Ci stiamo complicando la vita

Vado in edicola per acquistare una rivista e…

Mannaggia, mi rendo conto che il numero che cerco non c’è più e che in distribuzione c’è già quello successivo. Va beh… chiedo all’edicolante se è possibile ordinare l’arretrato.

In effetti avrei potuto richiedere la copia ma solo ad una condizione, così è emerso nel corso della breve ma illuminante conversazione che ho tenuto con l’esperto del settore:

comunicandogli il codice a barre presente sul numero della rivista che desideravo acquistare.

E’ un po’ come accade quando vai in banca a chiedere un prestito: te lo danno se hai soldi o beni per garantirlo. Se avevo soldi non sarei venuto in banca a chiederti un prestito, giusto?

Stessa cosa.

Dovrei avere una copia della rivista che desidero acquistare, annotarmi il codice a barre stampato in copertina e comunicarlo all’edicolante. Solo in questo modo si avvierebbe la procedura di riordino del periodico tramite l’edicola ma… se avessi quel codice avrei anche la rivista e cosa mi importerebbe di ordinarla all’edicolante?

codice-a-barreE’ incredibile come si riesca a complicare la vita delle persone in nome dello “sviluppo tecnologico” o del “progresso”; soprattutto come conseguenza del non saper ottimizzare i processi tecnologici a vantaggio dell’utenza. Se investi in tecnologia per migliorare i tuoi processi di produzione fai in modo che il miglioramento ti garantisca vantaggi su tutta la linea oppure non abbandonare le “vecchie” procedure.

Permettimi di comunicare con “te” attraverso un linguaggio più immediato, di facile comprensione e soprattutto: CONSOLIDATO. La rivista riporta un numero progressivo e un anno di pubblicazione. Se comunico all’edicolante il nome della testata, quello della casa editrice, il numero della rivista e l’anno, (come si faceva un tempo), non sarebbe più che sufficiente?

E lascia il tuo bel codice a barre ad uso e consumo degli addetti ai lavori (casa editrice – distribuzione – edicolanti).

Capisco che tu abbia le tue procedure a barre, quadretti o righine ma non potendo, io utente, accedere ad un database con l’elenco di tutti i codici di tutte le riviste di tutte le case editrici e recuperare il codice del numero della rivista che voglio acquistare, come pensi che possa fare per ordinarti questa copia arretrata?

Non resta che andare sul sito web della casa editrice e ordinare la rivista online dovendo pagare anche i costi di spedizione. Magari mi stampo pure la rivista on-demand, che dici?

E’ un brutto segno o comunque un ulteriore segnale che i tempi stanno inesorabilmente mutando. Demandiamo tutto alla tecnologia, venendo meno il rapporto umano e fiduciario che, in questo caso, si veniva a creare e consolidava negli anni tra cliente ed edicolante. E’ chiaro che il segnale è: “caro edicolante, o ti evolvi o soccombi”.

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Il futuro della carta tra digitale e analogico

Da qualche tempo si sente un gran parlare di “futuro dell’editoria tradizionale”.

Il proliferare di piattaforme web di condivisione di contenuti e notizie pare che lasci poco spazio alla carta stampata. Non passa giorno che nelle nostre città vediamo abbassarsi definitivamente le serrande delle librerie tradizionali per lasciare spazio a quelle online. Sull’argomento si stanno spendendo moltissime parole arrivando a schierare sul campo vere e proprie scuole di pensiero. I seguaci più tecnologici sostengono la diffusione degli eBook e quelli più conservatori e tradizionalisti auspicano un futuro più roseo per i libri e giornali cartacei.

In tutto questo status evolutivo del nostro modo di leggere e d’informarci ci troviamo a dover lottare per mediare i vari fronti, a partire dal naturale sviluppo della tecnologia che segue il suo corso, alle esigenze di produzione, all’abbattimento dei costi e alla diffusione dell’informazione, trovandoci a domandare: “che fine farà la carta?”.

E’ la domanda che si è posta l’azienda francese Le Trefle produttrice di carta igienica.

Lo spot pubblicitario è indubbiamente divertente e ben fatto. Resta da capire se tutto il futuro della carta è destinato a limitarsi al solo uso evidenziato nello spot o se avrà sempre la sua degna collocazione anche nell’ambito editoriale.

E’ anche vero che certi libri o articoli di giornale dovrebbero essere pubblicati solo su un rotolo di carta igienica ma voglio pensare che il futuro della carta stampata non sia destinato a finire tutto nel cesso.