4 chiacchiere sul cancro. Prevenzione, cura e tutela sociale

Prato: sabato 30 novembre alle ore 16:00, presso la nuova sede dell’Associazione “Quelli di Piazza Ciardi e delle vie del Serraglio”, si terrà un incontro aperto a tutti, ad ingresso libero, sul tema “4 chiacchiere sul cancro. Prevenzione, cura e tutela sociale”

Ci teniamo a definire che sarà un incontro “informale”. I cittadini, pazienti o ex tali che hanno incontrato il cancro, si racconteranno apertamente con l’intento di trasferire la propria esperienza, sottolineando l’importanza della prevenzione.

Storie di rinascita, di crescita e a volte anche di momentanea sconfitta. Cercheremo risposte attraverso un confronto aperto, comune, che coinvolgerà anche esperti e politici.

Interverranno:
  • Dott.ssa Maria Nincheri Kunz – Vice presidente LILT Prato
  • Dott. Luigi Biancalani – Vicesindaco e Assessore alla salute e alle politiche sociali del Comune di Prato
  • Dott. Andrea Quartini – Commissario della Terza Commissione Regione Toscana (Sanità e politiche sociali)
e alcuni cittadini che porteranno la propria testimonianza cercando di dare risposte e spunti utili al dibattito su un tema importante e d’interesse per tutti.
  • E’ importante la prevenzione?
  • Cos’è la prevenzione e come si pratica?
  • Neoplasie rare o definite tali, cosa fare quando vengono diagnosticate?
  • Diritti del malato. Cosa fare se il datore di lavoro non accetta la tua malattia?
  • Sentirsi “diversi”. Il cancro è legato ancora a pregiudizi e tabù?
Queste sono solo alcune delle domande che verranno poste e alle quali gli ospiti che interverranno potranno dare delle risposte.

Incontro organizzato da:
  • Chiara Bartalini
  • Franco Pacini
  • Stefano Saldarelli
  • Silvia Zipoli

In collaborazione con:

 


Al termine delle circa due ore, previste per questo incontro, si terrà linaugurazione della nuova sede dell’Associazione ospitante: Quelli di Piazza Ciardi e delle vie del Serraglio alla quale si collega anche l’inaugurazione della mostra dei fotoquadri realizzati nell’ambito del progetto “Il Rinascimento. Col seno di poi…” a favore della LILT di Prato, curato da:

  • Francesco Bolognini
  • Eleonora Lastrucci
  • Mirco Rocchi
  • Stefano Saldarelli
Spero di potervi incontrare.
Sarò presente in veste di moderatore e di testimonial. Attraverso il mio racconto desidero rappresentare i tanti uomini operati di cancro al seno e i 500 che ogni anno in Italia scoprono di averne uno; spesso nel totale silenzio e incredulità. Cercherò di manifestare l’importanza di fare cultura sull’argomento, di gettare un riflettore anche su quello che di fatto assume i connotati di una discriminazione di genere, verso una “minoranza” che deve fare i conti con una neoplasia di cui ne comprende la natura e l’esistenza solo “a diagnosi avvenuta”.
Parlare aiuta a capire. Confrontarsi permette di sviluppare “gli anticorpi” verso le incognite della vita. Aiutiamoci a capire e ad affrontare il male dando più valore alla vita.

Insieme a te contro il tumore al seno dell’uomo e della donna.

Stamani a Prato ho avuto il piacere di partecipare alla conferenza stampa indetta dal Centro medico GYNAIKOS insieme a La Nara, Centro Antiviolenza Donna; Alice, Cooperativa Sociale e Sistema Salute Prato.

E’ stata un’occasione importante per parlare di attività sul territorio che vanno incontro alle esigenze del cittadino attraverso sinergie ed iniziative concrete tese a portare benefici a tutta la collettività.

Da una parte abbiamo GYNAIKOS che come centro medico privato, accreditato e convenzionato AUSL, intercetta specifiche esigenze e propone delle soluzioni. Nel caso specifico, attraverso l’impiego di un nuovo apparecchio mammografico ad alta risoluzione, a bassissime emissioni di raggi X e con un tempo di esposizione inferiore rispetto a quello necessario per effettuare un esame mammografico con gli apparecchi di generazioni precedenti.

Dall’altra abbiamo delle associazioni territoriali che si adoperano per aiutare le donne che subiscono violenze. Tema quantomai attuale e purtroppo caratterizzato da numeri (leggi: donne che hanno subito violenze) in costante crescita

Il risultato?

Fino alla fine di febbraio 2020 per ogni esame mammografico eseguite presso GYNAIKOS, verrà devoluto 1 Euro, della quota percepita dal centro medico per l’erogazione del servizio, al Centro Antiviolenza Donna “La Nara”.

Un modo concreto per dare un aiuto anche attraverso il coinvolgimento delle donne che si sottopongono ad una mammografia, quindi alla prevenzione del cancro al seno, facendole sentire partecipi di un progetto di condivisione e di solidarietà verso altre donne che stanno affrontando un momento molto difficile nella propria vita. Donne in difficoltà che possono trovare sostegno e conforto attraverso le associazioni che si adoperano sul territorio come il Centro Antiviolenza La Nara.

Non solo…

GYNAYKOS ha perfettamente capito che il problema del cancro al seno non è, come dico io, “solo roba da femmine” ma riguarda anche gli uomini, se pur con le dovute proporzioni rispetto all’incidenza di questa neoplasia riscontrata nelle donne. Ed è così che il centro medico pratese rivolge i propri servizi anche agli uomini cominciando a farlo partendo dalle proprie brochure informative attraverso le quali viene presentato il nuovo apparecchio mammografico e ribadita l’importanza di effettuare la prevenzione del cancro al seno, anche in età “pre screening”, prevista dal Sistema Sanitario Nazionale.

In questi opuscoli informativi risalta un fiocco “rosa e azzurro” e un claim semplice, efficace e chiaro: “Insieme a te contro il tumore al seno dell’uomo e della donna”, mettendo addirittura per prima la parola uomo.

Ritengo sia un importante quantomai significativo passo avanti che per molti versi anticipa di molto quello che probabilmente sarà costretto a fare nei prossimi anni il nostro sistema sanitario. Se per adesso stiamo ancora parlando di numeri bassi, ma è pur vero che il 2019 si dovrebbe chiudere con un bilancio nazionale di 500 uomini a cui verrà diagnosticato un cancro al seno. Oltre a questo si aggiunge il fatto che la diagnosi per l’uomo spesso è tardiva, per tutta una serie di dinamiche, prima fra tutte, la mancanza di informazione su questo tema.

Stamani ho potuto portare la mia testimonianza di uomo operato di cancro al seno e soprattutto mettere in evidenza questo gap comunicativo che sta decisamente causando seri problemi. Ben vengano iniziative private come questa promossa da Gynaikos alla quale, sono convinto, ne seguiranno altre.

Sabato 23 novembre, dalle 11:00 alle 19:00, il centro GYNAIKOS apre le proprie porte alla cittadinanza per presentare il nuovo mammografo di ultima generazione.


Segue comunicato stampa ufficiale :

Il Centro medico Gynaikos insieme al Centro antiviolenza La Nara

Solidarietà contro la violenza

il nuovo mammografo aiuta le donne
La Nara nel 2019 ha accolto 373 donne, il 70% italiane
La solidarietà contro la violenza si fa anche con la mammografia, grazie all’iniziativa che il Centro medico Gynaikos e il centro antiviolenza La Nara mettono in piedi a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza alle donne. In occasione dell’inaugurazione del nuovo mammografo 3D infatti, il centro Gynaikos donerà 1 euro per ogni esame eseguito a sostegno dell’attività di aiuto alle donne e ai loro figli nel percorso di uscita dalla violenza, nel recupero della propria autonomia e nella reintegrazione sociale.
Questa mattina nella sede di Gynaikos la responsabile del Centro Carla Biasio, insieme alla presidente Francesca Ranaldi e a Lori Dragoni del Centro La Nara, presentano l’iniziativa.
Il Centro Antiviolenza La Nara – nato nel 1997, gestito da Alice Cooperativa Sociale di Prato, sostenuto da Comune di Prato e Regione Toscana e finanziato anche attraverso donazioni e progetti – accoglie donne vittima di violenza, fisica e psicologica. Nel 2019 le donne che si sono rivolte al centro sono state 373, un dato sicuramente in crescita rispetto al 2018. Di queste circa il 70% sono italiane, ma è utile sottolineare che le altre appartengono a oltre 20 etnie diverse. Vittime al 90% di mariti, fidanzati o ex, le storie di queste donne sono in genere ben lontane dal cliché dello sconosciuto che colpisce in un vicolo buio. Al contrario tutto si svolge quasi sempre fra le mura domestiche, in un tunnel di maltrattamenti e soprusi da cui si esce (e si denuncia) con difficoltà e molta sofferenza.

Controlla il tuo seno, aiuterai chi è vittima di violenza è il titolo dell’iniziativa, che prende avvio sabato 23 novembre con l’inaugurazione (dalle 11 alle 19, viale della Repubblica, 141) del nuovo mammografo, uno strumento digitale con tecnologia di ultima generazione che assicura immagini di alta qualità in 3D (tomosintesi), basse dosi di raggi x e una significativa riduzione dell’esposizione. Tutto a vantaggio della sicurezza e di una diagnosi più accurata ed efficace.
Fino al 28 febbraio quindi si potrà unire un gesto di prevenzione e di cura con un aiuto concreto a chi è vittima di violenza e l’iniziativa non riguarda esclusivamente le donne. Il tumore al seno infatti è una delle neoplasie più diffuse al femminile, colpisce una donna su 8, solo l’1% dei carcinomi mammari riguarda uomini, ma si tratta di un dato sicuramente in crescita.
Ma c’è di più, l’dea di legare prevenzione e solidarietà non nasce solo dall’intenzione di offrire un ulteriore incentivo alla prevenzione, ma anche dall’ipotesi che violenza e malattia, in particolare tumore, abbiano una qualche correlazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2012) ha evidenziato come la violenza abbia implicazioni dirette e indirette sulla salute e su patologie come il cancro. Le donne che subiscono violenza e che hanno o hanno avuto un tumore al seno sono doppiamente a rischio dell’insorgenza di problemi di adattamento, insonnia, ansia, depressione e spesso non ha la possibilità oggettiva e psicologica per sottoporsi alle cure del caso.

SISTEMA SALUTE

  • Gynaikos viale della Repubblica 141 0574 584453
  • Diagnosys via Lepanto 21 0574 25063/31303
  • IAMA via Pistoiese 613/2 0574 433466
  • Studi Medici Galilei via Umberto Terracini 9 0574 875678
  • Etrusca Medica via Pistoiese 219 0574 606505
  • Area Sanità via Don Milani, 7 SEANO 055 8706950

Aggiornamento del 20.11.2019

Articolo apparso su TVPrato Qui Notizie: Gynaikos insieme a La Nara, solidarietà contro la violenza: il nuovo mammografo aiuta le donne

Io accanto ad un bel fiocco rosa e azzurro e al nuovo mammografo 3D del centro medico GYNAIKOS

Fare la differenza è possibile anche attraverso un gesto semplice

Grazie Gorizia e grazie all’associazione Volendo Continuare… a sostegno dei pazienti oncologici che ha avuto la bella idea di realizzare i fiocchi rosa/azzurri in occasione del “mese rosa”, dedicato alla prevenzione del cancro al seno.

Tutto è cominciato da una chiacchierata per telefono avvenuta oramai un anno e mezzo fa, forse anche di più….

Nicole mi chiese di partecipare ad un progetto fotografico. Stava coordinando alcune donne operate di carcinoma mammario, come lei, per realizzare un progetto fotografico per “raccontare” la prevenzione attraverso la testimonianza visiva di pazienti oncologiche che avevano subito un intervento chirurgico. Donne che volevano mostrarsi, parlare di se stesse attraverso le immagini d’autore (foto di Neva Močnik), del loro vissuto ma anche per esortare il fruitore di quelle immagini a comprendere l’importanza della prevenzione del cancro al seno.

Nicole rimase colpita dalla mia campagna di sensibilizzazione sul tema del cancro al seno maschile e così mi chiese di partecipare a questa iniziativa come testimonial maschile.

Beh… Nicole abita a Gorizia. Sono andato a trovarla, ho conosciuto la sua famiglia, siamo diventati amici e abbiamo realizzato quel progetto fotografico che è diventata una mostra,  articolata su tre date e altrettante sedi (Gorizia, Udine e una in Slovenia). Un grazie anche alle due A.N.D.O.S. di Gorizia e di Udine per aver promosso e organizzato le mostre fotografiche.

Ecco le locandine delle tre mostre.

Successivamente abbiamo partecipato ad una sfilata di moda, sempre a Gorizia, che vedeva coinvolti i pazienti oncologici insieme a modelli e modelle professioniste. Un altro modo, un’altra occasione per parlare di prevenzione in modo positivo, attraverso una sfilata che di fatto rappresenta di per sé un inno alla bellezza e, nel nostro caso e in questo caso particolare, un inno alla vita.

A gennaio 2019 ho iniziato a lavorare al progetto “Il Rinascimento. Col seno di poi…” a favore della LILT di Prato. A questo punto ho chiesto a Nicole di partecipare al mio progetto. Oltre a lei abbiamo coinvolto Barbara, altra amica di Gorizia, che è “venuta in trasferta” a Prato per partecipato alla mia iniziativa artistica dedicata alla prevenzione del cancro al seno.

Arriva il “mese rosa” 2019 e Nicole mi dice: “Ma se il fiocco rosa e azzurro che hai fatto per le tue campagne social per la prevenzione del cancro al seno anche verso gli uomini, lo realizzassimo davvero e invitassimo i commercianti di Gorizia a metterlo all’interno dei propri esercizi? Potrebbe essere un modo semplice ma efficace per innescare curiosità e quindi parlare dell’argomento cancro al seno in modo trasversale”.

Iniziativa personale proposta su Facebook attraverso la pagina @CancroAlSenoMaschile

Detto fatto!

Nicole non è una persona che perde tempo, tanto è vero che pochi mesi prima apre un’associazione, Volendo Continuare… a sostegno dei pazienti oncologici, alla quale siamo iscritti anche io e mia moglie, pensata proprio per promuovere iniziative sul piano sociale, dedicate alla prevenzione in ambito oncologico.

Ecco cosa è accaduto a Gorizia nel mese rosa, appena concluso. Una sorta di “miracolo”, per chi ci crede, o quello che si può definire “evento eccezionale”. Ovviamente considerando la semplicità dell’idea e la diffusione del messaggio di prevenzione che si è generara attraverso questa iniziativa.

Un “tam tam” che ha generato interesse e voglia di partecipare.

Nicole è andata nei negozi, “tipo porta a porta”, a proporre a ciascun esercente il fiocco rosa e azzurro. Un simbolo, semplice, per “parlare” di prevenzione verso donne e uomini. L’esercente che ha aderito alla proposta è stato fotografato e lo scatto è stato pubblicato nella pagina dell’associazione, a titolo di ringraziamento.

Nulla di più semplice ma immensamente bello ed efficace.

Quindi, ecco che il mio grazie si rivolge all’Associazione Volendo Continuare… di cui Nicole è presidentessa; a Nicole a cui è venuta l’idea e che insieme alla sua famiglia ha realizzato i fiocchi in carta, oltre a darsi un gran da fare girando per Gorizia per regalarli.

Grazie a tutti gli esercenti di Gorizia (e non solo), che hanno accettato di ospitare per un mese circa il fiocco rosa e azzurro.

Bella iniziativa.

Fare la differenza è possibile anche attraverso un gesto semplice come donare un cartoncino colorato per affrontare, insieme, il tema della prevenzione del cancro al seno. Senza distinzione di sesso.

Il Cancro al seno non è solo roba da femmine – Intervista a RossoRubino.tv

Grazie al Rotary e a ROSSORUBINO.TV si è presentata un’importante occasione per parlare sul tema della prevenzione del cancro al seno maschile.

Sabato scorso ero a Firenze in Piazza Santa Croce, invitato dal Rotary Club San Casciano Chianti, per parlare del cancro al seno maschile presso il punto di prevenzione Lilt Firenze Onlus. Leggi:

#meserosa -12 ottobre, Firenze. Nel segno della prevenzione del cancro al seno anche al maschile

Tra i vari operatori del settore e i soci dei Rotary lì presenti, ho avuto il piacere di conoscere Milko Chilleri, giornalista e videoreporter di ROSSORUBINO.TV il quale mi ha video-intervistato per il video reportage della giornata dedicato alla prevenzione. Vedi:

Rotary, un service per la prevenzione senologica e oculistica [VIDEO]
L’iniziativa organizzata da sei Rotary dell’area Metropolitana Fiorentina, si è svolta Sabato 12 e Domenica 13 Ottobre in Piazza Santa Croce a Firenze

Poiché la mia intervista era più lunga rispetto a quella riportata nel suddetto articolo – tagliata per motivi redazionali in virtù della durata totale del servizio – ho chiesto e ottenuto da Milko Chilleri, professionista davvero gentile e disponibile, tutto il girato del mio intervento.

Ringrazio la redazione di RossoRubino.it e in particolare Milko Chilleri per avermi inviato e concesso l’utilizzo di questo clip per informare sul tema del cancro al seno maschile.

Promotori della giornata di prevenzione a Firenze:

Insieme a:

#meserosa -12 ottobre, Firenze. Nel segno della prevenzione del cancro al seno anche al maschile

Stamani ero a Firenze in Piazza Santa Croce, invitato dal Rotary Club San Casciano Chianti, per parlare del cancro al seno maschile presso il punto di prevenzione Lilt Firenze Onlus dove era presente anche l’unità mobile mammografica ISPRO congiuntamente ad una unità mobile per visite oculistiche gratuite ai cittadini..

In generale è stata un’occasione importante per parlare e fare prevenzione. Per quanto mi riguarda è stata un’opportunità per sensibilizzare gli astanti sul tema del cancro al seno anche come un problema che riguarda gli uomini.

Ho parlato con tante persone, alcune delle quali, non nascondendo il loro stupore, non sapevano che anche l’uomo può avere un cancro al seno.

Sono questi i momenti che permettono di fare la differenza. La prevenzione comincia dall’informazione: se non sai non previeni, se conosci puoi capire, puoi prevenire e nel caso affrontare meglio la malattia. Se non altro la mia storia arriva laddove, talvolta, “parole già sentite” sulla prevenzione rischiano di diventare una sorta di “tormentone”, distante dal reale significato del termine. Sono una sorta di “sveglia” verso un problema, maschile e femminile.

Ho avuto modo di dialogare anche con uno dei due operatori medici/tecnici presenti all’interno dell’unità mobile per la mammografia. Molto gentile e disponibile ma come spesso accade, parlando con “addetti ai lavori”, sento solo numeri e percentuali.

C’è un’attenzione, giusta, giustissima, verso le donne perché è tra loro che si riscontra maggiormente questa neoplasia. Il problema è che allo stesso tempo NON si guarda affatto o pochissimo allo stesso problema che, guarda caso, si può verificare anche negli uomini.

Il mio pensiero, che ho esternato agli operatori del settore e a tutti i presenti, è molto semplice: fino a quando vedremo il problema CANCRO AL SENO tenendo in considerazione solo le percentuali, vedremo soltanto numeri: 53.000 donne e 500 uomini (dati rilevati da: I numeri del cancro in Italia 2019 – versione per operatori, redatto da Aiom, Airtum, PASSI e PASSI d’Argento Istituto Superiore di Sanità, SIAPEC -IAP – TABELLA 5. Numero di nuovi casi tumorali, totale e per alcune delle principali sedi, stimati per il 2019).

A mio parere la cosa è sostanzialmente diversa: dobbiamo parlare di 53.500 persone che hanno bisogno di essere ascoltate, guidate e se possibile anche guarite. Altrimenti, e qui mi rivolgo ai medici, alla ricerca ma anche alla politica, dovete ridefinire e relegare il cancro al seno maschile in un altro contesto, dandogli un altro nome, dichiarando, “finalmente”, e per buona pace di tutti, che il cancro al seno è solo un problema femminile e che “l’altro” è effettivamente una malattia rara, ma non è un cancro al seno.

Vogliamo quindi parlare di “Cancro al pettorale? Cancro villoso? Cancro più su della prostata?”

Non lo so, vogliamo continuare a pensare col solito atteggiamento del divide et impera?

Il CANCRO AL SENO riguarda entrambi i sessi; ok per le percentuali, ok per l’attenzione verso la donna ma non si giustifica una disattenzione che spesso sfocia in un atteggiamento omertoso verso questa neoplasia nei confronti degli uomini. Aggiungo, per giunta, uomini poi costretti ad utilizzare farmaci studiati per le donne, nati talvolta per altri scopi, come il Tamoxifene. A tal proposito riporto fedelmente da Wikipedia:

“Lo sviluppo del tamoxifene ha origine da un’area di ricerca che aveva un ampio interesse negli anni 60 del Novecento, ovvero quella che riguardava i farmaci contraccettivi; si era visto infatti inizialmente che gli antiestrogeni avevano attività come contraccettivi post-coitali negli animali da esperimento, ma nell’uomo poi si vide che inducevano l’ovulazione in donne subfertili. L’interesse verso gli antiestrogeni in questo ambito svanì quindi con questa evidenza clinica, ma il fallimento di questa applicazione diventò un’opportunità per sviluppare dei farmaci contro il tumore alla mammella”

Ora… secondo voi… se in molti casi questo farmaco dà problemi ad una donna (lo so perché ne parlo con diverse amiche e conoscenti che lo hanno dovuto utilizzare o lo stanno tutt’ora assumendo), volete immaginarvi cosa può causare ad un uomo? Vogliamo parlare anche di questi problemi?

Per chiarezza, sto generalizzando: tra tanti uomini che lo hanno assunto, me compreso, ho trovato chi ha avuto problemi, seri, pesi e chi lo ha preso senza manifestare particolari sintomi.

Detto ciò, non chiediamo screening preventivi, sarebbe già un balzo in avanti di proporzioni storiche. Chiediamo almeno che si faccia informazione, senza fare allarmismo, perché non c’è nessun motivo per farlo, ma almeno parliamone. 

Mia madre ha avuto due volte il cancro al seno. Mia nonna paterna lo ha avuto. Nessun medico durante i follow’up di mia madre mi ha mai parlato di questa possibilità, se pur remota, fino a quando poi, grazie a mia moglie che mi ha letteralmente costretto a fare un’ecografia, mi è stato diagnosticato, dopo ulteriori esami, un carcinoma duttale infiltrante alla mammella sinistra. Fino ad allora nessuno mi aveva informato o vagamente insinuato nella mente il cosiddetto “ragionevole dubbio”…

Allora… sta a tutti noi, donne e uomini, insieme, fare la differenza. Evitiamo le discriminazioni, cerchiamo di essere coesi contro un male che affligge l’umanità. Parliamo di prevenzione, anche di nastri rosa ma con un’attenzione rivolta ad entrambi i sessi.

Se poi qualcuno ha piacere di parlare di percentuali e di tenere divise le cose mi va pure bene ma dateci almeno dei farmaci studiati per “questa cosa che viene agli UOMINI”.

…e, comunque… IL CANCRO AL SENO NON E’ SOLO ROBA DA FEMMINE. Clicca Mi Piace e segui la pagina Facebook @CancroAlSenoMaschile 

 

 

Ringrazio il Rotary Club San Casciano Chianti per avermi invitato, in particolare il Presidente Leandro Galletti e Serena Binazzi  

Cancro al seno maschile… rompiamo il silenzio

Sono felice e arrabbiato. Sono fiducioso e demotivato. Non soffro di bipolarismo ma manifesto il mio stato d’animo a seguito di una semplice riflessione.

Sono occorsi anni, forse decenni, per sensibilizzare le donne sulla prevenzione del tumore al seno; sono servite migliaia di manifestazioni ed iniziative su questo tema – e servono tutt’ora – per fare in modo che le donne capissero l’importanza degli screening alla mammella; ancora oggi servono le raccolte fondi per sostenere la ricerca, le iniziative volte alla prevenzione ma più che altro all’educazione alla prevenzione, in generale, quindi non solo per il tumore al seno… a questo punto e di questo passo, quanti anni o decenni serviranno per far arrivare agli uomini il messaggio che la prevenzione del cancro al seno è un argomento che riguarda anche loro?

Lo so… si parla sempre di percentuali.

Nell’uomo i casi sono infrequenti: in Italia si ammalano di cancro al seno circa 500 uomini ogni anno (fonte Airtum). Molti di più per cancro alla prostata, testicoli o polmoni.

E allora?

Se continuiamo a fare sterili statistiche su quali tipo di cancro devono essere presi più “in considerazione” rispetto ad altri; se continuiamo a vedere le varie neoplasie come cose a sé e non come un “male comune”, sistemico, figlio del progresso che mira al profitto senza guardare al benessere dell’uomo e della natura – oltretutto vedendo l’uomo come qualcosa di estraneo alla natura – e che in realtà dovrebbe essere affrontato coralmente mettendo in campo mezzi, risorse, persone e soprattutto facendo un’adeguata informazione, non arriveremo a nulla o a poco.

Dovremmo ripensare anche ai nostri stili di vita ma questo è un argomento sul quale potremmo stare mesi a dibattere senza arrivare ad un compromesso; spesso basta metterci in pace con la coscienza acquistando una bottiglietta d’acqua confezionata in un contenitore realizzato in “bioplastica”, senza sapere nulla di “bioplastica”, né quanta energia e quali fonti di energia sono servite per realizzare quel contenitore, per trasportarlo, per smaltirlo… con l’aggravante che, almeno in Toscana, in provincia di Firenze e Prato, ad oggi non si sa come trattare le bioplastiche nel processo di smaltimento… Ve lo dicevo che era un discorso lungo e forse anche tedioso.

Quindi… il cancro è la “peste di questo secolo”. Si può guarire più di prima e meglio e lo si può fare attraverso metodi sempre meno invasivi ma, guarda strano, il cancro è in aumento; dati AIOM e ARTUM Leggi QUI.

Se non mettiamo in campo politiche adeguate, tese ad offrire un’informazione corretta e capillare sul cancro, fin dalle scuole, sugli stili di vita da adottare, sull’alimentazione, sulla qualità dell’aria, su come si effettua un’autopalpazione (non solo al seno), sulle metodiche disponibili per effettuare le diagnosi, etc. continueremo ad affrontare il cancro solo quando si è manifestato, dovendo farci carico di tutto ciò che questo comporta.

cancro al seno maschile

Il cancro al seno non è solo roba da femmine

Tornando al cancro al seno, mi chiedo quindi: quanto tempo occorrerà ancora per sentire dire che il cancro al seno “non è solo roba da femmine”?

Ecco che, dopo la meravigliosa serata del 7 settembre, trascorsa a Lamporecchio con AnnaStaccatoLisa – associazione con la quale da qualche mese ho intrapreso una bellissima collaborazione, tesa a dare voce anche agli uomini in questa battaglia contro il cancro al seno – mi sono posto qualche domanda.

Panchina Rosa a Lamporecchio – il richiamo di azzurro è relegato all’interno del fiocco rosa, identificato in un cuoricino di circa 2-3cm di grandezza…

Riflessioni che vengono naturali semplicemente osservando.

Vedo con quale difficoltà i comuni che ospitano le “panchine rosa” tendono ad accogliere la richiesta di dedicare qualche “centimetro di superficie” di questi arredi urbani al colore azzurro (fatte rare eccezioni). Ho proposto la “doga azzurra” come un significativo gesto che porrebbe l’attenzione su un problema trasversale, percentuali a parte, che permetterebbe di affrontare il tema del cancro al seno in modo più sinergico e con un occhio di riguardo anche verso gli uomini.

Mi rivolgo ai Comuni italiani che aderiscono alla meravigliosa iniziativa messa in campo dall’associazione AnnaStaccatoLisa:

“SIATE PIU’ CORAGGIOSI”.

Se l’uomo capisce che il problema del cancro al seno riguarda anche la propria salute, oltre ad avere più attenzione verso se stesso, comprenderà la problematica in ogni suo aspetto: cosa provano le donne, i rischi a cui vanno incontro e, forse, riusciranno anche ad essere più vicini alle loro compagne, sorelle, madri, amiche nel momento in cui si trovano ad affrontare un problema di questo genere.

Il punto è: rosa va benissimo ma perché non sdoganare la questione dal solo, esclusivo “mondo femminile” per coinvolgere anche gli uomini in questo processo d’informazione, di sensibilizzazione, di solidarietà e di reciproca comprensione?

Se continuiamo a dipingere il mondo di rosa – il che va pure bene ma non basta – il problema del cancro al seno resterà sempre e solo un problema di donne.

Ve lo dico amiche mie… è questo il problema vero.

In una società intrisa di falsi buonisti, di false ideologie, di falsi in generale e soprattutto in una società dove ancora esistono differenze di genere in termini di attenzione e di diritti, se il problema del cancro al seno resta relegato alle sole donne, sarà sempre e soltanto un problema femminile. Diversamente se l’uomo comincia ad essere coinvolto, perché interessato direttamente all’argomento (il cosiddetto “sano egoismo” o interesse di parte, chiamatelo come volete), si attiverà prima e meglio affinché la questione venga affrontata e, si spera, anche risolta.

Pia illusione? Utopia? Concetto rivoluzionario?

Allora rilancio ulteriormente…. VIA TUTTI I COLORI E PARLIAMO “SOLO” DI CANCRO. Il cancro deve essere affrontato e sconfitto. Macché fiocchi e giornate speciali. Tutto l’anno dovrebbe essere speciale e ogni occasione dovrebbe essere l’occasione giusta per fare squadra e trattare l’argomento cancro tutti insieme… prostate e ovaie comprese. Io uomo devo essere attento e interessato alla salute della donna e la donna dovrebbe fare altrettanto con la salute dell’uomo. 

Concludo rivolgendomi anche alle associazioni che si occupano di cancro al seno. Siamo prossimi al mese rosa. Ottobre è una grande occasione per parlare di questa neoplasia anche al maschile. Per cortesia, siate più aperte, disponibili e attente anche a quella piccola percentuale di uomini che si ammala di cancro al seno.

Intanto faccio i miei complimenti e ringraziamenti alle associazioni con le quali ho già avuto modo di collaborare – e collaboro tutt’ora – che trattano questo argomento in modo trasversale; in particolare a:

Dal primo di ottobre tutte le associazioni hanno l’opportunità di fare la differenza e di cambiare le cose! FATELO!

Quindi, tornando sul “pianeta Terra”… va bene tutto purché se ne parli e soprattutto purché si agisca in ogni modo, con ogni mezzo e senza perdere altro tempo!

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