DRONITALY atto terzo. 30 settembre e 1 ottobre 2016 si alza il sipario sull’evento italiano dedicato ai droni

Più che una terza edizione parliamo di un terzo atto. DRONITALY è un brand che fin dal suo esordio, nel “lontano” 2014, ha saputo proporsi sul mercato fieristico di settore come un evento di punta e di grande livello.

Un terzo atto perchè parlare di DRONITALY e di droni in particolare, dato il continuo mutare degli eventi, dovuto principalmente al dinamico sviluppo delle tecnologie e ai cambiamenti normativi del settore, non può definirsi un evento fine a se stesso che inizia e che termina ma è un compendio di eventi che non hanno soluzione di continuità e che accompagnano il professionista, e non solo, verso nuovi traguardi, offrendo stimoli concreti e un ventaglio di soluzioni di alto livello.

DRONITALY è un brand che si ramifica nel corso dell’anno attraverso varie iniziative che lo vedono protagonista in ambiti diversi ma complementari, sapendo anche sfruttare quelli non propriamente e immediatamente identificabili come eventi di settore. Uno su tutti, la partecipazione a FIERAGRICOLA 2016 che si è tenuta a febbraio alla Fiera di Verona. Una partecipazione che ha incuriosito o stupito i “non addetti ai lavori” ma che per coloro che già operano o si stanno avvicinando alle tecnologie UAV per la cosiddetta agricoltura di precisione o precision farming, è stato un momento di confronto e d’interesse che ha permesso di portare le tecnologie di punta più innovative, dedicate al settore in questione, in un contesto fieristico specialistico, dove gli operatori del settore agricolo hanno potuto vedere, discutere e comprendere quali vantaggi possono derivare dall’impiego dei droni in agricoltura.

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DRONITALY è un osservatorio permanente; quest’anno ha rilanciato e promosso il secondo studio nazionale “sullo stato di salute delle aziende operanti nel settore dei SAPR”. Condotto in collaborazione con Doxa Marketing Advice lo studio prende il nome di “Osservatorio Dronitaly-Doxa” e mira a raccogliere una serie di informazioni direttamente dagli operatori di settore e che di fatto creano il mercato italiano dei droni. Un’indagine accurata che ha come primario obiettivo: “capire e conoscere” il settore, comprenderne le criticità e, se possibile, promuovere iniziative tese a migliorare il mercato stesso. I risultati del nuovo studio saranno presentati commentati e discussi da DOXA – ENAC – ENAV durante la conferenza di apertura della terza edizione di DRONITALY che si terrà il giorno 30 settembre a ModenaFiere.

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DRONITALY è sinergia e scambio d’informazioni. L’esperienza di Dronitaly arriva negli Stati Uniti d’America portando con sé l’esperienza di due edizioni e un bagaglio d’informazioni raccolte dal primo studio Doxa i cui dati conclusivi furono presentati all’edizione DRONITALY del 2015. A luglio 2016 il team DRONITALY è stato inviato all’Ambasciata italiana a Washington a partecipare al “The Drones are Coming!”, una tavola rotonda organizzata dall’Institute for Education’s (IFE) impegnata nello sviluppo di iniziative che favoriscono scambi interculturali e coinvolgono diplomatici, politici, imprese, media, accademici e leader delle comunità ai più alti livelli. Un’importante occasione attraverso cui è stato possibile illustrate le potenzialità del mercato italiano dei droni ai 120 ospiti e relatori intervenuti all’incontro.  Nell’occasione Dronitaly, tramite il proprio referente tecnico, blogger e relatore Sergio A. Barlocchetti, ha illustrato i dati del primo “Osservatorio Dronitaly-Doxa”. Un chiaro esempio di come Dronitaly sia, anche negli Stati Uniti, un punto di riferimento per quanto concerne il settore italiano dei droni civili.

Foto tratta dal sito IFE
Foto tratta dal sito IFE

 

DRONITALY è fucina creativa. Tra le novità presenti nell’edizione 2016 spicca il “D CHALLENGE”, il primo contest italiano riservato agli studenti delle scuole secondarie. Fino al 15 settembre, studenti della scuola secondaria di secondo grado di età compresa tra i 14 e i 19 anni, guidati dai propri docenti, potranno presentare progetti e proposte di applicazioni pratiche per l’utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto. Un modo stimolante per mettere alla prova la fantasia, la creatività e la formazione ricevuta durante il proprio percorso scolastico, in relazione alla propria età e al livello di formazione ricevuto. Attraverso la competizione sarà possibile sottoporre i propri progetti all’attenzione di una giuria di esperti che in varie fasi e selezioni, proclamerà il team vincitore D CHALLENGE che sarà premiato nel corso dell’edizione 2016 di Dronitaly.

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DRONITALY 2016 The Pro&Fun Drone Show. In questo percorso legato dal medesimo filo conduttore, che parte dall’Italia, arriva negli USA per poi ritornare nel nostro bel Paese, ci apprestiamo a vivere l’attesissima due giorni dedicata al mondo dei droni.

Nuova location: ModenaFiere, facilmente raggiungibile un po’ da tutta Italia, soprattutto per chi viene dal centro-nord. Nuovo payoff The Pro&Fun Drone Show che riunisce sotto un unico brand ed evento i due macro settori che interessano il mercato dei droni: quello professionale e quello hobbystico o ludico.

DRONITALY 2016 manterrà in parte la formula già adottata nelle precedenti edizioni, quindi aree espositive, convegni e workshop a cui si affiancheranno a pieno titolo delle importanti novità come, appunto, la realizzazione di un’intera area, o in termini fieristici sarebbe più giusto dire “padiglione”, dedicata al settore consumer che si divide in un’infinità di sotto settori dei quali spesso si fa fatica a distinguere differenze e caratteristiche. Dronitaly cercherà di chiarire anche questo offrendo al pubblico la possibilità di visitare e partecipare agli eventi che si svilupperanno all’interno di due padiglioni. Due mondi a confronto, espositori qualificati con tante proposte dedicate ad entrambi i settori e, per dare modo a tutti gli utenti di testare dal vivo le tecnologie del momento, Dronitaly metterà a disposizione delle aree test per mostrare e provare i droni e un’intero circuito indoor per presentare i droni da gara o droni race.

E’ la grande novità di questa edizione e il termine “grande” non lo uso a caso. Ben 300 metri di tracciato al chiuso con reti di protezione per garantire la massima sicurezza del pubblico. Gate (porte o passaggi obbligatori) luminosi disposti su più livelli e curve a gomito. Effetti speciali, tra cui teste mobili, luci stroboscopiche e fumo. Tutto questo per rendere l’esperienza di pilotaggio ancora più emozionante e adrenalinica. Il circuito è stato realizzato seguendo le linee guida FAI, in collaborazione con WOOP Motion Store, A.S.D. FPVGP e il Gruppo Aeromodellistico Secchia.

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Ma non è tutto…

Le sfide tra droni spesso rischiano di essere divertenti solo per chi le vive in prima persona, per i piloti che con i loro occhiali o monitor per FPV (First Person View) riescono a pilotare i loro droni che scheggiano anche a 150Km/h; velocità che per il pubblico spesso rischia di diventare un limite più che un elemento che invoglia a seguire queste sfide. Ecco che per ovviare ad un’eventuale “distrazione”, dovuta all’eccessiva velocità dei piccoli droni che talvolta li rende difficili da seguire, o inseguire con gli occhi, saranno installati dei grandi schermi a beneficio del pubblico, attraverso i quali sarà possibile seguire la diretta delle varie corse tra droni, opportunamente gestita da una regia che puntualmente proporrà le immagini provenienti dalle videocamere installate su ciascun drone.

Non basta…

Tutto questo sarà commentato live da un professionista esperto che descriverà le manovre compiute dai vari piloti, il circuito e le difficoltà che esso pone a coloro che avranno il coraggio di affrontarlo. Inoltre, tra una sfida e l’altra, sarà possibile assistere anche alle interviste con i piloti che in qualche modo potranno offrire al pubblico un maggior ventaglio di esperienze.

E l’area dedicata ai professionisti?

Ovviamente è quella che ha permesso a Dronitaly di essere la fiera che è diventata. Il settore Pro è in lenta ma continua ascesa, caratterizzato da frequenti cambiamenti normativi che lasciano tracce indelebili all’interno di un mercato che probabilmente meriterebbe maggior respiro e al contempo stabilità. Quel tempo necessario e quella stabilità indispensabili per permettere di consolidare quelli che dovrebbero diventare i protocolli e gli standard di settore e attorno ai quali gli attori della filiera dovrebbero poter fare previsioni e investimenti.

Un mercato in fermento che avverte gli impulsi (tradotto: tendenze e regole) provenienti dagli altri paesi europei ma anche e soprattutto dagli USA laddove dal “non si può fare nulla con i droni” si è passati nel giro di un paio d’anni al “volare si può con regole chiare”.

Lo studio condotto dall’ “Osservatorio Dronitaly-Doxa” ci aiuterà a comprendere meglio quali sono le attuali richieste da parte degli operatori del settore e come sta andando il mercato professionale dei droni in Italia.

Al DRONITALY gli espositori professional presenteranno le novità tecnologiche tra cui gli APR di varia grandezza e peso con i relativi payload dedicati alle più disparate esigenze lavorative – cinema, televisione, pubblicità, agricoltura di precisione, monitoraggio, mappatura del territorio, archeologia aerea, etc. – o impiegabili nel settore della sicurezza, della protezione civile, della prevenzione e del controllo del territorio.

I convegni affronteranno tematiche che spazieranno dagli aspetti normativi legati alla privacy, al regolamento ENAC, ai centri di addestramento per piloti di droni. Attraverso i vari workshop sarà possibile apprezzare più da vicino e dalla viva voce delle stesse aziende, le soluzioni proposte da chi espone. Vi invito a consultare il programma dei convegni e dei workshop il cui link è presente in fondo a questa pagina.

Ancora pochi giorni e si aprirà il sipario per dare inizio al terzo atto di Dronitaly. Di fatto metterà una serie di punti, almeno per quanto riguarda il percorso fino ad oggi avviato, cercando di dare risposte ad operatori di settore e appassionati, offrendo, al contempo, una serie di spunti per tutto ciò che ancora deve venire in ambito droni sul territorio italiano e che verrà dal 2 ottobre in poi.

Se vuoi essere un professionista di questo settore, per lavoro o per gioco, ti aspetto a ModenaFiere il 30 settembre e il 1 ottobre a Dronitaly 2016. Troverai anche me al mio stand Achrom.

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Approfondimenti:

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Droni nello spot della nuova Renault MEGANE

Taglio cinematografico, atmosfere drammatiche, un circuito automobilistico come location, diverse comparse e l’impiego di droni in scena.

“Un team di scienziati ha realizzato un esperimento inedito”, questo è il messaggio che sta alla base dello spot della nuova Renault MEGANE e su cui si sviluppa la storia nell’arco di 1 minuto.

Il montaggio ci regala dettagli dell’auto alternati a immagini che ritraggono il suddetto team di scienziati impegnati nella loro ricerca che vede come soggetti di studio due persone comuni.

Simulatori di guida, tute dotate di sensori, attività fisica, computer, strumenti… un protocollo rigoroso dove nulla viene lasciato al caso. Tutto viene monitorato per preparare i soggetti al test vero e proprio: provare l’auto su strada e analizzarne le reazioni alla guida.

Due auto, due piloti, due direzioni opposte, un espediente narrativo che tende a sottolineare che la Renault MEGANE è un’auto che si colloca all’interno di un segmento di mercato che soddisfa le esigenze di un’ampia fascia di utenti, oltre a voler sottolineare la “scientificità” dell’esperimento in sé.

Le auto partono, i sensori delle tute indossate dai piloti iniziano a trasmettere i dati biometrici alle postazioni di controllo. Lungo il percorso di guida sono dislocati numerosi strumenti in grado di tracciare il passaggio delle auto. Le informazioni raccolte vengono analizzate dagli immancabili tecnici asiatici che con la loro presenza contribuiscono a trasmettere allo spettatore un’elevata connotazione tecnico-scientifica e la “serietà” dell’esperimento stesso.

Come una sorta di “ciliegina sulla torta” a circa metà dello spot entrano i scena i droni. In questo momento storico rappresentano un totem attraverso il quale sintetizzare concetti come tecnologia, scienza, ricerca, monitoraggio e anche fascino per qualcosa di non ancora ben collocato nel quotidiano di molti, soprattutto se prendiamo in esame i droni civili ad uso professionale, come in questo caso.

Renault Megane

Il primo ottocottero compare in secondo piano, fuori fuoco, dietro ad uno dei piloti, inquadrato dal posto del passeggero attraverso il finestrino di guida. Segue la traiettoria dell’auto e supera il soggetto in movimento uscendo immediatamente dall’inquadratura. La scena successiva mostra alcuni tecnici con in mano i radiocomandi necessari per pilotare i droni. Subito dopo vediamo la nuova Renault MEGANE, al centro della scena, con ben quattro droni (a giudicare dalle immagini direi che si tratta di S1000 della DJI) che la circondano e la seguono alla stessa velocità monitorandone le performance, o almeno questa è l’impressione che lo spettatore percepirà nel godersi queste immagini.

Il test prosegue con prove di tenuta su bagnato e al termine dell’esperimento gli scienziati, dopo aver elaborato la mole di dati ricavati, giungono alle loro conclusioni scientifiche…

Una stretta di spalle è la sintesi perfetta che palesa il “team manager” circondato da tutti i tecnici che hanno partecipato al test. L’inquadratura non lascia dubbi in merito alla rassegnazione dell’esperto nell’osservare i risultati ottenuti.

In conclusione: “Vuoi scoprire cosa si prova? Guidala!”. Con questo invito all’azione lo spot passa al quadro finale che mostra l’auto e lancia il claim: “Nuova Renault Megane – Wake up passion”.

Crediti e approfondimenti:

  • Advertising Agency: Publicis Conceil, France
  • Executive Creative Director: Marcelo Vergara
  • Art Director: Thomas Roques
  • Copywriter: Antoine Giraud
  • Account managers: Patrick Lara, Adrien Dumont, Jessy Teboul, Arnault Bernardin, Sacha Garel, Karim Ben Hamida
  • Producers: Pierre Marcus, Nathalie Levincent / Prodigious
  • Director of photography: Paco Femenia
  • Informazioni sullo spot dal sito web: http://adsoftheworld.com/
  • Lo spot TV Renault Megane dal canale YouTube di: Renault Italia
  • L’immagine tratta dello spot “Renault Megane: Wake up your passion” su cui sono inquadrati i droni, dal sito: Just Marketing News

“Quando lo spot arresta la natalità”

Chi lo ha detto che le pubblicità con i bambini sono tutte carine?

Diciamo che in linea generale la cosa può avere un fondamento di verità.

Ci sono spot dove i bambini rendono tutto più tenero, giocoso, simpatico, dolce, ecc… ma ce ne sono altri che sovvertono questa tendenza offrendoci una spiegazione logica del perché la natalità, almeno in Italia, pare che sia in calo.

Prendiamo due spot “a caso”: Lufthansa Nonstop you e Opel OnStar.

Andiamo in ordine e con calma partendo dallo spot della nota compagnia aerea tedesca.

Tre location: auto, aeroporto, aereo.

Protagonista: bambina scassapa… saputella, con doppiatrice toscana, precisazione che da toscano mi sento in dovere di fare vista la pronuncia della frase di apertura che si conclude con un bel “questione di fisica” che lascia intuire che l’abbia proferita una mia vicina di casa.

Prima scena: la bambina è in auto col padre o con lo zio o con un assistente sociale che ha l’incarico di portare “l’essere” in un altro paese per farlo adottare, visto che a casa sua non lo sopporta più nessuno. Lei è seduta, guarda dal finestrino e vede un aereo in cielo; lo spettatore lo può apprezzare attraverso l’immagine riflessa sul vetro dell’auto. La bimba, che altro non è che una scienziata del CERN sottoposta ad uno speciale raggio “anti age”, si gira verso l’adulto e gli rivolge questa frase: “La spinta è creata dalla propulsione, è questione di fisiaaa”; è qui che si sente la “c” aspirata.

Seconda scena: siamo all’aeroporto, zona d’attesa. “L’essere”, con sembianze da bambina, vede da una grande vetrata gli aerei in sosta in prossimità dei vari gates di imbarco. Ispirata da cotanta bellezza tecnologica si sente in dovere di andare a rompere le scatole ad una malcapitata che è a pochi passi da lei, tranquilla, seduta, intenta a leggersi una rivista. La piccola si avvicina alla signora e liscia, liscia, pare unta, perentoriamente le dice queste parole: “L’aerodinamica di un aereo è questione di fisica”. Ovviamente la tipa che la ascolta, suo malgrado, resta basita offrendo a beneficio della camera uno sguardo di stupore, misto a perplessità, condito con un “ma chi l’ha sciolta questa, aiuto, dove sono i genitori, vado via, scappo”.

Terza ed ultima scena: la giovane aliena è seduta al suo posto sull’aeromobile Lufthansa. E’ notte, luci soffuse. Lei copre il suo peluche con la copertina (quante cose potrebbe dire quel peluche e quante cose farebbe se solo potesse). Lei si avvicina al pupazzetto e infierisce contro di lui dicendogli sottovoce: “E quanti si sentono a proprio agio a bordo…”. La frase viene interrotta, per fortuna, dal provvidenziale intervento della hostess che intenzionata a confinare la bimba nel deposito bagagli riesce per un istante a reprimere il proprio istinto rivolgendosi alla piccina con soave proferir: “Questo è questione di chimica”, alludendo probabilmente a una qualche sostanza da impiegare per dare una “gasatina” alla fenomena.  La hostess sorride alla bambina offrendo alla camera un volto solare e incantevole ma che nel contempo esalta ancora di più “la minaccia fantasma” appena enunciata. La hostess si allontana, l’inquadratura passa sul volto della bambina, aliena, scienziata tappa… che ci regala l’ultimo secondo e mezzo del suo bel faccino sul quale è sparita qualunque traccia di saccenza per lasciare spazio ad un’espressione da punto interrogativo grosso quanto l’aereo.

O beccati questa!

Altro spot… sempre roba tedesca. Mah! Comincio ad insospettirmi della coincidenza.

Casa Opel. Non si parla di un’auto in particolare ma di un servizio che la nota casa automobilistica tedesca propone ai propri clienti.

Location principale: area carrabile antistante alcune villette a schiera in zona residenziale.

Un tizio esce di casa e sta per salire sulla propria auto. Un ragazzino, vicino di casa, nullafacente e scassagiuggiole è lì, a non fare niente in modo professionale. Come vede il vicino, senza un buongiorno o un buonasera, si complimenta con lui per l’acquisto della nuova auto. Dopo averlo fatto cascare nella trappola micidiale che stava tessendo da tempo, prosegue nel suo intento folle e cinico mutuato dalla propria nullafacenza cronica infierendo di brutto verso il suo sfortunato interlocutore rivolgendogli una raffica di domande:

  • Ce l’ha il WiFi?
  • Si può comandare con l’app?
  • E se fa un incidente, chiama aiuto da sola?

Dopo una serie di risposte al negativo ricevute dal suo sfortunato interlocutore, il ragazzino conclude con la mazzata finale; tipo Daitarn 3 nella scena finale di ogni episodio quando invocava: “Attacco solare, energia…”, ve lo ricordate? (Roba da ultra quarantenni come me, perdonate la divagazione).

Ecco che parte l’attacco…

  • Ma non poteva comprarsi una Opel?

Il vicino disgraziato a quel punto non pensa più alla sua auto, sulla quale pendono moltissime rate da pagare, ma pensa immediatamente a cambiare casa. Si abbrutisce, dipinge sul proprio volto un’immagine di uomo distrutto ed esce di scena. A quel punto entra in gioco il padre figo che non redarguisce il figlio, frutto delle proprie colpe e incoscienze di gioventù, ma con fare scanzonato e tutto sorridente se lo carica in auto e comincia a spippolare tutti i pulsanti della sua Opel per attivare e ostentare i dispositivi di cui è dotata, gli stessi appena citati dalla sua prole fatta di carne e antipatia.

Ora ditemi che le pubblicità con i bambini sono tutte carine e che improvvisamente vi è venuto in mente di mettere in cantiere un figlio 🙂

Crediti e link:

  • Spot Lufthansa da canale YouTube ManiaSpot
  • Info sulla campagna media Lufthansa “Sempre ospiti mai solo passeggeri” da YouMark!
  • Spot Opel OnStar da canale YouTube Opel Italia

La bottiglia CocaCola compie 100 anni ma per festeggiare l’evento te ne danno un’altra…

Ho visto… lo spot Coca-Cola che celebra la mitica e inconfondibile bottiglietta di Coca-Cola nel suo centesimo compleanno.

“La bottiglia Coca-Cola compie 100 anni. Chiedila al bar nel nuovo formato in vetro” questo è il claim dello spot.

E’ come se invitassi al mio compleanno tutti i miei amici e alla festa non mi presentassi mandando al mio posto la mia sorella. Stessa fabbrica ma formati diversi 🙂

Ma che messaggio è “chiedila al bar nel nuovo formato in vetro”. Casomai chiederò il vecchio che ha compiuto i 100 anni, visto che è il festeggiato, oppure mi fai un altro spot dove mi dici che dopo 100 anni Coca-Cola cambia formato.

Non ti pare? 🙂

 

Le idee sono nell’aria… o vengono dallo spazio?

Ci sono dei momenti in cui avverti un déjà vu.

Corsi e ricorsi della… mente ma anche della storia. E’ il caso dello spot dei Rotoloni Regina

Qualche sera fa ho visto lo spot dei Rotoloni Regina. Sul momento mi è venuto un “mancamento”, non tanto perché mi era balzato alla mente che avevo finito la carta igienica ma perché nel 2012 pubblicai un libro…

…no, non faceva proprio cag.. ma, hem… dire libro è una cosa grossa. Uff! Mi sono infilato in un casino. Anche dire “è una cosa grossa” in questo contesto è piuttosto equivocabile.

Diciamo che ho pubblicato un sogno, trasformato in carta stampata che ha preso la forma di un libro.

Quindi, dicevo, pubblicai questo “oggetto in carta, multipagina”, non igienica, attraverso il quale ho raccontato le avventure dell’astronauta John Doe, svolte prima delle missioni Apollo della NASA . Fu incaricato, in seno alla missione “GoodMooning!“, di preparare l’allunaggio per la missione ufficiale. Una sorta di “avanscoperta con possibilità di fallimento”, diversamente dalla missione Apollo 11.

logo GoodMooning!

Mi immaginai tutta una serie di situazioni ironiche, paradossali, immaginarie, fantastiche che ho riassunto in 24 brevi racconti illustrati.

A pagina 31 del mio libro è riportato un brevissimo racconto dal titolo “Priorità assolute” che descrive un “momento intimo” della missione vissuto dal mio astronauta durante il quale doveva confrontarsi con un rotolo di carta igienica. Suo malgrado, avrà qualche difficoltà ad impiegare questo “particolare dispositivo”.

John Doe alle prese col SESA, Sistema di Evacuazione delle Scorie Accumulate.
John Doe alle prese col SESA, Sistema di Evacuazione delle Scorie Accumulate.

L’associazione “astronauta” + “carta igienica” mi ha catapultato al mio libro, tanto è vero che mia moglie ed io, vedendo in TV lo spot Regina, ci siamo guardati e abbiamo esclamato all’unisono: “ma è GoodMooning!”.

Beh, le idee sono nell’aria, a portata di mano e di tutti, o per lo meno di chi sa coglierle… Diciamo che questa, forse, viene da più lontano, non di sicuro dal mio libro ma da una visione personale che attinge da quel contenitore infinito che si chiama “retaggio culturale”; in questo caso partorita dal team creativo della Saatchi & Saatchi che ha realizzato lo spot per i rotoli Regina e che trova “linfa vitale” nel contesto delle missioni spaziali e dei luoghi comuni ad essa associati.

“Houston, I have a problem”, frase tormentone del mio libro, pronunciata anche nello spot Regina, è probabilmente una delle più celebri ma anche meno esatta della storia, o per lo meno è una delle più rimaneggiate. Legata alla missione Apollo 13, che non riuscì a raggiungere il nostro satellite per un guasto tecnico, nella versione originale pronunciata dall’astronauta Jack Swigert risulta essere: “Okay, Houston, we’ve had a problem here” traducibile in: “OK, Houston, qui abbiamo avuto un problema” successivamente sintetizzata, enfatizzata e rielaborata dai media dell’epoca per poi arrivare alla versione che tutti noi conosciamo.

In realtà è come dire: “ACI, ho bucato una gomma” o “Caro, mi si è rotto il frullatore” ma detta da un’astronauta, in piena guerra fredda, durante la corsa alla conquista della Luna ha tutto un altro sapore. Qualsiasi frase pronunciata in un momento di crisi avrebbe avuto un effetto dirompente e sarebbe passata alla storia. Dobbiamo essere grati all’addestramento ricevuto dall’astronauta Swigert che gli permise in quel fatidico momento di non pronunciare: “stì gazzi”, altrimenti la storia ci avrebbe regalato ben altro.

Tornando brevemente allo spot della Saatchi & Saatchi  per i Rotoloni Regina, sono rimasto colpito anche dal livello delle immagini, gli FX digitali sono degni di un film di fantascienza, raramente apprezzabili in un spot televisivo, fatta eccezione per certe pubblicità realizzate per il comparto del lusso (gioielli, profumi e auto).

Per chi desidera ulteriori info sullo spot della Saatchi & Saatchi può far riferimento a YouMark! 

Per chi invece volesse ulteriori info sul mio progetto “GoodMooning!” può dare un’occhiata al mio “vecchio blog” o acquistare una copia “del libro” su uno dei tanti store online sotto riportati.

“GoodMooning! Andare sulla Luna è una cosa molto seria …o forse no? Il programma spaziale segreto che portò l’uomo sulla luna.” 24 racconti brevi – © 2012 Phasar Edizioni, Firenze – Copertina, testi e illustrazioni: Stefano Saldarelli – ISBN: 978-88-6358-167-6

 Ulteriori info sulla missione Apollo 13:

Se non c’è risotto non c’è famiglia… e si STAR di nulla!

“Se non c’è dado Star non c’è risotto, se non c’è risotto non c’è famiglia”.

Aiuto! Siamo caduti così in basso?

Tra tutti i claim “studiati” per la pubblicità credo che questo rientri nella categoria dei più agghiaccianti.

Cosa si sono inventati i creativi dell’agenzia di comunicazione che ha ideato questo spot? A cosa pensavano in quel momento. Presi dal giochino lessicale si sono persi il significato reale delle parole e del linguaggio?

Passi la prima parte: “Se non c’è dado Star non c’è risotto”. Presuntuosa quanto volete ma ci può stare. In fin dei conti lo spot deve promuovere qualcosa che agli occhi del consumatore deve essere percepito come “di qualità” o “esclusivo”, “eccellente”, ecc… Ripeto, ci può stare ma… la seconda parte: “se non c’è risotto non c’è famiglia”….

Mi meraviglio che in un Paese cattolico e vaticanista come l’Italia non sia insorta la Santa Sede contro questo messaggio.

Ma come si fa a ridurre il concetto di famiglia o peggio, di NON FAMIGLIA, ad una mera scelta alimentare; se si utilizza o meno del risotto che, nello specifico, viene preparato con il dado Star.

Se ne deduce che chi, con i propri cari, non usa il dado in questione non può vantare una condizione di fatto, lasciando perdere sentimenti ed altro, che è la famiglia. Ergo, se mangio un piatto di pasta con moglie e figli praticamente lo sto mangiando con degli emeriti sconosciuti.

Se mi mangio il suddetto risotto da solo? Il concetto di famiglia si palesa ugualmente perché è in uso la combinazione vincente risotto+dado? Quindi, anche da solo c’è famiglia? Che tristezza…

E allora, visto che nell’esempio fatto sopra non ho voluto mettere i sentimenti, concludo questo post introducendo un concetto, forse nuovo per chi studia certi messaggi:

Dove c’è amore c’è armonia, dove c’è armonia c’è famiglia…

…con o senza risotto o dado STAR.

 

La magia del Natale? Sparita anche dalla pubblicità

Una delle poche cose positive che caratterizza il “Natale del consumismo”, è lo spot buonista intriso di atmosfere magiche.

Quella magia che fin da piccoli ci viene infusa attraverso vari metodi e medium e che col passare degli anni permane, pur mutando per la raggiunta maturità e consapevolezza di ciascuno ma che non accenna a voler svanire, nel tentativo di aggrapparci a qualcosa che è in grado di accendere un sorriso e di scaldare qualche cuore.

Quella magia che deriva soprattutto dall’immaginario disneyano, dalla letteratura fiabesca dell’800 e dallo zampino della CocaCola che ha permesso di canonizzare l’immagine di Babbo Natale attribuendogli una particolare iconografia che tutti noi oggi conosciamo.

In un epoca come la nostra, contraddistinta, purtroppo, da pressapochismo, abbrutimento, nervosismo e chi più ne ha più ne metta, il Natale, almeno per molti, rappresenta ancora una valvola di sfogo, un momento “magico” a cui guardare, anche se talvolta si concretizza in un periodo sconvolto da “transumanze di parenti” che migrano da una pranzo e una cena a un ri-pranzo e una ri-cena, ecc… Comunque, crisi e problemi a parte, il Natale è il Natale, diciamocelo; ha il suo fascino, è il “momento magico dell’anno” per eccellenza e come accade tutti gli anni, ci regala spot “insulinoresistenti” che promuovono prodotti della tradizione dolciaria italiana, tipici di questo periodo.

Neve che fiocca, paesaggi incantati, bambini, musiche soavi scandite da rintocchi di campane, balugini che precedono o seguono il passaggio di prodotti dolciari (o il logo del brand) sulla volta celeste e tante, tante lucette che decorano le casine innevate.

Questo è il cliché, questo è ciò che ci si aspetta, più o meno, con qualche rivisitazione e adattamento per i vari prodotti commerciali; ma è questo ciò che “vogliamo”, almeno negli spot, vi prego…

Invece…

Natale 2014, lo spot del Panettone delle Tre Marie irrompe nelle nostre case sconvolgendo lo schema di cui sopra. Anzi, se ne appropria, lo rielabora e lo utilizza per aumentare il contrasto  tra la situazione descritta nello spot e l’atmosfera canonica del Natale.

Ma cosa accade in realtà in questa pubblicità?

Abbiamo la neve, una città, Milano, rappresentata dall’inconfondibile Duomo sullo sfondo, la musica natalizia ( white Christmas di Bing Crosby) e il panettone Tre Marie. Cosa manca?

Spot Tre Marie Natale 2014
Spot Tre Marie Natale 2014

Più che altro, cosa c’è di troppo?!

C’è che è arrivato l’ufficiale giudiziario, anche se non si vede in carne e ossa se ne percepiscono gli effetti della sua presenza.  Un Natale durante il quale vengono pignorati tutti i beni della famiglia benestante, almeno fino a quel momento, intenta a festeggiare nonostante quello che le sta accadendo attorno.

Pensiero positivo nonostante tutto? OK, ci può stare ma francamente lo trovo un po’ di cattivo gusto. Ironico, sì se lo vogliamo proprio vedere in quella direzione ma non bello e positivo.

Ma come, entri nelle case degli italiani per portare la tradizione, la festa, la gioia, il sorriso e il gusto del panettone italiano Tre Marie e lo fai all’insegna del fallimento e del pignoramento?

Vedendo lo spot, francamente, il primo pensiero che mi è balzato alla mente è stato: “Che bel Natale di merda!”, scusatemi per il francesismo. Fine dell’illusione, fine della magia, fine di una tradizione. Adesso il Natale è questo, un mucchio di ex ricchi che se ne fregano di tutto. Mi viene anche da pensare che magari hanno ben altri beni alle Isole Cayman o in qualche altro paradiso fiscale e che se ne sbattono se la loro “fabrichetta” ha chiuso mandando a casa i propri dipendenti.

“Ma sì, mangiamoci ‘sto panettone e chi si è visto si è visto, tanto poi…” Messaggio rimarcato dall’espressione del paffuto commensale che scrolla le spalle e accenna un’espressione di soddisfazione mista a menefreghismo.

Spot Tre Marie Natale 2014
Spot Tre Marie Natale 2014

“A Natale c’è un lusso che ti puoi sempre permettere…” recita il claim dello spot. Ora sì che sto più allegro.

Buon Natale!

Lo spot:

La scheda dello spot su YouMark