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3 suggerimenti per fare decollare il mercato dei droni in Italia

“Eccolo, è arrivato lui. Ti pareva che Stefano non avesse le risposte per ogni cosa. Ora, stai a vedere… ci sono fior fiore di aziende, federazioni, tecnici a vario titolo che si impegnano ogni giorno per cercare di far decollare il mercato SAPR in Italia e adesso arriva lui con le sue soluzioni…”

Uellà… Nessuno qui ha la bacchetta magica ma posso dire di essere un buon osservatore e, nel caso specifico, al di là del significato che questo termine assume in ambito ENAC, mi posso autoproclamare a pieno titolo OSSERVATORE SAPR o meglio OSSERVATORE del fenomeno SAPR italiano.

Questo perchè guardo, leggo, ascolto e mi rendo sempre più conto che il mercato DRONI in Italia è ancora sulla linea di partenza. Alcuni hanno già abbandonato la gara prima di partire, altri sono già in affanno e alcuni cominciano a studiare le strategie da adottare per affrontare la lunga maratona.

Ebbene sì, il mercato DRONI in Italia è paragonabile ad una maratona dal percorso impervio, in salita e in buona parte ancora da tracciare.

E allora? Ci mancavi solo te Stefano a ciarlare su queste cose. Menagramo che non sei altro! Si sa, è un settore difficile ma che fare?

Partiamo col dire che ENAC fa il suo lavoro. Bene o male non sta a me dirlo; lo fa punto e basta. Lamentele a parte dobbiamo imparare a conviverci e capire che di fatto il mercato dei droni in Italia si è resettato il 30 aprile 2014 con l’entrata in vigore del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto; tutto quello che c’era prima è solo storia. In termini di regole, dopo la suddetta data, si è aperto un libro bianco. Sta a noi capire se lasciare scrivere tutti i contenuti “agli altri” o se essere NOI gli autori del nostro futuro.

Gli operatori e piloti cercano di adeguarsi ai cambiamenti normativi, o per lo meno cercano di farlo rincorrendo le varie “note esplicative” ed “emendamenti natalizi”, impegnandosi con costanza e determinazione per essere in regola, per operare in modo professionale rispettando le leggi.

Le federazioni. Ci sono, lavorano, organizzano tavoli, si adirano con ENAC, propongono soluzioni; Enac dice che prende nota e poi di fatto fa quello che ha sempre fatto, si ritenta col presentare proposte concrete per rendere il regolamento dei mezzi aerei a pilotaggio remoto qualcosa di più “fruibile”, diciamo così, si dibatte e si scrive… tanto, tanta carta, tante parole ma pochi volano.

Le fiere di settore si danno un gran da fare cercando di presentare soluzioni, mettendo in comunicazione i vari operatori, le aziende che lavorano nel comparto droni a vario titolo, coinvolgono qualche associazione di categoria, ecc. Sono vetrine importantissime ma ancora troppo specialistiche; ci arrivo più avanti su questo argomento.

Ma poi?

Poi che accade domani? Domani si cercano i clienti, ognuno fa come meglio crede e come può in base alle proprie competenze, tecnologie e al bacino di utenza che ha a disposizione ma poi, volendo applicare il regolamento alla lettera, lì non si può volare, là sì ma solo se hai un Transformer che di fatto è un terminatore di volo con paracadute sul quale sono state montate delle eliche, anche se sarebbe meglio che non ci fossero così potrebbe essere reso “inoffensivo”. Allora prendo un mini drone da 300gr con para eliche e volo anche in città ma che ci posso fare con tre etti di tecnologia che sta in aria per otto minuti? Tante cose se mi invento il lavoro impiegando queste tecnologie. Magari faccio ispezioni di facciate, grondaie, tetti, ecc… ma eventualmente c’è anche il dirigibile.

Cosa?

Si i “droni gonfiabili”. Quelli sì che sono una novità!

Urca, il conte Ferdinand von Zeppelin ci sta guardando da “lassù” un po’ basito, comunque i dirigibili di oggi non sono certo come gli Zeppelin dei primi del novecento. Oggi le tecnologie sono tali e tante che grazie ad esse è possibile realizzare dei “mini dirigibili” o “droni gonfiabili” capaci di avere un buon payload (carico trasportabile) ed essere sicuri. Un tempo veniva usato l’idrogeno come gas per far volare questi giganti dell’aria, oggi si usa l’elio, un gas inerte, non si incendia. Insomma, prendi un bel drone gonfiabile lo attacchi ad un filo e hai risolto tutti i problemi. O quasi…  “Allarme elio, riserve agli sgoccioli”. Comunque, resta il fatto che i palloni o dirigibili o droni gonfiabili, se legati e assicurati a terra, al momento non sono assoggettati alle previsioni del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio remoto, Art. 2, comma 3, paragrafo (C)

t.hasa - airship - Licenza Creative Commons

t.hasa – airship – Licenza Creative Commons

E dei droni ad ala fissa?

Michael - wing tip - licenza Creative Commons

Michael – wing tip – licenza Creative Commons

Se riesci ad utilizzarli all’interno di un raggio che ti permette di gestirli in VLOS puoi usarli in ambito di Operazione Specializzata NON critica ma così li sfrutti in minima parte rispetto al potenziale che hanno. Se vuoi sfruttarne tutte le capacità dovresti usare il pilotaggio in FPV, ma non è ammesso dal regolamento ENAC, o tramite programmazione del piano di volo con waypoint e pilotaggio automatico o attraverso il controllo dell’APR utilizzando una ground station. Comunque, in entrambi i casi il volo non rientrerebbe nel VLOS ma in BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight) e quindi diventano operazioni critiche anche se sorvoli un campo di mais con il nulla attorno per chilometri.

Quindi?

Ci stiamo impallando su una serie di problemi che se affrontati singolarmente – oppure ognuno di noi per conto proprio – non ci permetteranno di andare molto lontano.

Ecco i miei 3 suggerimenti o spunti di riflessione:


 

  • 1) Stiamo andando incontro a uno sbilanciamento tra domanda e offerta. Occorre impegnarsi per fare cultura nei confronti degli utenti finali che possono fruire dei servizi erogabili attraverso i droni altrimenti si verificherà un paradosso che è destinato a portare ad una crisi del settore prima che si possa definire tale: troppa offerta rispetto alla scarsa domanda. 

Ecco che mi riallaccio al discorso delle “fiere di settore”. Fino ad oggi è stato svolto un lavoro egregio soprattutto dalle più “storiche del settore” come Roma Drone e Dronitaly, sotto il profilo dell’informazione tecnico-scientifica e delle proposte commerciali rivolte ad un’utenza di “addetti ai lavori”. Piloti, tecnici, costruttori, videomakers, ingegneri, geologi, referenti della protezione civile, scuole per Piloti di APR, assicuratori, forze dell’ordine…

Si può e si deve fare di più per mettere in contatto DOMANDA con OFFERTA.

L’interesse per le tecnologie droni arriva “dal basso”, da chi ha veramente la necessità di utilizzare i SAPR per migliorare processi di produzione, controllo, vigilanza, monitoraggio, ecc… Se incrementiamo questo interesse non saremo più quelle poche centinaia di persone del settore che cercano di farsi ascoltare da chi fa le leggi.

Se costruisco aerei e formo piloti ma non comunico alle persone che possono anche spostarsi volando – e dei vantaggi che ne derivano – posso tenere gli aerei negli hangar e i piloti a casa, tanto nessuno ne avrà bisogno.

E’ una questione di marketing che va vista anche in termini politici. Allora, propongo:

Lia Reich - Precision agricolture - Licenza Creative Commons

Lia Reich – Precision agricolture – Licenza Creative Commons

Vogliamo parlare di agricoltura di precisione? Creiamo momenti di incontro tra le associazioni di agricoltori, come Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori, Associazione Nazionale Giovani Agricoltori, Unione Provinciale Agricoltori, Coldiretti, Associazione Italiana Agricoltura Biologica, ecc… coinvolgiamo gli enologi, gli agronomi, i consorzi dei vini DOC, DOCG, IGT, ecc. il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina e gli attori della filiera droni che hanno sviluppato soluzioni ad hoc per il settore dell’agricoltura di precisione o precision farming. Presentiamo soluzioni tecnologiche impiegabili da domani, mostrando le possibilità che i droni possono offrire nel settore e chiediamo a gran voce un percorso di “facilitazione normativa” all’uso dei droni in ambito agricolo che preveda anche incentivi, detassazioni, recupero d’imposta, una serie di proposte per chi impiega i droni in agricoltura. 

Poi…

Per lanciare davvero il settore dei mini droni sotto i 300 gr., occorre creare momenti di incontro con le associazioni di amministratori di immobili / condominiali come ANACI, ASSIAC, ANAPI, ANAMMI, UNAI, ALAC, ANAIP, GESTICOND, ecc…, coinvolgere i sindaci delle città italiane tramite la ANCI e gli attori della filiera dei minidroni o droni sotto i 300gr, per presentare soluzioni concrete per il monitoraggio/ispezione degli edifici privati e pubblici, dei monumenti, per la prevenzione dei reati, per il controllo ambientale, l’abusivismo edilizio, ecc. mostrando loro come in concreto possono essere affrontati e risolti piccoli e grandi problemi quotidiani, grazie all’impiego di SAPR, coinvolgendo all’incontro le imprese edili, i manutentori, gli ingegneri civili, gli architetti…

Un’altra ancora?

Promozione e tutela del territorio. Altro incontro con gli stessi sindaci italiani, quindi richiami l’ANCI e gli presenti una serie di soluzioni che gli attori della filiera droni possono mettere in campo, in poco tempo e in modo altamente professionale. In tempi di spending review riuscire a valorizzare il proprio territorio attraverso riprese aeree, che possono essere realizzate anche in luoghi non accessibili ad altri aeromobili e soprattutto a costi contenuti, diventa vincente e attrattivo per molti sindaci. Occorre creare un modello di “protocollo di impiego dei SAPR” in aree urbane per la tutela e promozione del territorio, concertato con i sindaci e le autorità di PS locali. Ciò che dico è: “che chiami a fare ENAC per dirle che oggi devi volare su una piazza per fare delle riprese foto / video per il Comune X o che devi perlustrare un’area dove si pensa che vi sia in atto un abuso edilizio o di tipo ambientale?” Deve essere il Comune con le autorità locali di PS a richiedere e autorizzare un intervento puntuale, gestito in piena autonomia e in sicurezza, attraverso operatori specializzati e autorizzati ad operare con regolare Attestato o Licenza di Pilota di APR.

Non solo, sempre nell’ambito della valorizzazione e promozione del territorio, dovrebbero essere coinvolti in particolare i comuni montani che possono mettere a disposizione aree come piste da sci, da motocross, mountain bike, nordic walking, in periodi non interessati alle suddette attività, per studiare, insieme agli attori della filiera degli aeromodelli quadricotteri, un protocollo di impiego dei quadricotteri drone race in FPV, per creare eventi e gare all’interno delle suddette aree. Molto semplicemente, non voli oltre le cime degli alberi e il gioco è fatto. A chi dai noia?! Porti turismo, aumenti l’interesse per i droni race (e i droni in generale), propedeutico anche allo sviluppo di attività professionali nell’ambito SAPR, valorizzi i territori, crei un indotto economico…

Ne vuoi ancora una?

Chiama a raccolta videomakers e weddingplanners. Proponi un “protocollo di impiego dei SAPR” in ambito matrimoni. Trovi delle soluzioni condivise e definisci metodi che permettano di fare le riprese con i droni anche ai matrimoni. Regole base, senza troppi fronzoli. Non voli sulla testa delle persone, devi usare droni con paraeliche e/o cavi per il volo vincolato, devi predisporre aree buffer riservate al volo dei droni e comunichi alle autorità di PS (tramite un contatto facilitato e non oneroso) che un operatore abilitato all’uso del SAPR opererà in una certa zona (giorno e ora) garantendo determinati requisiti di sicurezza.

Drone Journalism. Convoca l’ordine dei giornalisti e mostra cosa sono capaci di fare i droni in ambito giornalistico in situazioni particolari, educando gli operatori che utilizzeranno i droni per il giornalismo alle regole del settore.

John Mills - Flying drones at the Harris Flights - Licenza Creative Commons

John Mills – Flying drones at the Harris Flights – Licenza Creative Commons

 

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Vuoi usare i droni per il trasporto merci? Lascia perdere Amazon con Prime Air o Google con Project Wing, loro fanno già la loro corsa e a loro modo l’hanno già vinta. Crea soluzioni per la logistica dedicata al trasporto di merci di prima necessità come i farmaci, apparecchi medicali (es. defibrillatori) per portarli nelle aree più disagiate. In questo caso coinvolgi anche il Ministero della Salute e gli presenti un progetto ad hoc. Corridoi di volo, quote (altitudine di volo) stabilite, tratte concordate …

Ma tornando al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio promuovi un tavolo dove mostrare l’utilità dei droni per il monitoraggio delle infrastrutture: ponti, viadotti, strade, ferrovie, autostrade, pipeline, ecc. e visto che ci sei chiami anche la Protezione Civile proponendo un servizio mirato alla prevenzione (tramite monitoraggio periodico di aree a rischio franoso/sismico o soggette ad inondazioni) e all’intervento (in ambito di disastri per monitorare l’area interessata) attraverso squadre specializzate di operatori SAPR in grado di garantire un servizio immediato e specializzato nell’ambito della sicurezza del territorio.

Robert King - licenza Creative Commons

Robert King – licenza Creative Commons


 

  • 2) Organizzazione, nel vero senso del termine. Il concetto di Organizzazione tecnica ed operativa, previsto da ENAC, dovrebbe essere meglio inteso anche dagli stessi operatori di settore.

Occorre fare rete e unire le forze.

Non è un settore da “armata Brancaleone” dove ognuno parte e fa quello che gli pare, pur in buona fede e pur con tutte le preparazioni del caso ma, da soli si fa ben poco. Cento operatori indipendenti che operano nella stessa area sono cento concorrenti che fanno poco o nulla. Pur con tutte le eccezioni e rivisitazioni del caso, occorre pensare guardando alle compagnie aeree. In questo caso Compagnie Sapr; consorzio, rete imprese, società, cooperative, associazioni, chiamale come vuoi, basta che vi decidiate a collaborare. Una struttura, dei tecnici, dei consulenti, officine per l’assistenza tecnica, basi di appoggio, apr dedicati a specifiche operazioni e Piloti addestrati e muniti di Attestato o Licenza di Pilota di APR. Assunti, a partita iva, collaborazioni occasionali, fate quello che volete purchè lo facciate e in fretta. Se oggi vi organizzate ad operare in team, potrete presto competere anche con le organizzazioni europee che attendono a gloria che l’EASA si pronunci a livello europeo per cominciare a fare capolino anche in Italia. Se ci trovano preparati, avranno poche possibilità di competere con noi, diversamente, arriveranno con dei TIR, unità mobili, centri di controllo e assistenza tecnica e inizieranno a fornire servizi altamente professionali anche nel nostro territorio. Oltretutto pensate anche alla situazione inversa: potreste lavorare in tutta Europa, forti di un regolamento che ha messo a dura prova gli operatori italiani che però avranno unito le forze per collaborare insieme per realizzare delle Compagnie SAPR.

Compagnia SAPR

Pensate a tutti i vantaggi. Scuole di formazione interne o convenzionate, consulenti legali e tecnici per assolvere a tutte le pratiche necessarie al conseguimento delle autorizzazioni, acquisti di gruppo per gestire flotte di droni efficienti e in grado di non risentire della obsolescenza tecnologica che incombe in modo pesante sul singolo operatore, ridondanza degli APR, produzione di droni in serie attraverso la certificazione di progetto (Art. 13 del Reg. Mezzi APR) , possibilità di partecipare a gare di appalto pubbliche, definire listini dei servizi, fornire soluzioni personalizzate in tutti gli ambiti operativi, ecc.

Si tratta di trovare SINERGIE per creare un MERCATO a cui fornire SOLUZIONI grazie alle quali generare posti di LAVORO ed essere PROTAGONISTI di quello che sarà il prossimo FUTURO.


 

  • 3) “Volare basso”. L’elevata altitudine crea confusione mentale. Da una parte siete PILOTI DI APR ma dall’altra cercate di restare con i piedi piantati a terra. Sento gente che si atteggia a Top Gun. Vanno bene le regole, va bene essere etichettati Piloti ma prima di tutto occorre molta umiltà, voglia di imparare, di capire e di mettersi in gioco in continuazione. 

Il settore SAPR è in perenne evoluzione. Se penso a quando ho cominciato a interessarmi al settore (poco più di tre anni fa) e lo confronto a oggi, vedo che sono mutate tante cose. Sono cambiate le regole, sono cambiate le tecnologie o quantomeno si sono evolute e perfezionate, è cambiata la percezione del DRONE nell’opinione pubblica o, almeno una parte di essa vede il DRONE anche come una possibile minaccia per la propria privacy o sicurezza.

ENAC indica dei percorsi da seguire per mettersi in regola ed operare con gli APR ma questo non basta per definirsi un PILOTA DI APR.

Il DRONE è un mero mezzo di trasporto e come tale porta oggetti come sensori, fotocamere, videocamere, dispositivi vari. I droni possono essere impiegati in moltissimi settori e non basta dire “ho il drone” quindi faccio fotogrammetria, rilievi 3D, video pubblicitari, controllo del territorio, agricoltura di precisione, monitoraggio ambientale, ricerca dispersi, protezione civile e magari se ho tempo mi dedico al “drone journalism”. E’un po’ come se volessi usare un Canadair per irrorare i campi per debellare la piralide del mais e con lo stesso Canadair volessi fare delle riprese video per la promozione del territorio. Oppure è come se con la mia auto volessi fare servizio ambulanza o di TAXI.

JordiVS - Canadair Cl 215 T Ejercito del Aire Español - Licenza Creative Commons

JordiVS – Canadair Cl 215 T Ejercito del Aire Español – Licenza Creative Commons

Voglio dire che ogni settore richiede una grande competenza e la capacità di intercettare e comprendere le esigenze degli interlocutori a cui ci si rivolge, offrendo servizi puntuali di alto livello. Non si può far tutto, per questo ritorno sul concetto di fare rete. Dieci operatori, specializzati in dieci settori diversi, possono creare una Compagnia SAPR altamente competitiva e capace di intervenire in ogni ambito. Un solo operatore che si improvvisa professionista in vari settori, non potrà mai fare tutto e bene e resterà sempre uno dei “mille” che ENAC deve gestire…

Quindi, invito a riflettere.

Continuo, ancora oggi, a ricevere domande da parte di persone che vogliono avvicinarsi al settore dei droni che mi chiedono come prima cosa: “Stefano, che drone mi consigli? Sai, sono all’inizio”…

Mi abbrutisco ogni volta che mi viene rivolta questa domanda. NON TI CONSIGLIO UN BEL NULLA. CHIARISCITI LE IDEE, FREQUENTA QUALCHE CORSO, VAI ALLE FIERE e poi FAI A TE STESSO LA MEDESIMA DOMANDA. SOLO DOPO, FORSE, POTRAI TROVARE UNA RISPOSTA.

E’ come se ti rivolgessi ad un cuoco e gli chiedessi: “che pentole mi consigli di usare?” Senza sapere cosa vuoi cucinare, per quante persone devi cucinare e cosa devi cucinare e, magari, in realtà volevi solo un “tegamino” per cuocerti un uovo.


 

Chiudo, finalmente, con un invito a tutti, me compreso.

Facciamo in modo che i prossimi incontri, come le Fiere di settore o le conferenze, workshop, ecc, possano essere non solo momenti per mostrare i propri prodotti o parlare in generale su come siamo bravi, su come volano i droni o anche come siamo disperati perchè non riusciamo a volare per via delle regole troppo restrittive, ecc. Occorre scendere ad un livello più pratico, uscire dalla “progettazione”, dalle teorie, dalle giuste ma eccessive riflessioni e creare metodologie e protocolli di lavoro per offrire SOLUZIONI PRATICHE E ATTUABILI FIN DA SUBITO. Coinvolgere di più il mondo “extra-droni”, quindi meno “ce la cantiamo e ce la suoniamo” e più “tirare l’acqua al nostro mulino” attraendo il pubblico, creando interesse, cultura e bisogni.

Quando da poche centinaia passeremo a diverse migliaia di persone a chiedere che i DRONI entrino a far parte “del quotidiano”, state pur sicuri che non dovremo andare a bussare alle porte di nessuno per chiedere che le regole cambino o sperare di volare tranquilli (chi è in regola) senza incorrere in assurde sanzioni. Anche i clienti si rivolgeranno ad aziende, o Compagnie SAPR, autorizzate, competenti e professionali perché saranno clienti informati e consapevoli degli eventuali rischi a cui possono incorrere se ingaggiano personale non in regola; solo così l’abusivismo tenderà a diminuire progressivamente, solo così il mercato droni potrà decollare.

Detto ciò, tenendo un occhio all’EASA e uno all’ENAC, una mano al portafoglio e l’altra pronta a stringere la mano a chi vuole “fare rete”, invito chi ha capacità e voglia di CONDIVISIONE a scendere in campo e a fare il primo passo.

Lo dico ai costruttori di DRONI, alle grandi aziende italiane che hanno investito in ricerca e sviluppo, nella realizzazioni di soluzioni APR e dei relativi Sistemi payload. Vi invito a promuovere iniziative per fare rete cominciando dal coinvolgere i vostri stessi clienti.

Invito gli organizzatori delle Fiere di settore a creare spazi idonei allo scopo. Spazi per la condivisione, per il lancio di idee, per la promozione delle stesse. Coinvolgere il pubblico, non solo attraverso gli aspetti più ludici legati al mondo dei droni ma mostrando nella pratica le ricadute positive nell’utenza finale derivanti dall’impiego di un SAPR, simulando “situazioni tipo” mostrando anche i risultati in termini di risparmio rispetto ad un servizio simile erogato con metodologie tradizionali.

Sarebbe anche bello poter vedere una cooperazione tra le fiere di settore. Uno stand Dronitaly al Roma Drone e uno Roma Drone al Dronitaly. Insisto su queste due in particolare perché vi ho partecipato come espositore, posso dire di conoscerle e di conoscere anche le persone che le organizzano che ritengo, da entrambe le parti, competenti e lungimiranti. Va bene il libero mercato, va bene la sana concorrenza ma il settore in questo momento ha bisogno di CONDIVISIONE e non di DIVISIONE. Utopia? Non credo, si tratterebbe di collaborare per la crescita e consolidamento del settore, nell’interesse di tutti, anche dei singoli. Il mercato ha bisogno di creare opportunità, momenti di confronto, di scambio di idee e di soluzioni. Invito gli organizzatori delle fiere dedicate ai droni a pensare a delle aree espositori per i referenti delle varie regioni italiane o delle società di consulenza che si occupano di intercettare i fondi europei per presentare prodotti e servizi di consulenza e finanziamento. Cooperare con le fiere di altri settori per diffondere cultura, per informare e mettere in contatto l’offerta specializzata con una domanda, che deve essere informata e aumentare esponenzialmente per assorbire le proposte del settore SAPR.

Victor van Dijk - 1 Euro - Licenza Creative Commons

Victor van Dijk – 1 Euro – Licenza Creative Commons

Stessa cosa per le Federazioni di settore (FIAPR. ASSORPAS, AIDRONI, UASIT, EDPA). Vi invito a porvi come “facilitatori o aggregatori d’imprese”, come possibili Operatori con in seno i vostro soci Piloti di APR. Potreste essere le prime vere Compagnie SAPR. Ovviamente come eventuale soluzione da offrire agli affiliati, non certo come un obbligo.

Lavoriamo insieme affinché  la parola ricorrente del 2016 nel settore droni non sia “boom” (ma in realtà solo di aeromodelli) o “terrorismo” (ipotizzando droni civili che si schiantano su obiettivi sensibili) oppure “mania” (per l’interesse che suscitano i droni ma poi in realtà quelli professionali restano a terra) ma deve essere: SINERGIA.

Grazie per avermi letto fino a qui.

Droni nello spot della nuova Renault MEGANE

Taglio cinematografico, atmosfere drammatiche, un circuito automobilistico come location, diverse comparse e l’impiego di droni in scena.

“Un team di scienziati ha realizzato un esperimento inedito”, questo è il messaggio che sta alla base dello spot della nuova Renault MEGANE e su cui si sviluppa la storia nell’arco di 1 minuto.

Il montaggio ci regala dettagli dell’auto alternati a immagini che ritraggono il suddetto team di scienziati impegnati nella loro ricerca che vede come soggetti di studio due persone comuni.

Simulatori di guida, tute dotate di sensori, attività fisica, computer, strumenti… un protocollo rigoroso dove nulla viene lasciato al caso. Tutto viene monitorato per preparare i soggetti al test vero e proprio: provare l’auto su strada e analizzarne le reazioni alla guida.

Due auto, due piloti, due direzioni opposte, un espediente narrativo che tende a sottolineare che la Renault MEGANE è un’auto che si colloca all’interno di un segmento di mercato che soddisfa le esigenze di un’ampia fascia di utenti, oltre a voler sottolineare la “scientificità” dell’esperimento in sé.

Le auto partono, i sensori delle tute indossate dai piloti iniziano a trasmettere i dati biometrici alle postazioni di controllo. Lungo il percorso di guida sono dislocati numerosi strumenti in grado di tracciare il passaggio delle auto. Le informazioni raccolte vengono analizzate dagli immancabili tecnici asiatici che con la loro presenza contribuiscono a trasmettere allo spettatore un’elevata connotazione tecnico-scientifica e la “serietà” dell’esperimento stesso.

Come una sorta di “ciliegina sulla torta” a circa metà dello spot entrano i scena i droni. In questo momento storico rappresentano un totem attraverso il quale sintetizzare concetti come tecnologia, scienza, ricerca, monitoraggio e anche fascino per qualcosa di non ancora ben collocato nel quotidiano di molti, soprattutto se prendiamo in esame i droni civili ad uso professionale, come in questo caso.

Renault Megane

Il primo ottocottero compare in secondo piano, fuori fuoco, dietro ad uno dei piloti, inquadrato dal posto del passeggero attraverso il finestrino di guida. Segue la traiettoria dell’auto e supera il soggetto in movimento uscendo immediatamente dall’inquadratura. La scena successiva mostra alcuni tecnici con in mano i radiocomandi necessari per pilotare i droni. Subito dopo vediamo la nuova Renault MEGANE, al centro della scena, con ben quattro droni (a giudicare dalle immagini direi che si tratta di S1000 della DJI) che la circondano e la seguono alla stessa velocità monitorandone le performance, o almeno questa è l’impressione che lo spettatore percepirà nel godersi queste immagini.

Il test prosegue con prove di tenuta su bagnato e al termine dell’esperimento gli scienziati, dopo aver elaborato la mole di dati ricavati, giungono alle loro conclusioni scientifiche…

Una stretta di spalle è la sintesi perfetta che palesa il “team manager” circondato da tutti i tecnici che hanno partecipato al test. L’inquadratura non lascia dubbi in merito alla rassegnazione dell’esperto nell’osservare i risultati ottenuti.

In conclusione: “Vuoi scoprire cosa si prova? Guidala!”. Con questo invito all’azione lo spot passa al quadro finale che mostra l’auto e lancia il claim: “Nuova Renault Megane – Wake up passion”.

Crediti e approfondimenti:

  • Advertising Agency: Publicis Conceil, France
  • Executive Creative Director: Marcelo Vergara
  • Art Director: Thomas Roques
  • Copywriter: Antoine Giraud
  • Account managers: Patrick Lara, Adrien Dumont, Jessy Teboul, Arnault Bernardin, Sacha Garel, Karim Ben Hamida
  • Producers: Pierre Marcus, Nathalie Levincent / Prodigious
  • Director of photography: Paco Femenia
  • Informazioni sullo spot dal sito web: http://adsoftheworld.com/
  • Lo spot TV Renault Megane dal canale YouTube di: Renault Italia
  • L’immagine tratta dello spot “Renault Megane: Wake up your passion” su cui sono inquadrati i droni, dal sito: Just Marketing News

Droni agli arresti domiciliari e il business delle parole…

Blindato, terrorismo, ISIS, foreign fighters e droni. 

Non necessariamente in questo ordine ma spesso, troppo spesso, queste parole vengono accostate tra loro.

Qualche anno fa mi avvicinai al settore dei droni con la convinzione che potesse offrire nuove opportunità di lavoro. Si diceva che le tecnologie dei droni civili erano state “sdoganate” (altro termine abusato) da quelle militari – quindi che erano molto efficienti – e che la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie avrebbero portato nel corso degli anni al raggiungimento di incredibili risultati nelle performance degli aeromobili a controllo remoto, parallelamente all’implementazione delle applicazioni in cui impiegarli in ambito civile.

droneMilitare

Io stesso avevo deciso di avvalermi di un SAPR per effettuare riprese, foto e video pubblicitari ma con le prime avvisaglie che preannunciavano l’entrata in vigore del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto capii che le cose si sarebbero decisamente complicate. In parole povere, come si dice a Prato: “ho ripreso ì mì balocchi e son tornato a giocare nì mì uscio”.

“Eppure avevamo detto che i droni sarebbero stati il futuro…”

A tutt’oggi ritengo che avviare in Italia un’attività che implichi l’impiego di APR sia da valutare con la massima attenzione; non solo per tutti gli aspetti burocratici, normativi, legali, sanzionatori, assicurativi, correlati e derivanti da ciò che è riportato su:

a cui si riferiscono le sanzioni emanate dal

e per quanto previsto dalle regole sulla Privacy, in merito alla realizzazione di foto e di video, definite dal:

ma anche per tutto ciò che i media dispensano a loro uso e consumo ipotizzando molteplici utilizzi dei droni in ambito terroristico, talvolta sconfinando nella fantascienza o prospettando scenari apocalittici che paiono dei suggerimenti verso i neo-terroristi.

Posso usare un coltello da cucina per tagliare il pane o la carne ma non divento automaticamente un serial killer e dato che i serial killer e gli assassini utilizzano anche i coltelli per uccidere, non credo che vietandone l’uso si possano eliminare gli omicidi; di sicuro si manderebbero fallite le panetterie, le macellerie, ecc. che utilizzano quotidianamente i coltelli per svolgere il proprio, lecito lavoro.

Torniamo alle parole che in questo momento “vanno per la maggiore” e che i media utilizzano in ogni dove per caratterizzare i propri servizi giornalistici.

BLINDATO: a seguito dei fatti di cronaca accaduti a Parigi è il termine più utilizzato per definire una zona impenetrabile, chiusa, sigillata.

E’ quasi un termine onomatopeico che suona come: “forte”, “ferro”, “serratura”, “sicuro” e che trasposto in un contesto di cronaca dovrebbe darci la garanzia di estrema sicurezza e di massimo controllo laddove però, evidentemente, non si riesce a garantire né l’una e né l’altra cosa se non la limitazione della libertà alle persone comuni e non escludendo in assoluto la possibilità di agire a quelle più scellerate. Oltretutto si procede a “blindare” un’area o un’intera città solo dopo essersi verificato un fatto di estrema gravità che ha prodotto vittime civili. E’ un po’ come voler mettere i soldi in una cassaforte dopo essere stati rapinati.

Prima o poi il livello di attenzione cala inevitabilmente e ciò che si è fatto oggi, con estremo sacrificio, spendendo milioni di Euro in procedure di sicurezza, intelligence, armi e dispositivi vari, diventa praticamente inutile col passare del tempo. Cambiano le strategie dei terroristi, cambiano gli obiettivi, cala l’attenzione da parte delle forze dell’ordine e tutto torna ad assumere una condizione di “normalità”, fino al nuovo fatto di sangue.

Ma a parte questo, il termine BLINDATO piace, va parecchio. Se ci fosse una “borsa delle parole” oggi avrebbe una quotazione altissima.

A fianco o nelle vicinanze di blindato troviamo TERRORISMO, altro termine che evoca nelle menti di ognuno immagini cruente. Vorrei poter abusare del termine che indica l’esatto contrario ma di fatto, il SERENISMO o il FELICISMO o il CALMISMO ma non sono termini in uso; peccato, forse questo è sintomatico ed indica la vera natura dell’uomo.

Poi abbiamo ISIS che è l’acronimo di Islamic State of Iraq and Syria. Che dire in merito… anche nulla. Si è detto e ridetto di tutto e di più e francamente, io che sono un semplice cittadino che subisce come voi il peso delle parole e ancor di più della sostanza prodotta da questo clima di NON PACE, non voglio aggiungere nulla in merito a qualcosa che si autoproclama uno Stato e che di fatto esiste solo per uccidere le persone e annichilire il concetto stesso di cultura e di evoluzione umana.

Da ISIS il passo a FOREIGN FIGHTERS è breve. Altro termine abusato, diventato quasi un titolo altisonante che di fatto vuol dire: “combattente straniero”, anche se in modo più hollywoodiano, usato al posto di qualche appellativo più scurrile, meno giornalistico ma più consono e all’uopo per indicare quell’essere che si cimenta nel terrorismo. Secondo il mio modestissimo parere è un termine anche troppo lusinghiero, soprattutto la seconda parola: FIGHETER che dovrebbe essere associata ad un personaggio come Leonida o ad un Cesare o un lottatore di Wresling o ad uno di Boxe e non a dei fanatici il cui cervello ha pensato bene di dissociarsi e andarsene dal loro corpo da parecchio tempo.

Ma veniamo all’ultimo dei termini che ho elencato in apertura di questo post; quello che francamente riterrei il più innocuo tra questi: DRONI.

Oggi la parola DRONE è abusatissima. Viene indiscriminatamente utilizzata per indicare tutto ciò che è dotato di un’intelligenza artificiale, più o meno evoluta, e che si muove senza un pilota a bordo.

Ho sentito indicare drone:

  • Auto
  • barche
  • robot
  • sottomarini

e anche

  • aerei o elicotteri dal design innovativo ma che a bordo hanno comunque un pilota.

Mi manca solo di sentire qualche idraulico indicare “drone” una lavatrice di ultima generazione e siamo a posto.

Solo per fare chiarezza, un DRONE può essere solo due cose:

  1. il maschio dell’ape
  2. un’aeromobile a controllo remoto (il cui nome deriva proprio dalle caratteristiche fisiche, comportamentali e dal rumore prodotto durante il volo dal suddetto insetto).

Comunque, pare che se non utilizzi i DRONI per fare un po’ di tutto, meno che per quello che servirebbero (viste le restrizioni per l’utilizzo di questi aeromobili in ambito civile), non sei “alla moda”.

Detto ciò, oggi i DRONI pare che siano il pericolo numero uno per le intelligence di tutto il mondo, senza pensare che gli unici droni che fino ad oggi hanno fatto seri danni sono stati solo quelli militari, oltretutto impiegati proprio con l’intento di fare danno.

Comunque, l’associazione delle parole blindato, terrorismo, ISIS, foreign fighters e droni è diventata la miscela vincente per vendere giornali e realizzare talk show improntati esclusivamente su questi argomenti.

Considerando che un terrorista dell’ISIS ambisce per dottrina e lavaggio di cervello, quando non ci ripensa all’ultimo istante, a immolarsi per un distorto “credo religioso”, mi pare molto difficile che possa utilizzare un drone per compiere un attentato.

Comunque, anche se il “suo credo religioso”, edulcorato da fifa, gli suggerisse di mantenere la propria incolumità, non credo che l’interdizione di uno spazio aereo ai droni o agli ultraleggeri possa evitare l’utilizzo di questi aeromobili in ambito terroristico. Francamente non me lo vedo proprio il tizio dell’ISIS che si reca da ENAC per mettersi in regola con tanto di attestati, manuali di volo e documentazioni varie con l’obiettivo di compiere un attentato col proprio APR. Oltretutto in area critica soggetta ad assembramento di persone, su via, non si può proprio. O li usa, a prescindere, o continua ad utilizzare il suoi “bei” Kalashnikov, cinture esplosive e aggeggi vari di morte, acquistati presso i venditori di armi, degli stessi paesi dove poi i terroristi li impiegano; credo oltretutto che vedano questo processo come una sorta di nemesi perfetta.

Parlare delle possibili “strategie del terrore” in termini mediatici ha un maggiore effetto sull’opinione pubblica se vi si associa la parola DRONE.

Un oggetto che vola, pilotato in remoto da chissà chi e da chissà dove, magari carico di esplosivo o di un pericoloso virus letale. “Fa audience”, crea attenzione, si possono chiamare in causa esperti e sedicenti tali in varie trasmissioni televisive per parlare dell’argomento in modo quasi morboso. Le ipotesi si sprecano e gli ascolti salgono e l’opinione che si forma tra la gente in merito ai DRONI è sempre più DRONI = TERRORISMO.

Poi arrivano le contraddizioni.

Qualche giorno fa ho postato sulla mia pagina Facebook DRONE alcuni articoli che riportavano le parole del ministro Angelino Alfano il quale comunicava perentoriamente l’interdizione dello spazio aereo ai DRONI e agli ultraleggeri sulla capitale durante il Giubileo. Il giorno dopo si leggeva sui quotidiani online che le forze di polizia avrebbero utilizzato i DRONI per prevenire attentati. Il giorno dopo ancora il prefetto Gabrielli dichiarava che i droni “sospetti” sarebbero stati abbattuti; “credo che si riferisse a quelli con occhiali da sole e baffi finti”.

In fondo a questo post, se volete, potrete deliziarvi leggendo gli articoli di cui vi ho appena parlato.

Forse mi sono perso qualcosa… ma il volo degli APR sulla capitale o su qualsiasi altra città, prima dell’era ISIS, era possibile? …Mah!

Diciamo pure che se uno prende e vola con un APR in Piazza Navona, per dirne una, o a San Pietro, per dirne un’altra, viola la legge, a meno che non abbia ottenuto da ENAC un “permesso di volo in area critica in scenario misto” e che lo abbia condiviso con le autorità di PS del luogo che hanno l’ultima parola in merito; questo perchè se le autorità di PS, per esempio, avessero autorizzato per quel giorno, a quell’ora “un corteo con la Camusso“, che per l’appunto transita proprio nella zona di volo dell’APR, questo creerebbe non pochi problemi…

Ma tutto questo non fa figo e quindi i media non ne parlano. No, non della Camusso ma delle questioni burocratiche legate all’uso di un APR in città – e non mi riferisco a quelle tre fette di prosciutto con le ali definite DRONI sotto i 300gr. –

Alla fine di tutto questo delirio, chi già aveva difficoltà a lavorare con gli APR, pur con tutte le sue autorizzazioni, assicurazioni, certificazioni varie, oggi si trova ad essere paragonato alla stregua di un Hezbollah fondamentalista guerrafondaio.

vignetta terrorista

Vorrei ricordare che nel mondo il business delle armi supera di gran lunga quello dei droni civili e che un drone civile può essere impiegato in moltissimi scenari per innumerevoli scopi di pace mentre un’arma può solo uccidere, anche se sono impiegate in quelle che definiamo missioni di pace o missioni umanitarie ma che di fatto, spesso, si trasformano in missioni “portatrici di morte”.

Quindi, che futuro potremmo sperare per i droni?

A mio avviso si è spostata la linea di arrivo e di ripartenza o quella che avrebbe dovuto sancire l’apertura di un vero e proprio mercato e del relativo business per il settore dei droni civili. Questo almeno in Italia.

Per quanto ci possiamo impegnare, investire e sperare, vedo che gli APR restano per il momento degli apparecchi in uso ad una nicchia di utenti, troppo pochi per essere definiti un “mercato di riferimento”, troppo pochi per essere ascoltati, troppo pochi per poter fare la differenza in un settore che ha un incredibile potenziale inespresso, sottomesso da regole che limitano chi lavora con coscienza e serietà e risultano poco efficaci per frenare il fenomeno dell’abusivismo.

Si dice che il settore sia ancora acerbo, che dovrà svilupparsi e che i risultati si vedranno nel tempo. A me pare che il settore abbia subito un evidente arresto. Sento parlare più o meno delle stesse cose da circa tre anni e non mi pare di vedere tutti questi droni in cielo o che il mercato dei droni sia effettivamente “decollato”.

Si sente parlare di un boom di vendite di droni e di un incremento di APR che volano in regola.

Nel primo caso il boom si riferisce a quelli venduti spesso dalla grande distribuzione e che oltretutto non dovrebbero essere considerati come dei droni ma degli aeromodelli impiegabili per scopi ludici; anche se qualcuno li usa in modo “promiscuo”, (non previsto dalla legge e quindi per impieghi non proprio regolari).

Nel secondo si parla di un normale incremento dovuto all’ammodernamento e allo sviluppo delle flotte in carico alle aziende produttrici degli stessi APR e di quelle che ne acquistano più di uno per garantire un livello di continuità di servizio nell’ambito della propria professione.

Se a questo ci aggiungiamo il TERRORISMO MEDIATICO unito ad una certa faciloneria nel modo di comunicare della nostra classe politica, penso che la ripartenza del settore sarà roba destinata ad un’élite di “soliti noti”, quelle aziende che potranno permettersi il lusso di gestire appalti pubblici, difesa, sicurezza, intelligence e che sapranno imporre APR ridondatissimi, censitissimi, scatolaneramuniti, transponderati, con sistemi anticollisione, paracadute, airbag, triccheballacche e soprattutto il teletrasporto, almeno se qualcosa deve accadere è meglio che accada lontano da casa nostra; l’importante è parlare, parlare, parlare e i droni civili, quelli che avrebbero potuto e dovuto creare migliaia di posti di lavoro, avranno sempre ampio risalto nelle cronache dei giornali, per il diletto di qualche giornalista o politico che si diverte a “fare la guerra” con le parole, preferendo parlare o straparlare di droni ad uso civile invece di affrontare seriamente il problema delle armi vere ad uso incivile.

 

Articoli di approfondimento:

 

 

Dronitaly, album fotografico della due giorni milanese dedicata ai droni

Veni, vidi, vinsi…

almeno in termini di contenuti, contatti, opportunità e per il piacere di aver potuto parlare con tante persone, tutte molto motivate nel portare avanti i propri progetti all’interno del settore droni.

Dronitaly 2015

25 e 26 settembre 2015, Centro Congressi Ata Hotel Expo Fiera Milano. Una due giorni intensa caratterizzata dalla presenza di molti espositori del settore ed esperti impegnati nei numerosi convegni in programma.

Un Dronitaly ricco di connessioni positive tra aziende e pubblico, appassionati e professionisti, produttori e tecnici, piloti di APR e anche hobbisti e curiosi.

badgeDevo dire che mi sono divertito; da espositore non è facile vivere una fiera in modo rilassato ma nonostante la comprensibile e prevedibile stanchezza ho trovato molto piacevole e rigenerante poter parlare con le persone che ho incontrato presso i loro stand, le aree convegni e quelle che sono venute a trovarmi presso la mia area espositiva.

Con questo post vorrei ringraziare tutti.

Tutti chi?

Prima di tutto gli organizzatori di Dronitaly: lo staff Mirumir che si è prodigato per soddisfare le esigenze degli espositori, comprese le mie. Poi voglio ringraziare il pubblico, senza il quale un evento come questo non avrebbe ragione di esistere. Infine voglio ringraziare gli espositori, quelli che ho incontrato e quelli con cui non ho potuto parlare per ragioni di tempo ma i cui sforzi e le rispettive professionalità sono emerse grazie a ciò che hanno presentato in fiera e che ho potuto documentare.

Ho fatto qualche foto per ricordare Dronitaly 2015 e per contribuire, nel mio piccolo, a dare visibilità a coloro che erano in fiera a lavorare. Riporterò a seguire un “album fotografico” indicando il nome dell’azienda a cui si riferiscono le foto e i rispettivi marchi rappresentati. Magari chi leggerà questo post sarà interessato a contattarne qualcuna con l’intento di avviare un rapporto di lavoro, chissà 🙂

Ecco il mio Virtual Dronitaly 2015. Se avessi involontariamente dimenticato qualche azienda, vi prego di perdonarmi e di segnalarmi l’eventuale mancanza.

3D Target – Headwall – Teax – Tetracam – Velodyne – Flir – NcTech

 

Accademia del Volo

 

Achrom (io)

 

ADPM

 

Aermatica – Archidron – Dronetech UAV

 

Aerodron – Pix4D

 

AerRobotix – Fotovolante

 

AiviewGroup – Aibotix Italia – Dedrone – Lehmann Aviation

 

Amabilia

 

AprFlyTech

 

Assorpas

 

Aviosuperficie Club Astra

 

Consorzio in-Remote – Cinefly – Fly In – North West Service

 

DroneInside

 

Dronezine

 

Euro USC International – Euro USC Italia

 

Eye Drone – Mikrokopter – Allianz

 

FIAPR

 

FlyTop

 

FlyValue – MultirotorSystems

 

Foto-Notiziario

 

Geoskylab – Cabi Broker di Assicurazioni

 

Gruppo Securitas

 

HdB Insurance Broker

 

Helicampro – Micropilot

 

HobbyHobby Italia – DJI – Walkera – GoPro

 

iDroni – Mesodrone – Husban – Eadrone – JJRC

 

Italdron – Zerotech

 

Menci Software – SenseFly

 

MicroGeo – Aeromax – Agisoft – iFly

 

Momicon & Partners

 

Pagnanelli Risk Solutions LTD

 

Pro S3 Unmanned Technologies – Studio Associato R3D

 

Progetto S3T

 

Sal Engineering

 

Polizia di Stato II Reparto Volo Milano Malpensa

 

Sharper Shape LTD

Siralab

 

Skyrobotic

 

Topoprogram & Service

 

Al-To-Drones – Trimble Geospatial – Service Drone-Multirotor

 

Yuneec Europe

 

Zefiro Ricerca & Innovazione

 

A tutti voi… un saluto e GRAZIE!

UUn saluto in perfetto stile vulcaniano dal Dronitaly2015

Un saluto in perfetto stile vulcaniano dal Dronitaly2015 – termocamera montata su SAPR allo stand “Sal Engineering”

Link:

Tu, outsider dei droni… Non venire al DRONITALY!

Lo so, tu sai tutto. Sei tra quelli che si considerano “outsider del dronismo”.

Ci fu un tempo in cui sentisti parlare di un certo Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. Ti capitò anche di parlarne al bar con degli amici, cercando di commentarlo ancor prima di averlo letto, come spesso avviene sui social network quando viene postato un articolo da un quotidiano accompagnato da un titolo piuttosto altisonante; nel giro di poco piovono valanghe di commenti che lasciano intuire un “tuttologismo” diffuso, prese di posizione precise che spesso cadono nel ridicolo perché basate solo sulla lettura del titolo. Il resto dell’articolo? Roba per chi ha tempo da perdere…

Ma “loro” sanno e devono commentare a prescindere.

Questo sarebbe anche già molto, per quanto concerne il nostro Regolamento APR redatto da ENAC. C’è chi, pur volendo fare il “professionista del settore”, non solo non è a conoscenza del suddetto Regolamento – o meglio, ha deciso di ignorarne l’esistenza – ma non ha ancora preso minimamente in considerazione il concetto di “mettersi in regola” e soprattutto di “operare rispettando le regole”; figuriamoci se poi si mette a leggere una barba di roba tecno-burocratica con rimandi ad articoli precedenti, collegata a Note Esplicative a latere e che lascia spazio a molte interpretazioni. E poi si deve fare il corso e gestire tutte le scartoffie per arrivare al dunque…

Mi rivolgo sempre a te, uomo dei droni, tu che ti fai tutti i matrimoni della tua zona, le sagre di paese, i video pubblicitari per i tuoi clienti, inconsapevoli oltretutto della corresponsabilità che ne deriva dall’assunzione di un operatore non autorizzato ad operare con un SAPR. Mi rivolgo a te che svolazzi contento e indisturbato ovunque, soprattutto sulle teste delle persone in aree cosiddette congestionate; ed è proprio quella la cosa che ti piace fare di più, vero?

Magari non sai neppure che dovresti avere un’adeguata polizza assicurativa. Sieeeee…. non ci pensi nemmeno, anche perché, chi vuoi che ti assicuri senza uno straccio di riconoscimento ENAC. Ma poi, anche se trovassi una compagnia che ti assicura, sulla base delle tue dichiarazioni evidentemente mendaci, spera solo di non arrecare mai danno ad alcuno o a cose perché la compagnia assicurativa si rivarrà con te per recuperare quanto liquidato a chi ha subito il danno.

Ma anche questo è un argomento di cui, da buon outsider del dronismo,  può non importarti.

E allora parliamo del tuo drone… di quell’oggetto di cui ti vanti con gli amici e col quale ostenti un certa sicurezza e superiorità ogni qual volta ti presenti da un cliente per realizzare un lavoro. Arrivi lì, apri il baule della tua auto, tiri fuori quel concentrato di tecnologie elicomunite e via… si parte, a malapena controlli la carica delle batterie e se le eliche sono in grado di girare ancora. Sì, dai, ci sono dei piccoli tagli sulle pale in plastica dovuti agli urti con il terreno e con arbusti vari con cui sei entrato in contatto nelle tue precedenti mission impossibile ma, che gli fa… ancora sono buone, girano, quindi… via… si parte. L’importante è che la videocamera sia in 4K e che il gimbal sia a tre assi. Sul radiocomando hai piazzato il tuo bel monitor col quale gestisci ripresa e volo del drone. Voli praticamente in FPV (First Person View) e tutto da solo, al massimo con un assistente al seguito che ti porta la valigia con gli accessori, qualche batteria di ricambio e la suddetta ostentazione dell’immagine da super team.

Ti racconto una cosa, sempre a te, sì, parlo a te che ami volare e che ti arrocchi sull’idea di libertà e di spazi aperti grazie alla quale ti senti già a posto con la coscienza e in regola con tutto il mondo. Sappi che, al di fuori del tuo ego, della tua voglia di ribellarti ad un sistema, giusto o sbagliato che sia, là fuori esiste un mondo che opera in seno a delle regole e che si sta evolvendo.

Lo so è difficile capirlo.

Allora facciamo così… “Fregatene degli altri”, resta fedele al tuo modello di condotta.

Fregatene di coloro che da tempo, alcuni da diversi anni, operano costantemente, con impegno, rispettando le regole, investendo in ricerca, sviluppo, formazione personale e sicurezza.

Fregatene di quelli che fanno i convegni, che cercano di instaurare un dibattito tra operatori e legislatori, di coloro che organizzano tavole rotonde, convegni, workshop per cercare di condividere esperienze, divulgare informazioni, capire le regole e, se possibile, portare al legislatore dei suggerimenti per migliorarle.

Dronitaly 2015

Fregatene del DRONITALY perchè vi troverai solo queste realtà; roba pesa caro mio, lo so, ci sono aziende che lavorano, pur rispettando le regole. Enti, associazioni, piccole, medie e grandi imprese che costituiscono la spina dorsale di un comparto che è in continua evoluzione e che oramai è una realtà inarrestabile con cui TU dovrai fare i conti.

E allora pensa solo a te.

Sì, ti presento un quadro diverso, una soggettiva. Mi voglio mettere nei tuoi panni ma solo perché è da qualche giorno che mi occupo di droni, giusto così, da uomo della strada al quale piace parlare di cose cercando di capirle e raccontarle in modo semplice. Allora ti dico che continuando a fare ciò che stai facendo, rischi grosso. Lo sai, dai, non puoi continuare a realizzare video facendo riprese aeree col tuo drone dicendo ai tuoi clienti di non mettere il filmato su YouTube; perché in fin dei conti un po’ di fifa ce l’hai… lo hai sentito dire al bar che qualche problemino potresti averlo, vero?

Allora caro il mio outsider del dronismo… non occorre impararsi tutto il regolamento ENAC o conoscere a menadito tutte le sanzioni per capire che stai sbagliando. Ti basta conoscere questa legge, solo questa: Articolo 650 del Codice Penale: Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Già il titolo dovrebbe dirti tutto, visto che sei uno di quelli che dai titoli si fa il proprio film. Comunque, solo per darti un aiuto in più, questa legge, in soldoni, ti dice che anche al più inesperto Ufficiale di PS che non si è aggiornato sul Regolamento ENAC e sulle relative sanzioni che derivano dalla sua inosservanza,  basta applicare questa legge, a fronte della tua condotta “discutibile”, e con questa entri nel cosiddetto “giro di schiaffi”.

So anche che come outsider hai la scorza dura. Te ne freghi dell’eventualità di incorrere in un arresto fino a tre mesi o dover pagare un’ammenda fino a duecentosei euro. Figurati… sei un duro e hai un grosso DRONE.

Bene… grazie a questa legge si innesca un meccanismo di verifiche incrociate che prima o poi ti porta a dover fare i conti con tutte le altre sanzioni che sono previste e applicate nei confronti di coloro che non rispettano il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. E lascio perdere tutte quelle di natura fiscale, visto che spesso e volentieri certi “lavoretti” li realizzi in pieno spirito outsider, anche per quanto riguarda la questione fiscale.

DronItaly

The event for civil UVS

Ma basta… non voglio convincere proprio te a venire al Dronitaly il 25 e 26 settembre. Oltretutto ci troveresti anche la Polizia di Stato col proprio stand. Che ci fanno? No, non ti hanno ancora beccato… No, non sono lì per sanzionare nessuno… lasciami finire…

La Polizia di Stato è impegnata in modo attivo e propositivo per dare un supporto a chi opera nel rispetto delle regole e per intervenire laddove si palesano comportamenti perseguibili a norma di legge. OK, te lo traduco meglio. Ci sono delle regole. Se le vuoi capire, al Dronitaly puoi fare delle domande anche alla Polizia di Stato, recandoti semplicemente al loro stand (A6). Se non le vuoi capire, qualora ti dovessi confrontare con la Polizia durante l’uso del tuo drone in un contesto “non appropriato” e senza le autorizzazioni necessarie, sappi che potranno intervenire e allora la tua giornata muterà drasticamente… in peggio.

Non venire al Dronitaly perchè potresti assistere a numerosi convegni e rischieresti a apprendere qualcosa in materia di droni, sulle nuove tecnologie, sulla sicurezza, in merito allo sviluppo in generale del settore, sulle applicazioni dei droni in ambiti commerciali, industriali, agroalimentari, tecnici e in quelli della sicurezza, in tutte le accezioni del termine. Al Dronitaly si parlerà anche di soluzioni assicurative, della responsabilità dei vari attori che operano con i droni. Si, si parlerà anche del regolamento ENAC, e lo so… “a noi ci tocca” che ci vuoi fare. Dopotutto crediamo che la conoscenza sia alla base di qualsiasi sviluppo, soprattutto in ambito tecnologico ove questo è fortemente inserito all’interno di un quadro che investe sia gli utilizzatori degli aeromobili sia la comunità intera che da una parte beneficia delle ricadute derivanti dall’impiego di questi mezzi e dall’altra può essere danneggiata dalle CADUTE dei suddetti mezzi.

Allora, caro il mio outsider del dronismo, non ti aspetto al Dronitaly, non saprei cosa raccontarti e francamente penso che ti annoieresti, tu che oramai sai tutto e che nulla può scalfirti.

Per tutti gli altri, comuni mortali, che pensano che il proprio lavoro debba avere solide basi su cui svilupparsi, una fra tutte la CONOSCENZA, vi aspetto al Dronitaly.

Esponiamo al Dronitaly 2015

Esponiamo al DRONITALY Stand A4

Collegamenti:

Dronitaly chiama a raccolta i Piloti di APR e gli appassionati di droni

Temerari delle macchine volanti, riunitevi! Dove? Al Dronitaly Expo & Conference – 25 e 26 settembre 2015 – Centro Congressi Ata Hotel Fiera Milano.

Era un pezzetto che non scrivevo qualcosa sui “droni”. No, non mi ero allontanato dal settore, tutt’altro, ero solo settato in modalità: “vediamo che succede”.

Di cose ne sono accadute negli ultimi mesi; ho osservato, ascoltato e cercato di capire ma ho sempre la sensazione che ancora “manchi qualcosa”.

Siamo alla versione 2 del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. In merito ho letto di tutto in rete. C’è chi ne parla bene, chi male, chi ci ha costruito teorie complottistiche, chi lo ritiene il Santo Graal dei dronisti e chi se ne sbatte completamente.

Voglio essere franco con voi. Mi guardo intorno, vedo tanta gente che si impegna ogni giorno per cercare di dare un senso al proprio lavoro. Persone capaci, tecnici, costruttori, piloti; donne e uomini che si sono posti nella condizione di voler capire e fare le cose come devono essere fatte. Persone che si adoperano per assimilare un regolamento che di fatto è “Il” Regolamento e dal quale non si può prescindere ma… faticano, tanto.

Vedo un grosso divario tra chi vorrebbe operare seguendo scrupolosamente le suddette regole, ma si trova inesorabilmente invischiato nella burocrazia e in un’operatività d’impiego dell’APR piuttosto limitata dalla normativa vigente, e chi ha preso il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto come un’indicazione facoltativa o, in molti casi, come “materia oscura” di cui è meglio che se ne occupi solo il CERN.

Poi ci sono le grandi realtà, quelle che lavorano, che sono strutturate, che hanno persone, mezzi, tecnici e diciamolo, anche soldi per fare investimenti in formazione, ricerca e sviluppo di tecnologie. Si avvalgono di consulenti legali e aeronautici in grado di fornire le indicazioni utili al fine di operare in piena regola riducendo i tempi per assolvere a tutti gli adempimenti ed essere operativi.

Le Scuole di formazione e le Federazioni di categoria. Hanno fatto tanto, si impegnano, ma, a mio modesto parere questo non basta. Ritengo che manchi una concertazione, una strategia di gruppo che permetta di creare modelli di lavoro; un syllabus condiviso che consenta agli allievi di capire esattamente su cosa prepararsi e alle scuole cosa devono insegnare.  Creare un “prezziario” per i corsi più o meno allineato e onnicomprensivo. Sento ancora parlare di scuole che fanno corsi a 400 Euro ed altri a 4.000… per poi ottenere più o meno la medesima cosa. Occorre creare una rete in grado di cooperare contro l’abusivismo; sono solo alcuni punti che permetterebbero di dare più forza al nostro “sistema operativo”.

A tal proposito spezzo una lancia in favore di Dronitaly che lo scorso marzo ha organizzato a Milano il FORUM PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI (FPA), un tavolo di lavoro tra le associazioni di settore (Assorpas, Fiapr, Uasit e Aidroni) ed ENAC con l’obiettivo di lavorare attorno a proposte concrete per sviluppare la normativa in modo da conciliare sicurezza, legalità ed esigenze degli operatori.

Dronitaly 2015

Sempre Dronitaly in collaborazione con Doxa Marketing Advice, ha condotto un’indagine a livello nazionale sulle aziende che operano nel settore droni. Un occhio puntato sul mercato nazionale, a più livelli: dai costruttori agli operatori, analizzando tutta la filiera del settore. Il 25 settembre nel corso del convegno di apertura del Dronitaly, sarà presentato il risultato di questa indagine, dal titolo: IL SETTORE DEI DRONI IN ITALIA. COME AIUTARE LA CRESCITA DELLE START UP INNOVATIVE – PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLA PRIMA INDAGINE DELL’OSSERVATORIO DRONITALY-DOXA MARKETING ADVICE. Sarà un’importante occasione per tastare il polso a questo mercato e capirne l’effettivo “stato di salute”.

Siamo ancora all’inizio (e voglio capire quando finirà questa fase), ma proprio per questo possiamo, insieme, creare un modello di sviluppo per il settore stesso. Troppe voci fuori dal coro stonano ed inoltre ricordatevi del vecchio, ma sempre valido, detto latino: Divide et impera. Più teniamo le distanze tra noi, più ci dividiamo in mille egide e maggiore sarà il tempo che occorrerà per avvertire un cambiamento radicale nel mercato dei droni in Italia. Oppure, mentre discutiamo, altri ci passeranno avanti, senza nemmeno ringraziarci.

Eventi come Dronitaly sono vitali per questo settore ma solo se ogni momento trascorso nella due giorni milanese dedicata ai SAPR decidiamo di trasformarlo in un’esperienza e in un’opportunità di dibattito e di confronto. Non siate solo visitatori passivi ma attori di un mercato in continua evoluzione e tutto da definire.

Invito tutti gli interessati al settore droni, dall’appassionato che vorrebbe avvicinarsi a questo mondo al professionista “navigato”, a partecipare a questa manifestazione. Lo esorto a farlo con spirito critico e partecipativo ma soprattutto con molta curiosità.

Potrete assistere a numerosi convegni, potrete confrontarvi con le aziende di settore che espongono nei vari stand, con tecnici, assicuratori, esperti a più titolo e livello.

Non dobbiamo aver paura di confrontarci col mercato internazionale, forti anche dell’esperienza acquisita con la normativa ENAC, una delle poche a livello mondiale così strutturate.

Siamo nell’era dell’Open Source e del Crowdfunding, le idee sono nell’aria e ognuno può contribuire divenendo un catalizzatore di migliorie. Abbiamo tutti la possibilità di partecipare attivamente ad una nuova rivoluzione industriale che riguarda non solo il settore droni ma tutto un mercato che può sfruttare le opportunità offerte dall’uso degli APR in moltissimi ambiti.

Invito pertanto le grandi aziende ad aprirsi, a organizzare workshop, a cooperare con le Università italiane, con i Fablab, con le scuole superiori e con la piccola e media impresa.

Invito le federazioni a sedersi attorno ad un tavolo con più frequenza. Gli “scazzi” ci saranno sempre ma possono essere superati e possono portare qualcosa di buono solo affrontandoli con passione, con un minimo di umiltà, portando le proprie esperienze, competenze e proposte costruttive.

Invito le piccole realtà a fare rete. E’ inutile che mille aziende si comprino mille APR (magari anche uguali) e poi non voli nessuno o pochi. Fare rete vuol dire poter avere più capacità d’investimento, più possibilità di essere ascoltati, più competitività grazie anche alla possibilità di poter offrire una rosa di servizi più ampia e capillare sul territorio.

Sono concetti banali, mere indicazioni su cui lavorare per un serio e rapido sviluppo di questo settore che potrebbero dare importanti risultati in un immediato futuro.

Faccio un altro invito, a tutti gli operatori del settore…

Credo sia fondamentale fare cultura verso l’utenza finale, quella che rappresenta una grande fetta dei potenziali clienti utilizzatori dei servizi erogati attraverso i droni. Dobbiamo fare in modo che sia correttamente informata, che conosca “un minimo” di regole, che possa rivolgersi a personale esperto, competente e autorizzato, che sappia che cos’è un drone e in quali ambiti può essere impiegato. Differenze sostanziali tra l’uso di un aeromodello e di un APR. In altre parole dobbiamo creare la vera domanda qualificata in un mercato che rischia di avere un eccesso di offerta non intercettata dall’utenza finale.

Quindi… Piloti di APR, sedicenti tali, appassionati, curiosi, vi aspetto al Dronitaly; ci sarò anche io in duplice veste: quella di espositore e di blogger. Passate a trovarmi o fermatemi se mi trovate in giro tra stand e sale convegni. Sarò lieto di conoscervi e magari di poter imparare qualcosa dalle vostre esperienze.

Esponiamo al Dronitaly 2015

Esponiamo al DRONITALY – Stand A4

 

Nonostante tutto vuoi ancora fare il dronista? Qualche consiglio per chi desidera lavorare o dilettarsi con i droni

​”… tra voli pindarici e regole campate in aria ora più che mai è indispensabile restare con i piedi per terra”.

Sei qui… stai cercando delle risposte, lo so. Cercherò di non deluderti anche se, ti avverto, l’argomento non è facile da metabolizzare e non esiste “la risposta assoluta”.

Qualche passo indietro nel tempo:

Prima del 30 aprile 2014 a.E. (avanti Enac – per quanto riguarda la normativa sui droni).

Siamo nell’era del “volo a coscienza”, una propulsione spontanea generata in modo del tutto differente in virtù dell’indole del conduttore, o genericamente e impropriamente detto: “PILOTA di drone”.
Siamo in un periodo pionieristico dove le uniche vere regole sono quelle riportate nel Regolamento dell’aria (ENAC) che i più – non piloti di linea o di ultraleggeri – non conoscono. Per tutti gli altri vige “il fare a prescindere”, animato da tante buone intenzioni, prendendo tutta una serie di precauzioni e accorgimenti mutuati da istinto o anche da pura logica “vulcaniana”. Tutto volto a garantire la sicurezza propria, dell’aeromobile e soprattutto di chi vi gravita attorno…
… o anche nulla di tutto questo.
Nell’aria, ed è proprio il caso di dirlo, c’è fermento. I droni volano alti, ovunque, e tutto pare apparentemente roseo e positivo.
C’è chi pensa di fare business, e lo fa anche.
C’è chi pensa di arrotondare uno stipendio affiancando l’attività di dronista alla principale per fornire alla propria clientela un ulteriore servizio a valore aggiunto.
C’è chi vola solo per diletto, spinto dalla moda del momento o da precedenti passioni come l’aeromodellismo che lo hanno portato ad ampliare la propria gamma di esperienze col volo in RC, sperimentando anche quella col drone.
Sono in pochi, ma qualcuno c’è; hanno un bagaglio formativo (ingegneristico, aerospaziale) che gli permette già di operare con i droni in seno a logiche aeronautiche. Merce rara…

Poi venne l’era s.E. (sotto Enac – per quanto riguarda la normativa sui droni – 30 aprile 2014)

I più pensavano che il famigerato Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto fosse una sorta di leggenda, qualcosa che avrebbe coinvolto gli operatori di settore ma in un’altra vita o destinato alle generazioni future.
Si sono sbagliati… è toccato a noi!
Lo sconquasso fu notevole. Non mi dilungo su ciò che è accaduto e che per molti oggi è solo storia recente o un incubo da cui non riescono a svegliarsi oppure una realtà quotidiana con cui confrontarsi. Poi… ci sono quelli che vedono “quel regolamento” come un qualcosa da cui stare alla larga e di cui non preoccuparsi…
Sull’argomento in generale ho scritto diversi post che ti consiglio di leggere percorrendo a ritroso la categoria “Droni e dronisti” in questo blog.


Dopo questo video stai ancora pensando di diventare un dronista? 🙂
Bene… allora ciò che desidero offrirti, attraverso questo post, è un aiuto per fare delle scelte consapevoli attraverso dei suggerimenti; per aiutarti a trovare, “in fondo al tunnel” dell’incertezza e della confusione che è stato eretto in questo fantastico mondo dei DRONI, un po’ di luce e di speranza.
Fatta questa premessa, arriviamo al dunque.
Prima di tutto è importante capire chi sei, cosa fai e cosa vorresti fare all’interno del “comparto droni”.
La prima scelta importante da fare è tra:
  • Usare il drone per lavoro
  • Usare il drone per diletto
Analizziamo entrambe le scelte:

Usare il drone per lavoro

Bene, hai intrapreso la via più articolata. Sei il cosiddetto “temerario delle macchine volanti“. Sappi subito che c’è da confondersi un po’ e da “ciacciarsi” in tasca. Quindi non mi scrivere chiedendomi consigli su quale drone acquistare per fare riprese video spendendo meno di 500 Euro. Non si può! Non esiste… non solo per il mezzo in sé – difficilmente certificabile con questo budget – ma per tutto ciò che occorre fare/adempiere per essere in regola.
Entra nell’ordine d’idee che scegliere di svolgere un’attività professionale di pilota o operatore di droni richiede un atteggiamento mentale positivo e propositivo, molto aperto. Non solo, occorre anche molta umiltà, non avere fretta ed essere disposti ad apprendere una professione dall’alto contenuto tecnico. Se sei disposto ad affrontare tutto questo in modo serio e attento, molto attento, allora puoi continuare su questa strada. Altrimenti, consiglio: lascia perdere e se ti piacciono i droni, usali per diletto (quindi salta questo capitolo e vai al successivo che comunque non esclude che tu conosca le regole minime per l’uso dei droni).

ENAC indica un percorso per mettersi in regola e deve essere seguito scrupolosamente.

Questo per quanto concerne tutto ciò che è di competenza ENAC, ovvero, quello che si alza dal suolo e che è pilotabile, sia da un pilota sull’aeromobile che da un pilota remoto a terra, come nel nostro caso con un drone.
Ci tengo a ribadire che con l’introduzione del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, le Regole dell’Aria non sono svanite, anzi, sono parte fondamentale su cui si poggia tutto l’impianto normativo che disciplina l’uso dei droni e che comprende entrambi i regolamenti. Non a caso i corsi teorici propedeutici per il conseguimento dell’autorizzazione ad operare come pilota di SAPR, sono sviluppati in gran parte sull’apprendimento delle Regole dell’Aria e le sanzioni introdotte anche per i droni si rifanno a quanto riportato nelle Regole dell’Aria.

Quindi, consiglio: i regolamenti non si sfogliano o si leggono ma si studiano e si imparano.

Detto ciò, devi formarti per diventare un pilota di drone e per farlo è necessario intraprendere un percorso caratterizzato da vari step che parte dal “corso teorico di 33 ore”, non obbligatorio ma per molti necessario.
Non obbligatorio perché se hai un’esperienza pregressa che ti ha portato ad acquisire le nozioni riportate nelle Regole dell’Aria, dovresti avere già un bagaglio formativo tale per cui puoi impegnare parte del tuo tempo altrove, quantomeno verso le altre fasi necessarie al conseguimento delle autorizzazioni per operare con i droni.
Anche in questo caso non mi dilungo più dello stretto necessario. Riporto solo una tabella in cui riassumo gli step più rilevanti da affrontare per essere autorizzato ad operare con i SAPR.
  • corso teorico di 33 ore
  • corso pratico presso il costruttore
  • attività sperimentale col SAPR
  • redigere il manuale tecnico e operativo
  • visita medica di II classe
  • adeguamento SAPR ai requisiti minimi di sicurezza richiesti da ENAC
  • presentazione ad ENAC di tutta la documentazione per essere annoverati tra gli Operatori SAPR Autorizzati
  • se operi in aree non critiche devi presentare la “Dichiarazione di Rispondenza al Regolmento ENAC

Il tuo drone deve rispondere a dei requisiti particolari.

Non puoi pensare di volare per lavoro con qualcosa che hai comprato a scatola chiusa in un centro commerciale o attraverso un sito di vendite online.
Prima di tutto il drone deve essere costruito con tecnologie di tipo aeronautico o deve essere modificato per garantire degli standard minimi di sicurezza. Deve avere un’avionica ridondata, sistemi di emergenza – come il paracadute e il terminatore di volo – e… se vuoi veramente lavorare e lavorare bene, dovrai dotarti di una piccola flotta composta da almeno un paio di droni.
Scusa, vuoi andare a fare un lavoro con un solo SAPR (Sistema Aeromobile a pilotaggio Remoto), questo è il suo vero nome, col rischio di non portare a casa nulla perché non riesci a decollare, hai un’avaria, un qualche malfunzionamento che ti impedisce di svolgere il tuo incarico? Non sempre puoi rimandare l’appuntamento al giorno dopo. Se devi effettuare un servizio legato al tempo (sia al clima che ad un calendario preciso) e non hai il SAPR funzionante, rischi di mandare a remare te, la tua attività e di creare un danno al tuo committente. Quindi “two is megl che one” come cita uno spot di un noto gelato.

Poi, cosa c’è da fare?


Devi assicurarti.

Adesso è un po’ più chiara la questione e non più onerosa come appariva fino a pochi mesi fa.
Ci sono compagnie assicurative che sono specializzate in questo ramo e forniscono dei prodotti modulabili sulla base del tipo di attività che andrai a svolgere, quindi con costi proporzionali al livello di rischio a cui ti esponi.
Di solito chi vende il SAPR ad uso professionale sa indicarti anche la compagnia assicurativa alla quale puoi rivolgerti.

OK, sei in regola tu, il drone, hai l’assicurazione, tutte le autorizzazioni ENAC e poi?

E poi dipende dal contesto in cui andrai a lavorare.
Spesso e volentieri devi entrare in contatto con il Prefetto o il Questore, comunque con un’autorità di PS su cui ricade la competenza territoriale.
Devi dichiarare l’apertura di un’aviosuperficie o elisuperficie occasionale palesando le operazioni che effettuerai col SAPR. E’ una comunicazione diretta che non implica protocolli particolari se non rivolgersi, educatamente, ai suddetti funzionari o ai loro diretti referenti.

Ma se lavoro col drone in una vigna o in un campo privato?

Bravo, ottima scelta!
Questo è uno dei settori dove pare che i SAPR troveranno maggior impiego. Meno problemi, meno rischi.
Sei su un campo, voli, fai quello che devi fare e torni indietro, il massimo del danno che puoi arrecare è tritare un po’ di vigna ricavandone un po’ di succo d’uva o fare un po’ di pomarola schiantandoti su una piantagione di pomodori.
Quello dell’agricoltura di precisione è senza alcun dubbio un settore in cui nei prossimi anni ci sarà un importante sviluppo e impiego di droni.
Ovviamente questo non ti esonera da tutto il resto. Il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ha effetto e validità anche sopra un campo di cipolle.

E se voglio fare riprese video col drone?

 Bello, sì, mi piacciono un casino ma…
…qui devi aver a che fare anche con il Garante della Privacy. E sì caro mio, se fai video e/o foto a cose, persone, eventi, in cui avvengono dinamiche particolari devi seguire pedissequamente quanto riporta il Garante per la protezione dei dati personali. Comunque, se stai riprendendo qualcuno, dovrai prima essere in grado di farlo all’interno di una “zona franca” opportunamente predisposta, delimitata, segnalata ed entro la quale potrai volare col SAPR e comunque non sopra la testa di chi stai riprendendo.
Sì parlo anche a te “fotografo matrimonialista”, lo so che stai leggendo questo post e che stai storcendo il naso. Non puoi volare a meno di 50mt dalle persone, quindi scordati il primo piano della sposa arrivando col tuo drone a volo d’uccello dalla collina, passando sul tetto della chiesa fino a un metro dal naso della neo sposina.

Ironizzando sulla Zona Franca.

A proposito di “Scenario misto” e di “Zona Franca” ti consiglio di leggere la “Nota esplicativa n. 2” pubblicata da ENAC. Se vuoi puoi eventualmente leggere ciò che ho scritto in merito a questo argomento cliccando qui

Lo so, è tutto molto complesso, nebuloso e anche difficile, soprattutto per te che vuoi avvicinarti a questo settore e non sai da che parte rifarti. Le regole ci sono, non ne possiamo fare a meno e soprattutto non possono essere ignorate. Possono sembrarti “regole campate in aria” ma non ci crederai, hanno pure un senso.
Devi capire che sono scritte da ingegneri aeronautici, professionisti abituati ad avere a che fare con aerei che trasportano centinaia di persone, con regolamenti internazionali, con compagnie aeree, con aeroporti, personale di terra, di aria e con passeggeri.
Pensi che un drone possa spaventare queste persone?
No, di sicuro non le ha spaventate, anzi, forse ci hanno dato dentro un po’ troppo duro ma, ritonfo a dirti… questa è la situazione, adesso, che inevitabilmente è anche destinata a mutare nei prossimi mesi.

Ogni innovazione porta ad un cambiamento e ogni cambiamento porta ad un’ulteriore innovazione.


Non a caso ENAC ha annunciato che verso aprile, maggio 2015 apporterà alcune modifiche al Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto.
Fermo lì, non disperare. C’è tempo per buttarsi a terra, sporcarti tutto, piangere e chiedere aiuto.

Non fare troppi voli pindarici… un po’ va bene ma non troppo.

Fatti prima un piano che deve passare attraverso una ricognizione a tappeto del ventaglio di soluzioni che il mercato italiano offre in questo momento.
Non perderti guardando in rete i video realizzati con i droni, lasciandoti incantare da meravigliosi filmati girati su isole caraibiche, sulle pendici di vulcani più o meno attivi o inseguendo delle fantastiche muscle car super customizzate che sfrecciano e sgommano tra le strade di una metropoli americana.
Tutto molto bello, fighissimo, affascinante ma non in grado di poter essere replicato in Italia, almeno nell’immediato, e soprattutto va saputo gestire passando da una formazione, avvalendosi di consulenti capaci, seri e, ti prego, che siano ITALIANI!!!
Il settore è in fermento, complicato e altamente specialistico, vuoi metterci nel mezzo anche aziende straniere con le quali saresti obbligato a interagire e che magari sanno poco o nulla dei nostri regolamenti?
Attualmente in Italia ci sono decine se non centinaia di aziende che progettano e costruiscono SAPR fantastici, pensati esclusivamente per lavorare, realizzati da ingegneri italiani a cui puoi rivolgerti, fare domande e avere risposte certe che ti permetteranno di raggiungere i tuoi obiettivi.
Solo attraverso un contatto diretto con queste persone potrai capire come sviluppare il tuo business, in modo sicuro, senza perderti nelle carte e tra i meandri vari.

Dove trovi queste aziende?

  • Sul sito dell’ENAC nell’elenco degli Operatori SAPR e delle Organizzazioni di Addestramento.
  • Cercando in rete, consultando i siti web italiani specializzati in droni (vedi elenco in fondo a questo post)
  • Sulla mia pagina DRONE dove pubblico la rassegna stampa quotidiana, compresi i comunicati stampa che arrivano dalle aziende di settore.

header2015

  • Attraverso gli eventi dedicati all’argomento di cui trovi informazioni sempre su DRONE nella sezione EVENTI IN PROGRAMMA o sempre attraverso le testate di settore.

 Ma per la formazione?

Stesso discorso. Molte aziende che producono SAPR fanno anche formazione o si appoggiano a scuole autorizzate da ENAC in grado di offrire una formazione coerente con quanto richiesto dall’Ente.

Tutto è difficile quando non lo si conosce.


Quindi, caro lettore, se vuoi intraprendere la professione di DRONISTA (o come vuoi chiamarla tu), devi imparare. Per farlo, oggi, ci sono gli strumenti. Devi solo cominciare a fare il primo passo verso “la direzione giusta” scegliendo di partire:
  • A) dall’obiettivo finale che ti sei posto, quindi “cosa vorrai fare col drone una volta che avrai assolto tutto l’iter tecnico-burocratico necessario. Per esempio: “GeoMapping”, rivolgiti alle aziende che fanno questo tipo di attività, che forniscono SAPR costruiti per questo ambito e a quelle realtà che costruiscono i payload (materiale trasportabile sul drone) pensati per questo settore. Da qui parti e fai il processo inverso capendo cosa ti occorre per sviluppare un business attorno al rilevamento fotogrammetrico utilizzando i SAPR.
  • B) dalla base, formarti come Pilota SAPR. Per farlo ti occorre frequentare una scuola autorizzata ENAC, detta anche “Organizzazione di Addestramento”. Da qui apprenderai le basi e riceverai gli input che ti porteranno verso i successivi step che ti permetteranno di capire verso quale direzione puntare.
Ricorda anche che questo tipo di attività, qualsiasi svolta con i SAPR, NON PUOI FARLA DA SOLO. Quantomeno dovrai farti affiancare da un operatore o un’osservatore. Scordati di prendere il tuo radiocomando e il drone e di andare, “solo, soletto” a fare riprese video, rilevamenti, monitoraggio, ecc. Occorre un’organizzazione, una struttura che, come tale, necessita prima di tutto di capitale umano oltre che di capitale economico.
Operare con i SAPR non è un’attività da “libero professionista”.

E i soldi? Appunto…

Ma vuoi proprio tutte le risposte?
Lasciando perdere le banche… per dei finanziamenti puoi avere delle indicazioni attraverso le aziende di cui ti ho parlato. Quelle più strutturate e che sviluppano prodotti altamente performanti, sono in grado di fornire informazioni sui vari finanziamenti disponibili, sia a livello locale, regionale che nazionale.
Ti segnalo un paio di opportunità di finanziamento che però prevedono che i richiedenti rispondano a certi requisiti. L’ottenimento dei finanziamenti avviene attraverso un iter che spesso richiede un supporto (consulenza in Europrogettazione) per non farsi respingere le domande di finanziamento.  Ci sono agenzie specializzate che possono essere rintracciate anche dagli uffici di promozione all’imprenditoria presenti nel proprio territorio o cercando in rete. Solitamente sono fondi che si rivolgono alle PMI o alle giovani Start’Up.
Per quanto riguarda il “settore droni” ci sono almeno un paio di opportunità di finanziamento europeo; non nascono per i SAPR ma si prestano a finanziare progetti in cui vengono impiegati:
  • Horizon 2020 – Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione
  • Life – Programma per l’ambiente e l’azione per il clima
Per questo, nonostante tutto, adesso si può lavorare con i SAPR ma occorre più che mai restare con i piedi per terra.

Usare il drone per diletto:

Ed eccoci alla parte più “fancazzista” 🙂 quella in cui tu vuoi sapere se ti è permesso volare col tuo drone quadricottero classe 250 in FPV in un’area urbana, magari in un parco pubblico.
NO, non puoi.
Anche se potrebbe bastare una risposta così assoluta, lapidaria, è importante dare delle precise motivazioni.

Differenza tra aeromodello e aeromobile. 

Per ENAC un AEROMOBILE è (cito dal Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto):
“Per aeromobile si intende ogni macchina destinata al trasporto per aria di persone o cose.
Sono altresì considerati aeromobili i mezzi aerei a pilotaggio remoto, definiti come tali dalle
leggi speciali, dai regolamenti dell’ENAC e, per quelli militari, dai decreti del Ministero della
Difesa. Le distinzioni degli aeromobili, secondo le loro caratteristiche tecniche e secondo il
loro impiego, sono stabilite dall’ENAC con propri regolamenti e, comunque, dalla normativa
speciale in materia”.
Per ENAC un AEROMODELLO è (cito dal Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto):
“dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato
esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi.”

 In pratica…
se quel drone, semplifichiamo al massimo, è solo “drone”, non ha altro che componenti essenziali che servono per farlo volare e vola mantenendo un controllo a vista, è un AEROMODELLO. In tal caso lo puoi usare in aree segregate come campi di volo per aeromodellisti o in luoghi privati presso i quali hai una qualche autorizzazione ad operare, purché il volo non contravvenga con quanto riportato nel regolamento ENAC (prima di tutto deve essere garantita la distanza minima di 8Km  dagli aeroporti e dai corridoi di atterraggio e decollo e non puoi volare nelle aree congestionate/centri urbani).
Se invece, quel drone ha in più una videocamera, una macchina fotografica o altro dispositivo che ne finalizza l’impiego (in questo caso ripresa video o foto con drone), quello stesso oggetto di cui sopra diventa un SAPR per attività specializzate. Che poi sia un SAPR certificato o che non lo sia questo è un altro punto; resta pur sempre un Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto, quindi, in quanto SISTEMA, è composto da varie parti assemblate e coesistenti per assolvere ad uno scopo.
Di sicuro se fai volare quel drone in un parco pubblico pilotandolo attraverso il tuo smartphone o comunque orientandoti guardando le immagini su un monitor (ripresa in soggettiva) e trasmesse al tuo ricevitore video, ti esponi a sanzioni (anche penali), oltre a mettere in pericolo le persone e le cose che stanno nei paraggi.
Riassumendo…
nel caso dell’esempio appena fatto, avresti un SAPR non certificato, non assicurato, privo di sistemi di sicurezza, pilotato da un sedicente pilota non autorizzato e che vola in un’area pubblica, oltretutto non a vista ma in FPV (First Person View).
Credo proprio che faresti meglio a pensare ad un altro hobby.

Ma in altri Paesi usano l’FPV e fanno le gare di droni.

Ganzissimo!
Lo so… in altri Paesi… e che ci vuoi fare caro mio, è dura la vita.
L’ideale sarebbe poter organizzare delle competizioni di Drone Racing indoor, quindi in aree come palazzetti dello sport o, meglio ancora, all’interno di padiglioni fieristici.
In Italia stenta ad  attecchire questa passione, poiché la normativa non ne permette lo sviluppo, anche se eventi simili, da tempo, mietono ampi consensi in tutto il mondo trasformandosi in vere competizioni agguerritissime. I “cugini” francesi sono un esempio in questo settore.


Ma non solo i francesi.
Il prossimo autunno, in Olanda, presso l’Amsterdam Arena (Olanda) si terrà il primo grande evento spettacolo interamente costituito da droni AIR 2015

Quindi, prendi il tuo drone che hai acquistato su Amazon o presso il centro commerciale vicino a casa tua e…
…volaci solo in aree private, chiuse al pubblico o nei campi di volo per aeromodellisti. Qualsiasi altro luogo tu scelga ti espone a rischi!

Concludendo

Se cominci a pensare di avviare un’attività all’interno della quale l’uso del drone può fare la differenza, lasciati guidare dalle aziende italiane che sono nel settore, che offrono consulenza, che costruiscono droni e che possono anche adattarli alle tue particolari necessità, oltre a manutenerli, certificarli, garantirli, etc…
Ti sapranno aiutare a raggiungere i tuoi obiettivi, senza farti commettere passi falsi, visto che attualmente è anche facile farne.

 Ti riporto un esempio rilevante sotto questo punto di vista dal magazine online “QuadricotteroNews“:

Se vuoi giocare con un drone, paragonalo ad una pistola o fucile a piombini ad aria compressa. Non puoi sparare dove ti pare ma solo in aree deputate a tale scopo chiamate poligoni e in assenza di persone “non autorizzate”.


Che tu voglia usare il drone per lavoro o per gioco, INFORMATI!

Ricorda che la legge non ammette ignoranza per quanto possa apparire farraginosa, assurda e anche iniqua.
Ricorda anche che gli incidenti, in quanto tali, non sono sempre prevedibili, per quanto uno stia accorto.
Se ti informi, segui corsi, seminari, convegni, vai a fiere di settore e fai tutto quello che occorre fare, puoi diventare un quotato e serio professionista o un impareggiabile, virtuoso aeromodellista, in entrambi i casi, sarai una persona cosciente e responsabile e soprattutto senza precedenti penali 🙂
Buon volo!

 Approfondimenti:
Siti web Media specializzati: 
  • DroneMagazine – rivista online specializzata sul mondo dei droni
  • Dronezine – rivista online e su carta specializzata sul mondo dei droni
  • Dronimag.it – rivista su carta specializzata sul mondo dei droni
  • Quadricottero News – rivista online specializzata sul mondo dei droni

Eventi – Convegni e fiere di settore:

Federazioni e Associazioni di categoria:

  • AIDRONI – Associazione Italiana Droni
  • ASSORPAS – Associazione italiana che aggrega le imprese operanti nel settore
  • EDPA – European Drone Pilots Association
  • FIAPR – Federazione Italiana Aeromobili a Pilotaggio Remoto
  • UASIT – Associazione italiana dei sistemi di velivoli senza pilota a bordo

Opportunità di finanziamento  – Europrogettazione:

  • Horizon 2020 – Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione
  • Horizon 2020 News – informazioni sull’opportunità di finanziamento
  • Life – Programma per l’ambiente e l’azione per il clima
  • Life – Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

 

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