Spot di Natale Carrefour. Ditemi che non è finito, vi prego!

E’ arrivato, l’ennesimo spot mieloso in chiave natalizia…

Da sempre la pubblicità fa leva sugli stereotipi legati alla cosiddetta “magia del Natale” per promuovere il consumo di prodotti ad hoc. Stereotipi che tra l’altro spesso nascono dal mondo della pubblicità; vedi per esempio CocaCola con il suo Babbo Natale che oggi è conosciuto in tutto il mondo come “IL” Babbo Natale per eccellenza.

Insomma, lo sappiamo e non ci stupisce più di tanto assistere in questo periodo dell’anno ad un teatrino più o meno visto e rivisto che propone ambienti innevati, musiche che richiamano atmosfere disneyane, neve, luci colorate, bambini, famiglie felici e… IL PRODOTTO: Panettoni, spumanti, bevande, offerte su ricariche telefoniche, etc.

Nulla di strano, tutto come da copione ma…

Eccolo, arriva quello spot che cerca, tenta, annaspa, richiama, evoca tutte le caratteristiche del perfetto spot natalizio ma… qualcosa non va. Parlo della pubblicità televisiva della Carrefour Italia che sta andando in onda in questi giorni.

Questa:

Orsetto di peluche in primo piano, musichetta da perfetta “magia di Natale” e voce di fanciullo. Mentre parla il bimbo si intravedono i suoi piedini scalzi che lo conducono all’albero di Natale presso il quale è seduto un grosso orso di peluche che qualche istante dopo verrà calorosamente abbracciato dal bambino.

Mentre si consuma questa liturgia, che fa venire il diabete da quanto è sdolcinata (ma può anche starci, dopotutto è Natale), ascoltiamo le parole del bimbo:

“Caro Babbo Natale… quest’anno vorrei tanto…un bambino con cui giocare…”

Poi… dopo questa agghiacciante affermazione arriva la pausa che probabilmente serve all’attonito spettatore per riprendersi un attimo. Cerca di capire se ha udito bene; magari la parola non era BAMBINO ma TRENINO: “VORREI TANTO UN TRENINO CON CUI GIOCARE”. Il tempo non è sufficiente per elaborare ulteriori considerazioni. Ecco che arriva subito una seconda voce. Questa volta è di un uomo, calda. Proferisce le seguenti parole:

“A Natale esaudiamo i desideri di tutti. Negli ipermercati Carrefour spendi e riprendi il 50% sui giocattoli.”

Ma come?!?! Vi prego! Ditemi che questo spot non è stato finito o che è solo il primo una serie in chiave natalizia firmata Carrefour. C’è un seguito, vero? C’è una spiegazione a questo dramma consumato tra le pareti domestiche?

Come si fa???? 

  1. Questo bambino non ha un amico? Che problemi ha? E’ stato sequestrato? Vive in una landa desolata? Non lo fanno uscire di casa? Non va a scuola?!?! I genitori sono dei serial killer? Dove vive ‘sto bimbo… TELEFONO AZZURROOOO!
  2. Chiede a Babbo Natale UN AMICO? E l’orso lo abbraccia pure perchè “capisce” che il bimbo “non sta tanto bene”.
  3. OK, ci avete sparato la bomba… nel resto dello spot come la rimediate? Con un bel “A NATALE ESAUDIAMO I DESIDERI DI TUTTI”??? Quindi, o Babbo Natale rapisce bambini e il 25 dicembre porta a questo disgraziato un’altra vittima inconsapevole di questa presunta tratta di bambini oppure Carrefour vende anche bambini nei propri impermercati, “programmati” per diventare amici del suddetto disperato.
  4. Se a Natale Carrefour esaudisce i desideri di tutti, temo che quest’anno avranno la fila fuori dagli ipermercati. Si troveranno alle casse persone che chiederanno un LAVORO, la CASA perchè TERREMOTATA, DENARO, SICUREZZA…

Ma un bel… “DA CARREFOUR UN BUON NATALE A TUTTI E IN PARTICOLARE AI BAMBINI. ACQUISTA (e non spendi) NEI NOSTRI IPERMERCATI E RIPRENDI IL 50% IN GIOCATTOLI.” Senza la voce del bimbo e con le stesse immagini e musica, non andava bene?

Uno spot di 15″ che fa rimpiangere questo:

Nel nome dell’arte fate vibrare le corde!

Venerdì 4 novembre 2016 – Girato durante lo spettacolo “Acquagranda” presso il teatro La Fenice di Venezia.

Questo video, che gira in rete da alcune ore, lo dedico a tutti coloro che lavorano nei teatri italiani con la speranza che sia il “segnale di un inizio”, che possa nascere presto qualcosa di importante, un nuovo periodo, un nuovo rinascimento.

Fino ad allora…

Invito queste stupende persone, non solo quelle che lavorano alla Fenice di Venezia ma tutte quelle che lavorano nei teatri d’Italia, a riflettete bene su chi le ha messe in questa situazione. Quando rinnoverete la tessera al vostro sindacato o quando andrete a votare, pensate a cosa state facendo.

Il cambiamento comincia da voi.

Portate l’arte nelle piazze e parlate alla gente di ciò che sta veramente accadendo nei teatri italiani. I media non si occupano dei vostri problemi perché sono veri problemi che possono destabilizzare certi poteri, gli stessi che mantengono certi giornali che a loro volta mantengono certi politici al governo. La politica, se non mutuata da figure di spessore, intelligenti, spinte da una visione lungimirante, e oserei dire, da una certa sensibilità, utilizza l’arte e la cultura come mezzi di potere per gestire i propri interessi, a danno di chi lavora nei musei e nei teatri italiani e a danno della stessa cultura.

Fino ad ora sindacati e partiti hanno perpetrato la politica del “divide et ‘impera” creando divisioni interne tra musicisti e maestranze, tra tecnici e maschere, etc. come se il teatro potesse andare avanti solo con qualcuno in particolare o come se i problemi dell’uno non fossero gli stessi dell’altro o come se i DIRITTI dei lavoratori – di tutti – non fossero tali a prescindere.

Il teatro è come un motore alimentato da tante anime pulsanti che lavorano all’unisono e che a loro volta si nutrono d’arte. Il teatro è una macchina complessa che non funziona se manca un pezzo. Mille sigle sindacali e mille fazioni non portano altro che a rafforzare il potere di chi divide, di chi “impera”.

Unitevi in nome dell’arte e se non lo volete fare in nome dell’arte fatelo almeno per tutelare il vostro posto di lavoro.

Fate sentire la vostra voce dal nord al sud d’Italia. Mi permetto di dare un suggerimento:

Organizzate uno spettacolo in 20 tappe, o meglio, in “20 atti”, quante sono le regioni d’italia, sviluppando un’opera corale che abbia come palcoscenico tutto il territorio nazionale. Potrebbero essere coinvolti anche i musei (luoghi d’arte e/ archeologici in generale), come location, all’interno o all’esterno dei quali sviluppare questo progetto. Un evento di protesta civile, direi di rinascita culturale, da trasmettere live sul web, realizzato senza appoggi da parte di egide sindacali o di partito. Non vi mancano i tecnici per realizzarlo; non vi mancano i musicisti, i maestri d’orchestra e i registi per dirigere e coordinare tutte le parti; non vi mancano costumisti e scenografi per abbellirlo. Create una pagina Facebook attraverso la quale lanciare il progetto, magari legata ad una piattaforma di Crowdfunding per finanziarne la promozione e la produzione. Sono sicuro che poi arriveranno anche le televisioni e i giornali per parlarne e rilanciare l’evento, quelli stranieri di sicuro.

Fate sentire la vostra voce, fate vibrare le corde, date voce all’arte e fate tacere i mestieranti della politica. Coinvolgete gli italiani in un progetto che li faccia sentire parte integrante del progetto stesso.

Vissi d’arte, vissi d’amore!

Crediti:

  • Teatro La Fenice – Venezia – ACQUAGRANDA
  • Il video postato è reperibile su Facebook, non ne conosco la fonte. Resto disponibile per inserire eventuali crediti, riferimenti, note d’autore.

DAMMI UN VACCINO e VAI A VOTARE, più o meno è la stessa cosa…

Comunicare… Raramente ci soffermiamo ad ascoltare, a dare il giusto peso alle parole e alle immagini che ci pervadono la mente attraverso i nostri sensi. Sono troppe e arrivano con un flusso continuo!

Comunichiamo tutti, a più livelli, adottiamo metodi diversi per farlo, linguaggi verbali e non verbali, immagini, suoni, parole, tecniche di persuasione, “leve psicologiche”… ci sono svariati modi per comunicare ma soprattutto una moltitudine di canali attraverso i quali poter veicolare un messaggio.

La comunicazione si evolve, condiziona ed è a sua volta condizionata dagli stili, dalle mode e dall’ambito sociale in cui viviamo.

Internet, televisione, radio, cinema, stampa, smartphone, installazioni pubblicitarie, cartelli, insegne, circondano e condizionano la nostra esistenza imponendoci ritmi sempre più frenetici che richiedono elevate capacità di saper filtrare le informazioni, sempre più affinate e precise ma sempre di più e provenienti da svariati canali.

Siamo bombardati dalla comunicazione, rimbalza ovunque…

L’effetto farfalla riassume in una metafora il principio di causa ed effetto, il legame che c’è, e le conseguenze che ne derivano, tra cosa facciamo e cosa può accadere compiendo una determinata azione. Nel caso della farfalla viene descritto il battito dell’insetto come elemento innescante di un possibile uragano dall’altra parte del mondo.

La comunicazione ha lo stesso potere; basti guardare l’effetto che ha nei confronti dell’andamento dei titoli in borsa. Se un’agenzia batte la notizia che un certo ministro o un tecnico esperto in economia ha parlato di crescita zero del proprio paese, nel giro di poche ore si potrà assistere al tracollo in borsa di certi titoli o all’accaparramento di certi altri. Solo grazie, o per colpa, di una notizia diffusa. Potremmo fare decine di esempi su questo argomento.

Oggi assisto da spettatore a due campagne istituzionali, entrambe volte ad informare il cittadino, presumibilmente in modo trasversale, preciso con l’intento di offrire delle informazioni utili a formulare un proprio pensiero, prendere delle decisioni e agire in un certo modo.

Dovrebbero entrambe essere un fulgido esempio di come deve essere fatta la comunicazione, soprattutto verso il cittadino.

Ciò che noto in entrambe è un comune denominatore, caratterizzante dei nostri tempi ma fuorviante se pensiamo alle possibili conseguenze che possono derivare da scelte “sbagliate” indotte da un’eccessiva semplificazione o banalizzazione di certi argomenti.

Si può decidere di comunicare in modo semplice ma questo non deve estremizzare il concetto di facile, buono e utile a tutti i costi.

Lo posso accettare se parliamo di beni di largo consumo ma se ci rivolgiamo ai cittadini per parlare di vaccinazioni o di referendum costituzionale e per entrambi chiedi che siano prese delle decisioni importanti, non puoi mortificare il messaggio e soprattutto non può essere di parte.

DAMMI UN VACCINO

E’ la campagna istituzionale pro vaccini, promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con l’azienda ospedaliera universitaria del Meyer di Firenze.

Questa è l’immagine:

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Dal sito Toscana Notizie, Agenzia di informazione della Giunta regionale toscana, leggo e riporto fedelmente:

“La campagna di comunicazione istituzionale, elaborata con un team di esperti e rivolta in particolare ai genitori, è finalizzata alla diffusione della corretta informazione sui vaccini, in linea con l’obiettivo specifico del programma “Prevenire le malattie infettive” previsto dal Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018.”

Personalmente trovo che sia un messaggio estremamente semplicistico che tende a banalizzare quello che invece dovrebbe passare come un messaggio importante ed esaustivo. Non voglio entrare nel merito se sia giusto o sbagliato vaccinarsi, ma voglio cercare di COMUNICARVI il mio invito a riflettere su questa campagna.

Non parliamo di un gelato, di un ovetto di cioccolato o di un giocattolo ma di vaccinazioni e di tutto ciò che questa pratica implica, nel bene e nel “meno bene”.

Non si può e non si deve banalizzare o veicolare il messaggio “a senso unico”. Puoi invitare i genitori a rivolgersi al proprio medico (come effettivamente invita a fare la versione in video di questa campagna) per prendere informazioni in merito alle vaccinazioni; magari sarebbe anche opportuno specificare di quali stiamo parlando. Non puoi invitare le persone, nel caso specifico i genitori che dovrebbero convincersi a fare un vaccino ai propri figli, così, come se invitassi un amico a mangiare una pizza o a prendere un caffè.

Si fa presto a dire vaccino…

Nella versione in video di questa campagna certi concetti vengono espletati meglio ma passano attraverso una formula che si basa sulla “comunicazione del terrore” che li induce ad una scelta obbligata. In pratica: o fai il vaccino a tuo figlio o potrebbe incorrere in malattie pericolose che possono essere anche mortali o invalidanti.

Credo solo che ognuno debba fare una scelta consapevole e che le istituzioni siano obbligate a dare le informazioni in modo corretto, chiaro, trasversale e obiettivo. Se i vaccini fossero SICURI perché sottoposti a VERIFICHE PERMANENTI, come recita lo spot, credo che non ci sarebbe bisogno di star qui a parlare se fare o meno un vaccino. Penso anche che non ci sarebbe motivo di allegare alla confezione del vaccino un “bugiardino” grande come un plaid.

Ma poi, che si intende per sicuri? Si è sicuri che facendolo non si hanno contro indicazioni? Si è sicuri che dentro non vi siano eccipienti dannosi per la salute? Sicuri che “tocca farli”? Sono sicuri…

Mere riflessioni da “uomo della strada”…

Questa campagna è costata 205 mila euro di cui 130mila erogati dalla Regione Toscana e 75 mila dal Meyer. Lo stesso Meyer che riceve fondi e donazioni dai cittadini per aiutare i bambini che hanno bisogno di cure, medici e apparecchiature atte a migliorare la loro salute. Forse avrei speso quei soldi in modo più utile e concreto, senza nulla togliere al lavoro egregio che svolge quotidianamente il Meyer.

Altra questione, che nel modo di porsi direi che è simile a quella appena descritta.

REFERENDUM COSTITUZIONALE, LO SPOT RAI

Gli italiani vengono chiamati ad esprimere un parere, con un SI o con un NO, in merito alla riforma costituzionale attraverso un referendum che si terrà il 4 dicembre.

Di fatto potresti rispondere con un’affermazione o con una negazione a domande tipo: “Ti piace la pizza?” e già potresti rispondere: “Si ma solo la capricciosa” o “No se non è Vegan” o “Si tutte” o “No perchè mi gonfia”.

… e stiamo parlando solo di pizza.

Potresti rispondere con un SI o con un NO ad una domanda tipo: “Vuoi vedere la televisione?” e anche in questo caso potresti rispondere “SI ma non ora” o “No perché non mi piace” o anche solo SI o solo NO.

Fin qui, tanto danno non si fa.

Il Governo ci chiede di esprimerci attraverso un SI o un NO in merito alla modifica di oltre 40 articoli della Costituzione italiana. Oltretutto lo fa utilizzando anche la RAI e lo fa col suddetto metodo, quello della banalizzazione dei concetti fondamentali, l’estremizzazione della semplificazione “perchè, detto da esperti, più il messaggio è semplice e meglio arriva a tutti”.

Se mi dici: “Vuoi un vitalizio?” Cosa pensi che possa risponderti?

Ma se poi leggo “il contratto” nel quale mi scrivi: “in cambio ci devi dare tua moglie, i tuoi figli, il cane e” scritto più in grande “LA SUOCERA” e continui scrivendo “E NON PAGHERAI LE TASSE”. Poi continuando a leggere: “solo le tasse maturate dal 30 al 31 febbraio e per quanto riguarda la suocera solo se ha più di 99 anni”…

In tal caso, forse, qualche titubanza ad esprimere un mero SI potrei averla.

Battute a parte, analizziamo questa cosiddetta comunicazione istituzionale. Qui trovate il filmato

Intanto cosa vedo? Nell’immagine in cui vengono mostrati il SI e il NO noto subito che il SI è su campo bianco e il NO su campo nero. In chiave cromatica, interpretando il significato dei colori, si evince che:

  • BIANCO: E’ il simbolo della purezza, verginità, candore, spiritualità e divinità. E’ il colore degli angeli, dell’eternità e del Paradiso. Nel matrimonio le spose sono vestite di bianco così come bianco è il vestitino del battezzando.
  • NERO: E’ il colore del buio, del mistero. Spesso quando ci va tutto storto, diciamo che è una giornata nera. Se muore un parente ci si veste di nero perché tale colore è il simbolo della morte, almeno nei paesi occidentali.

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Ripetuto per mesi, visto decine di volte, il messaggio si sedimenta e l’inconscio agisce di conseguenza. Sarebbe bastato riportare il SI e il NO solo e soltanto come compaiono sulla scheda del referendum, così:

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Proseguiamo. Ascoltiamo le parole pronunciate dallo speaker che dice:

“Il quesito riguarda le disposizioni per:

  • superare del bicameralismo paritario
  • ridurre il numero dei parlamentari e i costi delle istituzioni
  • sopprimere il Cnel e
  • ridefinire le competenze dello stato e delle regioni

L’elettore traccerà un segno sulla scritta SI se vorrà approvare la riforma, traccerà un segno sulla scritta No se vorrà respingerla.”

Conclude dicendo:

“Il 4 dicembre vai a votare”.

Ci mancava che aggiungessero: “In regalo una batteria di pentole antiaderenti” e la telepromozione a favore del SI era completa.

So bene che uno spot di pochi secondi non può esprimere in toto un concetto articolato e importante come quello sul referendum costituzionale o sulla campagna pro vaccini ma con la stessa obiettività ritengo che non sia corretto utilizzare tali mezzi per fare mera propaganda. Invito solo alla riflessione, con serenità, informandosi attraverso più fonti, ad aprire occhi e orecchie, a ragionare con la propria testa evitando di subire passivamente ciò che ci viene, semplicemente e continuamente “somministrato”.

Approfondimenti:

 

5 motivi e oltre per andare a DRONITALY

DRONITALY 2016 – 30 settembre 1 ottobre. L’evento tanto atteso sta arrivando…

Un evento di grande importanza perchè riunirà a Modena, sotto un unico grande e prestigioso luogo, gli operatori e i principali protagonisti della filiera italiana dei droni.

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Perchè partecipare a DRONITALY?

Ci sono ottimi motivi per farlo se si ha un drone, se si è intenzionati ad acquistarlo o se più semplicemente si è sentito parlare di droni ma la propria curiosità è tale da dover essere appagata con un coinvolgimento ulteriore verso una direzione più interessante e qualificante.

Dato che DRONITALY è una manifestazione che ho vissuto da spettatore, da blogger e da espositore, come mi appresterò a fare anche nel corso di questa edizione, posso ritenermi un “esperto fruitore” di questo strumento di aggregazione culturale, sociale ed economica che svolge un ruolo importante e attivo all’interno del settore unmanned italiano.

Veniamo ai motivi per i quali dovreste partecipare a DRONITALY.

Motivo n. 1: Due percorsi distinti ma convergenti:

Nell’arco dei giorni di DRONITALY potrete scegliere il percorso più adatto alle vostre esigenze tra:

  • FUN, dedicato a chi ama i droni e li usa per diletto o per sport ed è in cerca di emozioni forti
  • PRO che è riservato ai professionisti, a coloro che sono già piloti o che vogliono diventarlo.

Nulla vieta, anzi, di poter percorrere entrambe le strade acquistando un biglietto che permetterà di vivere DRONITALY al 100% avendo l’opportunità di accedere liberamente ai due padiglioni che ospitano distintamente le due aree.

Motivo n. 2: A DRONITALY facciamo il “punto della situazione”

Come sta andando il mercato dei droni in Italia? Quali sono le prospettive future? Quale è la situazione normativa italiana e come si evolverà nei prossimi mesi? Queste ed altre questioni di carattere tecnico, economico e normativo saranno oggetto di discussione e di approfondimento durante i convegni e i workshop che si svolgeranno a DRONITALY. Sarà un’occasione per fare domande e ottenere delle risposte dai relatori ma anche da tutti gli operatori protagonisti presenti in fiera che espongono e si trovano a DRONITALY a presentare le proprie soluzioni, offrire servizi e coadiuvare il pubblico nel trovare le risposte che cerca.

Motivo n. 3 Eventi, convegni, espositori ma anche SHOP

Quest’anno, tra le novità presentate in questa terza edizione di DRONITALY, troviamo una delle più attese. Un’edizione non più solo rivolta esclusivamente al mercato B2B ma anche a quello B2C quindi a chi è intenzionato ad acquistare in fiera, dalla tshirt al drone passando per il prodotto assicurativo fino ad arrivare al sensore di precisione o alla videocamera. A DRONITALY gli espositori che vorranno rivolgersi al pubblico anche con vendita al minuto lo potranno fare dando la possibilità di acquistare in fiera a prezzi sicuramente vantaggiosi.

Motivo n. 04: La location raggiungibile e ben servita

DRONITALY nasce a Milano e le prime due edizioni hanno avuto luogo nel capoluogo lombardo. Quest’anno Mirumir, società organizzatrice dell’evento, ha puntato su una location che per sua mission svolge il ruolo di Ente Fieristico, con strutture e servizi adeguati allo scopo, inseriti all’interno di un sistema fieristico tra città che coinvolge oltre a Modena anche Bologna e Ferrara. ModenaFiere è facilmente raggiungibile in auto, in aereo e in treno e attraverso il sito DRONITALY viene offerta la possibilità di viaggiare con Trenitalia e Italo a prezzi scontatissimi, a partire da un giorno prima dell’inaugurazione della fiera fino al giorno dopo la chiusura.

Motivo n. 05: Dronitaly oltre al PRO e al FUN è anche un DRONE SHOW

L’FPV come non lo avete mai visto… Sfrecciano a oltre 130Km/h. Ronzano come insetti di grosse dimensioni (da qui il termine drone). Hanno le luci a led e sono manovrati da piloti di tutte le età equipaggiati ciascuno con un controller (radiocomando), un visore (monitor o appositi occhialoni) che ne permette il pilotaggio in FPV (First Person View) e soprattutto hanno riflessi da campioni. Tutto si svolge col massimo rigore e professionalità perchè solo “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”…

Un commentatore professionista illustrerà le varie fasi delle corse coinvolgendo il pubblico descrivendo le manovre dei piloti e le caratteristiche dei droni che sfrecciano all’interno del circuito indoor. Le immagini acquisite dalla videocamere montate sulle prue dei droni vengono rilanciate sui visori dei piloti e in contemporanea sui grandi schermi a beneficio del pubblico. Tutto è completato da un impianto di gara attentamente studiato e completato da effetti speciali che rendono le evoluzioni più suggestive e impegnative per ogni partecipante. Il pubblico potrà assistere in sicurezza a momenti di grande divertimento, all’insegna del sano sport e dello spirito di squadra. Un appuntamento che non conosce età, piace ai piccoli ma anche, e in certi casi soprattutto, ai più grandi.

Quindi:

Per chi è interessato ad impiegare un drone per lavoro, o meglio, un APR Aeromobile a Pilotaggio Remoto; per chi vuole ampliare le proprie conoscenze in questo ambito ed è in cerca delle giuste informazioni per avere accesso ad una formazione adeguata e riconosciuta; per chi ritiene di avere delle idee e dei progetti che richiedono l’impiego di un SAPR ed è in cerca di operatori e piloti specializzati; per chi è interessato al settore droni in generale perchè incuriosito dalla tecnologia unmanned, per chi desidera conoscere le soluzioni payload più evolute; per chi vuole provare dei droni, parlare con gli addetti ai lavori, acquistare droni ma anche prodotti e accessori studiati per il settore; per chi desidera partecipare ai convegni e ai workshop in programma, DRONITALY è la manifestazione per voi.

Adesso… anche solo per curiosità, il 30 settembre e il 1 ottobre non prendere altri impegni, ti aspetto al DRONITALY e non dire che non lo sapevi!

PS. Mi trovi nell’area FUN, Stand A14 insieme alla ICT Cube. Fatti riconoscere🙂

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Per tutte le informazioni consulta il Sito web ufficiale DRONITALY

 

“Messaggio agli ALIENI: se decidete di tornare sulla Terra cercate di venire più organizzati”

Ho letto un articolo su Tom’s Hardware dal titolo: “Hawking, incontrare gli alieni potrebbe essere rischioso“.

A parte il fatto che prima di lui lo hanno detto e scritto in tanti, lungi da me contraddire o screditare il grande fisico Stephen Hawking, secondo me le considerazioni da farsi sono ben altre.


Facciamo sempre dei paragoni basaTI sull’osservazione del comportamento umano.

Se noi invadiamo un continente anche un alieno dovrà invadere il nostro pianeta, per forza. Non contempliamo assolutamente che un essere superiore, e in quanto tale, potrebbe avere un’indole molto più tranquilla e rilassata rispetto alla nostra, possa semplicemente arrivare sulla Terra e OFFRIRE PACE, ARMONIA o indicarci una strada per darci l’opportunità di “PROGREDIRE”.

Partiamo dall’assunto che se un “alieno” arriva sul nostro pianeta dovrà per forza essere “superiore” a noi. Di fatto ci stiamo ancora chiedendo “se esistono o meno gli alieni” mentre “lui” ci viene addirittura a far visita; a meno che non sia un troglodita, abitante di qualche remoto pianeta che, suo malgrado, si trova invischiato in un portale spazio temporale che per puro caso lo fa arrivare fino a noi.


Ritengo che il concetto di “superiorità” andrebbe approfondito e rivisto.
In pratica, si è “superiori” solo perché si posseggono tecnologie più evolute?
Probabilmente in termini di “potenza di fuoco” lo si è ma in termini di intelletto, logica, coscienza, altruismo e raziocinio ho serie difficoltà a definire un popolo o delle entità superiori ad altre solo perchè sono capaci di sottomettere. Un assassino o uno stupratore è “superiore” rispetto alle proprie vittime? Magari quest’ultime plurilaureate, scienziate, tecno-fornite e tecno-dotate ma sottomesse, rispetto al bruto che ne ha abusato e che magari è un semi analfabeta ma carico di odio, di cattiveria alimentata di più bassi istinti primordiali?
Allo stesso modo tutte le persone colte, intelligenti, istruite e che hanno accesso a tecnologie evolute, devono essere per forza dei conquistatori che sottomettono chi non ha le possibilità e la fortuna di studiare, lavorare, progredire…?
Mah…
Magari un alieno, un dio, una divinità, dipende dall’era in cui si va a caccia di entità celesti, potrebbe dare una risposta a ciò che sta accadendo nel mondo.

Dopotutto un “alieno” ci provò, circa 2000 anni fa.

Non aveva intenzione di invaderci o di sopraffarci, o almeno non gli abbiamo dato il tempo per farlo. OK, non è arrivato con un’astronave grande come un continente, quindi “paura non ne poteva fare”, anche se si incazzò di brutto in varie occasioni e si cimentò nella “pratica del miracolo” ma evidentemente questo non bastò a rimetterci in carreggiata.

E’ “semplicemente” nato, ha provato a indicarci un percorso e noi, pur “esseri inferiori”, 33 anni dopo la sua nascita lo abbiamo crocifisso e poi, come se non bastasse, intorno alla sua immagine ci abbiamo costruito un business chiamato chiese cristiane.


Ora… mi rivolgo agli alieni…
la prossima volta, quando deciderete di tornare sulla Terra:
  1. intanto reclamate le royalties per ciò che vi è stato rubato per oltre due millenni
  2. organizzatevi un po’ meglio. Vi consiglio di venire con qualche “effetto speciale” in più e magari con un buon “talent scout”.

Viviamo in un mondo dove “non basta più aver fede”.
Tutto corre sull’onda dell’effimero, del “mordi e fuggi”, del “fast food” e anche del “fast and furious“.
C’è ancora IL GRANDE FRATELLO, adesso in versione VIP (commento omissis)
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o reality dove si va a letto con degli sconosciuti ma con l’intento di “conoscersi” – andando a letto – ripresi dalle telecamere (Undressed)
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o quelli in cui ti mandano in un isola “deserta”, gnudo, e ti fanno incontrare con un’altra persona, gnuda, con la quale devi instaurare un rapporto… magari guardandola solo negli occhi (L’isola di Adamo ed Eva – alle origini dell’amore), ovviamente sempre ripresi dalle telecamere che ti seguono tutto il giorno. Ma non era deserta quell’isola? Mah!
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Comunichiamo avvertenze attraverso dei consigli (vedi mio post Bambini dimenticati e negazioni abolite) o consigliamo cose che oramai è risaputo che sono insostenibili per l’uomo e per l’ambiente:
Non si sa più come e quando votare e quando ci viene data la possibilità di farlo non ci rechiamo alle urne.
Viviamo in un mondo che produce guerre inflitte in nome della pace o promuoviamo la pace a suon di guerre, o peggio, facciamo guerre in nome di Dio.
Ci sono aziende che fanno business sfruttando i bambini e le donne che restano vittime della criminalità, stuprate (vedi Bordertown) e spesso finiscono in loschi traffici di organi umani.
Ci sono persone che devono pagare per lavorare, col denaro, con la dignità o con la propria vita.
Ci sono nazioni che chiudono la porta ai profughi che scappano dalle guerre che sono state volute o non evitate proprio da quelle stesse nazioni che erigono muri, virtuali o reali ma sempre muri sono.
Ci sono persone che fanno business con la tratta dei profughi e con il mercato delle armi.
Ci sono persone che uccidono per il gusto di uccidere, uomini e animali.
Ci sono nazioni “unite contro la guerra” che mandano caccia bombardieri a mietere vittime in altri paesi, ovviamente per fermare la guerra e promuovere la “pace”.
Ci sono nazioni “unite per sconfiggere la fame nel mondo” e poi devastano foreste pluviali per coltivarci canna da zucchero, mais e colza  per produrre bio-carburanti e materiali biodegradabili.
Ci sono “sedicenti stati” che esistono per mantenere il caos all’interno del quale poter perpetuare i propri interessi, sempre in nome di Dio o contro altri “alieni” detti “infedeli”.
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C’è chi mette etichette su tutto e tutti pur di mantenere divisione e creare gli alieni in casa propria: uomo, donna, gay, omosessuali, lesbiche, gender, bianchi, gialli, neri, extracomunitari, migranti, emigranti, immigranti, poi coppie di fatto, single, divorziati, separati e…
…omicidi, femminicidi, infanticidi, regicidi (oramai pochi).
Ci sono gli xenofobi, gli omofobi.

Siamo noi gli esseri alieni. Alieni di noi stessi e Alieni nel modo in cui ci illudiamo di essere uniti, di cooperare, di socializzare: ognuno a casa propria, lontano dagli occhi ma soprattutto lontano dal cuore. E pensare che siamo solo, tutti: ESSERI UMANI o PERSONE.


Allora, caro alieno che presumibilmente dovresti arrivare da un altro pianeta… ti chiedo: “chi te lo fa fare di venire qui ?”
 A meno che tu non decida di prenderti qualche anno sabbatico al fine di rimettere le cose al loro posto, se un posto certe cose lo hanno mai avuto, avrai il tuo bel da fare. Il tuo predecessore è durato 33 anni e guarda come è finito; regolati!
Considera anche che se pensi di arrivare qui e dispensare pace potresti finire immediatamente in qualche laboratorio segreto, tagliuzzato e poi messo in qualche barattolo, in nome della scienza o per “garantire la sicurezza e la sopravvivenza del genere umano”.
Quindi, non venire da noi così, a caso… fatti un bel piano, trova le parole giuste e vedi di esprimerti in modo chiaro. No, non ti lasciare ingannare dai film di fantascienza. Nella realtà, qui da noi, non ci sono le Jodie Foster di turno che nel giro di poco sanno come decifrare un linguaggio alieno (film Contact). Da noi è più roba da ET l’extraterrestre, dove i terrestri prima che tu dica qualcosa ti mettono in un sacco e se non scappi in tempo ti fanno crepare. A proposito, finiscila di dire “telefono casa”, non ti ascolterà nessuno perchè qui da noi abbiamo: “PERSOO!”.
 PS (aggiornato il25.09.2016)
“Tiratina d’orecchie” per la redazione di  Tom’s Hardware.
L’impietosa scelta di accostare la foto del fisico Stephen Hawking all’esoscheletro del Terminator, non è giustificata in alcun modo. Se il Terminator voleva rappresentare il concetto di “alieno”, inteso come “extraterrestre”, dovete prendere atto dell’errore madornale. Nell’immaginario della saga fantascientifica Terminator è una macchina terrestre, nata nel futuro a seguito della presa di coscienza del sistema informatico di difesa che prende il nome di Skynet sviluppato dalla Cyberdyne Systems. Il resto della storia potrete approfondirlo vedendovi i film…
Detto ciò se l’intento era di andare a pescare dall’iconografia cinematografica un alieno “cattivo”, veramente extraterrestre e tecnologicamente evoluto, avrei decisamente optato per Predator.
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Crediti e approfondimenti:
Foto: reality “Grande Fratello VIP” dal sito correttainformazione.it
Foto: reality “Undressed” dal sito ibtimes.co.uk
Foto: reality “L’Isola di Adamo ed Eva” dal sito it.blastingnews.com
Foto: bandiera ISIS dal sito interris.it
Video: spot “Olio di palma sostenibile” dal canale YouTube advinfo2013
Approfondimenti sull’olio di Palma da oliodipalmainsostenibile.it
Video: spot “Vodafone – Bruce Willis” dal canale YouTube ideeideasit
Foto: Predator da JustNerd.it

Bambini dimenticati e negazioni abolite

“Attenzione. La visione di questo programma è consigliata ad un pubblico adulto”

Attenzione

Questo messaggio compare qualche istante prima dell’inizio o della ripresa, dopo la sospensione per la pubblicità, dei programmi che hanno contenuti NON ADATTI AI BAMBINI. Tra le varie emittenti televisive è pratica piuttosto diffusa adottare questo testo.

Mi domando: “pareva brutto scrivere un messaggio chiaro e diretto usando una negazione?” Dai, quando ci vuole usiamola!

Se NON è adatto lo puoi dire, non ti vergognare.

Questo cartello (termine anacronistico ma sempre in uso) a me pare un “consiglio per gli acquisti” in Mauriziocostanziana versione; è come se invitassi il pubblico adulto a vedere il programma televisivo che di lì a breve inizierà. Non implica minimamente l’eventuale presenza dei bambini e tantomeno ne sconsiglia la visione ai più piccoli.

Da parte di coloro che curano i palinsesti televisivi pare più una sorta di “trasferimento di responsabilità”, verso quegli adulti a cui unicamente il messaggio è rivolto, a fronte di una mancata, preventiva visione del contenuto e di un’adeguata valutazione dello stesso per stabilire se il programma può essere o meno fruibile dai bambini.

E’ un po’ come se volesse passare un messaggio di questo tipo: “Dal titolo di ciò che stiamo per mandare in onda ci pare che sia roba bella pesa ma noi non l’abbiamo ancora vista. Facciamo così: VI CONSIGLIAMO di vederla, almeno ne giudicate i contenuti, poi fate vobis“. Anche se il “fate vobis” non è implicito perchè di fatto non si mette in avviso nessuno. Anche il sostantivo ATTENZIONE non fa altro che rafforzare il messaggio di VISIONE CONSIGLIATA e non eventualmente di quella NON CONSIGLIATA o SCONSIGLIATA. L’uso di una bella negazione ogni tanto non guasta.

Rimettiamo al centro della questione i diritti dei bambini e le responsabilità degli adulti.

IL CONTENUTO NON E’ ADATTO AI BAMBINI. E’ un’informazione che indica chiaramente che quanto sta per andare in onda NON E’ DA FAR VEDERE AI PIU’ PICCOLI e non che se ne CONSIGLIA LA VISIONE AD UN PUBBLICO ADULTO; a me pare molto diversa la questione.

E’ come se nei pressi di un giardino pubblico, per indicare che non sono ammessi cani, fosse affisso un cartello con su scritto: “LA FRUIZIONE DI QUESTO PARCO E’ CONSIGLIATA AD ADULTI E BAMBINI”. Che si va per differenza? Quindi, tutto ciò che non ho riporto nel messaggio dovrebbe essere sottinteso come soggetto che NON dovrebbe entrare o, nel caso della televisione, che NON dovrebbe vedere qualcosa?

Di questo passo troveremo in prossimità di qualche spiaggia inquinata dei cartelli con su scritto: “LA BALNEAZIONE IN QUESTO TRATTO DI MARE E’ CONSIGLIATA A CHI SI E’ VACCINATO CON L’ANTI TIFICA”, invece di “Divieto di balneazione” oppure “IL PASSAGGIO SU QUESTI BINARI E’ CONSIGLIATO AI MACCHINISTI”, per dire “vietato attraversare i binari”…

Allora, tornando alla questione del nostro “cartello” televisivo, mi rivolgo a chi si occupa di comunicazione ma in particolare all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e alle emittenti televisive. Vogliamo essere più precisi e avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome cominciando dalla parola “BAMBINI”? Su… provate a dirlo, non fa male, anzi…

DRONITALY atto terzo. 30 settembre e 1 ottobre 2016 si alza il sipario sull’evento italiano dedicato ai droni

Più che una terza edizione parliamo di un terzo atto. DRONITALY è un brand che fin dal suo esordio, nel “lontano” 2014, ha saputo proporsi sul mercato fieristico di settore come un evento di punta e di grande livello.

Un terzo atto perchè parlare di DRONITALY e di droni in particolare, dato il continuo mutare degli eventi, dovuto principalmente al dinamico sviluppo delle tecnologie e ai cambiamenti normativi del settore, non può definirsi un evento fine a se stesso che inizia e che termina ma è un compendio di eventi che non hanno soluzione di continuità e che accompagnano il professionista, e non solo, verso nuovi traguardi, offrendo stimoli concreti e un ventaglio di soluzioni di alto livello.

DRONITALY è un brand che si ramifica nel corso dell’anno attraverso varie iniziative che lo vedono protagonista in ambiti diversi ma complementari, sapendo anche sfruttare quelli non propriamente e immediatamente identificabili come eventi di settore. Uno su tutti, la partecipazione a FIERAGRICOLA 2016 che si è tenuta a febbraio alla Fiera di Verona. Una partecipazione che ha incuriosito o stupito i “non addetti ai lavori” ma che per coloro che già operano o si stanno avvicinando alle tecnologie UAV per la cosiddetta agricoltura di precisione o precision farming, è stato un momento di confronto e d’interesse che ha permesso di portare le tecnologie di punta più innovative, dedicate al settore in questione, in un contesto fieristico specialistico, dove gli operatori del settore agricolo hanno potuto vedere, discutere e comprendere quali vantaggi possono derivare dall’impiego dei droni in agricoltura.

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DRONITALY è un osservatorio permanente; quest’anno ha rilanciato e promosso il secondo studio nazionale “sullo stato di salute delle aziende operanti nel settore dei SAPR”. Condotto in collaborazione con Doxa Marketing Advice lo studio prende il nome di “Osservatorio Dronitaly-Doxa” e mira a raccogliere una serie di informazioni direttamente dagli operatori di settore e che di fatto creano il mercato italiano dei droni. Un’indagine accurata che ha come primario obiettivo: “capire e conoscere” il settore, comprenderne le criticità e, se possibile, promuovere iniziative tese a migliorare il mercato stesso. I risultati del nuovo studio saranno presentati commentati e discussi da DOXA – ENAC – ENAV durante la conferenza di apertura della terza edizione di DRONITALY che si terrà il giorno 30 settembre a ModenaFiere.

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DRONITALY è sinergia e scambio d’informazioni. L’esperienza di Dronitaly arriva negli Stati Uniti d’America portando con sé l’esperienza di due edizioni e un bagaglio d’informazioni raccolte dal primo studio Doxa i cui dati conclusivi furono presentati all’edizione DRONITALY del 2015. A luglio 2016 il team DRONITALY è stato inviato all’Ambasciata italiana a Washington a partecipare al “The Drones are Coming!”, una tavola rotonda organizzata dall’Institute for Education’s (IFE) impegnata nello sviluppo di iniziative che favoriscono scambi interculturali e coinvolgono diplomatici, politici, imprese, media, accademici e leader delle comunità ai più alti livelli. Un’importante occasione attraverso cui è stato possibile illustrate le potenzialità del mercato italiano dei droni ai 120 ospiti e relatori intervenuti all’incontro.  Nell’occasione Dronitaly, tramite il proprio referente tecnico, blogger e relatore Sergio A. Barlocchetti, ha illustrato i dati del primo “Osservatorio Dronitaly-Doxa”. Un chiaro esempio di come Dronitaly sia, anche negli Stati Uniti, un punto di riferimento per quanto concerne il settore italiano dei droni civili.

Foto tratta dal sito IFE
Foto tratta dal sito IFE

 

DRONITALY è fucina creativa. Tra le novità presenti nell’edizione 2016 spicca il “D CHALLENGE”, il primo contest italiano riservato agli studenti delle scuole secondarie. Fino al 15 settembre, studenti della scuola secondaria di secondo grado di età compresa tra i 14 e i 19 anni, guidati dai propri docenti, potranno presentare progetti e proposte di applicazioni pratiche per l’utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto. Un modo stimolante per mettere alla prova la fantasia, la creatività e la formazione ricevuta durante il proprio percorso scolastico, in relazione alla propria età e al livello di formazione ricevuto. Attraverso la competizione sarà possibile sottoporre i propri progetti all’attenzione di una giuria di esperti che in varie fasi e selezioni, proclamerà il team vincitore D CHALLENGE che sarà premiato nel corso dell’edizione 2016 di Dronitaly.

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DRONITALY 2016 The Pro&Fun Drone Show. In questo percorso legato dal medesimo filo conduttore, che parte dall’Italia, arriva negli USA per poi ritornare nel nostro bel Paese, ci apprestiamo a vivere l’attesissima due giorni dedicata al mondo dei droni.

Nuova location: ModenaFiere, facilmente raggiungibile un po’ da tutta Italia, soprattutto per chi viene dal centro-nord. Nuovo payoff The Pro&Fun Drone Show che riunisce sotto un unico brand ed evento i due macro settori che interessano il mercato dei droni: quello professionale e quello hobbystico o ludico.

DRONITALY 2016 manterrà in parte la formula già adottata nelle precedenti edizioni, quindi aree espositive, convegni e workshop a cui si affiancheranno a pieno titolo delle importanti novità come, appunto, la realizzazione di un’intera area, o in termini fieristici sarebbe più giusto dire “padiglione”, dedicata al settore consumer che si divide in un’infinità di sotto settori dei quali spesso si fa fatica a distinguere differenze e caratteristiche. Dronitaly cercherà di chiarire anche questo offrendo al pubblico la possibilità di visitare e partecipare agli eventi che si svilupperanno all’interno di due padiglioni. Due mondi a confronto, espositori qualificati con tante proposte dedicate ad entrambi i settori e, per dare modo a tutti gli utenti di testare dal vivo le tecnologie del momento, Dronitaly metterà a disposizione delle aree test per mostrare e provare i droni e un’intero circuito indoor per presentare i droni da gara o droni race.

E’ la grande novità di questa edizione e il termine “grande” non lo uso a caso. Ben 300 metri di tracciato al chiuso con reti di protezione per garantire la massima sicurezza del pubblico. Gate (porte o passaggi obbligatori) luminosi disposti su più livelli e curve a gomito. Effetti speciali, tra cui teste mobili, luci stroboscopiche e fumo. Tutto questo per rendere l’esperienza di pilotaggio ancora più emozionante e adrenalinica. Il circuito è stato realizzato seguendo le linee guida FAI, in collaborazione con WOOP Motion Store, A.S.D. FPVGP e il Gruppo Aeromodellistico Secchia.

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Ma non è tutto…

Le sfide tra droni spesso rischiano di essere divertenti solo per chi le vive in prima persona, per i piloti che con i loro occhiali o monitor per FPV (First Person View) riescono a pilotare i loro droni che scheggiano anche a 150Km/h; velocità che per il pubblico spesso rischia di diventare un limite più che un elemento che invoglia a seguire queste sfide. Ecco che per ovviare ad un’eventuale “distrazione”, dovuta all’eccessiva velocità dei piccoli droni che talvolta li rende difficili da seguire, o inseguire con gli occhi, saranno installati dei grandi schermi a beneficio del pubblico, attraverso i quali sarà possibile seguire la diretta delle varie corse tra droni, opportunamente gestita da una regia che puntualmente proporrà le immagini provenienti dalle videocamere installate su ciascun drone.

Non basta…

Tutto questo sarà commentato live da un professionista esperto che descriverà le manovre compiute dai vari piloti, il circuito e le difficoltà che esso pone a coloro che avranno il coraggio di affrontarlo. Inoltre, tra una sfida e l’altra, sarà possibile assistere anche alle interviste con i piloti che in qualche modo potranno offrire al pubblico un maggior ventaglio di esperienze.

E l’area dedicata ai professionisti?

Ovviamente è quella che ha permesso a Dronitaly di essere la fiera che è diventata. Il settore Pro è in lenta ma continua ascesa, caratterizzato da frequenti cambiamenti normativi che lasciano tracce indelebili all’interno di un mercato che probabilmente meriterebbe maggior respiro e al contempo stabilità. Quel tempo necessario e quella stabilità indispensabili per permettere di consolidare quelli che dovrebbero diventare i protocolli e gli standard di settore e attorno ai quali gli attori della filiera dovrebbero poter fare previsioni e investimenti.

Un mercato in fermento che avverte gli impulsi (tradotto: tendenze e regole) provenienti dagli altri paesi europei ma anche e soprattutto dagli USA laddove dal “non si può fare nulla con i droni” si è passati nel giro di un paio d’anni al “volare si può con regole chiare”.

Lo studio condotto dall’ “Osservatorio Dronitaly-Doxa” ci aiuterà a comprendere meglio quali sono le attuali richieste da parte degli operatori del settore e come sta andando il mercato professionale dei droni in Italia.

Al DRONITALY gli espositori professional presenteranno le novità tecnologiche tra cui gli APR di varia grandezza e peso con i relativi payload dedicati alle più disparate esigenze lavorative – cinema, televisione, pubblicità, agricoltura di precisione, monitoraggio, mappatura del territorio, archeologia aerea, etc. – o impiegabili nel settore della sicurezza, della protezione civile, della prevenzione e del controllo del territorio.

I convegni affronteranno tematiche che spazieranno dagli aspetti normativi legati alla privacy, al regolamento ENAC, ai centri di addestramento per piloti di droni. Attraverso i vari workshop sarà possibile apprezzare più da vicino e dalla viva voce delle stesse aziende, le soluzioni proposte da chi espone. Vi invito a consultare il programma dei convegni e dei workshop il cui link è presente in fondo a questa pagina.

Ancora pochi giorni e si aprirà il sipario per dare inizio al terzo atto di Dronitaly. Di fatto metterà una serie di punti, almeno per quanto riguarda il percorso fino ad oggi avviato, cercando di dare risposte ad operatori di settore e appassionati, offrendo, al contempo, una serie di spunti per tutto ciò che ancora deve venire in ambito droni sul territorio italiano e che verrà dal 2 ottobre in poi.

Se vuoi essere un professionista di questo settore, per lavoro o per gioco, ti aspetto a ModenaFiere il 30 settembre e il 1 ottobre a Dronitaly 2016. Troverai anche me al mio stand Achrom.

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Approfondimenti:

A questo punto ritengo importante fare chiarezza

Alla luce di alcuni fatti che mi vedono coinvolto, devo fare un po’ di chiarezza; per chi mi conosce, per i miei amici, parenti, verso i miei clienti e partner di lavoro.

Nella vita non finisci mai di imparare e soprattutto di stupirti del comportamento di alcune persone. Non farò nomi per non scadere in giochini ridicoli. Diciamo, per semplificare, che ad un certo punto sono spuntati dei sedicenti professionisti creativi che millantano scintille di genio. Personaggi che si attribuiscono meriti che non hanno se non quello di aver fatto un maldestro “copia e incolla” dei miei prodotti. Personaggi che vantano di creare qualcosa di innovativo, caratterizzato da una particolare attenzione al fattore estetico e qualitativo. Parliamo di articoli di design e accessori “pensati” e realizzati per chi lavora o gioca con i droni. Tutto questo col supporto di altre persone, operanti nel settore droni, che pur conoscendomi bene e pur sapendo che sono sempre stato aperto e disponibile per trovare il modo di fare rete, creare sinergie, si sono ben guardate dal contattarmi o citarmi nei loro soliloqui, anzi, omettendomi del tutto hanno dato per scontato che il lavoro da me svolto fino ad oggi nel settore APR non sia mai esistito.

“Non importa… andiamo avanti”.

Non entro nei dettagli. Desidero solo comunicarvi che io, Stefano Saldarelli, titolare della Achrom (libero professionista nel settore della grafica dal 1998), dalla fine del 2013 ho cominciato a sviluppare una linea di prodotti e accessori dedicati a chi opera nel settore dei droni. Nel 2014 ho avuto modo presentare ufficialmente i miei prodotti ai vari Roma Drone Conference e successivamente ad altri appuntamenti di settore come Dronitaly e ultimamente al Roma Drone Expo&Show e al FlyParty di Montagnana insieme ad Helix Island.

Sono stato il primo in Italia e probabilmente anche in Europa a ideare e realizzare accessori per chi lavora con i droni. Non sono alla ricerca di primati o di onorificenze; cerco solo di far chiarezza. Non pretendo di gestire un monopolio. Sono convinto che le idee aleggino nell’aria e che le menti creative siano in grado di coglierle ed ELABORARLE per poi sviluppare qualcosa di DIVERSO, di ORIGINALE di cui magari andare anche fieri. I veri creativi assorbono energie ed elementi dal mondo che li circonda; si saturano di immagini, suoni, colori, forme che pervadono ogni anfratto della mente. Si ispirano, avviano un processo mentale che li porta ad elaborare qualcosa di NUOVO, di DIVERSO. Se questo non accade in questo modo e ordine allora si parla di PLAGIO o di COPIA.

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Detto ciò, molti di voi mi conoscono, alcuni sono miei clienti da tempo, altri probabilmente avranno modo in futuro di conoscermi personalmente o di acquistare qualche prodotto dal mio shop. Non mi interessa cosa intendono fare questi millantatori di professionalità, voglio solo comunicare che i miei soli partner con i quali collaboro a vario titolo, sono:

Rivenditori ufficiali:

Media:

Fiere di settore:

Aziende partner con scontistiche di acquisto riservate:

Sul mio sito web sono presenti solo ed esclusivamente le mie creazioni, frutto della mia OPERA D’INGEGNO. Prodotti e soluzioni che ho sviluppato, perfezionato nel tempo, grazie anche ai feedback dei miei clienti che ho servito e che continuo a soddisfare, offrendo loro prodotti di qualità, originali e personalizzabili.

Posso affermarlo con orgoglio e i fatti lo dimostrano: i miei prodotti possono essere visti in giro, indossati o utilizzati dai miei clienti PILOTI DI APR o appassionati di droni, hobbysti, aeromodellisti, ecc., Vengono promossi dai miei partner e venduti solo da me o tramite i miei rivenditori HELIX ISLAND e ICT CUBE. Questo lo scrivo a beneficio di coloro che potrebbero cascare nel tranello della “sovrapposizione di informazione” dovuta alla duplicazione di chiavi di ricerca sui motori di ricerca; in pratica “lor signori” non si sono limitati a copiare i prodotti ma anche i nomi. Tentativo perpetuato solitamente da chi ha poco di suo da proporre se non molta arroganza e mancanza di fantasia.

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Comunque, troverete in giro prodotti che a prima vista potrebbero essere “scambiati” per i miei. Appena avrete modo di soffermarvi ad analizzare meglio gli articoli in questione noterete una certa differenza e, badate bene, non dico in meglio o in peggio perchè non spetta a me darmi dei giudizi. Vi dico solo di guardare con molta attenzione gli articoli e di capire che se cercavate i prodotti a marchio DRONE by ACHROM, DRONE 4 FUN o quelli per PILOTI DI APR creati da me, li trovate solo e soltanto sul mio sito http://www.achrom.info e presto su quello di Helix Island, www.helixisland.it e su quello di ICT Cube, http://shop.ictcube.it/.

Trovate informazioni sulle mie attività anche su Quadricottero News, rivista di settore specializzata. Basterà digitare ACHROM sul motore di ricerca presente all’interno del sito di Quadricottero News per ottenere un po’ di informazioni che mi riguardano.

Detto ciò, ben venga la concorrenza quando questa è da stimolo per migliorarsi, per creare nuove cose e spingersi ad affrontare continue sfide. Non approvo chi non ha rispetto, non applica nella vita e nel lavoro i principi fondamentali che distinguono chi fa le cose fatte perbene e chi le fa tanto per fare o per ledere qualcuno, soprattutto quando va a dire in giro che è “farina del proprio sacco”.

Colgo quindi l’occasione per ringraziare chi mi ha dato fiducia fino ad oggi e spero che vorrà continuare a rivolgersi a me per acquistare prodotti e accessori PENSATI per chi lavora o gioca con i droni, ricordando che sono prima di tutto un grafico creativo che sviluppa soluzioni per la comunicazione visiva in generale, quindi non realizzo solo i prodotti presenti nel mio shop ma anche tutta una serie di altre cose e offro servizi di cui potete prendere info navigando sul mio sito.

Ringrazio tanti di voi per le attestazioni di stima che ho ricevuto per email, in chat e durante le fiere a cui ho partecipato dove ho avuto il piacere di stringere la mano a molti di voi e finalmente di poter assegnare, almeno a qualcuno, un volto oltre a un nome e a una voce.

Quindi, il mio blog racconta tanto di quello che faccio e quando è stato fatto in questi anni. La mia pagina Facebook aziendale idem e stessa cosa vale per il mio sito web.

Chiudo con un frase che mi piace attribuire ad un famoso artista, anche se non credo l’abbia mai pronunciata: “Ai POSTER l’ardua sentenza” come avrebbe potuto dire Mimmo Rotella (artista, celebre per aver inventato e proposto attraverso le proprie opere la tecnica del décollage applicata ai poster – trovate sul web tutti i riferimenti del caso).

Stefano Saldarelli

I miei canali web dedicati al settore droni:

  • DRONEVOLUTION Blog – aggregatore di informazioni provenienti dal settore
  • DRONE su Facebook – pagina sulla quale vengono rilanciate le notizie postate su DRONEVOLUTION e quelle provenienti da altri canali social.
  • DRONI E DRONISTI, sezione interna del mio blog

Riflessione sulle “Linee guida per stabilire le CARATTERISTICHE DI INOFFENSIVITÀ di un APR”

Credo che a breve verrà pubblicato un documento col quale si emenderà il regolamento che abrogherà tutti i divieti per poi riformulare delle eccezioni di cui all’articolo, del comma, del paragrafo, del capitolo, della “supercazzola prematurata” attraverso la quale potrai sempre far volare altissimo il tanto invocato, istigato, inevitabile MOCCOLO.

Non so se rispetterà tutti i criteri di inoffensività ma di sicuro volerà o sta già volando in varie parti d’Italia…

Cari amici “dronisti”, non spaventatevi di tutti questi regolamenti. Lavorate e non fatevi intimorire; studiate, preparatevi, siate prudenti ma non mollate l’osso.

Siamo solo agli inizi di un lungo e tortuoso cammino che non potrà essere fermato né da ENAC  né da nessun altro. Si chiama sviluppo tecnologico, evoluzione, progresso e, ci metto pure, conoscenza. Dalla conoscenza nascono belle cose, dall’ignoranza solo ignoranza.

Mi domando: “ENAC, come potrà ritenere “offensivo”, stando a quanto ha appena pubblicato, un drone per il quale si è presentata ad ENAC la dichiarazione di rispondenza?” Di fatto i multicotteri tra i 301gr e i 2Kg non hanno molte chance per rispondere alle “caratteristiche di inoffensività” richieste da ENAC ma, all’art. 12 del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, paragrafo 1, si dice, riporto fedelmente: “Le operazioni specializzate condotte con SAPR di massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi, a condizione che gli aspetti progettuali e le tecniche costruttive dell’APR abbiano caratteristiche di inoffensività, precedentemente accertate dall’ENAC o da soggetto da esso autorizzato“.

“Se hai accertato in precedenza che sono inoffensivi, adesso come puoi ritenere i medesimi droni “offensivi” o non rispondenti ai “criteri di inoffensività”?

Giriamo la domanda: “ENAC, come può stabilire dei “requisiti di inoffensività”, quando questi non trovano alcun riscontro nelle centinaia di quadricotteri già ritenuti inoffensivi dalla stessa ENAC?”

Vuoi vedere che adesso, per correre ai ripari, tireranno fuori qualcosa tipo la “classe ambientale” per le auto (i vari Euro 1, 2, 3, etc) per cui gli APR certificati fino ad una certa data potranno volare o non volare in virtù di tutta una serie di ulteriori paletti, giustificazioni, leggi e classificazioni “non-sense”?

Tipo: “Gli APR certificati da ENAC fino ad oggi potranno volare solo il sabato mattina dalle 10.45 alle 11.00 ma solo se capita il 29 febbraio mentre quelli che verranno certificati da domani in poi, se ritenuti inoffensivi grazie ai paraeliche in gommapiuma, meglio se fatte di aria ma non troppo compressa, eliche di brigidino e scocca realizzata col popcorn, potranno volare liberamente”.

Dovremmo ringraziare ENAC.

Grazie ai faldoni prodotti fino ad oggi è stata in grado di far spremere le meningi ai nostri bravi ingegneri, costruttori e tecnici nel tentativo di realizzare qualcosa che ancora non si è mai visto e che neppure ENAC, evidentemente, sa come deve essere fatto.

Che ENAC emendi pure, che riveda, abroghi, pubblichi circolari, faccia quello che gli pare (dopotutto come ha sempre fatto) ma ciò che è scritto resta e prima o poi, probabilmente, qualcuno che ha voglia di “perdere un po’ del proprio tempo” e che avrà titolo per farlo, impugnerà ogni rigo scritto da ENAC e dimostrerà che “chi di spada ferisce di spada perisce”.

Dall’aprile 2014, data in cui è entrato in vigore il primo Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, ad oggi, ENAC ha scritto fiumi di parole e ascoltato poco o nulla le aziende e le associazioni di settore coinvolte a vario titolo in materia di APR. Sento sempre un gran parlare di ENAC e dei suoi regolamenti; vedo un gran avvicendarsi di referenti ENAC, tutti contenti e ben disposti a partecipare a tavoli, conferenze, workshop. Pronti a fare roboanti annunci, a rendersi disponibili a rivedere in meglio le regole e… ZAC! Puntualmente, non solo tutto resta uguale, “magari”, ma spesso va a peggiorare.

Risultato?

Vedo aziende che chiudono, piloti che decidono di “far festa”, o peggio, decidono di lavorare “a prescindere” (leggi: abusivamente).

Tutto questo a chi giova o a chi gioverà? Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

I nostri Piloti e gli Operatori saranno costantemente impegnati nel rivedere i propri protocolli di lavoro, le proprie filiere di costruzione degli APR perché le regole verranno continuamente cambiate?

Vogliamo farci passare avanti dal resto del mondo anche in questa magnifica sfida dove l’italia potrebbe eccellere, come in altri moltissimi campi, solo “limitandosi” a fare bene quello che sa fare?

Vogliamo emigrare tutti all’estero per “risolvere” il problema delle leggi che non permettono di lavorare in Italia?

Oppure…

Vogliamo veramente impegnarci per concertare delle strategie di “difesa” e di “contrattacco” per dimostrare, fattivamente, che stiamo parlando troppo e agendo pochissimo? I droni commerciali  sono oramai una realtà mondiale e noi, nel tentativo di districarci tra le regole sempre più ingarbugliate e commistionate tra loro, non rischiamo di scordarci questioni più pratiche che coinvolgono seriamente temi come “security” e “safety”?

Le regole sono alla base della nostra civiltà, servono, sono indispensabili ma devono essere giuste e pensate per tutelare e non per limitare l’operatività degli addetti ai lavori e delle persone interessate dall’uso diretto o indiretto di certi dispositivi, in questo caso degli APR.

Sappiate comunque che il nuovo documento ENAC si pone come una LINEA GUIDA che, come tale, (riporto dicitura presente in testa al suddetto documento): “Le Linee Guida contengono elementi di dettaglio di tipo interpretativo o procedurale per facilitare l’utente nella dimostrazione di rispondenza ai requisiti normativi. Sono generalmente associate a Circolari. Dato il loro carattere non regolamentare, i contenuti delle Linee Guida (LG) non possono essere ritenuti di per se obbligatori. Quando l’utente interessato sceglie di seguire le indicazioni fornite nelle LG, ne accetta esplicitamente le implicazioni sul proprio impianto organizzativo da esse come risultante ed esprime il proprio forte impegno a mantenersi aderente ad esse ai fini della continua rispondenza al requisito normativo interessato. I destinatari sono invitati ad assicurare che le presenti Linee Guida siano portate a conoscenza di tutto il personale interessato.”

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In altre parole… se non la seguite non succede nulla ma se la seguite.. Ooooh! dovete mantenervi aderenti a quanto riportato.

Detto ciò, siate professionisti, siate professionali, siate di larghe vedute e lungimiranti ma non abbrutitevi davanti alle decisioni del legislatore. Ricordiamoci che ogni “senso unico” è caratterizzato da un “divieto di accesso” da un lato e da un “senso consentito” dal lato opposto; talvolta basta fare il giro dell’isolato per arrivare all’obiettivo.

“…e se proprio vi scappa un take-off di un moccolo, cercate almeno di evitare assembramenti di persone”🙂

Approfondimenti: 

 

Io e DRONI MAGAZINE… dal blog alla carta stampata. Un viaggio crossmediale alla scoperta del mondo dei droni

“Non ti ho tradito, credimi… no dai, non fare così. Lo so che ci siamo conosciuti qui e che ti raccontavo tante cose sul mondo dei droni ma… i rapporti cambiano, il tempo passa; sai com’è. Poi arriva una che ti strizza l’occhio, carina, ben rilegata, patinata, tutta presa per i droni… Come potevo dirle di no!”

Scusatemi se ultimamente non sono stato molto presente in queste pagine, quantomeno col fornirvi “notizie fresche”. Diciamo che le cose si sono un po’ evolute negli ultimi tempi.

Riassuntino veloce:

A gennaio di quest’anno ho aperto DRONEVOLUTION BLOG, un aggregatore di informazioni sui droni. L’ho classificato come lo spin-off di DRONE, da cui effettivamente deriva.

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Su DRONEVOLUTION BLOG aggrego e pubblico le notizie sull’argomento droni provenienti dalle testate online nazionali.

E’ stata un po’ una scelta naturale.

Dopo due anni di DRONE su Facebook notavo che le centinaia di notizie che avevo postavo andavano “perse”, pur risultando importanti e interessanti anche a distanza di tempo, almeno la maggior parte di esse.

Mosso da una sorta di spirito “ambientalista”,  ho deciso di preservare la specie: un patrimonio di informazioni sul tema droni civili, “aggregando” le notizie all’interno di un unico contenitore che ho chiamato: DRONEVOLUTION BLOG. Da qui le informazioni, opportunamente taggate, classificate e indicizzate, sono reperibili a tutti, senza alcun abbonamento, insomma “a grattisse”, semplicemente consultando la piattaforma, navigando attraverso le categorie o interrogando il motore di ricerca.

Da DRONEVOLUTION BLOG i post vengono rilanciati su DRONE (Facebook), sulla mia pagina Twitter, su Google+ e Linkedin… Urca, tanta roba!

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A febbraio ho avuto il piacere di conoscere Fabio Marotta di DRONI MAGAZINE. Dopo una bella chiacchierata telefonica di quasi un’ora siamo approdati ad un bel: “ma allora possiamo collaborare”; in pieno stile: “Si, può, fare” alla Mel Brooks.

“Proviamo!”, ci siamo detti. Così siamo partiti con un esperimento di collaborazione.

Nel numero di aprile-maggio di DRONI MAGAZINE troverete un mio articolo dedicato ai droni da trasporto o DRONE DELIVERY. Ho aperto la finestra sul mondo, ho frugato tra le notizie, consultando anche la mia stessa piattaforma DRONEVOLUTION BLOG. Sono andato a curiosare oltre oceano ad individuare realtà che operano o stanno per cominciare ad operare con i propri SAPR per il trasporto di merci per brevi o lunghe distanze. Dai piccoli droni che trasportano farmaci salva vita ai grandi droni cargo che vedremo presto solcare i cieli di tutto il mondo.

Devo dire che mi sono divertito a scrivere questo pezzo.. Mi ha dato modo di approfondire alcune cose che già conoscevo, di riportare con piacere quelle che sapevo e mi ha permesso di andare a scavare a fondo per trovare cose che fino ad ora non avevo ancora scoperto.

Il bello dello scrivere è anche questo, soprattutto se devi raccontare delle cose che fanno parte della realtà che ci circonda e del mondo che sarà domani.

Ecco a voi il bel paginone di DRONI MAGAZINE che riporta nella parte bassa il focus che rilancia il mio articolo “Il futuro è nelle consegne”

Copertina_Droni Magazine_aprile2016

Vi annuncio che sto lavorando all’articolo per il prossimo numero di DRONI MAGAZINE, che uscirà a giugno (numero di giugno-luglio) e che tratterà di argomenti legati a… per adesso non ve lo dico🙂 siamo in pieno “Work in progress”. Vi aggiornerò più avanti.

Detto ciò… aspetto che leggiate il numero di DRONI MAGAZINE attualmente in edicola (uscito il 19 aprile) e che mi facciate sapere se vi è piaciuto, se avete gradito il mio pezzo e magari di cosa vi piacerebbe che scrivessi nei prossimi numeri. Se poi non vi è piaciuto ditemelo così ho modo di migliorarmi🙂

Pertanto… “non ti ho tradito, ho solo allargato gli orizzonti. Mi vedo anche con altre ma per te ho sempre un certo debole, bloggona mia!”

Ci leggiamo anche in edicola!

Link di approfondimento: