Corsi per piloti SAPR – Le organizzazioni riconosciute ENAC che insegnano a pilotare i droni

Lo scenario delle scuole per piloti SAPR sta cominciando a delinearsi. A questo punto ritengo sia utile poter aprire un “post in progress” nel quale riporterò l’elenco aggiornato delle scuole italiane (di cui ho notizia, restando disponibile a inserire su segnalazione dei diretti interessati quelle che ancora non ho riportato in elenco) che offrono un servizio di formazione qualificato secondo i criteri e i requisiti formativi richiesti da ENAC.

Attenzione però. Il concetto di SCUOLA non deve fuorviarvi!!!

Business conference with lecturer and projection. Lecturer is blurred.

Questi corsi NON SONO OBBLIGATORI ai fini del riconoscimento da parte di ENAC di OPERATORI e/o PILOTI SAPR. I corsi, promossi, organizzati e tenuti da ORGANIZZAZIONI RICONOSCIUTE DA ENAC, sono utili sotto vari punti di vista. Sicuramente aiutano in termini di curriculum,  di “crediti formativi” e di formazione personale/esperienza ma se desiderate portare avanti autonomamente la richiesta per il riconoscimento ufficiale ENAC di operatori SAPR, potete farlo.

Pertanto sì ai corsi se affrontati in quest’ottica e con questa consapevolezza.

Altro vantaggio dei corsi è che alcuni di questi sono pensati anche per agevolare l’utente nell’affrontare tutti gli adempimenti burocratici necessari all’ottenimento del riconoscimento di Operatore, Pilota  dell’aeromobile con cui opererà, comprese le procedure di realizzazione del manuale operativo. Alcune Organizzazioni Riconosciute offrono anche solo il supporto di consulenza necessario per portare a casa i riconoscimenti ENAC (per assolvere tutto l’iter burocratico).

Sia chiaro che al termine di questi corsi non avrete concluso tutti gli adempimenti richiesti dal legislatore, anzi. Avrete svolto una fase importante e propedeutica all’ottenimento del riconoscimento di operatore SAPR. In altre parole sarete formati, avrete delle competenze ma non sarete ancora operatori riconosciuti da ENAC.

E allora come devo fare?

Dovrete presentare una domanda all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, chiedendo che sia  sottoposta al vaglio dell’Ente per essere annoverati tra gli operatori SAPR (vedi elenco aggiornato sul sito ENAC), in virtù:

  • del superamento di un esame (teoria o teoria + pratica) per operare con i SAPR in veste di OPERATORE o PILOTA o entrambe le cose.
  • del conseguimento dell’attestato che avrete ricevuto dalla scuola (in quanto Organizzazione Riconosciuta – le autorizzazioni sono palesate nei siti di chi organizza questi corsi) che vi ha offerto un piano formativo allineato con quanto richiesto da ENAC.
  • dei test pratici da voi svolti durante il corso (o per vostro conto) su un particolare SAPR (quello della scuola o il vostro).

Dopo la presentazione di tale documentazione, se l’Ente lo riterrà opportuno,  vi rilascerà l’autorizzazione ad operare. (non dovrebbero esserci particolari problemi, a meno che non vi finisca tra i documenti che invierete all’ENAC, anche un subdolo “piano di distruzione di massa da effettuarsi con i droni” in perfetta sintonia con quelli machiavellici della più perfida Spectre).

A questo punto siete autorizzati ad operare ma… con cosa?

Con il SAPR di cui sopra, quello che è stato a sua volta già certificato secondo un iter particolare che la scuola di formazione (Organizzazione Riconosciuta) ha seguito e su cui avrete condotto le fasi pratiche del corso. Mi spiace, solo con quello.

Volete operare col vostro drone?

Dovrete presentare la documentazione necessaria con la quale dimostrerete che avete eseguito dei test / fase di sperimentazione, che avete realizzato un manuale operativo e che il vostro drone è stato realizzato secondo quanto richiesto da ENAC e riassunto nel Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto e in particolare nella bozza della circolare del 30/04/2014.

Lo so… la vita è dura.

Questo andrebbe ripetuto per ogni drone con cui vorrete operare.

Sicuramente nel giro di qualche mese gli stessi costruttori/fornitori di droni si attrezzeranno per mettervi nella condizione di assolvere a tutti questi adempimenti, certificando che avrete appreso le nozioni tecniche/pratiche necessarie all’uso di quel particolare drone e che quel SAPR è in grado di poter volare in seno a quanto richiesto da ENAC. Anzi, invito proprio i costruttori e rivenditori di droni a organizzarsi al più presto in tal senso, nel loro interesse e in quello dei loro clienti.

Non mi addentro ulteriormente in altre questioni, peraltro ancora in gran parte da definire.

Non dimenticate, ovviamente, di stipulare l’assicurazione…

Tenete presente che è tutto in progress, non solo questo post ma anche la normativa ENAC. La circolare, o meglio, la BOZZA DELLA CIRCOLARE ENAC, che è stata pubblicata il 30  aprile scorso, in concomitanza con l’entrata in vigore del Regolamento dei mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, fino al 30 giugno 2014 è oggetto di commenti da parte di coloro che vorranno contribuire a segnalare qualcosa (di costruttivo). Successivamente ENAC elaborerà tute le richieste/suggerimenti pervenuti pronunciandosi e definendo tutta la normativa nel corso dei prossimi mesi.

Ecco l’elenco delle Organizzazioni Riconosciute da ENAC, che realizzano corsi di formazione per Piloti e/o Operatori SAPR:

Emilia Romagna:

Friuli Venezia Giulia:

Lazio:

Lombardia:

Marche:

Piemonte:

Alpha Lima Aviation srl

Toscana:

Umbria:

  • CED srl – presso Aeroporto di Perugia S. Francesco

Veneto:

  • Elenco redatto da ENAC che comprende le organizzazioni che, ai sensi dell’articolo 8.17 del Regolamento ENAC “Mezzi Aerei a pilotaggio Remoto” sono state riconosciute idonee ad erogare l’addestramento teorico-pratico per i piloti APR: ORGANIZZAZIONI DI ADDESTRAMENTO

 NOTA: L’elenco è aggiornato al 16 agosto 2014. Lo scrivente non si assume alcuna responsabilità sulla qualità dei corsi nè sulla condotta di coloro che gli organizzano. Informatevi, valutate e ragionate con la vostra testa 🙂

* (Organizzazione attualmente non inserita nel documento ENAC: ORGANIZZAZIONI DI ADDESTRAMENTO)

Altri post sull’argomento droni puoi trovarli in questo blog all’interno della categoria DRONI E DRONISTI

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Poggio e buca non fa pari, almeno sull’asfalto.

Come ti risolvo la buca? Semplice, la trasformo in un dosso.

Se questo inverno i cittadini si lamentavano perché le strade erano piene di buche, oggi possono stare più sereni perché dove prima regnava la voragine ora domina il dosso. Il problema è comune a molte città italiane. La questione dei tagli ai bilanci comunali non ha di certo migliorato le cose ma di sicuro la lungimiranza dei nostri amministratori non ha contribuito a risolvere la problematica, anzi.

Durante lo scorso inverno ho assistito in televisione a delle interviste meravigliose in cui assessori e tecnici giustificavano il progressivo degrado delle strade e il mancato intervento di ripristino a causa delle abbondanti piogge. In pratica potevamo fare enduro con i nostri mezzi quanto volevamo ma il manto stradale non veniva ripristinato perché pioveva. Come se nei paesi nordici, per non andare in altri continenti, non realizzassero mai interventi di manutenzione sulle proprie strade perché tendenzialmente piove quasi sempre.

A parte le giustificazioni di tipo politico (non certo tecnico), posso essere d’accordo che d’inverno faccia freddo e uscire a riparare le strade, magari anche sotto la pioggia, scocci un po’. Va bé, l’inverno è passato e adesso? Adesso nelle varie città italiane regnano i cantieri per dare al cittadino un adeguato, confortevole, sicuro, nuovo manto stradale.

Nella nostra città, abituata da sempre a gestire i tessuti in modo creativo, a rammendare e riciclare il filato, è venuto spontaneo pensare di rattoppare piuttosto che rinnovare. Cimentarsi nell’arte dello scampolo, del merletto e del rammendo mi sta bene in ambito tessile o nella moda in generale ma non su una strada pensando sia la soluzione per poterla riparare a regola d’arte.

Da quando l’amministrazione comunale ha deciso di riparare le strade i cittadini pratesi possono percorrerle con un certo orgoglio, purché dotati di mezzi con ammortizzatori adeguati. Adesso le strade di Prato sono diventate “roba” da fare invidia ai creativi e stilisti delle maison di moda più famose.

“Lunghe pezze di asfalto caratterizzate da scale di grigio costituite da intarsi e geoglifi, seguono un andamento apparentemente caotico ma in realtà attentamente ponderato in virtù di un percorso che tende a mettere in evidenza tutta al capacità artistica e il genio creativo tipicamente made in Italy. L’uso dell’alto rilevo contribuisce a rendere unici questi manufatti evitando possibili contraffazioni, conferendo il cosiddetto valore aggiunto, tale per cui, ogni chilometro di asfalto diventa un’opera d’arte a sé,  unica e irripetibile. La tecnica che permette di realizzare questi capolavori tende a dare risalto all’aspetto estetico della superficie ma, purtroppo, viene meno la durata del prodotto che diventa ancor più prezioso perché di estrema delicatezza.”

L’ironia è l’unica cosa che non è stata ancora tagliata dalla spending review.

Sicuramente ogni pratese ha una propria storia da raccontare in merito alla condizione del tratto stradale che solitamente percorre col proprio mezzo. Ognuno ha “il piacere” di percorrere gli infiniti dossi che sono spuntati a Prato (e sicuramente non solo a Prato) dopo una stagione infinita di buche. Un esempio che posso testimoniare è relativo a Via Galileo Ferraris, un lungo viale che permette di apprezzare tutto il valore artistico e il cimento che i tecnici del Comune hanno applicato per produrre il risultato che tutti possono ammirare percorrendo col proprio mezzo questa via. Cito questa perché la percorro spesso ed è piuttosto lunga, a tal punto da offrire una vastissima gamma di variazioni sul tema in materia di “toppe d’asfalto”.

Questo video l’ho girato il 17 luglio; nulla di che ma mostra chiaramente il quadro della situazione. Ho ripreso solo una parte della via, meno della metà. Dall’altezza dell’edicola fino alla rotonda, in direzione autostrada.

Mi è capitato involontariamente di assistere a tutta la fase di realizzazione dell’opera. Molto interessante. Potrebbe essere suggerita a Giovanni Muciaccia per una puntata di Art Attack, dopodichè, lui, con la sua bravura ed estrema chiarezza che lo contraddistinguono, potrebbe descrivervi tutta la fase di realizzazione dell’opera nel seguente modo:

  1. Prendete una bomboletta spray di un colore brillante, come il fucsia, l’arancio o il verde acido. Fatto?
  2. Recatevi presso una via che presenta numerose buche e crepe sull’asfalto. Fatto?
  3. Osservate la strada con molta attenzione e poi cominciate a segnare con la vostra bomboletta tutti i punti, in corrispondenza delle buche, che a vostro insindacabile giudizio dovrebbero essere riparate. Fatto?
  4. Spruzzate lo spray della vostra bomboletta in modo tale da creare delle parentesi quadre attorno alle crepe e buche. Fatto?
  5. Adesso, dopo aver impiegato alcune ore per fare questo lavoro, compiacetevi per qualche minuto e pensate come sarebbe stato bello farlo con un altro colore.
  6. Tornate a casa e prendete qualche cartello. Qualche freccia, qualche divieto, qualche “birillo”… Fatto?
  7. Adesso spargete questi segnali lungo il tratto stradale che avete caratterizzato con il vostro spray e ricordatevi di scrivere qualche cartello per ricordare agli abitanti della zona che non potranno parcheggiare le proprie auto dal giorno tale al talaltro perché tornerete a giocare con tanti altri amici per cui vi serve spazio..
  8. Ora chiamate i vostri amici muniti di bitume, pale e una pressa pneumatica portatile. In mancanza di questa, usate un piccolo schiacciasassi. Fatto?
  9. Adesso dite ai vostri amici di coprire con il bitume tutte le buche e le crepe evidenziate dai vostri segni. Attenzione però. Dite ai vostri amici di non uscire dai segni, di essere precisi e di non sporcare fuori dal tracciato che avete preparato. Fatto?
  10. Dopo qualche giorno i vostri amici avranno finito. Se sono stati bravi avranno realizzato dei magnifici disegni a quadri sull’asfalto. Mi raccomando però, non fate questo gioco sull’autostrada!!!

Morale della favola. Via Galileo Ferraris (e molte altre vie della città) è diventata una strada a dossi sparsi a macchia di leopardo. La via pare la livrea di un dalmata. La questione non è tanto l’impatto visivo ma quanto quello fisico/acustico/meccanico. Lasciamo stare l’aspetto sicurezza che a questo punto diventa del tutto inutile affrontare. Restiamo sul “semplice”.

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Ogni qual volta passa un veicolo aumenta la rumorosità prodotta poiché l’insieme dei dossi creati dai vari sormonti delle nuove parti di asfalto sulle vecchie, creano una successione di scalini ascendenti e discendenti. Quando lo pneumatico collide con il rilievo si avverte un suono netto e nel momento in cui il mezzo passa da un tipo di asfalto ad un altro variano i toni che rendono irregolare il  tipico effetto acustico prodotto del passaggio dei veicoli su un asfalto uniforme.

“Auto che sembrano treni”. Sound pratese (alzare il volume delle vostre casse)

Ma ovviamente anche questo è un problema marginale. Quali sono secondo voi i veri problemi derivanti dall’impiego della tecnica di “appiccica la toppa sull’asfalto” in voga ultimamente?

Eccoli:

1) drenaggio delle acque piovane compromesso. Ogni toppa crea aree di impermeabilità diversa tra il vecchio e il nuovo asfalto. Le sagome che si sono venute a creare, in rilievo, agiscono da barriere per l’acqua creando pozze e rigoli.

2) Il passaggio dei veicoli, i cambiamenti di temperatura, il sole e l’acqua, insistono sulle parti in rilievo creando progressivamente (e neppure tanto lentamente) distaccamenti di parti di asfalto sempre più rilevanti, fino a creare sulla strada nuove aree disomogenee che formeranno prima delle crepe e poi delle buche.

3) con questo metodo non si va a risparmiare nulla. Non è che facendo la toppa, col concetto di risparmiare bitume, si sia evitata una spesa. Tutt’altro. Se seguite con attenzione le fasi descritte “nell’Art Attack” che vi ho proposto, noterete quanti passaggi si sono succeduti per arrivare al risultato finale. Per realizzare tutto il lavoretto sono trascorse più di due settimane. Considerate che le toppe non sono presenti su tutta la via Ferraris ma si concentrano in alcune aree della via. Ciò vuol dire che, le parti di asfalto non trattato da questo magnifico intervento, che presentano comunque delle crepe, saranno presto interessate da buche. Quelle invece trattate col metodo della “toppa bituminosa” saranno preda facile del generale inverno che potrà divertirsi a sfogliare le nuove toppe una ad una fino a riportare alla luce, “in tutto il loro splendore”, le vecchie buche che andranno a far compagnia a quelle nuove.

In pratica, per un po’ di bitume risparmiato oggi ci troviamo ad usurare maggiormente i nostri pneumatici e a vedere col prossimo inverno delle strade che presto si presenteranno nuovamente come dei colabrodo e con pezzi di asfalto disperso che finirà negli scarichi e fognature, oltre che a contribuire a rendere pericolose le nostre strade.

Almeno in questo caso, “poggio e buca non fa pari!”

Voi cosa ne pensate?

Che si fa a Prato in agosto?

E’ una domanda che molti si pongono ogni estate, per lo meno tra coloro che restano in città durante uno dei mesi più caldi dell’anno.

Consultando l’agenda web degli appuntamenti che si terranno a Prato nel mese di agosto devo dire che qualcosa di interessante c’è, per tutti i gusti e per tutte le età. Il sito Prato Estate 2013 mette a disposizione diverse informazioni in proposito. Per chi non ha molta dimestichezza con le ricerche sul web, link, allegati, ecc. riporto per comodità, a seguire, gli appuntamenti in cartellone proposti dal Comune di Prato.

Prato Estate - foto e grafica Stefano Saldarelli
Prato Estate – foto e grafica Stefano Saldarelli

Programma Prato Estate 2013

  • Lunedì 5 agosto 

ore 21.30 – Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Musica dal vivo – Sempre amore
Eseguono brani Stefania Scarinzi, Renato Sellani, Nico Gori, Massimo Moriconi, Stefano Bagnoli

  • Martedì 6 agosto 

ore 17,00 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini – Le mani in pasta
Tecniche artistiche per bambini

ore 21.30 – Chiostro S. Francesco ingresso libero
Musica barocca dal vivo – Musica nei chiostri / Bassorilievi a 7 corde
Recital di viola da gamba con Francesco Tomei

  • Mercoledì 7 agosto 

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo – Giovani talenti on stage
Sir Rick Bowman (rock/songwriting) + Sunnyvale Creeperz (Garage rock)

  • Giovedì 8 agosto 

ore 17,00 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini – Le mani in pasta
Tecniche artistiche per bambini

ore 21.30 – Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Musica dal vivo, le note del cinema – Musica dal grande schermo
I solisti dell’Orchestra Artes. Gabriele Bellu, primo violino

  • Venerdì 9 agosto 

ore 21.30 – Palazzo Datini ingresso libero
Musica Jazz dal vivo – About Yeats
I versi di Yeats tra jazz e suggestioni con Giorgio Rossini Trio

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica noise-punk dal vivo – Giovani talenti on stage
Topsy The Great (noise punk)

  • Lunedì 12 agosto 

ore 21.30 – Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Musica dal vivo: omaggio appassionato ai classici del jazz e alle grandi canzoni italiane ed europee – Songbook
Gianna Grazzini, Alessandro Galati, Guido Zorn, Walter Paoli

  • Martedì 13 agosto 

ore 21.30 – Chiostro di S. Francesco ingresso libero
Musica barocca dal vivo – Musica nei chiostri / Soavi affetti
Con Anna Clemente, clavicembalo e Patrizio Focardi, violino barocco

  • Mercoledì 14 agosto 

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo: dance-music – Giovani talenti on stage
Mum drinks milk again (stoner rock)

  • Venerdì 16 agosto 

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo:  trio strumentale pratese – Giovani talenti on stage
Fantastic Bra (stoner rock) + Kenny muore sempre (rock/lo-fi)

  • Lunedì 19 agosto 

ore 21.30 – Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Musica dal vivo: quintetto strumentale che esegue il primo repertorio del grande Stevie Wonder rielaborati in chiave Jazz e Swing – Stevland
Claudia Tellini, Emanuele Parrini, Riccardo Galardini, Nicola Vernuccio, Walter Paoli

  • Martedì 20 agosto 

ore 17 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini – Le mani in pasta
Tecniche artistiche per bambini

  • Martedì 20 agosto 

ore 21.30 – Chiostro di S. Francesco ingresso libero
Musica dal vivo: Recital di tiorba (grande liuto) e chitarra spagnola – Musica nei chiostri / Danse la nuit
Recital di tiorba e chitarra spagnola con Simone Vallerotonda

  • Mercoledì 21 agosto 

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo: rock-strumentale elettronica – Giovani talenti on stage
Dilatazione (electro rock)

  • Giovedì 22 agosto 

ore 17 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini – Le mani in pasta
Tecniche artistiche per bambini

ore 21.30 – Chiostro chiesa dello Spirito Santo ingresso libero
Musica dal vivo: Musica, voce e costumi d’epoca – Musica nei chiostri / Perle del rinascimento
Con Laura Andreini, soprano e Andrea Benucci, liuto

  • Venerdì 23 agosto 

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo: contaminazioni sonore tra blues, folk – Giovani talenti on stage
King of the Opera (rock/songwriting)

  • Lunedì 26 agosto 

ore 21.30 – Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Musica dal vivo: brani di impronta classica, swing, jazz, rock, pop italiano e world music. Omaggi a Lucio Battisti e Fabrizio De André – Nei dintorni del jazz
Con Matteo Romoli, Alessandro Cavicchi, Andrea Lombardo, Marco Battaglioli

  • Martedì 27 agosto 

ore 17,00 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini: incontri didattici per i più piccoli fino ai 10 anni – A scuola da Filippo Lippi
Racconti e laboratori creativi per bambini

ore 21.30 – Chiostro chiesa dello Spirito Santo ingresso libero
Musica dal vivo – Musica nei chiostri / Il ‘700 tra due venti
Ensemble Amadigi

  • Mercoledì 28 agosto 

ore 17.00 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini: incontri didattici per i più piccoli fino ai 10 anni – A scuola da Filippo Lippi
Racconti e laboratori creativi per bambini

ore 21.30 – Biblioteca Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Mostra fotografica: Prato in dub
Proiezione serale delle foto di Darragh Hehir

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo – Giovani talenti on stage
Blue Willa (art punk)

  • Giovedì 29 agosto 

ore 17 – Biblioteca Lazzerini ingresso libero
Per i bambini: incontri didattici per i più piccoli fino ai 10 anni – A scuola da Filippo Lippi
Racconti e laboratori creativi per bambini

ore 21.30 – Lazzerini, corte sculture ingresso libero
Musica e cinema dal vivo: quando i film muti venivano accompagnati da musica eseguita live al piano: Le comiche al cine! Teatro dei suoni

  • Venerdì 30 agosto 

ore 21.30 – Giardini di piazza Mercatale ingresso libero
Musica dal vivo:  folk band – Giovani talenti on stage
Mangiacassette + Quanti (songwriting/lo-fi)

 

Foto e grafica: Stefano Saldarelli
Foto e grafica: Stefano Saldarelli

Per chi ama il grande schermo e preferisce trascorrere le proprie serate d’agosto al Castello dell’Imperatore, ecco il link al sito ufficiale. Non ho la possibilità di riassumere in questo post tutta la programmazione dei film di agosto poiché al momento della stesura di questo post, sul sito ufficiale TerminaleCinema, la programmazione si ferma al 4 agosto ed è quella che vi ripropongo a seguire.

  • 2 Agosto

TUTTI PAZZI PER ROSE
di Régis Roinsard
Con Romain Duris, Déborah François

  • 3 Agosto

LA GRANDE BELLEZZA
di Paolo Sorrentino
con Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli

  • 4 Agosto

LA MIGLIORE OFFERTA
i Giuseppe Tornatore
Con Geoffrey Rush, Jim Sturgess

E a settembre?

A settembre Prato organizza altri eventi all’interno del Settembre pratese. Nuovo mese, nuovi appuntamenti. Per non perder tempo gli eventi in cartellone del “Settembre pratese” cominciano in concomitanza con l’ultimo evento della Prato Estate.

  • Venerdì 30 agosto 

ore 21.00 – Piazza del Comune a Prato
Musica dal vivo: “Prato di stelle”. Tanti talenti pratesi in un unico evento. Francesco Guasti reduce da “The voice”. Bleba. Il tenore Matteo Benvenuti. Ilenia Morganti direttamente da “Amici”.

 

Nota: eventuali variazioni sul programma sono indipendenti dalla mia volontà. Prima di recarvi sul luogo per assistere agli eventi di cui sopra vi consiglio di consultare il sito Prato Estate 2013 o il sito Settembre Pratese 2013 o il sito TerminaleCinema per approfondire l’argomento e per avere conferme sull’evento da voi scelto.

Per consultare in dettaglio tutti gli eventi citati in questo post potete accedere ai seguenti siti:

Tutta colpa del Paradiso

Nell’immaginario collettivo, soprattutto per i cattolici, il Paradiso evoca positività, pace, benessere spirituale, luogo ambito nel quale trascorrere l’eternità dopo la vita terrena. Fin da piccoli siamo stati abituati a pensare al Paradiso come “luogo del bene” e all’Inferno come quello del “male”.

Ma al di là della religione l’immagine del Paradiso si è sviluppata attraverso i secoli prendendo sempre più forma e consistenza, grazie anche alla letteratura, (Dante Alighieri per citarne uno), nel cinema dove i cineasti ci hanno proposto immagini del paradiso incredibili e varie e, non poteva essere altrimenti, anche nella pubblicità.

Parlare di Paradiso e trattarlo come un medium attraverso cui promuovere un prodotto o un servizio può essere interessante, capace di catturare l’attenzione di un largo pubblico. Questo  proprio perché tutti abbiamo un’idea e un’immagine del Paradiso ben precisa, simile e condivisibile.

Ma contrariamente a quanto si possa immaginare, sviluppare una comunicazione corretta ed efficace utilizzando una location che evochi l’iconografia del Paradiso o semplicemente nominandolo in un certo contesto per promuovere un prodotto, non sempre può trasmettere un messaggio positivo e rassicurante.

Facciamo due esempi pratici partendo da quello in cui l’uso del Paradiso come location trasmette un’immagine positiva, onirica, surreale, nella quale gli attori immersi in uno scenario irreale e ironico consumano caffè dispensando battute attraverso scenette divertenti. Avrete capito che faccio riferimento agli spot della Lavazza che negli anni si sono succeduti, pur cambiando testimonial ma “restando sempre in Paradiso”, rafforzando un messaggio che di fatto implica un collegamento inconscio tra caffè e Paradiso o caffé e pace, benessere, piacere.

In questo caso gli attori vivono la loro eternità con una certa disinvoltura e quotidianità terrena, pur godendo di alcune piacevoli privilegi “paradisiaci” e altri “più terreni” come quello di poter gustare un caffè. Il messaggio fa leva sul fatto che se pur i personaggi si trovano, oramai passati a miglior vita, in Paradiso, consumano ancora il caffè che grazie alle sua qualità particolari è stato scelto anche dalla “popolazione eterogenea e singolare” che coesiste in Paradiso.

Il paradiso della Lavazza è una location precisa. Le scene che vi si svolgono sono tutte all’insegna del buon umore ma ritraggono un’idealizzazione di ciò che potrebbe essere la quotidianità di coloro che sono oramai trapassati. In pratica, il messaggio si può riassumere in poche parole. Anche in paradiso, i defunti apprezzano il caffè Lavazza. Brutalmente questo è il messaggio. Il quadro è chiaro, il messaggio funziona ponendo il consumatore davanti ad una situazione in cui capisce chiaramente che tutto è ironico ma idealizza una vita ultraterrena, che in questo momento non lo riguarda, una sorta di finestra verso l’al di là attraverso la quale vedere ciò che fanno i personaggi che, loro malgrado ma felici, conducono la loro “non esistenza” consumando caffè. Quindi, ribadisco, sono “loro” i personaggi, fulcro delle storie raccontate negli spot Lavazza che ci mostrano la loro condizione idilliaca, talvolta condita da imprevisti divertenti ma tutti riconducibili ad un finale piacevole e all’insegna di un buon caffè.

Spot Lavazza - Agenzia Armando Testa
Spot Lavazza – Agenzia Armando Testa

Ecco invece una seconda pubblicità che utilizza il Paradiso, a mio avviso, in modo improprio e contro producente nei confronti del messaggio che dovrebbe passare.

Parliamo di tutt’altra situazione e target commerciale. Cliente: PubliAqua. Pianificazione media su stampa, televisioni e mezzi di trasporto urbani a diffusione regionale. In questo caso i creativi hanno usato un testimonial toscano, l’attore Paolo Hendel che ha prestato la propria immagine per interpretare alcuni personaggi storici dai quali dar voce per sensibilizzare un uso corretto dell’acqua. Tra questi, promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto, o cannella, come diciamo in Toscana. I messaggi sono diversi e tutti ben fatti; sono divertenti e all’insegna di una buona dose di ironia tipicamente toscana. Tutto egregiamente amplificato dall’istrionico Hendel che riesce a interpretare e caratterizzare i vari personaggi storici in modo davvero divertente ed efficace.

Nell’adattamento statico, dallo spot televisivo alla forma cartacea, uno in particolare non è stato concepito in modo perfetto. Ovviamente, ribadisco, a parer mio… Come si dice, “non tutte le ciambelle riescono col buco”.

Qualche settimana fa ero in auto e mi trovavo in coda ad un semaforo. Davanti a me sostava un autobus urbano sul quale, nella parte posteriore, era applicato un banner pubblicitario della campagna PubliAcqua. Questo:

Campagna PubliAcqua
Campagna PubliAcqua

Non avevo visto ancora lo spot televisivo, quindi ero distante dal coinvolgimento multisensoriale e più completo che è in grado di suscitare la comunicazione televisiva. Comunque, il rosso del semaforo è stato abbastanza lungo da permettermi di soffermarmi ad analizzare questo messaggio che ho trovato un po’ equivocabile.

Nel caso specifico l’azienda PubliAcqua desidera promuovere un consumo dell’acqua dell’acquedotto per usi alimentari, attraverso la somministrazione del prezioso liquido direttamente dal rubinetto. L’intento è chiaro e lodevole ma associare il Paradiso a un messaggio in cui si cerca di rassicurare l’utenza sulla qualità dell’acqua del rubinetto mi pare un po’ pericoloso. Vediamo perchè…

Il Paradiso viene evocato chiaramente dall’espressione di Hendel, alias Dante Alighieri, che rivolge gli occhi al cielo. La grafica propone uno sfondo dai colori pastello, pieno di nuvole e tra le mani di Dante troneggia un bicchiere con dell’acqua, messo in evidenza da raggi di luce che lo circondano. Tutto è completato da due messaggi testuali. Il primo, l’header, che recita “Bona l’acqua del rubinetto! Sembra d’essere in Paradiso.” seguito da un payoff che riporta “Acqua, bevila dalla cannella!”. E’ chiaro che il messaggio si rivolge all’utente finale, al cittadino, noi. Quel cittadino che si desidera rassicurare sulla qualità di un’acqua sana, controllata, pulita la cui rassicurazione e garanzia di purezza ruota attorno al “sembrare d’essere in Paradiso”. Attenzione, non si parla di un’acqua “paradisiaca” in quanto aggettivo qualitativo che si rivolge al prodotto da consumare ma qui ci rivolgiamo al consumatore il quale, attraverso un imperativo “Bevila”. viene invitato a consumarla per “sembrargli d’essere in Paradiso”, ovvero, “passato a miglior vita”. Spezzando una lama a favore della comunicazione testuale, il verbo SEMBRA mitiga il concetto portando il tutto su un piano più immaginario e astratto.

Ciò che voglio rimarcare è l’associazione ACQUA > SICUREZZA > SALUTE > CONTROLLI > QUALITA’ = PARADISO. Sono gli elementi qualità e sicurezza che stridono accanto a Paradiso. Può passare un messaggio come ACQUA > LA BEVO > NON BUONA > MUOIO = VADO IN PARADISO.

Ho estremizzato il concetto. E’ chiaro che ai più il messaggio passerà come divertente e piacevole e, in quanto tale, positivo.

Sono sicuro che gli sforzi dell’agenzia di comunicazione che ha concepito i vari spot, il lavoro svolto da tecnici e creativi, gli attori e la stessa PubliAcqua, sono stati ripagati ampiamente. La mia analisi non è propria “dell’uomo della strada” ma di un tecnico che lavora, e spesso gioca, con le parole e le immagini restando egli stesso vittima degli influssi sinestetici.

E come dice il grande Francesco Nuti nel suo omonimo film del 1985, è “Tutta colpa del Paradiso”.

Link di approfondimento e crediti:

Due date da segnare sul calendario. Un ambo perfetto per il PFP Store.

Un vecchio detto popolare recita: “Chi ha tempo non aspetti tempo” e sicuramente Francesco Paoletti lo conosce molto bene. Le iniziative messe in campo  nel mese di luglio dal giovane imprenditore pratese, titolare del PFP Store, ruoteranno attorno a due serate evento da segnare sul calendario.

Logo PFP Store - Rivenditore esclusivo per prato del brand Napapijri
Logo PFP Store – Rivenditore esclusivo per prato del brand Napapijri

La prima che ci attende è legata alle aperture dei negozi del centro il giovedì sera. Il prossimo 4 luglio dalle 21.00, sarà possibile visitare il PFP Store fino alle 24:00. Durante la serata il negozio si presenterà al pubblico in una veste particolare. L’evento prenderà il nome di “The Independence Day“, sia per la coincidenza con la festa americana, giorno in cui negli USA si commemora l’adozione della dichiarazione di indipendenza, sia come manifesto contro la negatività e la crisi del momento che ci investe un po’ tutti. Una sorta di: “rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare”, ognuno come può ma facciamolo adesso.

La serata del 4 luglio sarà in stile “american graffiti” con musiche e atmosfere che evocheranno il viaggio e la sportività, elementi che legano PFP Store al brand Napapijri.

Non solo atmosfere ma anche sconti per tutti coloro che si presenteranno presso lo Store dalle 21.00 alle 23.00. In queste tre ore sarà possibile acquistare i prodotti Napapijri a prezzi davvero convenienti e, cosa davvero eccezionale,  lo zainetto VOYAGE SNED a soli 30 Euro (prezzo di listino 50 Euro). Un accessorio bello, utile, comodo e resistentissimo da usare durante le prossime vacanze, nel tempo libero, a scuola o in qualunque altro momento. E’ un’occasione da non perdere anche perché il Voyage Sned non è un prodotto solitamente soggetto a sconti e saldi. Un gesto concreto del PFP Store in linea con il manifesto della serata.

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Parlavamo di grandi appuntamenti in luglio e non poteva mancare quello tradizionale con la sfilata in piazza Duomo che si terrà giovedì 11 e che vedrà in passerella, tra i protagonisti della serata, anche il PFP Store con le nuove linee Napapijri. Una serata da non perdere per la nutrita presenza di elementi esclusivi pensati per creare un evento di moda e spettacolo unico nel suo genere. Per PFP Store sarà anche una sorta di debutto pubblico che lo vedrà protagonista al di fuori del proprio negozio. Un modo intelligente per andare incontro alla gente, per presentare e presentarsi.

Allora non vi resta che segnare sul calendario il 4 luglio, presso il PFP Store in Via Cairoli 47 dove si svolgerà la serata “The Indipendence Day” e il giorno 11 luglio in Piazza del Duomo con la sfilata PFP Store e Napapijri.

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L’auto per il matrimonio. Essere originali uscendo dai soliti cliché

Quando ti sposi devi pensare ad un sacco di cose, tra cui anche l’auto da utilizzare per i tuoi spostamenti nel giorno del fatidico sì. Cosa scegliere, quale auto usare per il tuo matrimonio? Dove trovarla e soprattutto, quale ti piacerebbe guidare o su quale vorresti essere trasportato?

Si avvicina quel giorno tanto atteso e nelle infinite cose a cui pensare devi includere anche la questione auto. Tutto dipende da come si affrontano le questioni, è ovvio. La prima cosa è cercare di non vederle come problemi ma come opportunità, altrimenti tutto diventa stress e può creare dissapori pre-matrimoniali. Converrete sul fatto che soprattutto quest’ultimo punto non è propedeutico per il raggiungimento degli obiettivi di cui stiamo parlando.

Detto ciò, la fortuna o il fato (fate voi), ha voluto che Antonella ed io coltivassimo diverse passioni in comune, non è quindi un caso che abbiamo deciso il 15 giugno 2013 di “convolare a giuste nozze” (che frase desueta). Tra le tante cose che ci piacciono c’è la fantascienza e ciò che riguarda lo spazio in generale e in qualche modo queste passioni dovevano riflettersi sul nostro matrimonio. In un primo momento avevo pensato di sposarmi vestito con l’uniforme di Star Trek ma dopo un breve ed esaustivo confronto con i parenti, la questione è stata, come dire…  portata su un altro livello. Quindi, accantonata la questione uniforme “star-trekiana” e non potendoci presentare al nostro matrimonio con un’Aquila di Spazio 1999 o con un caccia Ala-X (X-Wing) di Guerre Stellari, abbiamo attentamente valutato le possibilità a nostra disposizione per dare un tocco di “futuro” alle nostre nozze. Ovviamente parliamo sempre di scelte che da un lato puntano alla personalizzazione e caratterizzazione di questo particolare giorno e dall’altra puntano a tenere i costi molto “low”.

Di solito, almeno una percentuale molto elevata di coppie che si sposano, propendono per scegliere un’auto di lusso, moderna o vintage ma sempre di un certo livello e poco “low-cost”. Non stiamo qui a fare elenchi di marche e modelli ma più o meno coloro che hanno assistito ad un matrimonio o che hanno partecipato attivamente al loro, avranno sperimentato l’emozione di vedere o di salire su un mezzo di particolare stile e livello. Questa scelta non poteva essere la nostra, non solo perchè non volevamo spendere troppi soldi per l’auto ma soprattutto perchè né ad Antonella e né a me piacciono le auto di lusso e non ci sentiamo rappresentati da auto “lusso – vintage”, anche se entrambi non siamo proprio di “primo pelo”.

Quale auto poteva rappresentare il nostro “sogno di futuro”? Quale mezzo di locomozione poteva accompagnarci nel giorno del fatidico sì in modo originale e che fosse in grado di ostentare tecnologia, spazio, mobilità ecosostenibile (perché il futuro dovrebbe essere anche questo)?

Facciamo un rapidissimo passo indietro. Andiamo fino agli anni ’70, nei pressi della Luna. Durante le missioni Apollo gli astronauti si servirono di un rover lunare per spostarsi sul nostro satellite. Questo probabilmente è il mezzo di superficie più avveniristico che l’uomo abbia inventato e realmente utilizzato nello spazio.

Rover lunare – fonte NASA

Tale e tanto è stato il fascino che ha destato questo veicolo in me, e di riflesso anche in Antonella, che il rover lunare è entrato a far parte del mio immaginario e nelle storie fanta umoristiche che ho scritto nel mio libro GoodMooning!

Non potendo interpellare direttamente la NASA per noleggiare un rover lunare, Antonella ed io abbiamo cercato qualcosa di più “terrestre”, di siffatte sembianze e che soprattutto che potesse essere noleggiabile. Pensa che ti ripensa, facendo qualche fugace escursus iconografico nei vari film di fantascienza, tra cui anche il recente Oblivion, l’immagine che ci è venuta alla mente e che ha prodotto la risposta immediata in entrambi è stata: Renault Twizy.

In questo momento la Twizy è per noi il veicolo che più rappresenta l’immagine di tecnologia pensata per il futuro, unita ad una forte personalità che viene espressa dal concept stilistico che ha generato questa auto elettrica di casa Renault. Twizy era l’obiettivo, adesso dovevamo averla!

Consapevoli del fatto che per motivi di omologazione del veicolo che ne impedisce gli spostamenti su autostrade e superstrade non potevamo spostarci con la Twizy da Prato, dove abitiamo, a Colle di Val d’Elsa, comune del senese presso il quale ci sposiamo, abbiamo optato per concentrare le nostre ricerche nella provincia di Siena. In effetti i concessionari Renault di zona interpellati si sono rivelati cortesi e anche “portatori sani” di questo veicolo  se tra le nostre opzioni fosse stata inclusa la voce “acquisto”. Le concessionarie, per loro mission, non hanno la possibilità di offrire veicoli a noleggio, anche per motivi assicurativi, d’immatricolazione, ecc. Se volevamo la Twizy a noleggio dovevamo rivolgerci a qualcuno in grado di offrire questo servizio.

Cerca che ti ricerca, dopo estenuanti passa parola, email tra amici e conoscenti, grazie ad una nostra amica siamo riusciti a trovarne una, destando anche un po’ di curiosità in casa Renault. La nostra pedissequa ricerca di una Twizy da utilizzare per il nostro matrimonio e il relativo raggiungimento di questo obiettivo è arrivato all’orecchio della nota casa automobilistica francese, divenendo di fatto argomento d’interesse per Renault Italia.

Vi risparmio tutte le e-mail e scambi di telefonate intercorse e vi proietto direttamente a ciò che avverrà intorno al nostro matrimonio.

Assodato che Twizy sarà l’auto ufficiale del nostro matrimonio e che verrà guidata dalla mia dolce metà, nonchè novella sposa il 15 giugno prossimo, sulla pagina Facebook Twizy Italia potrete assistere “live” alla nostra avventura.

Il progetto “Twizy for Wedding” è riuscito. La lista delle cose da fare per il matrimonio alla voce auto riporta: “Fatto”!

La visualizzazione del nostro obiettivo.
La visualizzazione del nostro obiettivo.