Covid-19. E se fosse tutto sbagliato?

Riflettevo… lo so, lo faccio troppo e troppo spesso ma è una funzione preinstallata che si autoricarica, non posso farci nulla.

Riflettevo, appunto, sulla situazione Covid-19. Siamo ad agosto, non vedo zombi a giro per strada (tranne qualche eccezione ma diciamo che è solo colpa del caldo), mi pare che grazie a Dio siamo ancora qui a “ciarlare” e che l’Italia stia continuando a dibattere su ciò che è di “fondamentale importanza per tutti”…

Di cosa?

… Ma dei ministri scelti dal mazzo, “presi a sorte” (leggete: capri espiatori) che hanno pensato bene di prendersi i 600+600 Euro che INPS ha gentilmente offerto alle P.IVA, previa richiesta al famoso sito web dell’Istituto di Previdenza – di cui ho parlato in passato su questo blog e sul mio libro INFLUENZATI – oggetto di fantomatiche dimostrazioni di inefficienza e di mirabolanti risposte da parte del server. Beh… solo per essere riusciti ad ottenere quei soldi, presentando domanda attraverso il sito dell’INPS, avrebbero tutto il diritto di tenerseli ma… lasciamo perdere le facili ironie che in questo agosto torrido non giovano nemmeno come freddure.

E’ questo il vero problema dell’Italia, no?

Beh, allora vogliamo parlare del presidente Conte che ci assicura che i vaccini non saranno obbligatori e a distanza di due giorni da questa dichiarazione salta fuori Renzi (governo ombra con solo il 2.5% di consensi dai recenti sondaggi) che asserisce l’esatto contrario, invocando una vaccinazione di massa obbligatoria, altrimenti non ci sarà un domani?

Ma no, nemmeno questa è la notiziona ma entrambe sono le notizie create ad arte, ben confezionate per continuare a perpetrare lo sport nazionale e internazionale nella disciplina della “distrazione delle masse” o del “fumo negli occhi”. Sai… le olimpiadi sono saltate e la mancanza di questo grande evento sportivo deve essere compensata in qualche modo.

L’Italia ha molti problemi, stiamo annaspando in una situazione dove il debito pubblico aumenta, il PIL precipita, molte attività commerciali non hanno nemmeno aperto dopo il lockdown, ed altre non si sa se arriveranno a fine anno. La cassa integrazione tarda ad arrivare o non viene erogata, etc. etc. Oramai del MES se ne riparla a dopo le elezioni, almeno su questo credo che i vari esperti di comunicazione al servizio dei partiti siano concordi. Sempre che poi non saltino fuori con qualche mirabolante trovata per vendercelo come Jolly in stile “Giochi senza frontiere” (e qui si vede che ho una certa età).

Oltre a tutto questo, per i media e per certi esperti da palcoscenico, la situazione epidemica attuale, a livello nazionale ma soprattutto internazionale, è grave, preoccupante, tragica! Ma vediamo cosa sta accadendo a casa nostra, giusto per “divertirci con le ultime news”…

Adoro i titolisti dei quotidiani.

Credo che facciano parte di una razza tutta particolare, forse mitologica perché se ne parla da sempre ma nessuno li conosce o li ha mai visti (tranne pochi eletti); eppure la loro presenza è tangibile. “Si narra che un titolista sia passato dopo che Arianna diede il filo a Teseo, col solo scopo di ingarbugliarlo. Tant’é che Teseo, vistosi al perso… in realtà è ancora lì nel labirinto”.

Di cosa stiamo parlando?

Della dose quotidiana di paura, di deformazione delle parole a vantaggio di una neolingua dirompente. Perché, ditemi, vi pare che la Toscana tremi? Che ci sia un incremento di positivi tale da definirsi impennata di casi a Prato, in riferimento a 6 persone? Che lo sia in Italia con un “più 552” o nel Lazio siamo addirittura al boom di casi in una settimana perché ne hanno trovati 118 positivi?

Allora, togli tutta ‘sta roba e ragiona un attimo con me, così, solo per fare due chiacchiere tra amici.

Da oramai oltre sette mesi ci viene detto di tutto sul Covid. Una delle cose che a me manda fuori di testa è la recita quotidiana dei nuovi contagiati. Ad oggi, mentre vi scrivo, sono stati registrati, NEL MONDO, 20.919.243 casi positivi. Cosa vuol dire questo? Facciamo un primo punto.

Con una popolazione mondiale di quasi 8 miliardi di persone (per l’esattezza 7,804,903,823 persone) il suddetto numero di contagiati corrisponde ad un indice di contagiosità dello 0,26%. Oltre a questo va detto che queste persone, sono per un 80% dei casi, asintomatiche. Sono persone che per tutta una serie di motivi sono state sottoposte a tampone, sono risultate positive ma non hanno o non avevano alcun sintomo. Tra queste dobbiamo anche considerare che oggi ci sono persone che non sono più positive e che probabilmente non sono uscite da questa lista (o non tutte). Oltre a questo ci sono gli sbagli, i falsi positivi e i metodi di registrazione delle positività non condivisi e definiti da un protocollo univoco a livello mondiale; tant’è che nel Regno Unito le hanno contate due volte:

Decine di migliaia di test sul coronavirus sono stati contati due volte, ammettono i funzionari” da The Telegraph – 21.05.2020

E COMUNQUE CHI E’ POSITIVO AL CORONAVIRUS NON E’ INFETTO NE NEMMENO UN MORTO CHE CAMMINA!

Decessi?

Nel mondo, sempre ad oggi mentre vi scrivo, si registrano 759.582 casi che corrispondono ad un indice di mortalità dello 0,009%. Anche qui i decessi non è facile stabilire se sono tutti riconducibili (parlo sia in difetto che in eccesso) al Covid-19; sono numeri difficili da gestire poiché per stabilirlo dovrebbe essere effettuata un’autopsia a tutte le persone decedute e, come è risaputo, almeno in Italia, all’inizio dell’Emergenza Covid le autopsie non venivano eseguite e tutti i decessi venivano classificati come morti per Covid-19; questo l’ho abbondantemente riportato nel mio libro “INFLUENZATI. NON SOLO DAL CORONAVIRUS”. Detto ciò, ad oggi nel nostro Paese sono state registrate come decedute per Coronavirus, 35.231 persone. Sono numeri che vi dicono poco? Beh, il paragone si fa presto a farlo. Prendiamo infarto e ictus, uccidono ogni anno 240.000 persone in Italia e rappresentano la prima causa di morte e invalidità. Così, tanto per dire….

Parliamo degli USA… I tanto citati USA che paiono reggersi solo grazie alle sparate di Trump che fanno risalire il buonumore a livello internazionale. Avete sentito quella dei rubinetti, dell’acqua e dello shampoo? No, non è una barzelletta ma vi riporto qui un link almeno se avete voglia di sorridere un po’ potete farlo. Sarà mica un messaggio criptico di Trump diretto ai QAnon? No, dai, non lo dico altrimenti passo per complottista internazionale megagalattico.

Foto da PIXABAY – 2108027

In USA, dicevo, sono decedute 167.298 persone. A sentire i telegiornali pare che gli americani siano tutti condannati o poco ci manca. Così, sempre per mera curiosità, sono andato a prendere qualche numero da Wikipedia per vedere quante persone risiedono nella zona meno popolosa di New York; si tratta di Staten Island nella contea di Richmond. Nel 2017 era stimata una popolazione di 479.458 persone. In pratica, la “grande catastrofe americana” di cui si sente continuamente parlare corrisponde a meno della metà delle persone che sono residenti nell’area meno popolosa della Grande Mela. Occhio… non voglio “sminuire” o “minimizzare” chi sta dietro a questi numeri. Si parla sempre di persone ma stiamo parlando degli Stati Uniti d’America, 50 stati che in totale contano 328 milioni di persone!!!

Avete un’idea di quante persone muoiano ogni anno per il fumo da sigaretta? 8 milioni di persone, e non mi pare che questa sia ritenuta un’emergenza né mondiale né nazionale. Ah, mi dici che queste persone “non sono infette” e quindi “muoiono loro e non tu?” Per la serie “cxxxi loro e chi si è visto si è visto?” Complimentoni per l’altruismo ma allora ti parlo di fumo passivo; di quello che non fumi tu perché magari hai deciso di non fumare ma frequenti fumatori e respiri quello degli altri. Ogni anno, in Italia, 700mila persone muoiono per fumo passivo e qui, credimi, non c’è vaccino che tenga.

Ecco… veniamo alla “renziade” che nonostante tutto continua ad aggiungere capitoli dell’epica saga che ritrae le gesta del “fenomeno di Rignano”. Per sua bocca, e per quella della sua candidata di punta alle regionali per la Toscana Stefania Saccardi, viene invocata l’obbligatorietà del vaccino. Pare essere l’araldo con cui fregiarsi e conquistare la poltrona di governatore della regione; obbligo di vaccinazione!

Foto da PIXABAY – 5073832

Ora, vedi un vaccino anti Covid-19 a giro? No, dico, lo vedi?

Si parla di averne uno forse per l’anno prossimo ma, a parte i discorsi pro-vax, no-vax, free-vax, riflettevo su un fatto molto semplice, forse banale, sicuramente sbagliato (forse anche no)… Se l’obiettivo vaccino è debellare il Covid-19 attraverso l’immunizzazione dell’individuo al quale viene inoculato ma anche ottenere la cosiddetta “immunità di gregge”, ad oggi, metà agosto di questo delirante 2020, dato che gli attuali positivi sono oltre venti milioni, e parrebbe che il numero sia solo destinato a salire, visto che i decessi sono significativamente rallentati, visto che qualche cura si è trovata e che comunque è somministrabile ai sintomatici e che nella maggior parte dei casi evita il ricovero ospedaliero, o peggio,la  terapia intensiva… ma perché non facciamo un bel “bomba libera tutti”?

“O mammina che ha detto il Saldarelli, o che è pazzo?”

Si fa per ragionare… Sarò pure pazzo ma se si parla di immunità di gregge in un senso, questo concetto dovrebbe essere pur valido anche se ci stesse pensando madre natura. In tal caso via tutto, via gli obblighi e via i divieti… Anche e soprattutto perché per il  Covid-19 pare stiano sviluppando diversi tipi di vaccino. E’ mutato una caterva di volte e quindi il problema non è se il vaccino funzionerà e come funzionerà, se sarà sicuro o meno ma anche quale vaccino sarà più efficace rispetto ad un altro, con tutte le conseguenze del caso, soprattutto economiche e del possibile “panico da vaccino fuffa” o “corsa al vaccino top del top annata speciale riserva oro”. Ce la vedo la signora Maria che ragiona al mercato dicendo: “io ho preso quello del Putin, gli’è bello lui con tutte le su’ tigri…” E la signora Marisa: “O che tu dici… io ho preso quello dello Spallanzani, l’è più bono e poi l’è a chilometro zero…”.

Quindi, io faccio solo delle ipotesi, dei ragionamenti del tutto personali e privi di ogni fondamento scientifico. Probabilmente ragiono con quel “sano empirismo” che forse a qualche scienziato fa storcere la bocca ma ricordo che è proprio grazie a certe riflessioni, a continue revisioni delle teorie e all’osservazione delle cose che si ottengono dei risultati. Mi pare che stiamo assistendo, da oramai troppo tempo, ad una messa in campo di risorse economiche spropositate a livello mondiale, nel tentativo di cercare un vaccino per qualcosa che probabilmente non potrà essere “vaccinabile”. I precedenti tentativi di trovare un vaccino per altri virus “famosi”, vedi SARS o MERS, sono stati abbandonati; ci hanno provato ma quando iniziarono le sperimentazioni la malattia non costituiva più un’immediata minaccia ed è stato fermato tutto.

Foto da PIXABAY – 2313286

Quindi… sicuramente occorrerebbe tutelare i più deboli, a partire dagli anziani. Tenere in quel caso la mascherina (sempre che funzioni) se ci si trova in prossimità di persone anziane; per il resto, ricominciare a fare quello che facevamo prima ma meglio, lavandoci le mani, bene, più volte al giorno; evitare di stare addosso alle persone mentre si parla e rispettare comunque quella distanza, che io definisco “margine di rispetto” che l’educazione prevede e che dovrebbe essere adottata nell’ambito dei rapporti interpersonali. A parte questo, vivere. Ripeto, lo affermo alla luce dei dati attuali; forse non lo avrei detto 4-5 mesi fa. Parlo di oggi.

Ecco che mi assegno da solo un nuovo appellativo con un suffisso “ista”, come oggi va di moda affibbiare se qualcuno parla fuori dal coro. Sono un utopista a pensarla così perché tanto ci saranno sempre i titolisti, gli esperti da palcoscenico e le emergenze sanitarie da portare avanti e dietro a questi gli speculatori della finanza e le lobby varie che hanno interesse a vedere le nazioni indebitarsi.

Quindi… e se fosse tutto sbagliato?

 

Un saluto particolare ai miei detrattori ai quali oggi ho dato molto materiale per scannarsi contro di me.

Buona vita, a tutti, detrattori compresi.

 

C’era una volta il Corona Virus

Arrivò da un Paese lontano, lontano per creare scompiglio e tanto baccano…

Eppure mi pare davvero una favola, forse a tratti inquietante, come ogni favola che si rispetti.

Non so ancora quale sia il finale, non è stato ancora scritto o non ci è stato raccontato, “ma è già un successo di pubblico a livello planetario”.

Abbiamo sentito ogni cosa su questo virus.

Ho fatto la collezione di affermazioni più o meno deliranti su come è nato e come si è diffuso; sull’emivita del virus che variava ad ogni telegiornale andando da un massimo di undici giorni, sugli oggetti toccati da persone infette, ad un minimo di pochi minuti; sulla ricerca del “paziente zero”; sulle scuole, musei, teatri e pure stazioni ferroviarie chiuse; sul coinvolgimento dell’esercito per gestire l’emergenza; sulle zone rosse…

Si è detto che è un virus altamente contagioso, pareva quasi che solo a pensarci ci si poteva infettare, poi ci è stato riferito che è difficilissimo da prendere declassandolo a “poco più di un’influenza stagionale”additando quest’ultima come responsabile di molti più morti (allora sì che stiamo tranquilli).

Ci hanno consigliato di usare la mascherina protettiva, sì quella che adesso costa come un foulard di una nota griffe di alta moda e che pareva fosse la panacea di tutti i mali mentre adesso, si sente dire, che serva solo se sei già infetto ad evitare di contagiare gli altri ma… se sei infetto, e non lo sai, evidentemente non la indosserai e se sai di esserlo, molto probabilmente, sei in ospedale o a casa in quarantena, quindi vedo poco utile l’impiego di questo dispositivo se non a farti notare dalla massa impaurita come il possibile untore.

Dimenticavo alcune raccomandazioni fondamentali: “Non toccatevi occhi, bocca e naso con le mani“, come se l’atto di toccarsi possa essere compiuto anche tramite proboscide, eventualità che in tal caso concordo che richiederebbe una puntualizzazione sull’uso dell’arto di cui sopra.

Comunque, non voglio aggiungermi alla lunga lista dei sedicenti esperti anche perché non sono un virologo, tantomeno un esperto virologo e nemmeno un opinionista o un giornalista.

Il giornalista… “figura mitologica”. Si narra che scriva articoli documentandosi, verificando le fonti, intervistando, facendo inchieste, agendo in prima linea e soprattutto seguendo un codice deontologico. Non generalizziamo, qualche bravo giornalista c’è ma resta una voce fuori dal coro e, come tale, “stona”. Viene messo da parte o invitato a “non limitarsi a riportare LA notizia reale perché non farebbe notizia”.

Oggi, in un mondo sempre più connesso, dove la notizia deve essere diffusa rapidamente – pena essere superati dalla concorrenza e non chiudere contratti con gli sponsor – è indispensabile scriverla ancora prima che la notizia sia tale e quindi ancor prima che l’evento di cui si parla sia accaduto.

Oggi la stampa si occupa di futuro, un po’ come faceva Tom Cruise in Minority Report. Attraverso un complesso sistema riusciva a prevedere gli omicidi e a fermare gli assassini prima che questi commettessero l’atto criminale.

Oggi la notizia deve essere sensazionale, deve rompere ogni indugio. I titoli devono essere dirompenti, parossistici, altrimenti non è notizia e soprattutto non vendi i giornali o non inchiodi il pubblico davanti allo schermo della televisione. I talk e gli speciali in tv non fanno che trattare l’argomento Corona Virus. Se ne straparla cercando di portare tutto sul piano del catastrofismo. Si intervista chiunque pur di catturare l’attenzione dello spettatore ma soprattutto per prendere del tempo durante il quale “sperare” che nel corso della diretta qualcuno cada a terra stecchito, magari accadrà pure, per stanchezza, o stroncato da un infarto per via delle lunghissime dirette, non certo per il virus; ma vuoi mettere riuscire a trasformare quella diretta in una cronaca in diretta?

Il brodo è sempre più annacquato e la notizia cresce, cresce, cresce e poi, ad un certo punto, tutto si sgonfia.

Da qualche ora pare che il Corona Virus non sia più così letale.

“Chi muore lo fa perché non aveva più voglia di campare. L’influenza stagionale fa più danni della grandine ed è tutta colpa dei cambiamenti climatici. Greta lo diceva ma voi non avete ascoltato le sue parole e adesso dovete farvi la coda ai supermercati per comprarvi 70kg di pasta – che si mangeranno le farfalle o le locuste, meglio quest’ultime, ai fini della notizia sensazionalistica – pur sapendo che l’indomani potrete trovarne altri 70kg, al solito supermercato perché di fatto non siamo, fortunatamente, né in guerra né in carestia”.

Detto ciò… se vogliamo davvero capire cosa accade ai giorni del Corona Virus, basta girare per le città e avere a che fare con le realtà lavorative colpite da questa piaga, questa peste o malattia dilagante che si chiama sciacallaggio mediatico, amplificato dai social network.

“Sto leggendo cose che voi giornalisti non avreste mai dovuto scrivere”, parafrasando parte di una celebre frase tratta dal film Blade Runner.

Sabato scorso, verso l’ora di pranzo, mi trovavo al centro commerciale I GIGLI a Campi Bisenzio (FI). Ripeto, sabato, giornata tipica per fare compre e altrettanto tipica per restare imbottigliati nelle code alle casse o in fila ai parcheggi di qualsiasi centro commerciale. Tutt’altro, c’erano pochissime persone e trovavi tutti i posti che volevi per lasciare l’auto.

A distanza di una settimana pensavo che le cose si sarebbero un po’ calmate o almeno che fossero rientrate in una sorta di “normalità”.Ieri sera, VENERDI, quindi serata di weekend, nuova giratina a I Gigli. Mi aspettavo di trovare un turbinio di persone e il solito clima da fine settimana. Invece… pareva un film di Romero dove i pochi sopravvissuti si guardavano l’un l’altro impauriti nell’attesa dell’arrivo degli zombie; nel nostro caso, almeno tra gli esercenti, il pensiero che ho interpretato era: “Siamo a fine mese e da almeno 15 giorni non battiamo chiodo… Affitto, tasse, stipendi…chi li paga?”. Questo era lo zombie che vagava tra le corti del noto centro commerciale.

Mia moglie ed io abbiamo cenato a “I Banchi”, l’area dedicata alla gastronomia, sita al secondo piano de I Gigli. E’ un luogo carino, a noi piace perché sviluppato con in format in stile “mercato” dove trovi varie specialità, per lo più preparate sul momento, che puoi acquistare e mangiare sul posto. Beh… Vorrei postare qualche foto e un breve video girato sul momento, VENERDI 28 febbraio, intorno alle venti per mostrarvi la situazione assurda che si è palesata ai nostri occhi. Evito di postare questi file perché potrei essere, io, denunciato per aver pubblicato foto non autorizzate dalla direzione del centro commerciale… Vi invito a credermi sulla parola, o meglio, vi esorto a non credermi e a tornare a frequentare I Gigli come tutti gli altri negozi della vostra città.

La paura è comprensibile, soprattutto se fomentata da chi dovrebbe informare e non terrorizzare ma, il mondo va avanti e il coraggio, non l’incoscienza, deve prevalere sulla paura.Tornate a frequentare teatri, musei e cinema. Fate solo più attenzione a come vi muovete cercando di mantenere un livello di igiene personale (generale, non solo per le mani) adeguato ad un popolo cosiddetto civile e in perenne contatto con molti suoi simili.

Lancio un appello ai comici italiani… C’è bisogno urgente di voi, più dell’Amuchina.

La gente ha bisogno di ridere perché ha paura e la risata è il miglior vaccino contro la paura. Comici italiani, fatevi sentire attraverso i social e tornando nei teatri, soprattutto in quelli più piccoli che in questo momento stanno durando una fatica pazzesca per restare aperti.

Invito le persone di cultura a fare cultura a dispensare pensieri positivi ad elevare la paura allo stato di bellezza parlando di arte e di sentimenti positivi.

Dopotutto la storia insegna: dopo periodi bui ne seguono altri di luce.

Che la risata sia con noi… Che l’ironia sia nostra maestra di vita. Che la bellezza pervada i nostri cuori e le paure ci insegnino ad apprezzare ciò che abbiamo e ciò che siamo, con tutti i nostri pregi e limiti, da persone libere e capaci di intelletto…

Questo è il finale che vorrei leggere di: “C’era una volta il Corona Virus”…