Estate tranquilli… non è successo nulla.

Salve ciurma!
L’Estate com’è andata?

Quale estate? 
Dai, quella delle bombe d’acqua, delle esondazioni e delle trombe d’aria che fino ad ora parevano solo roba da Stati Uniti… ma è colpa dell’inquinamento, no dell’effetto serra ma anche delle scie chimiche che manipolano il clima per mano del DARPA o dell’EPA o dell’FBI, non so “ma è vero perché me lo ha detto una signora sulla spiaggia che lo ha sentito dalla sua parrucchiera…”

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L’estate dei leader delle potenze nucleari in preda ad un attacco di nostalgia da guerra fredda che si divertono a giocare a minacciarsi reciprocamente con un altro tipo di bombe.

L’estate dei delitti familiari, quasi uno al giorno, in pratica un massacro.

L’estate degli sbarchi di immigranti “che finalmente” passeranno da un Mare Nostrum a un Frontex Plus (che pare il nome di un lassativo) così i dati statistici sugli immigrati sbarcati in Italia si azzereranno, per dare inizio ad un nuova raccolta dati che produrrà solo altre vittime “ma, a questo punto, sarà un problema dell’Europa, no? E chissene…”

L’estate delle riforme dei 1000 giorni che hanno un timer di start che si è incantato per oltre 60 giorni ma, pare, che adesso sia partito.

L’estate del premier gelataio e gavettonaro che saluta tutti dicendo “ciao ragazzi”.

L’estate della crisi ma anche degli esodi da bollino rosso che poi era rosso solo per alcuni telegiornali ma per altri no. Comunque i TIR nei fine settimana non viaggiano fino alle 22, mica roba da poco.

L’estate delle truffe agli anziani, come tutte le estati, purtroppo.

L’estate  delle solite raccomandazioni da ricordare pedissequamente. Anzi, da segnare perchè evidentemente particolarmente ostiche da tenere a mente, visto che ce le rivogano tutti gli anni attraverso i medesimi servizi riciclati. Non uscire mai con 50° al sole; ricordati di bere tanto fino ad affogarti; appiccicati il condizionatore nelle mutande e se non lo hai prendi la residenza nel centro commerciale più vicino a casa tua e restaci tutta l’estate…

L’estate del calcio mondiale finito e ricominciato in veste più “nostrale”, tra amichevoli, cippa lippa e inizio di campionato, con SKY e Mediaset Premium che si contendono gli abbonamenti alla pay per view a suon di esclusive e di spot televisivi, dispensati fino allo sfinimento. Dimenticavo, adesso abbiamo il nuovo CT della nazionale… “pauraaaa”! (Crozza docet).

L’estate degli spot pubblicitari “non sense” che fanno “Halleluja” o quelli con la suoneria di un cellulare con melodia natalizia o il detergente che pulirà anche tutto e bene ma evidentemente fa diventare sorde le persone. Un secondo… questo sassolino me lo devo togliere dalla scarpa… Ma il babbo del bimbo scassapalle che gira per casa in bicicletta suonando la trombetta tutto il giorno… lo avete visto? Cosa pulisce quel babbo? I dinosauri del figlio… Tra tutte le cose pulibili con una schiuma/mousse doveva proprio accanirsi contro i dinosauri giocattolo del figlio? E di cosa parla? Di uno “spruzzo preciso che non schizza”…. mah!

L’estate delle uscite a fascicoli per costruire di tutto di più. Dai sottomarini ai droni, passando dalle Giulietta dei Carabinieri fino alla casa delle bambole e il mega orologio da collezione. Tutto ovviamente per “modiche cifre” che nella migliore delle ipotesi, a fine raccolta (sempre che uno ci arrivi e che la casa editrice non sospenda tutto) ti porta a spendere dai 600 agli oltre 1000 euro.

L’estate dei pochi incendi. E sì, qualche telegiornale pareva quasi deluso. E’ rimasto con le briciole in mano, senza potersi gongolare con notizie di evacuazioni di case, ettari di boschi in fiamme e Canadair insufficienti per spegnere tutti gli incendi boschivi. Mi spiace, quest’anno solo bombe d’acqua riproposte con i soliti 4 filmati di repertorio a ciclo continuo, fatta eccezione per quei fenomeni piovosi che hanno creato un bel po’ di materiale prodotto solo da amatori e caricato su YouReporter; ovviamente poi riciclato dalle emittenti televisive.

L’estate dei poveri ricchi o dei ricchi e basta o dei nuovi ricchi che parevano prima i pensionati, poi non lo erano più, poi in realtà l’Italia era in ripresa ma poi i dati ci dicono che la crescita è bloccata ma siamo usciti dalla crisi passando dai supplenti che pareva dovessero essere eliminati: Poi qualcuno ha precisato che il concetto di “eliminazione” si riferiva alle supplenze e non ai supplenti. Di fatto, in termini economici è praticamente la medesima cosa.

L’estate di quelli che vogliono la riapertura delle scuole a ottobre perchè la stagione non è stata buona.

L’estate mai iniziata all’insegna delle “ingiurie” verso gli esperti meteo.

Questa estate è stata anche l’estate dell’Ebola che ha fatto migliaia di vittime e preoccupato continenti interi. Abbiamo visto in tv scene da film apocalittico e sentito notizie su vaccini efficaci, vaccini inesistenti, ricerche su vaccini, malati deceduti e malati guariti ma poi non si è capito neppure come… Anche se la solita parrucchiera di cui sopra, un’idea se l’è fatta, cominciando a sciorinare teorie complottiste su aziende farmaceutiche… 

Diciamo che questa estate non ci siamo fatti mancare nulla. Forse l’uniche cose che sono davvero mancate sono state proprio l’estate, che non ha mostrato il sole (o poco) e il tormentone musicale del momento. Manco quello ci hanno dato…

L’estate che è comunque praticamente finita e come ogni estate, anche questa, è già un ricordo. E’ andata… da adesso parliamo dei panettoni e dei consumi degli italiani per il prossimo Natale…

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Un tempo ci venivano proposti i prodotti contenenti fluoro perché facevano tanto bene

Mi ha insospettito uno spot televisivo di un nota marca di dentifrici. Nel filmato, ad un certo punto, compare niente popò di meno che… Topo Gigio che si rivolge ai bambini e ai genitori consigliando un particolare dentifricio, specifico per i bambini, che NON CONTIENE FLUORO.

“O fino ad ora non ci dicevano che il fluoro faceva tanto bene?”

Mi ricordo anche che quando ero un bambino i dentisti consigliavano l’uso di prodotti al fluoro per i bambini o trattamenti specifici di fluorizzazione dei denti. Non solo, tutti noi siamo circondati da prodotti che contengono fluoro, a cominciare dalle gomme da masticare, che spesso sono nati proprio per essere utilizzati dai bambini.

Ecco lo spot di cui vi parlavo, nella versione breve, dove compare il simpatico topo di gommapiuma:

Dopo aver visto questo spot si è insinuata in me la voglia di approfondire la questione, quella che mi ha portato a fare qualche ricerca in rete per capire cosa stesse succedendo nel fantastico mondo del FLUORO.

A parte i video di Leonardo Manera in cui recita i divertenti pezzi nei quali adotta il famoso tormentone “Flllluoro”, sono approdato a diverse pagine web che più o meno trattano l’argomento fluoro in modo decisamente ampio.

La ricerca è semplice, basta digitare sul motore di ricerca la parola fluoro e leggere gli articoli che compaiono fin dalla prima pagina. Senza entrare troppo in dettagli tecnico-scientifici vi invito ad approfondire la questione cominciando col guardarvi questo servizio televisivo della RAI del 27 aprile 2013, tratto da REPORT:

Clicca sull'immagine per aprire la pagina che contiene il video di REPORT
Clicca sull’immagine per aprire la pagina che contiene il video di REPORT

Si evince che l’integrazione di FLUORO per i bambini sia da ritenersi superflua, talvolta dannosa e raramente indispensabile. E menomale che c’è REPORT…

Ma non finisce qui. Un’altra ricerca che vi consiglio di fare è la seguente: fluorizzazione. Di sicuro il vostro motore di ricerca vi proporrà una serie di contenuti che associano questa parola ad “acqua” proponendovi dei testi che meritano un’attenta lettura.

La fluorizzazione dell’acqua è una pratica diffusa in certi Paesi. Traggo letteralmente da Wikipedia: “è la pratica chimica comportante l’aggiunta di composti del fluoro all’acqua con lo scopo di diminuire l’incidenza della carie dentaria nella popolazione. Questa pratica è molto attiva nel Nord America e in Australia. Attualmente il 66% dei rifornimenti idrici statunitensi hanno acqua fluorurata”.

Tradotto vuol dire che insieme all’acqua viene somministrato il fluoro, tipo medicina. Non solo, questo “fluoro” spesso proviene dal scarti di lavorazioni industriali. OK, lasciamo perdere come viene trattato “quello scarto” per poi finire nell’acqua che milioni di americani bevono. Restiamo sul problema ma ad un livello più superficiale… Vien da sé pensare che se uno assume fluoro da altre fonti vada ad aggiungersi a quello che prende dall’acqua che beve potendo far insorgere dei problemi per la salute.

Potrete trovare degli articoli interessanti in merito alla pratica della fluorizzazione dell’acqua consultando le pagine che vi linko alla fine di questo post.

BioRepair_bambiniDevo essere grato alla ditta che ha realizzato il dentifricio per bambini senza fluoro e che ha fatto la pubblicità in televisione con Topo Gigio. Topo a parte, che comunque adoro 🙂 , grazie a questo spot ho potuto approfondire l’argomento e farmi un’opinione.

Non ho dati certi per dirlo con esattezza ma credo che, se non è l’unica almeno sia la prima azienda ad aver realizzato e pubblicizzato un prodotto specifico, privo di fluoro.

Credo che sia importante informarsi, conoscere le cose e farsi un’opinione. E’ certo che il fluoro in eccesso e le altre sostanze dette “importanti” e che l’industria alimentare e farmaceutica ha sintetizzato per proporcele sotto forma di integratori, siano da utilizzare con un minimo di sana informazione.

Fluorizzazione dell’acqua – link utili:

La Cina sulla Luna

Pare un titolo di un vecchio film di fantascienza eppure è attualità.

La missione spaziale cinese Chang’e 3 è arrivata sulla Luna portando con sé il prezioso carico di strumenti scientifici.

La discesa del rover lunare cinese dal modulo che lo ha ospitato nel viaggio dalla Terra alla Luna
La discesa del rover lunare cinese dal modulo che lo ha ospitato nel viaggio dalla Terra alla Luna

Negli scorsi giorni alcuni siti web avevano speculato su questa notizia giocando sul fatto che i cinesi avrebbero potuto creare un allunaggio ad hoc, simulandone tutte le caratteristiche all’interno di uno studio televisivo e aggiungendo una buona dose di effetti visivi. Un po’ come si è detto per oltre quarant’anni in merito alle missioni Apollo e al presunto complotto che avrebbe mascherato un falso allunaggio da parte della NASA. Su questo argomento si è detto, scritto e prodotto film in quantità industriale creando attorno all’argomento un incredibile successo e vari movimenti di opinione.

Ovviamente la notizia è rimbalzata un po’ ovunque e se da prima lo scetticismo aleggiava sul web, amplificandosi di pagina in pagina,  dopo il passaggio della sonda americana LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) sopra la testa del modulo lunare cinese, tutti i dubbi sono stati fugati. Adesso siamo sicuri che Chang’e 3 sia dove deve stare.

Che scettici!

Non bastava credere alla parola dei cinesi? Come se non fossero in grado di fare cose originali o imprese titaniche solo con i propri mezzi. O peggio, come se potessero taroccare eventi importanti come questo. Eppure l’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino 2008 ha dato prova di poter realizzare dei grandissimi progetti sotto gli occhi di tutti… Sì lo so, alcune cose erano state registrate e poi mandate in onda durante la diretta televisiva passandole come live… o via, stiamo a guardare queste cose? Qui si parla di scienza, non stiamo a sottolineare le quisquiglie e le pinzellachere.

Insomma quel pizzico d’invidia da parte degli americani nei confronti dei cinesi ha creato un po’ di scetticismo collettivo in merito all’effettivo allunaggio della sonda cinese lo scorso 14 dicembre. Dopotutto va detto, visto che la NASA sono anni che paventa un ritorno sulla Luna e per adesso non ha fatto altro che parlarne, fatta eccezione per la sonda LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) che nel 2009 si è “limitata” a bombardarne la superficie per sollevare la polvere lunare per poi analizzarla in cerca di tracce d’acqua. Questo in effetti sarebbe stato l’ultimo tentativo da parte degli americani di ottenere un incontro ravvicinato con il nostro satellite.

Sempre esagerati loro…

Comunque, onore alla Chang 3 e alla perseveranza dei cinesi che ha permesso loro di arrivare sulla Luna. Nei prossimi tre mesi Chang’e 3 sarà impegnata nei test previsti dal programma spaziale della CNSA – China National Space Administration e i risultati saranno messi a disposizione della comunità scientifica.

Altre info su Chang’e 3 pubblicate in questo blog:

Crediti e approfondimenti:

Notizie sui “falsi” delle Olimpiadi di Pechino:

La missione spaziale cinese Chang’E 3 è partita

Pare proprio che sia partita la missione spaziale cinese diretta sulla Luna, di cui ho parlato nel mio precedente post.

Non sarà facile poter seguire gli sviluppi della missione ma intanto, per gli appassionati di spazio e scienza, eccovi questa immagine che mostra il momento del lancio del vettore cinese che porterà sulla Luna un lander e il rover muniti di sofisticati strumenti scientifici.

ChangE3Crediti:

 

 

1 dicembre 2013 – Chang’E 3 destinazione Luna

Pare che parta. Non è certissima la notizia ma oggi dovrebbe partire la missione Luna Chang’E 3 dell’agenzia spaziale cinese CNSA.

China National Space Administration
China National Space Administration (Photo credit: Wikipedia)

Chang’E 3 è la terza del programma Chang’E e prevede  il lancio di un vettore spaziale, un periodo di avvicinamento della sonda alla Luna, il distacco del lander dall’orbier e l’uscita dal proprio alloggio di un rover da esplorazione. Rover, lander e orbier coopereranno assieme per raccogliere dati della Luna e di altri corpi celesti, compresa la Terra attraverso un telescopio astronomico montato sul lander. Il rover, con la sua stazza di circa 120Kg e con le sue sei ruote, si occuperà di analizzare il terreno prelevando campioni di roccia lunare in superficie e quella poco sotto la densa polvere lunare. Potrà anche analizzare il sottosuolo lunare fino ad una profondità di 30Km grazie ai suoi radar e spettrometri a raggi X. Dotato di pannelli solari che gli garantiranno l’energia necessaria per muoversi e alimentare i suoi sistemi, il rover è progettato per compiere circa 3 chilometri quadrati di superficie lunare nell’arco dei tre mesi di esplorazione previsti dal programma Chang’E 3.

Chang'e-3
Chang’e-3 (Photo credit: StatelessPerson)

Il rover cinese sarà il primo a percorrere il suolo lunare dopo ben 37 anni dall’ultima missione terrestre inviata sul nostro satellite. Era il 1976 quando la missione spaziale russa Luna 24 o Lunik 24 permise di riportare sulla Terra 171,1 grammi di materiale lunare prelevato attraverso un braccio perforatore che si spinse per circa 2mt al di sotto della superficie della Luna.

Crediti e approfondimenti:

Quasi, quasi mi costruisco uno spazio-porto.

In Gran Bretagna alcune aziende private e del settore pubblico stanno seriamente valutando l’ipotesi di realizzare uno spazio-porto.

Virgin Galactic

C’è un certo interesse e fermento nel settore dei viaggi turistici spaziali. Richard Branson, il noto facoltoso imprenditore inglese, sta lavorando allo sviluppo della Virgin Galactic, società che a breve si occuperà di viaggi turistici nello spazio mediante l’utilizzo di speciali velivoli progettati allo scopo.

La domanda crescente e l’indotto che ne deriva stanno motivando imprenditori e aziende verso un progetto che vedrà sviluppare a breve una nuova rete satellitare, infrastrutture, strumenti di rilevazione, osservatori e spazio-porti, dedicati al lancio e all’atterraggio delle navette spaziali di prossima generazione. Non più prototipi ma vere e proprie flotte con tanto di compagnie, in primis la suddetta Virgin Galactic,  pronte a far volare ricchi privati in cerca di forti emozioni e di un’esperienza “fuori dal mondo”, nel vero senso dell’affermazione.

Pare  che entro il 2018 potremo assistere all’inaugurazione del primo spazioporto, probabilmente proprio in Gran Bretagna anche se altre nazioni si stanno contendendo il privilegio di ospitare nel proprio territorio le  infrastrutture per dare la possibilità di effettuare voli commerciali “extraterrestri”.

I numeri sono da capogiro. Solo nel 2013 l’industria spaziale britannica ha fatturato circa 12 miliardi di euro con previsioni di crescita che la porterebbero entro il 2040 a circa 40 miliardi di euro, solo in questo settore.

Mi aspetto a breve che gli Emirati Arabi si contendano la ricca fetta di mercato del settore aerospaziale. Basta leggere le ultime notizie in merito che vedono Dubai, uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi,  acquistare ben 300 aerei tra Airbus e Boeing al recente Air-Show tenutosi proprio a Dubai. Se tanto mi da tanto, Stati Uniti, Gran Bretagna ed Emirati Arabi, saranno gli attori principali per i futuri ma non poi tanto lontani viaggi spaziali privati.

L’immagine dei futuri spazio-porti non sarà proprio come quella che George Lucas ci ha descritto nel suo StarWars ma di sicuro ne vedremo delle belle.

 

Crediti:

Luna, Mare Imbrium. 17 novembre 1970 ore 03:47 UTC.

17 novembre 1970. Lunokhod 1, il rover russo a controllo remoto, cominciò a passeggiare sulla superficie della Luna rimanendo attivo per ben 322 giorni.

Nel 2009 è stata lanciata una sonda per studiare la Luna. La missione di LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) prevedeva lo studio del nostro satellite, compresa la realizzazione di una mappatura dettagliata della superficie. Dopo circa 40 anni dalla missione Luna 17 che portò il Lunokhod 1 sul nostro satellite, LRO è stato in grado di fotografare il rover russo nella sua area di parcheggio a lui designata 4 decenni prima.

Zona di allunaggio della sonda Luna 17 fotografata da Lunokhod 1
Zona di allunaggio della sonda Luna 17 fotografata da Lunokhod 1

Al passaggio della sonda LRO, Lunokhod 1 era lì, tranquillo, come se aspettasse di essere fotografato, o meglio, di essere ritrovato dopo tutti questi anni. Sembra quasi di vedere WALL-E della Disney Pixar intento ad espletare le sue mansioni, completamente dimenticato dall’umanità. Ovviamente nel caso del Lunokhod 1 l’attività del rover era del tutto esaurita ma mi piace pensare che un barlume di energia lo abbia accompagnato e tenuto attivo in tutti questi anni.

Il “WALL-E” russo è stato più tardi bersaglio di un esperimento condotto dall’osservatorio Apache Point in Nuovo Messico. Questo osservatorio, tra i vari compiti, monitora dal 2000 l’esatta orbita della Luna attraverso sistemi laser che proiettano la luce dalla Terra alla Luna su dei riflettori catarifrangenti lasciati sul nostro satellite durante le missioni Apollo, proprio a questo scopo. Misurando il tempo impiegato alla luce del laser per ritornare sui sensori installati sulla Terra, si è in grado di stabilire la distanza della Luna dalla Terra con uno scarto di circa 12-16cm.

Nell’Aprile del 2010, grazie alla mappatura dell’LRO è stato possibile ritrovare Lunokhod 1 potendo così puntare un raggio laser sui suoi riflettori catarifrangenti offrendo un punto di riferimento in più per le misurazioni delle orbite lunari.

Approfondimenti:

10 novembre 1970. 43 anni fa partiva “Luna 17” con a bordo “Lunokhod 1”

Era passato poco più di un anno dal famoso sbarco del primo uomo sulla Luna. La conquista dello spazio e l’esplorazione del nostro satellite non si erano di certo arrestate dopo le missioni Apollo (11 – 12 – 14 – 15 – 17, la missione Apollo 13 non arrivò sulla Luna).

L’URSS non era riuscita ad ottenere il primato di aver posato per prima il piede sulla Luna ma in fatto di primati, sfumato quello più ambito, si diede un gran da fare per non essere da meno impegnandosi in nuove sfide “per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima” (Star Trek docet).

Il 10 novembre 1970 il vettore Luna 17 portò sul nostro satellite il primo rover esplorativo a controllo remoto, il Lunokhod 1 (letteralmente moonwalker).

Sette giorni dopo una navicella appositamente attrezzata e munita di rampe mobili atterrò sulla superficie lunare nell’area chiamata Mare Imbrium. Poco più di due ore dopo entrò in scena il rover lunare che cominciò a lasciare le sue tracce sulla polvere lunare. Fu un successo, sia per quanto riguarda il primato di essere stato il primo rover a controllo remoto a muoversi sulla Luna e sia perché rimase operativo per ben 322 giorni.

Lunokhod 1 – foto da Wikipedia

Non percorse molti chilometri ma evidentemente se li gustò tutti. scattando più di 20.000 immagini lungo un percorso di 10,5 Km.

Lunokhod 1 fu seguito tre anni dopo dal Lunokhod 2 . Le missioni esplorative russe con i rover a controllo remoto pevedevano anche l’invio del Lunokhod 3 che però non lasciò mai la Terra per mancanza di fondi; oggi questo rover è esposto presso il museo NPO Lavochkin a nord di Mosca.

Ecco alcuni video, anche in russo, che mostrano test, simulazioni e la storia dei Lunokhod

Senza ombra di dubbio possiamo oggi considerare i rover russi Lunokhod 1, 2 e 3 come i “nonni” dei più recenti Spirit, Opportunity e Curiosity che sono su Marte.

Molto interessante questa infografica che mette a confronto le varie distanze percorse dai vari rover arrivati sulla Luna e su Marte.

Infografica che riassume le distanze percorse tra i vari rover, sia quelli allunati e sia quelli che attualmente si trovano su Marte. Il confronto viene fatto tra tutti i tipi di rover, americani e russi, a controllo diretto e a controllo remoto. Questa infografica riporta la data sbagliata in riferimento al tragitto compiuto dal Lunokhod 1. Non è il 1973, come riportato erroneamente, ma il 1970.
Non troverete menzionati i rover dell’Apollo 11, 12, 14 perché in queste missioni non furono portati LRV (Lunar Roving Vehicle)

Approfondimenti e crediti:

Il 3 novembre del 1957 Laika fu lanciata nello Spazio con lo Sputnik 2

 3 novembre 1957, ore 2:30, Cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan. Un razzo, una capsula, un cane.

Strana combinazione di elementi ma gli eventi che la storia ci racconta parlano chiaro. Stiamo parlando della corsa alla conquista dello Spazio. USA e URSS si contendevano i primati tecnici fino ad ora conseguiti con l’obiettivo di raggiungere mete sempre più ardue in materia di esplorazioni spaziali. L’obiettivo della conquista della Luna era ancora lontano ma questa missione, altre prima e numerose a seguire, furono tutte utili per permettere all’uomo di posare quel famoso piede sul suolo del nostro satellite. Diciamo anche che servirono a stabilire, una volta per tutte, chi tra le due super potenze fosse quella più forte e non solo per aver raggiunto per prima la Luna…

Laika, una canina meticcia, fu scelta per questa missione. Partì alla volta delle stelle ignara di quanto le stesse capitando. Fu alloggiata nell’angusto abitacolo dello Sputnik 2 con l’intento di verificare le funzioni vitali di un essere vivente in assenza di gravità e durante le fasi di lancio in cui il corpo è particolarmente sottoposto a stress fisici.

I dati fino ad all’ora in possesso dei tecnici dell’Unione Sovietica sulla risposte fisiche di un essere vivente in assenza di gravità, erano insufficienti e quelli che c’erano si limitavano a rilevazioni sub orbitali. Occorreva approfondire la questione.

Laika non visse a lungo e comunque la missione non prevedeva il suo ritorno in vita sulla Terra. La capsula di rientro non era munita di scudi termici protettivi in grado di sopportare le alte temperature che interessano lo scafo nella fase di rientro.

Una delle tute spaziali di Laika conservata nel museo dello spazio di Mosca

Kudrjavka, “ricciolina”, questo era il vero nome della canina, visse circa sette ore dopo il lancio ma il suo corpo rimase per ben 5 mesi nello spazio, in orbita, prima di venire distrutto con la capsula durante il rientro sulla Terra il 14 aprile 1958.

La missione segnò di fatto un primo importante traguardo che aprì la strada ad ulteriori programmi spaziali nei quali vennero utilizzati dei cani per effettuare test su esseri viventi. Con lo Sputnik 5 finalmente i russi furono in grado di far rientrare sulla Terra, in vita , due cagnette: Belka e Strelka; era il 20 agosto 1960.

Monumento a Laika, nei pressi di Mosca

Laika ancora oggi uno dei cani più famosi al mondo, omaggiata in ambito aerospaziale e ricordata come un eroe insieme ai cosmonauti caduti durante le numerose missioni spaziali.

Ciao Laika!

Crediti:

27 ottobre 1961, partiva il primo razzo Saturn e con lui il Programma Apollo della NASA

Dalla base di lancio di Cape Canaveral dell’Air Force, situata nella Contea Di Brevard in Florida, il 27 ottobre del 1961 alle ore 18:06:04 UTC, partiva il primo razzo della famiglia Saturn, l’SA-1.

Emblema del programma Apollo – fonte Wikipedia

Lo scopo della missione era collaudarne l’aerodinamica e la resistenza strutturale, in vista delle successive missioni previste all’interno del Programma Spaziale Apollo che portò l’uomo a muovere i primi passi sulla superficie lunare nel 1969.

L’SA-1 non aveva equipaggio e non entrò in orbita. La missione prevedeva un volo sub-orbitale del primo stadio del razzo sul quale vertevano i test in programma.

Gli stadi due e tre del razzo furono riempiti di acqua per simularne il carico che nelle missioni successive sarebbe stato inflitto al razzo dal propellente per portarlo in orbita. Dopo il lancio del Saturn 1, all’interno del Programma Apollo seguirono ben altri 20 lanci di razzi, in totale 10 col Saturn I, 5 col razzo Little Joe II e 6 con l’Apollo-Saturn IB e Saturn V. Il tutto si svolse tra il 1961 e il 1968.

Nonostante i 7 anni di test, i milioni di dollari spesi e l’impegno di migliaia di persone, dedite a questo incredibile progetto, il 27 gennaio 1967, durante un’esercitazione, il modulo di comando del primo razzo Apollo, con a bordo tre astronauti, prese fuoco decretando la morte di quelle tre vite e il fallimento della missione AS-204/Apollo I. I tre astronauti erano Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee.

Per affrontare “una grande sfida” servono preparazione e impegno. Si può perdere una battaglia, credere di non potersi più rialzare ma solo non mollando si può essere testimoni della propria vittoria.

Dedicato a tutti gli astronauti di ogni nazione che sono periti durante le loro missioni, inseguendo un sogno e contribuendo allo sviluppo delle missioni spaziali.

I razzi Saturn, dall’SA-1 all’SA-10. Fonte Wikipedia

Fonti, crediti e approfondimenti: