Sofia… Robusto! Le Charlie’s Angeles dell’olio

Ho visto… il nuovo spot della Bertolli!

“Bertolli presenta… Le gemelle Bertolli”.

Tre figone, ovviamente uguali nell’aspetto ma diverse nel carattere, che imitano le Charlie’s Angels in uno spot che, almeno a me,  lascia “l’amaro in bocca” ma non certo per il gusto dell’olio.

Le tre gemellone teutoniche dovrebbero rappresentare le caratteristiche organolettiche dei tre oli Bertolli. Nulla di male se la cosa non avesse il “sapore di forzatura”. Il cliché utilizzato richiama agli Angeli di Charlie facendo leva sull’immaginario collettivo, almeno di una certa parte di utenti, maschi (45 – 50 anni) che ripensando alla serie televisiva di fine anni ’70, per ovvi motivi, associano dei bei ricordi…

“Uguali ma diverse nei gusti”.

E’ la frase che segue quella di apertura e che dovrebbe giustificare certe scelte creative e di comunicazione. In qualche modo in questo spot si doveva parlare dei tre oli Bertolli Robusto, Fragrante e Gentile ed evidentemente è stato scelto di farlocosì.

“Sofia * Robusto”

Eccoci al dunque. Perchè Sofia è Robusto? Ho capito che una delle tre selezioni di oli prende il nome di Robusto ma Sofia NON può essere Robusto. Robusto, eventualmente, può essere Gianni, Roberto, Marco… NON Sofia. E anche se stiamo parlando dei gusti delle tre donzelle, Sofia non può avere un gusto ROBUSTO, o che è? A questo punto mi viene da pensare che le tre gemelle non siano nate tutte dello stesso sesso.

Poi c’è Laura * Fragrante”. Per rappresentare il concetto di fragranza, che in poche parole vuol dire profumato, odoroso, la nostra Laura si lancia dall’aereo col paracadute. Mah!

Infine arriva Monica * Gentile”, che esce dall’acqua con un ghigno che pare dica “…zo vuoi?!” E menomale che è la gentile!

Poi, i creativi si ricordano che dovevano fare la pubblicità a tre linee di oli di casa Bertolli e ci infilano un bel:

“Come Bertolli, che ti offre la sua qualità unica in tre diverse intensità perché si sposino con il tuo gusto. Così con Bertolli ognuno può dare il suo tocco personale.”

Poi compare il logo Bertolli col payoff “Unico come i tuoi gusti”.

Prendo atto, per carità, ma… perchè tutto ‘sto casino per arrivare a parlare di tre intensità di oli? La robustezza, la fragranza e la gentilezza sono tre peculiarità che possono essere rappresentate attraverso concetti più palesi, diretti e calzanti, avulsi da fraintendimenti e da facili battute, come le mie, che pur tali riassumono il pensiero di tanti.

Questo è uno di quegli spot che definisco autocelebrativi per la tecnica esecutiva messa in campo dall’agenzia media ma poco rappresentativi per il prodotto e per il brand per cui è stato realizzato. Per la serie “guardate come siamo bravi a realizzare spot in stile action movie”…

Lo spot:

I tre Angeli di Bertolli:

I tre Angeli di Bertolli - Bertolli's Angels
I tre Angeli di Bertolli – Bertolli’s Angels

 Approfondimenti tecnici sullo spot Bertolli

Pittarello Rosso diventa Pittarosso… Sie!

Mi sono immaginato una sala riunioni all’interno di un’agenzia di comunicazione. Quegli ambienti luminosi, grandi, dove sono riuniti creativi, tecnici, agenti e… lei… la testimonial alla quale viene illustrata l’idea per realizzare la il nuovo spot per Pittarosso.

Consulente dell’agenzia:  Buongiorno carissima Simona! (loro sono entranti, salutano chiunque come se fosse un parente o un amico).

Ventura: Buongiorno.

Consulente dell’agenzia:  Mettiti comoda. Gradisci un coffee, uno snack, un orange juice (per loro tutto deve avere un sapore watsamericankansansiti)

Ventura: No, grazie. Il mio agente mi ha parlato del progetto Pittarello (lei molto diretta e pratica)

Consulente dell’agenzia:  No, non Pittarello, Simona. Pi-tta-ro-sso. Vedi… si tratta di un cambiamento radicale del brand, per essere più trend, e colpire il target.

…un attimo di silenzio

Ventura: OK, va bene… Ma questo… Pitta… Rosso?

Consulente dell’agenzia:  Rosso, sì, Pittarosso, Simona.

Ventura: Si, Pittarosso. Cosa dovrei fare nello spot che avete in mente?

Consulente dell’agenzia:  Certo Simona (sfoggiandole un centinaio di denti), sono qui apposta per illustrarti questo meraviglioso progetto. Come tutti sanno, soprattutto i tuoi fans, sei una persona dinamica piuttosto che solare piuttosto che allegra piuttosto che capace di attirare le masse (loro amano usare i “piuttosto che” ovunque. Si nutrono di piuttosto che elargiti a vanvera nell’etere).

Ventura: Si, grazie, ma…

Consulente dell’agenzia:  Arrivo al dunque non ti preoccupare… Parlavo di masse. Abbiamo pensato di mettere al centro dello spot “TE”. Il mondo Pittarosso che ruota attorno a Simona. Pensa ad una piazza di una città, un sacco di ballerini attorno che incorniciano ed esaltano la tua silhouette, effetti speciali, musica, riprese da ogni parte e angolazione e la Ventura che canta e balla. Non è bellissimo?

Ventura: Canto e ballo? (un tantino perplessa)

Consulente dell’agenzia:  Sì certo, sappiamo tutti quanto sei poliedrica piuttosto che camaleontica piuttosto che multiforme piuttosto che… insomma.. In forma! (e sorride). Ci mettiamo un bel sound con uno swing che ritma lo spot e scandisce il jingle. E non solo, proprio grazie agli effetti speciali, durante lo svolgimento della coreografia, l’inquadratura si soffermerà sulla tua intera figura vestita tutta di bianco e magicamente, proprio mentre pronuncerai “Ve lo dice la Simona in Rosso”, il vestito bianco diventerà improvvisamente rosso.

Ventura: Ho capito ma, siete sicuri che poi lo farete diventare rosso? Mica per nulla… La frase può risultare un po’ ambigua se il vestito non si colora. Poi occhio da dove cominciate a colorarlo.

Consulente dell’agenzia: Ma certo Simona, scherziamo? I nostri tecnici, grafici, illustratori, sono persone competentissime. Sappiamo bene che la frase pronunziata senza dare un seguito tangibile, visibile, ad un qualche segno di  rosso potrebbe dare adito a fraintendimenti. Hem… mi scusi… pensava a qualcosa in particolare? (non aveva capito nulla)

Ventura: Bè, via… “Ve lo dice la Simona in rosso” è quasi un’affermazione da farsi durante il ciclo (lei non ha remore, va al sodo), per questo le dicevo anche (lei da del lei) che dovreste stare attenti anche da quale punto del vestito deciderete di cominciare a colorarlo di rosso.

Consulente dell’agenzia:  Ma che simpatica, che simpatica la Simona! Il ciclo… ciclo… clo…lo…ooooo….. (per qualche istante lo abbiamo perso)

Ventura: Ma poi… perché tutto questo rosso?

Consulente dell’agenzia:  Simona, come ti dicevamo, è una questione di brand, di branding. Abbiamo l’esigenza di affermare il nuovo marchio e per questo tutto lo spot deve richiamare il colore rosso e il passaggio dal nome Pittarello Rosso a Pittarosso. No lo trovi semplicemente geniale?

Ventura: Sì, sì, per carità. Lo trovo bello, anche per tutta la questione degli effetti speciali. Per il ballo e il canto cosa dovrò fare?

Consulente dell’agenzia: Ma figurati Simona. Con le tue capacità… su via… ti sembrerà un gioco da ragazzi. Qualche breve strofa un paio di passi e il resto lo fa la magia della fiction. Montaggio veloce, sovrimpressioni di effetti, ballerini… Un vero spettacolo. Pittarosso!

Ventura: Sì, ho capito, Pittarosso, Pittarosso… Va bene… Quando si comincia?

Consulente dell’agenzia: Eccola la Simona che tutti conosciamo. Pratica, decisa, forte, così ci piaci. Cominciamo subito! Ecco il testo della canzone: “Pi tta rosso – Pi tta rosso – Scarpe a più non posso – Ve lo dice la Simona in rosso – Pi tta rosso – Pittarello Rosso diventa Pi tta rosso”. Queste sono le scarpe rosse che calzerai durante le riprese, come vedi sono rosse, e questo è il vestito bianco, come vedi è bianco. Come ti dicevo diventerà tutto rosso, proprio come le tue scarpe.

Ventura: O via… ma mi dovete dare il doppio del compenso stabilito.

Consulente dell’agenzia:  Ma Simonaaaa… Come facciamo. Il budget, abbiamo un plafond di spese stabilito dal cliente, un range… Ci costringi a fare dei tagli…

Ecco lo spot, dopo quei tagli….

pittarello

NB: Ogni riferimento ai fatti descritti è frutto di opera di fantasia. Con questo post non desidero offendere nessuno. Eventualmente ciò fosse accaduto mi scuso e… ve lo dice Stefano in jeans. 🙂

Quel Mulino mi preoccupa

Ho visto… un Mulino “in festa” dove gli ospiti sono tristi e dismessi. Oibò!

Ho_Visto_CoseMi preoccupa un po’ la situazione.

“Favolosi questi abbracci”, dice sommessamente la voce fuori campo dello spot Mulino Bianco. Si sente proprio tutto l’entusiasmo che prova nel dire questa frase. Quasi paragonabile all’energia che potrebbe avere nel chiedere al proprio medico di famiglia un certificato per malattia.

Poi, le due attrici protagoniste dello spot vengono inquadrate. Sono ad una festa, ma non devono averglielo fatto sapere. Una delle due assaggia il biscottino, l’altra la osserva con una certa invidia, come se a lei non toccasse la razione. Quella col biscottino sembra stia uscendo da una brutta crisi personale. E’ lì, le hanno detto che le avrebbe fatto bene stare in mezzo ad un po’ di gente. L’altra, probabilmente, è la badante o l’infermiera. Osserva come reagisce la sua assistita. “Sì, sì, è brava, guarda come mangia il biscottino da sola”, penserà.

Mulino Bianco - Spot 2014 - "Abbracci"
Mulino Bianco – Spot 2014 – “Abbracci”

Il look “agreste” dovrebbe caratterizzare le due signore dando l’idea di campagna, anche se sembra più un look suggerito da un consulente di moda che deve aver lavorato da H&M, lo stesso che veste anche Antonio Banderas, di sicuro. Certo è che i capelli delle due attrici non contribuiscono a rendere giustizia ai nobili intenti della nota azienda produttrice di biscotti. Esprimono tutto ma non l’idea di festa, a meno che il concetto di festa non si sia già consumato col mugnaio, di cui sopra, all’interno del fienile…

La festa non deve essere stata un gran successo. A confermarlo non sono solo le espressioni delle due tipe, lo si evince anche dall’affluenza di persone che sono intervenute. La ripresa dall’alto della pista da ballo non lascia molti dubbi. E’ quasi vuota.

Mulino Bianco - Spot 2014 - "Abbracci"
Mulino Bianco – Spot 2014 – “Abbracci”

“E… che bello il Mulino in festa”, altra frase pronunciata fuori campo in chiusura dello spot, forse dalla “badante”, che incalza, cercando di tirare su la poveretta alla quale, probabilmente, le stiamo ancora chiedendo troppo; non si deve essere rimessa del tutto.

Lo spot:

Dedicato a chi vorrebbe vincere una settimana indimenticabile “nel Mulino in Festa” ma è un po’ preoccupato…