Riflessione sulle “Linee guida per stabilire le CARATTERISTICHE DI INOFFENSIVITÀ di un APR”

Credo che a breve verrà pubblicato un documento col quale si emenderà il regolamento che abrogherà tutti i divieti per poi riformulare delle eccezioni di cui all’articolo, del comma, del paragrafo, del capitolo, della “supercazzola prematurata” attraverso la quale potrai sempre far volare altissimo il tanto invocato, istigato, inevitabile MOCCOLO.

Non so se rispetterà tutti i criteri di inoffensività ma di sicuro volerà o sta già volando in varie parti d’Italia…

Cari amici “dronisti”, non spaventatevi di tutti questi regolamenti. Lavorate e non fatevi intimorire; studiate, preparatevi, siate prudenti ma non mollate l’osso.

Siamo solo agli inizi di un lungo e tortuoso cammino che non potrà essere fermato né da ENAC  né da nessun altro. Si chiama sviluppo tecnologico, evoluzione, progresso e, ci metto pure, conoscenza. Dalla conoscenza nascono belle cose, dall’ignoranza solo ignoranza.

Mi domando: “ENAC, come potrà ritenere “offensivo”, stando a quanto ha appena pubblicato, un drone per il quale si è presentata ad ENAC la dichiarazione di rispondenza?” Di fatto i multicotteri tra i 301gr e i 2Kg non hanno molte chance per rispondere alle “caratteristiche di inoffensività” richieste da ENAC ma, all’art. 12 del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, paragrafo 1, si dice, riporto fedelmente: “Le operazioni specializzate condotte con SAPR di massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi, a condizione che gli aspetti progettuali e le tecniche costruttive dell’APR abbiano caratteristiche di inoffensività, precedentemente accertate dall’ENAC o da soggetto da esso autorizzato“.

“Se hai accertato in precedenza che sono inoffensivi, adesso come puoi ritenere i medesimi droni “offensivi” o non rispondenti ai “criteri di inoffensività”?

Giriamo la domanda: “ENAC, come può stabilire dei “requisiti di inoffensività”, quando questi non trovano alcun riscontro nelle centinaia di quadricotteri già ritenuti inoffensivi dalla stessa ENAC?”

Vuoi vedere che adesso, per correre ai ripari, tireranno fuori qualcosa tipo la “classe ambientale” per le auto (i vari Euro 1, 2, 3, etc) per cui gli APR certificati fino ad una certa data potranno volare o non volare in virtù di tutta una serie di ulteriori paletti, giustificazioni, leggi e classificazioni “non-sense”?

Tipo: “Gli APR certificati da ENAC fino ad oggi potranno volare solo il sabato mattina dalle 10.45 alle 11.00 ma solo se capita il 29 febbraio mentre quelli che verranno certificati da domani in poi, se ritenuti inoffensivi grazie ai paraeliche in gommapiuma, meglio se fatte di aria ma non troppo compressa, eliche di brigidino e scocca realizzata col popcorn, potranno volare liberamente”.

Dovremmo ringraziare ENAC.

Grazie ai faldoni prodotti fino ad oggi è stata in grado di far spremere le meningi ai nostri bravi ingegneri, costruttori e tecnici nel tentativo di realizzare qualcosa che ancora non si è mai visto e che neppure ENAC, evidentemente, sa come deve essere fatto.

Che ENAC emendi pure, che riveda, abroghi, pubblichi circolari, faccia quello che gli pare (dopotutto come ha sempre fatto) ma ciò che è scritto resta e prima o poi, probabilmente, qualcuno che ha voglia di “perdere un po’ del proprio tempo” e che avrà titolo per farlo, impugnerà ogni rigo scritto da ENAC e dimostrerà che “chi di spada ferisce di spada perisce”.

Dall’aprile 2014, data in cui è entrato in vigore il primo Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, ad oggi, ENAC ha scritto fiumi di parole e ascoltato poco o nulla le aziende e le associazioni di settore coinvolte a vario titolo in materia di APR. Sento sempre un gran parlare di ENAC e dei suoi regolamenti; vedo un gran avvicendarsi di referenti ENAC, tutti contenti e ben disposti a partecipare a tavoli, conferenze, workshop. Pronti a fare roboanti annunci, a rendersi disponibili a rivedere in meglio le regole e… ZAC! Puntualmente, non solo tutto resta uguale, “magari”, ma spesso va a peggiorare.

Risultato?

Vedo aziende che chiudono, piloti che decidono di “far festa”, o peggio, decidono di lavorare “a prescindere” (leggi: abusivamente).

Tutto questo a chi giova o a chi gioverà? Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

I nostri Piloti e gli Operatori saranno costantemente impegnati nel rivedere i propri protocolli di lavoro, le proprie filiere di costruzione degli APR perché le regole verranno continuamente cambiate?

Vogliamo farci passare avanti dal resto del mondo anche in questa magnifica sfida dove l’italia potrebbe eccellere, come in altri moltissimi campi, solo “limitandosi” a fare bene quello che sa fare?

Vogliamo emigrare tutti all’estero per “risolvere” il problema delle leggi che non permettono di lavorare in Italia?

Oppure…

Vogliamo veramente impegnarci per concertare delle strategie di “difesa” e di “contrattacco” per dimostrare, fattivamente, che stiamo parlando troppo e agendo pochissimo? I droni commerciali  sono oramai una realtà mondiale e noi, nel tentativo di districarci tra le regole sempre più ingarbugliate e commistionate tra loro, non rischiamo di scordarci questioni più pratiche che coinvolgono seriamente temi come “security” e “safety”?

Le regole sono alla base della nostra civiltà, servono, sono indispensabili ma devono essere giuste e pensate per tutelare e non per limitare l’operatività degli addetti ai lavori e delle persone interessate dall’uso diretto o indiretto di certi dispositivi, in questo caso degli APR.

Sappiate comunque che il nuovo documento ENAC si pone come una LINEA GUIDA che, come tale, (riporto dicitura presente in testa al suddetto documento): “Le Linee Guida contengono elementi di dettaglio di tipo interpretativo o procedurale per facilitare l’utente nella dimostrazione di rispondenza ai requisiti normativi. Sono generalmente associate a Circolari. Dato il loro carattere non regolamentare, i contenuti delle Linee Guida (LG) non possono essere ritenuti di per se obbligatori. Quando l’utente interessato sceglie di seguire le indicazioni fornite nelle LG, ne accetta esplicitamente le implicazioni sul proprio impianto organizzativo da esse come risultante ed esprime il proprio forte impegno a mantenersi aderente ad esse ai fini della continua rispondenza al requisito normativo interessato. I destinatari sono invitati ad assicurare che le presenti Linee Guida siano portate a conoscenza di tutto il personale interessato.”

confusione

In altre parole… se non la seguite non succede nulla ma se la seguite.. Ooooh! dovete mantenervi aderenti a quanto riportato.

Detto ciò, siate professionisti, siate professionali, siate di larghe vedute e lungimiranti ma non abbrutitevi davanti alle decisioni del legislatore. Ricordiamoci che ogni “senso unico” è caratterizzato da un “divieto di accesso” da un lato e da un “senso consentito” dal lato opposto; talvolta basta fare il giro dell’isolato per arrivare all’obiettivo.

“…e se proprio vi scappa un take-off di un moccolo, cercate almeno di evitare assembramenti di persone” 🙂

Approfondimenti: 

 

Droni agli arresti domiciliari e il business delle parole…

Blindato, terrorismo, ISIS, foreign fighters e droni. 

Non necessariamente in questo ordine ma spesso, troppo spesso, queste parole vengono accostate tra loro.

Qualche anno fa mi avvicinai al settore dei droni con la convinzione che potesse offrire nuove opportunità di lavoro. Si diceva che le tecnologie dei droni civili erano state “sdoganate” (altro termine abusato) da quelle militari – quindi che erano molto efficienti – e che la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie avrebbero portato nel corso degli anni al raggiungimento di incredibili risultati nelle performance degli aeromobili a controllo remoto, parallelamente all’implementazione delle applicazioni in cui impiegarli in ambito civile.

droneMilitare

Io stesso avevo deciso di avvalermi di un SAPR per effettuare riprese, foto e video pubblicitari ma con le prime avvisaglie che preannunciavano l’entrata in vigore del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto capii che le cose si sarebbero decisamente complicate. In parole povere, come si dice a Prato: “ho ripreso ì mì balocchi e son tornato a giocare nì mì uscio”.

“Eppure avevamo detto che i droni sarebbero stati il futuro…”

A tutt’oggi ritengo che avviare in Italia un’attività che implichi l’impiego di APR sia da valutare con la massima attenzione; non solo per tutti gli aspetti burocratici, normativi, legali, sanzionatori, assicurativi, correlati e derivanti da ciò che è riportato su:

a cui si riferiscono le sanzioni emanate dal

e per quanto previsto dalle regole sulla Privacy, in merito alla realizzazione di foto e di video, definite dal:

ma anche per tutto ciò che i media dispensano a loro uso e consumo ipotizzando molteplici utilizzi dei droni in ambito terroristico, talvolta sconfinando nella fantascienza o prospettando scenari apocalittici che paiono dei suggerimenti verso i neo-terroristi.

Posso usare un coltello da cucina per tagliare il pane o la carne ma non divento automaticamente un serial killer e dato che i serial killer e gli assassini utilizzano anche i coltelli per uccidere, non credo che vietandone l’uso si possano eliminare gli omicidi; di sicuro si manderebbero fallite le panetterie, le macellerie, ecc. che utilizzano quotidianamente i coltelli per svolgere il proprio, lecito lavoro.

Torniamo alle parole che in questo momento “vanno per la maggiore” e che i media utilizzano in ogni dove per caratterizzare i propri servizi giornalistici.

BLINDATO: a seguito dei fatti di cronaca accaduti a Parigi è il termine più utilizzato per definire una zona impenetrabile, chiusa, sigillata.

E’ quasi un termine onomatopeico che suona come: “forte”, “ferro”, “serratura”, “sicuro” e che trasposto in un contesto di cronaca dovrebbe darci la garanzia di estrema sicurezza e di massimo controllo laddove però, evidentemente, non si riesce a garantire né l’una e né l’altra cosa se non la limitazione della libertà alle persone comuni e non escludendo in assoluto la possibilità di agire a quelle più scellerate. Oltretutto si procede a “blindare” un’area o un’intera città solo dopo essersi verificato un fatto di estrema gravità che ha prodotto vittime civili. E’ un po’ come voler mettere i soldi in una cassaforte dopo essere stati rapinati.

Prima o poi il livello di attenzione cala inevitabilmente e ciò che si è fatto oggi, con estremo sacrificio, spendendo milioni di Euro in procedure di sicurezza, intelligence, armi e dispositivi vari, diventa praticamente inutile col passare del tempo. Cambiano le strategie dei terroristi, cambiano gli obiettivi, cala l’attenzione da parte delle forze dell’ordine e tutto torna ad assumere una condizione di “normalità”, fino al nuovo fatto di sangue.

Ma a parte questo, il termine BLINDATO piace, va parecchio. Se ci fosse una “borsa delle parole” oggi avrebbe una quotazione altissima.

A fianco o nelle vicinanze di blindato troviamo TERRORISMO, altro termine che evoca nelle menti di ognuno immagini cruente. Vorrei poter abusare del termine che indica l’esatto contrario ma di fatto, il SERENISMO o il FELICISMO o il CALMISMO ma non sono termini in uso; peccato, forse questo è sintomatico ed indica la vera natura dell’uomo.

Poi abbiamo ISIS che è l’acronimo di Islamic State of Iraq and Syria. Che dire in merito… anche nulla. Si è detto e ridetto di tutto e di più e francamente, io che sono un semplice cittadino che subisce come voi il peso delle parole e ancor di più della sostanza prodotta da questo clima di NON PACE, non voglio aggiungere nulla in merito a qualcosa che si autoproclama uno Stato e che di fatto esiste solo per uccidere le persone e annichilire il concetto stesso di cultura e di evoluzione umana.

Da ISIS il passo a FOREIGN FIGHTERS è breve. Altro termine abusato, diventato quasi un titolo altisonante che di fatto vuol dire: “combattente straniero”, anche se in modo più hollywoodiano, usato al posto di qualche appellativo più scurrile, meno giornalistico ma più consono e all’uopo per indicare quell’essere che si cimenta nel terrorismo. Secondo il mio modestissimo parere è un termine anche troppo lusinghiero, soprattutto la seconda parola: FIGHETER che dovrebbe essere associata ad un personaggio come Leonida o ad un Cesare o un lottatore di Wresling o ad uno di Boxe e non a dei fanatici il cui cervello ha pensato bene di dissociarsi e andarsene dal loro corpo da parecchio tempo.

Ma veniamo all’ultimo dei termini che ho elencato in apertura di questo post; quello che francamente riterrei il più innocuo tra questi: DRONI.

Oggi la parola DRONE è abusatissima. Viene indiscriminatamente utilizzata per indicare tutto ciò che è dotato di un’intelligenza artificiale, più o meno evoluta, e che si muove senza un pilota a bordo.

Ho sentito indicare drone:

  • Auto
  • barche
  • robot
  • sottomarini

e anche

  • aerei o elicotteri dal design innovativo ma che a bordo hanno comunque un pilota.

Mi manca solo di sentire qualche idraulico indicare “drone” una lavatrice di ultima generazione e siamo a posto.

Solo per fare chiarezza, un DRONE può essere solo due cose:

  1. il maschio dell’ape
  2. un’aeromobile a controllo remoto (il cui nome deriva proprio dalle caratteristiche fisiche, comportamentali e dal rumore prodotto durante il volo dal suddetto insetto).

Comunque, pare che se non utilizzi i DRONI per fare un po’ di tutto, meno che per quello che servirebbero (viste le restrizioni per l’utilizzo di questi aeromobili in ambito civile), non sei “alla moda”.

Detto ciò, oggi i DRONI pare che siano il pericolo numero uno per le intelligence di tutto il mondo, senza pensare che gli unici droni che fino ad oggi hanno fatto seri danni sono stati solo quelli militari, oltretutto impiegati proprio con l’intento di fare danno.

Comunque, l’associazione delle parole blindato, terrorismo, ISIS, foreign fighters e droni è diventata la miscela vincente per vendere giornali e realizzare talk show improntati esclusivamente su questi argomenti.

Considerando che un terrorista dell’ISIS ambisce per dottrina e lavaggio di cervello, quando non ci ripensa all’ultimo istante, a immolarsi per un distorto “credo religioso”, mi pare molto difficile che possa utilizzare un drone per compiere un attentato.

Comunque, anche se il “suo credo religioso”, edulcorato da fifa, gli suggerisse di mantenere la propria incolumità, non credo che l’interdizione di uno spazio aereo ai droni o agli ultraleggeri possa evitare l’utilizzo di questi aeromobili in ambito terroristico. Francamente non me lo vedo proprio il tizio dell’ISIS che si reca da ENAC per mettersi in regola con tanto di attestati, manuali di volo e documentazioni varie con l’obiettivo di compiere un attentato col proprio APR. Oltretutto in area critica soggetta ad assembramento di persone, su via, non si può proprio. O li usa, a prescindere, o continua ad utilizzare il suoi “bei” Kalashnikov, cinture esplosive e aggeggi vari di morte, acquistati presso i venditori di armi, degli stessi paesi dove poi i terroristi li impiegano; credo oltretutto che vedano questo processo come una sorta di nemesi perfetta.

Parlare delle possibili “strategie del terrore” in termini mediatici ha un maggiore effetto sull’opinione pubblica se vi si associa la parola DRONE.

Un oggetto che vola, pilotato in remoto da chissà chi e da chissà dove, magari carico di esplosivo o di un pericoloso virus letale. “Fa audience”, crea attenzione, si possono chiamare in causa esperti e sedicenti tali in varie trasmissioni televisive per parlare dell’argomento in modo quasi morboso. Le ipotesi si sprecano e gli ascolti salgono e l’opinione che si forma tra la gente in merito ai DRONI è sempre più DRONI = TERRORISMO.

Poi arrivano le contraddizioni.

Qualche giorno fa ho postato sulla mia pagina Facebook DRONE alcuni articoli che riportavano le parole del ministro Angelino Alfano il quale comunicava perentoriamente l’interdizione dello spazio aereo ai DRONI e agli ultraleggeri sulla capitale durante il Giubileo. Il giorno dopo si leggeva sui quotidiani online che le forze di polizia avrebbero utilizzato i DRONI per prevenire attentati. Il giorno dopo ancora il prefetto Gabrielli dichiarava che i droni “sospetti” sarebbero stati abbattuti; “credo che si riferisse a quelli con occhiali da sole e baffi finti”.

In fondo a questo post, se volete, potrete deliziarvi leggendo gli articoli di cui vi ho appena parlato.

Forse mi sono perso qualcosa… ma il volo degli APR sulla capitale o su qualsiasi altra città, prima dell’era ISIS, era possibile? …Mah!

Diciamo pure che se uno prende e vola con un APR in Piazza Navona, per dirne una, o a San Pietro, per dirne un’altra, viola la legge, a meno che non abbia ottenuto da ENAC un “permesso di volo in area critica in scenario misto” e che lo abbia condiviso con le autorità di PS del luogo che hanno l’ultima parola in merito; questo perchè se le autorità di PS, per esempio, avessero autorizzato per quel giorno, a quell’ora “un corteo con la Camusso“, che per l’appunto transita proprio nella zona di volo dell’APR, questo creerebbe non pochi problemi…

Ma tutto questo non fa figo e quindi i media non ne parlano. No, non della Camusso ma delle questioni burocratiche legate all’uso di un APR in città – e non mi riferisco a quelle tre fette di prosciutto con le ali definite DRONI sotto i 300gr. –

Alla fine di tutto questo delirio, chi già aveva difficoltà a lavorare con gli APR, pur con tutte le sue autorizzazioni, assicurazioni, certificazioni varie, oggi si trova ad essere paragonato alla stregua di un Hezbollah fondamentalista guerrafondaio.

vignetta terrorista

Vorrei ricordare che nel mondo il business delle armi supera di gran lunga quello dei droni civili e che un drone civile può essere impiegato in moltissimi scenari per innumerevoli scopi di pace mentre un’arma può solo uccidere, anche se sono impiegate in quelle che definiamo missioni di pace o missioni umanitarie ma che di fatto, spesso, si trasformano in missioni “portatrici di morte”.

Quindi, che futuro potremmo sperare per i droni?

A mio avviso si è spostata la linea di arrivo e di ripartenza o quella che avrebbe dovuto sancire l’apertura di un vero e proprio mercato e del relativo business per il settore dei droni civili. Questo almeno in Italia.

Per quanto ci possiamo impegnare, investire e sperare, vedo che gli APR restano per il momento degli apparecchi in uso ad una nicchia di utenti, troppo pochi per essere definiti un “mercato di riferimento”, troppo pochi per essere ascoltati, troppo pochi per poter fare la differenza in un settore che ha un incredibile potenziale inespresso, sottomesso da regole che limitano chi lavora con coscienza e serietà e risultano poco efficaci per frenare il fenomeno dell’abusivismo.

Si dice che il settore sia ancora acerbo, che dovrà svilupparsi e che i risultati si vedranno nel tempo. A me pare che il settore abbia subito un evidente arresto. Sento parlare più o meno delle stesse cose da circa tre anni e non mi pare di vedere tutti questi droni in cielo o che il mercato dei droni sia effettivamente “decollato”.

Si sente parlare di un boom di vendite di droni e di un incremento di APR che volano in regola.

Nel primo caso il boom si riferisce a quelli venduti spesso dalla grande distribuzione e che oltretutto non dovrebbero essere considerati come dei droni ma degli aeromodelli impiegabili per scopi ludici; anche se qualcuno li usa in modo “promiscuo”, (non previsto dalla legge e quindi per impieghi non proprio regolari).

Nel secondo si parla di un normale incremento dovuto all’ammodernamento e allo sviluppo delle flotte in carico alle aziende produttrici degli stessi APR e di quelle che ne acquistano più di uno per garantire un livello di continuità di servizio nell’ambito della propria professione.

Se a questo ci aggiungiamo il TERRORISMO MEDIATICO unito ad una certa faciloneria nel modo di comunicare della nostra classe politica, penso che la ripartenza del settore sarà roba destinata ad un’élite di “soliti noti”, quelle aziende che potranno permettersi il lusso di gestire appalti pubblici, difesa, sicurezza, intelligence e che sapranno imporre APR ridondatissimi, censitissimi, scatolaneramuniti, transponderati, con sistemi anticollisione, paracadute, airbag, triccheballacche e soprattutto il teletrasporto, almeno se qualcosa deve accadere è meglio che accada lontano da casa nostra; l’importante è parlare, parlare, parlare e i droni civili, quelli che avrebbero potuto e dovuto creare migliaia di posti di lavoro, avranno sempre ampio risalto nelle cronache dei giornali, per il diletto di qualche giornalista o politico che si diverte a “fare la guerra” con le parole, preferendo parlare o straparlare di droni ad uso civile invece di affrontare seriamente il problema delle armi vere ad uso incivile.

 

Articoli di approfondimento:

 

 

Droni – Nella Zona Franca nessuno può sentirti urlare – T-shirt Dronevolution

Dronevolution

La passione per i droni riassunta in quattro fasi evolutive riprodotte su una t-shirt.

01 Gestation - Dronevolution(GESTATION) La Gestazione: è il momento in cui la scintilla si accende nella tua mente, scatta l’idea anche se ancora è in una fase gestazionale. Da fuori appare solo come un involucro, un guscio, un “semplice uovo” ma che nasconde all’interno molto di più. Sai che sei interessato ai droni, non sai perché, boh! Forse sono solo “ganzi”; ancora non hai capito bene cosa sono, cosa ci puoi fare e soprattutto… ma di che idea stiamo parlando?


 

02 Jump Out - Dronevolution(JUMP OUT) Balza fuori: è la fase in cui capisci che l’idea c’è ed è interessante ma occorre perfezionarla. Tenti di reprimerla ma lei torna sempre alla mente, balza fuori continuamente. Capisci che devi realizzare un sogno, non puoi mentire a te stesso, è il momento in cui devi passare alla fase successiva.


 

03 Embryonic Stage - Dronevolution(EMBRYONIC STAGE) Stadio embrionico: sta prendendo forma, ti ha avviluppato in pieno e non ti molla, adesso devi FARE qualcosa altrimenti non hai pace. Devi concretizzare un progetto, senti di essere sulla strada giusta; sei quasi allo stadio finale dell’evoluzione, ti manca davvero poco…


 

04 Symbiosis - Dronevolution(SYMBIOSIS) Simbiosi: è giunto il momento, sei una cosa sola col tuo drone. Non c’è altro, niente che possa separarvi. Lo senti, avverti ogni vibrazione. Adesso gestisci gli stick del tuo radiocomando senza neanche pensarci. Istinto puro, collegamento mentale, potresti governarlo col pensiero. Il processo è completato, hai attraversato tutte le fasi della…

DRONEVOLUTION

T-shirt Dronevolution
Nella Zona Franca nessuno può sentirti urlare…

 

Da grafico e appassionato di fantascienza ho celebrato a modo mio uno dei film cult del genere attraverso la realizzazione di una grafica per una t-shirt che reinterpreta  le fasi evolutive del famoso Alieno del cinema. Agli ingredienti “alieni” di base vi ho aggiunto “un pizzico di dronite”.

Parafrasando la celebre frase che accompagnava il film Alien, il claim di questa t-shirt potrebbe essere: “Nella Zona Franca nessuno può sentirti urlare”. Anche perché i droni saranno sempre più reattivi e veloci e se l’area da delimitare come zona franca deve essere proporzionalmente ampliata per poter operare col proprio SAPR in sicurezza, beh… alla fine sarai così distante dalla prima persona con cui potresti avere a che fare che anche se urlerai, nessuno potrà sentirti…

Questa è proprio da “dronisti” e “nerds”.

La grafica che ho realizzato è stampata ad un colore con la tecnica della serigrafia su una maglietta della JRC realizzata con un tessuto 100% cotone pettinato Slubby; che poi ‘sto slubby sarebbe l’effetto fiammato. Mi piaceva questo modello perché è molto attuale, ha un colletto basso e ampio. Il risvolto sulla manica è cucito in 4 punti e nel suo insieme questa t-shirt  colpisce subito per lo stile moderno e per la qualità del prodotto.

dronevolution logo

Ho vissuto personalmente tutti gli step descritti nella grafica della mia maglietta. Era il lontano 2012 quando il primo stadio dell’evoluzione cominciò a germinare nella mia mente.

Oggi mi occupo di droni, o SAPR per i più avvezzi, in modo “teorico”; non ho più il mio drone da quando ENAC ha deciso di fare le cose in grande. Vedremo in seguito se acquistarne un altro ma solo se la normativa permetterà di operare in modo più agevole. Detto ciò, attualmente, mi trovo ad una “fase 5” della Dronevolution, non compresa in questa t-shirt ma palesata in un’altra che ho chiamato MI GIRANO e di cui tratto in un altro post, anche se già il titolo che le ho dato potrà darvi un’idea di come sia caratterizzata la “fase 5”.

Potrei definirla “Separazione”, una condizione “paragonabile” a quella che puoi provare quando il tuo partner ti dice: “è finita ma possiamo restare amici”… bella fregatura!

Dato che sono abituato ad avere una visione delle cose da “bicchiere mezzo pieno”, ho preso la mia passione per i droni, vi ho aggiunto il mio lato creativo e ho realizzato accessori di design pensati per chi opera con gli aeromobili a pilotaggio remoto.

Un modo “mio” per vivere il contesto SAPR da grafico.

Teorizzando sulla questione droni mi sono aperto una pagina Facebook dedicata all’argomento che non poteva che chiamarsi DRONE, all’interno della quale puoi trovarci la rassegna stampa quotidiana dedicata al comparto UAV, UAS, SAPR, RPAS, ecc. Ti invito a visitarla e a cliccare Mi Piace per seguirla.

Tutte le T-shirt DRONE le puoi trovare sul mio sito web, area SHOP “Drone for Fun”, cliccando qui.

Sull’argomento droni ho scritto diversi articoli che puoi trovare su questo blog nella categoria DRONI E DRONISTI.

Grazie per la tua visita sul mio blog. Se questa t-shirt ti è piaciuta, condividila sulla tua pagina Facebook.

Oh!… Non ti ho mica detto di comprarla, ma almeno condividila 🙂

@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – introduzione

Un osservatore e tre modi di vivere e di assistere al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014.

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Con questo titolo, Roma Drone Conference ha fatto il punto su uno degli argomenti più delicati e discussi del 2014 all’interno del panorama italiano dei “droni”.

E’ stato un appuntamento che ha suscitato un grandissimo interesse, dimostrato dall’elevata presenza di partecipanti venuti da tutta Italia che hanno assistito ai vari interventi distribuiti nell’arco della giornata, scanditi da un ricco programma (consultabile qui), tenuti da una rosa di autorevoli relatori.

Tre modi di vivere l’evento perché in effetti ho assistito a questo terzo appuntamento del Roma Drone Conference, ultimo del 2014, in veste di espositore, spettatore e blogger. Direi che ho ben più di qualcosina da raccontarvi su questa attesa conferenza.

Se avrete pazienza e voglia di seguirmi, vi porterò virtualmente con me all’interno dell’evento, offrendovi un tuffo nel recente passato e l’opportunità di scegliere tra le tre modalità di partecipazione alla Conference in una sorta di differita.

A voi la scelta 🙂

@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – modalità Spettatore – parte prima

Hai scelto di “assistere” virtualmente al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014 in…

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014

…configurazione SPETTATORE:

“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Sicuramente questa modalità è quella che si avvicina di più a te che stai leggendo questo post.

Vediamo…

…il 19 dicembre 2014 siamo andati insieme a Roma, ci siamo recati presso l’Atahotel Villa Pamphili, abbiamo parcheggiato l’auto e siamo entrati nella hall dell’hotel.

Notiamo subito le indicazioni che l’organizzazione dell’evento ha opportunamente disseminato lungo il percorso che porta all’area Conferenza. Dal piano terra ci lasciamo condurre dalla segnaletica verso il livello inferiore della struttura, accedendovi attraverso le scale.

Percorse le due rampe ci troviamo al punto di accoglienza predisposto dalle aziende organizzatrici dell’evento, IfiMedia e Mediarké. Ci registriamo, non paghiamo nulla – tutti gli eventi Roma Drone Conference sono gratuiti – e ci dirigiamo verso la sala conferenze.

Sono le 9.30 circa, in sala c’è tanta gente tra cui molti giornalisti, addetti ai lavori, fotocamere, qualche telecamera, computer portatili e tablet ovunque; pare di essere a Mediaword.

Ci sediamo a “pelo” trovando da sedere sul lato opposto all’ingresso della sala; probabilmente sono le ultime due sedie rimaste libere.

Apre la conferenza il patron del Roma Drone Conference, il Dott. Luciano Castro. A seguire salutano le autorità e tra queste l’On. Antonello Giacomelli che porta i saluti ufficiali del Governo italiano.

TavoloRelatori

Siamo in attesa dei primi interventi, uno su tutti, quello dell’Ing. Carmine Cifaldi, forse il più atteso, almeno per noi “dronisti” che siamo sulla rampa di decollo in perenne attesa di poter spiccare il volo. Non nascondiamo una certa speranza, dopo questa Conferenza, di poterci librare in volo con un po’ più – diciamolo – disinvoltura e meno briglie al drone – ed è proprio il caso di dirlo -. OK le regole ma tra nulla e troppo dovrà pur esserci una via di mezzo, no?

Arriva il momento atteso… l’Ing. Cifaldi prende posto e comincia a parlare, infondendo fin da subito tra gli astanti una sorta di effetto letargico. Dopo il primo minuto tra pause e riflessioni di “celentanica” memoria, cerchiamo di entrare nel merito di quanto sta sciorinando cercando di cogliere il meglio e il succo delle sue parole. La palpebra ci cala ma è forte la speranza di trarre qualcosa di utile e anche, forse, si spera, di risolutivo per poter operare in modo più agile e rapido con i SAPR. Restiamo quindi in attesa di annunci “rivoluzionari”.

Ing. Carmine Cifaldi - ENAC
Ing. Carmine Cifaldi – ENAC

Per circa venti minuti, dei trenta di intervento, l’Ing. promuove l’operato dell’ENAC e tutti i buoni propositi che hanno spinto l’Ente a legiferare, nel modo che più o meno tutti sappiamo.

Cifaldi sottolinea che l’attuale politica ENAC, almeno in ambito SAPR, è protesa verso un dialogo con l’utenza, anche attraverso la promozione di iniziative e di un “dibattito permanente” veicolato attraverso i canali ufficiali e le opportune sedi – come il Convegno a cui assistiamo – per avere uno scambio diretto con chi deve lavorare sul campo e nei cieli italiani.

Questo ci fa solo piacere…

Si parla anche dell’introduzione della recente nota esplicativa che dovrebbe aiutare gli addetti ai lavori ad operare nelle aree critiche

Boh! Continuo a restare stupito – e vedo dalla tua espressione che anche te condividi la stessa mia sensazione – per la distanza che intercorre tra le parole di Cifaldi, rassicuranti e a tratti anche cordiali, e i fatti. Ho in tasca una copia della Nota Esplicativa n.2, pubblicata due giorni prima il Roma Drone Conference e dopo averla letta, entrambi più di una volta, emerge la sensazione che tra il concetto di ESPLICATIVO e l’effetto reale che se ne ottiene ci siano ancora delle distanze abissali (vedi soprattutto a pag. 2, al punto 3, dove si parla della Zona Franca).

“Chiederò supporto a Houston per levarci le gambe ma temo che udirò solo un fruscio di fondo…”

Cifaldi rilancia annunciando l’imminente attivazione di un sistema online dedicato, fruibile attraverso il sito web ENAC, in grado di  permettere all’utenza di presentare la propria documentazione e di ricevere le dovute risposte, senza passaggi di carte, con l’ottimizzazione delle procedure e dei tempi di risposta.

Evviva! Anche se i tanto attesi “annunci rivoluzionari” non ci sono stati…

Dopo l’intervento di Cifaldi, prendono posto sul palco, a turno, le associazioni di categoria che propongono un proprio “modus operandi” all’interno del settore. Qualcuna comunica con un filo di piaggeria nei confronti di ENAC, altre in modo più neutrale ed altre ancora ostentano una certa sicurezza e background di lunga data in vari settori affini a quello dei SAPR.

Capiamo che il concetto di associazione è importante ma allo stesso tempo vediamo anche che le sigle tendono a proliferare in modo esponenziale, creando di fatto delle suddivisioni e distanze tra gruppi di persone che invece sono accomunate da obiettivi e problemi che dovrebbero essere condivisi, più che divisi.

Roberto Navoni, presidente FIAPR
Roberto Navoni, presidente FIAPR
Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Paolo Marras, presidente ASSORPAS

E’ interessante comunque conoscere queste realtà che già operano da tempo o lo fanno da pochi mesi, tutte molto motivate e desiderose di promuovere iniziative e progetti tesi a rendere la categoria degli operatori SAPR, coesa, tutelata e rappresentata. Resta il fatto, almeno per noi “spettatori”, che le sigle delle associazioni di categoria cominciano ad essere un po’ troppe e resta ancor più difficile capire a quale eventualmente scegliere di aderire.

Nella pausa pranzo, mentre cala il silenzio nella sala conferenze, diamo una sbirciata nella stanza adiacente dove è stata allestita un’area stand presso la quale espongono 7 aziende.

Come entriamo “siamo affiancati” da una flotta di droni. Alla sinistra abbiamo quelli della Italdron e a destra quelli della FlyTop. Una squadriglia di oggetti volanti (o sedicenti tali, visto che, loro malgrado, sono confinati a terra), ben equipaggiati, dotati delle più recenti tecnologie del settore, tutti in bella mostra, a beneficio degli occhi più attenti e di un pubblico esperto. A vederli così disposti pare che si fronteggino minacciosi, quasi a volersi confrontare in volo; ma ciò non accadrà, almeno in questa sede.

FlyTop
FlyTop
italdron
italdron

Qualche passo in avanti e troviamo a sinistra i droni e i servizi della Cloud-Cam che opera nell’ambito del monitoraggio del territorio con sistemi APR. A destra campeggia il logo della Skyrobotic che sovrasta lo stand dell’azienda omonima che presenta il drone SR-SF6 utilizzato da qualche mese, e tutt’ora in uso, per sorvolare settimanalmente l’area cantierizzata dell’Expo di Milano (in partnership con FidoGroup e Tim), regalandoci immagini in 4K diffuse in rete.

CloudCam
CloudCam
Skyrobotic
Skyrobotic

Dirigendoci verso il fondo della sala troviamo a sinistra lo stand della EuroUSC, che si occupa di consulenza nel settore offrendo un supporto agli operatori SAPR in vari ambiti. Sul lato opposto c’è quello della Achrom, (il mio) di cui in questa veste non ne parlo rimandando qualche commento in proposito nella terza modalità di partecipazione, ovvero quella da Espositore.

EuroUSC
EuroUSC
Achrom
Achrom

Infine, sul fondo della sala, quello opposto alla porta di ingresso, troviamo lo stand della IDS Ingegneria dei Sistemi, stand “disadorno” ma in grado di comunicare ugualmente la forza dell’azienda attraverso le immagini riprodotte sulla scenografia e quelle presenti nelle brochure lasciate sul desk che mostrano SAPR di alto livello per uso civile e militare.

IDS Ingegneria dei Sistemi
IDS Ingegneria dei Sistemi

C’è un po’ di tempo per mangiare qualcosa e poi… nuovamente in sala conferenze per assistere agli interventi previsti nel pomeriggio.

I lavori proseguono. Un blocco di interventi è caratterizzato dal titolo: “Fare impresa con gli APR: il parere di industrie e start-up”. Una serie di responsabili, amministratori delegati, presidenti, ecc. di note aziende che operano nel settore, intervengono a ragion veduta, da una parte per promuovere  il loro operato – pur non ostentandolo neanche più di tanto – dall’altra per cercare di suggerire al legislatore un percorso teso ad agevolare le aziende che operano nel settore dei SAPR, soprattutto nei confronti di quei costruttori che da tempo sono impegnati in ricerca e sviluppo di tecnologie, tutte italiane.

Emerge in questo contesto la necessità di fare rete e di promuovere iniziative congiunte guardando al panorama italiano ma con un occhio rivolto all’Europa, territorio (o cieli, nel nostro caso) a cui dovremmo guardare per sviluppare il business.

Proseguono gli interventi, qualcuno molto pacato e formale e altri sul filo della polemica, motivata e comprensibile, viste la difficoltà, palesi, per operare con i SAPR in Italia. L’entrata in vigore del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ha di fatto “rallentato” un mercato già avviato creando motivo di preoccupazione in un momento storico economico in cui, in generale, non c’è molto spazio per concedersi pause, rallentamenti o errori di valutazione.

Dopo il punto di vista degli imprenditori è la volta delle scuole di formazione per piloti SAPR, o meglio, quelle scuole che su autorizzazione ENAC rilasciano un attestato, a fronte della partecipazione a un corso di 33 ore – parte teorica della formazione –  che andrà a costituire uno dei passaggi e documenti per l’ottenimento dell’autorizzazione ad operare come pilota SAPR.

In questo contesto, al Roma Drone Conference del 19 dicembre, sono protagoniste 4 scuole: 3 di Roma e una di Cagliari, quest’ultima attualmente è l’unica presente in Sardegna.

Siamo quasi in chiusura. E’ il tempo di dar voce alle testate di settore che vengono presentate al pubblico all’interno del segmento di interventi intitolato “Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate”.

Siamo alla conclusione. La giornata è stata intensa e a casa riportiamo tante informazioni. Ci rendiamo conto che è determinante partecipare a questi eventi se si vuole operare in questo settore. Forse non tutto ciò che abbiamo ascoltato dai relatori farà la differenza da domani ma il clima respirato, gli incontri e gli scambi di vedute che hanno caratterizzato anche i momenti di pausa, contribuiscono ad arricchire il bagaglio di esperienze e informazioni assimilato in questa giornata. Parlare con le persone e ascoltare i vari punti di vista aiuta a crescere e a capire.

Sicuramente questo è il momento zero per il settore SAPR da cui tutto partirà e si svilupperà. Il 2014 ha segnato un inizio di un nuovo percorso e il 2015 sarà l’anno che permetterà di sedimentare alcune cose,  di chiarirne altre e, ci auguriamo tutti, di svilupparne molte, tante iniziative e progetti che ruoteranno attorno al mondo dei SAPR.

Bella giornata. Intensa e ricca. Durante il viaggio di ritorno ne parleremo lungamente, magari lasciandoci andare a qualche “volo pindarico”…


Vedi anche:

Approfondimenti:

@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – modalità Blogger – parte seconda

Hai scelto di “assistere” virtualmente al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014 in…

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014

…configurazione BLOGGER:

“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Questa versione della mia esperienza al Roma Drone Conference del 19 dicembre scorso mi porta a entrare più nel merito delle questioni trattate durante il Convegno.

Una su tutte, la più attesa, che poi è quella che ha dato il titolo a questo terzo appuntamento del Roma Drone Conference del 2014… il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC e tutto ciò che ha comportato dalla sua entrata in vigore ad oggi.

Ma andiamo per gradi…

19 dicembre 2014,  Roma, Atahotel Villa PamphiliIfiMedia e Mediarké non tradiscono le aspettative mostrando fin da subito un livello organizzativo all’altezza della situazione. Receptionist e hostess mi conducono verso le fasi di registrazione e poi verso la sala conferenze dove sono accolto da una folta presenza di ospiti, pronti in sala per assistere al lungo programma di interventi (vedi programma qui).

Qualche minuto prima dell’inizio della Conferenza noto che diverse persone presenti in sala parlano tra loro lasciando intendere un clima di confidenza e cordialità. Il settore sta incoraggiando la creazione di link tra aziende e professionisti all’insegna del concetto di “fare rete”; già evidente ancor prima dell’inizio della conferenza, tema che sarà più volte sottolineato durante gli interventi dei vari relatori.

Sono seduto in sala conferenze. Attendo che i lavori abbiano inizio.

Sul grande tavolo posizionato sul lato destro del palco sono disposti ordinatamente i “cavalieri” con i nomi dei relatori che di lì a poco apriranno la giornata dei lavori. Tra i vari nomi leggo: Luciano Castro, presidente Roma Drone Conference che introdurrà i vari interventi e svolgerà la non sempre facile mansione di moderatore della conferenza. Alessandro Cardi, direttore centrale Regolazione Tecnica ENAC. Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare. Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma. Maurizio Madiai, coordinatore settore aerospaziale AIAD e infine, ma non per ultimo come importanza, ma ultimo come ordine di arrivo, quello sì, l’On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico che è intervenuto in veste ufficiale per conto del Governo italiano.

On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico
On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico

Sala gremita, comincia la Conferenza, si parte con i saluti di apertura.

Continuano ad affluire persone in sala a tal punto che le/gli hostess/stewart sono costretti a portare ulteriori sedie per coloro che si sono assembrati in piedi sul fondo della sala.

Attendiamo con una certa impazienza l’intervento dell’Ing. Carmine Cifaldidirettore Regolazione Navigabilità ENAC, sempre presente ad ogni evento di un certo livello dedicato ai droni. Per chi ancora non lo conoscesse, è “l’uomo di collegamento” tra l’utenza finale degli operatori SAPR e le aziende del settore e l’ENAC e per ciò che riguarda il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ne è il referente per eccellenza, almeno quello che si espone maggiormente al pubblico.

Ing. Carmine Cifaldi - ENAC
Ing. Carmine Cifaldi – ENAC

Con la sua caratteristica pacatezza dà inizio al suo intervento precisando che il Regolamento di cui sopra è stato pubblicato a fine anno scorso, quindi un anno fa circa, ma che è entrato in vigore il 30 di aprile del 2014.

Promuove l’operato dell’ENAC cercando di mettere in evidenza gli intenti dell’Ente che, secondo quanto asserisce Cifaldi, vanno oltre il concetto di “safety” cercando di promuovere e disciplinare i comportamenti all’interno di un settore, venendo incontro alle esigenze degli operatori, cercando di ascoltare, capire e migliorare un impianto normativo che è in continua evoluzione e che per sua natura dovrà mutare nel corso del tempo. La presenza costante di ENAC ai vari workshop e seminari promossi da aziende e associazioni e a quelli organizzati da ENAC stessa, pone l’Ente come un interlocutore presente e impegnato a fornire indicazioni e ad ascoltare le osservazioni che in modo pertinente e preciso arrivano, a flusso continuo, da tutti gli operatori.

L’intervento di Cifaldi, della durata di circa mezz’ora, è caratterizzato nella prima parte da una serie di analisi,  – il famoso punto della situazione – che mira a sancire una precisa posizione, riassumibile in questo concetto: “Ci siamo e questo è ciò che abbiamo fatto in questo anno”.

Non è poco se pensiamo alla difficoltà con la quale la comunità di operatori ha recepito la regolamentazione del settore SAPR.

Continua l’Ing. Cifaldi “Ad oggi ci sono 5 domande in corso, pervenute da altrettanti operatori/costruttori, per essere autorizzati alla vendita di aeromobili certificati, pronti al volo, senza ulteriori accertamenti tecnici.”

“43 organizzazioni di addestramento approvate in grado di offrire formazione per la parte teorica, e 3 in grado di offrire sia quella teorica che quella pratica”. A tal proposito l’Ing. Cifaldi sottolinea che il flusso di richieste di autorizzazione è continuo e costante.

“Stanno nascendo organizzazioni di consulenti in grado di fornire un supporto tecnico alla presentazione delle dichiarazioni e a condurre tutti gli accertamenti necessari all’ottenimento delle autorizzazioni. Ad oggi un’organizzazione di questo tipo è già stata approvata e altre 15 sono in corso di valutazione; altre tre a breve avranno l’autorizzazione ad operare”.

Tra le frasi più importanti proferite dall’Ing. Cifaldi mi preme riportare: “Riusciremo a far traghettare questo settore dal sommerso alla legalità con un vantaggio per tutti.” – “ENAC nel 2014 ha continuato la sua operazione culturale”, intesa come sforzo congiunto da parte di tutto l’Ente di mantenere una forte presenza a tutti gli eventi del settore cercando di diffondere e chiarire quanto riportato nel Regolamento per i SAPR.

Il rispetto della privacy prevale sopra concetti dati oramai per scontati, come la safety, così Cifaldi fa riferimento alla comunicazione del garante della privacy europeo.

“Stiamo operando correttamente?” Cifaldi prosegue relazionando in merito all’impegno di ENAC nel promuovere un confronto a livello europeo con altri organismi competenti, tra cui il JARUS (Joint Authorities for Rulemaking on Unmanned Systems).

Ing. Carmine Cifaldi, ENAC
Ing. Carmine Cifaldi, ENAC

Negli ultimi dieci minuti del suo intervento, l’Ing. Cifaldi ha accennato alla nota esplicativa n.2 pubblicata il 17 dicembre, pubblicata per rispondere alle esigenze di chi vuole operare in aree critiche, definendo due nuovi concetti: Scenari Misti e Zona Franca.

Ha poi parlato del servizio “on-line” che entrerà in funzione a breve per la presentazione formale delle dichiarazioni,  strutturato a “finestre bloccate”, ovvero compilabile a step. Questo sistema richiede una corretta compilazione delle singole schermate a fronte della quale si otterrà un accesso alla fase successiva della presentazione. In tal modo si eviteranno possibili errori nella presentazione delle varie richieste e soprattutto si potrà accelerare il processo di autorizzazione per operare con i SAPR.

“C’è ancora molto da fare, sopratutto in merito agli aspetti applicativi del regolamento”, ha affermato Cifaldi aggiungendo che ENAC sta cercando di mettere a disposizione, col contributo degli operatori, strumenti sempre più efficaci per fornire un regolamento e soluzioni sempre più adeguate alle nostre esigenze.

Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare
Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare

L’intervento successivo è stato condotto da Costantino SenatoreStato Maggiore Aeronautica Militare che ha illustrato come operano i SAPR militari italiani, quelli in regime VLOS (Visual Line of Sight ), sotto ai 25Kg di peso, pensati per soddisfare particolari esigenze all’interno di scenari ove i normali aeromobili non possono agire – vedi per esempio poligoni militari – o i SAPR che pesano ben oltre i 25Kg, che operano attraverso un complesso sistema di controllo remoto a terra, supportato da un sistema satellitare. Quest’ultimi sono equipaggiati con diversi sensori e telecamere e il loro volo viene costantemente monitorato attraverso il controllo dello spazio aereo occupato tramite un sistema definito a “pacchetti”, dove degli operatori di volo specializzati seguono il volo del SAPR controllando una singola porzione di cielo a loro assegnata fino a quando, esaurito il compito dell’operatore, passa in consegna ad un collega il monitoraggio dell’area di cielo successiva. Da qui il termine “controllo a pacchetto”. Durante questo intervento si è anche parlato dei prossimi scenari che prevedono, tra l’altro, il volo di SAPR militari all’interno di corridoi aerei civili e l’interazione con essi per la sicurezza e l’operatività reciproca.

Non mi soffermo su quanto riferito dai relatori successivi, Ludovico Vecchione, Aerospace Vehicles Division Manager della CIRA e Flavio Dolce, presidente HobbyHobby Italia i cui interventi sono riportati, dell’uno in forma di intervista e dell’altro l’intervento integrale, nella sezione in fondo al post dedicata agli approfondimenti.

Il programma della manifestazione continua offrendo al pubblico in sala numerosi interventi e spunti di riflessione. Segue il gruppo di interventi che rientrano nell’argomento “Il business degli APR: il parere delle associazioni di categoria” al quale hanno partecipato numerose sigle, UASIT, ASSORPAS, AIDRONI, FIAPR e EDPA.

Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Roberto Navoni, presidente FIAPR
Roberto Navoni, presidente FIAPR

Dai rappresentanti di ognuna è stata unanime la richiesta di “semplificazione normativa”, di una maggiore attenzione sul comparto dei droni giocattolo e di tutte le implicazioni che ne derivano dalla poca informazione che ancora aleggia in questo settore, a differenza di quello professionale che comincia ad essere sempre più sensibile e attento alla normativa ENAC.

Marco Strano, vicepresidente EDPA, propone di obbligare i produttori dei “droni giocattolo” ad apporre sulle confezioni delle diciture, chiare, evidenti e comprensibili a tutti, in grado di comunicare agli acquirenti che quel “giocattolo” può essere utilizzato solo in determinate aree e contesti, riportando i riferimenti normativi e la pericolosità che può derivare dal non rispetto delle regole, oltre a indicare le possibili sanzioni a cui si può incorrere.

Il convegno prosegue con l’intervento di Marco Candelori, safety expert ENAV sul tema “Droni in volo: una sfida per il traffico aereo”

Marco Candelori, safety expert ENAV
Marco Candelori, safety expert ENAV

L’ ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo) fornisce servizi di controllo del traffico aereo ATM (Air Traffic Management) e partecipa alle attività di ricerca e sviluppo in coordinamento con gli organismi di controllo internazionali del settore quali ICAO, EUROCONTROL e di categoria (CANSO) (come si legge sul sito dell’Ente).

Nell’ambito della Roma Drone Conference, “L’Italia dei droni”, l’Ing. Candelori ha riportato alla platea “una fotografia” di quanto ENAC svolge in merito al controllo del traffico aereo nel territorio italiano. Ovviamente, pur non essendo ancora attivo un sistema ATM per gli RPAS – o è più indicato dire che gli RPAS non essendo ad oggi provvisti di “transponder code” non possono essere gestiti da un sistema ATM –  ENAV sta adoperandosi per affrontare la questione auspicando nel prossimo futuro un sistema integrato di gestione del volo degli RPAS (Remotely Piloted Aircraft Systems) e degli aerei civili, in modo da coordinare il traffico ed evitare possibili incidenti dovuti a collisioni tra le due tipologie di aeromobili.

Il convegno prosegue con l’intervento del Dott. Benito Pagnanelli, Presidente di PRS Ltd e di Chiara Rossi, responsabile ufficio Italia Pagnanelli Risk Solutions Ltd  sul tema “Droni al lavoro: e le assicurazioni?“. Mi scuso con i diretti interessati per non essere stato presente in sala durante le relazioni. Riporto il link dove è possibile scaricare le slide e l’abstract dell’intervento della Pagnanelli Risk Solutions Ltd (Clicca qui).

Successivamente interviene Filippo Tomasello, technical director EuroUSC-Italia che ha presentato la società e i servizi di cui gli operatori del settore possono avvalersi. La EuroUSC-Italia si propone come figura super partes rispetto al legislatore e alle aziende di settore, ponendosi come interlocutore qualificato (“organizzazione riconosciuta” da ENAC – art. 8.17 del recente regolamento per applicazioni civili dei droni – ) per fornire consulenza e servizi nel settore SAPR.

Dott. Filippo Tomasello, EuroUSC-Italia
Dott. Filippo Tomasello, EuroUSC-Italia

Il Dott. Tommasello evidenzia l’importanza di potersi affacciare al mercato internazionale, altamente competitivo e preparato, potendo contare su supporto tecnico adeguato in grado di analizzare e valutare ogni aspetto legato all’utilizzo dei SAPR nei vari Paesi della UE e non solo.

Gli interventi del pomeriggio proseguono a ritmo serrato, talvolta sforando rispetto ai tempi previsti, come è naturale che accada quando gli argomenti di cui parlare sono tanti e tali che richiederebbero, ognuno, ore ed ore di tempo per poter essere discussi.

Nel pomeriggio i responsabili delle imprese di settore si alternano alla postazione dei relatori. Ognuno ha il tempo necessario per presentarsi, per presentare la propria offerta di servizi e/o prodotti e fare delle proposte al legislatore.

Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab
Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab
Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic
Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic
Gabriele Santiccioli, presidente FlyTop
Gabriele Santiccioli, presidente FlyTop
Stefano Russo, research & development manager Italdron
Stefano Russo, research & development manager Italdron

Gli interventi sono tutti molto interessanti. Offrono un ventaglio di proposte e un quadro dell’offerta tecnologica italiana nel settore dei SAPR di alto livello. Le aziende intervenute rappresentano egregiamente la galassia delle centinaia di aziende italiane che lavorano da molto tempo nel comparto “droni”, o anche le recenti start’up nate da poco, anche grazie ai vari progetti e finanziamenti di innovazione e sviluppo tecnologico – vedi per esempio Horizon2020 o altri a carattere più regionale – che hanno permesso di avviare imprese che operano in ricerca e sviluppo di soluzioni SAPR.

In considerazione di ciò, è più che comprensibile che alcuni relatori abbiano parlato con un certo trasporto in merito alla necessità di semplificare la normativa SAPR vigente, di trovare delle soluzioni condivise, di aprire tavoli di confronto tesi a trovare delle proposte, in tempi rapidi, per sbloccare un mercato che al momento pare ingessato. Il mercato dei SAPR si sta muovendo con una velocità maggiore rispetto a quanto ENAC chiede di fare; questo emerge dalle parole di molti dei relatori intervenuti. Viene portato all’attenzione del pubblico e del legislatore “il paradosso” che consta tra la richiesta di tecnologie di tipo aeronautico, ridondanze, terminatori di volo, paracadute, ecc, e l’utilizzo del cavo di ritenzione da applicare al SAPR. Questo e altri esempi sono motivo di accalorate oratorie che personalmente condivido in pieno.

Col titolo “Il boom dei corsi per piloti APR: il parere delle scuole di volo” iniziano gli interventi dedicati alle scuole certificate da ENAC per rilasciare l’attestato di acquisizione delle nozioni necessarie all’ottenimento dell’abilitazione di pilota SAPR. I “famosi” corsi di 33 o 36 ore per la parte teorica.

Intervengono a turno, Giovanni Formosa, responsabile formazione Aeroclub Volere & Volare di Roma. Giorgio Baggiani, direttore Scuola SAPR Aeroclub di Cagliari, al momento l’unica scuola autorizzata ENAC presente in Sardegna. Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma
e Claudio Becchetti, referente progetto “Making Drones”, Istituto Massimo di Roma.

Ognuna presenta il proprio piano formativo e lo staff tecnico di cui è composta la propria organizzazione. L’Istituto Massimo di Roma si differenzia dalle altre scuole SAPR in quanto è di per sé un istituto di formazione che copre un’offerta formativa che va dalla scuola primaria dell’infanzia al liceo. Di recente ha introdotto nel proprio quadro formativo il progetto “Making Drones”.

“Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate” è l’ultimo blocco di interventi della giornata, prima della conclusione dei lavori. Intervengono le spine dorsali dell’informazione e della diffusione della cultura del mondo SAPR, le riviste di settore. Luca Masali, direttore DronEzine e Annuario del DroneDanilo Scarato, direttore Quadricottero NewsStefano Silvestre, caporedattore Drone Magazine.

La giornata volge al termine. Mi defilo un po’ in chiusura dei lavori per dirigermi verso il mio stand che ho lasciato in consegna alla mia fenomenale sorella, senza la quale non avrei potuto cimentarmi nella triplice veste che vi ho proposto: di visitatore, di blogger e di espositore.

Gli stand? Ne ho parlato in “configurazione visitatore” e in quella di “espositore”.

In conclusione…

Ciò che è emerso da questa giornata, tra le tante cose dette e viste, è che Il Regolamento ENAC è una realtà a cui tutti dobbiamo far riferimento e a cui dobbiamo guardare se vogliamo operare con i SAPR. C’è ancora tanto, tantissimo da fare in termini di sviluppo di tecnologie dei SAPR per fornire aeromobili sempre più sicuri e performanti e c’è ancora altrettanto da fare per quanto riguarda il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto che necessita, a mio modo di vedere ma anche stando a quanto è emerso dalla Conferenza, di una maggiore concertazione da parte di tutti gli interessati e di una maggiore condivisione delle reciproche esperienze per individuare un percorso da affrontare nei prossimi mesi, lavorando il più possibile a fianco di ENAC. Il Regolamento c’è ma non deve essere motivo di freno. Invito le associazioni di settore a promuovere tavoli di discussione e a stilare protocolli di lavoro tesi a suggerire ad ENAC possibili soluzioni alternative, complementari e propedeutiche per arrivare ad una semplificazione normativa e ad una progressiva e sempre più diffusa conoscenza delle regole, per permettere a tutti di lavorare bene, in sicurezza ma anche in modo più celere e semplice.

Credo che il 2015 per il settore dei SAPR debba muoversi soprattutto attorno al concetto di SEMPLICITA’ e di COOPERAZIONE.

Benvenuti nell’era dei SAPR 2.0 che ha inizio da domani.


Vedi anche:

Approfondimenti:

Regola #1: se vuoi diventare pilota SAPR devi sapere che…

“Non devi parlare mai del Fight Club”… una volta assodato questo, sappi che se stai cercando una scuola per ottenere l’abilitazione ENAC ad operare come pilota SAPR, dovresti prima…

…informarti se la scuola che hai scelto di frequentare è in grado di darti tutti gli strumenti necessari per “dialogare con ENAC”. Puoi fare tutti i corsi che ti pare, imparare anche a pilotare un drone di 100Kg, saperlo smontare e rimontare bendato e a testa in giù ma, se non sai come redigere il “Manuale Operativo”, compilare tutta la documentazione e inoltrare la richiesta a ENAC per poter essere annoverato tra gli Operatori/Piloti Riconosciuti, con quel corso ci fai poco o nulla…

Quindi, per coloro che mi chiedono: “Quale scuola per Piloti/Operatori SAPR mi consigli di frequentare?”

La rispostona è:

Regola#01

Quella che vi coadiuva nella compilazione di tutta la documentazione o funge da tramite tra voi e ENAC assolvendo il compito di redigere con voi, o per voi, la documentazione.

Questo ovviamente vale per tutti coloro che non hanno esperienza di burocrazia, terminologie aeronautiche, metodi per redigere manuali operativi e, soprattutto, vogliono centrare l’obiettivo al primo colpo, magari senza buttare via i soldi.

🙂

 

Seguimi anche si Facebook alla pagina DRONE

Droni, quando le cose si complicano

Potevo anche intitolare questo post “Cara ENAC ti scrivo” ma mi pareva troppo confidenziale…

…ho quindi deciso di dialogare con voi sull’argomento Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto per fare quattro chiacchiere tra amici e colleghi dronisti. Giusto per condividere pareri e scambiare idee in merito ad un argomento che ci lega un po’ tutti.

Non ho usato a caso il termine “lega”, non solo per esprimere il concetto di unione e condivisione di idee, di passioni e lavoro ma anche per ribadire uno status che ci accomuna, la sensazione di avere “le mani legate”. Nonostante tutti i buoni propositi, la comprensiva e condivisibile necessità di regolamentare un settore, ecc, ecc. dopo alcuni mesi dall’uscita del suddetto Regolamento ENAC ricevo qui sul mio blog e sulla pagina Facebook DRONE, richieste di spiegazioni su cosa fare per mettersi in regola, su quali scuole frequentare, se si può volare in una zona piuttosto che su un’altra, se esistono droni in commercio già omologati, ecc.

“Non sono il Sig.ENAC”, quindi più che offrire indicazioni e consigli derivanti dalla mia esperienza personale non posso fare ma, per quanto abbia letto e compreso di questo regolamento, dopo aver assistito a qualche convegno dove erano presenti referenti ENAC e avuto modo di parlare con persone che ne sanno più di me sull’argomento, ritengo che tale Regolamento abbia prodotto una serie di sottovalutati eventi a catena, o di “effetti collaterali”.

Di fatto dopo il 30 aprile 2014, data in cui è entrato in vigore il Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, giorno memorabile per tutti i possessori di un drone, si è creato un doppio mercato separato da una linea netta e anche piuttosto evidente.

Da una parte troviamo le aziende, più o meno grandi, che operano con uno, due o addirittura con flotte di droni. Aziende che si sono messe in regola secondo il Regolamento ENAC dopo un lungo e tedioso iter che gli ha permesso di legittimare la loro operatività. In questo gruppo ci inserisco anche i Centri di Ricerca e le Università.

Dall’altra, troviamo una “massa informe di singole entità” che operano a prescindere. Questo secondo gruppo si divide ulteriormente tra coloro che operano ovunque e comunque, fieri di fregarsene delle regole ENAC e altri, più “timidi”, che vivono in una sorta di perenne disagio, che non hanno avviato alcun percorso per mettersi in regola ma utilizzano i droni. Sono coloro che hanno letto e cercato di applicare il regolamento ENAC ma poi si sono trovati arresi davanti ad alcune evidenze, rinunciando a fare qualsiasi passo o rimandando ad oltranza ogni decisione in merito.

Tra i suddetti “timidi”, o forse è meglio definirli come “operatori non autorizzati ma propensi a farlo se solo tutto fosse più semplice e chiaro” vi troviamo i cosiddetti: “piccoli imprenditori” che si si sono trovati un investimento “fermo” di qualche migliaio di euro effettuato per dotarsi di drone ma poi si sono arresi o operano poco poiché abbrutiti dopo l’uscita del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, timorosi di incorrere in sanzioni, sequestri del drone, gogna e derisione in pubblica piazza.

All’inizio fu il caos…

storm

… ENAC chiede un’assicurazione verso terzi adeguata allo scopo, un’organizzazione tecnica ed operativa adeguata all’attività, un’attività sperimentale condotta ad adeguata distanza da aree congestionate,  operazioni condotte con livello di sicurezza adeguato, un programma di manutenzione adeguato... abusando di un termine che di fatto non misura l’effettiva “adeguatezza” dell’azione richiesta generando utenti che si sono sentiti adeguati di default, perché nella vita lo sono sempre stati, e altri che non hanno ancora capito se il concetto di adeguato vada applicato nello stesso modo con cui si applica il Q.B. nelle ricette di cucina. Accade quindi che chi usa poco sale o per nulla nell’insalata, consideri “adeguato” un valore pari a zero, quindi non fa nulla.

EnacChef

 

Stessa storia per la definizione di PILOTA e di OPERATORE. Quest’ultima ha assunto un ruolo quasi mitologico, un deus ex machina che ha potere assoluto su tutto nell’ambito dell’operatività del drone e su tutti coloro che ci lavorano attorno ma ha anche tutte le responsabilità del caso e pare che di fatto non piloti un bel nulla o potrebbe anche farlo ma dovrebbe dotarsi di un’Organizzazione Specializzata e di un’adeguata formazione da conseguire presso il costruttore del drone.

Le scuole... ENAC in realtà non dice che devi andare a scuola. No non lo dice. Ma dice che è richiesta una conoscenza delle regole dell’aria e che tale conoscenza può essere asseverata dal possesso di una licenza di volo civile o di un attestato di volo sportivo di cui al DPR 133/2010 (citaz. dal Regolamento ENAC) e che, non finisce qui, il pilota deve aver effettuato dal costruttore un programma di addestramento per lo specifico SAPR, ecc, ecc….

Insomma, poiché “nessuno nasce imparato” e certe regole o si imparano o non le si possono apprendere solo attraverso l’esperienza sul campo, un corso lo si deve fare. Quindi, “non occorre farlo ma lo devi fare”…

Ma dove? Da chi? Chi è riconosciuto? Ma ENAC lo sa? Chi mi prepara?

Ho contattato alcuni aeroclub. Dopo aver superato il primo momento di comprensibile smarrimento nell’udire la mia richiesta sulla possibilità di frequentare un mero corso sulle regole dell’aria per pilotare un drone, mi hanno risposto che tale corso non era scindibile da uno completo per l’ottenimento del brevetto VDS (Volo da Diporto Sportivo) o quantomeno non viene rilasciato alcun attestato per la sola parte di corso dedicata alle regole dell’aria.

Bene… oggi, in tutta Italia, sono sorte una decina di scuole autorizzate da ENAC ad operare in ambito formativo in seno al Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto.

Ma, anche qui… riparte il caos.

Ci sono scuole che in un weekend rilasciano un attestato e scuole che offrono una formazione più completa che si sviluppa attraverso un arco temporale di 50 – 60 e oltre, ore di lezioni, più un esame (a ragion veduta). Quale scegliere? Mah!

Ma poi salta fuori che, a prescindere dai costi dell’uno o dell’altro corso, chi si forma presso una scuola ottiene un attestato che “lega” il proprio apprendimento al solo drone sul quale la scuola lo ha formato. In pratica, torni a casa, prendi il tuo drone e se non è esattamente la copia di quello del corso sei a metà dell’opera.

Quindi… riborda! Devi fare il corso dal costruttore che magari è in Cina o negli USA e nel frattempo il tuo drone, prima di arrivare nelle tue mani, è passato da quelle di un paio di importatori e rivenditori che vendono e nulla più. Poi vallo a trovare il costruttore del “dronello” da mille euro che ti fa anche il corso.

A Livorno direbbero “Boia dé!”.

Vogliamo parlare anche delle polizze assicurative? Le compagnie di assicurazione, dalla totale ignoranza in materia di droni civili (e non parlo di 10 anni fa ma di solo un anno fa circa), si sono improvvisamente svegliate producendo polizze di tutti i tipi e per tutte le tasche. Il problema è stato proprio quello ed è ancora questo.

Troppe variabili in gioco.

Si parla di famigerati moduli da riempire per profilare il tipo di rischio da assicurare. Un’operazione che alla fine produce un profilo talmente preciso del rischio che in pratica il drone è assicurato solo “durante gli anni bisestili, dopo i pasti, non più tardi delle 18, solo sotto il segno capricorno e presentando l’analisi delle urine del pilota, dell’operatore e di tutta l’organizzazione specializzata”.

Ciò che resta da capire è se casca l’APR e rompe qualcosa o fa male a qualcuno, come va a finire in termini di risarcimento? Ovviamente non tutte le polizze assicurative per i droni hanno questo tipo di caratteristiche ma la maggior parte sì…

Non solo… tutta ‘sta pippa di roba, una volta ottenuta, va comunicata a ENAC allegando un proprio curriculum/relazione, la domanda per essere annoverati tra i piloti SAPR assieme al Manuale Operativo che a tutt’oggi non si capisce bene come sia fatto o come si rediga correttamente. Si narra che alcuni sacerdoti che vivono sull’Himalaya siano i detentori della “tecnica di realizzazione del manuale operativo”. Possono essere contattati organizzando una spedizione con sherpa che vi guiderà fino al loro cospetto. Solo dopo aver superato le prove a cui sarà sottoposto il prescelto, l’adepto  potrà entrare nella grande sala del Manuale Operativo dove si potrà inginocchiare ad ammirarlo. Se risponderà correttamente ad una domanda che solo il sacerdote più anziano è autorizzato a fare, gli sarà svelato il segreto per redigere il manuale operativo.

Sherpa

OK, dopo un po’ di ironia torniamo con “i piedi per terra”.

Ora… dico… scusate… Soprattutto chiedo scusa al Sig. ENAC ma…

…ce lo vedete quel “piccolo imprenditore” che si è acquistato un quadricottero da mille euro (anche meno) per fare “il filmino” sopra le mucche e l’alberguccio di montagna o quello che gira il video del matrimonio del cugino nella piazza del paese oppure quello che riprende il castello in rovina tra i boschi, dover osservare alla lettera tutto quello che è riportato sul Regolamento dei mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto? E pure capirlo?!?

No, non ce lo vedo e infatti, invece, VEDO decine di filmati che ogni giorno vengono caricati in rete e che ritraggono eventi di paese, fiere, matrimoni, concerti, sagre e chi più ne ha più ne metta, ripresi spesso da piccoli droni quadricotteri.

Ecco cosa è accaduto. Una sorta di anarchia, di “moto carbonaro”.

pilota_drone

Alla fine, usando una metafora, è come dire: compro una bicicletta ma se ci voglio andare per strada devo prendere la patente per la moto, saperne mandare una da corsa, saperla montare e smontare e chiedere il permesso alla Motorizzazione Civile ogni volta che la uso. In realtà, avevo comprato una bicicletta… Lo so, qualcuno può dire, la bicicletta non arreca danni a pari livello di un drone. OK, vediamo solo dal 30 di aprile di quest’anno quanti danni sono stati causati dai droni civili in tutto il mondo e quanti incidenti sono avvenuti in bicicletta (a chi le guida e a terzi) e poi vediamo chi fa più danno…

Ok, scusate… questa era polemica.

La questione regolamento è piovuta addosso a tutti i possessori di droni, senza fare distinzione alcuna (o poche). OK, ci può stare, siamo tutti cittadini italiani e le regole devono essere uguali per tutti ma, prima di redigere regolamenti per droni civili, spesso oggetti grandi come una padella da cucina, utilizzati in un raggio di circa 300mt. dal pilota e non più in alto di una cinquantina, non sarebbe stato meglio partire per gradi, con poche, semplici regole, facilmente osservabili da tutti fin da subito? Dal nulla siamo arrivati ad un Regolamento che è complesso, di non facile applicazione, soprattutto per quanto riguarda la certificazione dei piloti, degli operatori e del mezzo; talmente farraginoso che a parità di sforzo, impegno e anche costi, pretenderei che alla fine di tutto l’iter mi venisse dato il brevetto di pilota di linea, altro che per droni.

Ovviamente, da tutto questo discorso sono escluse le operazioni specializzate e i droni sopra i 25Kg. Mi riferisco a gran parte delle esigenze e dei  droni che la maggior parte di noi possiede e vorrebbe usare.

Allora, giochiamo per un momento. Siamo tra amici, facciamo finta di essere seduti attorno al tavolino del bar e di provare a redigere un Regolamento sui Droni, secondo coscienza, buon senso, responsabilità e logica. Deve essere qualcosa che puoi mettere in pratica uscendo dal negozio di droni col tuo bel concentrato di tecnologia volante sotto braccio, sapendo che il primo volo che farai con quel “coso” potrai farlo con una certa serenità, consapevolezza, non facendo male a nessuno, rispettando la privacy e sapendo quali sono i rischi e le caratteristiche di quel velivolo.

Vi invito a scrivere il nostro regolamento. Ognuno di voi può dare un suggerimento, anche breve, anzi meglio! Magari chissà, un giorno potremmo presentarlo a ENAC chiedendo che venga recepito. Utopia? Forse… ma se adesso non possiamo volare con i droni almeno facciamolo con la fantasia.

Non disperiamo! C’è sempre una metà del bicchiere che risulta essere mezza piena, basta cercarla 🙂

water

Corsi per piloti SAPR – Le organizzazioni riconosciute ENAC che insegnano a pilotare i droni

Lo scenario delle scuole per piloti SAPR sta cominciando a delinearsi. A questo punto ritengo sia utile poter aprire un “post in progress” nel quale riporterò l’elenco aggiornato delle scuole italiane (di cui ho notizia, restando disponibile a inserire su segnalazione dei diretti interessati quelle che ancora non ho riportato in elenco) che offrono un servizio di formazione qualificato secondo i criteri e i requisiti formativi richiesti da ENAC.

Attenzione però. Il concetto di SCUOLA non deve fuorviarvi!!!

Business conference with lecturer and projection. Lecturer is blurred.

Questi corsi NON SONO OBBLIGATORI ai fini del riconoscimento da parte di ENAC di OPERATORI e/o PILOTI SAPR. I corsi, promossi, organizzati e tenuti da ORGANIZZAZIONI RICONOSCIUTE DA ENAC, sono utili sotto vari punti di vista. Sicuramente aiutano in termini di curriculum,  di “crediti formativi” e di formazione personale/esperienza ma se desiderate portare avanti autonomamente la richiesta per il riconoscimento ufficiale ENAC di operatori SAPR, potete farlo.

Pertanto sì ai corsi se affrontati in quest’ottica e con questa consapevolezza.

Altro vantaggio dei corsi è che alcuni di questi sono pensati anche per agevolare l’utente nell’affrontare tutti gli adempimenti burocratici necessari all’ottenimento del riconoscimento di Operatore, Pilota  dell’aeromobile con cui opererà, comprese le procedure di realizzazione del manuale operativo. Alcune Organizzazioni Riconosciute offrono anche solo il supporto di consulenza necessario per portare a casa i riconoscimenti ENAC (per assolvere tutto l’iter burocratico).

Sia chiaro che al termine di questi corsi non avrete concluso tutti gli adempimenti richiesti dal legislatore, anzi. Avrete svolto una fase importante e propedeutica all’ottenimento del riconoscimento di operatore SAPR. In altre parole sarete formati, avrete delle competenze ma non sarete ancora operatori riconosciuti da ENAC.

E allora come devo fare?

Dovrete presentare una domanda all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, chiedendo che sia  sottoposta al vaglio dell’Ente per essere annoverati tra gli operatori SAPR (vedi elenco aggiornato sul sito ENAC), in virtù:

  • del superamento di un esame (teoria o teoria + pratica) per operare con i SAPR in veste di OPERATORE o PILOTA o entrambe le cose.
  • del conseguimento dell’attestato che avrete ricevuto dalla scuola (in quanto Organizzazione Riconosciuta – le autorizzazioni sono palesate nei siti di chi organizza questi corsi) che vi ha offerto un piano formativo allineato con quanto richiesto da ENAC.
  • dei test pratici da voi svolti durante il corso (o per vostro conto) su un particolare SAPR (quello della scuola o il vostro).

Dopo la presentazione di tale documentazione, se l’Ente lo riterrà opportuno,  vi rilascerà l’autorizzazione ad operare. (non dovrebbero esserci particolari problemi, a meno che non vi finisca tra i documenti che invierete all’ENAC, anche un subdolo “piano di distruzione di massa da effettuarsi con i droni” in perfetta sintonia con quelli machiavellici della più perfida Spectre).

A questo punto siete autorizzati ad operare ma… con cosa?

Con il SAPR di cui sopra, quello che è stato a sua volta già certificato secondo un iter particolare che la scuola di formazione (Organizzazione Riconosciuta) ha seguito e su cui avrete condotto le fasi pratiche del corso. Mi spiace, solo con quello.

Volete operare col vostro drone?

Dovrete presentare la documentazione necessaria con la quale dimostrerete che avete eseguito dei test / fase di sperimentazione, che avete realizzato un manuale operativo e che il vostro drone è stato realizzato secondo quanto richiesto da ENAC e riassunto nel Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto e in particolare nella bozza della circolare del 30/04/2014.

Lo so… la vita è dura.

Questo andrebbe ripetuto per ogni drone con cui vorrete operare.

Sicuramente nel giro di qualche mese gli stessi costruttori/fornitori di droni si attrezzeranno per mettervi nella condizione di assolvere a tutti questi adempimenti, certificando che avrete appreso le nozioni tecniche/pratiche necessarie all’uso di quel particolare drone e che quel SAPR è in grado di poter volare in seno a quanto richiesto da ENAC. Anzi, invito proprio i costruttori e rivenditori di droni a organizzarsi al più presto in tal senso, nel loro interesse e in quello dei loro clienti.

Non mi addentro ulteriormente in altre questioni, peraltro ancora in gran parte da definire.

Non dimenticate, ovviamente, di stipulare l’assicurazione…

Tenete presente che è tutto in progress, non solo questo post ma anche la normativa ENAC. La circolare, o meglio, la BOZZA DELLA CIRCOLARE ENAC, che è stata pubblicata il 30  aprile scorso, in concomitanza con l’entrata in vigore del Regolamento dei mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, fino al 30 giugno 2014 è oggetto di commenti da parte di coloro che vorranno contribuire a segnalare qualcosa (di costruttivo). Successivamente ENAC elaborerà tute le richieste/suggerimenti pervenuti pronunciandosi e definendo tutta la normativa nel corso dei prossimi mesi.

Ecco l’elenco delle Organizzazioni Riconosciute da ENAC, che realizzano corsi di formazione per Piloti e/o Operatori SAPR:

Emilia Romagna:

Friuli Venezia Giulia:

Lazio:

Lombardia:

Marche:

Piemonte:

Alpha Lima Aviation srl

Toscana:

Umbria:

  • CED srl – presso Aeroporto di Perugia S. Francesco

Veneto:

  • Elenco redatto da ENAC che comprende le organizzazioni che, ai sensi dell’articolo 8.17 del Regolamento ENAC “Mezzi Aerei a pilotaggio Remoto” sono state riconosciute idonee ad erogare l’addestramento teorico-pratico per i piloti APR: ORGANIZZAZIONI DI ADDESTRAMENTO

 NOTA: L’elenco è aggiornato al 16 agosto 2014. Lo scrivente non si assume alcuna responsabilità sulla qualità dei corsi nè sulla condotta di coloro che gli organizzano. Informatevi, valutate e ragionate con la vostra testa 🙂

* (Organizzazione attualmente non inserita nel documento ENAC: ORGANIZZAZIONI DI ADDESTRAMENTO)

Altri post sull’argomento droni puoi trovarli in questo blog all’interno della categoria DRONI E DRONISTI

Seguimi anche su Facebook!!

banner drone

Volare con i droni è possibile ma rispettando tutte le regole

Tra regole, scuole di pilotaggio e polizze assicurative pare impossibile per un “dronista” comprendere come poter operare in modo corretto e nel pieno rispetto della legge, ma pare che si intraveda la “la luce in fondo al tunnel”. 

Negli ultimi due weekend mi sono fatto un full-immmersion tra i workshop italiani interamente dedicati ai droni civili.

dronexpoIl primo, DronExpo, si è svolto in Toscana in provincia di Lucca presso l’areoporto di Capannori nei giorni 16 e 17 maggio.  Nel corso della due giorni  si sono avvicendati numerosi tecnici e relatori che hanno parlato di droni, della sicurezza, delle tecnologie, delle assicurazioni e, non per ultimo, del regolamento ENAC.

La manifestazione ritengo sia stata un successo. Pur presentandosi come prima manifestazione del genere, quindi alla prima edizione, ha saputo condensare e trasferire numerose informazioni, utili a tutti coloro che si vogliono cimentare con le tecnologie dei droni per impieghi civili e diventare piloti professionisti.

Poiché l’argomento è piuttosto sentito e di un certo interesse, vado immediatamente a parlare delle cose più rilevanti che sono emerse nel corso della due giorni lucchese.

Ciò che è emerso fin da subito è il tema della sicurezza, intesa come il fulcro sul quale deve ruotare tutta l’attività di pilota di droni. Sicurezza intesa come gestione e conoscenza del proprio aeromobile, indipendentemente dalla grandezza e costo del drone, e sicurezza intesa come cultura, apprendimento e applicazione di tutte le regole di comportamento, in gran parte riportate nel regolamento dell’aria e, più recentemente, dal 30 aprile scorso, definite nello specifico per i droni attraverso il nuovo Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC.

DronExpo01Luca Mariotti, ingegnere e responsabile di Cam, coadiuvato da Valerio Badalassi, nel corso del proprio intervento, ha fatto un rapido excursus sulla storia dei droni, dai loro albori ad oggi. Inoltre ha simulato, per sommi capi, la costruzione di un drone open source del quale è possibile scaricare i progetti di costruzione direttamente dal sito della Zefiro Ricerca Innovazione dove possiamo vedere integralmente l’intervento di Mariotti durante la manifestazione. Per chi fosse interessato ecco il link.

Questo primo intervento è stato particolarmente utile per mostrare le componenti di un drone evidenziando fin da subito alcuni aspetti che ritengo siano ineludibili per chi opera con i droni, in particolare la scelta dei materiali e le tecniche di costruzione. Di fatto i droni sono equiparati ad aeromobili, a tutti gli effetti. Come tali, anche i materiali e le procedure di costruzione, devono rispettare gli standard aeronautici in modo da escludere criticità nei processi di costruzione e l’uso di materiali ed elettroniche di “dubbia provenienza” o comunque derivanti dall’aeromodellismo. E’ stato messo in luce che ad oggi, gran parte dei droni che sono in commercio, quelli acquistati online o assemblati, utilizza un’elettronica paragonabile a quella dei telecomandi e dei televisori di casa. Siamo decisamente lontani da ciò che viene richiesto in ambito di progettazione e costruzione nel settore aeronautico.

Emerge che i droni dovranno essere realizzati con ridondanze di sistemi (le parti elettroniche in particolare), dispositivi data link  (semplificando: radiocomando e ricevente) in grado di operare in qualsiasi condizione, sistemi di prossimità e dispositivi di “abbandono missione” (Sistema di terminazione del Volo in modo manuale), in grado di intervenire sui motori del drone per fermarlo e farlo precipitare. Perderete il drone ma magari eviterete di recare danni a cose o persone in caso di emergenze, avarie, ecc.

Quindi, già il primo punto sancisce di fatto l’esigenza di avvalersi di nozioni tecniche specialistiche come costruttore di droni o di avvalersi di una struttura specializzata in grado di fornire droni certificabili come aeromobili, non come aeromodelli, costruiti secondo i più rigorosi standard del settore.

Le assicurazioni. L’intervento di Alessandro Terzani, broker assicurativo, ha manifestato al pubblico l’esigenza da parte delle compagnie assicurative, di acquisire dati ed esperienze che gli stessi operatori del settore potranno e dovranno fornire, al fine di poter elaborare prodotti mirati e dai costi più contenuti possibile. Attualmente ci sono dei prodotti assicurativi derivanti da esperienze di altri paesi, come l’Inghilterra e la Francia, ma con polizze che tengono conto dei regolamenti in vigore nei Paesi in questione e con una casistica di rischio piuttosto esigua. Polizze che si aggirano dai 600 Euro ai 2000 a seconda del settore di impiego del drone e del relativo rischio da assicurare.

In sintesi, i prodotti assicurativi per i droni civili operanti in italia, sono attualmente in fase di definizione o saranno comunque oggetto di revisione e perfezionamento nel corso del tempo, proprio perchè il settore in particolare è praticamente agli albori e non ha ancora generato dati sufficienti su cui basare prodotti assicurativi adeguati.

Argomento sentitissimo e partecipato, è stata la Circolare ENAC Mezzi aerei a pilotaggio Remoto che ha visto come relatore l’Ing. Carmine Cifaldi, Direttore della Direzione Regolazione Certificazione Prodotti Aeronautici ENAC.

A mio modesto parere sono stati chiariti alcuni spetti emersi con la pubblicazione della Circolare e del Regolamento ad essa collegato. Purtroppo però, data la quantità di argomenti di cui discutere e la non facile comprensione di alcuni punti riportati nella suddetta documentazione, sono emerse ulteriori incertezze e dubbi tra i presenti.

Riassumendo:

il pilota di droni deve certificare il proprio operato attraverso un corso di apprendimento delle regole dell’aria, riconosciuto da ENAC. Questi corsi sono accessibili presso gli Aeroclub riconosciuti attraverso i quali è possibile iscriversi anche solo alla parte teorica del corso per diventare piloti di ultraleggeri o di volo a vela.

Da non dimenticare che un pilota di SAPR deve essere in possesso e in corso di validità del certificato medico di seconda classe in accordo al Regolamento ENAC. A tal proposito ecco l’Elenco Esaminatori Aeromedici (AME) presenti in Italia e in grado di rilasciare il certificato.

Un pilota di drone non opera mai da solo ma deve avvalersi di una struttura adeguata e preparata. Questo a partire dall’OPERATORE, figura enigmatica di dubbia collocazione in questo contesto che, da quel che ho capito e si legge dal Regolamento Enac, trattasi di una figura diversa dal pilota e che si assume tutte le responsabilità civili e penali derivanti dall’attività in questione. Inoltre esiste una terza figura che è l’OSSERVATORE SAPR che coadiuva il PILOTA REMOTO durante le operazioni di volo. In pratica, la propria organizzazione deve essere composta da almeno tre figure distinte.

Differenze sostanziali tra uso di droni in ambito sportivo/ricreativo e per uso professionale. In pratica, l’aeromodellista può volare con un drone, solo all’interno di spazi confinati, detti campi di volo autorizzati da ENAC, dove di solito operano le associazioni di aeromodellismo locali e nazionali. Il pilota aeromodellista deve comunque stipulare un’assicurazione che spesso è compresa all’interno della quota d’iscrizione all’associazione aeromodellistica. Comunque sia, anche il pilota aeromodellista deve possedere un’assicurazione di responsabilità civile. In tal caso si parla di poche decine d’euro.

Cambia la questione per coloro che operano in ambito professionale e che devono stipulare un’assicurazione adeguata alla propria attività.

Il drone deve essere certificato. Anche questo punto è ancora un po’ “nebuloso”. Se da una parte viene detto che l’operatore SAPR può avviare una procedura di certificazione del proprio mezzo, che poi sottoporrà all’attenzione dell’ENAC, dall’altra viene evidenziato che i droni dovrebbero essere costruiti secondo i criteri dettati dagli standard aeronautici. Oltretutto in questo momento chi costruisce e chi certifica può essere la medesima azienda o persona…

DronExpo02Altro punto fondamentale da sapersi, è la questione delle sanzioni per il mancato rispetto delle regole dell’aria in generale e più nello specifico del Regolamento dei mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. Durante l’intervento del Dott. Francesco Trozzi, Vice Questore della Polizia di Stato, 8° Reparto volo Firenze, Questura di Firenze. sul tema “La compatibilità tra l’uso dei SAPR e le leggi di Pubblica Sicurezza” è emerso, tra l’altro, che l’inosservanza di quanto riportato nei suddetti Regolamenti è sanzionabile applicando l’Art. 650 del Codice Penaleche invito a leggere integralmente attraverso il link che ho riportato. Quindi, per coloro che fino ad ora pensavano che, se il Regolamento non riporta sanzioni “posso operare comunque tanto non mi fanno nulla”, è bene che comprenda anche questo punto, oltre a tutte le conseguenze possibili che possono verificarsi in materia di sicurezza derivanti dall’inosservanza del Regolamento ENAC.

La due giorni del DronExpo ha portato all’attenzione una serie di argomenti tutti molto interessanti e utili che richiedono ulteriori approfondimenti.

Merita una citazione la presentazione del progetto toscano IDINTOS, l’idrovolante biposto, progettato dall’Università di Pisa e finanziato dalla Regione Toscana per la promozione di un polo aeronautico in Toscana. Un progetto unico e avveniristico che pone l’eccellenza italiana, e soprattutto toscana, lasciatemelo dire con un po’ di sano campanilismo, a competere a pieno diritto con le più grandi realtà internazionali che operano nella costruzione di aeromobili per l’aviazione civile. Per coloro che fossero interessati ad approfondire l’argomento consiglio di visitare il sito IDINTOS.

Concludendo sulla DronExpo di Capannori. Un bel 10 e lode per gli argomenti trattati, per il livello e numero di relatori che sono intervenuti e per la location che non poteva essere più appropriata di quella offerta dall’Aeroporto di Capannori.

Mi scusino tutti gli altri relatori che non ho citato e che sono intervenuti alla manifestazione, contribuendo con la loro presenza a renderla ricca e di alto livello ma il mio scopo, attraverso questi post, è di dare delle puntuali e pratiche informazioni, cercando di essere il più esaustivo possibile, a coloro che, “adesso, devono prendere il loro drone e uscire di casa per andare a lavorare”.

Detto ciò, questo vale anche per gli argomenti che tratterò riferiti alla manifestazione romana dedicata ai droni. Quindi…

Roma Drone Expo & Show:

RomaDroneExpoShow

Come era immaginabile, la manifestazione ha destato un incredibile interesse palesato dall’elevatissima affluenza di visitatori. Posso raccontare della mia esperienza del sabato, non mi sono trattenuto oltre per motivi vari,  ma lascio volentieri spazio a tutti coloro che vogliono aggiungere qualcosa in merito a ciò che emerso durante gli interventi della domenica.

Location: Stadio Alfredo Berra messo a disposizione dall’Università Roma 3. Ottimo sotto il profilo delle aree verdi, per la grandezza della location che ha permesso di contenere i numerosi stand, le aree convegno e soprattutto il numero incredibile di visitatori. Pensate che per entrare sono rimasto in coda per circa quaranta minuti.

DronExpo03

Veniamo al dunque, come piace fare a me.

Nel corso dei workshop si è parlato a lungo del tema sicurezza. Come per l’evento di Capannori. La cosiddetta “Safety” è stato l’argomento più dibattuto e sentito. Da circa 5 anni la Commissione Europea si sta occupando dei droni civili, degli aspetti assicurativi e della sicurezza in generale. Entro il 2016 i cieli europei saranno solcati da droni civili con un peso superiore ai 150Kg e questo, come è immaginabile, comporta, da parte di tutti gli attori del comparto, un lavoro decisamente immane per poter operare tra un paio d’anni con questo tipo di aeromobili a controllo remoto, nel pieno rispetto delle regole e soprattutto per garantire la massima sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dei beni pubblici e privati.

Anche a Roma è emerso che le compagnie assicurative al momento non sono preparate adeguatamente ad affrontare un mercato che sta avendo un’espansione incredibile e che conta ad oggi circa il 10% del fatturato generale derivante dal comparto aeronautico civile. Mancano dati attendibili e una casistica di incidenti (ahimè questo è un fatto) utili a determinare tutti i rischi possibili e a formulare i prodotti più adatti per il settore. Diciamo pure che le compagnie assicurative,  in attesa di comprendere meglio tutti i fattori di rischio, al momento mantengono una posizione conservativa offrendo premi assicurativi piuttosto elevati, soprattutto in rapporto a quelli che già esistono per gli aeromobili “tradizionali”.

Quindi, in materia di polizze per i droni, ci sono dei prodotti, esistono, variano a seconda dell’uso che viene fatto del drone e comunque, al momento, i costi sono piuttosto elevati.

Nel corso delle conferenze è stato ribadito che in caso di incidente col drone risponde l’operatore SAPR e che presto le polizze assicurative saranno basate anche e soprattutto sulle caratteristiche tecniche del drone stesso. Tra cui, come richiede l’Europa, la presenza a bordo di sistemi anti collisione e di un adeguato sistema di sicurezza delle comunicazioni (data-link).

Un occhio particolare sarà dedicato alla Privacy che a seconda dell’impiego che verrà fatto del drone avrà incidenze diverse e altrettante ripercussioni pratiche.

La presenza dell’Ing. Cifaldi dell’ENAC è stata motivo di un lungo alternarsi di domande e risposte che in linea di massima hanno dato sì soddisfazione al numeroso pubblico composto da operatori del settore e dai membri degli organi della stampa ma hanno anche suscitato altrettanti dubbi e domande le cui risposte si spera possano arrivare presto. Scenario simile a quello visto a Capannori.

Una notizia positiva e importante per tutti gli operatori SAPR arriva proprio dall’ENAC che con l’Università La Sapienza di Roma in “Gestione dell’Aviazione Civile”, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e l’Istituto Superiore Antincendi, organizza un ​Workshop di aggiornamento sul Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” che si terrà a ROMA il 10 giugno. Sarà un appuntamento attraverso il quale il legislatore offrirà agli operatori del settore tutti i chiarimenti del caso, adoperandosi anche come ricettore di suggerimenti e di critiche costruttive tese a migliorare il Regolamento, oggetto del workshop. Pertanto, vi consiglio di mettere in agenda questo appuntamento e di visitare il sito ENAC dal quale potrete prendere gli aggiornamenti relativi agli orari e alla sede dove si svolgerà il workshop.

Molto interessante, a mio parere, è stato l’intervento del Comandante Arturo Radini responsabile della Task Force Tecnica della Fondazione 8 ottobre 2011 la cui significativa e competente presenza ha permesso di sollevare corrette osservazioni che ho colto come ulteriori spunti di riflessione, rivolti soprattutto all’attenzione dell’ENAC, oltre che a tutti i convenuti. In particolare è stato evidenziato che chi costruisce non dovrebbe essere anche il certificatore del mezzo costruito e che tutta la filiera di costruzione del drone dovrebbe ricalcare in qualche modo quella del settore aeronautico civile.

In altre parole, questo è come l’ho interpretata io: ad un operatore SAPR, non è possibile (e aggiungerei non è corretto) affidare la responsabilità tecnico costruttive di un apparato che di fatto è un aeromobile. Servono delle competenze e pur avendo queste competenze non si può essere certificatori di se stessi, occorre un certificatore esterno in grado di omologare i droni al volo e di affidare agli operatori SAPR prodotti sicuri. Da adesso in poi credo che le case costruttrici italiane, ma soprattutto quelle straniere che hanno imperversato sul web e che hanno venduto centinaia di droni “ad uso professionale” solo perché magari erano in grado di trasportare una reflex o perché avevano 6 – 8 rotori e un po’di carbonio, dovranno seriamente mettersi a lavorare per certificarsi come azienda di costruzioni aeronautiche civili e produrre droni di alto livello qualitativo. E’ ovvio che in tutto questo scenario, lo Stato italiano, attraverso l’ENAC e gli enti preposti al controllo e alla certificazione, dovrà munirsi di strutture e di un’organizzazione adeguata all’omologazione dei droni. “Troppo facile” addossare tutte le responsabilità al pilota o all’operatore SAPR che oggi si vede indicato anche come costruttore e certificatore del proprio mezzo. Perdonate la nota “leggermente polemica”.

La parte SHOP di questo evento è stata caratterizzata dalla nutrita presenza sia di costruttori di droni sia di operatori e tecnici che già lavorano nel settore. Ho percepito, dal livello degli espositori, una grande competenza e conoscenze tecniche che lasciano ben sperare in un imminente arrivo di droni omologati e pronti al volo, magari proprio made in Italy, me lo auguro vivamente.

Durante la manifestazione, nonostante le prime notizie che davano “droni tutti a terra”, ENAC ha autorizzato delle esibizioni di volo, in un’apposita area delimitata e controllata, ad una quota piuttosto bassa ampiamente al di sotto delle cime degli alberi. Ovviamente questo è andato a beneficio del pubblico che ha potuto assistere e gradire la dimostrazione di alcuni droni davvero particolari che vengono impiegati in vari ambiti.

DronExpo05Nel nutrito corollario di droni civili presenti all’Expo romano, spiccava tra tutti uno in particolare, ad ala fissa, ad uso militare appartenente all’Esercito Italiano. Orgoglio per il nostro Paese ed evidente testimonianza dell’alto livello tecnico, preparazione e di equipaggiamento delle nostre forze armate.

So che al termine di questo lungo e forse tedioso excursus sui due workshop dedicati ai droni, molti di voi avrebbero voluto risposte più precise. So anche che ad alcuni di voi verrebbe la voglia di dire “mollo tutto” ma, attraverso il mio modo appassionato, sicuramente non giornalistico (senza alcuna pretesa di esserlo) e talvolta ironico, cerco di dare anche un segnale positivo.

Nella quantità di informazioni e dati che stanno confluendo all’interno del settore dei droni, comincio a intravedere “qualche schiarita”.

La mia conclusione, al momento, resta quella che ho riportato in altri post dedicati all’argomento droni, ovvero, che l’attività del “dronista” non potrà essere appannaggio di un singolo ma sarà caratterizzata dalla presenza sul territorio di strutture specializzate e capaci di reggere investimenti. Non più droni derivanti da tecnologie aeromodellistiche ma droni costruiti secondo gli standard aeronautici, quindi altre caratteristiche e altri costi. A questo vanno aggiunte le assicurazioni, le certificazioni, la manutenzione della propria flotta e i costanti aggiornamenti. E’ comprensibile che il “piccolo imprenditore” non avrà molte possibilità di competere con le realtà più grandi a meno che non si prepari adeguatamente per essere capace di mettersi a disposizione del mercato per collaborare o “farsi assorbire” dalle realtà più grandi che saranno costantemente alla ricerca di operatori capaci e qualificati.

I want to believe…

Voglio crederci!
Voglio crederci!

Ovviamente resto disponibile per eventuali precisazioni, interventi, rettifiche e integrazioni da parte dei diretti interessati e di coloro che desiderano lasciare su questo post la propria testimonianza o commento.

Link utili:

Altri post su questo blog dedicati ai droni:

banner drone