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Droni – La t-shirt Alien Drone

Teschi, teschi dappertutto. Sulle borse, magliette, cover per telefoni e tablet, teschi ovunque.

Anche nel settore dei droni.

Il classico teschio pirata è comparso tra i SAPR, anche se caratterizzato dai quattro bracci del quadricottero anziché avere le due tibie incrociate, più fedeli al classico disegno del teschio pirata che tutti abbiamo in mente.

Allora?

Allora vediamo se si può fare qualcosa di diverso, pur sempre intrigante, enigmatico, misterioso, affascinante… o forse anche di più, dato che non dovrebbe essere il solito teschio visto e rivisto che oramai è inflazionato e che ha perso tutto il suo fascino.

Quindi che si fa?

Mah, intanto cominciamo a disegnare. Riparto dal mio drone quadricottero, quello che avevo già realizzato tempo fa per altre grafiche. Inspessisco alcuni elementi, aggiungo qualche particolare e al centro, al posto del solito teschio, ci inserisco il volto di un alieno che nasce dalle geometrie con cui ho realizzato il resto del disegno. Elementi paralleli, cerchi concentrici, incroci, sovrapposizioni, ed ecco che balza fuori il volto dell’alieno.

alien drone pittogramma

Testa ovoidale, mento allungato e sfuggente, grandi occhi, è lui, proprio quello che ho visto quella nott…

…lasciamo perdere.

Mi piace. Ora ho il mio alieno. Manca ancora qualcosa.

Beh… intanto diamogli un nome. Qualcosa di semplice, diretto, chiaro, inconfondibile: “ALIEN DRONE”.

Boia dé che fantasia.

E lo so ma è un nome che tutti possono ricordare.

Va beh ma facciamo di più…

Uff… sei sempre così pedante? Allora… le eliche ci sono, la testa dell’alieno pure, la dicitura Alien Drone l’abbiamo messa, cosa manca? Ah! Sì, intanto la “I” di ALIEN la caratterizziamo un po’. Ci metto al suo posto un’elica.

Ottimo. Poi?

Parlo con il mio amico Daniele, quello che stampa materialmente le mie grafiche sulle magliette. Ha un laboratorio artigiano a Lucca dove realizza prodotti promozionali, stampe, gadget, e tanto altro. BusinessOpen è il nome della sua attività. Parlo con lui, gli chiedo se ha qualcosa da consigliarmi per rendere ancor più intrigante la mia grafica.

Mi guarda, sorride e poi esclama: “Questo!” indicandomi un rotolo di materiale che a prima vista mi pareva un vinile adesivo comunissimo. Poi mi spiega che è una pellicola termosaldabile sensibile alla luce. Si carica di luce e la rilascia col buio; insomma è luminescente.

Figo! E’ quello che ci vuole per caratterizzare il mio alieno.

Stampiamo tutta la grafica in serigrafia e gli occhi dell’alieno, solo quelli, li realizziamo con questo materiale, almeno al buio si vedono gli occhioni illuminati, proprio come quelli dell’alieno che vidi quella nott…

Azz… ci sono ricascato.

Ma su quale maglietta realizziamo il tutto?

Sempre su consiglio di Daniele ci orientiamo verso una t-shirt JRC nera con effetto fiammato, insomma, con quello che i modaioli definiscono slubby. E’ un tipo di maglietta molto attuale, con vestibilità fashion, collo ampio, colletto basso, ottimo cotone, ecc, ecc.

Ecco il risultato alla luce.

Alien Drone - t-shirted ecco il risultato al buio:

Alien Drone - t-shirt al buio

Fatto! Ecco una nuova creazione, direttamente dalla fucina del creativo, che poi sono io, sotto “l’intrigante” nome di ACHROM. Come ogni eroe mascherato anche io ho il mio alias… Poi non guardare che faccio il grafico ma, sai com’è, già faccio un mestiere che viene identificato col nome di un qualcosa che a poco o nulla a che fare col mestiere stesso, fammi almeno un po’ giocare…

Dai che hai capito… l’orafo fa il gioiello, il mestiere non si chiama “gioiello”, il muratore non si chiama “mattone” o “calce”; il medico o dottore non si chiama “brufolo” o “appendicite”; insomma, io faccio il grafico e nella mia oramai quasi ventennale carriera avrò probabilmente disegnato uno o due grafici al massimo ma sono comunque un grafico.

E’ dura la vita caro mio lettore o lettrice.

Via, approfitto per ricordarti, dopo questo ultimo delirante passaggio, che la mia passione per i droni mi ha portato a realizzare una pagina Facebook nella quale posto quotidianamente la rassegna stampa che raccolgo dalla rete, ovviamente per quello che concerne l’argomento SAPR. Ti invito ad andare a visitare DRONE e a cliccare Mi Piace per restare aggiornato.

Su questo blog trovi la categoria DRONI E DRONISTI all’interno della quale ho postato diversi articoli sull’argomento.

Se questo post ti è piaciuto ti invito a condividerlo col mondo! Mille grazie e alla prossima.

PS: se vuoi comprare questa t-shirt, vai sul mio sito web nell’area Drone For Fun dove troverai questa ed altre grafiche.

Droni – Nella Zona Franca nessuno può sentirti urlare – T-shirt Dronevolution

Dronevolution

La passione per i droni riassunta in quattro fasi evolutive riprodotte su una t-shirt.

01 Gestation - Dronevolution(GESTATION) La Gestazione: è il momento in cui la scintilla si accende nella tua mente, scatta l’idea anche se ancora è in una fase gestazionale. Da fuori appare solo come un involucro, un guscio, un “semplice uovo” ma che nasconde all’interno molto di più. Sai che sei interessato ai droni, non sai perché, boh! Forse sono solo “ganzi”; ancora non hai capito bene cosa sono, cosa ci puoi fare e soprattutto… ma di che idea stiamo parlando?


 

02 Jump Out - Dronevolution(JUMP OUT) Balza fuori: è la fase in cui capisci che l’idea c’è ed è interessante ma occorre perfezionarla. Tenti di reprimerla ma lei torna sempre alla mente, balza fuori continuamente. Capisci che devi realizzare un sogno, non puoi mentire a te stesso, è il momento in cui devi passare alla fase successiva.


 

03 Embryonic Stage - Dronevolution(EMBRYONIC STAGE) Stadio embrionico: sta prendendo forma, ti ha avviluppato in pieno e non ti molla, adesso devi FARE qualcosa altrimenti non hai pace. Devi concretizzare un progetto, senti di essere sulla strada giusta; sei quasi allo stadio finale dell’evoluzione, ti manca davvero poco…


 

04 Symbiosis - Dronevolution(SYMBIOSIS) Simbiosi: è giunto il momento, sei una cosa sola col tuo drone. Non c’è altro, niente che possa separarvi. Lo senti, avverti ogni vibrazione. Adesso gestisci gli stick del tuo radiocomando senza neanche pensarci. Istinto puro, collegamento mentale, potresti governarlo col pensiero. Il processo è completato, hai attraversato tutte le fasi della…

DRONEVOLUTION

T-shirt Dronevolution

Nella Zona Franca nessuno può sentirti urlare…

 

Da grafico e appassionato di fantascienza ho celebrato a modo mio uno dei film cult del genere attraverso la realizzazione di una grafica per una t-shirt che reinterpreta  le fasi evolutive del famoso Alieno del cinema. Agli ingredienti “alieni” di base vi ho aggiunto “un pizzico di dronite”.

Parafrasando la celebre frase che accompagnava il film Alien, il claim di questa t-shirt potrebbe essere: “Nella Zona Franca nessuno può sentirti urlare”. Anche perché i droni saranno sempre più reattivi e veloci e se l’area da delimitare come zona franca deve essere proporzionalmente ampliata per poter operare col proprio SAPR in sicurezza, beh… alla fine sarai così distante dalla prima persona con cui potresti avere a che fare che anche se urlerai, nessuno potrà sentirti…

Questa è proprio da “dronisti” e “nerds”.

La grafica che ho realizzato è stampata ad un colore con la tecnica della serigrafia su una maglietta della JRC realizzata con un tessuto 100% cotone pettinato Slubby; che poi ‘sto slubby sarebbe l’effetto fiammato. Mi piaceva questo modello perché è molto attuale, ha un colletto basso e ampio. Il risvolto sulla manica è cucito in 4 punti e nel suo insieme questa t-shirt  colpisce subito per lo stile moderno e per la qualità del prodotto.

dronevolution logo

Ho vissuto personalmente tutti gli step descritti nella grafica della mia maglietta. Era il lontano 2012 quando il primo stadio dell’evoluzione cominciò a germinare nella mia mente.

Oggi mi occupo di droni, o SAPR per i più avvezzi, in modo “teorico”; non ho più il mio drone da quando ENAC ha deciso di fare le cose in grande. Vedremo in seguito se acquistarne un altro ma solo se la normativa permetterà di operare in modo più agevole. Detto ciò, attualmente, mi trovo ad una “fase 5” della Dronevolution, non compresa in questa t-shirt ma palesata in un’altra che ho chiamato MI GIRANO e di cui tratto in un altro post, anche se già il titolo che le ho dato potrà darvi un’idea di come sia caratterizzata la “fase 5”.

Potrei definirla “Separazione”, una condizione “paragonabile” a quella che puoi provare quando il tuo partner ti dice: “è finita ma possiamo restare amici”… bella fregatura!

Dato che sono abituato ad avere una visione delle cose da “bicchiere mezzo pieno”, ho preso la mia passione per i droni, vi ho aggiunto il mio lato creativo e ho realizzato accessori di design pensati per chi opera con gli aeromobili a pilotaggio remoto.

Un modo “mio” per vivere il contesto SAPR da grafico.

Teorizzando sulla questione droni mi sono aperto una pagina Facebook dedicata all’argomento che non poteva che chiamarsi DRONE, all’interno della quale puoi trovarci la rassegna stampa quotidiana dedicata al comparto UAV, UAS, SAPR, RPAS, ecc. Ti invito a visitarla e a cliccare Mi Piace per seguirla.

Tutte le T-shirt DRONE le puoi trovare sul mio sito web, area SHOP “Drone for Fun”, cliccando qui.

Sull’argomento droni ho scritto diversi articoli che puoi trovare su questo blog nella categoria DRONI E DRONISTI.

Grazie per la tua visita sul mio blog. Se questa t-shirt ti è piaciuta, condividila sulla tua pagina Facebook.

Oh!… Non ti ho mica detto di comprarla, ma almeno condividila 🙂

Drone – Una t-shirt sui droni in chiave X-Files

9 stagioni, quasi un decennio di intrattenimento nel nome del sano e ben fatto sci-fi in TV; almeno fino all’ottava stagione e lasciando perdere i film.

Si chiamavano X-Files e i protagonisti erano i due agenti FBI Mulder e Scully.

Sono passati diversi anni. Alcuni di voi “dronisti” erano appena nati, almeno quelli che oggi svolazzano in regola con un APR e che sono diventati maggiorenni da poco.

Lei, pragmatica, scettica, di formazione scientifica, riflessiva e indagatrice. Lui più aperto all’impossibile, colpito nel personale dalla scomparsa della sorella per mano degli alieni, o così si è pensato per molte stagioni.

Nell’ufficio federale dell’agente Fox Mulder era affisso alla parete un singolare manifesto; quasi un simbolo, un totem, qualcosa che serviva ad esorcizzare le paure e a rendere tangibile il credo in qualcosa di “superiore”. Era il mitico manifesto I WANT TO BELIEVE sul quale campeggiava un disco volante che stazionava sopra le cime degli alberi. Un “dogma” che come tale di scientifico aveva ben poco ma che riassumeva in toto lo spirito dell’agente Mulder, rimasto immutato per tutte le stagioni della serie X-Files.

Oggi, 2015, arrivano i droni. Sono gli UFO del tempo, quelli che in un recente passato facevano parlare di sé tra avvistamenti misteriosi, insabbiamenti, esperimenti militari condotti in gran segreto, Area 51 e tanto mistero e fascino.

Quegli UFO degli anni ’50, ’60 e vi a dicendo, sono diventati gli attuali UAV, RPAS e per noi italiani SAPR. Veri e propri sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. Veri concentrati di tecnologia miniaturizzata in grado di sollevare sensori, videocamere e di riprendere porzioni di territorio mappandolo ad altissima definizione e in 3D o di inquadrare dei soggetti in movimento con videocamere in 4K da diverse decine di metri di altezza, tutto in modo automatico o comunque assistito.

Siamo nell’era dei droni e nel mio modo di essere il Mulder dei SAPR mi sono immaginato una grafica per una t-shirt che rappresenta un’ideale situazione, quella del voler credere che i droni possano volare.

Di fatto lo possono fare, tecnologicamente sono in grado di percorrere anche distanze notevoli ma le leggi in materia, almeno in Italia, limitano e condizionano l’uso di questi apparecchi. Probabilmente le generazioni future che si formeranno oggi, troveranno più facile assorbire e fare propri i regolamenti in vigore che disciplinano l’uso dei SAPR; diversamente da “noi più veterani” che da quasi artigiani del volo o “temerari delle macchine volanti a pilotaggio remoto” ci siamo cimentati in “imprese eroiche” fondate spesso sul puro empirismo, nel tentativo di migliorare i nostri apparecchi e le nostre performance, fino a quando poi, volenti o nolenti, abbiamo dovuto accettare – o cominciare a capire come farlo – le Regole dell’Aria, il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto e una serie di annessi e connessi vari.

Pertanto, ecco il mio I WANT TO… FLY.

T-shirt I want to fly - drone

La grafica omaggia quella serie TV che tanto mi ha fatto compagnia e tanto mi ha fatto sognare ma al tempo stesso è l’evoluzione naturale del messaggio che ci ha lasciato l’agente dell’FBI Fox Mulder, attualizzato al mondo che viviamo, in cui le macchine potenzialmente volanti sono normativamente “stanziali”. Circondati da tanta tecnologia contraddistinta da un’onnipresente e dilagante obsolescenza, spesso programmata, facciamo i conti con un potenziale inespresso, talvolta represso che nel tentativo di poter “spiccare il volo” ci imbriglia a terra in infiniti dibattiti, convegni, workshop su cui disquisiamo fino alla noia su calcoli balistici, formule matematiche ingegneristiche, terminatori di volo, paracadute, ridondanze avioniche, materiali compositi, interpretazioni normative e chi più ne ha più ne metta. In tutto questo scenario pochi volano e molti lo vorrebbero fare. Chi ci rimette è sempre il sistema Paese che “non decolla” restando invischiato nelle parole. Comunque… “dicono” che è solo una questione di tempo… Mah!

Detto ciò… I WANT TO… FLY!

Questa t-shirt è stampata in serigrafia su una maglietta JRC a manica corta, colore blue denim con effetto fiammato. Comoda, 100% cotone pettinato, colletto basso, leggermente ampio. Vestibilità fashion. Per ulteriori info su questa t-shirt puoi visitare la sezione Drone for Fun sul mio sito web.

Se ti interessa l’argomento DRONI -SAPR in generale, tra le tante cose che puoi trovare in rete esiste anche la mia pagina Facebook che ti invito a visitare. Se poi vi clicchi Mi Piace potrai essere costantemente aggiornato sul panorama DRONI attraverso la rassegna stampa quotidiana degli articoli che provengono dal web.

Su questo blog trovi la categoria DRONI E DRONISTI interamente dedicata all’argomento.

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Grazie!

Stroili Oro veste di gioielli Isabeli Fontana

Ogni donna ha la propria personalità e per ogni personalità Stroili Oro ha l’accessorio adatto “a vestire” una donna.

Un concetto semplice ma anche affascinante e seducente. Una donna vestita solo di gioielli attraverso cui poter rappresentare la propria anima.

StroiliStroili Oro, la nota azienda di gioielli friulana, ha affidato la propria campagna pubblicitaria all’agenzia internazionale di comunicazione Saatchi & Saatchi che non ha disatteso le aspettative del pubblico e di coloro che si interessano di comunicazione. Col claim “Vèstiti Stroili” viene riassunto in due parole ciò che le immagini dello spot Stroili Oro 2013 raccontano in una manciata di secondi in un modo elegante e originale.

Un’idea che arriva a tutti, carica di sensualità, femminilità, non volgare ma sexy, ricca di fascino e amplificata dalla presenza della modella brasiliana di origini italiane, Isabeli Fontana che scandisce col proprio labiale la canzone Glitter & Gold di Rebecca Ferguson.

Lo spot ruota, ed è proprio il caso di dirlo, attorno al mezzo busto di Isabeli Fontana che in una sorta di loop apparentemente infinito trova una soluzione di continuità solo al termine dei 33″ di questa pubblicità televisiva. Lo spettatore resta piacevolmente avviluppato attorno all’immagine della bella modella che durante un apparente moto perpetuo riesce a regalare una versione di se stessa diversa ad ogni giro permettendoci di apprezzare “infinite” acconciature, make’up e gioielli; tanti quanti sono le altrettante infinite anime di una donna che possono essere evocate secondo lo stile Stroili Oro.

Da sottolineare l’ottimo impiego del morphing, applicato con gusto e maestria per mano della post produzione curata dalla Xchanges Visual Effects di Milano.

Backstage spot Stroili Oro 2013:

L’esecuzione live del brano Glitter & Gold di Rebecca Ferguson:

Crediti e approfondimenti:

Napapijri a Prato. Dal freddo del Circolo Polare Artico alla calda notte pratese.

Giovedì 11 luglio 2013, quinta edizione della sfilata “Imbastire un Sogno. Cucire un’Idea”, promossa da Confartigianato, patrocinata da Comune e dalla Provincia e sostenuta col contributo della Camera di Commercio di Prato.

Prato – Piazza del Duomo – domani a partire dalle 21:30, si svolgerà l’attesa sfilata di moda “Imbastire un Sogno. Cucire un’Idea” all’interno del secondo appuntamento dei “giovedì dello shopping a Prato“. L’evento nell’evento che sicuramente catalizzerà l’attenzione del pubblico, sia di quello più attento e appassionato al mondo delle griffe e della moda in generale,  sia quello che attende con piacere, nella propria città, eventi in grado di animare a festa le piazze.

Studenti di scuole di moda e di sartoria attraverso questa esperienza arricchiranno il loro percorso formativo mostrando le proprie creazioni su una passerella prestigiosa. John Malkovich sarà presente attraverso la sua collezione uomo che sfilerà in modo originale indossata da modelle. Aziende del territorio presenteranno i propri prodotti di punta acquistabili nella stessa serata o nel corso dei giorni successivi all’interno degli stessi esercizi commerciali. Tutto questo si alternerà giovedì sera nella meravigliosa Piazza del Duomo di Prato nel corso della sfilata che offrirà uno spettacolo di creazioni artistiche e di moda meritevoli di attenzione. Un appuntamento in grado di offrire una visione d’insieme sullo stato di salute della creatività e del senso di “fare impresa” a Prato attraverso iniziative concertate a cui lavorano in sinergia più parti. Un bellissimo esempio di collaborazione.

PFP Store, rivenditore esclusivo Napapijri per Prato, porterà sul palco una collezione di grande valore e importanza per numero e diversità di capi presentati. E’ il primo vero appuntamento ufficiale con la città che permette a Francesco Paoletti, titolare dello Store pratese, di presentarsi al pubblico nell’ambito di una serata evento. Dal tempo libero alla moda mare passando per gli accessori e l’abbigliamento sportivo uomo e donna sarà possibile ammirare prodotti che permettono di esprimere al meglio la personalità di ciascuno con una particolare attenzione alla qualità, cura e originalità nei particolari.

Nato alla fine degli anno ’80 dalla Green Sport Monte Bianco di Aosta, oggi Napapijri rappresenta uno dei maggiori brand di moda internazionale caratterizzato da un progetto ben preciso che ha permesso di collocare  i prodotti di questa azienda all’interno di un immaginario che richiama a sfide estreme e avventurose. Dal 2004 Napapijri appartiene ad un network internazionale che distribuisce nel mondo più di 100 marchi.

Grazie al successo ottenuto Napapijri ha progressivamente ampliato la propria offerta arricchendola con capi di abbigliamento e accessori per ogni stagione che soddisfano ampiamente i gusti e le necessità di ogni fascia d’età offrendo sempre comfort ed eleganza in chiave sportiva.

PFP Store è Napaijri a Prato e la sfilata di giovedì 11 luglio è l’appuntamento di punta di questa stagione che si colloca in pieno periodo di Saldi. Nel corso della serata, tra i vari capi di abbigliamento e accessori che sfileranno in passerella, saranno presentati:

lo Zaino VOYAGE SNED in varie colorazioni

Voyage_Sned_Napapijri_Prato10

la giacca uomo in lino, fresca e leggera ASPER LINEN,

ASPER LINEN CAPISPALLA

ASPER LINEN CAPISPALLA

la Giacca donna, comoda e di grande vestibilità ALBA LINEN,

ALBA LINEN CAPISPALLA

ALBA LINEN CAPISPALLA

la pratica, capiente e resistente borsa donna SPORTA 12

SPORTA 12 - borsa

SPORTA 12 – borsa

e i costumi mare uomo VERNON

Costume mare uomo VERNON

Costume mare uomo VERNON

e donna VIRGINIA

Costume donna VIRGINIA

Costume donna VIRGINIA

A questo punto non resta che attendere la sfilata di domani e poi fare un salto al PFP Store per toccare con mano e provare i prodotti visti sfilare in passerella. Eccovi l’appuntamento da segnarvi in agenda: “Imbastire un Sogno. Cucire un’Idea– Prato, giovedì 11 luglio 2013, Piazza del Duomo  a partire dalle 21:30

Nota: i marchi appartengono ai legittimi proprietari. Foto prodotti Napapijri, riferimento sito web Napapijri Italia.

Link di approfondimento:

 

Stupire ad ogni costo

Cosa non si è disposti a fare per cogliere l’attenzione del pubblico?

E’ ciò che si sarà chiesto lo stilista Simon Porte Jacquemus che, in risposta a questo dubbio amletico, ha trovato come soluzione quella di spogliare e avvolgere nel cellophane una modella che ha fatto sfilare in “passerella”. Il tutto è avvenuto il 26 febbraio scorso presso un impianto natatorio parigino dove lo stilista ha catturato l’attenzione della stampa, dei blogger e gli addetti ai lavori della moda internazionale.

Il risultato lo si evince dall’espressione dello stilista al termine della manifestazione (guarda le foto su questo link).

Ciò che mi resta difficile capire è lo stupore e l’attenzione che questo evento di per sé ha scatenato, se non derivanti dal fatto che uno si potesse domandare, dopo aver visto la sfilata: “ma quel copripelle è in vendita o è solo una provocazione?”

Si può dire anche “Basta!”; non c’è bisogno di acclamare operazioni d’immagine di questo tipo solo perché “diverse ad ogni costo”. Ma poi, diverse da che? Non è una novità che qualcuno ogni tanto si svegli e dica: “metto a tette all’aria qualche modella, forse stupisco un po’ di addetti ai lavori”. Bé, se questo è l’ingrediente segreto per far parlare di sé, evviva la novità e il segreto! Allora siamo davvero arrivati a raschiare il fondo del barattolo. Il problema è che quando uno è già in fondo rischia solo di strisciare e, ciò che striscia, a mio modo di vedere, sono la creatività e la cultura, l’eleganza e la fantasia. Lo stilista, in questo caso, “resta in piedi”, sorridente, soddisfatto, con i suoi calzoncini corti e il suo cappellino; gli manca solo un palloncino in una mano e un gelato nell’altra. Lui ha un solo pensiero in testa che però emerge chiaramente dall’espressione del suo volto: “ma guarda come ho preso per il culo questa gente. E pensare che quel pezzo di cellophane lo volevo pure buttar via”.

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