La magia del Natale? Sparita anche dalla pubblicità

Una delle poche cose positive che caratterizza il “Natale del consumismo”, è lo spot buonista intriso di atmosfere magiche.

Quella magia che fin da piccoli ci viene infusa attraverso vari metodi e medium e che col passare degli anni permane, pur mutando per la raggiunta maturità e consapevolezza di ciascuno ma che non accenna a voler svanire, nel tentativo di aggrapparci a qualcosa che è in grado di accendere un sorriso e di scaldare qualche cuore.

Quella magia che deriva soprattutto dall’immaginario disneyano, dalla letteratura fiabesca dell’800 e dallo zampino della CocaCola che ha permesso di canonizzare l’immagine di Babbo Natale attribuendogli una particolare iconografia che tutti noi oggi conosciamo.

In un epoca come la nostra, contraddistinta, purtroppo, da pressapochismo, abbrutimento, nervosismo e chi più ne ha più ne metta, il Natale, almeno per molti, rappresenta ancora una valvola di sfogo, un momento “magico” a cui guardare, anche se talvolta si concretizza in un periodo sconvolto da “transumanze di parenti” che migrano da una pranzo e una cena a un ri-pranzo e una ri-cena, ecc… Comunque, crisi e problemi a parte, il Natale è il Natale, diciamocelo; ha il suo fascino, è il “momento magico dell’anno” per eccellenza e come accade tutti gli anni, ci regala spot “insulinoresistenti” che promuovono prodotti della tradizione dolciaria italiana, tipici di questo periodo.

Neve che fiocca, paesaggi incantati, bambini, musiche soavi scandite da rintocchi di campane, balugini che precedono o seguono il passaggio di prodotti dolciari (o il logo del brand) sulla volta celeste e tante, tante lucette che decorano le casine innevate.

Questo è il cliché, questo è ciò che ci si aspetta, più o meno, con qualche rivisitazione e adattamento per i vari prodotti commerciali; ma è questo ciò che “vogliamo”, almeno negli spot, vi prego…

Invece…

Natale 2014, lo spot del Panettone delle Tre Marie irrompe nelle nostre case sconvolgendo lo schema di cui sopra. Anzi, se ne appropria, lo rielabora e lo utilizza per aumentare il contrasto  tra la situazione descritta nello spot e l’atmosfera canonica del Natale.

Ma cosa accade in realtà in questa pubblicità?

Abbiamo la neve, una città, Milano, rappresentata dall’inconfondibile Duomo sullo sfondo, la musica natalizia ( white Christmas di Bing Crosby) e il panettone Tre Marie. Cosa manca?

Spot Tre Marie Natale 2014
Spot Tre Marie Natale 2014

Più che altro, cosa c’è di troppo?!

C’è che è arrivato l’ufficiale giudiziario, anche se non si vede in carne e ossa se ne percepiscono gli effetti della sua presenza.  Un Natale durante il quale vengono pignorati tutti i beni della famiglia benestante, almeno fino a quel momento, intenta a festeggiare nonostante quello che le sta accadendo attorno.

Pensiero positivo nonostante tutto? OK, ci può stare ma francamente lo trovo un po’ di cattivo gusto. Ironico, sì se lo vogliamo proprio vedere in quella direzione ma non bello e positivo.

Ma come, entri nelle case degli italiani per portare la tradizione, la festa, la gioia, il sorriso e il gusto del panettone italiano Tre Marie e lo fai all’insegna del fallimento e del pignoramento?

Vedendo lo spot, francamente, il primo pensiero che mi è balzato alla mente è stato: “Che bel Natale di merda!”, scusatemi per il francesismo. Fine dell’illusione, fine della magia, fine di una tradizione. Adesso il Natale è questo, un mucchio di ex ricchi che se ne fregano di tutto. Mi viene anche da pensare che magari hanno ben altri beni alle Isole Cayman o in qualche altro paradiso fiscale e che se ne sbattono se la loro “fabrichetta” ha chiuso mandando a casa i propri dipendenti.

“Ma sì, mangiamoci ‘sto panettone e chi si è visto si è visto, tanto poi…” Messaggio rimarcato dall’espressione del paffuto commensale che scrolla le spalle e accenna un’espressione di soddisfazione mista a menefreghismo.

Spot Tre Marie Natale 2014
Spot Tre Marie Natale 2014

“A Natale c’è un lusso che ti puoi sempre permettere…” recita il claim dello spot. Ora sì che sto più allegro.

Buon Natale!

Lo spot:

La scheda dello spot su YouMark

 

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Estate tranquilli… non è successo nulla.

Salve ciurma!
L’Estate com’è andata?

Quale estate? 
Dai, quella delle bombe d’acqua, delle esondazioni e delle trombe d’aria che fino ad ora parevano solo roba da Stati Uniti… ma è colpa dell’inquinamento, no dell’effetto serra ma anche delle scie chimiche che manipolano il clima per mano del DARPA o dell’EPA o dell’FBI, non so “ma è vero perché me lo ha detto una signora sulla spiaggia che lo ha sentito dalla sua parrucchiera…”

storm

L’estate dei leader delle potenze nucleari in preda ad un attacco di nostalgia da guerra fredda che si divertono a giocare a minacciarsi reciprocamente con un altro tipo di bombe.

L’estate dei delitti familiari, quasi uno al giorno, in pratica un massacro.

L’estate degli sbarchi di immigranti “che finalmente” passeranno da un Mare Nostrum a un Frontex Plus (che pare il nome di un lassativo) così i dati statistici sugli immigrati sbarcati in Italia si azzereranno, per dare inizio ad un nuova raccolta dati che produrrà solo altre vittime “ma, a questo punto, sarà un problema dell’Europa, no? E chissene…”

L’estate delle riforme dei 1000 giorni che hanno un timer di start che si è incantato per oltre 60 giorni ma, pare, che adesso sia partito.

L’estate del premier gelataio e gavettonaro che saluta tutti dicendo “ciao ragazzi”.

L’estate della crisi ma anche degli esodi da bollino rosso che poi era rosso solo per alcuni telegiornali ma per altri no. Comunque i TIR nei fine settimana non viaggiano fino alle 22, mica roba da poco.

L’estate delle truffe agli anziani, come tutte le estati, purtroppo.

L’estate  delle solite raccomandazioni da ricordare pedissequamente. Anzi, da segnare perchè evidentemente particolarmente ostiche da tenere a mente, visto che ce le rivogano tutti gli anni attraverso i medesimi servizi riciclati. Non uscire mai con 50° al sole; ricordati di bere tanto fino ad affogarti; appiccicati il condizionatore nelle mutande e se non lo hai prendi la residenza nel centro commerciale più vicino a casa tua e restaci tutta l’estate…

L’estate del calcio mondiale finito e ricominciato in veste più “nostrale”, tra amichevoli, cippa lippa e inizio di campionato, con SKY e Mediaset Premium che si contendono gli abbonamenti alla pay per view a suon di esclusive e di spot televisivi, dispensati fino allo sfinimento. Dimenticavo, adesso abbiamo il nuovo CT della nazionale… “pauraaaa”! (Crozza docet).

L’estate degli spot pubblicitari “non sense” che fanno “Halleluja” o quelli con la suoneria di un cellulare con melodia natalizia o il detergente che pulirà anche tutto e bene ma evidentemente fa diventare sorde le persone. Un secondo… questo sassolino me lo devo togliere dalla scarpa… Ma il babbo del bimbo scassapalle che gira per casa in bicicletta suonando la trombetta tutto il giorno… lo avete visto? Cosa pulisce quel babbo? I dinosauri del figlio… Tra tutte le cose pulibili con una schiuma/mousse doveva proprio accanirsi contro i dinosauri giocattolo del figlio? E di cosa parla? Di uno “spruzzo preciso che non schizza”…. mah!

L’estate delle uscite a fascicoli per costruire di tutto di più. Dai sottomarini ai droni, passando dalle Giulietta dei Carabinieri fino alla casa delle bambole e il mega orologio da collezione. Tutto ovviamente per “modiche cifre” che nella migliore delle ipotesi, a fine raccolta (sempre che uno ci arrivi e che la casa editrice non sospenda tutto) ti porta a spendere dai 600 agli oltre 1000 euro.

L’estate dei pochi incendi. E sì, qualche telegiornale pareva quasi deluso. E’ rimasto con le briciole in mano, senza potersi gongolare con notizie di evacuazioni di case, ettari di boschi in fiamme e Canadair insufficienti per spegnere tutti gli incendi boschivi. Mi spiace, quest’anno solo bombe d’acqua riproposte con i soliti 4 filmati di repertorio a ciclo continuo, fatta eccezione per quei fenomeni piovosi che hanno creato un bel po’ di materiale prodotto solo da amatori e caricato su YouReporter; ovviamente poi riciclato dalle emittenti televisive.

L’estate dei poveri ricchi o dei ricchi e basta o dei nuovi ricchi che parevano prima i pensionati, poi non lo erano più, poi in realtà l’Italia era in ripresa ma poi i dati ci dicono che la crescita è bloccata ma siamo usciti dalla crisi passando dai supplenti che pareva dovessero essere eliminati: Poi qualcuno ha precisato che il concetto di “eliminazione” si riferiva alle supplenze e non ai supplenti. Di fatto, in termini economici è praticamente la medesima cosa.

L’estate di quelli che vogliono la riapertura delle scuole a ottobre perchè la stagione non è stata buona.

L’estate mai iniziata all’insegna delle “ingiurie” verso gli esperti meteo.

Questa estate è stata anche l’estate dell’Ebola che ha fatto migliaia di vittime e preoccupato continenti interi. Abbiamo visto in tv scene da film apocalittico e sentito notizie su vaccini efficaci, vaccini inesistenti, ricerche su vaccini, malati deceduti e malati guariti ma poi non si è capito neppure come… Anche se la solita parrucchiera di cui sopra, un’idea se l’è fatta, cominciando a sciorinare teorie complottiste su aziende farmaceutiche… 

Diciamo che questa estate non ci siamo fatti mancare nulla. Forse l’uniche cose che sono davvero mancate sono state proprio l’estate, che non ha mostrato il sole (o poco) e il tormentone musicale del momento. Manco quello ci hanno dato…

L’estate che è comunque praticamente finita e come ogni estate, anche questa, è già un ricordo. E’ andata… da adesso parliamo dei panettoni e dei consumi degli italiani per il prossimo Natale…

Quanto è brutto quel Babbo Natale

Ho visto… il povero Babbo Natale trasformato in un personaggio sinistro e malfatto…

Perchè conciare Babbo Natale in questo modo? Toglietemi tutto ma non il mio Babbo Natale.

Popolo dei Nutellari unitevi. Reclamate un Babbo Natale degno di rappresentare il vostro Nirvana fatto di oceani di crema spalmabile alla nocciola e cacao. Chiedete a gran voce che vi sia restituita l’icona natalizia popolare che tutti attendono la notte della vigilia di Natale, senza doversi preoccupare che dal camino scenda al posto suo una ridicola campana rivestita di Tartan scozzese.

Dedicato a chi vorrebbe prendere “questo Babbo Natale” e tutti i suoi amici e rispedirli al Sig. Nutella allegando una letterina sulla quale scrivere: “Restituito – merce difettata”.

Lo Spot:

L’immagine del Babbo Natale “annutellato”:

babbo_natale_nutella

Quel bambino mi inquieta

Ho visto… uno strano bambino saltellare allegramente in un paesino fintissimo addobbato a festa.

Ho_Visto_CoseEppure è un bambino. Dovrebbe suscitarmi tenerezza, affetto, calore, purezza e candore… invece…

… lo trovo inquietante. Mi aspetto che tiri fuori un coltello ma non eventualmente per tagliare il pandoro, per cui presta la propria immagine nello spot della Bauli, ma per pugnalare qualche abitante di quell’allegro paesello, o peggio, che esca dal televisore per… Ahhhh!

Dedicato agli amanti del brivido. Dedicato a chi vorrebbe vivere in un paesino come quello della Bauli ma poi desiste perché teme di dover pagare una tassa troppo alta per l’illuminazione e gli addobbi, poi c’è la TARES, i permessi, l’occupazione di suolo pubblico per la slitta, ecc… e la magia è andata a farsi benedire.

Buon Natale!

PS: “Scusa bambino della Bauli ma non ci posso far nulla. Non è che io ce l’ho con te, è che ti disegnano così… ”

Lo spot:

Il bambino:

bambino_bauli

John Doe fece l’albero di Natale, anche se era aprile.

Il programma spaziale segreto GoodMooning! non prevedeva l’allestimento di un albero di Natale ma John Doe, sapendo quando sarebbe partito ma non avendo la certezza di quando sarebbe tornato, decise di portarsene uno con sé…

…come si dice, non si sa mai. E se poi servisse?

Come è noto la Sparrow allunò il 1 aprile 1969 e ripartì dal nostro satellite il 9 di aprile dello stesso mese. Nonostante ciò, John Doe portò con sé un D.A.N. (Dispositivo di Addobbo Natalizio), ancora ad uno stadio sperimentale.

I tecnici a Terra avevano cominciato a testare i vari D.A.N. in vista di una possibile, prossima colonizzazione della Luna. Per fortuna la missione GoodMooning! ebbe successo ed oggi, dai diari di missione fino a poco tempo fa secretati, è emerso che John decise di testare un D.A.N. all’insaputa di Houston.

Oggi, in occasione delle festività natalizie 2013, sono state rese note le immagini esclusive di quel particolare evento. Come vedete le foto sono state restaurate rendendo apprezzabili i colori originali di quegli scatti.

Buone feste!

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Se volete conoscere i fatti che caratterizzarono la missione GoodMooning! potete trovare il diario di missione nei seguenti store online:

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feltrinelliPer ulteriori info su GoodMooning! visita il blog

Cartier Winter Tale 2013

Il nuovo video Cartier dedicato alle atmosfere invernali.

A fine novembre Cartier ha messo in rete Winter Tale, un corto da 1′:24″ in cui viene celebrata la magia del Natale attraverso il lavoro “simbiotico” tra il cucciolo di pantera, simbolo della Cartier, e i fattorini della casa di gioielli francese.

Un film di animazione in perfetto stile Dreamworks o Pixar nel quale il cucciolo e il fattorino, a bordo dei vecchi furgoncini UNIC degli anni ’20, consegnano nella notte di Natale i cofanetti contenenti i preziosi Cartier. Non occorrono chiavi e non serve suonare i campanelli per entrare nelle case dei fortunati che riceveranno i doni Cartier, basta la magia sprigionata dai “portatori del lusso” attraverso la quale è possibile entrare nelle abitazioni parigine, senza alcuna difficoltà.

Immagine tratta dal video: Cartier - Winter Tale
Immagine tratta dal video: Cartier – Winter Tale

Fa strada il cucciolo di pantera che oltrepassa le porte delle abitazioni attraverso un qualche campo energetico. Un istante dopo la liturgia si ripete per opera del fattorino permettendo a entrambi di aggirarsi indisturbati negli edifici, elargendo doni e disponendo i cofanetti rossi in ogni dove.

Il tempo per trastullarsi con una pallina di Natale caduta dall’albero e il cucciolo di pantera si affretta a recuperare uno degli shopper griffati Cartier mentre i due fattorini si trovano nei pressi di un comò dove stanno disponendo gli astucci. Attoniti per la presunta scomparsa di uno dei preziosi i fattorini si riprendono dallo shock grazie all’arrivo tempestivo del panterotto che risolve la situazione. Con uno schioccar di dita si avvia una nuova magia con la quale vengono aperti gli astucci rossi che mostrano il loro prezioso contenuto, pronto per essere ammirato da coloro che il mattino seguente avranno il piacere e l’onore di poter indossare un prezioso Cartier.

Winter Tale 2013 è realizzato dallo studio francese di animazione ed effetti visivi Dwarf Labs, sotto la supervisione creativa di Bibo Bergeron, firmatario dei 4 corti realizzati per Cartier riuniti col nome di Winter Tale.

Winter Tale 2013 ad oggi ha totalizzato poco meno di 4 milioni di visualizzazioni grazie anche al viral marketing della rete.

Il video:

Altri post su questo blog dedicati a Cartier :

Crediti e approfondimenti:

Orsi, pinguini e foche… Ma che caz.. di Natale è?!

Ho visto… un orso, un pinguino e una foca festeggiare il Natale sotto ad un pino!

Ho_Visto_CoseLa crisi oramai ha fregato un po’ tutti ma almeno non toglieteci Babbo Natale e gli abeti!!

Dedicato a chi si aspettava di vedere un Natale “classico” e invece… Dedicato a chi non ne può più di foche, orsi, pinguini negli spot pubblicitari..

Rivoglio Babbo Natale e le renne!

Lo spot:

Le luminarie natalizie a Prato. Ora sì, ora no, ora sì, ora no…

Come ogni anno, verso la fine di novembre, tornano puntuali le luminarie natalizie. Ogni città, chi più, chi meno, si veste di luci colorate contribuendo a diffondere il clima natalizio. 

Anche Prato accenderà le proprie luci di Natale anche se i bilanci comunali non permettono di disporre per gli allestimenti degli addobbi cifre equiparabili agli anni passati. Infatti, come si legge su Notizie di Prato, la giunta Cenni ha stanziato poco meno di 83 mila euro, contro i 120 mila investiti negli scorsi anni per addobbare la città a festa.

Mi chiedo… ma nel 2013 c’è bisogno di stanziare cifre di questa portata per addobbare qualche strada del centro quando poi mancano soldi per fare qualsiasi altra cosa? A casa mia 83 mila euro sono sempre tanti soldi che potrebbero fruttare meglio se investiti in modo meno “passivo”, cercando di attivare meccanismi più “social” in grado di coinvolgere i cittadini in un progetto globale di addobbo della città. Fino ad oggi si è pensato solo a stanziare dei soldi per mettere qualche albero di Natale e qualche lucetta qua e là, magari facendo contento qualche negoziante del centro e scontentando quelli appena fuori che spesso sono costretti a consorziarsi tra loro per dare alla propria via una parvenza di festa.

natale

Ma un progetto web sul “Natale 2.0”?  Qualcosa del tipo “Come addobberesti la tua città per questo Natale?” Puntando all’ecologia, al risparmio energetico, all’ottimizzazione delle risorse economiche, al riciclo. Inviterei a partecipare le scuole, i singoli cittadini ma anche le aziende del territorio che magari, grazie alle proprie idee e know-how, potrebbero presentarsi e trovare un’occasione per farsi della sana pubblicità presentando proposte interessanti. In questo modo è la città che verrebbe coinvolta, sia nelle proposte per i nuovi addobbi, sia nella votazione delle idee migliori. L’idea sarebbe quella di riuscire ad addobbare più strade possibili. Non solo il Centro di Prato ma anche le altre zone.

Sono sicuro che un progetto del genere, in chiave social, avrebbe un riscontro incredibile e riuscirebbe a coinvolgere tante persone. Farebbe da cassa di risonanza per altre attività complementari, come il rilancio del territorio in tutte le sue forme, e darebbe modo ad ognuno di sentirsi parte di qualcosa. Non c’è occasione migliore del Natale per sentirsi parte di qualcosa, no?

Inoltre dove c’è visibilità è più facile attrarre soldi. Ecco che potrebbero intervenire gli sponsor che grazie al ritorno mediatico di un’iniziativa ben concertata avrebbero il giusto ritorno d’immagine e nelle casse dei Comuni non uscirebbero ma entrerebbero dei soldi.

Ma tutto questo richiede sforzi. Non tanto economici ma mentali. Probabilmente è più facile stanziare dei soldi per qualche alberello, che poi alla “fine dei giochi” viene messo da parte in un magazzino o gettato in cassonetto, piuttosto che cercare altre strade per rilanciare la città e dare modo a tanti cittadini di vivere il Natale coralmente, magari riuscendo ad addobbare Prato in un modo nuovo e originale. Dai, quelle cose che magari poi finiscono sui giornali nazionali e ne parlano in televisione.

Comunque, oramai il Natale 2013 è alle porte e i vari abeti sono già stati allertati. Visto che per il Natale 2014 c’è un po’ più di tempo e le elezioni amministrative a Prato si terranno l’anno prossimo, chi sa se qualcuno coglierà questa idea per metterla in pratica… Cittadini di Prato unitevi e conservate le vostre idee per il prossimo Natale!

Approfondimenti:

  • Notizie di Prato – Luminarie natalizie, il Comune riduce i fondi. Ecco le strade dove verranno installate

Buon Natale! A fine settembre il panettone arriva sugli scaffali dei supermercati.

“Consumate”, “dobbiamo far ripartire i consumi”, “siamo consumatori”… Tutte frasi che ci giungono ogni giorno attraverso i media, per dar voce a quelle politiche, appunto consumistiche, che ci danno l’illusione che “il consumare” possa darci potere e un senso di benessere palpabile.

In tempi di crisi questa percezione si esaspera ancora di più. Se da una parte i consumi rallentano, dall’altra certe fasce sociali tendono ad indebitarsi per acquistare beni per poter annoverarsi tra chi, come loro, vive in una sorta di illusorio benessere.

In questa sfrenata cieca consumistica globalizzazione, della quale ancora non vogliamo renderci conto delle ripercussioni sulla nostra salute e su quella del pianeta (leggi: insufficienti sistemi di riciclo, incremento delle discariche e/o inceneritori, condizioni di lavoro pessime e sfruttamento delle maestranze povere nei Paesi, soprattutto ad oriente, in cui si produce prevalentemente per l’occidente), “il sistema” che promuove il consumismo è sempre lì, pronto a sfornare prodotti, a spingerci verso falsi bisogni, a nutrire il nostro senso di avidità e desiderio, attraverso ammalianti pubblicità che mettono in evidenza doti e qualità assolute degli oggetti e prodotti di largo consumo.

Tra le strategie messe in campo dalla macchina del consumismo, assistiamo inermi all’accelerazione del tempo, alla conseguente riduzione delle “pause” fra una festività e quella successiva.

Panettone - Foto Wikipedia
Panettone – Foto Wikipedia

Stamani, recandomi al supermercato per comprare qualcosa per pranzo, ho prestato attenzione alle parole di una cliente che era in coda con me alla cassa. La signora, con lo sguardo rivolto verso uno scaffale e poi subito dopo verso la cassiera, ha esclamato meravigliata: “Ma avete già i panettoni?”.

La cassiera prontamente le ha risposto: “…è da un po’. Sono comparsi verso la fine di settembre”.

Incredulo mi sono voltato a guardare nella direzione che pochi istanti prima era stata oggetto di attenzione da parte della signora. Non solo panettoni ma sugli scaffali erano impilati ordinatamente anche numerosi pandoro.

Ecco che a questo punto la riflessione nasce spontanea: “Ma perché?!”Ho ancora la sabbia tra le dita dei piedi e mi tocca vedere canditi e zucchero a velo fare la loro comparsa su prodotti da forno tipicamente natalizi???

Da qualche anno ci siamo lasciati incantare dalle atmosfere anglosassoni di Halloween grazie al continuo e meticoloso lavoro dei media, agenzie pubblicitarie, ecc.. per indurci a consumare qualcosa in più anche in occasione di una festa che non ci appartiene.  Ma non si sa mai che poi non festeggiassimo il tipico “carnevale” americano; così arrivano inesorabili i panettoni e i pandoro. Un’alternativa a quei “poco attenti consumatori” che si sono rivelati distratti dalla crisi, dalla perdita di posti di lavoro e tante altre cose che probabilmente non torneranno più, ma che, nonostante tutto ciò, devono assolutamente consumare “qualcosa”. Ecco quindi il rimedio. Accavallare le festività, accorciare i tempi tra l’una e l’altra e, soprattutto, non far mai mancare i prodotti che rappresentano i momenti che un tempo qualcuno poteva anche definire, povero ingenuo, “magici” o “indimenticabili” o più semplicemente “unici”.

Se tanto mi dà tanto, tra qualche anno assisteremo ad un globale conformismo delle festività, o globalizzazione degli eventi, finalizzata all’acquisto di prodotti di largo consumo e beni che solitamente trovano un certo interesse e diffusione in periodi tradizionalmente ben definiti.

Quindi, ispirandomi al celebre saluto: “Casomai non vi rivedessi… Buon pomeriggio, buona sera e buona notte”, quotidianamente proferito da Truman, il protagonista del film The Truman Show, mi adeguo e vi auguro: “Buon Natale, dolcetto o scherzetto? A carnevale ogni scherzo vale e Buona Pasqua” e, aggiungerei anche: “Buone ferie”.

Tutto fa brodo e in tal caso, non sia mai che non ne consumassimo abbastanza, che il brodo sia rigorosamente “già pronto”, magari gustabile tutto l’anno, anche sotto l’ombrellone a ferragosto, ghiacciato, pubblicizzato in modo da rendere quel brodo “come quello di una volta, che sa di casa, dal sapore genuino, buono come il mio” – Da non vendersi separatamente. Confezione richiudibile. Attenzione: la cannuccia non è un prodotto destinato ai bambini. L’uso eccessivo può avere effetti lassativi. Leggere attentamente le avvertenze e le modalità di conservazione...

Link crediti e approfondimenti: