Droni e trapani sono solo tools per il lavoro

Ci siamo sbagliati? Non è come avevamo pensato? Il boom dei droni c’è stato, lo stiamo vivendo o deve ancora manifestarsi?

Toc! Toc! Qualcuno sa che fine hanno fatto i droni? 

Sono ovunque ma in nessun posto in particolare. Se ne continua a parlare ma in pochi li utilizzano; lasciando perdere i balocchi acquistabili nella grande distribuzione.

mini-droneNon parlo dei “dronelli” quasi “usa e getta” che riempiono gli scaffali dei negozi o le vetrine online dei siti web specializzati. Quelli destinati a finire in un cassetto o un ripostiglio dopo qualche “dronellata”. Lasciamo perdere quelli nati per farsi le selfie, che poi non puoi utilizzarli ovunque come vogliono farci credere. Lasciamo perdere anche tutti quelli che vengono acquistati all’estero, magari attraverso siti web che hanno la propria sede nei paradisi fiscali e quindi si permettono di vendere senza far pagare l’iva, o giù di lì. Lasciamo perdere, quindi, le migliaia di unità importate senza lasciar traccia, se non su qualche carta prepagata.

…e adesso di cosa parliamo?

Dove sono finiti quei droni che avrebbero dovuto rivoluzionare il modo di lavorare, di pensare al trasporto delle merci, alla sicurezza, al controllo del nostro territorio, etc? Parliamo quindi di quei droni che rientrano nella categoria degli APR o SAPR; quegli aeromobili a pilotaggio remoto, detti ad uso professionale, relegati ad effettuare operazioni specializzate e pilotati da personale qualificato che ha conseguito l’attestazione di PILOTA DI APR?

Parliamo quindi anche dei Piloti; quei pochi, irriducibili, coraggiosi, meravigliosi, affascinanti, forse anche un po’ “temerari delle macchine volanti”. Quelle persone che si creano il proprio futuro e che ragionano con lungimiranza, intercettando tendenze e opportunità, magari ricavandone un reddito…

Reddito e Profitto… termini quantomai abusati in questo settore.

Riavvolgiamo il nastro un attimo per capire meglio cosa sta accadendo in Italia in questo momento per uscire dalla fantascienza e immergerci in uno scenario più realistico, sicuramente meno affascinante ma forse più obiettivo e plausibile. Diciamo che con questo articolo il mio intento è demolire per ricostruire! E come dicono a Livorno… BOIA DE’!

Allora… nel “lontano” aprile 2014 entrò in vigore il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, redatto da ENAC. Sì, lo so, molti di voi sanno già tutto; è la solita storia, le regole, gli abusivi… chissene…

No, non è la solita storia. Non voglio puntare il dito su nessuno. Non ho da “ridire qualcosa su ENAC” (anche perchè non so se mi basterebbero i Gb messi a disposizione da WordPress per potermi sfogare), ma voglio solo “tornare con i piedi per terra” e osservare il cosiddetto settore dei droni professionali da un altro punto di vista. Non quello che ci viene raccontato dei media, immerso in uno scenario fatto di “lustrini e pailettes”, nella migliore delle ipotesi, o adducibile ad appartenenti al sedicente califfato, nella peggiore, ma mettendomi più semplicemente e realisticamente dalla parte di chi deve confrontarsi quotidianamente col mondo del lavoro.

Quindi, dicevo… entrato in vigore il sopra citato regolamento, in Italia, ciò che era già una professione per qualcuno o una grande passione per altri e una possibile opportunità di lavoro per altri ancora, subì inevitabilmente una drastica “mutazione” o un “momentaneo arresto”. E’ un dato oggettivo: prima si volava, quasi a prescindere, dopo il 30 aprile 2014, chi credeva e crede tutt’ora che un Paese civile sia tale anche perchè si rispettano le regole, ha dovuto rivedere un po’ i propri piani, soprattutto quelli di volo. Diciamo che dalla logica del “fare” si è passati a quella del “si potrà fare?”, derivata soprattutto dalle continue modifiche al regolamento italiano che non permettono un reale sviluppo del settore.

Ma dicevo, bando alle polemiche e via alle riflessioni. Non rivanghiamo il passato e vediamo, oggi, cosa ci propone lo scenario italiano dei droni.

Organizzazioni di addestramento.

Detto così ha qualcosa di marziale, ma a parte la definizione di estrazione militare questo termine indica le scuole che formano i Piloti di APR all’uso dell’aeromobile e alla conoscenza delle regole necessarie per volare in sicurezza.

Erano più di 100, non ne restò nessuna, riapparvero in 7 e adesso sono qualche decina. Mah!

Non si è capito bene, o lo si è capito benissimo, lascio a voi la riflessione in merito, ma di fatto fino a un annetto fa c’erano più di 100 scuole che formavano con una certa regolarità i Piloti di APR, ci stavamo abituando ed erano diventate un punto di riferimento; poi, Ctrl+Alt+Canc e il sistema è stato riavviato. Fine delle scuole, tutti a casa, annessi e connessi (compreso personale, dipendenti, etc…) e dopo un lungo silenzio si è ripartiti con queste Organizzazioni di Addestramento. Almeno fino alla prossima puntata.

Incredibilmente, non so se è per una coincidenza ma le modifiche al regolamento dei mezzi aerei a pilotaggio remoto sono caratterizzate da una puntualità che ha dell’imbarazzante e che condiziona in modo significativo “la stagione lavorativa”. Quando si vola prevalentemente con i droni? In inverno sotto l’acqua? Con la neve? Se non ti chiami Croce Rossa Italiana o Vigili del Fuoco sarà difficile avere la necessità di volare con condizioni meteo non proprio invitanti. Questo anche perchè il payload del drone lavorerà al meglio se il tempo è favorevole, la visibilità è buona e il pilota non congela o non si inzuppa d’acqua. Insomma, si vola prevalentemente in primavera, estate e una parte dell’autunno (dipende dalle zone), diciamo che sono le stagioni più consone all’utilizzo degli APR eeeeeeeZac! esce il regolamento il 30 Aprile 2014, a primavera. Escono le bozze per le modifiche a luglio dell’anno dopo. Avrebbero dovuto rinascere le scuole, come la Fenice, dopo la loro chiusura, sempre ad aprile/maggio del 2016 ma fino a settembre non se ne è saputo nulla, quindi anche tutta la stagione 2016 è saltata, almeno per chi voleva diventare Pilota di APR.

Ma No dai, gli emendamenti seguono la tendenza moda autunno – inverno. E’ vero, dimenticavo… Dicembre 2015 e dicembre 2016…

Per non pensare male mi attendo verso aprile l’ennesima “circolarona” che rivoluzionerà ancora una volta questo “settore”. Ah! Dici che ci sarà? Quale? EASA? Il regolamento europeo? Si parla di una bozza del regolamento Europeo sui Droni entro Marzo 2017, quindi tenetevi pronti. Per come la vedo io il regolamento europeo entrerà in vigore, i paesi membri dovranno recepirlo, si elaboreranno le dovute modifiche / integrazioni ai regolamenti interni ad ogni paese e ci ritroveremo magicamente verso ottobre/novembre del 2017 a ipotizzare i nuovi scenari futuri o futuristici per il “sedicente settore” (non a caso questo termine abusatissimo va a braccetto col califfato). Nel frattempo, a giugno, scadranno gli attestati di Pilota di APR che avevano come termine ultimo il 31 dicembre 2016. In tutto questo trambusto avremo una categoria di droni “borderline” che per l’Italia è quella sotto i 300gr mentre per l’Europa e l’EASA, è quella sotto i 250gr. Categoria che “fa gola” a chi si occupa di journalism o giornalismo (ma fa più figo chiamarlo journalism) ma anche di monitoraggio e rilievi (video e foto) di strutture urbane all’interno delle cosiddette aree critiche. Insomma, se prima chi “non voleva troppi problemi” si dotava di un drone sotto i 300gr, quello che ironicamente ho sempre definito come “le tre fette di prosciutto con quattro eliche”, adesso dovrà vedersela con due fette e mezzo e quattro eliche purché siano rese inoffensive; forse grazie a qualche midolla di pane da utilizzare come para eliche, purché sia senza glutine.

OK, bel guazzabuglio di informazioni ma, a te che stai leggendo che te ne viene? Anche nulla, fino ad ora. Diciamo che questa analisi molto approssimativa, sommaria, estremamente superficiale si pone come “sintesi o chiacchiera da bar” rispetto ad una più ampia e seria analisi che dovrebbe essere condotta da eruditi addetti ai lavori in merito a questi argomenti. “Quindi è molto più interessante la mia, no?”

Ma torniamo a parlare di chi deve lavorare.

E’ questo il nodo cruciale del problema. Fino ad oggi chi voleva utilizzare un drone partiva dall’idea del drone, dal fascino che suscita questo oggetto volante, dall’immaginario che evoca l’appellativo di PILOTA e tutto ciò che ne deriva. Un’aura di magnificenza che ha saputo richiamare scenari alla TOP GUN o, se paragonata a qualcosa di reale e più nostrale, alle Frecce Tricolore. Poi, dopo tutta questa emanazione di ferormoni si torna alla lucidità e con freddezza ci si pone la classica domanda:

Col drone che ci faccio?

E’ qui che molti si sono resi conto per la prima volta che questo incredibile oggetto, ipertecnologico, che vola pure e che fa ZZZZzzzzz come un drone – che poi è il maschio dell’ape – che si chiama proprio drone, doveva servire a qualcosa, oltre che a volare e a consumare un sacco di energia.

Passati gli entusiasmi delle prime “dronate” ludico ricreative al limite dell’illecito forse sì o forse no (dipende se lo usi per lavoro o per gioco ma se lo usi per gioco con l’intento poi di lavorarci o ci giochi dopo il lavoro o …. lasciamo fare), dal mero TOOL si passa alla PROFESSIONE.

E’ un po’ come comprare un trapano, le punte, il carica batterie o le prolunghe, dischi per smerigliare, guanti, etc. e poi non si è né muratori, né carpentieri, bricoman, idraulici, aggiustatutto e, oltretutto, non si sa nemmeno cosa farci se non praticare qualche buco qua e là.

Ecco che da qui parte la mission.

Ho il drone, ho finalmente preso anche l’attestato di PILOTA DI APR e ora che professione mi invento? Escludendo da questo ragionamento i veri professionisti come i geologi, ingegneri, agronomi, veri fotografi, archeologi etc. che hanno finalmente capito che il drone è un ottimo tool per il proprio lavoro, ancora tanti si improvvisano dronisti senza sapere “cosa faranno da grandi”. E’ un po’ come definirsi “trapanatisti” o “scartatori” o “pennellanti”… va beh, lasciamo perdere tutti i commenti che possono derivare da queste definizioni.

drill-drone

A distanza di qualche anno da quando ho cominciato ad occuparmi di droni, mi rendo sempre più conto che presi dalla novità, dalla voglia di fare, dalla necessità di reinventarsi, abbiamo attribuito al drone un’eccessivo ruolo e un’altrettanta importanza nell’ambito della nostra vita e del nostro lavoro.

Se da una parte le regole ci insegnano qualcosa, una per tutte che il drone è potenzialmente un oggetto pericoloso che può cadere o entrare in collisione con un altro aeromobile e far danno, dall’altra non ci insegnano nulla in merito al suo uso nei vari ambiti professionali.

Il PILOTA DI APR ha un drone, che risente di un’obsolescenza tecnologica che si palpa mente si fa il corso. In pratica ti compri il drone, ti iscrivi al corso e quando sei pilota di APR il drone è già vetusto, e pensa: di media un corso dura solo due o tre weekend. Nel frattempo non si è capito ancora cosa ci si può fare e dove si può volare.

Non solo, compro tutti gli accessori perchè potrebbero servirmi. Quindi acquisto 28 batterie, 150 eliche, una decina di gilet ad alta visibilità (qui mi tiro la mazzata sui piedi da solo) e borse su borse. Tutto all’insegna dell’essere “professional”, “advanced”, “plus” e chi più ne ha più ne metta. Poi mi ricambiano le regole, oggi piove, domani nevica, fa freddo, dopodomani dovrò pur cercarmi un cliente per fare queste benedette foto all’agriturismo che tutti adesso fanno e soprattutto senza essere Piloti di APR, e… l’importante è essere convinti.

Quindi, ribadisco, a parte quei professionisti che prima sono tali e poi si sono accorti dell’utilità del drone, per tutti gli altri consiglio vivamente di:

Pensare al drone come ad un trapano.

E’ un tool per svolgere il proprio lavoro, punto e basta. Quindi, prima di tutto, che lavoro fai? Cosa devi fare col drone? e soprattutto, sai quali mercati aggredire per proporre il tuo / tuoi servizi?

Ho conosciuto persone che sono diventate Pilota di APR, hanno svolto una cifra mostruosa di ore di test col proprio drone, hanno apportato migliorie, modificato qualcosa e poi, non hanno ancora un cliente perchè “devono migliorarsi” o “hanno paura di sbagliare” o peggio ancora “non sanno a chi rivolgersi”.

Ridondare

quando hai pensato al drone come ad un trapano ti renderai conto di quanto possa essere utile ma ti accorgerai anche che dovrai ridondarlo. Se lavori non puoi permetterti di avere un solo trapano. Se non funziona? Se ti si rompe mentre fai il foro e ne devi fare altri 100 nella stessa giornata? Insomma, quando pensi al drone pensa al plurale, quindi ai droni e alle possibili conseguenze che potrebbero derivare dal non poter disporre del tuo drone durante un servizio pianificato da tempo e che non è possibile rimandare. Quindi dovrai possedere almeno una mini flotta di due droni con relativi payload.

Pilota full-time?

Tornando al nostro bel trapano, quante volte pensi di usarlo in una normale attività di carpenteria o se fai l’arredatore, il muratore, l’elettricista, etc? Alcune volte lo userai per diverse volte al giorno e altre anche nulla. Ecco… stessa cosa col drone. Devi pensare di inserire il drone nella tua attività o in quella che andrai a fare e non creare un’attività tutta incentrata solo e soltanto sul drone. Ripeto, è come se ti presentassi da un cliente per dire che hai il trapano e che fai dei bellissimi fori ma vorrai pur dare un servizio più completo e in grado di produrre un guadagno per la tua attività? Quindi… SI’ per pilotare un drone ad uso professionale devi seguire l’iter che ENAC richiede ma devi pensare che non puoi aspettare clienti tutto il giorno solo per far volare il tuo drone; a meno che tu non riesca a farti pagare per un solo volo diverse migliaia di euro.

Il mercato dei droni sei tu e non quello che “strombazzano” le riviste

Pensa che il mercato dei droni sei tu. Che vuol dire mercato? Rifletti su quali sono le tue competenze o quali potresti acquisire facendo dei corsi professionali e/o di specializzazione. Nel frattempo analizza il bacino d’utenza a cui puoi proporre determinati servizi. Fai un sondaggio e prendi contatti con le realtà che operano negli ambiti lavorativi di cui vuoi occuparti.

Non tutti possono fare gli operatori per la RAI, Mediaset o SKY e non tutti possono andare a lavorare a Melaverde o a fare le riprese col drone per Don Matteo. Dovrai pur capire che se vuoi usare il drone, ad esempio, in agricoltura, dovrai parlare la lingua degli agronomi, degli agricoltori, dei florovivaisti e probabilmente delle varie ConfQualcosa. Quindi, al di là di ciò che le riviste patinate “strillano”, il vero mercato dei droni NON E’ ANCORA DECOLLATO, fatta eccezione per alcuni ambiti particolari e altamente specialistici, quindi non è un mercato ma una nicchia di mercato. Inoltre, quando ci sarà il vero mercato dei droni, quello dei grandi numeri – attenzione a quello che ti dico – probabilmente tu non ne farai parte! I grandi numeri sono appannaggio delle grandi realtà. I grandi numeri sono fatti anche da tanti piccoli numeri ma sempre riconducibili e rappresentati da delle egide, delle associazioni, delle imprese, delle corporazioni, delle organizzazioni, delle industrie, delle major. Quindi, se di MERCATO DEI DRONI si vuol parlare, devi puntare in alto, alle grandi compagnie che “un domani” dovranno avvalersi di piloti di APR, sempre che poi non sia tutto demandato o demandabile a sistemi completamente autonomi.

Ecco che urge farsi il proprio mercato o mini mercato. Se non c’è domanda a cui offrire il proprio servizio, fai in modo che questa domanda scaturisca. Come?

Facendo cultura e promuovendo progetti attraverso sinergie

Caspita! Hai un amico professionista che potrebbe avvalersi dei tuoi servizi? Parlo dell’amico ingegnere o anche dell’antennista, dell’amministratore di condominio, del manutentore, di quello che installa pannelli fotovoltaici e termici, quello che ha le mucche in Maremma o quell’altro che ha una risaia nel Vercellese. Yes!! Lui/loro sono quelli a cui dovrai rivolgerti.

E’ tutto nuovo, tutto da disegnare.

Fai ricerca, sviluppa una soluzione e quindi un servizio allineato alle reali esigenze di chi opera in quel settore. Fai una chiacchierata con quell’amico che ha le mucche in Maremma. Cerca di capire cosa potrebbe essergli utile per il proprio lavoro. Magari, solo parlando e capendo come si sviluppa la sua attività, cercando di capire quali sono le sue problematiche, potresti individuare una soluzione al problema che, guarda tu che botta di cul…, potresti risolvere grazie al fatto che hai un drone o che potresti averlo. Ci pensi? Attacchi al drone un naso elettronico e sniffi le emanazioni di metano prodotte del letame delle mucche e ne determini la concentrazione dei vari elementi e quindi anche lo stato di salute della Carolina o il potenziale calorico ottenibile attraverso l’uso di quel gas in un contesto di produzione di energia (centrali a a biogas).

agricoltura-precisione-precision-farming-drone

Magari quel progetto non lo farai mai con quel tuo amico maremmano ma lui potrebbe farti conoscere un veterinario che a sua volta potrebbe manifestarti alcune considerazioni proprio sul tema del letame e della concentrazione di alcuni elementi chimici piuttosto di altri in relazione allo stato di salute delle mucche, dell’alimentazione, etc.

Magari quel veterinario ti farà conoscere un agronomo che ti parlerà di foraggio, di terreno coltivato, di allevamenti grass fed e ti parlerà di un progetto a cui pensava, finanziabile attraverso fondi europei ma che per intercettarli occorre costituire una start’up… Tutto questo utilizzando anche un drone che ancora NON hai comprato ma che potrai acquistare e finanziare con i suddetti fondi ma soprattutto avendo la consapevolezza di ciò che ti potrà servire per il tuo lavoro. Saprai che quel drone dovrà trasportare alcuni sensori, lo dovrà fare per un tot di tempo al giorno o alla settimana o magari solo una volta al mese e che lo dovrà fare per 10 minuti o per 1 ora o per tutta la giornata. Apri il web, cerchi tutti i riferimenti del caso, (case history) e ti studi la materia.

A proposito, ti ricordo che DRONEVOLUTION Blog è nato anche per assolvere a questo compito; provalo: digita per esempio AGRICOLTURA DI PRECISIONE sul motore di ricerca e vedrai quante risposte otterrai.

Torniamo alle mucche.

Allora… prendi il tuo amico maremmano, il suo veterinario e l’agronomo, ti metti con loro attorno ad un tavolo e cominci a tessere le basi per la tua start’up o per una collaborazione tra aziende e/o professionisti.

Potevo farti anche l’esempio dell’amico nella risaia nel vercellese ma per puro spirito campanilistico ho preferito fare quello dell’amico maremmano.

Tutto questo per dirti che non occorre che il veterinario o l’agronomo diventino dei PILOTI DI APR; il loro mestiere è un altro e fare il PILOTA non gli converrebbe o non gli interesserebbe ma a te forse SI’. L’esempio, sempre da bar, vuol farti capire che alle volte le opportunità sono attorno a noi e nemmeno ce ne accorgiamo. Da un incontro, da una conversazione puoi sviluppare un progetto dal quale far partire il TUO MERCATO DEI DRONI.

Dici che non posso paragonare il drone ad un trapano perchè per pilotare un drone occorrono autorizzazioni e un corso presso un’organizzazione di addestramento riconosciuta da ENAC mentre per utilizzare un trapano non occorre nulla?

“Probabilmente i governi e gli enti che legiferano in materia di armi non se ne sono ancora resi conto. Avevano in mano un’opportunità incredibile che si sono lasciati scappare. Sai quanti porto d’armi per trapani hanno perso?”

drill-time

 

Comunque, senza divagare troppo, ribadisco l’importanza della formazione, delle regole e della sicurezza ma sono anche un sostenitore della libera iniziativa, della voglia di fare e di promuovere idee, cosa che si è un po’ persa nella nostra bella Italia da un po’ di tempo a questa parte.

Droni made in Italy o Cina?

Pare che il mondo dei droni ruoti prevalentemente attorno a DJI. Per carità… ottimi prodotti, non c’è dubbio ma, vuoi lavorare in Italia? Vuoi sviluppare un business all’interno di un settore di nicchia altamente specializzato? Rivolgiti alle aziende italiane! Ci sono poche ma buonissime aziende che producono aeromobili a pilotaggio remoto studiati per assolvere a diversi compiti. Se vuoi sviluppare un business affidati a chi può ascoltarti, studiare la personalizzazione del drone e seguirti lungo tutto il tuo percorso di formazione e assistenza tecnica durante l’impiego del drone nell’ambito della tua attività.

Doppia F: Federazioni e Fiere

In varie occasioni ho detto e scritto che le varie federazioni/associazioni che rappresentano i Piloti di droni, dovrebbero essere loro stesse “portatrici sane di opportunità” per i propri associati. Creare incontro, stimolare la domanda, promuovere progetti, coinvolgere le associazioni professionali e quelle di categoria come le “ConfQualcosa” che accennavo sopra. I tavoli tecnici con ENAC sono importanti ma lo sono di più quelli con chi ha interesse ad utilizzare i droni nel proprio ambito lavorativo/professionale.

Stessa cosa per le fiere sui droni che fin dall’inizio hanno creduto in questo strumento di lavoro ma che fin dall’inizio hanno trovato difficoltà a ricondurre questo “oggetto” in un ambito più pratico e quotidiano. I primi progetti sui droni erano di derivazione militare o svolti in ambito di ricerca universitaria; roba da nerd o comunque poco apprezzabile o molto lontana da un impiego diffuso e dalle immediate ricadute. Oggi i tempi sono maturi. Non è più il caso di attendere che le regole cambino o che si “stabilizzino”; se attendiamo questo possiamo parcheggiare i nostri droni. Quindi, rilancio l’invito agli organizzatori delle fiere di settore per non fare solo “fiere di droni” (quindi di trapani) ma fiere di opportunità, invitando a partecipare attivamente amministratori di condominio, sindaci, assessori al turismo, allevatori, agronomi, fotografi, architetti, ingegneri, esperti nella sicurezza, impresari edili, trasportatori, etc. Promuovere progetti, invitare start’up, aziende, srl, reti di impresa che stanno svolgendo lavori o che sono in procinto di svolgerli. Molto si sta facendo in tal senso ma molto di più deve essere fatto.

E’ necessario essere camaleontici e cavalcare il cambiamento.

Essere mutevoli, reattivi, acquisendo nozioni, facendosi forti delle esperienze pregresse, delle regole che sono mutate, rimutate e che muteranno ulteriormente. L’importante è capire che questo drone è uno strumento che deve essere ben impiegato. O si capisce fin da subito come e dove impiegarlo o si è destinati all’oblio.

Finisci di comprare punte per il trapano! Stacca la prolunga, riponi i  tuoi tools e pensa a quale sarà il tuo prossimo obiettivo. Hai la fortuna incredibile che non esiste il settore dei droni ma c’è un mondo che ha bisogno di cose e di servizi. Se in questo contesto sei capace di inserire in modo puntuale, competente e soprattutto indispensabile il tuo drone, allora avrai le tue soddisfazioni.

Ah… dimenticavo, consegnare la pizza col drone o la posta o gli acquisti a domicilio, sono tutti bei progetti che rientrano in quella categoria di cose detta: “fare comunicazione”. Tu non sei Amazon, non sei Domino’s Pizza o Dpdgroup. Fatti il tuo progetto sulla base di reali esigenze che puoi intercettare sul territorio. Sviluppa il progetto coadiuvandoti di persone esperte negli ambiti dove andrai ad operare e sviluppa una soluzione. Poi penserai al resto.

W i trapani, W i droni e W chi ha voglia di fare!

Buon atterraggio!

Annunci

5 motivi e oltre per andare a DRONITALY

DRONITALY 2016 – 30 settembre 1 ottobre. L’evento tanto atteso sta arrivando…

Un evento di grande importanza perchè riunirà a Modena, sotto un unico grande e prestigioso luogo, gli operatori e i principali protagonisti della filiera italiana dei droni.

Dronitaly_336x280

Perchè partecipare a DRONITALY?

Ci sono ottimi motivi per farlo se si ha un drone, se si è intenzionati ad acquistarlo o se più semplicemente si è sentito parlare di droni ma la propria curiosità è tale da dover essere appagata con un coinvolgimento ulteriore verso una direzione più interessante e qualificante.

Dato che DRONITALY è una manifestazione che ho vissuto da spettatore, da blogger e da espositore, come mi appresterò a fare anche nel corso di questa edizione, posso ritenermi un “esperto fruitore” di questo strumento di aggregazione culturale, sociale ed economica che svolge un ruolo importante e attivo all’interno del settore unmanned italiano.

Veniamo ai motivi per i quali dovreste partecipare a DRONITALY.

Motivo n. 1: Due percorsi distinti ma convergenti:

Nell’arco dei giorni di DRONITALY potrete scegliere il percorso più adatto alle vostre esigenze tra:

  • FUN, dedicato a chi ama i droni e li usa per diletto o per sport ed è in cerca di emozioni forti
  • PRO che è riservato ai professionisti, a coloro che sono già piloti o che vogliono diventarlo.

Nulla vieta, anzi, di poter percorrere entrambe le strade acquistando un biglietto che permetterà di vivere DRONITALY al 100% avendo l’opportunità di accedere liberamente ai due padiglioni che ospitano distintamente le due aree.

Motivo n. 2: A DRONITALY facciamo il “punto della situazione”

Come sta andando il mercato dei droni in Italia? Quali sono le prospettive future? Quale è la situazione normativa italiana e come si evolverà nei prossimi mesi? Queste ed altre questioni di carattere tecnico, economico e normativo saranno oggetto di discussione e di approfondimento durante i convegni e i workshop che si svolgeranno a DRONITALY. Sarà un’occasione per fare domande e ottenere delle risposte dai relatori ma anche da tutti gli operatori protagonisti presenti in fiera che espongono e si trovano a DRONITALY a presentare le proprie soluzioni, offrire servizi e coadiuvare il pubblico nel trovare le risposte che cerca.

Motivo n. 3 Eventi, convegni, espositori ma anche SHOP

Quest’anno, tra le novità presentate in questa terza edizione di DRONITALY, troviamo una delle più attese. Un’edizione non più solo rivolta esclusivamente al mercato B2B ma anche a quello B2C quindi a chi è intenzionato ad acquistare in fiera, dalla tshirt al drone passando per il prodotto assicurativo fino ad arrivare al sensore di precisione o alla videocamera. A DRONITALY gli espositori che vorranno rivolgersi al pubblico anche con vendita al minuto lo potranno fare dando la possibilità di acquistare in fiera a prezzi sicuramente vantaggiosi.

Motivo n. 04: La location raggiungibile e ben servita

DRONITALY nasce a Milano e le prime due edizioni hanno avuto luogo nel capoluogo lombardo. Quest’anno Mirumir, società organizzatrice dell’evento, ha puntato su una location che per sua mission svolge il ruolo di Ente Fieristico, con strutture e servizi adeguati allo scopo, inseriti all’interno di un sistema fieristico tra città che coinvolge oltre a Modena anche Bologna e Ferrara. ModenaFiere è facilmente raggiungibile in auto, in aereo e in treno e attraverso il sito DRONITALY viene offerta la possibilità di viaggiare con Trenitalia e Italo a prezzi scontatissimi, a partire da un giorno prima dell’inaugurazione della fiera fino al giorno dopo la chiusura.

Motivo n. 05: Dronitaly oltre al PRO e al FUN è anche un DRONE SHOW

L’FPV come non lo avete mai visto… Sfrecciano a oltre 130Km/h. Ronzano come insetti di grosse dimensioni (da qui il termine drone). Hanno le luci a led e sono manovrati da piloti di tutte le età equipaggiati ciascuno con un controller (radiocomando), un visore (monitor o appositi occhialoni) che ne permette il pilotaggio in FPV (First Person View) e soprattutto hanno riflessi da campioni. Tutto si svolge col massimo rigore e professionalità perchè solo “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”…

Un commentatore professionista illustrerà le varie fasi delle corse coinvolgendo il pubblico descrivendo le manovre dei piloti e le caratteristiche dei droni che sfrecciano all’interno del circuito indoor. Le immagini acquisite dalla videocamere montate sulle prue dei droni vengono rilanciate sui visori dei piloti e in contemporanea sui grandi schermi a beneficio del pubblico. Tutto è completato da un impianto di gara attentamente studiato e completato da effetti speciali che rendono le evoluzioni più suggestive e impegnative per ogni partecipante. Il pubblico potrà assistere in sicurezza a momenti di grande divertimento, all’insegna del sano sport e dello spirito di squadra. Un appuntamento che non conosce età, piace ai piccoli ma anche, e in certi casi soprattutto, ai più grandi.

Quindi:

Per chi è interessato ad impiegare un drone per lavoro, o meglio, un APR Aeromobile a Pilotaggio Remoto; per chi vuole ampliare le proprie conoscenze in questo ambito ed è in cerca delle giuste informazioni per avere accesso ad una formazione adeguata e riconosciuta; per chi ritiene di avere delle idee e dei progetti che richiedono l’impiego di un SAPR ed è in cerca di operatori e piloti specializzati; per chi è interessato al settore droni in generale perchè incuriosito dalla tecnologia unmanned, per chi desidera conoscere le soluzioni payload più evolute; per chi vuole provare dei droni, parlare con gli addetti ai lavori, acquistare droni ma anche prodotti e accessori studiati per il settore; per chi desidera partecipare ai convegni e ai workshop in programma, DRONITALY è la manifestazione per voi.

Adesso… anche solo per curiosità, il 30 settembre e il 1 ottobre non prendere altri impegni, ti aspetto al DRONITALY e non dire che non lo sapevi!

PS. Mi trovi nell’area FUN, Stand A14 insieme alla ICT Cube. Fatti riconoscere 🙂

dronitaly_68x60

Per tutte le informazioni consulta il Sito web ufficiale DRONITALY

 

Dronitaly, album fotografico della due giorni milanese dedicata ai droni

Veni, vidi, vinsi…

almeno in termini di contenuti, contatti, opportunità e per il piacere di aver potuto parlare con tante persone, tutte molto motivate nel portare avanti i propri progetti all’interno del settore droni.

Dronitaly 2015

25 e 26 settembre 2015, Centro Congressi Ata Hotel Expo Fiera Milano. Una due giorni intensa caratterizzata dalla presenza di molti espositori del settore ed esperti impegnati nei numerosi convegni in programma.

Un Dronitaly ricco di connessioni positive tra aziende e pubblico, appassionati e professionisti, produttori e tecnici, piloti di APR e anche hobbisti e curiosi.

badgeDevo dire che mi sono divertito; da espositore non è facile vivere una fiera in modo rilassato ma nonostante la comprensibile e prevedibile stanchezza ho trovato molto piacevole e rigenerante poter parlare con le persone che ho incontrato presso i loro stand, le aree convegni e quelle che sono venute a trovarmi presso la mia area espositiva.

Con questo post vorrei ringraziare tutti.

Tutti chi?

Prima di tutto gli organizzatori di Dronitaly: lo staff Mirumir che si è prodigato per soddisfare le esigenze degli espositori, comprese le mie. Poi voglio ringraziare il pubblico, senza il quale un evento come questo non avrebbe ragione di esistere. Infine voglio ringraziare gli espositori, quelli che ho incontrato e quelli con cui non ho potuto parlare per ragioni di tempo ma i cui sforzi e le rispettive professionalità sono emerse grazie a ciò che hanno presentato in fiera e che ho potuto documentare.

Ho fatto qualche foto per ricordare Dronitaly 2015 e per contribuire, nel mio piccolo, a dare visibilità a coloro che erano in fiera a lavorare. Riporterò a seguire un “album fotografico” indicando il nome dell’azienda a cui si riferiscono le foto e i rispettivi marchi rappresentati. Magari chi leggerà questo post sarà interessato a contattarne qualcuna con l’intento di avviare un rapporto di lavoro, chissà 🙂

Ecco il mio Virtual Dronitaly 2015. Se avessi involontariamente dimenticato qualche azienda, vi prego di perdonarmi e di segnalarmi l’eventuale mancanza.

3D Target – Headwall – Teax – Tetracam – Velodyne – Flir – NcTech

 

Accademia del Volo

 

Achrom (io)

 

ADPM

 

Aermatica – Archidron – Dronetech UAV

 

Aerodron – Pix4D

 

AerRobotix – Fotovolante

 

AiviewGroup – Aibotix Italia – Dedrone – Lehmann Aviation

 

Amabilia

 

AprFlyTech

 

Assorpas

 

Aviosuperficie Club Astra

 

Consorzio in-Remote – Cinefly – Fly In – North West Service

 

DroneInside

 

Dronezine

 

Euro USC International – Euro USC Italia

 

Eye Drone – Mikrokopter – Allianz

 

FIAPR

 

FlyTop

 

FlyValue – MultirotorSystems

 

Foto-Notiziario

 

Geoskylab – Cabi Broker di Assicurazioni

 

Gruppo Securitas

 

HdB Insurance Broker

 

Helicampro – Micropilot

 

HobbyHobby Italia – DJI – Walkera – GoPro

 

iDroni – Mesodrone – Husban – Eadrone – JJRC

 

Italdron – Zerotech

 

Menci Software – SenseFly

 

MicroGeo – Aeromax – Agisoft – iFly

 

Momicon & Partners

 

Pagnanelli Risk Solutions LTD

 

Pro S3 Unmanned Technologies – Studio Associato R3D

 

Progetto S3T

 

Sal Engineering

 

Polizia di Stato II Reparto Volo Milano Malpensa

 

Sharper Shape LTD

Siralab

 

Skyrobotic

 

Topoprogram & Service

 

Al-To-Drones – Trimble Geospatial – Service Drone-Multirotor

 

Yuneec Europe

 

Zefiro Ricerca & Innovazione

 

A tutti voi… un saluto e GRAZIE!

UUn saluto in perfetto stile vulcaniano dal Dronitaly2015
Un saluto in perfetto stile vulcaniano dal Dronitaly2015 – termocamera montata su SAPR allo stand “Sal Engineering”

Link:

Dronitaly chiama a raccolta i Piloti di APR e gli appassionati di droni

Temerari delle macchine volanti, riunitevi! Dove? Al Dronitaly Expo & Conference – 25 e 26 settembre 2015 – Centro Congressi Ata Hotel Fiera Milano.

Era un pezzetto che non scrivevo qualcosa sui “droni”. No, non mi ero allontanato dal settore, tutt’altro, ero solo settato in modalità: “vediamo che succede”.

Di cose ne sono accadute negli ultimi mesi; ho osservato, ascoltato e cercato di capire ma ho sempre la sensazione che ancora “manchi qualcosa”.

Siamo alla versione 2 del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. In merito ho letto di tutto in rete. C’è chi ne parla bene, chi male, chi ci ha costruito teorie complottistiche, chi lo ritiene il Santo Graal dei dronisti e chi se ne sbatte completamente.

Voglio essere franco con voi. Mi guardo intorno, vedo tanta gente che si impegna ogni giorno per cercare di dare un senso al proprio lavoro. Persone capaci, tecnici, costruttori, piloti; donne e uomini che si sono posti nella condizione di voler capire e fare le cose come devono essere fatte. Persone che si adoperano per assimilare un regolamento che di fatto è “Il” Regolamento e dal quale non si può prescindere ma… faticano, tanto.

Vedo un grosso divario tra chi vorrebbe operare seguendo scrupolosamente le suddette regole, ma si trova inesorabilmente invischiato nella burocrazia e in un’operatività d’impiego dell’APR piuttosto limitata dalla normativa vigente, e chi ha preso il Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto come un’indicazione facoltativa o, in molti casi, come “materia oscura” di cui è meglio che se ne occupi solo il CERN.

Poi ci sono le grandi realtà, quelle che lavorano, che sono strutturate, che hanno persone, mezzi, tecnici e diciamolo, anche soldi per fare investimenti in formazione, ricerca e sviluppo di tecnologie. Si avvalgono di consulenti legali e aeronautici in grado di fornire le indicazioni utili al fine di operare in piena regola riducendo i tempi per assolvere a tutti gli adempimenti ed essere operativi.

Le Scuole di formazione e le Federazioni di categoria. Hanno fatto tanto, si impegnano, ma, a mio modesto parere questo non basta. Ritengo che manchi una concertazione, una strategia di gruppo che permetta di creare modelli di lavoro; un syllabus condiviso che consenta agli allievi di capire esattamente su cosa prepararsi e alle scuole cosa devono insegnare.  Creare un “prezziario” per i corsi più o meno allineato e onnicomprensivo. Sento ancora parlare di scuole che fanno corsi a 400 Euro ed altri a 4.000… per poi ottenere più o meno la medesima cosa. Occorre creare una rete in grado di cooperare contro l’abusivismo; sono solo alcuni punti che permetterebbero di dare più forza al nostro “sistema operativo”.

A tal proposito spezzo una lancia in favore di Dronitaly che lo scorso marzo ha organizzato a Milano il FORUM PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI (FPA), un tavolo di lavoro tra le associazioni di settore (Assorpas, Fiapr, Uasit e Aidroni) ed ENAC con l’obiettivo di lavorare attorno a proposte concrete per sviluppare la normativa in modo da conciliare sicurezza, legalità ed esigenze degli operatori.

Dronitaly 2015

Sempre Dronitaly in collaborazione con Doxa Marketing Advice, ha condotto un’indagine a livello nazionale sulle aziende che operano nel settore droni. Un occhio puntato sul mercato nazionale, a più livelli: dai costruttori agli operatori, analizzando tutta la filiera del settore. Il 25 settembre nel corso del convegno di apertura del Dronitaly, sarà presentato il risultato di questa indagine, dal titolo: IL SETTORE DEI DRONI IN ITALIA. COME AIUTARE LA CRESCITA DELLE START UP INNOVATIVE – PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLA PRIMA INDAGINE DELL’OSSERVATORIO DRONITALY-DOXA MARKETING ADVICE. Sarà un’importante occasione per tastare il polso a questo mercato e capirne l’effettivo “stato di salute”.

Siamo ancora all’inizio (e voglio capire quando finirà questa fase), ma proprio per questo possiamo, insieme, creare un modello di sviluppo per il settore stesso. Troppe voci fuori dal coro stonano ed inoltre ricordatevi del vecchio, ma sempre valido, detto latino: Divide et impera. Più teniamo le distanze tra noi, più ci dividiamo in mille egide e maggiore sarà il tempo che occorrerà per avvertire un cambiamento radicale nel mercato dei droni in Italia. Oppure, mentre discutiamo, altri ci passeranno avanti, senza nemmeno ringraziarci.

Eventi come Dronitaly sono vitali per questo settore ma solo se ogni momento trascorso nella due giorni milanese dedicata ai SAPR decidiamo di trasformarlo in un’esperienza e in un’opportunità di dibattito e di confronto. Non siate solo visitatori passivi ma attori di un mercato in continua evoluzione e tutto da definire.

Invito tutti gli interessati al settore droni, dall’appassionato che vorrebbe avvicinarsi a questo mondo al professionista “navigato”, a partecipare a questa manifestazione. Lo esorto a farlo con spirito critico e partecipativo ma soprattutto con molta curiosità.

Potrete assistere a numerosi convegni, potrete confrontarvi con le aziende di settore che espongono nei vari stand, con tecnici, assicuratori, esperti a più titolo e livello.

Non dobbiamo aver paura di confrontarci col mercato internazionale, forti anche dell’esperienza acquisita con la normativa ENAC, una delle poche a livello mondiale così strutturate.

Siamo nell’era dell’Open Source e del Crowdfunding, le idee sono nell’aria e ognuno può contribuire divenendo un catalizzatore di migliorie. Abbiamo tutti la possibilità di partecipare attivamente ad una nuova rivoluzione industriale che riguarda non solo il settore droni ma tutto un mercato che può sfruttare le opportunità offerte dall’uso degli APR in moltissimi ambiti.

Invito pertanto le grandi aziende ad aprirsi, a organizzare workshop, a cooperare con le Università italiane, con i Fablab, con le scuole superiori e con la piccola e media impresa.

Invito le federazioni a sedersi attorno ad un tavolo con più frequenza. Gli “scazzi” ci saranno sempre ma possono essere superati e possono portare qualcosa di buono solo affrontandoli con passione, con un minimo di umiltà, portando le proprie esperienze, competenze e proposte costruttive.

Invito le piccole realtà a fare rete. E’ inutile che mille aziende si comprino mille APR (magari anche uguali) e poi non voli nessuno o pochi. Fare rete vuol dire poter avere più capacità d’investimento, più possibilità di essere ascoltati, più competitività grazie anche alla possibilità di poter offrire una rosa di servizi più ampia e capillare sul territorio.

Sono concetti banali, mere indicazioni su cui lavorare per un serio e rapido sviluppo di questo settore che potrebbero dare importanti risultati in un immediato futuro.

Faccio un altro invito, a tutti gli operatori del settore…

Credo sia fondamentale fare cultura verso l’utenza finale, quella che rappresenta una grande fetta dei potenziali clienti utilizzatori dei servizi erogati attraverso i droni. Dobbiamo fare in modo che sia correttamente informata, che conosca “un minimo” di regole, che possa rivolgersi a personale esperto, competente e autorizzato, che sappia che cos’è un drone e in quali ambiti può essere impiegato. Differenze sostanziali tra l’uso di un aeromodello e di un APR. In altre parole dobbiamo creare la vera domanda qualificata in un mercato che rischia di avere un eccesso di offerta non intercettata dall’utenza finale.

Quindi… Piloti di APR, sedicenti tali, appassionati, curiosi, vi aspetto al Dronitaly; ci sarò anche io in duplice veste: quella di espositore e di blogger. Passate a trovarmi o fermatemi se mi trovate in giro tra stand e sale convegni. Sarò lieto di conoscervi e magari di poter imparare qualcosa dalle vostre esperienze.

Esponiamo al Dronitaly 2015
Esponiamo al DRONITALY – Stand A4