Drone mania. 12 cose da sapere se vuoi diventare un dronista

Se ne sente parlare ovunque. In rete girano decine di video. In televisione vengono impiegati per effettuare riprese dall’alto spesso in sostituzione degli elicotteri. L’ENAC ha dovuto considerare la questione in modo serio, per definire un regolamento su l’utilizzo di droni civili o “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”.

I droni sono una realtà con la quale ci stiamo confrontando da pochi anni ma che col passare del tempo diventerà una consuetudine, paragonabile all’impiego di qualsiasi altro device utilizzato per lavoro, come il tablet, la macchina fotografica o il computer.

In effetti la sinergia degli strumenti sopra citati è utile e a volte indispensabile all’uso del drone e tra poco ne parleremo. Intanto definiamo la parola DRONE.

Il drone è velivolo a controllo remoto, quindi senza pilota, utilizzato per impieghi di vario genere. Ha le eliche ma non è un elicottero. Alcuni hanno  anche le ali ma in tal caso non possono stazionare in cielo in “un punto fisso”. Le forme con cui sono realizzati sono diverse a seconda dell’utilizzo che ne viene fatto. Quelli con 4 o più eliche si assomigliano ma possono differire per potenza, capacità di carico, sistemi di controllo e autonomia.

La tecnologia è ovviamente di provenienza militare, sdoganata e riadattata ad un impiego civile per ambiti molto diversi tra loro. Monitoraggio, sorveglianza, mappatura del territorio, protezione civile. I droni coadiuvano tecnici e personale specializzato in operazioni di messa in sicurezza del territorio, telesoccorso, rilevamenti fotografici, video riprese, cinema, ecc…

Da qualche tempo anche io mi sono avvicinato al mondo dei droni per un impiego professionale. Diciamo che sono diventato un “dronista”. Fare il “tronista” mi era impossibile per tutta una serie di motivi che vi lascio immaginare. Ho quindi optato per affibbiarmi l’etichetta di “dronista” che ritengo, oltre che divertente, anche calzante.

A settembre 2013 ho deciso di dotarmi di un drone per effettuare riprese video dall’alto.

Esperienza interessante, non indolore, piena di insidie e allo stesso tempo molto affascinante. Come ogni acquisto che si rispetti, le possibilità di scelta possono essere tante, tutte interessanti ma, spesso, la scelta, è subordinata ad un budget in relazione agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Quel che consiglio è di cominciare per gradi. Ironizzando mi piace usare l’espressione “voliamo basso” con gli investimenti…

Sono un libero professionista, sono “io e la mia giubba” e ogni investimento che faccio cerco di ponderarlo a lungo e se possibile farlo senza strangolarmi. Detto ciò, i droni si possono acquistare anche con 100 Euro ma, tenetevi forte, possono arrivare anche a costare decine di migliaia di euro. Un motivo ci sarà, no? Pertanto, scegliete bene e riflettete sulle vostre scelte.

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In questo post vi elencherò 12 cose che è utile sapere se volete anche voi avvicinarvi a questo settore. Vi dirò cose semplici ma che nella mia esperienza di “dronista” sono state importanti e tutt’ora utili per svolgere il mio lavoro. Sono consigli che per la maggior parte si rivolgono ad altrettanti liberi professionisti come me. Fotografi, video maker, grafici, ecc.

Intanto, eccovi un video che ho girato col mio drone il 26 gennaio a Monteriggioni (SI).

Siete pronti? Allora partiamo, anzi, decolliamo!

1) cosa volete fare con il drone? Pare una domanda sciocca ma è importante focalizzare l’obiettivo. Volete giocare o lavorare? Nel primo caso vi assicuro che dagli 80 Euro in su troverete una vastissima gamma di oggettini davvero interessanti. Vi divertirete come matti, anche a salire sugli alberi per recuperare il vostro gingillino volante che si sarà impigliato tra i rami. Roba che potete pilotare con un piccolo radiocomando o direttamente dal vostro smartphone utilizzando delle App nate allo scopo e rilasciate direttamente dai produttori. Nel secondo caso, se volete lavorare col drone, dovete chiedervi per quali scopi volete impiegarlo. Desiderate fare mappature del territorio? Foto aeree? Riprese video? Per ogni utilizzo ci sono varie soluzioni. Dovete confrontarvi, cercare in rete, vedere dei test e valutare il costo dell’investimento.

2) se non avete esperienza di elettronica, di aeromodellismo e di meccanica, affidatevi a un rivenditore specializzato che abbia la sede vicino alla vostra e le competenze nel settore. Online si compra di tutto e anche molto bene ma ricordate che un drone vola e se non avete sviluppato doti particolari, il drone, tanto più sale, quanto più fa il botto se lo si lascia scendere, in assenza di controllo o mal funzionamenti. Comunque sia, se non è oggi, sarà domani, il drone subirà qualche danno e dovrete ripararlo. Avere al vostro fianco delle persone esperte vi eviterà di prendere il drone, imballarlo, spedirlo al fornitore e sperare che ve lo ripari. Senza considerare tempi e spese di spedizione e giorni di mancato utilizzo dell’apparecchio. Il mio consiglio è di rivolgervi ad un rivenditore di aeromodelli facendovi prima un’idea in rete di cosa fa al caso vostro e poi rivolgetevi al negozio specializzato. Per rivenditore specializzato intendo negozi di aeromodellismo o negozi che si sono specializzati nell’assemblaggio e vendita di droni, cominciano ad essere piuttosto diffusi anche in Italia. Questo è importante anche per tutte le implementazioni che vorrete fare  al vostro drone in futuro. Col passare del tempo, col migliorare della vostra esperienza e appena avrete maturato una serie di esigenze, sentirete la necessità di inserire nuovi dispositivi, cambiare quelli che avete o permutare il vostro drone con uno di livello superiore.

3) esercitatevi ogni volta che potete. Nonostante i sistemi di volo assistito e tutti i dispositivi di controllo che potrete installare sul drone, resta di primaria importanza la vostra esperienza di pilota. Il drone va fatto volare pensando in primis alla sicurezza (vostra, di chi gravita nel raggio di azione del drone e del drone stesso), quindi dovrete avere padronanza del mezzo in ogni condizione. Esercitatevi ogni volta che potete ma mai in luoghi affollati o comunque in presenza di assembramenti di persone. Cercate un campo o uno spazio aperto, assicuratevi che non vi siano cavi della corrente elettrica, di non essere vicini ad un aeroporto e provate, provate e provate, anche se vi sentite “pronti” o “esperti”.

4) parola d’ordine GIMBAL. Se utilizzate il drone per effettuare riprese foto o video uno degli investimenti più importanti che dovrete fare è sul gimbal. Il gimbal è un supporto che permette alla videocamera o fotocamere di mantenere l’asse orizzontale rispetto al volo del drone, stabilizzandola e assorbendo le vibrazioni. Il gimbal può essere a due o tre assi. Se state cominciando adesso con l’esperienza da “dronista”, acquistatene uno a due assi (movimento verticale gestito da remoto tramite radiocomando e movimento orizzontale gestito dal sistema elettronico di bordo) è più economico e anche se con un po’ di difficoltà, potrete comandarlo da soli col vostro radiocomando. Il gimbal a tre assi permette di controllare anche la rotazione sull’asse orizzontale ottenendo un controllo praticamente completo della telecamera/fotocamera indipendentemente della direzione del drone. Personalmente ho cambiato tre gimbal a due assi prima di trovare quello che meglio si adattava alle mie esigenze.

5) controllo video da remoto. Pensavo si potesse evitare o rimandare a lungo invece non è così. Se utilizzate il drone per fare fotografie o video dovete avere a terra il controllo della trasmissione video. Non potete riprendere alla cieca. Pertanto dovrete munirvi di trasmettitore video da installare sul drone. Ricevente video da installare a terra (nei pressi o sul radiocomando) e un buon monitor con parasole. In assenza di questi dispositivi non farete nulla o poco.

6) no WiFi. Molti droni sono dotati di telecamera munita di WiFi o lo sono le stesse telecamere che monterete sul vostro gimbal. La mia telecamera è dotata del suo bel WiFi ma tutto quello che faccio col WiFi è settare le impostazioni di ripresa e dare Play e lo Stop al video tramite il mio smartphone agendo direttamente sull’App del produttore, nulla di più. La trasmissione video in WiFi ha un ritardo che varia a seconda della potenza del segnale, dell’antenna del vostro device e del processore che elabora le immagini. Di solito si va da 2 a 3 secondi di ritardo. Se volete fare delle riprese video sono un’eternità. Inoltre considerate che oltre i 25 – 30 mt al massimo il WiFi lo perdete. Fate finta che il WiFi non ci sia proprio.

Video realizzato a Pratolino (Vaglia – Firenze) il 6 gennaio 2014

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7) scorta di eliche.  le romperete. Non potrete farci nulla. Prima o poi il drone cadrà o semplicemente farete un atterraggio “non proprio perfetto” per cui si accascerà su una parte mentre i motori sono ancora in funzione. Il motore raramente si sciupa, a meno che non lo fracassiate contro qualcosa. Di solito a partire sono le eliche che automaticamente frenano la rotazione del motore, sempre che voi non continuiate a dare “gas” dal vostro radiocomando; in tal caso qualche danno in più lo farete. Nella migliore delle ipotesi se il vostro drone si accascia su una parte impattando su un prato, probabilmente zapperete solo un po’ la terra o sciuperete l’elica potendola utilizzare ancora qualche volta. Alla lunga anche lei dirà basta cominciando a presentare evidenti segni di usura o rottura. Se invece farete atterrare il drone sull’asfalto, mettete subito in conto che l’elica che andrà a collidere con la superficie sarà destinata a soccombere, quindi, acquistate subito una scorta di eliche destre e sinistre (non sono tutte uguali) e imparate a capire come sostituirle.

8) Batterie. Scordatevi di volare con una batteria sola. Potete farlo ma poi dovrete star fermi per il tempo necessario alla ricarica (di media un ora). inoltre, se prendete un drone per lavoro, la cosa che non deve mancare è l’energia per  farlo volare. Considerate anche che d’inverno le batterie durano molto meno che d’estate. La mia esperienza mi porta a dirvi che la durata di una batteria nei mesi dell’anno più freddi si riduce di circa un 25% rispetto all’estate. Quindi, dotatevi di almeno 3 o 4 pacchi di batterie LiPo e un buon carica batterie. Di solito un pacco batterie offre al drone un’autonomia che varia dagli 8 ai 12 minuti. E’ possibile mettere più pacchi batterie in parallelo per aumentare l’autonomia di volo ma ricordatevi che più carico mettete sul drone e più consuma o non si alzerà neppure.

9) Sicurezza. Non fate i fenomeni. L’ENAC ha in parte già definito molti aspetti in merito all’utilizzo dei droni, soprattutto per i SAPR Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (quelli controllati da un computer il cui programma di volo è programmato preventivamente attraverso un apposito software) ma entro poco un po’ tutti i droni saranno sottoposti a regole, senza eccezione alcuna. Pertanto, prima di tutto usare il buon senso. Soprattutto MAI volare in un’area dove sono presenti bambini, sono attratti come calamite da “qualsiasi oggetto volante non identificato”. Uno degli investimenti che dovrete fare è l’altimetro. Dovete assolutamente sapere a quanti metri d’altezza vi trovate. No potete sparare il drone dove vi pare. Non è un satellite NASA e non potete mandarlo all’interno dello spazio aereo. Inoltre, occhio al vento!

10) Assistente. Quando e se vi sarà possibile, utilizzando il drone per effettuare riprese video o foto dovrete dotarvi di un assistente. All’inizio vi farete un “film” in cui vi vedrete al centro di una consolle di comando ibrida, un mix tra un radiocomando e un jostick, sul quale agirete con la destrezza di Tom Cruise in Minority Report tra i suoi touch screen. Nulla di più falso. E’ bello volare, soprattutto con la fantasia. Ovviamente ci sono persone particolarmente dotate e predisposte ad un multitasking di questo tipo ma credetemi se ve lo dico. O pensate a volare o pensate a comandare la videocamera. I droni professionali solitamente hanno in dotazione due radiocomandi. Uno per pilotare il drone e l’altro per controllare la videocamera, o meglio, il gimbal su cui è installata la video o fotocamera. Preparerete una strategia di ripresa analizzando la location, il meteo e il soggetto da riprendere e poi ognuno penserà a gestire ciò che gli compete, uno controllerà il volo e l’altro il gimbal.

Se volete approfondire l’argomento DRONI e FOTOGRAFIA vi consiglio questo libro “Foto e video con i droni. Fotografia e videografia aerea” di Eric Cheng . Si pone come una vera e propria guida per imparare quali sono le attrezzature utili e aggiornate, le videocamere per droni e come si diventa operatori di droni competenti

Potete trovarlo su AMAZON cliccando QUI

11) Assicuratevi. L’assicurazione non vi salva da una denuncia penale o civile ma per lo meno vi permette, qualora vi schiantaste col drone su cose, o peggio, su persone, di poter quantomeno ripagare i danni causati e le spese legali. Magra consolazione però certe cose vanno previste. Anche l’ENAC indica nel suo regolamento che l’uso dei droni è subordinato alla stipula di polizze assicurative. Molte compagnie assicurative non hanno la benché minima idea di cosa vogliate assicurare. Alla frase “vorrei assicurare un drone” vedrete delle espressioni meravigliose. Cercate in giro, ci sono compagnie serie e competenti. Io ne ho consultate cinque prima di trovare quella in grado di assicurare eventuali danni a cose e persone causati dal drone.

12) volo indoor. Pensavo fosse facile ma non è così. Altro film che mi sono fatto mesi fa. Mi dissi: “Chi se ne frega se d’inverno piove, tira vento, ecc. Trovo dei clienti che sono interessati a fare delle riprese dall’alto al chiuso (palestre, centri commerciali, grandi magazzini, autosaloni, ecc) e il business è fatto!”. Non son tutte rose e fiori. Ecco cosa accade quando volate al chiuso:

  • Primo problema. Al chiuso non funziona il GPS, quindi non avete volo assistito, tutto volo manuale.
  • Secondo problema. Se il drone è dotato di 6 o 8 motori, produce un cono d’aria davvero impressionante. Questo crea dei vortici e turbolenze che al chiuso si disperdono male creando delle interferenze col volo del drone. Occhio! Una stanza molto grande o un capannone diventano incredibilmente piccoli quando il vostro drone comincia a fluttuare all’impazzata in tutte le direzioni. Ogni volta che compensate da una parte il flusso d’aria si somma a quello precedente e così via, creando un gioco esponenziale di correnti d’aria che sottopone il vostro drone a continue oscillazioni. Incredibilmente le pareti dell’ambiente in cui volerete vi sembreranno sempre più strette e vicine al vostro drone.
  • Terzo problema, si riallaccia al secondo. Se dovete compiere una traiettoria da un punto A ad un punto B, diciamo in linea retta, e sotto al drone ci sono degli oggetti da riprendere, ammettiamo dei solidi come macchinari scaffali, ecc, in prossimità di ogni solido il drone riceverà una spinta d’aria opposta a quella da lui generata e più o meno forte rispetto all’altezza del drone dal solido. In altre parole, anche se voi pilotate il drone partendo da una certa altezza verso il vostro obiettivo, l’altezza del drone risentirà dei flussi d’aria di ritorno costringendovi a compensare.
  • Quarto problema, se dovete riprendere oggetti dall’alto e avete ostacoli che pendono dal soffitto (tubature dell’aria/climatizzazione, lampade, cartelli di corsia/reparto, ecc) per pilotare il drone dovrete posizionarvi ad un’altezza che vi permetta di valutare bene la distanza che intercorre tra il drone e l’ostacolo che lo sovrasta. Praticamente non da terra ma su un rialzo. Dovete controllare cosa c’è sotto e cosa c’è sopra al drone e mantenere le giuste distanze. Non potete e non dovete fare affidamento sulla telecamera che avete a bordo del drone. Se la utilizzate per fare delle riprese non potete usarla per un volo in soggettiva. Inoltre il gran d’angolo della fotocamera (spesso lo si usa), falsa le distanze.

Per un volo indoor consiglio droni piccoli, quadricotteri con eliche dal diametro ridotto che producono meno turbolenze d’aria. Dovrete fare molti test prima di cimentarvi in un volo indoor per realizzare riprese professionali.

Non è impossibile fare riprese video col drone indoor ma è più complicato di quanto sembri, ve lo assicuro.

Far volare un drone non è difficile, si impara piuttosto in fretta. Farlo volare per lavoro cercando di effettuare della riprese video, in sicurezza e riportando a casa drone e filmati utilizzabili, è tutta un’altra cosa. Dovrete anche imparare a dire: “Questo non sono in grado di farlo”. Meglio perdere un lavoro se non si è sicuri delle proprie capacità tecniche che prenderlo rischiando di causare anche dei danni, oltre a fare delle pessime figure.

Altro libro interessante, fondamentale da leggere e studiare se volete diventare degli operatori qualificati e PILOTI APR, è questo “Manuale sull’impiego dei droni. (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto)” di Giampiero De Meis che potete trovate su AMAZON cliccando QUI

Buon lavoro se deciderete di acquistare un drone per un uso professionale. Buon divertimento se volete baloccarvi con un oggettino altamente tecnologico. Lunga vita e prosperità se volete arrivare là dove nessuno è mai arrivato prima.

Spero di esservi stato utile! Se avete dubbi, volete consigli, avete suggerimenti da dare, scrivetemi!!!

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Ultimo aggiornamento 30.09.2018

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Lo spaventapasseri ci prova con le mamme. Occhio papà!

Ho visto… spot in cui gli spaventapasseri non sono più quelli di una volta. 

Ho_Visto_CoseUn tempo erano umili figure relegate in campi coltivati, creati col solo scopo di tenere lontani gli uccelli dalle sementi o, nella migliore delle tradizioni letterarie, accompagnavano Dorothy dal Mago di Oz per chiedergli di tornare a casa.

Oggi invece, nella pubblicità, lo spaventapasseri ci prova con le mamme ed evidentemente la sua nuova duplice missione punta a “spaventare” solo alcuni passeri… quelli dei babbi e ad entrare in gioco “lui”, quando le mamme ne hanno più bisogno .

Così, da un’immagine romantica, forse un po’ desueta, adesso lo spaventapasseri 2.0 trova il suo momento mediatico diventando protagonista di uno spot in cui dà il meglio di sé attraverso frasi e atteggiamenti ammiccanti degni di un “tronista” della migliore “tradizione mariana” (ovviamente in questo caso non c’è alcun riferimento alla vocazione religiosa).

Dedicato a quei babbi che avrebbero altro a cui pensare che preoccuparsi dello spaventapasseri. Dedicato alle mamme che non hanno bisogno dello “spaventapasseri”. Dedicato soprattutto a quei pubblicitari a cui piace mettere un po’ di sesso ovunque, anche nelle merendine, altrimenti non si sentono realizzati.

“Posso aiutarti, mamma?”

Lo spot:

Le immagini:

Spaventapasseri della Kinder Cereali
Spaventapasseri della Kinder Cereali