5 motivi e oltre per andare a DRONITALY

DRONITALY 2016 – 30 settembre 1 ottobre. L’evento tanto atteso sta arrivando…

Un evento di grande importanza perchè riunirà a Modena, sotto un unico grande e prestigioso luogo, gli operatori e i principali protagonisti della filiera italiana dei droni.

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Perchè partecipare a DRONITALY?

Ci sono ottimi motivi per farlo se si ha un drone, se si è intenzionati ad acquistarlo o se più semplicemente si è sentito parlare di droni ma la propria curiosità è tale da dover essere appagata con un coinvolgimento ulteriore verso una direzione più interessante e qualificante.

Dato che DRONITALY è una manifestazione che ho vissuto da spettatore, da blogger e da espositore, come mi appresterò a fare anche nel corso di questa edizione, posso ritenermi un “esperto fruitore” di questo strumento di aggregazione culturale, sociale ed economica che svolge un ruolo importante e attivo all’interno del settore unmanned italiano.

Veniamo ai motivi per i quali dovreste partecipare a DRONITALY.

Motivo n. 1: Due percorsi distinti ma convergenti:

Nell’arco dei giorni di DRONITALY potrete scegliere il percorso più adatto alle vostre esigenze tra:

  • FUN, dedicato a chi ama i droni e li usa per diletto o per sport ed è in cerca di emozioni forti
  • PRO che è riservato ai professionisti, a coloro che sono già piloti o che vogliono diventarlo.

Nulla vieta, anzi, di poter percorrere entrambe le strade acquistando un biglietto che permetterà di vivere DRONITALY al 100% avendo l’opportunità di accedere liberamente ai due padiglioni che ospitano distintamente le due aree.

Motivo n. 2: A DRONITALY facciamo il “punto della situazione”

Come sta andando il mercato dei droni in Italia? Quali sono le prospettive future? Quale è la situazione normativa italiana e come si evolverà nei prossimi mesi? Queste ed altre questioni di carattere tecnico, economico e normativo saranno oggetto di discussione e di approfondimento durante i convegni e i workshop che si svolgeranno a DRONITALY. Sarà un’occasione per fare domande e ottenere delle risposte dai relatori ma anche da tutti gli operatori protagonisti presenti in fiera che espongono e si trovano a DRONITALY a presentare le proprie soluzioni, offrire servizi e coadiuvare il pubblico nel trovare le risposte che cerca.

Motivo n. 3 Eventi, convegni, espositori ma anche SHOP

Quest’anno, tra le novità presentate in questa terza edizione di DRONITALY, troviamo una delle più attese. Un’edizione non più solo rivolta esclusivamente al mercato B2B ma anche a quello B2C quindi a chi è intenzionato ad acquistare in fiera, dalla tshirt al drone passando per il prodotto assicurativo fino ad arrivare al sensore di precisione o alla videocamera. A DRONITALY gli espositori che vorranno rivolgersi al pubblico anche con vendita al minuto lo potranno fare dando la possibilità di acquistare in fiera a prezzi sicuramente vantaggiosi.

Motivo n. 04: La location raggiungibile e ben servita

DRONITALY nasce a Milano e le prime due edizioni hanno avuto luogo nel capoluogo lombardo. Quest’anno Mirumir, società organizzatrice dell’evento, ha puntato su una location che per sua mission svolge il ruolo di Ente Fieristico, con strutture e servizi adeguati allo scopo, inseriti all’interno di un sistema fieristico tra città che coinvolge oltre a Modena anche Bologna e Ferrara. ModenaFiere è facilmente raggiungibile in auto, in aereo e in treno e attraverso il sito DRONITALY viene offerta la possibilità di viaggiare con Trenitalia e Italo a prezzi scontatissimi, a partire da un giorno prima dell’inaugurazione della fiera fino al giorno dopo la chiusura.

Motivo n. 05: Dronitaly oltre al PRO e al FUN è anche un DRONE SHOW

L’FPV come non lo avete mai visto… Sfrecciano a oltre 130Km/h. Ronzano come insetti di grosse dimensioni (da qui il termine drone). Hanno le luci a led e sono manovrati da piloti di tutte le età equipaggiati ciascuno con un controller (radiocomando), un visore (monitor o appositi occhialoni) che ne permette il pilotaggio in FPV (First Person View) e soprattutto hanno riflessi da campioni. Tutto si svolge col massimo rigore e professionalità perchè solo “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”…

Un commentatore professionista illustrerà le varie fasi delle corse coinvolgendo il pubblico descrivendo le manovre dei piloti e le caratteristiche dei droni che sfrecciano all’interno del circuito indoor. Le immagini acquisite dalla videocamere montate sulle prue dei droni vengono rilanciate sui visori dei piloti e in contemporanea sui grandi schermi a beneficio del pubblico. Tutto è completato da un impianto di gara attentamente studiato e completato da effetti speciali che rendono le evoluzioni più suggestive e impegnative per ogni partecipante. Il pubblico potrà assistere in sicurezza a momenti di grande divertimento, all’insegna del sano sport e dello spirito di squadra. Un appuntamento che non conosce età, piace ai piccoli ma anche, e in certi casi soprattutto, ai più grandi.

Quindi:

Per chi è interessato ad impiegare un drone per lavoro, o meglio, un APR Aeromobile a Pilotaggio Remoto; per chi vuole ampliare le proprie conoscenze in questo ambito ed è in cerca delle giuste informazioni per avere accesso ad una formazione adeguata e riconosciuta; per chi ritiene di avere delle idee e dei progetti che richiedono l’impiego di un SAPR ed è in cerca di operatori e piloti specializzati; per chi è interessato al settore droni in generale perchè incuriosito dalla tecnologia unmanned, per chi desidera conoscere le soluzioni payload più evolute; per chi vuole provare dei droni, parlare con gli addetti ai lavori, acquistare droni ma anche prodotti e accessori studiati per il settore; per chi desidera partecipare ai convegni e ai workshop in programma, DRONITALY è la manifestazione per voi.

Adesso… anche solo per curiosità, il 30 settembre e il 1 ottobre non prendere altri impegni, ti aspetto al DRONITALY e non dire che non lo sapevi!

PS. Mi trovi nell’area FUN, Stand A14 insieme alla ICT Cube. Fatti riconoscere 🙂

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Per tutte le informazioni consulta il Sito web ufficiale DRONITALY

 

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DRONITALY atto terzo. 30 settembre e 1 ottobre 2016 si alza il sipario sull’evento italiano dedicato ai droni

Più che una terza edizione parliamo di un terzo atto. DRONITALY è un brand che fin dal suo esordio, nel “lontano” 2014, ha saputo proporsi sul mercato fieristico di settore come un evento di punta e di grande livello.

Un terzo atto perchè parlare di DRONITALY e di droni in particolare, dato il continuo mutare degli eventi, dovuto principalmente al dinamico sviluppo delle tecnologie e ai cambiamenti normativi del settore, non può definirsi un evento fine a se stesso che inizia e che termina ma è un compendio di eventi che non hanno soluzione di continuità e che accompagnano il professionista, e non solo, verso nuovi traguardi, offrendo stimoli concreti e un ventaglio di soluzioni di alto livello.

DRONITALY è un brand che si ramifica nel corso dell’anno attraverso varie iniziative che lo vedono protagonista in ambiti diversi ma complementari, sapendo anche sfruttare quelli non propriamente e immediatamente identificabili come eventi di settore. Uno su tutti, la partecipazione a FIERAGRICOLA 2016 che si è tenuta a febbraio alla Fiera di Verona. Una partecipazione che ha incuriosito o stupito i “non addetti ai lavori” ma che per coloro che già operano o si stanno avvicinando alle tecnologie UAV per la cosiddetta agricoltura di precisione o precision farming, è stato un momento di confronto e d’interesse che ha permesso di portare le tecnologie di punta più innovative, dedicate al settore in questione, in un contesto fieristico specialistico, dove gli operatori del settore agricolo hanno potuto vedere, discutere e comprendere quali vantaggi possono derivare dall’impiego dei droni in agricoltura.

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DRONITALY è un osservatorio permanente; quest’anno ha rilanciato e promosso il secondo studio nazionale “sullo stato di salute delle aziende operanti nel settore dei SAPR”. Condotto in collaborazione con Doxa Marketing Advice lo studio prende il nome di “Osservatorio Dronitaly-Doxa” e mira a raccogliere una serie di informazioni direttamente dagli operatori di settore e che di fatto creano il mercato italiano dei droni. Un’indagine accurata che ha come primario obiettivo: “capire e conoscere” il settore, comprenderne le criticità e, se possibile, promuovere iniziative tese a migliorare il mercato stesso. I risultati del nuovo studio saranno presentati commentati e discussi da DOXA – ENAC – ENAV durante la conferenza di apertura della terza edizione di DRONITALY che si terrà il giorno 30 settembre a ModenaFiere.

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DRONITALY è sinergia e scambio d’informazioni. L’esperienza di Dronitaly arriva negli Stati Uniti d’America portando con sé l’esperienza di due edizioni e un bagaglio d’informazioni raccolte dal primo studio Doxa i cui dati conclusivi furono presentati all’edizione DRONITALY del 2015. A luglio 2016 il team DRONITALY è stato inviato all’Ambasciata italiana a Washington a partecipare al “The Drones are Coming!”, una tavola rotonda organizzata dall’Institute for Education’s (IFE) impegnata nello sviluppo di iniziative che favoriscono scambi interculturali e coinvolgono diplomatici, politici, imprese, media, accademici e leader delle comunità ai più alti livelli. Un’importante occasione attraverso cui è stato possibile illustrate le potenzialità del mercato italiano dei droni ai 120 ospiti e relatori intervenuti all’incontro.  Nell’occasione Dronitaly, tramite il proprio referente tecnico, blogger e relatore Sergio A. Barlocchetti, ha illustrato i dati del primo “Osservatorio Dronitaly-Doxa”. Un chiaro esempio di come Dronitaly sia, anche negli Stati Uniti, un punto di riferimento per quanto concerne il settore italiano dei droni civili.

Foto tratta dal sito IFE
Foto tratta dal sito IFE

 

DRONITALY è fucina creativa. Tra le novità presenti nell’edizione 2016 spicca il “D CHALLENGE”, il primo contest italiano riservato agli studenti delle scuole secondarie. Fino al 15 settembre, studenti della scuola secondaria di secondo grado di età compresa tra i 14 e i 19 anni, guidati dai propri docenti, potranno presentare progetti e proposte di applicazioni pratiche per l’utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto. Un modo stimolante per mettere alla prova la fantasia, la creatività e la formazione ricevuta durante il proprio percorso scolastico, in relazione alla propria età e al livello di formazione ricevuto. Attraverso la competizione sarà possibile sottoporre i propri progetti all’attenzione di una giuria di esperti che in varie fasi e selezioni, proclamerà il team vincitore D CHALLENGE che sarà premiato nel corso dell’edizione 2016 di Dronitaly.

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DRONITALY 2016 The Pro&Fun Drone Show. In questo percorso legato dal medesimo filo conduttore, che parte dall’Italia, arriva negli USA per poi ritornare nel nostro bel Paese, ci apprestiamo a vivere l’attesissima due giorni dedicata al mondo dei droni.

Nuova location: ModenaFiere, facilmente raggiungibile un po’ da tutta Italia, soprattutto per chi viene dal centro-nord. Nuovo payoff The Pro&Fun Drone Show che riunisce sotto un unico brand ed evento i due macro settori che interessano il mercato dei droni: quello professionale e quello hobbystico o ludico.

DRONITALY 2016 manterrà in parte la formula già adottata nelle precedenti edizioni, quindi aree espositive, convegni e workshop a cui si affiancheranno a pieno titolo delle importanti novità come, appunto, la realizzazione di un’intera area, o in termini fieristici sarebbe più giusto dire “padiglione”, dedicata al settore consumer che si divide in un’infinità di sotto settori dei quali spesso si fa fatica a distinguere differenze e caratteristiche. Dronitaly cercherà di chiarire anche questo offrendo al pubblico la possibilità di visitare e partecipare agli eventi che si svilupperanno all’interno di due padiglioni. Due mondi a confronto, espositori qualificati con tante proposte dedicate ad entrambi i settori e, per dare modo a tutti gli utenti di testare dal vivo le tecnologie del momento, Dronitaly metterà a disposizione delle aree test per mostrare e provare i droni e un’intero circuito indoor per presentare i droni da gara o droni race.

E’ la grande novità di questa edizione e il termine “grande” non lo uso a caso. Ben 300 metri di tracciato al chiuso con reti di protezione per garantire la massima sicurezza del pubblico. Gate (porte o passaggi obbligatori) luminosi disposti su più livelli e curve a gomito. Effetti speciali, tra cui teste mobili, luci stroboscopiche e fumo. Tutto questo per rendere l’esperienza di pilotaggio ancora più emozionante e adrenalinica. Il circuito è stato realizzato seguendo le linee guida FAI, in collaborazione con WOOP Motion Store, A.S.D. FPVGP e il Gruppo Aeromodellistico Secchia.

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Ma non è tutto…

Le sfide tra droni spesso rischiano di essere divertenti solo per chi le vive in prima persona, per i piloti che con i loro occhiali o monitor per FPV (First Person View) riescono a pilotare i loro droni che scheggiano anche a 150Km/h; velocità che per il pubblico spesso rischia di diventare un limite più che un elemento che invoglia a seguire queste sfide. Ecco che per ovviare ad un’eventuale “distrazione”, dovuta all’eccessiva velocità dei piccoli droni che talvolta li rende difficili da seguire, o inseguire con gli occhi, saranno installati dei grandi schermi a beneficio del pubblico, attraverso i quali sarà possibile seguire la diretta delle varie corse tra droni, opportunamente gestita da una regia che puntualmente proporrà le immagini provenienti dalle videocamere installate su ciascun drone.

Non basta…

Tutto questo sarà commentato live da un professionista esperto che descriverà le manovre compiute dai vari piloti, il circuito e le difficoltà che esso pone a coloro che avranno il coraggio di affrontarlo. Inoltre, tra una sfida e l’altra, sarà possibile assistere anche alle interviste con i piloti che in qualche modo potranno offrire al pubblico un maggior ventaglio di esperienze.

E l’area dedicata ai professionisti?

Ovviamente è quella che ha permesso a Dronitaly di essere la fiera che è diventata. Il settore Pro è in lenta ma continua ascesa, caratterizzato da frequenti cambiamenti normativi che lasciano tracce indelebili all’interno di un mercato che probabilmente meriterebbe maggior respiro e al contempo stabilità. Quel tempo necessario e quella stabilità indispensabili per permettere di consolidare quelli che dovrebbero diventare i protocolli e gli standard di settore e attorno ai quali gli attori della filiera dovrebbero poter fare previsioni e investimenti.

Un mercato in fermento che avverte gli impulsi (tradotto: tendenze e regole) provenienti dagli altri paesi europei ma anche e soprattutto dagli USA laddove dal “non si può fare nulla con i droni” si è passati nel giro di un paio d’anni al “volare si può con regole chiare”.

Lo studio condotto dall’ “Osservatorio Dronitaly-Doxa” ci aiuterà a comprendere meglio quali sono le attuali richieste da parte degli operatori del settore e come sta andando il mercato professionale dei droni in Italia.

Al DRONITALY gli espositori professional presenteranno le novità tecnologiche tra cui gli APR di varia grandezza e peso con i relativi payload dedicati alle più disparate esigenze lavorative – cinema, televisione, pubblicità, agricoltura di precisione, monitoraggio, mappatura del territorio, archeologia aerea, etc. – o impiegabili nel settore della sicurezza, della protezione civile, della prevenzione e del controllo del territorio.

I convegni affronteranno tematiche che spazieranno dagli aspetti normativi legati alla privacy, al regolamento ENAC, ai centri di addestramento per piloti di droni. Attraverso i vari workshop sarà possibile apprezzare più da vicino e dalla viva voce delle stesse aziende, le soluzioni proposte da chi espone. Vi invito a consultare il programma dei convegni e dei workshop il cui link è presente in fondo a questa pagina.

Ancora pochi giorni e si aprirà il sipario per dare inizio al terzo atto di Dronitaly. Di fatto metterà una serie di punti, almeno per quanto riguarda il percorso fino ad oggi avviato, cercando di dare risposte ad operatori di settore e appassionati, offrendo, al contempo, una serie di spunti per tutto ciò che ancora deve venire in ambito droni sul territorio italiano e che verrà dal 2 ottobre in poi.

Se vuoi essere un professionista di questo settore, per lavoro o per gioco, ti aspetto a ModenaFiere il 30 settembre e il 1 ottobre a Dronitaly 2016. Troverai anche me al mio stand Achrom.

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Approfondimenti:

@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – modalità Spettatore – parte prima

Hai scelto di “assistere” virtualmente al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014 in…

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014

…configurazione SPETTATORE:

“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Sicuramente questa modalità è quella che si avvicina di più a te che stai leggendo questo post.

Vediamo…

…il 19 dicembre 2014 siamo andati insieme a Roma, ci siamo recati presso l’Atahotel Villa Pamphili, abbiamo parcheggiato l’auto e siamo entrati nella hall dell’hotel.

Notiamo subito le indicazioni che l’organizzazione dell’evento ha opportunamente disseminato lungo il percorso che porta all’area Conferenza. Dal piano terra ci lasciamo condurre dalla segnaletica verso il livello inferiore della struttura, accedendovi attraverso le scale.

Percorse le due rampe ci troviamo al punto di accoglienza predisposto dalle aziende organizzatrici dell’evento, IfiMedia e Mediarké. Ci registriamo, non paghiamo nulla – tutti gli eventi Roma Drone Conference sono gratuiti – e ci dirigiamo verso la sala conferenze.

Sono le 9.30 circa, in sala c’è tanta gente tra cui molti giornalisti, addetti ai lavori, fotocamere, qualche telecamera, computer portatili e tablet ovunque; pare di essere a Mediaword.

Ci sediamo a “pelo” trovando da sedere sul lato opposto all’ingresso della sala; probabilmente sono le ultime due sedie rimaste libere.

Apre la conferenza il patron del Roma Drone Conference, il Dott. Luciano Castro. A seguire salutano le autorità e tra queste l’On. Antonello Giacomelli che porta i saluti ufficiali del Governo italiano.

TavoloRelatori

Siamo in attesa dei primi interventi, uno su tutti, quello dell’Ing. Carmine Cifaldi, forse il più atteso, almeno per noi “dronisti” che siamo sulla rampa di decollo in perenne attesa di poter spiccare il volo. Non nascondiamo una certa speranza, dopo questa Conferenza, di poterci librare in volo con un po’ più – diciamolo – disinvoltura e meno briglie al drone – ed è proprio il caso di dirlo -. OK le regole ma tra nulla e troppo dovrà pur esserci una via di mezzo, no?

Arriva il momento atteso… l’Ing. Cifaldi prende posto e comincia a parlare, infondendo fin da subito tra gli astanti una sorta di effetto letargico. Dopo il primo minuto tra pause e riflessioni di “celentanica” memoria, cerchiamo di entrare nel merito di quanto sta sciorinando cercando di cogliere il meglio e il succo delle sue parole. La palpebra ci cala ma è forte la speranza di trarre qualcosa di utile e anche, forse, si spera, di risolutivo per poter operare in modo più agile e rapido con i SAPR. Restiamo quindi in attesa di annunci “rivoluzionari”.

Ing. Carmine Cifaldi - ENAC
Ing. Carmine Cifaldi – ENAC

Per circa venti minuti, dei trenta di intervento, l’Ing. promuove l’operato dell’ENAC e tutti i buoni propositi che hanno spinto l’Ente a legiferare, nel modo che più o meno tutti sappiamo.

Cifaldi sottolinea che l’attuale politica ENAC, almeno in ambito SAPR, è protesa verso un dialogo con l’utenza, anche attraverso la promozione di iniziative e di un “dibattito permanente” veicolato attraverso i canali ufficiali e le opportune sedi – come il Convegno a cui assistiamo – per avere uno scambio diretto con chi deve lavorare sul campo e nei cieli italiani.

Questo ci fa solo piacere…

Si parla anche dell’introduzione della recente nota esplicativa che dovrebbe aiutare gli addetti ai lavori ad operare nelle aree critiche

Boh! Continuo a restare stupito – e vedo dalla tua espressione che anche te condividi la stessa mia sensazione – per la distanza che intercorre tra le parole di Cifaldi, rassicuranti e a tratti anche cordiali, e i fatti. Ho in tasca una copia della Nota Esplicativa n.2, pubblicata due giorni prima il Roma Drone Conference e dopo averla letta, entrambi più di una volta, emerge la sensazione che tra il concetto di ESPLICATIVO e l’effetto reale che se ne ottiene ci siano ancora delle distanze abissali (vedi soprattutto a pag. 2, al punto 3, dove si parla della Zona Franca).

“Chiederò supporto a Houston per levarci le gambe ma temo che udirò solo un fruscio di fondo…”

Cifaldi rilancia annunciando l’imminente attivazione di un sistema online dedicato, fruibile attraverso il sito web ENAC, in grado di  permettere all’utenza di presentare la propria documentazione e di ricevere le dovute risposte, senza passaggi di carte, con l’ottimizzazione delle procedure e dei tempi di risposta.

Evviva! Anche se i tanto attesi “annunci rivoluzionari” non ci sono stati…

Dopo l’intervento di Cifaldi, prendono posto sul palco, a turno, le associazioni di categoria che propongono un proprio “modus operandi” all’interno del settore. Qualcuna comunica con un filo di piaggeria nei confronti di ENAC, altre in modo più neutrale ed altre ancora ostentano una certa sicurezza e background di lunga data in vari settori affini a quello dei SAPR.

Capiamo che il concetto di associazione è importante ma allo stesso tempo vediamo anche che le sigle tendono a proliferare in modo esponenziale, creando di fatto delle suddivisioni e distanze tra gruppi di persone che invece sono accomunate da obiettivi e problemi che dovrebbero essere condivisi, più che divisi.

Roberto Navoni, presidente FIAPR
Roberto Navoni, presidente FIAPR
Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Paolo Marras, presidente ASSORPAS

E’ interessante comunque conoscere queste realtà che già operano da tempo o lo fanno da pochi mesi, tutte molto motivate e desiderose di promuovere iniziative e progetti tesi a rendere la categoria degli operatori SAPR, coesa, tutelata e rappresentata. Resta il fatto, almeno per noi “spettatori”, che le sigle delle associazioni di categoria cominciano ad essere un po’ troppe e resta ancor più difficile capire a quale eventualmente scegliere di aderire.

Nella pausa pranzo, mentre cala il silenzio nella sala conferenze, diamo una sbirciata nella stanza adiacente dove è stata allestita un’area stand presso la quale espongono 7 aziende.

Come entriamo “siamo affiancati” da una flotta di droni. Alla sinistra abbiamo quelli della Italdron e a destra quelli della FlyTop. Una squadriglia di oggetti volanti (o sedicenti tali, visto che, loro malgrado, sono confinati a terra), ben equipaggiati, dotati delle più recenti tecnologie del settore, tutti in bella mostra, a beneficio degli occhi più attenti e di un pubblico esperto. A vederli così disposti pare che si fronteggino minacciosi, quasi a volersi confrontare in volo; ma ciò non accadrà, almeno in questa sede.

FlyTop
FlyTop
italdron
italdron

Qualche passo in avanti e troviamo a sinistra i droni e i servizi della Cloud-Cam che opera nell’ambito del monitoraggio del territorio con sistemi APR. A destra campeggia il logo della Skyrobotic che sovrasta lo stand dell’azienda omonima che presenta il drone SR-SF6 utilizzato da qualche mese, e tutt’ora in uso, per sorvolare settimanalmente l’area cantierizzata dell’Expo di Milano (in partnership con FidoGroup e Tim), regalandoci immagini in 4K diffuse in rete.

CloudCam
CloudCam
Skyrobotic
Skyrobotic

Dirigendoci verso il fondo della sala troviamo a sinistra lo stand della EuroUSC, che si occupa di consulenza nel settore offrendo un supporto agli operatori SAPR in vari ambiti. Sul lato opposto c’è quello della Achrom, (il mio) di cui in questa veste non ne parlo rimandando qualche commento in proposito nella terza modalità di partecipazione, ovvero quella da Espositore.

EuroUSC
EuroUSC
Achrom
Achrom

Infine, sul fondo della sala, quello opposto alla porta di ingresso, troviamo lo stand della IDS Ingegneria dei Sistemi, stand “disadorno” ma in grado di comunicare ugualmente la forza dell’azienda attraverso le immagini riprodotte sulla scenografia e quelle presenti nelle brochure lasciate sul desk che mostrano SAPR di alto livello per uso civile e militare.

IDS Ingegneria dei Sistemi
IDS Ingegneria dei Sistemi

C’è un po’ di tempo per mangiare qualcosa e poi… nuovamente in sala conferenze per assistere agli interventi previsti nel pomeriggio.

I lavori proseguono. Un blocco di interventi è caratterizzato dal titolo: “Fare impresa con gli APR: il parere di industrie e start-up”. Una serie di responsabili, amministratori delegati, presidenti, ecc. di note aziende che operano nel settore, intervengono a ragion veduta, da una parte per promuovere  il loro operato – pur non ostentandolo neanche più di tanto – dall’altra per cercare di suggerire al legislatore un percorso teso ad agevolare le aziende che operano nel settore dei SAPR, soprattutto nei confronti di quei costruttori che da tempo sono impegnati in ricerca e sviluppo di tecnologie, tutte italiane.

Emerge in questo contesto la necessità di fare rete e di promuovere iniziative congiunte guardando al panorama italiano ma con un occhio rivolto all’Europa, territorio (o cieli, nel nostro caso) a cui dovremmo guardare per sviluppare il business.

Proseguono gli interventi, qualcuno molto pacato e formale e altri sul filo della polemica, motivata e comprensibile, viste la difficoltà, palesi, per operare con i SAPR in Italia. L’entrata in vigore del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ha di fatto “rallentato” un mercato già avviato creando motivo di preoccupazione in un momento storico economico in cui, in generale, non c’è molto spazio per concedersi pause, rallentamenti o errori di valutazione.

Dopo il punto di vista degli imprenditori è la volta delle scuole di formazione per piloti SAPR, o meglio, quelle scuole che su autorizzazione ENAC rilasciano un attestato, a fronte della partecipazione a un corso di 33 ore – parte teorica della formazione –  che andrà a costituire uno dei passaggi e documenti per l’ottenimento dell’autorizzazione ad operare come pilota SAPR.

In questo contesto, al Roma Drone Conference del 19 dicembre, sono protagoniste 4 scuole: 3 di Roma e una di Cagliari, quest’ultima attualmente è l’unica presente in Sardegna.

Siamo quasi in chiusura. E’ il tempo di dar voce alle testate di settore che vengono presentate al pubblico all’interno del segmento di interventi intitolato “Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate”.

Siamo alla conclusione. La giornata è stata intensa e a casa riportiamo tante informazioni. Ci rendiamo conto che è determinante partecipare a questi eventi se si vuole operare in questo settore. Forse non tutto ciò che abbiamo ascoltato dai relatori farà la differenza da domani ma il clima respirato, gli incontri e gli scambi di vedute che hanno caratterizzato anche i momenti di pausa, contribuiscono ad arricchire il bagaglio di esperienze e informazioni assimilato in questa giornata. Parlare con le persone e ascoltare i vari punti di vista aiuta a crescere e a capire.

Sicuramente questo è il momento zero per il settore SAPR da cui tutto partirà e si svilupperà. Il 2014 ha segnato un inizio di un nuovo percorso e il 2015 sarà l’anno che permetterà di sedimentare alcune cose,  di chiarirne altre e, ci auguriamo tutti, di svilupparne molte, tante iniziative e progetti che ruoteranno attorno al mondo dei SAPR.

Bella giornata. Intensa e ricca. Durante il viaggio di ritorno ne parleremo lungamente, magari lasciandoci andare a qualche “volo pindarico”…


Vedi anche:

Approfondimenti:

@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – modalità Blogger – parte seconda

Hai scelto di “assistere” virtualmente al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014 in…

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014

…configurazione BLOGGER:

“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Questa versione della mia esperienza al Roma Drone Conference del 19 dicembre scorso mi porta a entrare più nel merito delle questioni trattate durante il Convegno.

Una su tutte, la più attesa, che poi è quella che ha dato il titolo a questo terzo appuntamento del Roma Drone Conference del 2014… il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC e tutto ciò che ha comportato dalla sua entrata in vigore ad oggi.

Ma andiamo per gradi…

19 dicembre 2014,  Roma, Atahotel Villa PamphiliIfiMedia e Mediarké non tradiscono le aspettative mostrando fin da subito un livello organizzativo all’altezza della situazione. Receptionist e hostess mi conducono verso le fasi di registrazione e poi verso la sala conferenze dove sono accolto da una folta presenza di ospiti, pronti in sala per assistere al lungo programma di interventi (vedi programma qui).

Qualche minuto prima dell’inizio della Conferenza noto che diverse persone presenti in sala parlano tra loro lasciando intendere un clima di confidenza e cordialità. Il settore sta incoraggiando la creazione di link tra aziende e professionisti all’insegna del concetto di “fare rete”; già evidente ancor prima dell’inizio della conferenza, tema che sarà più volte sottolineato durante gli interventi dei vari relatori.

Sono seduto in sala conferenze. Attendo che i lavori abbiano inizio.

Sul grande tavolo posizionato sul lato destro del palco sono disposti ordinatamente i “cavalieri” con i nomi dei relatori che di lì a poco apriranno la giornata dei lavori. Tra i vari nomi leggo: Luciano Castro, presidente Roma Drone Conference che introdurrà i vari interventi e svolgerà la non sempre facile mansione di moderatore della conferenza. Alessandro Cardi, direttore centrale Regolazione Tecnica ENAC. Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare. Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma. Maurizio Madiai, coordinatore settore aerospaziale AIAD e infine, ma non per ultimo come importanza, ma ultimo come ordine di arrivo, quello sì, l’On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico che è intervenuto in veste ufficiale per conto del Governo italiano.

On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico
On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico

Sala gremita, comincia la Conferenza, si parte con i saluti di apertura.

Continuano ad affluire persone in sala a tal punto che le/gli hostess/stewart sono costretti a portare ulteriori sedie per coloro che si sono assembrati in piedi sul fondo della sala.

Attendiamo con una certa impazienza l’intervento dell’Ing. Carmine Cifaldidirettore Regolazione Navigabilità ENAC, sempre presente ad ogni evento di un certo livello dedicato ai droni. Per chi ancora non lo conoscesse, è “l’uomo di collegamento” tra l’utenza finale degli operatori SAPR e le aziende del settore e l’ENAC e per ciò che riguarda il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ne è il referente per eccellenza, almeno quello che si espone maggiormente al pubblico.

Ing. Carmine Cifaldi - ENAC
Ing. Carmine Cifaldi – ENAC

Con la sua caratteristica pacatezza dà inizio al suo intervento precisando che il Regolamento di cui sopra è stato pubblicato a fine anno scorso, quindi un anno fa circa, ma che è entrato in vigore il 30 di aprile del 2014.

Promuove l’operato dell’ENAC cercando di mettere in evidenza gli intenti dell’Ente che, secondo quanto asserisce Cifaldi, vanno oltre il concetto di “safety” cercando di promuovere e disciplinare i comportamenti all’interno di un settore, venendo incontro alle esigenze degli operatori, cercando di ascoltare, capire e migliorare un impianto normativo che è in continua evoluzione e che per sua natura dovrà mutare nel corso del tempo. La presenza costante di ENAC ai vari workshop e seminari promossi da aziende e associazioni e a quelli organizzati da ENAC stessa, pone l’Ente come un interlocutore presente e impegnato a fornire indicazioni e ad ascoltare le osservazioni che in modo pertinente e preciso arrivano, a flusso continuo, da tutti gli operatori.

L’intervento di Cifaldi, della durata di circa mezz’ora, è caratterizzato nella prima parte da una serie di analisi,  – il famoso punto della situazione – che mira a sancire una precisa posizione, riassumibile in questo concetto: “Ci siamo e questo è ciò che abbiamo fatto in questo anno”.

Non è poco se pensiamo alla difficoltà con la quale la comunità di operatori ha recepito la regolamentazione del settore SAPR.

Continua l’Ing. Cifaldi “Ad oggi ci sono 5 domande in corso, pervenute da altrettanti operatori/costruttori, per essere autorizzati alla vendita di aeromobili certificati, pronti al volo, senza ulteriori accertamenti tecnici.”

“43 organizzazioni di addestramento approvate in grado di offrire formazione per la parte teorica, e 3 in grado di offrire sia quella teorica che quella pratica”. A tal proposito l’Ing. Cifaldi sottolinea che il flusso di richieste di autorizzazione è continuo e costante.

“Stanno nascendo organizzazioni di consulenti in grado di fornire un supporto tecnico alla presentazione delle dichiarazioni e a condurre tutti gli accertamenti necessari all’ottenimento delle autorizzazioni. Ad oggi un’organizzazione di questo tipo è già stata approvata e altre 15 sono in corso di valutazione; altre tre a breve avranno l’autorizzazione ad operare”.

Tra le frasi più importanti proferite dall’Ing. Cifaldi mi preme riportare: “Riusciremo a far traghettare questo settore dal sommerso alla legalità con un vantaggio per tutti.” – “ENAC nel 2014 ha continuato la sua operazione culturale”, intesa come sforzo congiunto da parte di tutto l’Ente di mantenere una forte presenza a tutti gli eventi del settore cercando di diffondere e chiarire quanto riportato nel Regolamento per i SAPR.

Il rispetto della privacy prevale sopra concetti dati oramai per scontati, come la safety, così Cifaldi fa riferimento alla comunicazione del garante della privacy europeo.

“Stiamo operando correttamente?” Cifaldi prosegue relazionando in merito all’impegno di ENAC nel promuovere un confronto a livello europeo con altri organismi competenti, tra cui il JARUS (Joint Authorities for Rulemaking on Unmanned Systems).

Ing. Carmine Cifaldi, ENAC
Ing. Carmine Cifaldi, ENAC

Negli ultimi dieci minuti del suo intervento, l’Ing. Cifaldi ha accennato alla nota esplicativa n.2 pubblicata il 17 dicembre, pubblicata per rispondere alle esigenze di chi vuole operare in aree critiche, definendo due nuovi concetti: Scenari Misti e Zona Franca.

Ha poi parlato del servizio “on-line” che entrerà in funzione a breve per la presentazione formale delle dichiarazioni,  strutturato a “finestre bloccate”, ovvero compilabile a step. Questo sistema richiede una corretta compilazione delle singole schermate a fronte della quale si otterrà un accesso alla fase successiva della presentazione. In tal modo si eviteranno possibili errori nella presentazione delle varie richieste e soprattutto si potrà accelerare il processo di autorizzazione per operare con i SAPR.

“C’è ancora molto da fare, sopratutto in merito agli aspetti applicativi del regolamento”, ha affermato Cifaldi aggiungendo che ENAC sta cercando di mettere a disposizione, col contributo degli operatori, strumenti sempre più efficaci per fornire un regolamento e soluzioni sempre più adeguate alle nostre esigenze.

Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare
Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare

L’intervento successivo è stato condotto da Costantino SenatoreStato Maggiore Aeronautica Militare che ha illustrato come operano i SAPR militari italiani, quelli in regime VLOS (Visual Line of Sight ), sotto ai 25Kg di peso, pensati per soddisfare particolari esigenze all’interno di scenari ove i normali aeromobili non possono agire – vedi per esempio poligoni militari – o i SAPR che pesano ben oltre i 25Kg, che operano attraverso un complesso sistema di controllo remoto a terra, supportato da un sistema satellitare. Quest’ultimi sono equipaggiati con diversi sensori e telecamere e il loro volo viene costantemente monitorato attraverso il controllo dello spazio aereo occupato tramite un sistema definito a “pacchetti”, dove degli operatori di volo specializzati seguono il volo del SAPR controllando una singola porzione di cielo a loro assegnata fino a quando, esaurito il compito dell’operatore, passa in consegna ad un collega il monitoraggio dell’area di cielo successiva. Da qui il termine “controllo a pacchetto”. Durante questo intervento si è anche parlato dei prossimi scenari che prevedono, tra l’altro, il volo di SAPR militari all’interno di corridoi aerei civili e l’interazione con essi per la sicurezza e l’operatività reciproca.

Non mi soffermo su quanto riferito dai relatori successivi, Ludovico Vecchione, Aerospace Vehicles Division Manager della CIRA e Flavio Dolce, presidente HobbyHobby Italia i cui interventi sono riportati, dell’uno in forma di intervista e dell’altro l’intervento integrale, nella sezione in fondo al post dedicata agli approfondimenti.

Il programma della manifestazione continua offrendo al pubblico in sala numerosi interventi e spunti di riflessione. Segue il gruppo di interventi che rientrano nell’argomento “Il business degli APR: il parere delle associazioni di categoria” al quale hanno partecipato numerose sigle, UASIT, ASSORPAS, AIDRONI, FIAPR e EDPA.

Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Roberto Navoni, presidente FIAPR
Roberto Navoni, presidente FIAPR

Dai rappresentanti di ognuna è stata unanime la richiesta di “semplificazione normativa”, di una maggiore attenzione sul comparto dei droni giocattolo e di tutte le implicazioni che ne derivano dalla poca informazione che ancora aleggia in questo settore, a differenza di quello professionale che comincia ad essere sempre più sensibile e attento alla normativa ENAC.

Marco Strano, vicepresidente EDPA, propone di obbligare i produttori dei “droni giocattolo” ad apporre sulle confezioni delle diciture, chiare, evidenti e comprensibili a tutti, in grado di comunicare agli acquirenti che quel “giocattolo” può essere utilizzato solo in determinate aree e contesti, riportando i riferimenti normativi e la pericolosità che può derivare dal non rispetto delle regole, oltre a indicare le possibili sanzioni a cui si può incorrere.

Il convegno prosegue con l’intervento di Marco Candelori, safety expert ENAV sul tema “Droni in volo: una sfida per il traffico aereo”

Marco Candelori, safety expert ENAV
Marco Candelori, safety expert ENAV

L’ ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo) fornisce servizi di controllo del traffico aereo ATM (Air Traffic Management) e partecipa alle attività di ricerca e sviluppo in coordinamento con gli organismi di controllo internazionali del settore quali ICAO, EUROCONTROL e di categoria (CANSO) (come si legge sul sito dell’Ente).

Nell’ambito della Roma Drone Conference, “L’Italia dei droni”, l’Ing. Candelori ha riportato alla platea “una fotografia” di quanto ENAC svolge in merito al controllo del traffico aereo nel territorio italiano. Ovviamente, pur non essendo ancora attivo un sistema ATM per gli RPAS – o è più indicato dire che gli RPAS non essendo ad oggi provvisti di “transponder code” non possono essere gestiti da un sistema ATM –  ENAV sta adoperandosi per affrontare la questione auspicando nel prossimo futuro un sistema integrato di gestione del volo degli RPAS (Remotely Piloted Aircraft Systems) e degli aerei civili, in modo da coordinare il traffico ed evitare possibili incidenti dovuti a collisioni tra le due tipologie di aeromobili.

Il convegno prosegue con l’intervento del Dott. Benito Pagnanelli, Presidente di PRS Ltd e di Chiara Rossi, responsabile ufficio Italia Pagnanelli Risk Solutions Ltd  sul tema “Droni al lavoro: e le assicurazioni?“. Mi scuso con i diretti interessati per non essere stato presente in sala durante le relazioni. Riporto il link dove è possibile scaricare le slide e l’abstract dell’intervento della Pagnanelli Risk Solutions Ltd (Clicca qui).

Successivamente interviene Filippo Tomasello, technical director EuroUSC-Italia che ha presentato la società e i servizi di cui gli operatori del settore possono avvalersi. La EuroUSC-Italia si propone come figura super partes rispetto al legislatore e alle aziende di settore, ponendosi come interlocutore qualificato (“organizzazione riconosciuta” da ENAC – art. 8.17 del recente regolamento per applicazioni civili dei droni – ) per fornire consulenza e servizi nel settore SAPR.

Dott. Filippo Tomasello, EuroUSC-Italia
Dott. Filippo Tomasello, EuroUSC-Italia

Il Dott. Tommasello evidenzia l’importanza di potersi affacciare al mercato internazionale, altamente competitivo e preparato, potendo contare su supporto tecnico adeguato in grado di analizzare e valutare ogni aspetto legato all’utilizzo dei SAPR nei vari Paesi della UE e non solo.

Gli interventi del pomeriggio proseguono a ritmo serrato, talvolta sforando rispetto ai tempi previsti, come è naturale che accada quando gli argomenti di cui parlare sono tanti e tali che richiederebbero, ognuno, ore ed ore di tempo per poter essere discussi.

Nel pomeriggio i responsabili delle imprese di settore si alternano alla postazione dei relatori. Ognuno ha il tempo necessario per presentarsi, per presentare la propria offerta di servizi e/o prodotti e fare delle proposte al legislatore.

Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab
Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab
Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic
Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic
Gabriele Santiccioli, presidente FlyTop
Gabriele Santiccioli, presidente FlyTop
Stefano Russo, research & development manager Italdron
Stefano Russo, research & development manager Italdron

Gli interventi sono tutti molto interessanti. Offrono un ventaglio di proposte e un quadro dell’offerta tecnologica italiana nel settore dei SAPR di alto livello. Le aziende intervenute rappresentano egregiamente la galassia delle centinaia di aziende italiane che lavorano da molto tempo nel comparto “droni”, o anche le recenti start’up nate da poco, anche grazie ai vari progetti e finanziamenti di innovazione e sviluppo tecnologico – vedi per esempio Horizon2020 o altri a carattere più regionale – che hanno permesso di avviare imprese che operano in ricerca e sviluppo di soluzioni SAPR.

In considerazione di ciò, è più che comprensibile che alcuni relatori abbiano parlato con un certo trasporto in merito alla necessità di semplificare la normativa SAPR vigente, di trovare delle soluzioni condivise, di aprire tavoli di confronto tesi a trovare delle proposte, in tempi rapidi, per sbloccare un mercato che al momento pare ingessato. Il mercato dei SAPR si sta muovendo con una velocità maggiore rispetto a quanto ENAC chiede di fare; questo emerge dalle parole di molti dei relatori intervenuti. Viene portato all’attenzione del pubblico e del legislatore “il paradosso” che consta tra la richiesta di tecnologie di tipo aeronautico, ridondanze, terminatori di volo, paracadute, ecc, e l’utilizzo del cavo di ritenzione da applicare al SAPR. Questo e altri esempi sono motivo di accalorate oratorie che personalmente condivido in pieno.

Col titolo “Il boom dei corsi per piloti APR: il parere delle scuole di volo” iniziano gli interventi dedicati alle scuole certificate da ENAC per rilasciare l’attestato di acquisizione delle nozioni necessarie all’ottenimento dell’abilitazione di pilota SAPR. I “famosi” corsi di 33 o 36 ore per la parte teorica.

Intervengono a turno, Giovanni Formosa, responsabile formazione Aeroclub Volere & Volare di Roma. Giorgio Baggiani, direttore Scuola SAPR Aeroclub di Cagliari, al momento l’unica scuola autorizzata ENAC presente in Sardegna. Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma
e Claudio Becchetti, referente progetto “Making Drones”, Istituto Massimo di Roma.

Ognuna presenta il proprio piano formativo e lo staff tecnico di cui è composta la propria organizzazione. L’Istituto Massimo di Roma si differenzia dalle altre scuole SAPR in quanto è di per sé un istituto di formazione che copre un’offerta formativa che va dalla scuola primaria dell’infanzia al liceo. Di recente ha introdotto nel proprio quadro formativo il progetto “Making Drones”.

“Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate” è l’ultimo blocco di interventi della giornata, prima della conclusione dei lavori. Intervengono le spine dorsali dell’informazione e della diffusione della cultura del mondo SAPR, le riviste di settore. Luca Masali, direttore DronEzine e Annuario del DroneDanilo Scarato, direttore Quadricottero NewsStefano Silvestre, caporedattore Drone Magazine.

La giornata volge al termine. Mi defilo un po’ in chiusura dei lavori per dirigermi verso il mio stand che ho lasciato in consegna alla mia fenomenale sorella, senza la quale non avrei potuto cimentarmi nella triplice veste che vi ho proposto: di visitatore, di blogger e di espositore.

Gli stand? Ne ho parlato in “configurazione visitatore” e in quella di “espositore”.

In conclusione…

Ciò che è emerso da questa giornata, tra le tante cose dette e viste, è che Il Regolamento ENAC è una realtà a cui tutti dobbiamo far riferimento e a cui dobbiamo guardare se vogliamo operare con i SAPR. C’è ancora tanto, tantissimo da fare in termini di sviluppo di tecnologie dei SAPR per fornire aeromobili sempre più sicuri e performanti e c’è ancora altrettanto da fare per quanto riguarda il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto che necessita, a mio modo di vedere ma anche stando a quanto è emerso dalla Conferenza, di una maggiore concertazione da parte di tutti gli interessati e di una maggiore condivisione delle reciproche esperienze per individuare un percorso da affrontare nei prossimi mesi, lavorando il più possibile a fianco di ENAC. Il Regolamento c’è ma non deve essere motivo di freno. Invito le associazioni di settore a promuovere tavoli di discussione e a stilare protocolli di lavoro tesi a suggerire ad ENAC possibili soluzioni alternative, complementari e propedeutiche per arrivare ad una semplificazione normativa e ad una progressiva e sempre più diffusa conoscenza delle regole, per permettere a tutti di lavorare bene, in sicurezza ma anche in modo più celere e semplice.

Credo che il 2015 per il settore dei SAPR debba muoversi soprattutto attorno al concetto di SEMPLICITA’ e di COOPERAZIONE.

Benvenuti nell’era dei SAPR 2.0 che ha inizio da domani.


Vedi anche:

Approfondimenti:

DronItaly 2014 – due giorni a Milano tra droni e positività

Mi ha fatto bene andare al DronItaly. E’ stata una manifestazione interessante e soprattutto mi ha dato una sferzata di energia positiva.

Si sa, ce lo dicono e ripetono tutti, tutti i santi giorni… C’è crisi, non si va, che si fa, ecc. Ebbene, la crisi è una condizione innegabile ma l’abbrutimento che si legge nei volti di tante persone, causato da questo status di malessere diffuso, al DronItaly 2014 non era minimamente presente. Energia,  voglia di fare, di mostrare e dimostrare che l’Italia ha tanto da offrire, secondo la mia impressione, sono stati gli elementi caratterizzanti di questo evento milanese.

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Ho incontrato decine di persone e ho letto negli occhi di imprenditori, tecnici, utilizzatori, operatori del settore, un senso di fiducia e di orgoglio. Parlando con queste persone ho apprezzato le competenze di ognuno nei vari campi nei quali operano avendo l’impressione, anzi la certezza, di essere circondato dalle eccellenze del settore.

Dronitaly successo di pubblico

Ma facciamo qualche passo indietro.

Venerdi 24 ottobre mattina. Arrivo a Milano. Solito intreccio di strade, tangenziali, svincoli. Sono accompagnato dal navigatore che con voce perentoria e accento tipo ragazza dell’est europa mi conduce, in un modo o nell’altro, davanti al Centro Congressi NH Milanofiori.

FB_IMG_14141672479335599Come entro noto subito che l’evento ha suscitato un innegabile interesse. Tanta gente proveniente da tutta Italia. Ritiro il mio pass e mi dirigo immediatamente verso la sala Zeta-Omega, presso la quale è iniziato da qualche minuto il convegno di apertura: “Aviazione a controllo remoto: normativa e sviluppi” a cura di Dronitaly, con la partecipazione di ENAC, ENAV e del Garante della Privacy. Trovo la sala, entro e… Urca quanta gente! Sala enorme e gremita. Argomenti interessantissimi. Sicurezza, Privacy, normativa vigente, regole, ecc. Mi trattengo in sala fino alle 12 circa e poi, incuriosito, comincio a girare tra gli stand dei vari espositori.

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Emergono in modo evidente i vari campi di applicazione dei SAPR, tutti o la maggior parte di essi ben rappresentati dalle aziende che espongono. Non solo costruttori di droni ma anche sviluppatori di hardware e software dedicati. Apparecchi fotografici ad alta risoluzione, realtà immersiva, termografia, laser scanner, sistemi di sicurezza per i droni, robot che operano in sinergia con droni per le analisi delle acque… e poi, scuole di formazione per piloti SAPR, compagnie di assicurazione, riviste di settore (a tal proposito saluto gli amici di DroneZine), associazioni, ecc.

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Una manifestazione ricca di eventi e che ha raccolto sotto l’egida Dronitaly i più importanti e autorevoli protagonisti del comparto SAPR – UAV- UAS, italiano. Cinquanta aziende espositrici, convegni, dibattiti, hanno attratto molti visitatori, tra operatori e persone incuriosite da questo settore.

Cosa è emerso da DronItaly?

Un atteggiamento professionale e responsabile che ho riscontrato un po’ ovunque, soprattutto tra gli utilizzatori finali degli aeromobili a pilotaggio remoto che hanno oramai compreso l’importanza e la necessità di regole chiare e condivise per operare bene e in piena sicurezza.

Parlando con i diretti interessati ho rilevato che ENAC è sempre più tesa alla collaborazione e all’ascolto verso gli operatori SAPR, anche se i tempi di risposta non sono ancora celeri ma in fase di miglioramento. A breve, sul sito dell’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, sarà possibile compilare e inviare tutte le pratiche di certificazione e di autorizzazione al volo attraverso un sistema automatizzato che mira a semplificare e accelerare tutte le procedure.  ENAC, nella figura dell’Ing. Carmine Cifaldi ha ribadito la volontà di adoperarsi per soddisfare le singole richieste che pervengono dagli operatori SAPR. Le regole ci sono, vanno rispettate ma è altrettanto vero che talvolta un contesto operativo particolare e gli accorgimenti presi dagli operatori per garantire la sicurezza, possono creare condizioni favorevoli, tali da permettere di effettuare voli in situazioni apparentemente non consone. L’invito è di comunicare con ENAC e di non vedere questo Ente come un ostacolo ma come una figura con la quale dialogare e trovare delle soluzioni.

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Stessa cosa per quanto riguarda le forze dell’ordine, in particolare l’intervento del Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Luca Tagliagambe, ha permesso di mettere in luce alcuni aspetti. Tra questi l’interesse della Polizia nel porre al centro del proprio operato l’ordine pubblico, la sicurezza e la repressione e prevenzione degli atti criminali ma, di principio, non certo essere da ostacolo a chi opera con i SAPR, purché si rispettino le regole. Tra le cose da sapersi, in virtù del codice di navigazione aerea, sussiste l’obbligo di comunicare la presenza di qualsiasi aeromobile (droni compresi) in una specifica area, riferendo all’autorità di PS (questore, commissario, sindaco) l’apertura di “un’aviosuperficie occasionale”. E’ una mera segnalazione che viene fatta dall’operatore SAPR comunicando per scritto il luogo designato a tale scopo. Sarà poi cura dell’autorità di PS verificare se ci sono le condizioni minime necessarie per autorizzare o meno l’apertura dell’aviosuperficie occasionale o se eventualmente adoperarsi per suggerire eventuali ulteriori adempimenti per rendere l’area più sicura per effettuare le operazioni di volo e atterraggio necessarie.  Il permesso per l’atterraggio e l’uso dell’area designata ad aviosuperficie occasionale deve essere richiesto anche al proprietario del terreno (privato o Comune).

In pratica, chi fino a oggi è entrato in un negozio di aeromodellismo e ha comprato un drone per poi andare a fare voli sulla testa delle persone, sopra luoghi sensibili, in aree critiche in generale, si deve rendere conto che ha per le mani un potenziale “catalizzatore di danni”, se non utilizzato nel modo corretto e secondo i termini previsti dalla legge. Insomma, cari papà e mamme che questo Natale comprerete il drone a vostro figlio, fatelo, no problem, ma sappiate che quel drone potrete farlo usare alla vostra prole sotto la vostra responsabilità, solo se vi recherete in un campo aperto e meglio se vostro. Diversamente dovrete chiedere il permesso al proprietario per volarvi sopra o, in alternativa, recarvi presso un campo di volo per aeromodellisti e divertirvi in tutta sicurezza, magari coadiuvati da persone più esperte di voi che troverete presso queste strutture. Non al parco in città, al mare, in campagna vicino alle case, negli stadi e luoghi pubblici, chiese, dighe, fabbriche, caserme, luna park, vie cittadine, ecc.

Il drone è un aeromobile e come tale viene considerato dalle autorità competenti.

Per quanto concerne la questione Privacy, Cosimo Comella, Direttore Dipartimento di informatica e tecnologie, Garante per la protezione dei
dati personali, ha spiegato in dettaglio alcuni passaggi del provvedimento in materia di Videosorveglianza a cui si rimandano gli operatori del settore SAPR per tutte le questioni legate alle immagini (foto e video) riprese con droni.

Il settore ove vengono utilizzati i droni civili si allarga continuamente rendendo questi apparecchi strumenti di lavoro sempre più efficaci, sicuri, economici e, per certi versi, indispensabili . E’ altrettanto chiaro che i nostri cieli non potranno essere dominio incontrollato dei droni. L’Italia tra è tra le prime nazioni europee ad aver redatto un regolamento sui droni e a breve entrerà in vigore quello europeo. Il processo di regolamentazione, gestione e controllo di questi mezzi è sicuramente molto più lento rispetto all’evoluzione delle tecnologie e la diffusione delle stesse. Sta a chi opera con questi apparecchi capire e responsabilizzarsi in virtù di uno sviluppo e impiego consapevole, professionale e sicuro dei droni, a beneficio di nuovi posti di lavoro che si svilupperanno, caratterizzati da competenze multidisciplinari.

Devo riconoscerlo. Nelle settimane antecedenti all’evento mi ero fatto una strana impressione sul DronItaly, più che altro condizionata dalla scelta della location. Parliamo di droni, di aeromobili a pilotaggio remoto, di qualcosa che per definizione dovrebbe volare e dominare gli spazi aperti. Sapere che la manifestazione si sarebbe tenuta dentro a un Centro Congressi, per quanto ampio potessi immaginarmi, paragonavo la situazione a ciò che avrebbe potuto provare un appassionato naturalista in visita a un parco per osservare la fauna in libertà, ritrovandosi poi, suo malgrado, a osservare animali impagliati. Bè, quest’immagine che avevo impressa nella mente è sparita poco dopo aver varcato la soglia del DronItaly trovandomi nel mezzo di un “meraviglioso serraglio” caratterizzato da proposte tecnologiche di tutti i tipi e servizi innovativi per chi opera con i droni.

Bella esperienza. Complimenti all’organizzazione dell’evento, Mirumir che ha saputo ben rappresentare il concetto di WorkShop contribuendo a valorizzare e promuovere il comparto dei droni civili in Italia.

Consiglio di leggere:

Volare con i droni è possibile ma rispettando tutte le regole

Tra regole, scuole di pilotaggio e polizze assicurative pare impossibile per un “dronista” comprendere come poter operare in modo corretto e nel pieno rispetto della legge, ma pare che si intraveda la “la luce in fondo al tunnel”. 

Negli ultimi due weekend mi sono fatto un full-immmersion tra i workshop italiani interamente dedicati ai droni civili.

dronexpoIl primo, DronExpo, si è svolto in Toscana in provincia di Lucca presso l’areoporto di Capannori nei giorni 16 e 17 maggio.  Nel corso della due giorni  si sono avvicendati numerosi tecnici e relatori che hanno parlato di droni, della sicurezza, delle tecnologie, delle assicurazioni e, non per ultimo, del regolamento ENAC.

La manifestazione ritengo sia stata un successo. Pur presentandosi come prima manifestazione del genere, quindi alla prima edizione, ha saputo condensare e trasferire numerose informazioni, utili a tutti coloro che si vogliono cimentare con le tecnologie dei droni per impieghi civili e diventare piloti professionisti.

Poiché l’argomento è piuttosto sentito e di un certo interesse, vado immediatamente a parlare delle cose più rilevanti che sono emerse nel corso della due giorni lucchese.

Ciò che è emerso fin da subito è il tema della sicurezza, intesa come il fulcro sul quale deve ruotare tutta l’attività di pilota di droni. Sicurezza intesa come gestione e conoscenza del proprio aeromobile, indipendentemente dalla grandezza e costo del drone, e sicurezza intesa come cultura, apprendimento e applicazione di tutte le regole di comportamento, in gran parte riportate nel regolamento dell’aria e, più recentemente, dal 30 aprile scorso, definite nello specifico per i droni attraverso il nuovo Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC.

DronExpo01Luca Mariotti, ingegnere e responsabile di Cam, coadiuvato da Valerio Badalassi, nel corso del proprio intervento, ha fatto un rapido excursus sulla storia dei droni, dai loro albori ad oggi. Inoltre ha simulato, per sommi capi, la costruzione di un drone open source del quale è possibile scaricare i progetti di costruzione direttamente dal sito della Zefiro Ricerca Innovazione dove possiamo vedere integralmente l’intervento di Mariotti durante la manifestazione. Per chi fosse interessato ecco il link.

Questo primo intervento è stato particolarmente utile per mostrare le componenti di un drone evidenziando fin da subito alcuni aspetti che ritengo siano ineludibili per chi opera con i droni, in particolare la scelta dei materiali e le tecniche di costruzione. Di fatto i droni sono equiparati ad aeromobili, a tutti gli effetti. Come tali, anche i materiali e le procedure di costruzione, devono rispettare gli standard aeronautici in modo da escludere criticità nei processi di costruzione e l’uso di materiali ed elettroniche di “dubbia provenienza” o comunque derivanti dall’aeromodellismo. E’ stato messo in luce che ad oggi, gran parte dei droni che sono in commercio, quelli acquistati online o assemblati, utilizza un’elettronica paragonabile a quella dei telecomandi e dei televisori di casa. Siamo decisamente lontani da ciò che viene richiesto in ambito di progettazione e costruzione nel settore aeronautico.

Emerge che i droni dovranno essere realizzati con ridondanze di sistemi (le parti elettroniche in particolare), dispositivi data link  (semplificando: radiocomando e ricevente) in grado di operare in qualsiasi condizione, sistemi di prossimità e dispositivi di “abbandono missione” (Sistema di terminazione del Volo in modo manuale), in grado di intervenire sui motori del drone per fermarlo e farlo precipitare. Perderete il drone ma magari eviterete di recare danni a cose o persone in caso di emergenze, avarie, ecc.

Quindi, già il primo punto sancisce di fatto l’esigenza di avvalersi di nozioni tecniche specialistiche come costruttore di droni o di avvalersi di una struttura specializzata in grado di fornire droni certificabili come aeromobili, non come aeromodelli, costruiti secondo i più rigorosi standard del settore.

Le assicurazioni. L’intervento di Alessandro Terzani, broker assicurativo, ha manifestato al pubblico l’esigenza da parte delle compagnie assicurative, di acquisire dati ed esperienze che gli stessi operatori del settore potranno e dovranno fornire, al fine di poter elaborare prodotti mirati e dai costi più contenuti possibile. Attualmente ci sono dei prodotti assicurativi derivanti da esperienze di altri paesi, come l’Inghilterra e la Francia, ma con polizze che tengono conto dei regolamenti in vigore nei Paesi in questione e con una casistica di rischio piuttosto esigua. Polizze che si aggirano dai 600 Euro ai 2000 a seconda del settore di impiego del drone e del relativo rischio da assicurare.

In sintesi, i prodotti assicurativi per i droni civili operanti in italia, sono attualmente in fase di definizione o saranno comunque oggetto di revisione e perfezionamento nel corso del tempo, proprio perchè il settore in particolare è praticamente agli albori e non ha ancora generato dati sufficienti su cui basare prodotti assicurativi adeguati.

Argomento sentitissimo e partecipato, è stata la Circolare ENAC Mezzi aerei a pilotaggio Remoto che ha visto come relatore l’Ing. Carmine Cifaldi, Direttore della Direzione Regolazione Certificazione Prodotti Aeronautici ENAC.

A mio modesto parere sono stati chiariti alcuni spetti emersi con la pubblicazione della Circolare e del Regolamento ad essa collegato. Purtroppo però, data la quantità di argomenti di cui discutere e la non facile comprensione di alcuni punti riportati nella suddetta documentazione, sono emerse ulteriori incertezze e dubbi tra i presenti.

Riassumendo:

il pilota di droni deve certificare il proprio operato attraverso un corso di apprendimento delle regole dell’aria, riconosciuto da ENAC. Questi corsi sono accessibili presso gli Aeroclub riconosciuti attraverso i quali è possibile iscriversi anche solo alla parte teorica del corso per diventare piloti di ultraleggeri o di volo a vela.

Da non dimenticare che un pilota di SAPR deve essere in possesso e in corso di validità del certificato medico di seconda classe in accordo al Regolamento ENAC. A tal proposito ecco l’Elenco Esaminatori Aeromedici (AME) presenti in Italia e in grado di rilasciare il certificato.

Un pilota di drone non opera mai da solo ma deve avvalersi di una struttura adeguata e preparata. Questo a partire dall’OPERATORE, figura enigmatica di dubbia collocazione in questo contesto che, da quel che ho capito e si legge dal Regolamento Enac, trattasi di una figura diversa dal pilota e che si assume tutte le responsabilità civili e penali derivanti dall’attività in questione. Inoltre esiste una terza figura che è l’OSSERVATORE SAPR che coadiuva il PILOTA REMOTO durante le operazioni di volo. In pratica, la propria organizzazione deve essere composta da almeno tre figure distinte.

Differenze sostanziali tra uso di droni in ambito sportivo/ricreativo e per uso professionale. In pratica, l’aeromodellista può volare con un drone, solo all’interno di spazi confinati, detti campi di volo autorizzati da ENAC, dove di solito operano le associazioni di aeromodellismo locali e nazionali. Il pilota aeromodellista deve comunque stipulare un’assicurazione che spesso è compresa all’interno della quota d’iscrizione all’associazione aeromodellistica. Comunque sia, anche il pilota aeromodellista deve possedere un’assicurazione di responsabilità civile. In tal caso si parla di poche decine d’euro.

Cambia la questione per coloro che operano in ambito professionale e che devono stipulare un’assicurazione adeguata alla propria attività.

Il drone deve essere certificato. Anche questo punto è ancora un po’ “nebuloso”. Se da una parte viene detto che l’operatore SAPR può avviare una procedura di certificazione del proprio mezzo, che poi sottoporrà all’attenzione dell’ENAC, dall’altra viene evidenziato che i droni dovrebbero essere costruiti secondo i criteri dettati dagli standard aeronautici. Oltretutto in questo momento chi costruisce e chi certifica può essere la medesima azienda o persona…

DronExpo02Altro punto fondamentale da sapersi, è la questione delle sanzioni per il mancato rispetto delle regole dell’aria in generale e più nello specifico del Regolamento dei mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. Durante l’intervento del Dott. Francesco Trozzi, Vice Questore della Polizia di Stato, 8° Reparto volo Firenze, Questura di Firenze. sul tema “La compatibilità tra l’uso dei SAPR e le leggi di Pubblica Sicurezza” è emerso, tra l’altro, che l’inosservanza di quanto riportato nei suddetti Regolamenti è sanzionabile applicando l’Art. 650 del Codice Penaleche invito a leggere integralmente attraverso il link che ho riportato. Quindi, per coloro che fino ad ora pensavano che, se il Regolamento non riporta sanzioni “posso operare comunque tanto non mi fanno nulla”, è bene che comprenda anche questo punto, oltre a tutte le conseguenze possibili che possono verificarsi in materia di sicurezza derivanti dall’inosservanza del Regolamento ENAC.

La due giorni del DronExpo ha portato all’attenzione una serie di argomenti tutti molto interessanti e utili che richiedono ulteriori approfondimenti.

Merita una citazione la presentazione del progetto toscano IDINTOS, l’idrovolante biposto, progettato dall’Università di Pisa e finanziato dalla Regione Toscana per la promozione di un polo aeronautico in Toscana. Un progetto unico e avveniristico che pone l’eccellenza italiana, e soprattutto toscana, lasciatemelo dire con un po’ di sano campanilismo, a competere a pieno diritto con le più grandi realtà internazionali che operano nella costruzione di aeromobili per l’aviazione civile. Per coloro che fossero interessati ad approfondire l’argomento consiglio di visitare il sito IDINTOS.

Concludendo sulla DronExpo di Capannori. Un bel 10 e lode per gli argomenti trattati, per il livello e numero di relatori che sono intervenuti e per la location che non poteva essere più appropriata di quella offerta dall’Aeroporto di Capannori.

Mi scusino tutti gli altri relatori che non ho citato e che sono intervenuti alla manifestazione, contribuendo con la loro presenza a renderla ricca e di alto livello ma il mio scopo, attraverso questi post, è di dare delle puntuali e pratiche informazioni, cercando di essere il più esaustivo possibile, a coloro che, “adesso, devono prendere il loro drone e uscire di casa per andare a lavorare”.

Detto ciò, questo vale anche per gli argomenti che tratterò riferiti alla manifestazione romana dedicata ai droni. Quindi…

Roma Drone Expo & Show:

RomaDroneExpoShow

Come era immaginabile, la manifestazione ha destato un incredibile interesse palesato dall’elevatissima affluenza di visitatori. Posso raccontare della mia esperienza del sabato, non mi sono trattenuto oltre per motivi vari,  ma lascio volentieri spazio a tutti coloro che vogliono aggiungere qualcosa in merito a ciò che emerso durante gli interventi della domenica.

Location: Stadio Alfredo Berra messo a disposizione dall’Università Roma 3. Ottimo sotto il profilo delle aree verdi, per la grandezza della location che ha permesso di contenere i numerosi stand, le aree convegno e soprattutto il numero incredibile di visitatori. Pensate che per entrare sono rimasto in coda per circa quaranta minuti.

DronExpo03

Veniamo al dunque, come piace fare a me.

Nel corso dei workshop si è parlato a lungo del tema sicurezza. Come per l’evento di Capannori. La cosiddetta “Safety” è stato l’argomento più dibattuto e sentito. Da circa 5 anni la Commissione Europea si sta occupando dei droni civili, degli aspetti assicurativi e della sicurezza in generale. Entro il 2016 i cieli europei saranno solcati da droni civili con un peso superiore ai 150Kg e questo, come è immaginabile, comporta, da parte di tutti gli attori del comparto, un lavoro decisamente immane per poter operare tra un paio d’anni con questo tipo di aeromobili a controllo remoto, nel pieno rispetto delle regole e soprattutto per garantire la massima sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dei beni pubblici e privati.

Anche a Roma è emerso che le compagnie assicurative al momento non sono preparate adeguatamente ad affrontare un mercato che sta avendo un’espansione incredibile e che conta ad oggi circa il 10% del fatturato generale derivante dal comparto aeronautico civile. Mancano dati attendibili e una casistica di incidenti (ahimè questo è un fatto) utili a determinare tutti i rischi possibili e a formulare i prodotti più adatti per il settore. Diciamo pure che le compagnie assicurative,  in attesa di comprendere meglio tutti i fattori di rischio, al momento mantengono una posizione conservativa offrendo premi assicurativi piuttosto elevati, soprattutto in rapporto a quelli che già esistono per gli aeromobili “tradizionali”.

Quindi, in materia di polizze per i droni, ci sono dei prodotti, esistono, variano a seconda dell’uso che viene fatto del drone e comunque, al momento, i costi sono piuttosto elevati.

Nel corso delle conferenze è stato ribadito che in caso di incidente col drone risponde l’operatore SAPR e che presto le polizze assicurative saranno basate anche e soprattutto sulle caratteristiche tecniche del drone stesso. Tra cui, come richiede l’Europa, la presenza a bordo di sistemi anti collisione e di un adeguato sistema di sicurezza delle comunicazioni (data-link).

Un occhio particolare sarà dedicato alla Privacy che a seconda dell’impiego che verrà fatto del drone avrà incidenze diverse e altrettante ripercussioni pratiche.

La presenza dell’Ing. Cifaldi dell’ENAC è stata motivo di un lungo alternarsi di domande e risposte che in linea di massima hanno dato sì soddisfazione al numeroso pubblico composto da operatori del settore e dai membri degli organi della stampa ma hanno anche suscitato altrettanti dubbi e domande le cui risposte si spera possano arrivare presto. Scenario simile a quello visto a Capannori.

Una notizia positiva e importante per tutti gli operatori SAPR arriva proprio dall’ENAC che con l’Università La Sapienza di Roma in “Gestione dell’Aviazione Civile”, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e l’Istituto Superiore Antincendi, organizza un ​Workshop di aggiornamento sul Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” che si terrà a ROMA il 10 giugno. Sarà un appuntamento attraverso il quale il legislatore offrirà agli operatori del settore tutti i chiarimenti del caso, adoperandosi anche come ricettore di suggerimenti e di critiche costruttive tese a migliorare il Regolamento, oggetto del workshop. Pertanto, vi consiglio di mettere in agenda questo appuntamento e di visitare il sito ENAC dal quale potrete prendere gli aggiornamenti relativi agli orari e alla sede dove si svolgerà il workshop.

Molto interessante, a mio parere, è stato l’intervento del Comandante Arturo Radini responsabile della Task Force Tecnica della Fondazione 8 ottobre 2011 la cui significativa e competente presenza ha permesso di sollevare corrette osservazioni che ho colto come ulteriori spunti di riflessione, rivolti soprattutto all’attenzione dell’ENAC, oltre che a tutti i convenuti. In particolare è stato evidenziato che chi costruisce non dovrebbe essere anche il certificatore del mezzo costruito e che tutta la filiera di costruzione del drone dovrebbe ricalcare in qualche modo quella del settore aeronautico civile.

In altre parole, questo è come l’ho interpretata io: ad un operatore SAPR, non è possibile (e aggiungerei non è corretto) affidare la responsabilità tecnico costruttive di un apparato che di fatto è un aeromobile. Servono delle competenze e pur avendo queste competenze non si può essere certificatori di se stessi, occorre un certificatore esterno in grado di omologare i droni al volo e di affidare agli operatori SAPR prodotti sicuri. Da adesso in poi credo che le case costruttrici italiane, ma soprattutto quelle straniere che hanno imperversato sul web e che hanno venduto centinaia di droni “ad uso professionale” solo perché magari erano in grado di trasportare una reflex o perché avevano 6 – 8 rotori e un po’di carbonio, dovranno seriamente mettersi a lavorare per certificarsi come azienda di costruzioni aeronautiche civili e produrre droni di alto livello qualitativo. E’ ovvio che in tutto questo scenario, lo Stato italiano, attraverso l’ENAC e gli enti preposti al controllo e alla certificazione, dovrà munirsi di strutture e di un’organizzazione adeguata all’omologazione dei droni. “Troppo facile” addossare tutte le responsabilità al pilota o all’operatore SAPR che oggi si vede indicato anche come costruttore e certificatore del proprio mezzo. Perdonate la nota “leggermente polemica”.

La parte SHOP di questo evento è stata caratterizzata dalla nutrita presenza sia di costruttori di droni sia di operatori e tecnici che già lavorano nel settore. Ho percepito, dal livello degli espositori, una grande competenza e conoscenze tecniche che lasciano ben sperare in un imminente arrivo di droni omologati e pronti al volo, magari proprio made in Italy, me lo auguro vivamente.

Durante la manifestazione, nonostante le prime notizie che davano “droni tutti a terra”, ENAC ha autorizzato delle esibizioni di volo, in un’apposita area delimitata e controllata, ad una quota piuttosto bassa ampiamente al di sotto delle cime degli alberi. Ovviamente questo è andato a beneficio del pubblico che ha potuto assistere e gradire la dimostrazione di alcuni droni davvero particolari che vengono impiegati in vari ambiti.

DronExpo05Nel nutrito corollario di droni civili presenti all’Expo romano, spiccava tra tutti uno in particolare, ad ala fissa, ad uso militare appartenente all’Esercito Italiano. Orgoglio per il nostro Paese ed evidente testimonianza dell’alto livello tecnico, preparazione e di equipaggiamento delle nostre forze armate.

So che al termine di questo lungo e forse tedioso excursus sui due workshop dedicati ai droni, molti di voi avrebbero voluto risposte più precise. So anche che ad alcuni di voi verrebbe la voglia di dire “mollo tutto” ma, attraverso il mio modo appassionato, sicuramente non giornalistico (senza alcuna pretesa di esserlo) e talvolta ironico, cerco di dare anche un segnale positivo.

Nella quantità di informazioni e dati che stanno confluendo all’interno del settore dei droni, comincio a intravedere “qualche schiarita”.

La mia conclusione, al momento, resta quella che ho riportato in altri post dedicati all’argomento droni, ovvero, che l’attività del “dronista” non potrà essere appannaggio di un singolo ma sarà caratterizzata dalla presenza sul territorio di strutture specializzate e capaci di reggere investimenti. Non più droni derivanti da tecnologie aeromodellistiche ma droni costruiti secondo gli standard aeronautici, quindi altre caratteristiche e altri costi. A questo vanno aggiunte le assicurazioni, le certificazioni, la manutenzione della propria flotta e i costanti aggiornamenti. E’ comprensibile che il “piccolo imprenditore” non avrà molte possibilità di competere con le realtà più grandi a meno che non si prepari adeguatamente per essere capace di mettersi a disposizione del mercato per collaborare o “farsi assorbire” dalle realtà più grandi che saranno costantemente alla ricerca di operatori capaci e qualificati.

I want to believe…

Voglio crederci!
Voglio crederci!

Ovviamente resto disponibile per eventuali precisazioni, interventi, rettifiche e integrazioni da parte dei diretti interessati e di coloro che desiderano lasciare su questo post la propria testimonianza o commento.

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