Appello agli operatori del settore palestre

Conosco il settore da circa quarant’anni.

Ho frequentato molte strutture, ancor prima di immaginare parole come Wellness o Fitness Center. Mi sono allenato in spazi belli, ampi, luminosi e con attrezzature moderne ma anche in luoghi vetusti con attrezzi che presentavano segni di ossidazione, muffe alle pareti e odore di sudore.
Ho sempre notato, seppur con delle differenze dettate dalle mode del momento, tanta passione e coinvolgimento per ciò che veniva proposto e all’interno di questi luoghi; “belli” o “meno belli” ma mai brutti. Non esiste “brutto” in un luogo dove si insegna a stare bene con se stessi e con gli altri.

Ho visto persone migliorare e raggiungere i propri obiettivi. Ne ho viste altre accanirsi per uno scopo, magari senza raggiungerlo ma provandoci ad ogni costo. Ho visto istruttori dedicarsi con impegno alla preparazione dei propri clienti, qualsiasi fosse l’obiettivo. Certo… ho visto anche dei cretini, sia dalla parte degli istruttori che dei clienti, ma onestamente erano e sono comunque soggetti che tendenzialmente durano poco in certi ambienti. La palestra ha la capacità, come un grande organismo biologico, di eliminare chi è fonte di problemi.

La palestra è fatica. La palestra è adrenalina, coinvolgimento, passione, emozioni, salute. Forgia il carattere, educa, disciplina, crea persone più sane e consapevoli del proprio corpo e dalla propria salute e questo si riverbera sulle persone che poi gravitano accanto a chi frequenta una palestra, creando nella comunità un effetto domino di consapevolezza e di atteggiamenti positivi che portano a loro volta a frequentare palestre o a spingere le persone a svolgere un’attività fisica.

La palestra offre lavoro a migliaia di persone e muove un giro d’affari enorme che coinvolge settori apparentemente inimmaginabili, tutti interconnessi tra loro.
La palestra è comunità, aggregazione, è un luogo dove tutti sono accettati, dove nascono amori (ho conosciuto mia moglie in palestra), amicizie (ho decine di amici che ho conosciuto in palestra), opportunità di lavoro (ho lavorato come istruttore per molti anni e successivamente ho trovato clienti come grafico all’interno del settore fitness).

La palestra è un microcosmo nel quale tutti possono trovare uno spazio per sentirsi bene, migliorare il proprio fisico, il proprio sistema immunitario e l’autostima.

Non esiste che le palestre si pieghino ad un subdolo strumento di controllo teso a mettere distanze tra le persone. Non esiste che qualcuno possa essere discriminato in una palestra. Non esiste che chi è vaccinato, ed è comunque potenziale portatore sano, possa entrare e chi non lo è non possa farlo.
Non esiste che alla reception vi mettiate a fare da controllori per conto del “Ministero della Verità” per discriminare i vostri clienti che, oltretutto, non resteranno tali per molto tempo e vi chiederanno rimborsi. Non esiste che mettiate al bando le persone che vi hanno sostenuto economicamente, vi hanno dato fiducia per anni, vi hanno visto come un punto di riferimento che ha saputo cogliere il vuoto lasciato dalla politica e dalla religione, ciò che un tempo era rappresentato da Peppone e da Don Camillo e che nel corso degli ultimi cinquant’anni ha trovato modo di sostituirsi con la pochezza, col nulla più assoluto, fatta eccezione per gli spazi della salute, le palestre, che sono stati in grado di intercettare milioni di persone verso luoghi capaci di dare sostegno, conforto, confronto, dialogo e BENESSERE.

Mi rivolgo a tutti gli operatori del settore. Siate capaci di vedere davvero dove sta il bene e dove si cela il male sotto mentite spoglie. Qui non si tratta di presentare un certificato di sana e robusta costituzione ma di pretendere che i vostri clienti vi presentino un lasciapassare che con la salute non ha nulla a che fare. Viene premiato solo chi si fa inoculare qualcosa a scapito di chi ha deciso di non farlo, a prescindere dal proprio stato di salute e dai motivi presi da ciascuno nell’ambito di questa scelta.

Abbiate la forza, la capacità, la lungimiranza di opporvi a questo regime e, se non volete farlo per i vostri clienti, fatelo almeno per un “sano egoismo”. Avete accettato ogni sopruso, vi sono state imposte regole che vi hanno costretti a sostenere ingenti investimenti, a stravolgere il vostro menage quotidiano per poi costringervi a chiudere e a farvi riaprire a stagione conclusa, con la scusa che col caldo il virus sarebbe scomparso ma ben sapendo che le varianti avrebbero sostituito un “mero Covid19” a vantaggio di un rebranding fantapandemico che ad ogni lettera dell’alfabeto greco tende a rinnovare lo stato di emergenza.

NO AL GREENPASS o a qualsiasi altro sistema teso a discriminare le persone. La storia vi dovrebbe insegnare qualcosa…

Foto da https://www.nextquotidiano.it/antisemitismo-italia/

Lo hai fatto il vippino?

Hai fatto il vippino?

Non si parla d’altro. Mi capita anche quando parlo con clienti o fornitori.

“Lo hai fatto?” Cerco di evitare il discorso, schivo qualche colpo, divago o resto vago, provo a rimanere centrato sull’argomento principe del nostro incontro ma, no… Si torna lì. Se rispondi che non l’hai fatto, per chi hai davanti rappresenti il nulla e al contempo la “minaccia globale”. Potresti essere un impavido vigile del fuoco che sta salvando una creatura inerme, svenuta e circondata dalle fiamme e te che la porti in braccio uscendo vittorioso da una densa coltre di fuliggine nera (immaginati la scena a rallentatore) ma, se hai pronunciato il fatidico “no”, di te non passa che l’immagine de “La minaccia fantasma”. Lo sguardo del tuo interlocutore assume una gamma espressiva molto ampia che parte dalla supponenza, passando ad uno stato di grazia – perché si sente un eletto che ha ricevuto la dose miracolosa – a quello di sfida, fino a quello del disgusto a cui solitamente segue un’affermazione del tipo “IO l’ho fatto per altruismo” oppure “perché questo è l’unico modo per uscirne”, il che, per differenza, incornicia automaticamente il tuo “no” nella sfera del “sei un egoista e un incosciente”.

Al di là delle reciproche convinzioni personali, ritengo che questo atteggiamento potrebbe essere di per sé motivo di allontanamento dal contesto in cui avviene il “simpatico siparietto”. Purtroppo non sempre è possibile farlo e pertanto la mia reazione si modula in virtù del mio interlocutore e del livello di confidenza che ho con questa persona. Resta il fatto che sarebbe eventualmente gradito evitare l’argomento, se non altro per mero buon gusto. Fermo restando che chi sceglie di farsi somministrare il siero ha tutto il mio rispetto; gradirei che anche dall’altra parte si palesasse tale riconoscimento. Ovviamente in questo post parlo dei “fondamentalisti della vacciniade”, non sto generalizzando. So già che fin qui ho accumulato un buon punteggio come NoVax, complottista, negazionista e “ista” qualcosa.

Parlo quindi di quei fondamentalisti che si sentono dei VIP, da qui il neologismo “Vippino”. Sono quelli che si collocano di diritto nella sfera degli eletti, quelle persone devote a “SantaPharma da OMS” che, con ossequiosa riverenza, si prostrano davanti ad ogni divina pratica di inoculazione, mutuata da assiomi e mantra ripetuti all’infinito e che rasentano il fanatismo. La lunga schiera di sedicenti esperti da palcoscenico contribuisce ad alimentare la eco sul tema, conferendo al siero miracoloso ogni sorta di funzione e di potere taumaturgico. I media mainstream rilanciano teorie fantascientifiche o producono affermazioni che nessuno ha mai pronunciato ma che vengono attribuite ad un politico o ad un esperto blasonato per poi venire fagocitate da questi, per imbarazzo o per convenienza oppure perché deve essere detto così, riappropriandosene a pieno titolo.

Evidentemente ogni inoculazione ha il potere, in primis, di cancellare la memoria. I fedeli non rammentano più le varie fasi che hanno accompagnato, dagli esordi fino ad oggi, questa campagna vaccinale che definirei una “scampagnata vaccinale”, intesa come spensierata pratica tesa ad allontanare ogni ragionevole dubbio o, sarebbe stato più interessante e gradito, ogni dibattito con contraddittorio sul tema in questione. Tutto si risolve con quattro dogmi e un paio di anatemi dal sapore lontanamente scientifico per poi ritrovarci ad assistere ai cosiddetti “spot istituzionali” che in realtà sono roba da avanspettacolo di basso livello in cui altri VIP praticano l’esercizio del proselitismo, o dell’imbonitore, fate vobis o fate Bonolis, annaffiando tutto con un frizzante slogan “RIPRENDIAMOCI IL GUSTO DEL FUTURO” pronunciato da Amadeus. Si chiude così il teatrino dei suddetti VIP che si alternano in questo gioiello della comunicazione attraverso cui ci viene offerta ogni sorta di motivazione logica e sensata per cui sarebbe il caso di farlo (ironizzo).

Un “RIPRENDIAMOCI IL GUSTO DEL FUTURO” sulla falsa riga di “Enjoy Coca Cola” o del vecchio slogan della Kodak “E’ bello sapere che c’è” o della Kraft “Cose buone dal mondo” (come si vede che ho una certa, eh?!) che pone il messaggio alla stregua di un prodotto commerciale di largo consumo da acquistare alla grande distribuzione, si intende portare un messaggio agli italiani attraverso i VIP del mondo dello spettacolo; forse pensando di recuperare il danno che quelli della scienza da show business hanno generato da un anno e mezzo a questa parte. Come se non bastasse, a corollario di questa pletora di immagini e di suoni mal combinati, arriva la “simpatica coreografia” che farebbe imbarazzare qualsiasi ballerino RAI degli anni ’80 che allietava i sabato sera, a partire da un lontano “Canzonissima” fino ad un indimenticabile “Fantastico” (e qui ribadisco che ho una certa..)

Torniamo alla perdita di memoria; siamo passati da un “Sono sicuri, sono testati, nessuno muore con i vippini”, a leggere di qualche decesso di persone neo vaccinate e giustificarlo con “Rapporto rischio beneficio a favore del beneficio” per sconfinare con “Ritiriamo AstraZeneca” poi lo ridiamolo ma solo a chi è alto biondo e bello, possibilmente sano. Senza dimenticare del “nessuna correlazione”, assimilabile ad un “ricorda fratello che devi morire”, legata ad ogni decesso (e ce ne sono tanti) o a menomazione di vario grado e durata, fino all’invalidità permanente, per raggiungere l’apoteosi a sostegno della tesi per cui, dato il fallimento annunciato dei cosiddetti vaccini – ma mai dichiarato o dichiarabile -, per battere le varianti occorre praticare “l’eterologa” che, detto così, pare una cosa seria ma in realtà è il termine fantascientifico con cui si vuol far passare l’idea che dei farmaci, di per sé poco testati e i cui effetti di ciascuno sono tutt’ora allo studio (attraverso chi si sta vaccinando), possano essere mescolati come un cocktail preparato da un barman di uno dei peggiori bar di Caracas, utilizzando prodotti di brand diversi. E’ come se prendessi il cofano della Panda e volessi metterlo sulla Stelvio e ti dicessi a tutti che così è meglio. Mah…

Davanti a cotanta potenza di fuoco non mi resta che concludere ribadendo il mio rispetto verso tutti, in questo caso in particolar modo verso coloro che si vaccinano; liberi di fare ciò che volete ma tra i tanti mantra che si sentono h24 e ovunque, aggiungo il mio che prendo in prestito dal grande Gigi Proietti: “nun me rompe er cà”.

Crediti:

Vaccinazione anti-Covid 19. Quello spot suadente che mi ricorda qualcosa

Come fare a convincere le persone a vaccinarsi contro il Coronavirus?

Il fatto che si debba “convincere” qualcuno a fare qualcosa dovrebbe far riflettere. Ma a prescindere dal fatto che, in questo caso, parlando di vaccino anti-Covid19, vi sia una profonda motivazione nel voler fare del bene alla popolazione (…), ribadisco la domanda di apertura di questo post: “Come fare a convincere le persone a vaccinarsi contro il Coronavirus?”

Con dibattiti televisivi tenuti da autorevoli giornalisti durante i quali intervistano esperti del settore, autorizzati dal Governo e dal Ministero della Salute, per dare spiegazioni puntuali in merito alla sicurezza e all’efficacia di questi farmaci?

Con la distribuzione di materiale informativo ai cittadini attraverso il quale mettere a conoscenza la popolazione sulla ricerca che è stata svolta, sull’efficacia, sulla sicurezza e sull’innovazione tecnologica che si cela alla base di questi nuovi ritrovati della scienza, oltretutto basati su una metodica mai adottata prima d’ora per realizzare un vaccino?

Oppure grazie ad una serie di spot dove il messaggio del controllo, della garanzia e della sicurezza di questi vaccini passa attraverso le parole di medici e di scienziati che oltre alla loro competenza ed autorevolezza mettono la loro faccia, cercando di infondere fiducia e serenità verso qualcosa che al momento pare tutto meno che realizzato secondo protocolli e tempistiche riconducibili alla produzione di un vaccino?

No, si è scelto di veicolare un messaggio tramite il lavoro di un noto architetto, Stefano Boeri, che ha realizzato una struttura modulare, un presidio medico da campo in versione fashion, sulla cui copertura risalta il disegno di una primula stilizzata. Struttura che verrà realizzata in centinaia di copie e allestita nelle maggiori piazze italiane o presso i presidi ospedalieri, ove al suo interno verrà effettuata la vaccinazione contro il Coronavirus; una sorta di suadenti salotti adibiti alla vaccinazione di massa.

Immagine tratta dallo spot “l’Italia rinasce con un fiore, vaccinazione anti-Covid 19”

Logo GURU – http://www.guru.it

Un progetto che di per sé potrebbe essere interessante, architettonicamente parlando, anche se noto un design che strizza l’occhio a brand “modaioli”, volutamente, come potrebbe essere GURU che nel 1999 adottò come logo una grossa margherita.

Trovo molto discutibile l’approccio che il Governo ha ritenuto utile adottare per convincere la popolazione a vaccinarsi.

Con “L’Italia rinasce con un fiore, vaccinazione anti-Covid19” si tenta di far passare l’idea del vaccino (ricordo che è un farmaco) come quella di un prodotto di marca, di largo consumo, che fonda le sue radici su messaggi come “rinascita”, “primavera”, “il momento è arrivato”, “abbandonare l’incertezza”, “schiudere i nostri colori alla luce del sole”. Nulla che faccia riferimento ai punti che ho riportato all’inizio di questo post e che ci aspetteremmo di sentire qualora il vero intento fosse informare seriamente la popolazione in merito all’efficacia e alla sicurezza del vaccino anti-Covid19.

Quello che invece ci viene proposto è un messaggio che si basa prevalentemente su una comunicazione fatta di fiori e di primavera, di design e di “grandi packaging” che confezionano l’idea di buono e di bello ma di cui, almeno fino ad ora, non ci è dato sapere se funzionerà contro il Covid 19 (tralasciando per adesso l’argomento: possibili effetti collaterali?) basando tutto su un programma vaccinale che pare volere inoculare, almeno vedendo questo spot, una miracolosa essenza di petali di primule, come fosse un elisir di lunga vita.

Ecco lo spot:

Detto ciò, a me tutto questo evoca scenari che la fantascienza ci ha già regalato. Vi ricordate di “Umbrella Corp.” e del “Regenerate Cream”?

Tratto dal film Resident Evil: Apocalypse, del 2004 di Alexander Witt – Constantin Film, Impact Pictures

 

 

 

 

 

DPCM e zone colorate.

Referendum SI o NO? I numeri sui parlamentari sono quelli che ci hanno presentato?

In questi giorni il dibattito politico si è concentrato sul tema referendum, pur senza perdere di vista il Covid-19 e tutto “il teatrino” messo in piedi per le scuole.

Tra banchi con o senza rotelle, arrivati o da arrivare; mascherine fornite, da fornire, non arrivate, meglio che ognuno se le porti da casa; gel disinfettante, come se piovesse; temperatura corporea e relativo dibattito se è preferibile un bel 37.5 o un 37 secco per definire la linea di demarcazione tra un bimbo sano o un possibile untore su scala globale, in tutto questo bailamme, con un crescendo esponenziale che finalmente vedrà una soluzione di continuità dopo il 21 settembre, il tema prevalente della politica è incentrato sul Referendum e su quanto sia importante tagliare il numero dei parlamentari.

Ora, come sempre sono un pignolo e non amo prendere i dati come vengono diffusi, o calati dal’alto; non mi piace. Quando posso mi piace approfondire, capire come stanno le cose e per farlo devo necessariamente informarmi.

Il mio post non vuole schierarsi né a favore del SI né a favore del NO ma a favore della chiarezza d’informazione. Mi occupo di comunicazione visiva e mi piace capire come vengono comunicate certe questioni.

Per dovere di cronaca, si sappia che sono un “Pentastellato deluso” e pertanto, per parlare di numeri, mi allaccio alla comunicazione dei Cinquestelle che continua a massacrarmi pesantemente nonostante la mia presa di distanze dal Movimento. In parole povere mi arrivano direttamente o indirettamente comunicazioni dai M5S all’insegna del SI come se non ci fosse un domani.

Questo qui sotto è uno dei banner che il M5S ha rilasciato in rete e che riassume le differenze abissali tra le varie camere, a loro dire; in particolare tra il numero dei membri dei parlamenti delle nazioni, qui prese ad esempio, messe a confronto con l’Italia.

Banner del Movimento Cinque Stelle sulla riduzione dei parlamentari- referendum del 20 – 21 settembre 2020

Questo è un secondo banner. Ha un po’ più di tempo rispetto al primo ma, instancabile, gira sempre in rete:

Non mi soffermo sul claim riportato sul piede di questo secondo banner: “Meno casta per tutti”. Voglio pensare che sia figlio di un lontano sentimento rimasto sul palco del Vaffa-Day.

Lasciamo stare gli intenti, le ragioni, gli obiettivi invocati a sostegno del SI dai Cinquestelle, dal PD ma anche da altri partiti che votarono favorevolmente le fasi antecedenti a questo referendum e che permetteranno, il 20 e il 21 settembre, di mettere la parola fine su questo tema. Parliamo solo di numeri.

Se prendiamo internet, questa cosa strana che pare contenga anche delle informazioni utili, e andiamo a vedere sui siti dei vari parlamenti e/o su Wikipedia come stanno veramente le cose, vedrete che i numeri sono un po’ diversi da come ci vengono presentati.

Da una prima analisi emerge subito chiara una questione, ovvero, che il M5S ha riportato per l’Italia il numero complessivo dei parlamentari facenti parte delle due camere, ovvero, quello composto da Senatori e da Deputati, per un totale di 945 membri. Per tutti gli altri Paesi citati sono stati riportati i numeri afferenti ad una sola delle due Camere; eccezion fatta per la Germania che ha una struttura parlamentare monocamerale e pertanto non potevano sbagliarsi.

Quindi, per la Francia non vengono contati i 348 membri del Senato; per il Regno Unito non vengono contati i 242 membri della Camera dei Lord e per la Spagna, non so proprio come sia saltato fuori il numero 558.

Ma veniamo al dettaglio di questa verifica:

SPAGNA struttura bicamerale

  • 350 deputati presso il Congresso
  • 265 senatori al Senato
  • 615 in totale
  • 558 sul banner dei Cinquestelle

46,94 milioni di abitanti in Spagna

1 membro ogni 76.325 abitanti


GERMANIA

  • 709 deputati al Bundestag
  • 700 sul banner dei Cinquestelle

83,02 milioni di abitanti Germania

1 membro ogni 117.094 abitanti


FRANCIA struttura bicamerale

  • 577 membri dell’Assemblea nazionale
  • 348 membri al Senato
  • 925 in totale
  • 577 sul banner dei Cinquestelle

66,99 milioni di abitanti in Francia

1 membro ogni 74.421 abitanti


REGNO UNITO struttura bicamerale

66,65 milioni di abitanti nel Regno Unito

1 membro ogni 74.719 abitanti


ITALIA struttura bicamerale

60,36 milioni di abitanti in Italia

1 membro ogni 63.603 abitanti

Ecco come dovrebbe essere rappresentato graficamente il rapporto dei parlamentari tra le nazioni citate dai Cinquestelle in virtù dei “nuovi conteggi”.

e non questo:

Banner del Movimento Cinque Stelle sulla riduzione dei parlamentari- referendum del 20 – 21 settembre 2020

Pertanto, qualora vincesse il SI, ci posizioneremmo all’ultimo posto della classifica con un numero dei parlamentari inferiore rispetto alla Germania, alla Francia, al Regno Unito e alla Spagna che ha 47 milioni di abitanti, contro gli oltre 60 milioni dell’Italia.

Ora, se parliamo di emolumenti sicuramente l’Italia batte tutti , compresi gli USA, ma questo problema poteva essere affrontato con quello che nel 2016 era solo un Disegno Di Legge della Lombardi dei Cinquestelle che mirava a dimezzare gli stipendi dei parlamentari e che oggi sarebbe bastato “rispolverare”, e volere fortemente, per potarlo a compimento.

All’inizio del 2020, a seguito del lockdown, il ministro Di Maio ha proposto nuovamente il taglio degli stipendi ai parlamentari ma pare che l’effetto sortito non sia stato né apprezzato dai parlamentari né apprezzabile dagli italiani, visto il silenzio assoluto che ne è seguito.

Bene, in conclusione, votate quello che vi pare ma per lo meno, adesso, potete farlo avendo un po’ di numeri in ordine.


Aggiornamento del 18 settembre:

Per chiarezza e correttezza d’informazione: per quanto concerne la Camera dei Lords che presiede al parlamento nel Regno Unito, i singoli membri di cui è costituita non percepiscono uno stipendio ma dei “gettoni di presenza” a rimborso spese.

La Vacciniade e i nuovi eroi: NoVax vs. ProVax

Va bene, è arrivato il momento di parlarne. Ho deciso di farlo a modo mio, tanto su questo argomento ognuno dice la sua, Draghi compreso.

Il problema vaccini deve essere affrontato.

Il fatto stesso che il tema vaccini venga gestito come un derby sportivo mi dà parecchio fastidio. Si parte male perché “tu devi avere una posizione” e se la prendi vieni subito inserito in una precisa categoria dalla quale non ne esci più…

Vuoi fare i vaccini? Sei un responsabile, una persona che ha a cuore il bene comune. Sei altruista e sei pure alto, bello e molto intelligente ma poi… “lo dice la scienza, quindi non si discute”.

Non vuoi fare i vaccini? Ma che razza di persona sei? Ma ti rendi conto? Metti a rischio la vita delle persone che ti stanno accanto. Sei un incosciente, stupido, brutto e cattivo. Poi, come se la scatola degli appellativi non avesse un fondo… sei NOVAX, terrapiattista, negazionista, anti 5G, complottista, credi nelle scie chimiche, nei rapimenti alieni e il cambiamento climatico è colpa tua… Oltre a questo “non credi nella scienza”.

Poi la questione passa su un piano meramente politico tra chi è  favore al vaccino obbligatorio e chi non lo vuole rendere obbligatorio. Questo a prescindere dal tipo di vaccino e contro quale virus, dalle implicazioni che certe scelte possono generare nel medio o nel lungo termine e in seno a quale emergenza sanitaria, necessaria o costruita, si voglia proteggere la popolazione.

Ora… al di là dei tanti discorsi che si sentono sui vaccini, la questione che a me lascia sgomento è la superficialità con cui si affronta questo tema. E’ quella superficialità dalla quale poi germinano e si consolidano i suddetti schieramenti che diventano vere e proprie fazioni avverse. Da una parte troviamo il coro della scienza provaccinista, supportata dalle aziende farmaceutiche, dai media nazionali ed internazionali e ovviamente dalla politica; dall’altra troviamo il sussurro della scienza più moderata, più attenta all’uomo, quindi propensa a curarlo nel suo insieme (psiche e soma), non concentrata solo sul sintomo. Quella scienza nonvaccinista (o per lo meno contro alcuni vaccini o contro i cocktail multivaccinali che vengono somministrati ai bambini) che non ha alcuna voce all’interno del mainstream, anzi, se l’alza troppo rischia di essere additata, o peggio, i medici e scienziati che si espongono in tale direzione rischiano di essere sottoposti a provvedimenti disciplinari, fino ad arrivare alla radiazione. Nel mezzo c’è il cittadino che di riflesso si vede appiccicare un’etichetta piuttosto che un’altra, con tutte le conseguenze del caso qualora venga etichettato come NO-VAX.

Ad Agorà Estate su Rai3 , puntata del 1 settembre 2020 (dal 16° minuto) ho sentito il parere del virologo Bassetti e a corollario quelle degli ospiti intervenuti sul tema vaccino per il Covid19 e riapertura delle scuole.

Il Prof. Bassetti è sempre stato un pro-vaccini e da medico virologo ricercatore ha espresso il suo pensiero. Nel suo primo intervento, nel corso della trasmissione, ha dichiarato: “(…) educare e non imporre ad una parte, speriamo piccola, di italiani che è ancora resistente alla vaccinazione. (…) Non si rendono conto che la storia della medicina moderna e dell’umanità è cambiata grazie a due invenzioni: gli antibiotici e i vaccini. Senza queste non arriveremo certo a vivere oltre ottant’anni come viviamo.”

Personalmente avrei aggiunto anche una terza cosa: i condizionatori, ma questa è una mia opinione personale.

Tra gli ospiti è intervenuto Ettore Licheri senatore dei Cinquestelle, il quale ha avuto l’ardire di commentare: “(…) nella storia della farmaceutica, anche delle vicende poco chiare, poco trasparenti talvolta opache che ci sono state; dei conflitti di interesse che in passato sono stati scoperti e questo certamente non ha contribuito a consolidare la fiducia dei cittadini verso queste multinazionali. Anche lì si è sbagliato e anche lì si deve mettere rimedio.”

La trasmissione prosegue, vanno in onda i commenti e le dichiarazioni di vari politici ed esperti fin quando Roberto Vicaretti, giornalista e conduttore di Agorà Estate, rivolge al Prof. Bassetti la domanda: “(…) un caso positivo in una classe, cosa si dovrebbe fare?”

Il Prof. Bassetti interviene nel seguente modo: “Allora, mi faccia dire però una cosa relativa al servizio precedente (in riferimento all’intervento di Licheri, n.d.r). Io credo che il Coronavirus abbia portato all’attenzione un problema che è quello delle fakenews (…) Adesso si diceva in trasmissione, secondo me è molto pericoloso, parlare delle big pharma, parlare dei conflitti d’interesse. Noi abbiamo bisogno di dare una comunicazione univoca perché guardi che gli attacchi che noi riceviamo gli riceviamo proprio come quelli che è stato prima enunciato. Contro le big pharma, il mondo dei cattivi contro il mondo buoni” (…). O la politica si schiera fortemente dalla parte dei vaccini oppure è una partita che è persa. Questa è una partita che noi dovremo combattere nei prossimi tre quattro mesi”.

Avete letto bene: “molto pericoloso parlare delle big pharma, parlare dei conflitti d’interesse” e “O la politica si schiera fortemente dalla parte dei vaccini oppure è una partita che è persa.”

Potete risentire queste affermazioni attraverso RaiPlay. Anche no, ovviamente.

Bassetti fa delle affermazioni, a parer mio, piuttosto discutibili. Affronta la questione in modo assoluto, di parte, senza una minima riflessione e una discussione in merito a quanto ha correttamente sollevato l’onorevole Licheri, ovvero, il problema della credibilità.

La domanda che tutti dobbiamo farci è PERCHE’ la gente è sempre più restia o del tutto contraria a volersi vaccinare?

Non possiamo continuare a parlare di vaccini in modo impositivo: “DOVETE FARE I VACCINI”, senza dare spiegazioni. Se i cosiddetti “novax” sono in aumento, in tutto il mondo, un motivo ci sarà. Lo sono, ed è evidente, altrimenti non se ne parlerebbe e la questione non sarebbe un problema politico.

Non credo che coloro che prima se li facevano e adesso no, siano stati tutti rapiti dagli alieni e riportati sulla terra convinti del contrario, con l’intento di manipolare la razza umana e conquistare la Terra.

Vogliamo affrontare il tema vaccini in modo SERIO una volta per tutte?

Partiamo dal presupposto che le cosiddette BigPharma non sono aziende filantropiche. Sono aziende e basta. Studiano e realizzano dei prodotti, li immettono sul mercato e cercano di farci dei soldi. Punto. Tutto normale e lecito ma se si parla di salute e di speculare sulla salute, e nel tempo sono emersi conflitti d’interesse, manipolazioni di dati per vendere farmaci, metodi di produzione/lotti di farmaci con evidenti problemi, segnalazioni di problemi avversi, denunce, sentenze, risarcimenti…, vogliamo parlarne?

Non si tratta di fare una guerra alle aziende farmaceutiche ma nemmeno di farci inoculare tutto a prescindere, negando o sottacendo che un vaccino possa dare dei problemi avversi. Sarà il caso di soppesare costi/benefici in termini di somministrazione di un vaccino per contrastare un determinato agente patogeno? Vogliamo dare delle risposte alle persone che si pongono il “ragionevole dubbio”, senza additarle come “deficienti” la cui colpa è solo quella di volersi informare e di decidere autonomamente, secondo proprio giudizio?

Se portiamo la scienza o la medicina fin dentro le case delle persone, attraverso radio, TV e giornali, dobbiamo avere anche il coraggio di portare medici, scienziati, ed esperti ma anche politici, giuristi e avvocati di entrambe le posizioni, quelli a favore e quelli contrari ai vaccini. Entrambe le parti lo dovrebbero fare argomentando le loro posizioni, producendo dati, ricerche e ragionando su fatti concreti. Siamo stanchi, ci siamo rotti le scatole di sentire solo quelli che ci dicono che i vaccini vanno fatti, come fosse un dogma da ripetere in continuazione, fino al sfinimento/convincimento, e che non può essere discusso. La SCIENZA SI DISCUTE perché non è una fede, e anche la fede trova modo e spazi per essere discussa, non vedo perché non lo si debba fare con la scienza. Non sarebbe scienza e non ci sarebbe progresso scientifico se non ci fosse un continuo confronto.

Esiste una legge dello Stato, come ho riportato anche nel mio INFLUENZATI, che interviene laddove sia necessario risarcire persone danneggiate da vaccini; esistono sentenze di tribunale che si sono espresse a favore di persone danneggiate da vaccini; esistono persone danneggiate da vaccini. Esistono ricerche scientifiche e protocolli di sviluppo per i vaccini che prevedono anche dieci anni per realizzare un vaccino; adesso, per il Covid19, si parla di averne non uno ma una serie indefinita e nell’arco di pochi mesi, forse un anno al massimo (lasciando perdere per il momento il vaccino russo che pare già pronto dopo soli sette mesi dalla pseudo dichiarazione di pandemia).

Se vogliamo gestire il problema, che poi problema non dovrebbe essere, semmai i vaccini dovrebbero essere una soluzione, allora facciamolo in modo chiaro e facciamolo al più presto.

Fino a quando sentirò parlare di vaccini come un credo che deve essere accettato attraverso un “atto di fede”, non ci sto. La classe medica e gli scienziati si devono immergere in un bel bagno di umiltà e poi scendere tra la gente per rispondere ai tanti, troppi quesiti le cui risposte non sono mai arrivate o sono state liquidate con lapidari e arroganti: “SONO SICURI” o “NON E’ VERO E’ UNA FAKE NEWS!

Tra le domande rimaste senza risposta ci sono quelle relative ai problemi/sintomi avversi causati dai vaccini, sulla loro tossicità, sulla presenza dei metalli, allergeni, delle nanoparticelle di inquinanti, di DNA di feti abortiti, di consenso informato ma in realtà poco informato e di tante altre questioni sollevate da coloro che studiano i vaccini, da coloro che ne hanno subito i danni e da coloro che ritengono, tra gli scienziati, assurdo realizzare un vaccino per un virus basato su RNA a polarità positiva in continua mutazione. Si sta già parlando di dover fare, oltre al vaccino, una serie di richiami perché il vaccino contro il Covid-19 (che ancora non c’è) pare che da solo non basterà e che la sua efficacia sarà di breve durata, per questo si pensa già ai richiami. Non a caso si registrano nel mondo casi di persone che sono state contagiate dal Covid-19, poi guarite, e a distanza di tempo lo hanno contratto nuovamente dimostrando che l’immunità per il Coronavirus, come già si sapeva, è di breve durata.

Per approfondimenti, vedi:

Allora, posso capire di dovermi vaccinare da malattie importanti e per i quali il vaccino funziona davvero ma non capisco perché si continui a instillare paure tra la gente e che in teoria dovrebbero cessare solo dopo un’iniezione di un vaccino che, ripeto, ancora NON C’E’, per un virus che di fatto è poco più virulento di un’influenza stagionale e che non garantirà un’immunità duratura.

Ma poi, vaccino per cosa? Il direttore sanitario dello Spallanzani, Istituto di Ricerca che ha in carico la sperimentazione italiana di uno dei vaccini per il Covid-19, afferma in una recente intervista (qui riportata da Il Messaggero del 4.09.2020) che le fasi due e tre della sperimentazione verranno effettuate in altri paesi perché: “(…) al di là di quello che si dice, in questa fase in Italia non c’è questa catastrofe, non ci sono tutti questi pazienti, tutti questi malati. Andremo in paesi, probabilmente nel latino America, dove invece il virus è in una fase di crescita”.

E oltre a questo, di quale crescita stiamo parlando?

Se si parla di persone asintomatiche, risultate positive al tampone o al test sierologico, evviva Dio! Sai per quanti virus siamo positivi e quanti tamponi dovremmo fare? A me interessa capire se queste persone camminano con le proprie gambe, se stanno bene e se possono creare un pericolo per altre persone. Lo stesso Prof. Bassetti, in più di un’occasione, ha ribadito che positivo non vuol dire essere malato.

Spero che arrivi la ragione prima ancora di un vaccino. Mi auguro che un serio confronto, anche lungo, dibattuto, acceso, possa avviarsi al più presto e arrivare a mettere ordine tra le questioni aperte, da troppo tempo, sul tema vaccini (e BigPharma), anche se ciò comporterebbe dover mettere avanti a tutto la salute delle persone anziché gli interessi politici e/o economici. Se ciò non dovesse accadere, la distanza tra i due schieramenti potrà solo aumentare e i rapporti inasprirsi col passare del tempo.

Parafrasando una celebre frase che echeggia spesso nell’immaginario dei fans di Star Trek, mi auguro di non dover assistere ad una sorta di invasione BORG preceduta dal proclama: “La resistenza è inutile, sarete vaccinati”.

Da TGTrek.com

Ad ogni costo ed in ogni caso, nel rispetto della Costituzione italiana, della libertà di pensiero, di parola e di scelta individuale, nell’ottica di promuovere una scienza corretta, quantomeno non di parte, cercheremo il confronto, lotteremo per la verità e difenderemo le nostre ragioni.

Un conto è volersi vaccinare (lecito, giusto, comprensibile), un altro è obbligare altri a farlo, soprattutto quando non c’è alcun motivo reale per farlo.


Nota: i virgolettati che riportano le affermazioni delle persone sopra citate sono il risultato di trascrizioni audio delle interviste rilasciate ( di cui sono riportate le fonti). Grammatica e punteggiatura ricalcano il più possibile quanto rilevato dalle interviste. Talvolta possono risultare poco aderenti alle regole della lingua italiana ma lo scopo è di riportare più fedelmente possibile ogni contenuto. 

Covid-19. E se fosse tutto sbagliato?

Riflettevo… lo so, lo faccio troppo e troppo spesso ma è una funzione preinstallata che si autoricarica, non posso farci nulla.

Riflettevo, appunto, sulla situazione Covid-19. Siamo ad agosto, non vedo zombi a giro per strada (tranne qualche eccezione ma diciamo che è solo colpa del caldo), mi pare che grazie a Dio siamo ancora qui a “ciarlare” e che l’Italia stia continuando a dibattere su ciò che è di “fondamentale importanza per tutti”…

Di cosa?

… Ma dei ministri scelti dal mazzo, “presi a sorte” (leggete: capri espiatori) che hanno pensato bene di prendersi i 600+600 Euro che INPS ha gentilmente offerto alle P.IVA, previa richiesta al famoso sito web dell’Istituto di Previdenza – di cui ho parlato in passato su questo blog e sul mio libro INFLUENZATI – oggetto di fantomatiche dimostrazioni di inefficienza e di mirabolanti risposte da parte del server. Beh… solo per essere riusciti ad ottenere quei soldi, presentando domanda attraverso il sito dell’INPS, avrebbero tutto il diritto di tenerseli ma… lasciamo perdere le facili ironie che in questo agosto torrido non giovano nemmeno come freddure.

E’ questo il vero problema dell’Italia, no?

Beh, allora vogliamo parlare del presidente Conte che ci assicura che i vaccini non saranno obbligatori e a distanza di due giorni da questa dichiarazione salta fuori Renzi (governo ombra con solo il 2.5% di consensi dai recenti sondaggi) che asserisce l’esatto contrario, invocando una vaccinazione di massa obbligatoria, altrimenti non ci sarà un domani?

Ma no, nemmeno questa è la notiziona ma entrambe sono le notizie create ad arte, ben confezionate per continuare a perpetrare lo sport nazionale e internazionale nella disciplina della “distrazione delle masse” o del “fumo negli occhi”. Sai… le olimpiadi sono saltate e la mancanza di questo grande evento sportivo deve essere compensata in qualche modo.

L’Italia ha molti problemi, stiamo annaspando in una situazione dove il debito pubblico aumenta, il PIL precipita, molte attività commerciali non hanno nemmeno aperto dopo il lockdown, ed altre non si sa se arriveranno a fine anno. La cassa integrazione tarda ad arrivare o non viene erogata, etc. etc. Oramai del MES se ne riparla a dopo le elezioni, almeno su questo credo che i vari esperti di comunicazione al servizio dei partiti siano concordi. Sempre che poi non saltino fuori con qualche mirabolante trovata per vendercelo come Jolly in stile “Giochi senza frontiere” (e qui si vede che ho una certa età).

Oltre a tutto questo, per i media e per certi esperti da palcoscenico, la situazione epidemica attuale, a livello nazionale ma soprattutto internazionale, è grave, preoccupante, tragica! Ma vediamo cosa sta accadendo a casa nostra, giusto per “divertirci con le ultime news”…

Adoro i titolisti dei quotidiani.

Credo che facciano parte di una razza tutta particolare, forse mitologica perché se ne parla da sempre ma nessuno li conosce o li ha mai visti (tranne pochi eletti); eppure la loro presenza è tangibile. “Si narra che un titolista sia passato dopo che Arianna diede il filo a Teseo, col solo scopo di ingarbugliarlo. Tant’é che Teseo, vistosi al perso… in realtà è ancora lì nel labirinto”.

Di cosa stiamo parlando?

Della dose quotidiana di paura, di deformazione delle parole a vantaggio di una neolingua dirompente. Perché, ditemi, vi pare che la Toscana tremi? Che ci sia un incremento di positivi tale da definirsi impennata di casi a Prato, in riferimento a 6 persone? Che lo sia in Italia con un “più 552” o nel Lazio siamo addirittura al boom di casi in una settimana perché ne hanno trovati 118 positivi?

Allora, togli tutta ‘sta roba e ragiona un attimo con me, così, solo per fare due chiacchiere tra amici.

Da oramai oltre sette mesi ci viene detto di tutto sul Covid. Una delle cose che a me manda fuori di testa è la recita quotidiana dei nuovi contagiati. Ad oggi, mentre vi scrivo, sono stati registrati, NEL MONDO, 20.919.243 casi positivi. Cosa vuol dire questo? Facciamo un primo punto.

Con una popolazione mondiale di quasi 8 miliardi di persone (per l’esattezza 7,804,903,823 persone) il suddetto numero di contagiati corrisponde ad un indice di contagiosità dello 0,26%. Oltre a questo va detto che queste persone, sono per un 80% dei casi, asintomatiche. Sono persone che per tutta una serie di motivi sono state sottoposte a tampone, sono risultate positive ma non hanno o non avevano alcun sintomo. Tra queste dobbiamo anche considerare che oggi ci sono persone che non sono più positive e che probabilmente non sono uscite da questa lista (o non tutte). Oltre a questo ci sono gli sbagli, i falsi positivi e i metodi di registrazione delle positività non condivisi e definiti da un protocollo univoco a livello mondiale; tant’è che nel Regno Unito le hanno contate due volte:

Decine di migliaia di test sul coronavirus sono stati contati due volte, ammettono i funzionari” da The Telegraph – 21.05.2020

E COMUNQUE CHI E’ POSITIVO AL CORONAVIRUS NON E’ INFETTO NE NEMMENO UN MORTO CHE CAMMINA!

Decessi?

Nel mondo, sempre ad oggi mentre vi scrivo, si registrano 759.582 casi che corrispondono ad un indice di mortalità dello 0,009%. Anche qui i decessi non è facile stabilire se sono tutti riconducibili (parlo sia in difetto che in eccesso) al Covid-19; sono numeri difficili da gestire poiché per stabilirlo dovrebbe essere effettuata un’autopsia a tutte le persone decedute e, come è risaputo, almeno in Italia, all’inizio dell’Emergenza Covid le autopsie non venivano eseguite e tutti i decessi venivano classificati come morti per Covid-19; questo l’ho abbondantemente riportato nel mio libro “INFLUENZATI. NON SOLO DAL CORONAVIRUS”. Detto ciò, ad oggi nel nostro Paese sono state registrate come decedute per Coronavirus, 35.231 persone. Sono numeri che vi dicono poco? Beh, il paragone si fa presto a farlo. Prendiamo infarto e ictus, uccidono ogni anno 240.000 persone in Italia e rappresentano la prima causa di morte e invalidità. Così, tanto per dire….

Parliamo degli USA… I tanto citati USA che paiono reggersi solo grazie alle sparate di Trump che fanno risalire il buonumore a livello internazionale. Avete sentito quella dei rubinetti, dell’acqua e dello shampoo? No, non è una barzelletta ma vi riporto qui un link almeno se avete voglia di sorridere un po’ potete farlo. Sarà mica un messaggio criptico di Trump diretto ai QAnon? No, dai, non lo dico altrimenti passo per complottista internazionale megagalattico.

Foto da PIXABAY – 2108027

In USA, dicevo, sono decedute 167.298 persone. A sentire i telegiornali pare che gli americani siano tutti condannati o poco ci manca. Così, sempre per mera curiosità, sono andato a prendere qualche numero da Wikipedia per vedere quante persone risiedono nella zona meno popolosa di New York; si tratta di Staten Island nella contea di Richmond. Nel 2017 era stimata una popolazione di 479.458 persone. In pratica, la “grande catastrofe americana” di cui si sente continuamente parlare corrisponde a meno della metà delle persone che sono residenti nell’area meno popolosa della Grande Mela. Occhio… non voglio “sminuire” o “minimizzare” chi sta dietro a questi numeri. Si parla sempre di persone ma stiamo parlando degli Stati Uniti d’America, 50 stati che in totale contano 328 milioni di persone!!!

Avete un’idea di quante persone muoiano ogni anno per il fumo da sigaretta? 8 milioni di persone, e non mi pare che questa sia ritenuta un’emergenza né mondiale né nazionale. Ah, mi dici che queste persone “non sono infette” e quindi “muoiono loro e non tu?” Per la serie “cxxxi loro e chi si è visto si è visto?” Complimentoni per l’altruismo ma allora ti parlo di fumo passivo; di quello che non fumi tu perché magari hai deciso di non fumare ma frequenti fumatori e respiri quello degli altri. Ogni anno, in Italia, 700mila persone muoiono per fumo passivo e qui, credimi, non c’è vaccino che tenga.

Ecco… veniamo alla “renziade” che nonostante tutto continua ad aggiungere capitoli dell’epica saga che ritrae le gesta del “fenomeno di Rignano”. Per sua bocca, e per quella della sua candidata di punta alle regionali per la Toscana Stefania Saccardi, viene invocata l’obbligatorietà del vaccino. Pare essere l’araldo con cui fregiarsi e conquistare la poltrona di governatore della regione; obbligo di vaccinazione!

Foto da PIXABAY – 5073832

Ora, vedi un vaccino anti Covid-19 a giro? No, dico, lo vedi?

Si parla di averne uno forse per l’anno prossimo ma, a parte i discorsi pro-vax, no-vax, free-vax, riflettevo su un fatto molto semplice, forse banale, sicuramente sbagliato (forse anche no)… Se l’obiettivo vaccino è debellare il Covid-19 attraverso l’immunizzazione dell’individuo al quale viene inoculato ma anche ottenere la cosiddetta “immunità di gregge”, ad oggi, metà agosto di questo delirante 2020, dato che gli attuali positivi sono oltre venti milioni, e parrebbe che il numero sia solo destinato a salire, visto che i decessi sono significativamente rallentati, visto che qualche cura si è trovata e che comunque è somministrabile ai sintomatici e che nella maggior parte dei casi evita il ricovero ospedaliero, o peggio,la  terapia intensiva… ma perché non facciamo un bel “bomba libera tutti”?

“O mammina che ha detto il Saldarelli, o che è pazzo?”

Si fa per ragionare… Sarò pure pazzo ma se si parla di immunità di gregge in un senso, questo concetto dovrebbe essere pur valido anche se ci stesse pensando madre natura. In tal caso via tutto, via gli obblighi e via i divieti… Anche e soprattutto perché per il  Covid-19 pare stiano sviluppando diversi tipi di vaccino. E’ mutato una caterva di volte e quindi il problema non è se il vaccino funzionerà e come funzionerà, se sarà sicuro o meno ma anche quale vaccino sarà più efficace rispetto ad un altro, con tutte le conseguenze del caso, soprattutto economiche e del possibile “panico da vaccino fuffa” o “corsa al vaccino top del top annata speciale riserva oro”. Ce la vedo la signora Maria che ragiona al mercato dicendo: “io ho preso quello del Putin, gli’è bello lui con tutte le su’ tigri…” E la signora Marisa: “O che tu dici… io ho preso quello dello Spallanzani, l’è più bono e poi l’è a chilometro zero…”.

Quindi, io faccio solo delle ipotesi, dei ragionamenti del tutto personali e privi di ogni fondamento scientifico. Probabilmente ragiono con quel “sano empirismo” che forse a qualche scienziato fa storcere la bocca ma ricordo che è proprio grazie a certe riflessioni, a continue revisioni delle teorie e all’osservazione delle cose che si ottengono dei risultati. Mi pare che stiamo assistendo, da oramai troppo tempo, ad una messa in campo di risorse economiche spropositate a livello mondiale, nel tentativo di cercare un vaccino per qualcosa che probabilmente non potrà essere “vaccinabile”. I precedenti tentativi di trovare un vaccino per altri virus “famosi”, vedi SARS o MERS, sono stati abbandonati; ci hanno provato ma quando iniziarono le sperimentazioni la malattia non costituiva più un’immediata minaccia ed è stato fermato tutto.

Foto da PIXABAY – 2313286

Quindi… sicuramente occorrerebbe tutelare i più deboli, a partire dagli anziani. Tenere in quel caso la mascherina (sempre che funzioni) se ci si trova in prossimità di persone anziane; per il resto, ricominciare a fare quello che facevamo prima ma meglio, lavandoci le mani, bene, più volte al giorno; evitare di stare addosso alle persone mentre si parla e rispettare comunque quella distanza, che io definisco “margine di rispetto” che l’educazione prevede e che dovrebbe essere adottata nell’ambito dei rapporti interpersonali. A parte questo, vivere. Ripeto, lo affermo alla luce dei dati attuali; forse non lo avrei detto 4-5 mesi fa. Parlo di oggi.

Ecco che mi assegno da solo un nuovo appellativo con un suffisso “ista”, come oggi va di moda affibbiare se qualcuno parla fuori dal coro. Sono un utopista a pensarla così perché tanto ci saranno sempre i titolisti, gli esperti da palcoscenico e le emergenze sanitarie da portare avanti e dietro a questi gli speculatori della finanza e le lobby varie che hanno interesse a vedere le nazioni indebitarsi.

Quindi… e se fosse tutto sbagliato?

 

Un saluto particolare ai miei detrattori ai quali oggi ho dato molto materiale per scannarsi contro di me.

Buona vita, a tutti, detrattori compresi.

 

Influenzati… la copertina

“Influenzati. Non solo dal Coronavirus” edito da Phasar – Luglio 2020, è un progetto editoriale che racconta di noi italiani in epoca Covid-19, di lockdown, dei DPCM e di comunicazione di massa. Ci siamo dentro, ne siamo avvolti, “non ne usciamo”, o così parrebbe stando a ciò che ogni giorno ci viene stradetto.

In questo post desidero parlarvi della copertina del mio libro e delle scelte estetiche che ho fatto per realizzarla.

E’ nata da una sensazione che mi portavo dietro fin dagli inizi del lockdown e che mi ha spinto a scrivere su questo blog in merito ai fatti legati al COVID-19. Dopo qualche post, grazie anche al mio editore PHASAR EDIZIONI che mi ha spronato a scriverlo, ho deciso di realizzare il mio libro. La copertina è nata in parallelo alla stesura delle prime pagine.
Desideravo trovare una sintesi grafica per interpretare la confusione che ha regnato e che regna tutt’ora in questo 2020. Volevo rappresentare il caos, il gran chiasso che è stato fatto intorno al problema del Covid-19; rendere la copertina rumorosa, frastornante e anche un po’ inquietante. Non a caso lo stile che ho evocato è quello che ha caratterizzato la comunicazione visiva a cavallo tra la seconda guerra mondiale fino agli anni ’60, tra “guerra fredda” e “racconti dell’orrore” in stile sci-fi con richiami a “The Twilight Zone”. Vi ricordate le locandine dell’epoca, soprattutto quelle americane, e della paura “dell’altro” che si palesava attraverso la propaganda anti nazista e anti sovietica? Ecco, più o meno l’idea dalla quale sono partito per realizzare la copertina di INFLUENZATI è stata proprio quella del riuscire a rappresentare la “paura di un nemico invisibile e il coinvolgimento totale delle persone all’interno di una situazione tanto coinvolgente quanto incontrollabile, a tratti surreale”.

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Il colore verde “acido” che campeggia sul fondo della copertina rappresenta il virus stesso ma è anche il “vomito”, il “disgusto” ed è il verde delle sale degli ospedali… in altre parole “è la malattia”, il “contagio” che avviene attraverso la comunicazione di massa che dispensa bollettini di guerra e lancia titoli al cardiopalma.
La famiglia è il fulcro dal quale parte tutto e sulla quale tutto viene riversato. Sono trasformati dal COVID-19 a tal punto che la loro testa (quindi la mente), è diventata il virus stesso. Sono ritratti in una condizione di “protezione reciproca” ma la postura, in particolare la testa, è piegata in avanti perché sono abbrutiti, avviliti e “piegati” dalla situazione. Sono vicini tra loro ma ormai INFLUENZATI. Sono circondati dai titoli di quotidiani e dalle immagini televisive che parlano solo e soltanto di COVID-19. Sono avvolti dalla negatività, dalle urla dei media che si contendono il primato della notizia e che nel tentativo di surclassare il concorrente esagerano e diventano beceri.
Ecco perché INFLUENZATI. Ho giocato sul doppio senso che questo termine mi ha offerto. In un caso l’influenzato è il soggetto che ha contratto il virus, nel secondo è la persona che ha subito influenze dall’esterno. Rappresenta la sintesi di una situazione generale e soprattutto di uno stato d’animo. Una sensazione diffusa che a poco a poco abbiamo tutti percepito, anche coloro che trovano in questa sorta di Grande Fratello orwelliano una sensazione di protezione che prima non avvertivano. Sono compiaciuti, rassicurati dalle “gesta del Governo” che in pieno stile Istituto Luce vengono opportunamente rilanciate attraverso una propaganda e uno stile che mira ad enfatizzare le roboanti promesse e le manovre PODEROSE.
So che molti non condivideranno il mio pensiero. Non pretendo nulla se non porre delle domande, esporre dubbi e condividere delle riflessioni, oltre a delle informazioni che ho raccolto in rete e reso disponibili nella mia pubblicazione. Non ho certezze e diffido da chi ne ha e le sbandiera facendosene un vanto. Mi ritengo un libero pensatore che ha sulle spalle qualche anno di esperienza nel campo della comunicazione visiva, e non solo in quella. Ascolto, osservo, amo la vita e sono consapevolmente cosciente che possiamo disporre solo di questa, “almeno da vivi”. Vorrei quindi poterne disporre al meglio, soprattutto vorrei evitare di dovermi difendere da certe scelte e imposizioni che limitano i diritti costituzionali e la libertà personale. Sono dell’idea che siamo su questa Terra per vivere la vita ci è stata donata e non per accontentarci di esistere. Ecco perché scrivo, in generale, ed ecco perché ho scritto questo libro, più in particolare.

Potete trovare “INFLUENZATI. Non solo dal Coronavirus” di Stefano Saldarelli, Phasar Edizioni, su questi store online:

oltre al sito dell’editore:

e presso alcune edicole, facendone richiesta comunicando il codice ISBN 978-88-6358-590-2

Grazie!

 


Riferimenti locandine:

Lettera all’Arma dei Carabinieri

A seguito dei fatti emersi dall’inchiesta sulla “caserma di Piacenza Levante” desidero porgere all’Arma dei Carabinieri la mia solidarietà e vicinanza, in particolare a tutti gli uomini e donne in divisa che svolgono quotidianamente, con dedizione, rispetto e impegno, il proprio compito.
I fatti inqualificabili, di cui le cronache ci stanno dando conto, gettano una profonda ferita nel cuore dei carabinieri e di chi come me in passato ha prestato giuramento al tricolore indossando la divisa dei Carabinieri.
Le persone che hanno osato offendere l’onore dei Carabinieri, svolgendo attività illegali, macchiandosi di infamia e viltà, dovranno pagare per ciò che hanno commesso e di questo sono sicuro che la giustizia farà il proprio corso.
Sono sinceramente sconvolto per quanto accaduto. Per me è una ferita che provoca dolore ma ho la consapevolezza che l’Arma dei Carabinieri non è questa cosa e ciò a cui stiamo assistendo è solo il risultato di singole cellule impazzite.

Dal sito “Belle storie d’Arma”

Mi permetto di rivolgere un invito a tutti i Carabinieri che amo dal profondo del mio cuore. Alzatevi ogni giorno con rinnovato spirito di abnegazione e amore per la patria. L’Italia ha bisogno dei Carabinieri e i Carabinieri sono parte stessa dell’Italia. Dalla più piccola caserma citofonica al battaglione, nucleo operativo, reparti speciali, etc. l’arma si è sempre saputa contraddistinguere per competenza, professionalità, organizzazione, coesione, mantenendo un ruolo di riferimento e di vicinanza col cittadino.

Siate sempre portatori sani di bene e operatori di giustizia. Estirpate tutto ciò che porta infamia alla nostra bandiera e all’Arma dei Carabinieri per rispetto alla divisa, ai tanti Carabinieri che hanno perso la vita per difendere l’Italia e perché credo fermamente, come voi, nel valore di quel giuramento che continua ad accompagnare le mie azioni quotidiane.
Auguro a voi e alle vostre famiglie tutto il bene possibile. Forza!
Nei secoli fedele.