Rassegna stampa – Pubblicazione: “IL CANCRO AL SENO NON E’ SOLO ROBA DA FEMMINE. UNA CAREZZA PUO’ SALVARTI”

Ringrazio la mia agenzia stampa Mediamover che si sta occupando della promozione del libro attraverso i media nazionali.

(Pagina in aggiornamento)



Disponibile nelle maggiori piattaforme di vendite online:

Quel “tour in terapia intensiva”

Social network…

Cosa c’è di “social” nell’inveire contro altre persone solo perché la pensano in modo diverso?

Ho letto su Facebook, più di una volta e da più fonti, di persone che augurano un “tour in terapia intensiva” a chi si oppone ai coprifuoco, ai lockdown, alle restrizioni e desidera tornare alla “normalità”.

Trovo disumano augurare una cosa simile ma ancora più essere arrivati a questo punto. E’ un comportamento preoccupante e perverso che promuove un “distanziamento sociale” che va ben oltre quello che si è costretti ad applicare, per esempio, in coda al supermercato; è un distanziamento dalle emozioni e dal rispetto verso il prossimo che va sempre più prendendo piede.

Il paradosso è che questi atteggiamenti sono mutuati da una falsa percezione di essere nel giusto, o giustizialisti, e da un qualche senso civico e morale di nuova concezione.

Chi è convinto che il mondo debba essere immerso nella varechina e che il Covid sia un’entità pensante si aggrappa a questa idea. Ha la convinzione che tutti i provvedimenti che ruotano attorno alla “privazione” siano giusti, anzi, il ragionamento che ne segue è: “più restrizioni vengono attuate e più possibilità abbiamo di sopravvivere e quindi occorre promuovere e sostenere queste misure”. E’ una sorta di espiazione  che pare possa portare al ritorno alla normalità, secondo queste persone, solo attraverso dolore, sofferenza e privazione. Non basta la loro, che se autoinflitta è solo affare di chi sceglie questa strada, ma è fondamentale che questo processo sia condiviso dalla maggior parte delle persone, o di quel gregge a cui molti ambiscono appartenere poiché solo col gregge è possibile auspicare ad un’immunità. Ricordo che molti agnelli vengono sacrificati prima di diventare parte di un vero gregge, anche se questo probabilmente renderà orgogliosi coloro che intendono immolarsi per la giusta causa.

Sono persone convinte che chiudere un parco pubblico sia più logico e intelligente che restare chiusi in casa.

Sono quelle che ritengono fondamentale chiudere un ristorante per la cena e nei weekend e che è corretto e logico tenerlo aperto per pranzo perché lo ha detto il Governo, il CTS e soprattutto la TV.

Sono quelle che ritengono determinante chiudere cinema, teatri e palestre perché “lì ci si può contagiare, quindi ammalare e morire”; poi li trovi in fila dal tabaccaio a comprare le sigarette…

Sono quelle che vorrebbero riporsi in un cassetto e non uscirne più, insieme a quella “biancheria buona” che mai verrà usata perché non è mai il momento giusto per farlo, altrimenti si sciupa.

Batman/Catwoman, by Tom King, Clay Mann, Tomeu Morey and Clayton Cowles, edited by Jamie S. Rich and Brittany Holzherr Da https://www.dccomics.com/blog/2020/09/10/batmancatwoman-begins

Sono quelle che vorrebbero mettere la mascherina anche al gatto… “Perché? Non lo so ma non si sa mai. Qualcuno ha detto che anche i felini possono prendere il Covid e poi… è un virus venuto da un pipistrello e Catwoman se la faceva con Batman, quindi…”.

Ecco…

A queste persone voglio ricordare che ogni momento che viviamo, o nel quale siamo in grado di percepire questa idea, è un momento in più che ci viene concesso. A prescindere dal Covid19, influenze, cancro, “forfora acuta”… dovreste pensare di poter donare luce e non di sottrarla riversando le vostre energie – o paure – per augurare le tenebre al vostro prossimo.

Fuori esiste un mondo che merita di essere scoperto e usato a fin di bene. Se per paura di morire avete scelto di non vivere… almeno lasciate questo arduo compito a chi ha il coraggio di farlo, senza necessariamente augurargli di finire in una terapia intensiva.

 

Crediti immagini:

  • Immagine di apertura (letto ospedale) da Pixabay
  • Illustrazione Batman e Catwoman da DC Comics

Il cancro non esiste più

Da qualche mese a questa parte parrebbe un’affermazione divenuta realtà, oltre ad essere tra le più attese, ma consta solo un’atteggiamento generalizzato da parte dell’opinione pubblica. 

Da quando il Coronavirus è entrato “a forza” nelle nostre vite non si parla d’altro che di Covid-19, SARS-CoV-2, Coronavirus 2, Nuovo Coronavirus, etc..; stessa roba ma vista da occhi diversi.

I numeri dei decessi afferiscono al Coronavirus, senza fare distinzione alcuna tra possibili cause (certe o presunte); in pratica si fa un “cionco” (vedi LINK – Conferenza stampa Protezione Civile del 21.03.2020 – Angelo Borrelli).

La maggior parte degli ospedali ha sospeso o rinviato gli interventi chirurgici programmati, compresa una parte di quelli per tumori. La diagnostica strumentale per la ricerca delle neoplasie ha subito un netto rallentamento, per non parlare degli screening e degli appuntamenti di controllo con gli specialisti in oncologia (vedi LINK).

Il concetto stesso di prevenzione è venuto meno dal momento che “i fondamentali”, da anni giustamente ripetuti dagli specialisti come un mantra, sono stati disattesi per decreto legge. Uscire di casa per respirare aria fresca, prendere il sole per attivare la vitamina D endogena, camminare a passo svelto per almeno mezz’ora al giorno per mantenere efficiente l’apparato cardiocircolatorio, oltre a quello muscolo scheletrico e al sistema immunitario, quindi permettere di fare una naturale prevenzione da infarti, osteoporosi, infezioni, cancro, oltre a tutta una lunga serie di patologie possibili e correlabili all’inattività o alla sedentarietà o ad un’alimentazione non idonea (siamo all’ABC della prevenzione), oggi non possiamo farlo perché dobbiamo restare a casa. Non possiamo, anzi, scusate, NON DOBBIAMO uscire perché si può venire in contatto col Coronavirus o essere portatori di Coronavirus e contagiare gli altri… pandemia… paura… aiuto… si muore!

Ma di tutto il resto non si muore più?

Abbiamo sconfitto tutte le malattie che affliggono l’umanità e che, guarda caso, sono le medesime che vengono chiamate in causa quando si sente l’impietoso solito giochino del “è morto per Coronavirus o con il Coronavirus”?

Ma riguarda caso la maggior parte dei decessi per, con, tra, vicino, o nei dintorni del Coronavirus si verificano principalmente in pazienti che hanno un’età avanzata e soprattutto in quelli con più patologie pregresse e, tra queste, ritroviamo diabete, ipertensione, etc. 

In tutto questo scenario idilliaco la nostra bella televisione cosa ci viene a raccontare?

Quanto è bello che gli italiani, in tempi di “reclusione forzata”, siano tornati a cucinare a casa e che abbiano riscoperto la gioia di fare pane, pizze e dolci in famiglia (vedi LINK). Tant’è che la farina è introvabile e chi produce lievito non ripara a consegnarlo alla distribuzione. Ottimo, come dire, prepariamoci ad una nuova pandemia e non per un virus ma per tutte quelle patologie di cui sopra, spesso riconducibili all’inattività unita all’ingestione di calorie eccessive e sporche (leggi zuccheri e farine raffinate). Aggiungiamo a tutto questo la sedentarietà e un incremento nella vendita di sonniferi e di ansiolitici e il cocktail è pronto (vedi LINK).

Dato che ci muoviamo ma solo a suon di decreti – quindi non con delle leggi – invito tutti a muovervi davvero, almeno un’oretta al giorno, all’aria aperta. Si può fare e a maggior ragione lo si deve fare per prevenzione, se volete bene a voi stessi e ai vostri cari. Non allontanatevi troppo da casa, usate la mascherina ma uscite! Sento e leggo di persone insultate o addirittura picchiate (vedi LINK) da altre perché trovate a passeggio o a correre…  A correre… orrere, rre… re… e… ecchecaz!

Anche prima del Coronavirus si moriva di qualcosa, lo garantisco, me lo ricordo bene.

In Italia muoiono di cancro 179.000 persone l’anno (dati riferiti all’anno 2016). Non scendo nel dettaglio dei numeri ma a chi piace farlo posso consigliare di scaricare “I numeri del cancro in Italia 2019” dal sito dell’AIRTUM.

Nel 2016, sempre in Italia, si sono verificati 49.000 decessi a causa delle infezioni prese in ospedale (vedi LINK).

Ogni giorno si registrano 50 decessi che, tradotto, sono ben oltre le 18.000 morti l’anno attribuibili al diabete (vedi LINK).

Circa 240.000 persone l’anno muoiono di infarto e ictus. Parlo sempre e solo in Italia (vedi LINK).

E di fumo vogliamo parlarne? Si vieta di uscire di casa perché è “pericoloso” ma non si chiudono i Tabacchi e più che altro non si ferma la vendita delle sigarette. Sigarette che oltretutto nuocciono gravemente alla salute e più in particolare del polmone che, guarda caso, è l’organo più colpito dal Coronavirus (o dall’infiammazione che si genera a seguito del’infezione da Coronavirus – vedi LINK). Ma del fatto che in Italia si attribuiscono al tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno non se ne parla più, vero? (vedi LINK

“Welcome to Italy” dove tutto fa spettacolo dove i numeri rimbalzano come le palline dell’Enalotto durante un’estrazione, dove l’importante è veicolare l’attenzione verso il “non vero problema”. L’onnipotenza dell’uomo è messa a dura prova davanti alla presenza di un nuovo virus, non sa come gestirlo, “non ne conosce la cura”… ma, mi domando: “per le altre malattie di cui si muore, si conosce la cura?”

In parte sì e si chiamerebbe prevenzione e varrebbe anche per questo virus che sta sconquassando la nostra esistenza ma fa più clamore parlare di pandemia, fare terrorismo mediatico e tenere tutti in casa piuttosto che parlare di come migliorare le nostre difese immunitarie.

Ma per quale motivo?

Perché i tagli alla nostra Sanità, perpetrati negli ultimi anni, sono stati tali e tanti da non permettere di avere sufficienti posti in terapia intensiva rispetto alla necessità oggettiva e soprattutto repentina del momento (vedi LINK). Quindi, poiché gestire tanti pazienti in un ristretto lasso di tempo implica un problema di gestione, è preferibile mettere le ganasce all’Italia.

Intanto, per fortuna che “il cancro non esiste più… come tutte le altre malattie”.

Colgo l’occasione per salutare e abbracciare virtualmente tutte le persone che in questo momento stanno affrontando una malattia pesante e che probabilmente la stanno vivendo con ulteriori difficoltà, dato il periodo di inumana condizione. Un caro saluto a tutti gli invalidi ai disabili e le loro famiglie che vivono la situazione con maggiore complessità. 


Crediti: le immagini sono royalties free e sono state prese su Pixabay.com

4 chiacchiere sul cancro. Prevenzione, cura e tutela sociale

Prato: sabato 30 novembre alle ore 16:00, presso la nuova sede dell’Associazione “Quelli di Piazza Ciardi e delle vie del Serraglio”, si terrà un incontro aperto a tutti, ad ingresso libero, sul tema “4 chiacchiere sul cancro. Prevenzione, cura e tutela sociale”

Ci teniamo a definire che sarà un incontro “informale”. I cittadini, pazienti o ex tali che hanno incontrato il cancro, si racconteranno apertamente con l’intento di trasferire la propria esperienza, sottolineando l’importanza della prevenzione.

Storie di rinascita, di crescita e a volte anche di momentanea sconfitta. Cercheremo risposte attraverso un confronto aperto, comune, che coinvolgerà anche esperti e politici.

Interverranno:
  • Dott.ssa Maria Nincheri Kunz – Vice presidente LILT Prato
  • Dott. Luigi Biancalani – Vicesindaco e Assessore alla salute e alle politiche sociali del Comune di Prato
  • Dott. Andrea Quartini – Commissario della Terza Commissione Regione Toscana (Sanità e politiche sociali)
e alcuni cittadini che porteranno la propria testimonianza cercando di dare risposte e spunti utili al dibattito su un tema importante e d’interesse per tutti.
  • E’ importante la prevenzione?
  • Cos’è la prevenzione e come si pratica?
  • Neoplasie rare o definite tali, cosa fare quando vengono diagnosticate?
  • Diritti del malato. Cosa fare se il datore di lavoro non accetta la tua malattia?
  • Sentirsi “diversi”. Il cancro è legato ancora a pregiudizi e tabù?
Queste sono solo alcune delle domande che verranno poste e alle quali gli ospiti che interverranno potranno dare delle risposte.

Incontro organizzato da:
  • Chiara Bartalini
  • Franco Pacini
  • Stefano Saldarelli
  • Silvia Zipoli

In collaborazione con:

 


Al termine delle circa due ore, previste per questo incontro, si terrà linaugurazione della nuova sede dell’Associazione ospitante: Quelli di Piazza Ciardi e delle vie del Serraglio alla quale si collega anche l’inaugurazione della mostra dei fotoquadri realizzati nell’ambito del progetto “Il Rinascimento. Col seno di poi…” a favore della LILT di Prato, curato da:

  • Francesco Bolognini
  • Eleonora Lastrucci
  • Mirco Rocchi
  • Stefano Saldarelli
Spero di potervi incontrare.
Sarò presente in veste di moderatore e di testimonial. Attraverso il mio racconto desidero rappresentare i tanti uomini operati di cancro al seno e i 500 che ogni anno in Italia scoprono di averne uno; spesso nel totale silenzio e incredulità. Cercherò di manifestare l’importanza di fare cultura sull’argomento, di gettare un riflettore anche su quello che di fatto assume i connotati di una discriminazione di genere, verso una “minoranza” che deve fare i conti con una neoplasia di cui ne comprende la natura e l’esistenza solo “a diagnosi avvenuta”.
Parlare aiuta a capire. Confrontarsi permette di sviluppare “gli anticorpi” verso le incognite della vita. Aiutiamoci a capire e ad affrontare il male dando più valore alla vita.

Fare la differenza è possibile anche attraverso un gesto semplice

Grazie Gorizia e grazie all’associazione Volendo Continuare… a sostegno dei pazienti oncologici che ha avuto la bella idea di realizzare i fiocchi rosa/azzurri in occasione del “mese rosa”, dedicato alla prevenzione del cancro al seno.

Tutto è cominciato da una chiacchierata per telefono avvenuta oramai un anno e mezzo fa, forse anche di più….

Nicole mi chiese di partecipare ad un progetto fotografico. Stava coordinando alcune donne operate di carcinoma mammario, come lei, per realizzare un progetto fotografico per “raccontare” la prevenzione attraverso la testimonianza visiva di pazienti oncologiche che avevano subito un intervento chirurgico. Donne che volevano mostrarsi, parlare di se stesse attraverso le immagini d’autore (foto di Neva Močnik), del loro vissuto ma anche per esortare il fruitore di quelle immagini a comprendere l’importanza della prevenzione del cancro al seno.

Nicole rimase colpita dalla mia campagna di sensibilizzazione sul tema del cancro al seno maschile e così mi chiese di partecipare a questa iniziativa come testimonial maschile.

Beh… Nicole abita a Gorizia. Sono andato a trovarla, ho conosciuto la sua famiglia, siamo diventati amici e abbiamo realizzato quel progetto fotografico che è diventata una mostra,  articolata su tre date e altrettante sedi (Gorizia, Udine e una in Slovenia). Un grazie anche alle due A.N.D.O.S. di Gorizia e di Udine per aver promosso e organizzato le mostre fotografiche.

Ecco le locandine delle tre mostre.

Successivamente abbiamo partecipato ad una sfilata di moda, sempre a Gorizia, che vedeva coinvolti i pazienti oncologici insieme a modelli e modelle professioniste. Un altro modo, un’altra occasione per parlare di prevenzione in modo positivo, attraverso una sfilata che di fatto rappresenta di per sé un inno alla bellezza e, nel nostro caso e in questo caso particolare, un inno alla vita.

A gennaio 2019 ho iniziato a lavorare al progetto “Il Rinascimento. Col seno di poi…” a favore della LILT di Prato. A questo punto ho chiesto a Nicole di partecipare al mio progetto. Oltre a lei abbiamo coinvolto Barbara, altra amica di Gorizia, che è “venuta in trasferta” a Prato per partecipato alla mia iniziativa artistica dedicata alla prevenzione del cancro al seno.

Arriva il “mese rosa” 2019 e Nicole mi dice: “Ma se il fiocco rosa e azzurro che hai fatto per le tue campagne social per la prevenzione del cancro al seno anche verso gli uomini, lo realizzassimo davvero e invitassimo i commercianti di Gorizia a metterlo all’interno dei propri esercizi? Potrebbe essere un modo semplice ma efficace per innescare curiosità e quindi parlare dell’argomento cancro al seno in modo trasversale”.

Iniziativa personale proposta su Facebook attraverso la pagina @CancroAlSenoMaschile

Detto fatto!

Nicole non è una persona che perde tempo, tanto è vero che pochi mesi prima apre un’associazione, Volendo Continuare… a sostegno dei pazienti oncologici, alla quale siamo iscritti anche io e mia moglie, pensata proprio per promuovere iniziative sul piano sociale, dedicate alla prevenzione in ambito oncologico.

Ecco cosa è accaduto a Gorizia nel mese rosa, appena concluso. Una sorta di “miracolo”, per chi ci crede, o quello che si può definire “evento eccezionale”. Ovviamente considerando la semplicità dell’idea e la diffusione del messaggio di prevenzione che si è generara attraverso questa iniziativa.

Un “tam tam” che ha generato interesse e voglia di partecipare.

Nicole è andata nei negozi, “tipo porta a porta”, a proporre a ciascun esercente il fiocco rosa e azzurro. Un simbolo, semplice, per “parlare” di prevenzione verso donne e uomini. L’esercente che ha aderito alla proposta è stato fotografato e lo scatto è stato pubblicato nella pagina dell’associazione, a titolo di ringraziamento.

Nulla di più semplice ma immensamente bello ed efficace.

Quindi, ecco che il mio grazie si rivolge all’Associazione Volendo Continuare… di cui Nicole è presidentessa; a Nicole a cui è venuta l’idea e che insieme alla sua famiglia ha realizzato i fiocchi in carta, oltre a darsi un gran da fare girando per Gorizia per regalarli.

Grazie a tutti gli esercenti di Gorizia (e non solo), che hanno accettato di ospitare per un mese circa il fiocco rosa e azzurro.

Bella iniziativa.

Fare la differenza è possibile anche attraverso un gesto semplice come donare un cartoncino colorato per affrontare, insieme, il tema della prevenzione del cancro al seno. Senza distinzione di sesso.