Quella Zona Franca… Le operazioni specializzate critiche in scenari misti

Droni e SAPR, cosa fare per effettuare operazioni specializzate critiche?

Il 17 dicembre 2014 è stata pubblicata sul sito ENAC la “Nota esplicativa n. 2”. Un documento che si pone di chiarire e definire alcuni aspetti che riguardano gli operatori qualificati SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) che intendono volare con i propri aeromobili in determinati contesti, genericamente definibili “a rischio”.

Quali sono questi ambiti operativi?

Semplificando sono tutti quelli che restano al di fuori degli scenari “non critici”, quindi sono le aree in cui insistono infrastrutture di tipo industriale, strutture e infrastrutture civili e quelle particolari situazioni che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone o l’integrità delle cose in caso di incidente con un SAPR, ovvero caduta o collisione incontrollata (per la definizione completa e corretta vedi pag. 9 punto 5 del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto).

Al punto 1 della Nota Esplicativa n. 2, sono riportati chiaramente i criteri da adottare, le definizioni, le generalità dello Scenario Misto e della Zona Franca.

Sempre per cercare di semplificare, lo “Scenario misto” si palesa quando all’interno di una zona critica si individua un’area di sicurezza che deve essere ben segnalata, transennata e deve “ospitare” al proprio interno, per tutta la sua area in superficie e la sua proiezione in altezza, lo spazio in cui il drone / SAPR opererà. Questo spazio tridimensionale è definito Zona Franca.

Ma come potrà operare il SAPR all’interno della Zona Franca?

Ci sono un paio di modalità indicate dal legislatore.

La prima: con un terminatore di volo che deve lavorare con un hardware e una frequenza radio diversi dal sistema primario di controllo del SAPR, che deve comunque prevedere un sistema di “go home” o anche detto di “fail safe”. A questo deve essere affiancato un paracadute o un sistema simile per attutire la caduta che si verificherà tramite terminatore di volo per lo spegnimento dei motori.

La seconda: cavo di ritenzione. Ovvero, legare il SAPR ad un cavo che andrà assicurato a terra. La lunghezza del cavo dovrà permettere di mantenere il SAPR all’interno della Zona Franca e il cavo dovrà essere testato nella condizione più “estrema” di volo, ovvero, lanciando il SAPR alla massima velocità in una determinata direzione (si presume verso l’alto e in una direzione parallela al terreno dal punto di ancoraggio a terra) e col massimo peso trainato (payload massimo trasportabile). Test che andranno effettuati più volte e i cui risultati e metodi andranno a costituire parte integrante del Manuale delle Operazioni sul quale l’operatore dovrà riportare anche tutte le procedure adottate per definire e assicurare la Zona Franca.

Inoltre, al fine di minimizzare il rischio potenziale, ENAC indica un “parametro di esposizione al rischio”, ovvero il tempo di volo massimo del SAPR all’interno della Zona Franca.  Questo tempo è stato indicato in 10 minuti.

E’ inteso che qualsiasi operazione specializzata da effettuarsi in Area Critica, deve essere valutata e autorizzata da ENAC. Pertanto, fino a quando non sarà attivo il servizio online che metterà a disposizione ENAC sul proprio sito, si spera a breve, le Domande e le Dichiarazioni riguardanti le operazioni specializzate dovranno essere prodotte in bollo, unitamente ai documenti richiesti (preferibilmente in formato elettronico) e indirizzate a: ENAC Direzione Regolazione Navigabilità – Viale Castro Pretorio 118 – 00185 Roma o alla PEC: protocollo@pec.enac.gov.it

Per ulteriori approfondimenti vi consiglio di leggere la “Nota Esplicativa n. 2″ attraverso questo link. e la Nota esplicativa ai fini dell’applicazione del Regolamento” attraverso questo link

Buon lavoro.


 Fino ad ora ho fatto il ragazzo serio e bravo, adesso mi sfogo un po’…

“La Franca… che bazzica nella sua zona, è piuttosto strana…”

Dai diciamolo, via. ENAC ce la mette tutta per fare le cose per bene e seriamente; questo dobbiamo pur dirlo. Ciò che però non le riesce proprio è cercare di farle semplici e chiare. Sarà un mio limite, sarà quel che sarà ma continuo a trovare la comunicazione ENAC molto distante da ciò che “la gente” si aspetta. Una delle poche certezze che ho della vita è che se vuoi che una regola venga rispettata deve essere chiara, semplice, comprensibile e soprattutto facilmente applicabile.

Se ti dico: “all’incrocio, non passare col rosso perchè è pericoloso” lo capisci bene, è chiaro, il messaggio di avvertenza è comprensibile.

Se invece ti scrivo (riporto fedelmente dalla Nota Esplicativa n. 2 al punto 3 Zona Franca): La “zona franca” è costituita dall’area delle operazioni, determinata dall’esigenza dell’operatore, cui va aggiunto il buffer. L’ampiezza minima del buffer, d=d1+d2, è calcolata considerando che l’attivazione del secondo sistema di terminazione del volo da parte del pilota, tenuto conto di un tempo di reazione medio di 3 sec, avvenga con un ritardo di 5 sec rispetto all’accadimento dell’avaria che rende incontrollabile il sistema.
Al fine di considerare il caso peggiore, nel calcolo va considerata la possibilità che l’avaria si manifesta alla massima velocità al suolo del SAPR pertanto, d1(m)=Vmax(m/s)x5(s). Tempi di attivazione superiori determinano valori delle dimensioni del buffer maggiori. I tempi di attivazione devono essere validati durante l’attività sperimentale. A tale valore d1 può essere aggiunto un valore d2 per tenere conto dell’eventuale traiettoria balistica che il SAPR potrebbe seguire durante la caduta e l’effetto del vento. Il valore d2 può essere determinato durante l’attività sperimentale.

…a me viene lo sconforto, ve lo giuro! Non so a voi ma qui di ESPLICATIVO mi pare che ci sia ben poco o quantomeno il concetto di ESPLICATIVO è applicabile agli ingegneri.

Dimmelo, dai! Non devo volare. Lo posso anche capire. Fai come la FAA che in America ha detto che non si vola ma non mi dire che vuoi rendere semplici le cose, che vuoi venire incontro agli operatori SAPR, ecc. e poi mi fai una “Nota Esplicativa” che per capirla e applicarla devo portarmi a seguito un ingegnere.

Oppure, per esempio, se ho la necessità di volare con un SAPR in città, dimmi che devo avvertire le autorità del luogo chiedendo un supporto per gestire l’ordine pubblico e che devo delimitare la “famosa Franca” per un raggio di 50, 60, 100mt.

Questa potrebbe essere una procedura sufficiente, se ovviamente il mio drone fosse omologato direttamente da ENAC.

Dico OMOLOGATO non a caso perchè ricordo a tutti gli operatori SAPR che fino ad oggi i droni certificati per le operazioni NON CRITICHE e quei due o tre anche per le OPERAZIONI CRITICHE, hanno una “nullaosta” ad operare sulla base della mera presentazione di una documentazione cartacea; ben redatta, completa di tutto quel che volete ma sempre e solo di carte stiamo parlando. NESSUNO ad ENAC vede quel drone né quel pilota SAPR. ENAC verifica l’aspetto formale della documentazione e non la sostanza.

Pertanto… le scuole, i certificati medici di II classe, il manuale operativo, quello delle operazioni, il drone/SAPR, le domande di autorizzazione, auto dichiarazioni/certificazioni, l’assicurazione, ecc… sono solo CARTA, da una parte, e TANTE, TROPPE beghe per l’OPERATORE SAPR dall’altra, che di fatto si assume in toto ogni tipo di responsabilità civile e nella peggiore delle ipotesi anche penale.

Non solo, e qui fate come volete ma lo devo dire… Voglio vedere se le assicurazioni resteranno “buone e tranquille” nel caso in cui un SAPR che precipita (o altro incidente) causa un danno a cose o persone. La compagnia assicuratrice pagherà sicuramente il danno, risarcendo il malcapitato ma, l’assicurato, siamo sicuri che non subirà una rivalsa da parte della compagnia assicuratrice?

Perchè?

Perchè tutto ciò che hai fatto per certificare te e il tuo SAPR lo hai fatto tu, con la tua esperienza, magari anche coadiuvato da qualche esperto ma sei sempre tu che pur in buona fede e pur seguendo pedissequamente tutti i passi richiesti, hai redatto tutto e hai presentato la documentazione. Se domani, per caso, cambi un dado che serra un elica, o non cambi un motore dopo un “tot” di ore di volo e, se lo fai, non effettui un’attività sperimentale atta a determinare l’affidabilità di quel dado o elica o motore e non lo comunichi al “mondo” (ENAC in primis) a suon di carte bollate, vuoi che il perito dell’assicurazione non ti pianti un casino dell’80 per questa cosa, in caso di incidente?

Dopo tanti convegni a cui ho assistito sull’argomento regole, regolamenti e droni, non ho ancora sentito nessuno sollevare la questione in modo perentorio. Ma come si fa a chiedere ad un operatore SAPR, che magari fino a ieri era solo un fotografo o un grafico, come me, ad arrogarsi il titolo di esperto aeronautico, ingegnere aerospaziale, perito assicurativo o certificatore di qualità, meteorologo, quando l’ENAC stessa di fatto non lo fa?

E’ come se domani mi prendessi quattro assi di legno, “di quello bono”, come si dice in Toscana, ci piantassi quattro ruote, un motore e poi, con tutta la mia prosopopeica, ridondanza lessicale, virtuosismo linguistico e qualche supercazzola (vedi il video qui sotto), scrivessi un tomo su cui decanto pregi e affidabilità del mio “mezzo” (magari perchè ne sono pure convinto, non parlo di mala fede), e presentassi tutto alla Motorizzazione Civile per chiedere di andare su strada con quel “coso”. Quella fantomatica Motorizzazione Civile, che non vede quel coso ma legge solo le carte, mi dice: “Stiga! Tanta roba… questo ha fatto sicuramente un gran bel lavoro. Diamogli l’autorizzazione a circolare”.

Io prendo il mio “coso”, vado in autostrada e mi schianto. Ovviamente ho stipulato a monte la mia bella assicurazione – previa compilazione di un rigorosissimo questionario sul quale, sempre in buonissima fede, ri-decanto pregi e affidabilità del “mio coso” – e con quella in pugno vado dal mio assicuratore a dirgli che era tutto in regola ma che mi è successo un incidente.

Arriva il perito, guarda “il coso” e dice: “bello, bello davvero. O via, su… al malcapitato che hai falcidiato con ì tù coso gli paghiamo il sinistro ma…  ma con te e dobbiamo fare un discorsino”…

Non a caso la Motorizzazione Civile – quella vera e non quella del mio fanta-esempio – prima di rilasciare l’autorizzazione e il libretto di circolazione, appunto, che autorizza la circolazione di un mezzo, lo controlla tramite le proprie strutture e una rete di tecnici qualificati. Non solo, dopo 4 anni dall’immatricolazione quel veicolo deve passare una revisione. Se ha più di 4 anni, dopo ogni 2 deve essere sottoposto a revisione obbligatoria periodica.

Mi pare chiaro, semplice ed efficace…

Noi no… Ci facciamo tutto in casa, come gli gnocchi. Crediamo pure di aver fatto tanta roba, perchè di fatto è davvero tanta. Poi, mandiamo le nostre belle carte a ENAC che cheta, cheta, con i suoi tempi, ci dice se ciò che abbiamo scritto gli garba oppure no e se gli garba, comunque sia, tutte le responsabilità sono nostre!

Concludo con queste riflessioni.

Ma… per garantire la sicurezza in un ambito operativo specializzato, critico, in scenario misto, non c’era altro modo che indicare all’operatore che in caso di pericolo deve “schiantare a terra” il SAPR o preventivamente “legarlo a un guinzaglio come si fa con un cane”? Oltretutto, dopo che ho speso qualche migliaio di euro per avvalermi di un SAPR con ridondanze elettroniche, sensori, magari otto eliche, ecc…

Drone al guinzaglio
Drone al guinzaglio

Ricordo che a pagina 5 del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto al punto 3, lettera (b) è riportato che “Non sono altresì assoggettati alle previsioni del presente Regolamento i SAPR che hanno caratteristiche di progetto tali per cui il pilota non ha la possibilità di intervenire nel controllo del volo“. Paradossi interpretativi. In primo luogo se di SAPR stiamo parlando (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto) un “Pilota Remoto” deve pur esserci da qualche parte e in quanto tale potrà intervenire sul volo di quell’oggetto volante da meglio identificare. Inoltre, parrebbe evidente che più controlli prevedo più sono assoggettato al regolamento. Meno controlli metto, o meglio, nessuno, e di questo regolamento posso anche non tenerne di conto. Sbaglio?

Bello, bello davvero, accadeva in via dei matti, al numero zero…

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@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – modalità Spettatore – parte prima

Hai scelto di “assistere” virtualmente al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014 in…

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014

…configurazione SPETTATORE:

“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Sicuramente questa modalità è quella che si avvicina di più a te che stai leggendo questo post.

Vediamo…

…il 19 dicembre 2014 siamo andati insieme a Roma, ci siamo recati presso l’Atahotel Villa Pamphili, abbiamo parcheggiato l’auto e siamo entrati nella hall dell’hotel.

Notiamo subito le indicazioni che l’organizzazione dell’evento ha opportunamente disseminato lungo il percorso che porta all’area Conferenza. Dal piano terra ci lasciamo condurre dalla segnaletica verso il livello inferiore della struttura, accedendovi attraverso le scale.

Percorse le due rampe ci troviamo al punto di accoglienza predisposto dalle aziende organizzatrici dell’evento, IfiMedia e Mediarké. Ci registriamo, non paghiamo nulla – tutti gli eventi Roma Drone Conference sono gratuiti – e ci dirigiamo verso la sala conferenze.

Sono le 9.30 circa, in sala c’è tanta gente tra cui molti giornalisti, addetti ai lavori, fotocamere, qualche telecamera, computer portatili e tablet ovunque; pare di essere a Mediaword.

Ci sediamo a “pelo” trovando da sedere sul lato opposto all’ingresso della sala; probabilmente sono le ultime due sedie rimaste libere.

Apre la conferenza il patron del Roma Drone Conference, il Dott. Luciano Castro. A seguire salutano le autorità e tra queste l’On. Antonello Giacomelli che porta i saluti ufficiali del Governo italiano.

TavoloRelatori

Siamo in attesa dei primi interventi, uno su tutti, quello dell’Ing. Carmine Cifaldi, forse il più atteso, almeno per noi “dronisti” che siamo sulla rampa di decollo in perenne attesa di poter spiccare il volo. Non nascondiamo una certa speranza, dopo questa Conferenza, di poterci librare in volo con un po’ più – diciamolo – disinvoltura e meno briglie al drone – ed è proprio il caso di dirlo -. OK le regole ma tra nulla e troppo dovrà pur esserci una via di mezzo, no?

Arriva il momento atteso… l’Ing. Cifaldi prende posto e comincia a parlare, infondendo fin da subito tra gli astanti una sorta di effetto letargico. Dopo il primo minuto tra pause e riflessioni di “celentanica” memoria, cerchiamo di entrare nel merito di quanto sta sciorinando cercando di cogliere il meglio e il succo delle sue parole. La palpebra ci cala ma è forte la speranza di trarre qualcosa di utile e anche, forse, si spera, di risolutivo per poter operare in modo più agile e rapido con i SAPR. Restiamo quindi in attesa di annunci “rivoluzionari”.

Ing. Carmine Cifaldi - ENAC
Ing. Carmine Cifaldi – ENAC

Per circa venti minuti, dei trenta di intervento, l’Ing. promuove l’operato dell’ENAC e tutti i buoni propositi che hanno spinto l’Ente a legiferare, nel modo che più o meno tutti sappiamo.

Cifaldi sottolinea che l’attuale politica ENAC, almeno in ambito SAPR, è protesa verso un dialogo con l’utenza, anche attraverso la promozione di iniziative e di un “dibattito permanente” veicolato attraverso i canali ufficiali e le opportune sedi – come il Convegno a cui assistiamo – per avere uno scambio diretto con chi deve lavorare sul campo e nei cieli italiani.

Questo ci fa solo piacere…

Si parla anche dell’introduzione della recente nota esplicativa che dovrebbe aiutare gli addetti ai lavori ad operare nelle aree critiche

Boh! Continuo a restare stupito – e vedo dalla tua espressione che anche te condividi la stessa mia sensazione – per la distanza che intercorre tra le parole di Cifaldi, rassicuranti e a tratti anche cordiali, e i fatti. Ho in tasca una copia della Nota Esplicativa n.2, pubblicata due giorni prima il Roma Drone Conference e dopo averla letta, entrambi più di una volta, emerge la sensazione che tra il concetto di ESPLICATIVO e l’effetto reale che se ne ottiene ci siano ancora delle distanze abissali (vedi soprattutto a pag. 2, al punto 3, dove si parla della Zona Franca).

“Chiederò supporto a Houston per levarci le gambe ma temo che udirò solo un fruscio di fondo…”

Cifaldi rilancia annunciando l’imminente attivazione di un sistema online dedicato, fruibile attraverso il sito web ENAC, in grado di  permettere all’utenza di presentare la propria documentazione e di ricevere le dovute risposte, senza passaggi di carte, con l’ottimizzazione delle procedure e dei tempi di risposta.

Evviva! Anche se i tanto attesi “annunci rivoluzionari” non ci sono stati…

Dopo l’intervento di Cifaldi, prendono posto sul palco, a turno, le associazioni di categoria che propongono un proprio “modus operandi” all’interno del settore. Qualcuna comunica con un filo di piaggeria nei confronti di ENAC, altre in modo più neutrale ed altre ancora ostentano una certa sicurezza e background di lunga data in vari settori affini a quello dei SAPR.

Capiamo che il concetto di associazione è importante ma allo stesso tempo vediamo anche che le sigle tendono a proliferare in modo esponenziale, creando di fatto delle suddivisioni e distanze tra gruppi di persone che invece sono accomunate da obiettivi e problemi che dovrebbero essere condivisi, più che divisi.

Roberto Navoni, presidente FIAPR
Roberto Navoni, presidente FIAPR
Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Paolo Marras, presidente ASSORPAS

E’ interessante comunque conoscere queste realtà che già operano da tempo o lo fanno da pochi mesi, tutte molto motivate e desiderose di promuovere iniziative e progetti tesi a rendere la categoria degli operatori SAPR, coesa, tutelata e rappresentata. Resta il fatto, almeno per noi “spettatori”, che le sigle delle associazioni di categoria cominciano ad essere un po’ troppe e resta ancor più difficile capire a quale eventualmente scegliere di aderire.

Nella pausa pranzo, mentre cala il silenzio nella sala conferenze, diamo una sbirciata nella stanza adiacente dove è stata allestita un’area stand presso la quale espongono 7 aziende.

Come entriamo “siamo affiancati” da una flotta di droni. Alla sinistra abbiamo quelli della Italdron e a destra quelli della FlyTop. Una squadriglia di oggetti volanti (o sedicenti tali, visto che, loro malgrado, sono confinati a terra), ben equipaggiati, dotati delle più recenti tecnologie del settore, tutti in bella mostra, a beneficio degli occhi più attenti e di un pubblico esperto. A vederli così disposti pare che si fronteggino minacciosi, quasi a volersi confrontare in volo; ma ciò non accadrà, almeno in questa sede.

FlyTop
FlyTop
italdron
italdron

Qualche passo in avanti e troviamo a sinistra i droni e i servizi della Cloud-Cam che opera nell’ambito del monitoraggio del territorio con sistemi APR. A destra campeggia il logo della Skyrobotic che sovrasta lo stand dell’azienda omonima che presenta il drone SR-SF6 utilizzato da qualche mese, e tutt’ora in uso, per sorvolare settimanalmente l’area cantierizzata dell’Expo di Milano (in partnership con FidoGroup e Tim), regalandoci immagini in 4K diffuse in rete.

CloudCam
CloudCam
Skyrobotic
Skyrobotic

Dirigendoci verso il fondo della sala troviamo a sinistra lo stand della EuroUSC, che si occupa di consulenza nel settore offrendo un supporto agli operatori SAPR in vari ambiti. Sul lato opposto c’è quello della Achrom, (il mio) di cui in questa veste non ne parlo rimandando qualche commento in proposito nella terza modalità di partecipazione, ovvero quella da Espositore.

EuroUSC
EuroUSC
Achrom
Achrom

Infine, sul fondo della sala, quello opposto alla porta di ingresso, troviamo lo stand della IDS Ingegneria dei Sistemi, stand “disadorno” ma in grado di comunicare ugualmente la forza dell’azienda attraverso le immagini riprodotte sulla scenografia e quelle presenti nelle brochure lasciate sul desk che mostrano SAPR di alto livello per uso civile e militare.

IDS Ingegneria dei Sistemi
IDS Ingegneria dei Sistemi

C’è un po’ di tempo per mangiare qualcosa e poi… nuovamente in sala conferenze per assistere agli interventi previsti nel pomeriggio.

I lavori proseguono. Un blocco di interventi è caratterizzato dal titolo: “Fare impresa con gli APR: il parere di industrie e start-up”. Una serie di responsabili, amministratori delegati, presidenti, ecc. di note aziende che operano nel settore, intervengono a ragion veduta, da una parte per promuovere  il loro operato – pur non ostentandolo neanche più di tanto – dall’altra per cercare di suggerire al legislatore un percorso teso ad agevolare le aziende che operano nel settore dei SAPR, soprattutto nei confronti di quei costruttori che da tempo sono impegnati in ricerca e sviluppo di tecnologie, tutte italiane.

Emerge in questo contesto la necessità di fare rete e di promuovere iniziative congiunte guardando al panorama italiano ma con un occhio rivolto all’Europa, territorio (o cieli, nel nostro caso) a cui dovremmo guardare per sviluppare il business.

Proseguono gli interventi, qualcuno molto pacato e formale e altri sul filo della polemica, motivata e comprensibile, viste la difficoltà, palesi, per operare con i SAPR in Italia. L’entrata in vigore del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ha di fatto “rallentato” un mercato già avviato creando motivo di preoccupazione in un momento storico economico in cui, in generale, non c’è molto spazio per concedersi pause, rallentamenti o errori di valutazione.

Dopo il punto di vista degli imprenditori è la volta delle scuole di formazione per piloti SAPR, o meglio, quelle scuole che su autorizzazione ENAC rilasciano un attestato, a fronte della partecipazione a un corso di 33 ore – parte teorica della formazione –  che andrà a costituire uno dei passaggi e documenti per l’ottenimento dell’autorizzazione ad operare come pilota SAPR.

In questo contesto, al Roma Drone Conference del 19 dicembre, sono protagoniste 4 scuole: 3 di Roma e una di Cagliari, quest’ultima attualmente è l’unica presente in Sardegna.

Siamo quasi in chiusura. E’ il tempo di dar voce alle testate di settore che vengono presentate al pubblico all’interno del segmento di interventi intitolato “Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate”.

Siamo alla conclusione. La giornata è stata intensa e a casa riportiamo tante informazioni. Ci rendiamo conto che è determinante partecipare a questi eventi se si vuole operare in questo settore. Forse non tutto ciò che abbiamo ascoltato dai relatori farà la differenza da domani ma il clima respirato, gli incontri e gli scambi di vedute che hanno caratterizzato anche i momenti di pausa, contribuiscono ad arricchire il bagaglio di esperienze e informazioni assimilato in questa giornata. Parlare con le persone e ascoltare i vari punti di vista aiuta a crescere e a capire.

Sicuramente questo è il momento zero per il settore SAPR da cui tutto partirà e si svilupperà. Il 2014 ha segnato un inizio di un nuovo percorso e il 2015 sarà l’anno che permetterà di sedimentare alcune cose,  di chiarirne altre e, ci auguriamo tutti, di svilupparne molte, tante iniziative e progetti che ruoteranno attorno al mondo dei SAPR.

Bella giornata. Intensa e ricca. Durante il viaggio di ritorno ne parleremo lungamente, magari lasciandoci andare a qualche “volo pindarico”…


Vedi anche:

Approfondimenti:

@RomaDrone Conference – 19 dicembre, “L’italia dei droni” – modalità Blogger – parte seconda

Hai scelto di “assistere” virtualmente al “Roma Drone Conference” del 19 dicembre 2014 in…

Locandina dell'evento Roma Drone Conference 19 dicembre 2014

…configurazione BLOGGER:

“L’Italia dei droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC”.

Questa versione della mia esperienza al Roma Drone Conference del 19 dicembre scorso mi porta a entrare più nel merito delle questioni trattate durante il Convegno.

Una su tutte, la più attesa, che poi è quella che ha dato il titolo a questo terzo appuntamento del Roma Drone Conference del 2014… il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC e tutto ciò che ha comportato dalla sua entrata in vigore ad oggi.

Ma andiamo per gradi…

19 dicembre 2014,  Roma, Atahotel Villa PamphiliIfiMedia e Mediarké non tradiscono le aspettative mostrando fin da subito un livello organizzativo all’altezza della situazione. Receptionist e hostess mi conducono verso le fasi di registrazione e poi verso la sala conferenze dove sono accolto da una folta presenza di ospiti, pronti in sala per assistere al lungo programma di interventi (vedi programma qui).

Qualche minuto prima dell’inizio della Conferenza noto che diverse persone presenti in sala parlano tra loro lasciando intendere un clima di confidenza e cordialità. Il settore sta incoraggiando la creazione di link tra aziende e professionisti all’insegna del concetto di “fare rete”; già evidente ancor prima dell’inizio della conferenza, tema che sarà più volte sottolineato durante gli interventi dei vari relatori.

Sono seduto in sala conferenze. Attendo che i lavori abbiano inizio.

Sul grande tavolo posizionato sul lato destro del palco sono disposti ordinatamente i “cavalieri” con i nomi dei relatori che di lì a poco apriranno la giornata dei lavori. Tra i vari nomi leggo: Luciano Castro, presidente Roma Drone Conference che introdurrà i vari interventi e svolgerà la non sempre facile mansione di moderatore della conferenza. Alessandro Cardi, direttore centrale Regolazione Tecnica ENAC. Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare. Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma. Maurizio Madiai, coordinatore settore aerospaziale AIAD e infine, ma non per ultimo come importanza, ma ultimo come ordine di arrivo, quello sì, l’On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico che è intervenuto in veste ufficiale per conto del Governo italiano.

On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico
On. Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo Economico

Sala gremita, comincia la Conferenza, si parte con i saluti di apertura.

Continuano ad affluire persone in sala a tal punto che le/gli hostess/stewart sono costretti a portare ulteriori sedie per coloro che si sono assembrati in piedi sul fondo della sala.

Attendiamo con una certa impazienza l’intervento dell’Ing. Carmine Cifaldidirettore Regolazione Navigabilità ENAC, sempre presente ad ogni evento di un certo livello dedicato ai droni. Per chi ancora non lo conoscesse, è “l’uomo di collegamento” tra l’utenza finale degli operatori SAPR e le aziende del settore e l’ENAC e per ciò che riguarda il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ne è il referente per eccellenza, almeno quello che si espone maggiormente al pubblico.

Ing. Carmine Cifaldi - ENAC
Ing. Carmine Cifaldi – ENAC

Con la sua caratteristica pacatezza dà inizio al suo intervento precisando che il Regolamento di cui sopra è stato pubblicato a fine anno scorso, quindi un anno fa circa, ma che è entrato in vigore il 30 di aprile del 2014.

Promuove l’operato dell’ENAC cercando di mettere in evidenza gli intenti dell’Ente che, secondo quanto asserisce Cifaldi, vanno oltre il concetto di “safety” cercando di promuovere e disciplinare i comportamenti all’interno di un settore, venendo incontro alle esigenze degli operatori, cercando di ascoltare, capire e migliorare un impianto normativo che è in continua evoluzione e che per sua natura dovrà mutare nel corso del tempo. La presenza costante di ENAC ai vari workshop e seminari promossi da aziende e associazioni e a quelli organizzati da ENAC stessa, pone l’Ente come un interlocutore presente e impegnato a fornire indicazioni e ad ascoltare le osservazioni che in modo pertinente e preciso arrivano, a flusso continuo, da tutti gli operatori.

L’intervento di Cifaldi, della durata di circa mezz’ora, è caratterizzato nella prima parte da una serie di analisi,  – il famoso punto della situazione – che mira a sancire una precisa posizione, riassumibile in questo concetto: “Ci siamo e questo è ciò che abbiamo fatto in questo anno”.

Non è poco se pensiamo alla difficoltà con la quale la comunità di operatori ha recepito la regolamentazione del settore SAPR.

Continua l’Ing. Cifaldi “Ad oggi ci sono 5 domande in corso, pervenute da altrettanti operatori/costruttori, per essere autorizzati alla vendita di aeromobili certificati, pronti al volo, senza ulteriori accertamenti tecnici.”

“43 organizzazioni di addestramento approvate in grado di offrire formazione per la parte teorica, e 3 in grado di offrire sia quella teorica che quella pratica”. A tal proposito l’Ing. Cifaldi sottolinea che il flusso di richieste di autorizzazione è continuo e costante.

“Stanno nascendo organizzazioni di consulenti in grado di fornire un supporto tecnico alla presentazione delle dichiarazioni e a condurre tutti gli accertamenti necessari all’ottenimento delle autorizzazioni. Ad oggi un’organizzazione di questo tipo è già stata approvata e altre 15 sono in corso di valutazione; altre tre a breve avranno l’autorizzazione ad operare”.

Tra le frasi più importanti proferite dall’Ing. Cifaldi mi preme riportare: “Riusciremo a far traghettare questo settore dal sommerso alla legalità con un vantaggio per tutti.” – “ENAC nel 2014 ha continuato la sua operazione culturale”, intesa come sforzo congiunto da parte di tutto l’Ente di mantenere una forte presenza a tutti gli eventi del settore cercando di diffondere e chiarire quanto riportato nel Regolamento per i SAPR.

Il rispetto della privacy prevale sopra concetti dati oramai per scontati, come la safety, così Cifaldi fa riferimento alla comunicazione del garante della privacy europeo.

“Stiamo operando correttamente?” Cifaldi prosegue relazionando in merito all’impegno di ENAC nel promuovere un confronto a livello europeo con altri organismi competenti, tra cui il JARUS (Joint Authorities for Rulemaking on Unmanned Systems).

Ing. Carmine Cifaldi, ENAC
Ing. Carmine Cifaldi, ENAC

Negli ultimi dieci minuti del suo intervento, l’Ing. Cifaldi ha accennato alla nota esplicativa n.2 pubblicata il 17 dicembre, pubblicata per rispondere alle esigenze di chi vuole operare in aree critiche, definendo due nuovi concetti: Scenari Misti e Zona Franca.

Ha poi parlato del servizio “on-line” che entrerà in funzione a breve per la presentazione formale delle dichiarazioni,  strutturato a “finestre bloccate”, ovvero compilabile a step. Questo sistema richiede una corretta compilazione delle singole schermate a fronte della quale si otterrà un accesso alla fase successiva della presentazione. In tal modo si eviteranno possibili errori nella presentazione delle varie richieste e soprattutto si potrà accelerare il processo di autorizzazione per operare con i SAPR.

“C’è ancora molto da fare, sopratutto in merito agli aspetti applicativi del regolamento”, ha affermato Cifaldi aggiungendo che ENAC sta cercando di mettere a disposizione, col contributo degli operatori, strumenti sempre più efficaci per fornire un regolamento e soluzioni sempre più adeguate alle nostre esigenze.

Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare
Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare

L’intervento successivo è stato condotto da Costantino SenatoreStato Maggiore Aeronautica Militare che ha illustrato come operano i SAPR militari italiani, quelli in regime VLOS (Visual Line of Sight ), sotto ai 25Kg di peso, pensati per soddisfare particolari esigenze all’interno di scenari ove i normali aeromobili non possono agire – vedi per esempio poligoni militari – o i SAPR che pesano ben oltre i 25Kg, che operano attraverso un complesso sistema di controllo remoto a terra, supportato da un sistema satellitare. Quest’ultimi sono equipaggiati con diversi sensori e telecamere e il loro volo viene costantemente monitorato attraverso il controllo dello spazio aereo occupato tramite un sistema definito a “pacchetti”, dove degli operatori di volo specializzati seguono il volo del SAPR controllando una singola porzione di cielo a loro assegnata fino a quando, esaurito il compito dell’operatore, passa in consegna ad un collega il monitoraggio dell’area di cielo successiva. Da qui il termine “controllo a pacchetto”. Durante questo intervento si è anche parlato dei prossimi scenari che prevedono, tra l’altro, il volo di SAPR militari all’interno di corridoi aerei civili e l’interazione con essi per la sicurezza e l’operatività reciproca.

Non mi soffermo su quanto riferito dai relatori successivi, Ludovico Vecchione, Aerospace Vehicles Division Manager della CIRA e Flavio Dolce, presidente HobbyHobby Italia i cui interventi sono riportati, dell’uno in forma di intervista e dell’altro l’intervento integrale, nella sezione in fondo al post dedicata agli approfondimenti.

Il programma della manifestazione continua offrendo al pubblico in sala numerosi interventi e spunti di riflessione. Segue il gruppo di interventi che rientrano nell’argomento “Il business degli APR: il parere delle associazioni di categoria” al quale hanno partecipato numerose sigle, UASIT, ASSORPAS, AIDRONI, FIAPR e EDPA.

Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Paolo Marras, presidente ASSORPAS
Roberto Navoni, presidente FIAPR
Roberto Navoni, presidente FIAPR

Dai rappresentanti di ognuna è stata unanime la richiesta di “semplificazione normativa”, di una maggiore attenzione sul comparto dei droni giocattolo e di tutte le implicazioni che ne derivano dalla poca informazione che ancora aleggia in questo settore, a differenza di quello professionale che comincia ad essere sempre più sensibile e attento alla normativa ENAC.

Marco Strano, vicepresidente EDPA, propone di obbligare i produttori dei “droni giocattolo” ad apporre sulle confezioni delle diciture, chiare, evidenti e comprensibili a tutti, in grado di comunicare agli acquirenti che quel “giocattolo” può essere utilizzato solo in determinate aree e contesti, riportando i riferimenti normativi e la pericolosità che può derivare dal non rispetto delle regole, oltre a indicare le possibili sanzioni a cui si può incorrere.

Il convegno prosegue con l’intervento di Marco Candelori, safety expert ENAV sul tema “Droni in volo: una sfida per il traffico aereo”

Marco Candelori, safety expert ENAV
Marco Candelori, safety expert ENAV

L’ ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo) fornisce servizi di controllo del traffico aereo ATM (Air Traffic Management) e partecipa alle attività di ricerca e sviluppo in coordinamento con gli organismi di controllo internazionali del settore quali ICAO, EUROCONTROL e di categoria (CANSO) (come si legge sul sito dell’Ente).

Nell’ambito della Roma Drone Conference, “L’Italia dei droni”, l’Ing. Candelori ha riportato alla platea “una fotografia” di quanto ENAC svolge in merito al controllo del traffico aereo nel territorio italiano. Ovviamente, pur non essendo ancora attivo un sistema ATM per gli RPAS – o è più indicato dire che gli RPAS non essendo ad oggi provvisti di “transponder code” non possono essere gestiti da un sistema ATM –  ENAV sta adoperandosi per affrontare la questione auspicando nel prossimo futuro un sistema integrato di gestione del volo degli RPAS (Remotely Piloted Aircraft Systems) e degli aerei civili, in modo da coordinare il traffico ed evitare possibili incidenti dovuti a collisioni tra le due tipologie di aeromobili.

Il convegno prosegue con l’intervento del Dott. Benito Pagnanelli, Presidente di PRS Ltd e di Chiara Rossi, responsabile ufficio Italia Pagnanelli Risk Solutions Ltd  sul tema “Droni al lavoro: e le assicurazioni?“. Mi scuso con i diretti interessati per non essere stato presente in sala durante le relazioni. Riporto il link dove è possibile scaricare le slide e l’abstract dell’intervento della Pagnanelli Risk Solutions Ltd (Clicca qui).

Successivamente interviene Filippo Tomasello, technical director EuroUSC-Italia che ha presentato la società e i servizi di cui gli operatori del settore possono avvalersi. La EuroUSC-Italia si propone come figura super partes rispetto al legislatore e alle aziende di settore, ponendosi come interlocutore qualificato (“organizzazione riconosciuta” da ENAC – art. 8.17 del recente regolamento per applicazioni civili dei droni – ) per fornire consulenza e servizi nel settore SAPR.

Dott. Filippo Tomasello, EuroUSC-Italia
Dott. Filippo Tomasello, EuroUSC-Italia

Il Dott. Tommasello evidenzia l’importanza di potersi affacciare al mercato internazionale, altamente competitivo e preparato, potendo contare su supporto tecnico adeguato in grado di analizzare e valutare ogni aspetto legato all’utilizzo dei SAPR nei vari Paesi della UE e non solo.

Gli interventi del pomeriggio proseguono a ritmo serrato, talvolta sforando rispetto ai tempi previsti, come è naturale che accada quando gli argomenti di cui parlare sono tanti e tali che richiederebbero, ognuno, ore ed ore di tempo per poter essere discussi.

Nel pomeriggio i responsabili delle imprese di settore si alternano alla postazione dei relatori. Ognuno ha il tempo necessario per presentarsi, per presentare la propria offerta di servizi e/o prodotti e fare delle proposte al legislatore.

Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab
Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab
Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic
Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic
Gabriele Santiccioli, presidente FlyTop
Gabriele Santiccioli, presidente FlyTop
Stefano Russo, research & development manager Italdron
Stefano Russo, research & development manager Italdron

Gli interventi sono tutti molto interessanti. Offrono un ventaglio di proposte e un quadro dell’offerta tecnologica italiana nel settore dei SAPR di alto livello. Le aziende intervenute rappresentano egregiamente la galassia delle centinaia di aziende italiane che lavorano da molto tempo nel comparto “droni”, o anche le recenti start’up nate da poco, anche grazie ai vari progetti e finanziamenti di innovazione e sviluppo tecnologico – vedi per esempio Horizon2020 o altri a carattere più regionale – che hanno permesso di avviare imprese che operano in ricerca e sviluppo di soluzioni SAPR.

In considerazione di ciò, è più che comprensibile che alcuni relatori abbiano parlato con un certo trasporto in merito alla necessità di semplificare la normativa SAPR vigente, di trovare delle soluzioni condivise, di aprire tavoli di confronto tesi a trovare delle proposte, in tempi rapidi, per sbloccare un mercato che al momento pare ingessato. Il mercato dei SAPR si sta muovendo con una velocità maggiore rispetto a quanto ENAC chiede di fare; questo emerge dalle parole di molti dei relatori intervenuti. Viene portato all’attenzione del pubblico e del legislatore “il paradosso” che consta tra la richiesta di tecnologie di tipo aeronautico, ridondanze, terminatori di volo, paracadute, ecc, e l’utilizzo del cavo di ritenzione da applicare al SAPR. Questo e altri esempi sono motivo di accalorate oratorie che personalmente condivido in pieno.

Col titolo “Il boom dei corsi per piloti APR: il parere delle scuole di volo” iniziano gli interventi dedicati alle scuole certificate da ENAC per rilasciare l’attestato di acquisizione delle nozioni necessarie all’ottenimento dell’abilitazione di pilota SAPR. I “famosi” corsi di 33 o 36 ore per la parte teorica.

Intervengono a turno, Giovanni Formosa, responsabile formazione Aeroclub Volere & Volare di Roma. Giorgio Baggiani, direttore Scuola SAPR Aeroclub di Cagliari, al momento l’unica scuola autorizzata ENAC presente in Sardegna. Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma
e Claudio Becchetti, referente progetto “Making Drones”, Istituto Massimo di Roma.

Ognuna presenta il proprio piano formativo e lo staff tecnico di cui è composta la propria organizzazione. L’Istituto Massimo di Roma si differenzia dalle altre scuole SAPR in quanto è di per sé un istituto di formazione che copre un’offerta formativa che va dalla scuola primaria dell’infanzia al liceo. Di recente ha introdotto nel proprio quadro formativo il progetto “Making Drones”.

“Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate” è l’ultimo blocco di interventi della giornata, prima della conclusione dei lavori. Intervengono le spine dorsali dell’informazione e della diffusione della cultura del mondo SAPR, le riviste di settore. Luca Masali, direttore DronEzine e Annuario del DroneDanilo Scarato, direttore Quadricottero NewsStefano Silvestre, caporedattore Drone Magazine.

La giornata volge al termine. Mi defilo un po’ in chiusura dei lavori per dirigermi verso il mio stand che ho lasciato in consegna alla mia fenomenale sorella, senza la quale non avrei potuto cimentarmi nella triplice veste che vi ho proposto: di visitatore, di blogger e di espositore.

Gli stand? Ne ho parlato in “configurazione visitatore” e in quella di “espositore”.

In conclusione…

Ciò che è emerso da questa giornata, tra le tante cose dette e viste, è che Il Regolamento ENAC è una realtà a cui tutti dobbiamo far riferimento e a cui dobbiamo guardare se vogliamo operare con i SAPR. C’è ancora tanto, tantissimo da fare in termini di sviluppo di tecnologie dei SAPR per fornire aeromobili sempre più sicuri e performanti e c’è ancora altrettanto da fare per quanto riguarda il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto che necessita, a mio modo di vedere ma anche stando a quanto è emerso dalla Conferenza, di una maggiore concertazione da parte di tutti gli interessati e di una maggiore condivisione delle reciproche esperienze per individuare un percorso da affrontare nei prossimi mesi, lavorando il più possibile a fianco di ENAC. Il Regolamento c’è ma non deve essere motivo di freno. Invito le associazioni di settore a promuovere tavoli di discussione e a stilare protocolli di lavoro tesi a suggerire ad ENAC possibili soluzioni alternative, complementari e propedeutiche per arrivare ad una semplificazione normativa e ad una progressiva e sempre più diffusa conoscenza delle regole, per permettere a tutti di lavorare bene, in sicurezza ma anche in modo più celere e semplice.

Credo che il 2015 per il settore dei SAPR debba muoversi soprattutto attorno al concetto di SEMPLICITA’ e di COOPERAZIONE.

Benvenuti nell’era dei SAPR 2.0 che ha inizio da domani.


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