VLT o non VLT? Questo è il dilemma!

VLT: acronimo di Video Lottery Terminal o più comunemente detta, sala da gioco o “delle macchinette ruba soldi”.

Nonostante il titolo del post, non parlerò di gioco d’azzardo pur tenendo ad esprimere la mia contrarietà in merito a questa pratica e pur rispettando chi è avvezzo a questo genere di attività, sempre che lo faccia per propria scelta, con consapevolezza, con moderazione e senza coinvolgere il patrimonio familiare. Non aggiungo altro altrimenti scadiamo nella polemica e potremmo parlare per mesi sull’argomento “gioco d’azzardo” e Sale VLT. Ciò che invece voglio trattare nel mio articolo è una vicenda legata ad una sala VLT in particolare, sorta poco distante da casa mia.

Scandaloso? Normale?

Non sono qui per lamentarmi della presenza di questo esercizio; Prato oramai è piena di questi luoghi. Mi chiedo solo se sia normale dare i permessi per aprirle e poi, dopo qualche mese, si revochino perchè “ci si accorge” che questa sala dista a meno di 500mt da una scuola materna, quindi considerata “area sensibile”.

Non voglio sapere chi ha dato il primo permesso e chi lo ha revocato successivamente. Resta il fatto che mi pare si stia perdendo il senso della ragione e della misura.

Un imprenditore resta tale sia se vende mandarini al mercato sia se apre una Sala VLT. Ogni imprenditore investe un capitale con un preciso obiettivo sperando di recuperarlo e di poter trarre dalla propria attività un utile d’impresa. Semplice e lecito fino a quando si rispettano le regole.

Ma se ti chiedo il permesso per aprire un esercizio commerciale, mi autorizzi ad aprirlo, lo apro, assumo personale, investo capitali e solo dopo qualche mese me lo fai chiudere perchè ritieni che lì non poteva sorgere, permettimi di “dissentire un po’”…

Mi riferisco in particolar alla Sala VLT di Via Galileo Ferraris a Prato.

La scuola c’era anche prima dell’apertura della sala gioco in questione e chi ha dato tutti i pareri positivi alla sua apertura credo che dovrebbe assumersi qualche responsabilità ma, poichè questo accade di rado nel nostro Paese, voglio farvela più semplice…

Se di scuola primaria si parla, o materna, dato che sono piuttosto vicine l’una all’altra, come può sussistere un problema di convivenza e vicinanza tra sala VLT e bambini ospitati nelle scuole se l’accesso ad una sala VLT è vietato ai minori di 18 anni? Potrei capire se la sala in questione fosse stata aperta vicino ad un’istituto superiore con una popolazione di studenti prossima o con più di 18 anni, ma qui?

Ripeto, non sono contento per la presenza di questo “coso” oscuro, oltretutto dotato di vetri satinati che impediscono di vedere all’interno del locale, lasciando immaginare che vi si svolga  “qualsiasi attività”. Sono solo perplesso su come si agisca in modo così compartimentale, a scatole chiuse, senza concertare la gestione dei permessi o dei divieti e su come certe regole vengano applicate, a posteriori, sulla base di criteri piuttosto discutibili.

Perdonate l’ironia, ma… se vogliamo parlare di “preservare la salute e l’incolumità” dei bambini, ritengo che faccia “più danni” la pasticceria che è a qualche decina di metri dalla scuola, aperta a tutti e senza divieto alcuno, piuttosto che una Sala VLT il cui accesso è consentito solo ai maggiorenni oltretutto dotata di vetri oscurati, quindi non si vede neppure ciò che si svolge al suo interno. Cosa opposta per la pasticceria che giustamente mette in mostra la propria merce a beneficio degli occhi degli avventori più golosi.

La cronaca ci riporta risultati allarmanti in merito all’obesità infantile, ergo, bisognerebbe educare i propri figli a mangiare sano e a tenersi lontani dagli zuccheri semplici, dalle merendine, succhi di frutta e… perdonatemi, probabilmente anche dalle pasticcerie. Luoghi in cui, comunque, possono entrare e acquistare in un attimo zuccheri e grassi saturi.

Non ho trovato in rete alcun dato che riguarda il coinvolgimento, tantomeno patologico, di minorenni in età da scuola primaria, affetti da ludopatia indotta dalla presenza di sale VLT. Non ci sono perchè è impossibile. Non possono entrarvi; punto e basta.

Morale della “favola”.

Meno moralismi e più pragmatismo. Non si vuole il gioco? Si abolisce, mi pare semplice. Lo si tollera perchè lo Stato incamera denaro? Allora che sia chiaro il regolamento a tutti, a partire dal primo funzionario della filiera che deve valutare le autorizzazioni per l’apertura di un esercizio fino all’ultimo che viene a controllare se gli estintori sono in regola.

La storia come andrà a finire?

Che come sempre l’imprenditore ci rimetterà un sacco di soldi; i ludopati migreranno altrove alimentando comunque la loro dipendenza, data la prossimità tra una sala VLT e l’altra e i bambini… i bambini non si accorgeranno di nulla, con o senza la sala VLT. L’importante è far vedere che si agisce nel nome della legge, più o meno conosciuta e applicata anche a posteriori e che la morale buonista prevalga sul buon senso.

Approfondimenti e crediti:

 

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Scusate se ho qualche perplessità

Vorrei fare i miei complimenti agli ideatori del progetto “giocampus“. Ho visto oggi al TG5 il servizio che gli è stato dedicato e ne sono rimasto in gran parte affascinato. Ritengo che sia un progetto degno di nota, molto importante, soprattutto oggi che mancano punti di riferimento.

Foto 12092098
Foto 12092098

Ho solo qualche perplessità… ti pareva che non trovassi qualcosa che non mi tornasse?!?!

Vi prego (mi rivolgo agli attori di questo progetto) di non prendere le mie parole come una critica ma solo come un segnale che deriva da una mia impostazione culturale e, probabilmente, una spiccata diffidenza su tutto quello che ruota intorno agli interessi delle grandi multinazionali. Sul vs. sito avete riportato a piè di pagina questo payoff “L’alleanza educativa per le future generazioni” sotto al quale compaiono i loghi di vari enti, organi istituzionali e quello della Barilla. Ora, se un progetto come questo vuole promuovere l’educazione alimentare mi pare un po’ troppo di parte coinvolgere un partner che dell’alimentazione ha fatto il proprio business. So che servono fondi per promuovere certe iniziative ma è come se volessi promuovere una corretta educazione sessuale nelle scuole attraverso uno sponsor come YouPorn.

In altre parole, fin tanto che tutto si riduce al mero gioco mi va benissimo che i partner siano aziende che operano in settori affini all’argomento trattato nel gioco stesso (ad esempio, se gioco a MONOPOLI è giusto che la Hasbro partecipi in veste di sponsor). Diversamente, se parliamo di EDUCAZIONE ALIMENTARE ritengo che un’azienda come BARILLA sia un po’ troppo di parte e mi fa pensare che le indicazioni che vengono fornite ai genitori e ai bambini, in fatto di alimentazione, possano, e uso il condizionale per forza di cose, essere influenzate dalla presenza di uno sponsor che produce pasta, pane, merendine e prodotti da forno.

Parliamo da tempo di incremento dell’obesità infantile in Italia (11% dei bambini italiani è obeso) derivante da un uso eccessivo di carboidrati/zuccheri assunti attraverso merendine, pasta, pane e derivati del grano, uniti alla insufficiente attività fisica e poi, il progetto educativo alimentare “giocampus”, è sostenuto da Barilla?

“Scusate se ho qualche perplessità”