Europa Report. La fantascienza senza mostri.

Europa Report, uscito nelle sale USA lo scorso giugno e a ottobre in versione DVD/Blu-Ray.

Europa Report - locandina
Europa Report – locandina

Al momento non ho notizia dell’esistenza di un distributore nazionale interessato a questo prodotto. Ciò non vuol dire che il film non sia interessante, anzi. Ritengo, dalle scene che ho visto in rete e da ciò che ho letto, che si tratti di un prodotto ben fatto, originale per molti aspetti e meritevole d’attenzione.

Il regista ecuadoriano Sebastián Cordero porta sullo schermo un film che trae spunto dalle notizie che giungono dalla comunità scientifica, in particolare dalla NASA, in merito al ritrovamento di acqua sotto i ghiacci di Europa, il quarto satellite di Giove e alla possibile presenza di vita primordiale.

Le novità in questa pellicola sono piuttosto evidenti e possono essere riassunte nel seguente modo. La prima, è dovuta alla location presso la quale si svolge la storia. Europa, una delle quattro lune di Giove. Non un pianeta misterioso extra solare o il solito, più inflazionato Marte. La seconda non è una presenza ma un’assenza. Non ci sono alieni, mostri né altre scomode presenze ad angosciare lo spettatore e a riportarlo per l’ennesima volta nella “fantascienza cliché” che negli ultimi anni siamo stati abituati a vedere.

Europa Report parla della missione terrestre verso il satellite di Giove, in cerca di quelle forme di vita che potenzialmente l’acqua potrebbe celare sotto diverse decine di metri di ghiaccio che ricoprono la superficie di Europa.

Ingaggiati dalla compagnia privata Europa Ventures, i sei esperti astronauti dell’equipaggio impegnati nella missione su Europa, si troveranno a dover gestire l’imprevedibile. Il fulcro della storia è proprio la paura di non tornare a casa, di trovarsi in una situazione di estremo pericolo in cui tutto dipende da come sapranno affrontare la perdita di uno dei membri dell’equipaggio, il guasto alla radio di bordo che li isola dalla Terra e la scoperta scientifica che il satellite di ghiaccio ha riservato per loro.

L’imprevisto è qualcosa che gli astronauti veri provano almeno una volta durante le loro missioni nello spazio. Ovviamente in modi differenti. Per quanto una missione possa essere pianificabile, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Cito “l’episodio della penna” che caratterizzò e risolse una parte cruciale della missione Apollo 11. Aldrin e Armstrong, rientrati a bordo del LEM, si accorsero di aver danneggiato con le loro tute extraveicolari il pulsante che avrebbe innescato i razzi di spinta che li avrebbero dovuti sollevare dalla superficie lunare. Grazie ad una penna, che Aldrin ha poi conservato con cura, riuscirono ad azionare l’interruttore che permise al LEM e al suo prezioso carico di vite umane di lasciare la Luna e ricongiungersi con il modulo orbitale per poi rientrare sani e salvi sulla Terra.

Pur essendo un prodotto low budget, Europa Report riesce a trasmettere le atmosfere delle missioni spaziali, parlo di quelle vere per chi come me segue quelle a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Gli interni della nave spaziale sembrano proprio quelli della ISS o dello Space Shuttle.

Tra gli attori ritroviamo il volto noto di Sharlto Copley (District 9 ed Elysium). che veste i panni dell’astronauta James Corrigan.

Speriamo che il film, almeno in DVD / BluRay, esca anche in Italia. Per adesso dobbiamo accontentarci del trailer.

Trailer del film:

Crediti:

Approfondimenti sul regista Sebastián Cordero:

Altri link.

Skinwalker Ranch. Sci-fi e paranormale in chiave documentaristica.

Skinwalker Ranch, uscita USA 30 ottobre 2013.

Skinwalker Ranch - poster del film
Skinwalker Ranch – poster del film

La regia è dell’attore, produttore e ovviamente regista Devin McGinn

Un film tratta dell’argomento UFO, alieni e di presunti abduction o, per chi non mastica termini da nerds, “rapiti dagli alieni”. Ennesimo film, pseudo documentaristico ispirato a fatti realmente accaduti.

Il film ruota attorno all’episodio più eclatante di una lunga serie a cui la famiglia americana, proprietaria dello Skinwalker Ranch, ha dovuto assistere e di cui è stata vittima. Avvistamenti UFO, mutilazioni di bestiame e, infine, il rapimento del figlio Cody di 11 anni.

Per certi versi questo film si riallaccia ad altre pellicole simili, più o meno celebri. Senza andare a scomodare quelle più conosciute come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (titolo originale: “Close Encounters of the Third Kind”). Parlo invece di quei film più di nicchia, che pare escano da un cassetto degli X-Files, fatti solo per “gli intenditori” o “appassionati” di mistero e ufologia. Quei film girati con budget limitati e  “che hanno il sapore di vero”. Per esempio: “Il quarto tipo” (titolo originale “The Fourth Kind”) del 2009 in cui fenomeni di abduction, avvenuti in un paesino dell’Alaska, venivano indagati attraverso l’ipnosi da uno psicologo. Oppure, altro interessante film che riprende l’argomento UFO e abduction, il più datato: “Bagliori nel buio” (titolo originale: “Fire in the Sky”) del 1992, che vede come protagonisti tre boscaioli dell’Arizona  testimoni di un evento che mette al centro della pellicola la scomparsa di uno dei tre, catturato da un raggio di luce. I due rimasti sconvolti per l’accaduto vengono sospettati dalla polizia di omicidio ma dopo una settimana, il collega e amico, ricompare, confuso e privo di ricordi della settimana appena trascorsa.

Skinwalker Ranch non è certo uno di quei film in cui gli effetti visivi sono i protagonisti assieme agli attori, talvolta, in assoluto. Il taglio documentaristico, le riprese con la camera a spalla, volutamente mosse, e la bassa qualità delle immagini che richiama ai filmati “domestici”, contribuiscono a rendere questo film “più vero” e a creare un ulteriore alone di mistero intorno alla vicenda,  tutt’oggi ancora inspiegabile. Per molti aspetti lo stile di ripresa ricorda “Paranormal activity” o, tornando più indietro nel tempo a “The Blair Witch Project” il film che ha aperto le porte al genere dei film “live cam”.

Crediti:

Approfondimenti sugli eventi avvenuti allo Skinwalker Ranch:

  • Sito web che raccoglie documenti interviste foto e video sugli eventi accaduti nella zona a partire dagli anni 1970.

Questo è il trailer:

The last days on Mars. Un veloce sguardo al lungometraggio fantascientifico di Ruairi Robinson


The last days on Mars
, in uscita nelle sale cinematografiche, almeno in quelle americane, il 6 dicembre 2013

The last days of Mars - locandina del film
The last days of Mars – locandina del film

Il film è diretto dal regista irlandese Ruairi Robinson, nominato alla  Academy Award per il suo corto Fifty Percent Grey. Vi consiglio di vedere alcuni lavori realizzati da Robinson. In fondo a questo post trovate i links.

Non conoscevo questo regista e ammetto che nel vedere i suoi precedenti lavori non posso che aspettarmi per il suo lungometraggio The last days on Mars, un film inquietante e piuttosto forte, anche “splatter”, soprattutto se si guarda il secondo trailer inserito nell’articolo.

Il film narra gli ultimi giorni di una spedizione scientifica terrestre su Marte. Una serie di eventi imprevisti sconvolgono le vite dell’equipaggio. L’insubordinazione di uno dei membri della missione, che decide di suo conto di approfondire alcune ricerche presso un sito marziano in cui sono state ritrovate tracce biologiche fossili, trasforma la missione sul pianeta rosso in un incubo. Tutto pare precipitare ma la speranza di uscire vivi è riposta nell’imminente arrivo della nave spaziale Aurora.

Un film che non credo lascerà un segno particolare nel panorama della cinematografia di fantascienza. Alcune scene richiamano alla mente pietre miliari del genere che pare debbano essere puntualmente evocate in ogni film in cui c’è un equipaggio, astronavi e lo spazio infinito. Temo sia “roba già vista”. Resta da capire, solo dopo aver visto il film, se il regista sarà stato capace di miscelare bene tutti gli elementi regalando al pubblico almeno qualche fugace momento in cui poter esclamare: “non male!”, Esclamazione non equiparabile al: “Wow!”, all’americana. Diffuso come termine ma sempre meno in uso per scarsità di pellicole meritevoli di tale esclamazione.

Primo trailer:

Per il Secondo trailer vi inserisco il link, senza preview perchè l’immagine scelta per presentare su YouTube il video è piuttosto cruenta:

Crediti:

Approfondimenti sul regista Ruairi Robinson:

Corti e spot commerciali girati da Ruairi Robinson: