“Massimo rigore”. Anche se in Italia i numeri del contagio hanno registrato un calo nelle ultime ore

Continua la politica del terrore che alimenta paure e destabilizza la nazione.

A poche ore dall’arrivo del nuovo DPCM balzano alla cronaca le notizie su presunti aumenti di contagi Covid-19, poi smentiti, ridimensionati o addirittura del tutto inesistenti, a seconda delle fonti che si interpellano. “Quelle più accreditate” incalzano su cifre e percentuali e il Governo se ne serve magistralmente per apprestarsi ad inasprire le misure di contenimento e con esse lo stato di emergenza che sarà prorogato fino alla fine dell’anno.

Legittimare le restrizioni e la libertà personale a suon di DPCM, in una situazione in cui il concetto di contagiati non è automaticamente riferibile a persone ammalate, ospedalizzate o intubate ma semplicemente è un dato che riporta che sono stati rilevati gli anticorpi del virus su persone per lo più asintomatiche, determina di fatto un oltraggio alla Costituzione italiana, un abuso di potere e con esso un atto criminale. L’attuale emergenza è esclusivamente di carattere economico/sociale e non sanitario. Casomai dovrebbero essere definiti e condivisi protocolli terapeutici sicuri e una volta per tutte dichiarare ufficialmente che nei primi mesi dell’anno sono state sbagliate molte diagnosi, portando ad intervenire sui pazienti con terapie inadatte.

A tal proposito, Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in un’intervista pubblicata su fondazioneveronesi.it dichiara: “Quello che vorremmo proporre è un protocollo di cure molto semplici ma presumibilmente efficaci da proporre al medico di medicina generale che derivano in parte dalle evidenza della letteratura e in parte dall’esperienza che i medici in queste settimane, in prima linea, hanno “sperimentato sul campo”.

Le politiche di distrazione di massa stanno distogliendo l’attenzione dall’aumento dei suicidi, dalle aziende che non hanno riaperto e una su tre sono a rischio chiusura definitiva. Cassa integrazione ancora ferma a marzo per due milioni di lavoratori. Aiuti dello Stato pochi e mal gestiti, o peggio, non erogati.

Locandina del film “Dirty Dancing” (Balli proibiti) del 1987

Le nuove misure che tra poche ore avremo modo di udire attraverso la dichiarazione di Conte e dei suoi ministri, sotto l’egida di un ennesimo DPCM, col beneplacito dell’invisibile presidente della repubblica Mattarella e in pieno stile Istituto Luce, ma a colori, si annunciano come un nuovo editto partorito dalla mente di persone che non hanno alcun contatto con la realtà.

Le discoteche sono al centro del nuovo provvedimento restrittivo e a differenza di quanto era stato annunciato, pare che la data di riapertura di queste strutture venga ulteriormente rimandata. “Dirty Dancing” sarà la parola d’ordine con la quale verranno bollate?

Sagre e fiere, che sarebbero motivo di sopravvivenza per piccole e medie imprese, sono sotto la lente d’ingrandimento degli esperti. “Fermare i grandi assembramenti”, pare il mantra che in questo momento precede i nuovi moniti del neoregime; a meno che non siano le Regioni a prendersi la briga di allentare le briglie assumendosene la responsabilità… Soliti concetti feudali separatisti che puntualmente arrivano quando c’è da assumere delle responsabilità derivanti dal proprio operato, ovviamente sempre sotto il segno del #insiemecelafaremo.

 


Crediti:

 

 

 

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