Sicurezza intesa come gestione e conoscenza del proprio aeromobile, indipendentemente dalla grandezza e costo del drone, e sicurezza intesa come cultura, apprendimento e applicazione di tutte le regole di comportamento, in gran parte riportate nel regolamento dell’aria e, più recentemente, dal 30 aprile scorso, definite nello specifico per i droni attraverso il nuovo Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC.

DronExpo01Luca Mariotti, ingegnere e responsabile di Cam, coadiuvato da Valerio Badalassi, nel corso del proprio intervento, ha fatto un rapido excursus sulla storia dei droni, dai loro albori ad oggi. Inoltre ha simulato, per sommi capi, la costruzione di un drone open source del quale è possibile scaricare i progetti di costruzione direttamente dal sito della Zefiro Ricerca Innovazione dove possiamo vedere integralmente l’intervento di Mariotti durante la manifestazione. Per chi fosse interessato ecco il link.

Questo primo intervento è stato particolarmente utile per mostrare le componenti di un drone evidenziando fin da subito alcuni aspetti che ritengo siano ineludibili per chi opera con i droni, in particolare la scelta dei materiali e le tecniche di costruzione. Di fatto i droni sono equiparati ad aeromobili, a tutti gli effetti. Come tali, anche i materiali e le procedure di costruzione, devono rispettare gli standard aeronautici in modo da escludere criticità nei processi di costruzione e l’uso di materiali ed elettroniche di “dubbia provenienza” o comunque derivanti dall’aeromodellismo. E’ stato messo in luce che ad oggi, gran parte dei droni che sono in commercio, quelli acquistati online o assemblati, utilizza un’elettronica paragonabile a quella dei telecomandi e dei televisori di casa. Siamo decisamente lontani da ciò che viene richiesto in ambito di progettazione e costruzione nel settore aeronautico.

Emerge che i droni dovranno essere realizzati con ridondanze di sistemi (le parti elettroniche in particolare), dispositivi data link  (semplificando: radiocomando e ricevente) in grado di operare in qualsiasi condizione, sistemi di prossimità e dispositivi di “abbandono missione” (Sistema di terminazione del Volo in modo manuale), in grado di intervenire sui motori del drone per fermarlo e farlo precipitare. Perderete il drone ma magari eviterete di recare danni a cose o persone in caso di emergenze, avarie, ecc.

Quindi, già il primo punto sancisce di fatto l’esigenza di avvalersi di nozioni tecniche specialistiche come costruttore di droni o di avvalersi di una struttura specializzata in grado di fornire droni certificabili come aeromobili, non come aeromodelli, costruiti secondo i più rigorosi standard del settore.

Le assicurazioni. L’intervento di Alessandro Terzani, broker assicurativo, ha manifestato al pubblico l’esigenza da parte delle compagnie assicurative, di acquisire dati ed esperienze che gli stessi operatori del settore potranno e dovranno fornire, al fine di poter elaborare prodotti mirati e dai costi più contenuti possibile. Attualmente ci sono dei prodotti assicurativi derivanti da esperienze di altri paesi, come l’Inghilterra e la Francia, ma con polizze che tengono conto dei regolamenti in vigore nei Paesi in questione e con una casistica di rischio piuttosto esigua. Polizze che si aggirano dai 600 Euro ai 2000 a seconda del settore di impiego del drone e del relativo rischio da assicurare.

In sintesi, i prodotti assicurativi per i droni civili operanti in italia, sono attualmente in fase di definizione o saranno comunque oggetto di revisione e perfezionamento nel corso del tempo, proprio perchè il settore in particolare è praticamente agli albori e non ha ancora generato dati sufficienti su cui basare prodotti assicurativi adeguati.

Argomento sentitissimo e partecipato, è stata la Circolare ENAC Mezzi aerei a pilotaggio Remoto che ha visto come relatore l’Ing. Carmine Cifaldi, Direttore della Direzione Regolazione Certificazione Prodotti Aeronautici ENAC.

A mio modesto parere sono stati chiariti alcuni spetti emersi con la pubblicazione della Circolare e del Regolamento ad essa collegato. Purtroppo però, data la quantità di argomenti di cui discutere e la non facile comprensione di alcuni punti riportati nella suddetta documentazione, sono emerse ulteriori incertezze e dubbi tra i presenti.

Riassumendo:

il pilota di droni deve certificare il proprio operato attraverso un corso di apprendimento delle regole dell’aria, riconosciuto da ENAC. Questi corsi sono accessibili presso gli Aeroclub riconosciuti attraverso i quali è possibile iscriversi anche solo alla parte teorica del corso per diventare piloti di ultraleggeri o di volo a vela.

Da non dimenticare che un pilota di SAPR deve essere in possesso e in corso di validità del certificato medico di seconda classe in accordo al Regolamento ENAC. A tal proposito ecco l’Elenco Esaminatori Aeromedici (AME) presenti in Italia e in grado di rilasciare il certificato.

Un pilota di drone non opera mai da solo ma deve avvalersi di una struttura adeguata e preparata. Questo a partire dall’OPERATORE, figura enigmatica di dubbia collocazione in questo contesto che, da quel che ho capito e si legge dal Regolamento Enac, trattasi di una figura diversa dal pilota e che si assume tutte le responsabilità civili e penali derivanti dall’attività in questione. Inoltre esiste una terza figura che è l’OSSERVATORE SAPR che coadiuva il PILOTA REMOTO durante le operazioni di volo. In pratica, la propria organizzazione deve essere composta da almeno tre figure distinte.

Differenze sostanziali tra uso di droni in ambito sportivo/ricreativo e per uso professionale. In pratica, l’aeromodellista può volare con un drone, solo all’interno di spazi confinati, detti campi di volo autorizzati da ENAC, dove di solito operano le associazioni di aeromodellismo locali e nazionali. Il pilota aeromodellista deve comunque stipulare un’assicurazione che spesso è compresa all’interno della quota d’iscrizione all’associazione aeromodellistica. Comunque sia, anche il pilota aeromodellista deve possedere un’assicurazione di responsabilità civile. In tal caso si parla di poche decine d’euro.

Cambia la questione per coloro che operano in ambito professionale e che devono stipulare un’assicurazione adeguata alla propria attività.

Il drone deve essere certificato. Anche questo punto è ancora un po’ “nebuloso”. Se da una parte viene detto che l’operatore SAPR può avviare una procedura di certificazione del proprio mezzo, che poi sottoporrà all’attenzione dell’ENAC, dall’altra viene evidenziato che i droni dovrebbero essere costruiti secondo i criteri dettati dagli standard aeronautici. Oltretutto in questo momento chi costruisce e chi certifica può essere la medesima azienda o persona…

DronExpo02Altro punto fondamentale da sapersi, è la questione delle sanzioni per il mancato rispetto delle regole dell’aria in generale e più nello specifico del Regolamento dei mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. Durante l’intervento del Dott. Francesco Trozzi, Vice Questore della Polizia di Stato, 8° Reparto volo Firenze, Questura di Firenze. sul tema “La compatibilità tra l’uso dei SAPR e le leggi di Pubblica Sicurezza” è emerso, tra l’altro, che l’inosservanza di quanto riportato nei suddetti Regolamenti è sanzionabile applicando l’Art. 650 del Codice Penaleche invito a leggere integralmente attraverso il link che ho riportato. Quindi, per coloro che fino ad ora pensavano che, se il Regolamento non riporta sanzioni “posso operare comunque tanto non mi fanno nulla”, è bene che comprenda anche questo punto, oltre a tutte le conseguenze possibili che possono verificarsi in materia di sicurezza derivanti dall’inosservanza del Regolamento ENAC.

La due giorni del DronExpo ha portato all’attenzione una serie di argomenti tutti molto interessanti e utili che richiedono ulteriori approfondimenti.

Merita una citazione la presentazione del progetto toscano IDINTOS, l’idrovolante biposto, progettato dall’Università di Pisa e finanziato dalla Regione Toscana per la promozione di un polo aeronautico in Toscana. Un progetto unico e avveniristico che pone l’eccellenza italiana, e soprattutto toscana, lasciatemelo dire con un po’ di sano campanilismo, a competere a pieno diritto con le più grandi realtà internazionali che operano nella costruzione di aeromobili per l’aviazione civile. Per coloro che fossero interessati ad approfondire l’argomento consiglio di visitare il sito IDINTOS.

Concludendo sulla DronExpo di Capannori. Un bel 10 e lode per gli argomenti trattati, per il livello e numero di relatori che sono intervenuti e per la location che non poteva essere più appropriata di quella offerta dall’Aeroporto di Capannori.

Mi scusino tutti gli altri relatori che non ho citato e che sono intervenuti alla manifestazione, contribuendo con la loro presenza a renderla ricca e di alto livello ma il mio scopo, attraverso questi post, è di dare delle puntuali e pratiche informazioni, cercando di essere il più esaustivo possibile, a coloro che, “adesso, devono prendere il loro drone e uscire di casa per andare a lavorare”.

Detto ciò, questo vale anche per gli argomenti che tratterò riferiti alla manifestazione romana dedicata ai droni. Quindi…

Roma Drone Expo & Show:

RomaDroneExpoShow

Come era immaginabile, la manifestazione ha destato un incredibile interesse palesato dall’elevatissima affluenza di visitatori. Posso raccontare della mia esperienza del sabato, non mi sono trattenuto oltre per motivi vari,  ma lascio volentieri spazio a tutti coloro che vogliono aggiungere qualcosa in merito a ciò che emerso durante gli interventi della domenica.

Location: Stadio Alfredo Berra messo a disposizione dall’Università Roma 3. Ottimo sotto il profilo delle aree verdi, per la grandezza della location che ha permesso di contenere i numerosi stand, le aree convegno e soprattutto il numero incredibile di visitatori. Pensate che per entrare sono rimasto in coda per circa quaranta minuti.

DronExpo03

Veniamo al dunque, come piace fare a me.

Nel corso dei workshop si è parlato a lungo del tema sicurezza. Come per l’evento di Capannori. La cosiddetta “Safety” è stato l’argomento più dibattuto e sentito. Da circa 5 anni la Commissione Europea si sta occupando dei droni civili, degli aspetti assicurativi e della sicurezza in generale. Entro il 2016 i cieli europei saranno solcati da droni civili con un peso superiore ai 150Kg e questo, come è immaginabile, comporta, da parte di tutti gli attori del comparto, un lavoro decisamente immane per poter operare tra un paio d’anni con questo tipo di aeromobili a controllo remoto, nel pieno rispetto delle regole e soprattutto per garantire la massima sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dei beni pubblici e privati.

Anche a Roma è emerso che le compagnie assicurative al momento non sono preparate adeguatamente ad affrontare un mercato che sta avendo un’espansione incredibile e che conta ad oggi circa il 10% del fatturato generale derivante dal comparto aeronautico civile. Mancano dati attendibili e una casistica di incidenti (ahimè questo è un fatto) utili a determinare tutti i rischi possibili e a formulare i prodotti più adatti per il settore. Diciamo pure che le compagnie assicurative,  in attesa di comprendere meglio tutti i fattori di rischio, al momento mantengono una posizione conservativa offrendo premi assicurativi piuttosto elevati, soprattutto in rapporto a quelli che già esistono per gli aeromobili “tradizionali”.

Quindi, in materia di polizze per i droni, ci sono dei prodotti, esistono, variano a seconda dell’uso che viene fatto del drone e comunque, al momento, i costi sono piuttosto elevati.

Nel corso delle conferenze è stato ribadito che in caso di incidente col drone risponde l’operatore SAPR e che presto le polizze assicurative saranno basate anche e soprattutto sulle caratteristiche tecniche del drone stesso. Tra cui, come richiede l’Europa, la presenza a bordo di sistemi anti collisione e di un adeguato sistema di sicurezza delle comunicazioni (data-link).

Un occhio particolare sarà dedicato alla Privacy che a seconda dell’impiego che verrà fatto del drone avrà incidenze diverse e altrettante ripercussioni pratiche.

La presenza dell’Ing. Cifaldi dell’ENAC è stata motivo di un lungo alternarsi di domande e risposte che in linea di massima hanno dato sì soddisfazione al numeroso pubblico composto da operatori del settore e dai membri degli organi della stampa ma hanno anche suscitato altrettanti dubbi e domande le cui risposte si spera possano arrivare presto. Scenario simile a quello visto a Capannori.

Una notizia positiva e importante per tutti gli operatori SAPR arriva proprio dall’ENAC che con l’Università La Sapienza di Roma in “Gestione dell’Aviazione Civile”, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e l’Istituto Superiore Antincendi, organizza un ​Workshop di aggiornamento sul Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” che si terrà a ROMA il 10 giugno. Sarà un appuntamento attraverso il quale il legislatore offrirà agli operatori del settore tutti i chiarimenti del caso, adoperandosi anche come ricettore di suggerimenti e di critiche costruttive tese a migliorare il Regolamento, oggetto del workshop. Pertanto, vi consiglio di mettere in agenda questo appuntamento e di visitare il sito ENAC dal quale potrete prendere gli aggiornamenti relativi agli orari e alla sede dove si svolgerà il workshop.

Molto interessante, a mio parere, è stato l’intervento del Comandante Arturo Radini responsabile della Task Force Tecnica della Fondazione 8 ottobre 2011 la cui significativa e competente presenza ha permesso di sollevare corrette osservazioni che ho colto come ulteriori spunti di riflessione, rivolti soprattutto all’attenzione dell’ENAC, oltre che a tutti i convenuti. In particolare è stato evidenziato che chi costruisce non dovrebbe essere anche il certificatore del mezzo costruito e che tutta la filiera di costruzione del drone dovrebbe ricalcare in qualche modo quella del settore aeronautico civile.

In altre parole, questo è come l’ho interpretata io: ad un operatore SAPR, non è possibile (e aggiungerei non è corretto) affidare la responsabilità tecnico costruttive di un apparato che di fatto è un aeromobile. Servono delle competenze e pur avendo queste competenze non si può essere certificatori di se stessi, occorre un certificatore esterno in grado di omologare i droni al volo e di affidare agli operatori SAPR prodotti sicuri. Da adesso in poi credo che le case costruttrici italiane, ma soprattutto quelle straniere che hanno imperversato sul web e che hanno venduto centinaia di droni “ad uso professionale” solo perché magari erano in grado di trasportare una reflex o perché avevano 6 – 8 rotori e un po’di carbonio, dovranno seriamente mettersi a lavorare per certificarsi come azienda di costruzioni aeronautiche civili e produrre droni di alto livello qualitativo. E’ ovvio che in tutto questo scenario, lo Stato italiano, attraverso l’ENAC e gli enti preposti al controllo e alla certificazione, dovrà munirsi di strutture e di un’organizzazione adeguata all’omologazione dei droni. “Troppo facile” addossare tutte le responsabilità al pilota o all’operatore SAPR che oggi si vede indicato anche come costruttore e certificatore del proprio mezzo. Perdonate la nota “leggermente polemica”.

La parte SHOP di questo evento è stata caratterizzata dalla nutrita presenza sia di costruttori di droni sia di operatori e tecnici che già lavorano nel settore. Ho percepito, dal livello degli espositori, una grande competenza e conoscenze tecniche che lasciano ben sperare in un imminente arrivo di droni omologati e pronti al volo, magari proprio made in Italy, me lo auguro vivamente.

Durante la manifestazione, nonostante le prime notizie che davano “droni tutti a terra”, ENAC ha autorizzato delle esibizioni di volo, in un’apposita area delimitata e controllata, ad una quota piuttosto bassa ampiamente al di sotto delle cime degli alberi. Ovviamente questo è andato a beneficio del pubblico che ha potuto assistere e gradire la dimostrazione di alcuni droni davvero particolari che vengono impiegati in vari ambiti.

DronExpo05Nel nutrito corollario di droni civili presenti all’Expo romano, spiccava tra tutti uno in particolare, ad ala fissa, ad uso militare appartenente all’Esercito Italiano. Orgoglio per il nostro Paese ed evidente testimonianza dell’alto livello tecnico, preparazione e di equipaggiamento delle nostre forze armate.

So che al termine di questo lungo e forse tedioso excursus sui due workshop dedicati ai droni, molti di voi avrebbero voluto risposte più precise. So anche che ad alcuni di voi verrebbe la voglia di dire “mollo tutto” ma, attraverso il mio modo appassionato, sicuramente non giornalistico (senza alcuna pretesa di esserlo) e talvolta ironico, cerco di dare anche un segnale positivo.

Nella quantità di informazioni e dati che stanno confluendo all’interno del settore dei droni, comincio a intravedere “qualche schiarita”.

La mia conclusione, al momento, resta quella che ho riportato in altri post dedicati all’argomento droni, ovvero, che l’attività del “dronista” non potrà essere appannaggio di un singolo ma sarà caratterizzata dalla presenza sul territorio di strutture specializzate e capaci di reggere investimenti. Non più droni derivanti da tecnologie aeromodellistiche ma droni costruiti secondo gli standard aeronautici, quindi altre caratteristiche e altri costi. A questo vanno aggiunte le assicurazioni, le certificazioni, la manutenzione della propria flotta e i costanti aggiornamenti. E’ comprensibile che il “piccolo imprenditore” non avrà molte possibilità di competere con le realtà più grandi a meno che non si prepari adeguatamente per essere capace di mettersi a disposizione del mercato per collaborare o “farsi assorbire” dalle realtà più grandi che saranno costantemente alla ricerca di operatori capaci e qualificati.

I want to believe…

Voglio crederci!
Voglio crederci!

Ovviamente resto disponibile per eventuali precisazioni, interventi, rettifiche e integrazioni da parte dei diretti interessati e di coloro che desiderano lasciare su questo post la propria testimonianza o commento.

Link utili:

Altri post su questo blog dedicati ai droni:

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2 thoughts on “Volare con i droni è possibile ma rispettando tutte le regole

  1. Alessandro 27 maggio 2014 / 11:37

    Grazie per le tue informazioni sugli EXPO dove sarei voluto andare e ancora grazie per le tue informazioni su come bisogna volare!

Lascia un Commento, grazie!

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