AIFA e Ministero della Salute nello spot sui farmaci e gravidanza

Ho visto… uno spot promosso dall’AIFA e dal Ministero della Salute. La cosiddetta “Comunicazione istituzionale”. Una pubblicità pensata per mamme e papà, o più per le mamme visto che si fa preciso riferimento a loro… ma questa è un’altra questione. 

“Curarsi in gravidanza è un atto di responsabilità” compare in sovrimpressione nel primo cartello dello spot. Direi è un concetto più che condivisibile e a rigore di logica verrebbe da pensare: “mi pare il minimo”.

Andiamo avanti…

“Se il medico ti prescrive un farmaco assumilo con tranquillità” e qui comincio ad avere qualche problema ad accettare di buon grado un messaggio del genere. Il beneficio del dubbio credo sia legittimo e i fatti a cui assistiamo quotidianamente nell’ambito della “mala sanità”, non sono a sostegno di questa affermazione.

Cito solo alcune sentenze e riporto qualche articolo di giornale, giusto per contribuire a dare un’informazione più completa o quantomeno degli spunti utili ad approfondire l’argomento. Lascio all’AIFA e al Ministero della Salute l’aspetto dell’ufficialità dell’informazione, limitandomi e portare all’attenzione di chi mi segue alcuni elementi che contribuiscono, a mio modo di vedere, ad offrire una più completa informazione, a beneficio del dubbio di cui sopra.

E andando un po’ indietro nel tempo, giusto per non dimenticare:

In rete trovate decine di questi articoli e sentenze. Ci sono anche situazioni di “minor gravità” sotto il profilo degli esiti, anche se pur sempre da ritenere di una certa rilevanza sotto il profilo medico. Parlo del caso venuto alla luce in questi giorni, diffuso da tutti i media, di quella coppia che non voleva avere figli e il cui medico invece di prescrivere alla donna un anticoncezionale ha prescritto un farmaco regolatore ormonale per la menopausa.

Risultato?

La donna è rimasta incinta e il medico è stato condannato dal Tribunale di Milano a risarcire i danni in una modalità piuttosto singolare che vi invito ad approfondire nell’articolo sul CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di MILANO)

Lo spot AIFA e Ministero della Salute prosegue, mostrando dettagli anatomici di un bambino piccolo. In sottofondo una musica struggente accompagna lo spot evocando atmosfere intrise di emozioni e pathos. Il bimbo continua a mostrarci manine e piedini sgambettanti su cui continuano ad alternarsi in sovrimpressione le frasi “ad effetto”.

“Così proteggi la tua salute”… “e la mia”…”per TE e per ME, MAMMA”. Sulla parola MAMMA l’inquadratura indugia sul volto del bimbo sorridente per poi lasciare spazio ai loghi dell’Agenzia Italiana del Farmaco e a quello del Ministero della Salute. Oltretutto, anche in questo caso ci sarebbe da obbiettare qualcosina… Tutta la responsabilità di una decisione così importante ricade solo ed esclusivamente sulla madre? Come se il padre potesse anche fregarsene alla grande o non dovesse preoccuparsi se mamma e figlio si “impillolano” a prescindere?

Ora, ripeto, non voglio dire che i medici siano tutti dei cialtroni (non mi sognerei mai di farlo) o che non si debbano ascoltare i loro consigli ma… da qui a dire “Se il medico ti prescrive un farmaco assumilo con tranquillità”, ce ne corre. Credo che l’uso del cervello non sia un “optional”. I consigli di un medico sono importanti ma è ancor più importante poter riflettere e valutare certe decisioni, con attenzione.

Pertanto, cari AIFA e Ministero della Salute, scusatemi se sono un po’ contrariato da questo spot. Evviva la prevenzione, la medicina e i medici ma concedeteci almeno il BENEFICIO DEL RAGIONEVOLE DUBBIO.

Scusate se…”dubito ergo cogito” e… con tutte le precauzioni del caso, fino ad ora in salute.

Lo spot:

spotsalute

 

Link per approfondimenti:

 

 

Un Moment… qui si esagera.

Ho visto… persone entusiasmarsi per aver acquistato una confezione da 36 compresse di un noto farmaco a base di Ibuprofene.

Ho_Visto_CoseNelle pubblicità qualsiasi cosa diventa motivo di esagerati e irreali entusiasmi. Anche il mal di testa si trasforma in qualcosa di normale, anzi, è quasi motivo di vanto collettivo da condividere con gioia. In fondo perché privarsi della fantastica esperienza di assumere ibuprofene in confezioni da 36 compresse?

Che ci vuole, è facile! Entri in farmacia e lo chiedi al tuo farmacista e il gioco è fatto. Oltretutto ti conviene perchè con la confezione da 36 risparmi.

Quasi quasi mi faccio venire una bella cefalea così approfitto di questa fantastica opportunità.

Dedicato a chi pensa che i “farmaci da banco” siano da prendersi come “Zìgulì”. Dedicato a quei mal di testa che, se presenti in forma frequente, dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte del vostro medico…

Sono medicinali a base di ibuprofene che possono avere effetti indesiderati anche gravi. Leggere attentamente il foglio illustrativo.

Lo spot: