StarWars bubuSETTEte. Più che “Il risveglio della forza”…

…è “L’assopimento della platea”

Trama:

Ci sono dei cattivi, tanto cattivi, che minacciano la galassia. Costruiscono un’innovativa, micidiale indistruttibile arma di distruzione di massa simile alla Morte Nera presente in StarWars IV o somigliante anche a quella in StarWars VI; insomma, è proprio quella ma più grande, ha pure il solito buco fatto di proposito per distruggerla senta troppa fatica.

Bel progettone davvero, originale ed efficientissimo. Dopotutto ‘sti “operatori del male” non avevano mai provato “roba simile”, no? Vorrei proprio sapere chi è l’architetto dei cattivi di StarWars. A confronto Calatrava ha ricevuto meno critiche per i suoi progetti.

Poi…

Ci sono i buoni, tanto buoni ma anche ribelli. Si ribellano ai cattivi che non sono più quelli dell’Impero Galattico ma adesso sono quelli del Primo Ordine, una sorta di PD di concezione Renziana; più fighi e moderni rispetto all’Impero. Pare che facciano tanto ma in realtà chiacchierano e basta, anche se a chiacchiere fanno comunque parecchi danni, proprio come il PD.

Insomma, dicevo, ci sono i buoni che non vogliono che i cattivi distruggano la galassia. Questi buoni, che sono i soliti ribelli degli altri film di StarWars con l’aggiunta di qualche altro proselite, hanno una base su un pianeta e si organizzano per fare un attacco al pianeta stile Morte Nera partendo dalla loro base che in questo capitolo della saga non è su un pianeta di ghiaccio, come ne “L’impero colpisce ancora”, ma è su un pianeta nei pressi di Londra… almeno lì si trova la location dove hanno girato la scena. Insomma vogliono sferrare un attacco a quella non Morte Nera travestita da pianetone. Stesso centro di comando, stessi personaggi, più o meno, con qualche decennio in più sulle spalle ma la situazione è pressochè immutata.

Poi c’è una “fighetta”, neppure tanto ma è pur sempre una che fa la fighetta cercando di essere anche un po’ maschiaccio. Vivacchia sul suo pianeta desertico che pare Tatooine ma non è Tatooine.

OK, però è desertico ugualmente.

Sì ma è un altro.

Ma con tutti i pianeti che potevano inventarsi nell’universo StarWars dovevano farne un altro desertico pressoché identico a Tatooine?

rey-star-wars-force-awakens-163332Evidentemente sì. Comunque, bando ai granelli di sabbia, la “moderata fighetta” si mette occhiali e copricapo a turbante per coprirsi testa e volto quando si aggira negli interni e si toglie tutto quando è fuori in piena luce solare ed esposta alle sabbie del deserto e alla guida del suo Speeder Bike.

daisy-ridley-as-reySì lo sai, è alla luce che è più fighetta del solito, al buio non si vede tanto e quindi può anche indossare qualcosa che le permetta di essere un po’ più alternativa underground compilation

Ok… allora lei raccoglie rottami, a differenza di Luke Skywalker in StarWars III che faceva il contadino su Tatooine.

Vedi? Qui c’è la differenza. Lei fighetta che raccoglie la monnezza e lui è ì biondino che fa il contadino, fa anche rima.

SSSSì.. Fammi continuare, dai.

Allora dicevo: lei raccoglie i rottami di astronavi imperiali precipitate sul suo pianeta.

E che ci fanno le astronavi imperiali sul pianeta della fighetta?

Intanto cominciamo a dare dei nomi: la fighetta si chiama Rey. Quindi, Rey raccoglie questi rottami e… lascia perdere del perchè sono cadute le astronavi imperiali sul pianeta di Rey che si chiama Jakku; come Jocca ma con due “K” e la “u” finale.

Quindi… su Jakku, Rey sopravvive raccogliendo questi rottami e rivendendoli al solito mercante di roba vecchia stile Watto in StarWars I ma più grosso e senza ali. Quindi Rey, una volta legata alla poltrona del cattivo di turno, scopre che ha la forza.

Sieee, bella forza! O come mai tutti i Jedi si fanno un mazzo così per imparare a sentire e usare la forza e lei su un lettino, prende e si sforza così?? Senza sapere neppure cosa sta facendo?!?!

Si ma lei è figlia di qualcuno che aveva la forza, tanta forza e quindi…

Di Yoda! E’ figlia di Yoda, dai!

Ma come fa ad essere figlia di un nanerottolo verde, su! Ti ho detto che è fighetta, allora non mi ascolti.

Allora è figlia di Leila, sì, sì è figlia di Leila e di Luke Skywalker.

Ma come fa ad essere figlia di Leila e Luke? Sono fratelli! Ma sei fuori di testa? Sono entrambi Skywalker o quasi.. urca! Leila fa Organa di cognome; ah no! solo nella versione italiana, in realtà sarebbe Leila Amidala Skywalker.

Allora è figlia di, diiiiiii …. non lo so, mi arrendo.

Ecco, allora lasciami continuare, tanto non ci si capisce nulla lo stesso.

Stewie_as_VaderDicevo che lei, dopo tante peripezie, si trova su un letto, legata, prigioniera del cattivo che non è Dart Fener e neppure Dart Vader e neanche Burt Simpson o Stewie dei Griffin. E’ uno che salta fuori così, alla chetichella… Si chiama Kylo e nonostante il nome non è riuscito a far PESARE il suo carisma. Diciamo pure che aveva più carisma Stewie dei Griffin quando impersonava Dart FenVaderetrocome cavolo si chiama…

kylo-ren-headerComunque, il cattivo c’è, ha una maschera e fin tanto che se la tiene, e non si sa neppure perchè la tenga, è un gran cattivo. Ha anche la vociona. Poi Rey che non si fa gli affari suoi lo sfida a togliersela e lui se la toglie. Un uomo tutto d’un pezzo, non c’è che dire.

In sala eravamo tutti in trepida attesa. Un silenzio glaciale era calato tra il pubblico in attesa di vedere il volto di Kylo e poi…

Ma KyLo ha mandato questo qui?

Ha una faccina a ragazzino, ha pure i nei in volto. Se non fosse per i capelli lunghi assomiglierebbe proprio a Renzi. Questo film mi sembra sempre più la Leopolda.

star-wars-7-kylo-ren-unmasked-picComunque Kylo si è tolto la maschera e ha fatto la frittata. Oramai è fatta e ce lo dobbiamo tenere. Quindi abbiamo pure un cattivo che non ha carisma e col volto di un ragazzotto che si è tolto il casco appena sceso dal motorino e che ostenta le sue belle orecchie a sventola.

Però ha una spada laser che è una roba pazzesca. Spara fiamme rosse e ha pure l’elsa dalla quale si sprigionano altre due fiamme rosse laserate. Nel senso che sono dei laser ma talmente “cattivi” che hanno pure le fiamme.

Allora con questa spada fighissima spacca tutto?

Si, soprattutto gli arredi delle sue astronavi. Sei com’è, il ragazzo è un po’ irascibile, è giovane ma anche vanitoso e presuntuoso. Mi ricorda proprio Re… vabbé, lasciamo perdere questo argomento. Comunque Kylo si arrabbia spesso perchè nessuno lo caga.

Ma come?!

Sì lui vuole fare cose, dire cose, spostare cose ma i suoi soldati gli danno poca retta a cominciare da Finn.

finn-john-boyega-1150x600Finn? Huckleberry Finn??

No Finn, il tesserato che si è ribellato al PD… no scusa, quella è un’altra storia. Finn è un soldato del Primo Ordine che si ribella al Primo Ordine perchè non gli piace mettere Ordine come vogliono fare i cattivi del Primo Ordine.

Chiarissimo!

Finn è un nome che gli è stato dato da Poe Dameron, uno dei ribelli buoni che va a giro con i Caccia ala ad X o X-Wing, se lo vuoi dire alla Lucas. In realtà Fin si chiama FN-2187 ed è un soldato.

Allora è un clone come in StarWars II?

No non è proprio un clone, anzi dovrebbe essere un umanoide ma non ho ben capito di quale razza, sicuramente non caucasica.

Ma Finn che fa?

Scappa poi combatte, poi flirta con Rey ma come in ogni “buon script” che si rispetti quando c’è un gioco di coppia, prima i due si odiano e poi dopo si amano.

Ma allora come Luke e Leila?

Hummmmm! Ti ho detto che i due sono fratelli, anche se “pareva” che flirtassero in StarWars IV. Leila amava Ian Solo.

Ah!.. Ok

Quindi Finn aiuta Rey a fare cose mentre scappano, vanno da un pianeta all’altro e incontrano Edna Mode.

Chi, quella de Gli Incredibili?

Maz-Kanata-1Sì, più o meno, dopotutto StarWars II è della Disney, come Gli Incredibili. Probabilmente alla Pixar Animation Studio avanzava qualche modello 3D di Edna e lo hanno utilizzato per realizzare Maz Kanata, la “locandiera” o “piratessa” spaziale che accoglie il mal’assortito gruppetto di sedicenti buoni della galassia che si accingono ad andare alla base dei ribelli.

Maz Kanata li riceve all’interno di un bar, tipo la Cantina in StarWars IV ma con altri personaggi alieni, simili a quelli della Cantina ma comunque diversi e c’è uno in particolare che sembra Jabba the Hutt con tanto di “donnina allegra” al suo fianco, stile Leila incatenata come compare ne Il Ritorno dello Jedi.

Ma che fa ‘sta Kakata?

Kanata, ho detto Kanata! Già assomiglia a Edna Mode de Gli Incredibili, ad una delle bambole di pezza di “9” o al personaggio Abe Sapien di Hellboy, poi la chiami anche Kakata…

Insomma, Kanata dice cose al gruppetto di turisti e fa in modo che Rey trovi la spada laser di Luke Skywalker che riponeva nella cantina della Cantina in attesa che qualcuno venisse a prendersela.

E che ci fa Rey con la spada laser di Luke?

Si spara un film che è un mix tra il suo passato e una proiezione del futuro, o roba simile. In pratica, come la trova la afferra e nel momento in cui la tocca parte un trip pazzesco di immagini. Diciamo che è da qui che anche lei sospetta che non deve essere tanto normale.

Ma scusa, i vecchi personaggi come Ian Solo, Chewbacca, R2-D2, C-3PO, Leila, Luke, che fine hanno fatto?

Ci sono, ci sono, chi in buona forma, vedi Chewbacca, e chi risente degli anni. Comunque, Ian Solo è tornato a fare l’azzeccagarbugli insieme a Chewbacca. Entrambi vengono reclutati, loro malgrado, da Rey e Finn per andare in cerca della base dei ribelli per consegnare una parte di una mappa spaziale nascosta dentro BB-8 che dovrebbe mostrare dove si è nascosto Luke Skywalker; unico, pare, Jedi della Galassia (almeno tra quelli che hanno il patentino).

BB-8_su_JakkuBB-8?

Sì, è il nuovo droide astromeccanico “palliforme” presente in questo film. Il nuovo trastullo per gli spettatori e il Santo Graal del merchandising Disney.

Dentro BB-8 c’è un dispositivo nascosto da Poe Dameron e che contiene una porzione di quadrante stellare che serve a trovare Luke. Un po’ come accadde tra R2D2 (alias C1-P8 per gli italiani) e Leila che voleva inviare un messaggio a Obi-Wan Kenobi senza farlo finire nella amni dell’Impero; lo inserì in R2D2 e lo mandò a giro per la galassia fin tanto che il droide non raggiunse Obi-Wan Kenobi.

Noi abbiamo gli smartphone e un sacco di altri device che ci connettono costantemente tutti ovunque ci troviamo e “loro”, in una galassia lontana lontana, in un’indefinita data nel futuro, per inviarsi un messaggio devono ricorrere ad un espediente tipo messaggio in bottiglia dove la bottiglia viene sostituita da un droide… Boh! Comunque, il robot palla fa il suo dovere, chi non lo fa è C-3PO.

O questa? Perchè non fa il suo dovere?.

Ma che devo dirti… nel vedere una porzione della mappa contenuta in BB-8 non riesce a confrontarla con nessuna altra mappa stellare contenuta nel suo database. Quando invece R2-D2 si riattiva, dopo una ricarica durata tutto il film, e proietta un’immagine della galassia in cui manca solo il pezzetto che custodiva BB-8, tutto diventa chiaro e comprensibile. Non è che il pezzetto in questione fosse ripiegato tipo origami o fosse sbriciolato e rimescolato in milioni di pezzi, era solo un tassello, tipo puzzle, facente parte di un’immagine più grande. Il droide protocollare non è riuscito a capirci una mazza.

Va bé, insomma, dai, te lo dico… Leila ha tromb… con Ian Solo ed è venuto fuori questo gioiello di ragazzone che è Kylo Ren che voleva fare lo Jedi. Poi sai come vanno a finire queste cose: trovi certi amici, ti fanno storie, conosci qualche ragazza, fai tardi la sera e ZAC! Rinneghi tutto e passi al lato oscuro della forza facendoti un tuo club con tanto di distintivi, affiliati e astronavi galattiche.

Ma chi cacchio gli dà i soldi per fare tutto questo?

Le tessere di partito e i due euro quando fai le primarie, di solito funziona così; poi ci metti qualche festa del Primo Ordine, dove trovi i volontari a vendere tortellini e rosticciane, e il gioco è fatto. Poi ci sono le coop e con quelle lo sai che ci puoi fare tanti soldi. Comunque Kylo Ren si fa il suo bel Impero 2.0 anche perchè alle sue spalle c’è qualcuno di grosso che lo protegge e lo addestra a modino.

Chi? le banche?

star-wars-il-risveglio-della-forza-andy-serkis-smentisce-una-teoria-248692-640x360Macché banche è il Leader Supremo Snoke, alla faccia della modestia… Una sorta di mega ologramma che ogni poco incalza sulla nullafacenza di Kylo Ren e invita a giocare alla guerra il Generale Hux dell’armata del Primo Ordine. Hux è un guerrafondaio che mal se la star-wars-the-force-awakens-domhnall-gleesonintende con Kylo col quale ingaggia spesso dei battibecchi che paiono usciti da Modern Family ma in compenso è tanto bravo ad intrattenere le folle di soldati a cui dispensa discorsi da vero leader fatti di bla e altri bla e perchè noi siamo così e loro sono cosà… Insomma, la solita roba che si sente alla Leopolda.

Comunque, PD a parte, anche qui ci sono botte e schianti ma gli unici due colpi di scena sono…

Dai! Hai spoleirato fino ad ora e adesso che sei alla fine non mi dici il più?!

Va bene.

Il primo è la morte di Ian Solo per mano del suo amato figlioletto Kylo che in una scena originalissima trova la morte su una passerella che collega due lati di questi assurdi luoghi open space che caratterizzano il nulla degli impianti di morte dei cattivi di turno.

Mi chiedo anche, oltre a chi sia l’architetto citato in apertura, di chi si servono i cattivi di StarWars come consulenti per la sicurezza sul lavoro. Mai che ci fosse una ringhiera, un parapetto o due cartelli tipo “attenzione pavimento bagnato” nei pressi dei mega baratri che si aprono in ogni dove all’interno di questi altrettanto mega ambienti inutili ma che fanno tanto: “oh! Si vede che abbiamo soldi e siamo potenti, vero?”

Il secondo vero colpo di scena è la suddetta ciulata tra Solo e Organa da cui è nato, appunto, quel capolavoro di kylo.

Questo me lo avevi già detto.

E lo so ma non c’è mica tanto altro, sai?

Diciamo pure che chi ne esce veramente bene in questo settimo capitolo di StarWars è Chewbacca che ha un ruolo più caratterizzato, ironico e ricco di sfumature.

Ma le astronavi? Almeno quelle ti saranno piaciute?

I modellini della LEGO? Insomma… Lo shuttle di Kylo Ren è la brutta copia dello shuttle imperiale in versione dark a cui sono state tolte le varie stondature e l’alettone centrale dorsale che lo rendevano molto accattivante e moderno. Nello shuttle black di Mr. Kylo, tutto è spigoloso e nero, proprio per renderlo più facile da realizzare con i mattoncini LEGO; altra trovata Disney per dare un bell’aiuto al merchandising.

Le altre astronavi?

Le uniche che si vedono bene sono gli X-Wing dei ribelli e un po’ i caccia TIE del Nuovo Ordine che sono diventati ancora più neri. Gli incrociatori stellari si vedono ma mai nella loro interezza, solo dettagli e mai inquadrature che ne permettano di godere a pieno la loro magnificenza e grandiosità.

OK, e il Millennium Falcon?

Stiga! E’ l’unica macchina che col passare del tempo migliora. Fosse vino lo capirei. Gli stessi eroi di questo StarWars la definiscono un rottame ma nonostante ciò si muove molto meglio rispetto a come lo abbiamo lasciato nei precedenti episodi. Non solo, si permette anche di precipitare sullo pseudo pianeta in stile Morte Nera e non farsi una mazza.

Uffina.. ma almeno i mitici decolli e atterraggi ci sono stati?

Che vuoi decollare… è un po’ come con i droni in Italia. “Tanto rumor per nulla”; non si vede decollare nulla. Una delle cose che davano la sensazione di potenza, di maestosità ma anche di peso e lotta contro la gravità erano proprio i decolli e gli atterraggi del Millennium Falcon come quelli delle altre astronavi viste nei precedenti episodi di Star Wars. In questo tutto si consuma velocemente. Vedi il prima, il dopo e poco o nulla del durante, inteso come atterraggio o decollo vero e proprio.

E va bene, ma almeno Luke Skywalker ha salvato tutto, no?

NO! Credo che a 30″ di presenza in scena non ci arrivi. Non dice una mazza e per giunta si è pure ritirato su uno scoglio, scoglionato pure lui, a non fare praticamente nulla, solo perchè come insegnante Jedi si è dimostrato un fallimento. Facessero così anche i Ministri della Pubblica Istruzione italiana oggi non avremo i problemi della scuola che abbiamo.

Ecco… ci siamo fatti queste due chiacchiere su StarWars VII.

In sintesi ho trovato questo film piuttosto lento nella prima parte e un bel “mappazzone” nella seconda. Mi sono immaginato J.J.Abrams a cui gli veniva detto che avrebbe diretto StarWars. Per non fare cazzate come in Super8 o in Lost che ha fatto? “Copia e incolla” di ciò che ha funzionato nei precedenti episodi riproponendolo in una chiave più attuale. Più che un sequel questo StarWars sembra un remake dei precedenti episodi. Un film a cui manca coralità e magnificenza, privato di quegli ingredienti che ti facevano capire che lo spazio era veramente grande, che era popolato da mondi e creature fantastiche e che tutto aveva un senso perchè quel tutto ruotava attorno al bene e al male alla forza e al lato oscuro di essa. I cattivi erano cazzuti e i buoni erano veramente forti. Ora i buoni sono una ragazzina, un soldato disertore in sovrappeso, un Wookiee e un droide a forma di palla che rotola e sbatte tra un lato e l’altro della galassia. I cattivi sono dei bimbi minchia e un mega ologramma stile LaserShow a Gardaland.

Comunque, diciamo che “andava visto” e che sicuramente, per quanto io, voi, tutti noi possiamo parlarne bene, male, così e così, questo StarWars VII si pone come ennesima pietra miliare nella storia del cinema; gli incassi lo dimostrano e tutto ciò che è stato prodotto e che verrà realizzato in seguito testimoniano quanto sia potente la macchina Lucas, Abrams, Disney…

A me resta solo un lontano, fievole tremito nella forza.

Crediti foto:

Movieland Park – 10 anni di divertimento all’insegna degli action movie, e non solo

Durante i 10 anni di attività di Movieland Park, l’ho visitato almeno 6 volte e nonostante la crisi e i vicini concorrenti di nota fama, il parco dedicato al cinema, nato sulle rive del lago di Garda, ha saputo rinnovarsi e annoverarsi tra i parchi a tema più interessanti d’Italia.

…e non solo. Mi sono sempre piaciuti i parchi a tema. Sarà perchè riescono a trasmettere atmosfere e sensazioni uniche, sarà che, almeno in alcuni, si riesce a vivere effettivamente una sorta di magia, sarà che occupandomi di grafica e comunicazione visiva trovo in questi luoghi “pane per i miei denti”… devo dire a gran voce che Movieland Park è un parco a tema davvero ben concepito e in grado di lasciarti sensazioni positive.

Per gli amanti del genere premetto che chi scrive è stato almeno una quindicina di volte a Gardaland, una decina a Eurodisney (Parigi), una volta all’Acquario Sea Life di Val d”Europe (Parigi) una volta a Rainbow MagicLand (Valmontone nei pressi di Roma), quattro volte a Mirabilandia, una volta a Filmpark Babelsberg nei pressi di Berlino, una volta al Acquario Sea Life sul Garda, una volta alla Doctor Who Experience a Cardiff Bay (Regno Unito) e una volta al Madame Tussauds di Londra. Non mi considero un’autorità del settore ma credo di poter esprimere un giudizio quantomeno competente e referenziato in materia di parchi a tema.

loghimovieland-logoTornando a Movieland posso dire con certezza che in dieci anni di attività ho assistito a notevoli cambiamenti, tra cui il nome che è cambiato divenendo oggi Movieland Park. Alcune modifiche sono dovute a preventive pianificazioni di sviluppo ed espansione con il conseguente incremento del numero delle attrazioni. Altre sono motivate dai naturali mutamenti delle mode, dalla crisi e dai relativi costi di gestione che spingono a rivedere scelte già fatte o a farne di nuove per mantenere un’offerta all’altezza del mercato e in linea con i propri standard qualitativi. Senza scendere in dettagli di natura economica, che oltretutto non mi competono, mi soffermo ad esternare alcune considerazioni di tipo più pratico, estetico ed emozionale.

Partiamo da quelle pratiche.

Il parco non è grande ma ritengo che le dimensioni, in questo caso, non contino più di tanto. Movieland Park non ha molte possibilità di espansione rispetto alla sua attuale area. A destra confina con il complesso Acquapark di Caneva World, di cui fa parte, a sinistra con una strada e alcune villette private. Sul davanti c’è la strada principale: la gardesana, e, alle sue spalle, restano disponibili poche decine di metri quadri di terreno prima di raggiungere altre aree private e il lago di Garda. Nonostante questo, Movieland Park è riuscito a condensare in uno spazio contenuto decine di attrazioni e teatri in un modo unico e coinvolgente. A parer mio, per come è stato concepito, la penuria di territorio è un vantaggio. Non si tratta di vedere il solito bicchiere, in questo caso “mezzo pieno”, si tratta di essere obiettivi. La sua dimensione contenuta è uno dei suoi punti di forza. Il parco non è dispersivo, è facilmente percorribile e non è stancante anche dopo un’intera giornata trascorsa al suo interno. Le attrazioni sono ben disposte lungo la “main street” che percorre longitudinalmente il parco separando in due linee parallele le varie edificazioni che celano o incorniciano le numerose attrazioni disposte tra il lato sinistro e destro della strada. Questo fino ad arrivare nei pressi dell’attrazione più grande del parco, il set dove si svolge il RAMBO Show. Da qui si può deviare a sinistra continuando a percorrere la strada principale che compie una “S” conducendo verso un nuovo percorso in linea retta che che si sviluppa in leggera discesa verso il lago offrendo altre numerose attrazioni.

Rambo Show
Rambo Show

Ciò che è interessante analizzare sono le scelte estetiche e architettoniche che caratterizzano il parco. Poichè tutto ruota attorno al mondo del cinema, Movieland Park si propone attraverso una veste che riprende un po’ i grandi parchi americani che sfruttano questo tema, soprattutto MGM Studios e Universal Studios. Entrando nella main street, attraversando l’arco posto all’ingresso, si ha subito la sensazione di essere immersi in un grande set cinematografico. Restando fermi sul posto l’occhio può perdersi nei vari dettagli offerti dalle numerose scenografie. Gli studios, dove si svolgono gli spettacoli e dove risiedono le numerose attrazioni, sono caratterizzati dal tema che al loro interno viene proposto, attraverso scenografie molto curate e coinvolgenti.

Horror House
Horror House

Ad esempio, la Horror House, è una delle attrazioni che è riuscita a mutare nel corso di questi 10 anni sapendosi rinnovare e offrendo, anche ai clienti più avvezzi come me, uno scenario nuovo e sempre emozionante. Per chi desidera provare sensazioni forti, ma senza alcun pericolo, la Horror House è un’attrazione / spettacolo che coinvolge il visitatore proiettandolo all’interno di un’ esperienza tesa a rendere omaggio ai film horror più famosi; tutto coadiuvato da sapienti giochi di luci, uso di scenografie ben studiate e, soprattutto, grazie alla presenza di veri attori che emergono dal buio interpretando vari ruoli tra i protagonisti più famosi del genere. Attori che comunque restano a debita distanza dalle persone che si trovano a percorrere un lungo e tortuoso sentiero segnalato da lucette rosse che indicano il cammino da seguire.

Come ho già scritto all’inizio di questo post, ho avuto il piacere di frequentare altri parchi di divertimento e di provare attrazioni incentrate sul tema horror. Nessuna tiene testa a questa, ve lo assicuro.

Ciò che a me piace più di ogni altra cosa di Movieland è il “lato umano”. In gran parte delle attrazioni, e anche in giro per il parco, ci sono attori che interpretano personaggi del mondo del cinema. Persone preparate, appassionate, che trasmettono calore coinvolgendo il pubblico in modo educato, mai aggressivo e mostrandosi sempre disponibili anche alle richieste dirette dei visitatori.

E’ una cosa a cui tengo molto e che distingue Movieland dagli altri parchi a tema che ho visitato. A prescindere dagli investimenti in tecnologie, strutture, attrazioni, ecc., sicuramente importanti e necessarie, ciò che fa la differenza è il rapporto umano. Questo è sicuramente un altro punto di forza di Movieland. Mi auguro di cuore che le scelte future della direzione del parco, magari tese a riorganizzare e rivedere qualcosa in virtù della crisi, non mettano al primo posto i tagli al personale. Delegare il divertimento ad una mera “giostra” non è la soluzione più indicata. A Movieland regna un’atmosfera di coinvolgimento totale del pubblico. Sia che questo voglia farsi i fatti suoi, assistendo semplicemente ad un evento, attrazione o spettacolo, oltretutto tutti di alto livello, sia che si desideri un coinvolgimento più diretto e personale, come un flash mob, o venire “rapiti” da un generale russo all’interno del set del Rambo Show per poi farsi liberare da John Rambo “in persona”.

Durante la mia ultima visita al parco, lo scorso 4 agosto, ho avuto modo di soffermarmi a parlare con un po’ di attori e personale del Movieland. Sono rimasto sorpreso per la spontaneità, i sorrisi, la disponibilità e la gentilezza che ognuno di loro mi ha dimostrato. Anche chi aveva fretta perché la sua presenza era richiesta altrove per assolvere ai propri compiti, ha avuto il garbo di salutare, sempre, e se fermato di rispondere alle richieste.

Gli attori, ballerini, stunt e il personale di servizio del parco sono elementi essenziali e vitali del parco stesso. La cosiddetta “Magia”, tanto decantata altrove in parchi più blasonati di Movieland, si innesca solo attraverso alcune regole fondamentali.

  1. Atmosfere: la capacità di gestire in modo opportuno le luci, i colori, le scenografie e le musiche in linea con il contesto della storia e dell’ambiente riprodotto
  2. Diversificazione: la capacità di non essere mai uguali mettendo al centro dell’attrazione / spettacolo, persone e non solo tecnologie. Realizzare un parco di divertimenti non è una cosa banale ma è sbagliato pensare di avere successo facendo un “copia e incolla” di realtà concorrenti già consolidate. Un parco a tema non è solo montagne russe e attrazioni adrenaliniche. Si può riuscire a creare qualcosa di originale e attrattivo usando l’ingegno e non acquistando “da catalogo” attrazioni che si vedono un po’ ovunque.
  3. Passione: facendo le cose usando il cuore, trasmettendo trasporto e coinvolgimento al pubblico che assiste.
  4. Intelligenza: avere la capacità di conoscere il proprio personale, ciò che è in grado di fare e tirare fuori il meglio da ognuno.  Aggiungerei anche umiltà che insieme all’intelligenza permette di avere una visione obiettiva, in grado di valorizzare le proprie risorse senza ostentare.

Questo è Movieland. Un piccolo grande parco che offre emozioni, divertimento e gioia. Vi assicuro che al termine di una giornata trascorsa al parco uscirete appagati e sereni.

Kitt Superjett
Kitt Superjett

Per coloro che non sono ancora stati a Movieland ho alcuni suggerimenti da dare. Non perdetevi la nuova attrazione Kitt Superjet, ispirata alla serie televisiva Supercar. Non mi dilungo in tediose descrizioni, guardate questo video nel quale il sottoscritto e la sua dolce consorte (i primi due in seconda fila a destra) si lasciano strapazzare da un bravissimo pilota alla guida di un potentissimo motoscafo spinto da due motori Mercruiser da 600 cavalli.

Anche questa attrazione, che comunque necessita di un potente motoscafo sviluppandosi attorno al franchise di Supercar, ha la caratteristica di offrire un’esperienza sempre diversa anche se ripetuta più volte. I piloti alla guida dei motoscafi si alternano, quindi ognuno ha uno stile di guida diverso ed essendo uomini e non macchine, ogni giro al Kitt Superjet rinnova le proprie aspettative e il coinvolgimento.

Kitt Superjet è stato introdotto quest’anno, in occasione del decimo anniversario del parco. E’ stato sicuramente uno sforzo non indifferente considerando il costo dei motoscafi, l’esborso delle royalties che sicuramente andranno a chi detiene i diritti della serie Supercar, l’investimento per allestire l’impianto che predispone alla fruizione di questa attrazione e i piloti. Oltre ai potenti motoscafi, che ospitano a bordo ben 14 persone e un pilota, è stato allestito un set in cui è presente il grosso Knight Trailer Truck, il camion che nella serie televisiva trasporta la Supercar e che in questo caso funge da portale d’accesso all’attrazione. Percorrendo il suo lungo rimorchio, accedendovi dal retro, si arriva verso la metà trovandoci davanti proprio “lei”, la Supercar che ci accoglie con le sue luci rosse in movimento perpetuo, pronta all’azione. Poi si prosegue verso la zona d’imbarco dove è possibile acquistare, attraverso un distributore automatico, dei braccialetti muniti di memoria USB. A soli 6 Euro potete acquistarne uno, lo consegnate al personale incaricato presente all’interno della zona di imbarco. All’uscita vi fermate presso una postazione di controllo, ben visibile, presso la quale il vostro braccialetto vi sarà riconsegnato col filmato della vostra “missione” che potrete rivedere a casa vostra, come quello che avete visto in questo post. Oltretutto la memoria USB è da 4Gb, quindi utile da portare con voi per tutti gli usi futuri.

Tra le altre novità da menzionare sicuramente ce ne è una in particolare legata all’aspetto cibo. La Locanda di Zorro è stata trasformata nel Rodeo Grill. Con la formula “All You Can Eat“, ovvero che puoi mangiare tutto quello che vuoi. Questo ristorante propone una serie di menù che partono da Euro 16,90 fino ad un massimo di Euro 20,90. Vi assicuro che vale la pena provare. So che per molti 16,90 Euro possono sembrare molti ma vi garantisco che per questa cifra potete servirvi senza limitazioni ad un buffet ricchissimo di verdure, riso freddo, tonno, pasta fredda, fritti, patatine, dolci e bevande (birra, acqua, Pepsi). Ripeto, mangiate quanto volete e cosa volete e soprattutto non le solite cose da fast food.

rodeo_grill

Io che sono un po’ fissato con l’alimentazione mi sono trovato benissimo. Durante la giornata al parco mia moglie ed io siamo stati al Rodeo Grill sia a pranzo che a cena potendo mangiare davvero bene, senza alzarci da tavola con la fame e soprattutto potendo nutrirci con tutte le verdure, del tonno e le bevande che volevamo, caffè compreso.

Non solo, la sera ho avuto modo di scambiare qualche parola con una paio di persone che lavoravano al Rodeo Grill. Ragazzi disponibilissimi, gentili e motivati. Colgo l’occasione per salutare e ringraziare in particolare Denis che è stato il nostro cuoco che ha preparato una meravigliosa Ranch Steak (bistecca alla brace). Tra le altre cose mi ha spiegato che le carni che sono servite al Rodeo Grill sono tutte italiane e di ottima qualità. Devo dire che provando la carne che mi ha preparato ho potuto constatare quanto mi ha detto trovando il rapporto qualità prezzo davvero eccezionale. In sostanza, se ci pensate bene, ai 16.90 Euro che già comprendono una galassia di pietanze, con soli 4 Euro in più è possibile mangiare anche dell’ottima carne. Oltretutto l’atmosfera del Rodeo Grill è davvero piacevole. Calda, accogliente, scenograficamente richiama le atmosfere delle fazende californiane o delle fattorie del vecchio west. Al tramonto, mentre si è a cena, è possibile assistere ad uno scenario naturale unico col sole che cala riflettendosi sul lago di Garda che segna la conclusione di una giornata perfetta.

Ultima nota rapidissima. In alternativa al Rodeo Grill potete provare l’esperienza incredibile del Medieval Times. E’ un’attrazione – cena – spettacolo unica nel suo genere. A poche decine di metri dall’ingresso di Movieland, sempre nell’area del Canevaworld, all’interno di un castello medievale potrete immergervi in un’atmosfera caratterizzata da duelli, battaglie, sfide e contese tra cavalieri.

Medieval Times
Medieval Times

Mentre cenate, mangiando rigorosamente senza posate, assisterete ad uno spettacolo divertente e appassionante che vi vedrà schierati dalla parte di uno dei cavalieri che si contenderanno la mano della bella di turno. Se siete in coppia ma soprattutto con bambini o un gruppo di amici, meglio ancora, vi divertirete come matti.

Se avete visto il film Il rompiscatole (The Cable Guy) del 1996, con Jim Carrey e Matthew Broderick avrete sicuramente apprezzato la scena in cui i due protagonisti sono al centro di una contesa nel bel mezzo dell’arena di un Medieval Times americano. Oltretutto Jim Carrey in questo contesto particolare canticchia il motivo che accompagna un duello simile tra Spock e Kirk in Star Trek durante un particolare rituale vulcaniano. Non sarete portati al centro dell’arena, ve lo assicuro, ma la sensazione sarà simile se vorrete farvi trasportare dall’entusiasmo e la voglia di mettervi in gioco per un giorno.

Ritengo che Movieland sia terapeutico. Non nuoce alla salute (anzi) e può essere tenuto alla portata dei bambini.

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