Sanremo 2014 – gli spot promozionali della RAI

Siamo nel pieno dell’annuale campagna pubblicitaria televisiva RAI finalizzata a ricordare a tutti gli italiani di rinnovare il canone alla televisione per il 2014. Anzi, siamo nella fase numero due, quella che a febbraio ricorda che “pagando  il canone entro fine mese, con la relativa sovrattassa, non si incorre in ulteriori sanzioni, mannaia, gogna, ecc..”

Non si scappa… è da prima di Natale che la RAI, attraverso tutte le sue reti, ci prende per sfinimento.

E’ un appuntamento fisso che si ripete ogni anno, come lo sono anche gli spot per promuovere il Festival della canzone italiana, o per “gli amici” solo Sanremo.

Lo ammetto, non sono un grande affezionato di questo appuntamento e lo sono meno che mai per l’arrivo di questa edizione numero 64. Gli spot RAI di quest’anno sono agghiaccianti.

In realtà se il canone RAI fosse un mero abbonamento, facoltativo, credo che gli spot sul canone RAI e questi di Sanremo basterebbero e avanzerebbero per far scappare gran parte degli abbonati, a vantaggio della concorrenza. Ciò evidenzia, da parte dei dirigenti RAI e di “quei creativi” al loro servizio, una insita perfidia, neppure tanto nascosta, alimentata dall’obbligo di pagamento del canone per cui l’utente è impossibilitato a disdire, offrendo loro la possibilità di osare e fare cose che probabilmente altri network televisivi (anche quelli che offrono la visione gratuita) non si permetterebbero neppure di pensare.

Ops! Fatta eccezione per Italia 1 e la trasmissione Mistero. Ma questo è un altro argomento che meriterebbe un post a parte.

Eccoci al dunque…

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Non mi interessa quanto guadagnano e se i soldi con cui verranno pagati per la loro presenza e conduzione derivano o meno dal canone RAI. Tanto i fatti sono quelli e non cambiano. Inoltre il Festival posso scegliere se guardarlo o meno.

Ciò che invece mi disturba, e lo dico proprio come contribuente, sono gli spot promozionali del Festival 2014 che RAI ha messo in piedi e che sicuramente abbiamo pagato noi e che mi tocca vedere perché scappano fuori ad ogni blocco di passaggi pubblicitari sui canali RAI.

Sono ORRENDI! Ecco, l’ho detto.

Trovo che siano di cattivo gusto, volgari, kitsch, goffi, stupidi, mal recitati, mal concepiti, da mal di pancia….

Ciò che li lega tra loro e ad una sorta di “colpo di genio creativo”, sono i brani musicali italiani che fanno da accompagnamento ad ognuno degli spot. Ebbene sì, sono più di uno… Non entro nel merito della selezione dei brani, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Diciamo che sono tutte canzoni italiane (urca, c’è anche “Se mi lasci non vale” cantata da Julio Iglesias…), famosissime, i cui testi sono stati “reinterpretati”, cercando di conferire a questo modo di fare comunicazione una dose di ironia e personalità (enfatizzando le suddette caratteristiche, già note nei due conduttori e nel loro modo di rapportarsi durante la trasmissione “Che tempo che fa”). Tutto ciò, ovviamente, promuovendo il Festival e celebrando allo stesso tempo la canzone italiana.

Risultato?

Un blob pazzesco di roba assurda e male interpretata (e non ho detto di proposito recitata). Pare fatta da due studenti delle elementari alla loro prima recita scolastica.

Due persone più impacciate di loro devo ancora rivederle. Devo conoscere il genio che ha avuto queste belle trovate, soprattutto il giochino dei finti pasticcini spiaccicati l’uno contro l’altra nello spot intitolato “Un corpo e un’anima”. Un vero grande momento di comicità; roba da far rigirare nella tomba Buster Keaton.

Per coloro che avessero perso questi gioielli, eccoveli a portata di click:

“Tornerò”

Spot RAI Sanremo 2014
Spot RAI Sanremo 2014

 “Se mi lasci non vale” 

Spot RAI Sanremo 2014
Spot RAI Sanremo 2014

“Un corpo e un’anima”

Spot RAI Sanremo 2014
Spot RAI Sanremo 2014

A questo punto ditemi la verità… lo so che siete più leggeri di 113,50 Euro spesi per pagare il canone RAI e quindi risentite ancora della botta ma… Cosa ne pensate di questi spot?

Altre considerazioni su “Mamma RAI”:

Sanremo vs. X-Factor?

Capita che per deformazione professionale l’occhio vada a guardare ciò che magari altri non vedono. A me capita spesso di soffermarmi ad analizzare forme, colori e tutto ciò che riempie uno spazio. Talvolta posso vederci cose interessanti dalle quali prendere spunti, altre volte posso vederci cose negative che prendo comunque in esame come “cose da evitare”.

In tutto questo continuo guardare, scrutare e analizzare, sono arrivato a Sanremo. Non personalmente ma come analisi e riflessioni. E’ ovvio che in questi giorni il festival di Sanremo sia tra gli argomenti di maggiore interesse e di cui un po’ tutti parlano. Lasciando perdere la politica, le dimissioni del Papa, arresti clamorosi e via dicendo, ci resta il nostro 63° festival della canzone italiana.

Non mi considero un appassionato di musica “nostrana” ma inevitabilmente con l’arrivo del Festival di Sanremo, in televisione, cala un sipario sulla qualità dei contenuti trasmessi dalle altre emittenti televisive. Volente o nolente, e anche per un po’ di sana curiosità, mi sono ritrovato a vedere questo Sanremo 2013.

Di cosa potrei parlare se non di grafica, design e comunicazione? E allora, facciamolo e, per non dilungarmi come mio solito, mi soffermo velocemente solo su due aspetti in particolare di questo festival di Sanremo.

La scenografia:

Devo dire che è interessante. Non l’ho ancora “compresa” bene ma posso dire che per lo meno è qualcosa di originale, di nuovo. Un mix particolare di stili e che ricorda anche alcuni film post apocalittici. Forse volutamente, visti i tempi in cui viviamo. La scenografia è stata firmata da Francesca Montinaro. Che poi piaccia o meno questa è una cosa soggettiva. Personalmente devo dire che mi incuriosisce e mi fa riflettere; cosa di per sé già positiva. Devo dire che sono ancora un po’ perplesso in merito alla collocazione dell’orchestra, appollaiata su dei praticabili inclinati a diversi metri d’altezza; non mi convince ancora… Posso dire che sono rimasto positivamente stupito dalla scalinata mobile che pare uscita da un film dei “Transformers”. Ostenta un po’ la voglia di stupire e direi che in questo la RAI e la scenografa ci siano riusciti. Credo anche che sia stata ben pensata per rappresentare la musica. Durante la sua trasformazione, sia in entrata e sia in uscita, ricorda delle mani che suonano una tastiera e anche gli stessi tasti di un pianoforte.  Un interessante mix e un’ottima resa scenica. Molto interessante anche la scelta dei pannelli videowall che propongono, grazie alla loro forma irregolare e attraverso le immagini che vi passano, dei suggestivi effetti cromatici e scenografici.

Le luci:

Anche le luci sono interessanti ma… e qui arriviamo alla questione, probabilmente non sono state opportunamente valutate in fase di progettazione. In  circostanze particolari si verifica un effetto curioso.

La luce crea un messaggio subliminale a vantaggio della concorrenza.

Enigmatica come affermazione, vero? Voglio arrivare al dunque mostrandovi delle immagini. Guardate bene le due foto a seguire che ho catturato dal sito di Sanremo della RAI.

SanRemo vs XFactor 03

SanRemo vs XFactor 02

SanRemo vs XFactor 04

“Non vi pare che l’effetto creato dal gioco di luci sul palco dell’Ariston non sia qualcosa di già visto? Non vi ricorda il logo di X-Factor?”. Questo qui sotto?

SanRemo vs XFactor 04Logo X-Factor

Parlando di musica per entrambi i programmi credo che questo “effetto” su amplifichi ancor di più. E’ una cosa che ho notato dalla prima serata del festival ma non l’avevo messa a fuoco immediatamente. Durante la seconda serata l’occhio mi è andato a cascare su questo effetto ottico causato dalle delle luci che in determinati momenti si riflettono sul palco lucido. Il software che gestisce le luci di Sanremo è programmato per ripetere spesso questo assetto ma l’effetto in questione si verifica solo se la telecamera fronte palco inquadra in quel momento la scena. Sono sicuro che gli spettatori in platea all’Ariston non lo percepiscono e probabilmente neppure quelli in galleria, troppo alti. Lo spettatore da casa lo vede bene perché il suo occhio è quello della telecamera. Una combinazione “micidiale”.

Quindi… domanda ironica: “Sanremo è Sanremo o, in questo caso, è anche un pochino X-Factor?”.

A voi la risposta.