Io e la fantascienza

Io ne ho viste cose che voi umani…

Sono nato nel 1969, questo dovrebbe farvi capire quanto lo spazio, inteso come il “vuoto esistente tra elementi celesti”, possa avermi condizionato fin dal mio primo vagito. Neil Armstrong aveva messo il suo piedone sulla Luna due mesi prima della mia nascita. Diciamo che poco prima del parto anche io fluttuavo nella mia “nave madre”.

Fin dalle scuole elementari, oggi più freddamente definite “scuole primarie”, mi sono interessato a ciò che immaginavo potesse accadere fuori dalla nostra atmosfera. Ovviamente non ne capivo nulla di razzi, LEM, tutte pressurizzate, ecc. Ero semplicemente attratto da quell’immaginario che assorbivo e rivivevo con la mia fantasia attraverso le immagini che vedevo in televisione e quelle riprodotte sui libri. Bastava che negli scatti fotografici o nei filmati vi fossero stelle e navette spaziali ed io ero tutto contento.

Nel 1975, all’età di 6 anni, approdò in Italia una serie televisiva che mi sconvolse l’esistenza. Probabilmente la sconvolse di più a chi mi stava vicino come mia sorella, genitori e, soprattutto, i malcapitati compagni di scuola che costringevo a simulare con me le avventure che vedevo nei telefilm di Spazio 1999. Che serie incredibile. Ancora oggi, ogni tanto, mi lascio trasportare da quelle storie concedendomi per la milionesima volta uno dei 48 episodi della serie. Non so cosa mi attraesse in Spazio 1999 ma probabilmente, a distanza di anni e col senno di poi, visto anche il lavoro che svolgo, ritengo che di quella serie mi piacessero soprattutto le ambientazioni e il design. La Base Lunare Alpha, le navi da trasporto “Aquila”, i complementi di arredo realizzati dai più grandi designer italiani dell’epoca, tutto questo ha influenzato profondamente la mia impronta culturale e il mio gusto estetico.

Ero fermamente convinto che il 1999, quello vero, sarebbe stato pressapoco come lo avevo visto in TV. Ci credevo e volevo che fosse così. Poi cresci, ti rendi conto che certe cose non accadono ma non ti rassegni. Verso i 40 anni di età, non vedendo comparire alcuna Base Lunare Alpha e non potendo salire a bordo di nessuna Aquila, mi sono costruito il mio piccolo spazio ispirato a Spazio 1999. Ho costruito il mio Studio 1999, liberamente ispirato alla serie televisiva. Mi piace ironizzare su questa cosa e talvolta mi capita di raccontare che “arrivato alla soglia dei quarant’anni e non vedendo arrivare quel futuro immaginato anni prima, io ho deciso di costruirmi quel futuro che non c’è stato”. Diciamo che ho posto rimedio.

Anche Kubrick ha le sue colpe, assieme al suo amico Arthur Charles Clarke. Da “La Sentinella”, racconto breve scritto da A. Clarke fu tratto il film “2001 odissea nello spazio“. Ora, dal 1999 al 2001 non passa molto tempo, questo è chiaro e ovvio a tutti. Pertanto, arrivato al 1999 e presa la prima forte delusione, mi sono sentito scivolare addosso la seconda annusando nell’aria che nessuna nave spaziale, nessuna stazione orbitale sarebbero state realizzate nel 2001. Che fregatura! Un’intera infanzia, poi l’adolescenza, pur tempestata di avvenimenti di altro tipo che avrò modo di affrontare in altre aree di questo blog, e gran parte della mia età adulta (almeno fino ai 40 anni), è rimasta legata a quell’immaginario, sperando, credendo, volendo ardentemente che almeno il design di oggi potesse assomigliare un pochino a quello ostentato nei suddetti telefilm e film.

Va bè.. andiamo avanti, facciamocene una ragione e proseguiamo col “percorso di vita” contrassegnato dalla fantascienza.

Arriviamo a Guerre Stellari. Siamo nel 1977, subito a ruota con la fine dell’ultimo episodio di Spazio 1999. E non ti pareva che anche questo film non mi piacesse? Ma a George Lucas non ne bastò uno, ne mise in cantiere altri due, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Si sa… la trilogia classica di Star Wars è entrata di diritto nella storia del cinema. Parallelamente arriva Blade Runner, inserendosi a forza tra “L’impero colpisce ancora” e “Il ritorno dello Jedi”. Siamo nel 1982 e Ridley Scott, il regista, gira un capolavoro tratto da un libro di Philip Dick (uno dei miei autori di fantascienza preferiti). E cosa mi combina anche questo film? Mi fa una storia di fantascienza, ambientata nel 2019, dove vanno a spasso replicanti (androidi con sembianze umane) in una città del futuro dove le auto volano. O via! Stai a vedere che anche a questo giro non mi tocca né l’androide e né la macchina volante.

Permettetemi un inciso. 2001 Odissea nello spazio ho provato a vederlo a 8 anni, poi a 14, a 18… poi ho mollato le redini fino ai 40 quando, per l’ennesima volta, mi sono deciso a guardarlo, armato di tutte le mie buonissime intenzioni, Difatti, finalmente, sono riuscito ad apprezzarlo. Fino ad allora, lo ammetto, vedevo solo astronavi, tute spaziali, un computer permaloso di nome Hall 9000, delle scimmie, dei monoliti, una camera da letto. Tutto condito con un’ottima musica classica ma… francamente, fino a quel momento non vedevo altro e, con tutta la franchezza possibile: “Dù palle!”. Diciamo che le precedenti volte sono state propedeutiche alla quarta visione del film, permettendomi di apprezzarlo e finalmente scoprirlo. Che ci volete fare, ognuno ha i suoi tempi.

Facciamo un salto a piè pari e andiamo direttamente al 1990. Non perchè nei precedenti 6 anni non fosse stato prodotto nulla di gradevole tra serie tv e film di fantascienza. Incontri ravvicinati del terzo tipo è un esempio di grandi film di fantascienza. Più che altro passo direttamente al 1990 perchè lì troviamo un altro film che per svariati motivi ha dato nuova linfa alla mia passione per la fantascienza. Arriviamo ad Atto di Forza (Total Recall). Questo film segna un punto importante nel mio essere appassionato di qualcosa. Prima di tutto unisce due passioni. Quella per la fantascienza e quella per Arnold Schwarzenegger, di cui parlerò in un altra sezione del mio blog. Ma non solo, grazie a Total Recall mi appassiono allo scrittore Philip Dick, che fino a quel momento non avevo mail letto pur sapendo che aveva scritto  Il cacciatore di androidi dal quale è stato tratto Blade Runner, e scopro il regista Paul Verhoeven, che ho apprezzato anche in seguito in altri film da lui diretti.

Si, lo so, mi direte: “Ma Alien dove lo metti”? Lo metto più tardi perchè nel 1979, quando uscì, avevo solo 10 anni e il film era ovviamente vietato per la mia età. Lo vidi anni dopo in VHS. Alien per me è stato una rivelazione. Scoprire i disegni di Giger e di R. Cobb mi fecero rimanere senza parole. Ero al cospetto di due artisti incredibili che stavano disegnando la fantascienza e il futuro stesso della fantascienza. Anche in questo caso la passione per il design ha influito particolarmente nel mio giudizio su questo film. Ovviamente ritengo che Alien sia meraviglioso in toto!

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(finisco questo post a breve… to be continued)

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4 thoughts on “Io e la fantascienza

  1. Simone 10 ottobre 2016 / 12:00

    Stefano, è stata una piacevole sorpresa incontrare il tuo blog! Leggendo questa pagina e da appassionato di fantascienza, mi sento di consigliarti il documentario Jodorowsky’s Dune.
    E’ il documentario che racconta il colossale progetto di Jodorwsky per realizzare il film Dune. Film che poi ha realizzato Linch, ma la cosa che mi ha entusiasmato è stato scoprire quanto dell’immaginario collettivo odierno, creatosi anche attraverso opere che hai citato (star wars, alien…), si originato da questo progetto che poi non ha mai visto la luce…se non l’hai visto credo e spero che l’apprezzerai! ciao. Simone

    • Stefano Saldarelli 10 ottobre 2016 / 14:38

      Grande Simone!
      Grazie per la dritta. Il docufilm di cui mi parli non lo conoscevo, ammetto questa mia mancanza 🙂
      Ci sarebbero tanti progetti, legati al mondo della fantascienza, che potrebbero o avrebbero dovuto vedere la luce ma che per svariati motivi sono rimasti in un cassetto… un altro che aspetto, non solo io, da molti anni è il film di SPAZIO 1999 o il sequel di DISTRICT 9… dal lato opposto della medaglia, a mio parere, ci sono stati dei sequel o prequel o dei “lateral” come piace definirli a me più che spin-off, che sarebbe stato meglio che non fossero mai stati realizzati; vedi alcuni StarWars (mi attirerò le ire di molti con questa affermazione) o Prometheus, Alien 4, alcuni Alien vs. Predator o lo stesso Predators o anche le più recenti “tavanate galattiche” come Indipendence Day Rigenerazione, appena uscito…
      Adesso attendo BLADE RANNER 2049 “e stiamo freschi”. 🙂

  2. silvia 23 ottobre 2013 / 15:59

    STEFANO! mi sono letta tutte le tue rubriche! ho visto tutti i trailer dei film commentati….insomma ! devo farti proprio tanti complimenti! che dire…riesci a scrivere quello che pensi in un modo veramente entusiasmante e coinvolgente! e i contenuti poi, vanno dal serio all’umoristico senza che ce ne possiamo accorgere….effettivamente è proprio come dici tu….lasci una sensazione di benessere diffuso!!!!;-)

    • Stefano Saldarelli 23 ottobre 2013 / 16:04

      “Sono diventato rosso per l’emozione”. Sei gentilissima. Grazie davvero.

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