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Insieme a te contro il tumore al seno dell’uomo e della donna.

Stamani a Prato ho avuto il piacere di partecipare alla conferenza stampa indetta dal Centro medico GYNAIKOS insieme a La Nara, Centro Antiviolenza Donna; Alice, Cooperativa Sociale e Sistema Salute Prato.

E’ stata un’occasione importante per parlare di attività sul territorio che vanno incontro alle esigenze del cittadino attraverso sinergie ed iniziative concrete tese a portare benefici a tutta la collettività.

Da una parte abbiamo GYNAIKOS che come centro medico privato, accreditato e convenzionato AUSL, intercetta specifiche esigenze e propone delle soluzioni. Nel caso specifico, attraverso l’impiego di un nuovo apparecchio mammografico ad alta risoluzione, a bassissime emissioni di raggi X e con un tempo di esposizione inferiore rispetto a quello necessario per effettuare un esame mammografico con gli apparecchi di generazioni precedenti.

Dall’altra abbiamo delle associazioni territoriali che si adoperano per aiutare le donne che subiscono violenze. Tema quantomai attuale e purtroppo caratterizzato da numeri (leggi: donne che hanno subito violenze) in costante crescita

Il risultato?

Fino alla fine di febbraio 2020 per ogni esame mammografico eseguite presso GYNAIKOS, verrà devoluto 1 Euro, della quota percepita dal centro medico per l’erogazione del servizio, al Centro Antiviolenza Donna “La Nara”.

Un modo concreto per dare un aiuto anche attraverso il coinvolgimento delle donne che si sottopongono ad una mammografia, quindi alla prevenzione del cancro al seno, facendole sentire partecipi di un progetto di condivisione e di solidarietà verso altre donne che stanno affrontando un momento molto difficile nella propria vita. Donne in difficoltà che possono trovare sostegno e conforto attraverso le associazioni che si adoperano sul territorio come il Centro Antiviolenza La Nara.

Non solo…

GYNAYKOS ha perfettamente capito che il problema del cancro al seno non è, come dico io, “solo roba da femmine” ma riguarda anche gli uomini, se pur con le dovute proporzioni rispetto all’incidenza di questa neoplasia riscontrata nelle donne. Ed è così che il centro medico pratese rivolge i propri servizi anche agli uomini cominciando a farlo partendo dalle proprie brochure informative attraverso le quali viene presentato il nuovo apparecchio mammografico e ribadita l’importanza di effettuare la prevenzione del cancro al seno, anche in età “pre screening”, prevista dal Sistema Sanitario Nazionale.

In questi opuscoli informativi risalta un fiocco “rosa e azzurro” e un claim semplice, efficace e chiaro: “Insieme a te contro il tumore al seno dell’uomo e della donna”, mettendo addirittura per prima la parola uomo.

Ritengo sia un importante quantomai significativo passo avanti che per molti versi anticipa di molto quello che probabilmente sarà costretto a fare nei prossimi anni il nostro sistema sanitario. Se per adesso stiamo ancora parlando di numeri bassi, ma è pur vero che il 2019 si dovrebbe chiudere con un bilancio nazionale di 500 uomini a cui verrà diagnosticato un cancro al seno. Oltre a questo si aggiunge il fatto che la diagnosi per l’uomo spesso è tardiva, per tutta una serie di dinamiche, prima fra tutte, la mancanza di informazione su questo tema.

Stamani ho potuto portare la mia testimonianza di uomo operato di cancro al seno e soprattutto mettere in evidenza questo gap comunicativo che sta decisamente causando seri problemi. Ben vengano iniziative private come questa promossa da Gynaikos alla quale, sono convinto, ne seguiranno altre.

Sabato 23 novembre, dalle 11:00 alle 19:00, il centro GYNAIKOS apre le proprie porte alla cittadinanza per presentare il nuovo mammografo di ultima generazione.


Segue comunicato stampa ufficiale :

Il Centro medico Gynaikos insieme al Centro antiviolenza La Nara

Solidarietà contro la violenza

il nuovo mammografo aiuta le donne
La Nara nel 2019 ha accolto 373 donne, il 70% italiane
La solidarietà contro la violenza si fa anche con la mammografia, grazie all’iniziativa che il Centro medico Gynaikos e il centro antiviolenza La Nara mettono in piedi a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza alle donne. In occasione dell’inaugurazione del nuovo mammografo 3D infatti, il centro Gynaikos donerà 1 euro per ogni esame eseguito a sostegno dell’attività di aiuto alle donne e ai loro figli nel percorso di uscita dalla violenza, nel recupero della propria autonomia e nella reintegrazione sociale.
Questa mattina nella sede di Gynaikos la responsabile del Centro Carla Biasio, insieme alla presidente Francesca Ranaldi e a Lori Dragoni del Centro La Nara, presentano l’iniziativa.
Il Centro Antiviolenza La Nara – nato nel 1997, gestito da Alice Cooperativa Sociale di Prato, sostenuto da Comune di Prato e Regione Toscana e finanziato anche attraverso donazioni e progetti – accoglie donne vittima di violenza, fisica e psicologica. Nel 2019 le donne che si sono rivolte al centro sono state 373, un dato sicuramente in crescita rispetto al 2018. Di queste circa il 70% sono italiane, ma è utile sottolineare che le altre appartengono a oltre 20 etnie diverse. Vittime al 90% di mariti, fidanzati o ex, le storie di queste donne sono in genere ben lontane dal cliché dello sconosciuto che colpisce in un vicolo buio. Al contrario tutto si svolge quasi sempre fra le mura domestiche, in un tunnel di maltrattamenti e soprusi da cui si esce (e si denuncia) con difficoltà e molta sofferenza.

Controlla il tuo seno, aiuterai chi è vittima di violenza è il titolo dell’iniziativa, che prende avvio sabato 23 novembre con l’inaugurazione (dalle 11 alle 19, viale della Repubblica, 141) del nuovo mammografo, uno strumento digitale con tecnologia di ultima generazione che assicura immagini di alta qualità in 3D (tomosintesi), basse dosi di raggi x e una significativa riduzione dell’esposizione. Tutto a vantaggio della sicurezza e di una diagnosi più accurata ed efficace.
Fino al 28 febbraio quindi si potrà unire un gesto di prevenzione e di cura con un aiuto concreto a chi è vittima di violenza e l’iniziativa non riguarda esclusivamente le donne. Il tumore al seno infatti è una delle neoplasie più diffuse al femminile, colpisce una donna su 8, solo l’1% dei carcinomi mammari riguarda uomini, ma si tratta di un dato sicuramente in crescita.
Ma c’è di più, l’dea di legare prevenzione e solidarietà non nasce solo dall’intenzione di offrire un ulteriore incentivo alla prevenzione, ma anche dall’ipotesi che violenza e malattia, in particolare tumore, abbiano una qualche correlazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2012) ha evidenziato come la violenza abbia implicazioni dirette e indirette sulla salute e su patologie come il cancro. Le donne che subiscono violenza e che hanno o hanno avuto un tumore al seno sono doppiamente a rischio dell’insorgenza di problemi di adattamento, insonnia, ansia, depressione e spesso non ha la possibilità oggettiva e psicologica per sottoporsi alle cure del caso.

SISTEMA SALUTE

  • Gynaikos viale della Repubblica 141 0574 584453
  • Diagnosys via Lepanto 21 0574 25063/31303
  • IAMA via Pistoiese 613/2 0574 433466
  • Studi Medici Galilei via Umberto Terracini 9 0574 875678
  • Etrusca Medica via Pistoiese 219 0574 606505
  • Area Sanità via Don Milani, 7 SEANO 055 8706950

Aggiornamento del 20.11.2019

Articolo apparso su TVPrato Qui Notizie: Gynaikos insieme a La Nara, solidarietà contro la violenza: il nuovo mammografo aiuta le donne

Io accanto ad un bel fiocco rosa e azzurro e al nuovo mammografo 3D del centro medico GYNAIKOS

#meserosa -12 ottobre, Firenze. Nel segno della prevenzione del cancro al seno anche al maschile

Stamani ero a Firenze in Piazza Santa Croce, invitato dal Rotary Club San Casciano Chianti, per parlare del cancro al seno maschile presso il punto di prevenzione Lilt Firenze Onlus dove era presente anche l’unità mobile mammografica ISPRO congiuntamente ad una unità mobile per visite oculistiche gratuite ai cittadini..

In generale è stata un’occasione importante per parlare e fare prevenzione. Per quanto mi riguarda è stata un’opportunità per sensibilizzare gli astanti sul tema del cancro al seno anche come un problema che riguarda gli uomini.

Ho parlato con tante persone, alcune delle quali, non nascondendo il loro stupore, non sapevano che anche l’uomo può avere un cancro al seno.

Sono questi i momenti che permettono di fare la differenza. La prevenzione comincia dall’informazione: se non sai non previeni, se conosci puoi capire, puoi prevenire e nel caso affrontare meglio la malattia. Se non altro la mia storia arriva laddove, talvolta, “parole già sentite” sulla prevenzione rischiano di diventare una sorta di “tormentone”, distante dal reale significato del termine. Sono una sorta di “sveglia” verso un problema, maschile e femminile.

Ho avuto modo di dialogare anche con uno dei due operatori medici/tecnici presenti all’interno dell’unità mobile per la mammografia. Molto gentile e disponibile ma come spesso accade, parlando con “addetti ai lavori”, sento solo numeri e percentuali.

C’è un’attenzione, giusta, giustissima, verso le donne perché è tra loro che si riscontra maggiormente questa neoplasia. Il problema è che allo stesso tempo NON si guarda affatto o pochissimo allo stesso problema che, guarda caso, si può verificare anche negli uomini.

Il mio pensiero, che ho esternato agli operatori del settore e a tutti i presenti, è molto semplice: fino a quando vedremo il problema CANCRO AL SENO tenendo in considerazione solo le percentuali, vedremo soltanto numeri: 53.000 donne e 500 uomini (dati rilevati da: I numeri del cancro in Italia 2019 – versione per operatori, redatto da Aiom, Airtum, PASSI e PASSI d’Argento Istituto Superiore di Sanità, SIAPEC -IAP – TABELLA 5. Numero di nuovi casi tumorali, totale e per alcune delle principali sedi, stimati per il 2019).

A mio parere la cosa è sostanzialmente diversa: dobbiamo parlare di 53.500 persone che hanno bisogno di essere ascoltate, guidate e se possibile anche guarite. Altrimenti, e qui mi rivolgo ai medici, alla ricerca ma anche alla politica, dovete ridefinire e relegare il cancro al seno maschile in un altro contesto, dandogli un altro nome, dichiarando, “finalmente”, e per buona pace di tutti, che il cancro al seno è solo un problema femminile e che “l’altro” è effettivamente una malattia rara, ma non è un cancro al seno.

Vogliamo quindi parlare di “Cancro al pettorale? Cancro villoso? Cancro più su della prostata?”

Non lo so, vogliamo continuare a pensare col solito atteggiamento del divide et impera?

Il CANCRO AL SENO riguarda entrambi i sessi; ok per le percentuali, ok per l’attenzione verso la donna ma non si giustifica una disattenzione che spesso sfocia in un atteggiamento omertoso verso questa neoplasia nei confronti degli uomini. Aggiungo, per giunta, uomini poi costretti ad utilizzare farmaci studiati per le donne, nati talvolta per altri scopi, come il Tamoxifene. A tal proposito riporto fedelmente da Wikipedia:

“Lo sviluppo del tamoxifene ha origine da un’area di ricerca che aveva un ampio interesse negli anni 60 del Novecento, ovvero quella che riguardava i farmaci contraccettivi; si era visto infatti inizialmente che gli antiestrogeni avevano attività come contraccettivi post-coitali negli animali da esperimento, ma nell’uomo poi si vide che inducevano l’ovulazione in donne subfertili. L’interesse verso gli antiestrogeni in questo ambito svanì quindi con questa evidenza clinica, ma il fallimento di questa applicazione diventò un’opportunità per sviluppare dei farmaci contro il tumore alla mammella”

Ora… secondo voi… se in molti casi questo farmaco dà problemi ad una donna (lo so perché ne parlo con diverse amiche e conoscenti che lo hanno dovuto utilizzare o lo stanno tutt’ora assumendo), volete immaginarvi cosa può causare ad un uomo? Vogliamo parlare anche di questi problemi?

Per chiarezza, sto generalizzando: tra tanti uomini che lo hanno assunto, me compreso, ho trovato chi ha avuto problemi, seri, pesi e chi lo ha preso senza manifestare particolari sintomi.

Detto ciò, non chiediamo screening preventivi, sarebbe già un balzo in avanti di proporzioni storiche. Chiediamo almeno che si faccia informazione, senza fare allarmismo, perché non c’è nessun motivo per farlo, ma almeno parliamone. 

Mia madre ha avuto due volte il cancro al seno. Mia nonna paterna lo ha avuto. Nessun medico durante i follow’up di mia madre mi ha mai parlato di questa possibilità, se pur remota, fino a quando poi, grazie a mia moglie che mi ha letteralmente costretto a fare un’ecografia, mi è stato diagnosticato, dopo ulteriori esami, un carcinoma duttale infiltrante alla mammella sinistra. Fino ad allora nessuno mi aveva informato o vagamente insinuato nella mente il cosiddetto “ragionevole dubbio”…

Allora… sta a tutti noi, donne e uomini, insieme, fare la differenza. Evitiamo le discriminazioni, cerchiamo di essere coesi contro un male che affligge l’umanità. Parliamo di prevenzione, anche di nastri rosa ma con un’attenzione rivolta ad entrambi i sessi.

Se poi qualcuno ha piacere di parlare di percentuali e di tenere divise le cose mi va pure bene ma dateci almeno dei farmaci studiati per “questa cosa che viene agli UOMINI”.

…e, comunque… IL CANCRO AL SENO NON E’ SOLO ROBA DA FEMMINE. Clicca Mi Piace e segui la pagina Facebook @CancroAlSenoMaschile 

 

 

Ringrazio il Rotary Club San Casciano Chianti per avermi invitato, in particolare il Presidente Leandro Galletti e Serena Binazzi