Un tempo

Un tempo…

…esisteva l’arte, la letteratura, il teatro, il cinema.

Un tempo si rideva; si vedeva e si sentiva.

Un tempo si piangeva; si vedeva e si sentiva.

Un tempo c’era la televisione di intrattenimento. Oggi sei trattenuto dalla televisione in una sorta di bolla depressiva.

Un tempo si poteva abbracciare un amico, un parente, si davano due baci sulle guance e dopo averlo fatto ci sentivamo bene, un tempo…

Un tempo si poteva parlare di tanti argomenti anche di quel calcio, alle volte insopportabile, che ti permetteva di gioire, di esultare o d’incazzarti se la tua squadra ti deludeva. Lo facevi allo stadio, al bar e a casa con gli amici. Ora il suono delle notifiche del tuo smartphone sovrasta quello di un goal. Ora non sai nemmeno se la partita verrà giocata.

Un tempo le squadre sportive erano in ritiro, adesso sono in quarantena.

Un tempo si faceva all’amore, ci si guardava negli occhi, ci si baciava e si provavano sensazioni e pensieri che erano anni luce dal “mi avrà contagiato/a”?

Un tempo si facevano feste, si ballava insieme, più o meno stretti, come ci andava, senza troppi freni. Un tempo…

Un tempo se ti fermavano le forze dell’ordine esibivi patente e libretto, adesso mascherina e certificato medico col responso negativo del tampone. Probabilmente se non indossi la cintura di sicurezza non frega più a nessuno, basta che indossi la mascherina, da solo, in auto…

Un tempo se entravi in una banca dovevi essere riconoscibile, adesso sei ben accetto solo se ti copri naso e bocca e se soprattutto vai a chiedere un finanziamento garantito dallo Stato.

Un tempo andavi a correre e qualcuno ti diceva: “beata gioventù” o “che atleta”, alle volte sfottendo, alle volte a ragion veduta. Oggi se vai a correre ti mandano contro droni e forze dell’ordine.

Un tempo “asintomatico” era una persona che stava bene e che poteva condurre una vita normale. Oggi è il nuovo malato, quello dal quale bisogna stare lontani e per qualcuno anche da isolare.

Un tempo entravo in un negozio e facevo la fila alle casse. Oggi faccio la fila per entrare e spesso alle casse non c’è nessuno.

Un tempo andavi in un ospedale per farti curare, oggi ci vai per sperare di non farti intubare e se devi curarti, spesso, non puoi; esami e interventi chirurgici sono rimandati. Oggi si tratta solo chi ha a che fare col Covid o chi col Covid vuol avere a che fare.

Un tempo facevi la fila in auto per andare al mare, oggi la fai per farti fare un tampone, dopo aver respirato smog per ore e facendoti infilare dal finestrino un bacchetto nel naso e nella gola.

Un tempo da quel finestrino, ai drive in, arrivavano belle ragazze su pattini a rotelle che ti portavano vassoi con sopra dei gustosi milk shake da gustare. Un tempo…

Oggi se parli di prevenzione, di sistema immunitario, di microbioma intestinale, di Vitamina C, D3, K2, Zinco… sei un tipo strano, newage, un po’ hippy, nella migliore delle ipotesi, altrimenti sei un bufalaro, antiscientista, incosciente, irresponsabile e se sei medico sei sicuramente da radiare.

Un tempo se cercavi di capire, conoscere, approfondire e dibattere su ciò che avevi compreso, eri una persona intelligente. Oggi sei un negazionista, a prescindere, o ti allinei e accetti tutto o sei un pericolo per la società, e poi “cosa vuoi capirne tu di queste cose, non sei uno scienziato.”

Un tempo c’erano le gare di rutti… fallo oggi con la mascherina. Un tempo, c’erano anche concerti e cantanti. Adesso canti in doccia, da un balcone o da una terrazza, da solo ma purché rigorosamente in streaming video.

Un tempo salivi su un mezzo pubblico pensando che il problema potesse essere la mano sul culo o un portafogli scippato. Adesso devi pensare ad indossare la mascherina e mettere il gel disinfettante cercando di essere accorto… alla distanza che tieni col tuo prossimo, non si sa mai che sia “infetto”.

Un tempo i bimbi andavano a scuola e alla ricreazione giocavano insieme, si rotolavano per terra, si sbucciavano le ginocchia, q.b., prendendosi anche qualche rimproverata dalle maestre, poi anche a casa dai genitori. Adesso i bimbi sono avvolti in un packaging a prova di tutto purché nulla sia possibile fare.

Un tempo i bimbi a scuola mangiavano a mensa, oggi seduti al proprio banco senza potersi alzare.

Un tempo i bimbi andavano alle feste di compleanno e stavano insieme, ridevano, scherzavano, crescevano insieme, riconoscendosi e riconoscendo le reciproche emozioni, guardandosi in volto e ascoltandosi mentre interagivano. Un tempo…

Un tempo dopo il volto della mamma e del papà i bimbi ricordavano il volto delle loro maestre, oggi ricordano il colore della mascherina che indossano. Un domani, da adulti, diranno: “come era bella… la mascherina della mia maestra delle elementari”.

Un tempo i militari erano al servizio e a difesa del cittadino, oggi sono chiamati dallo Stato a intimare di indossare la mascherina e, come se ciò non bastasse, anche a sanzionare i liberi respiratori.

Un tempo entravi in un ristorante e ti chiedevano dove volevi sedere e cosa desideravi mangiare. Oggi ti chiedono di mettere il disinfettante, di misurare la temperatura, di indossare la mascherina e di lasciare un recapito, non per indagini sulla qualità del servizio ma per rintracciarti nel caso in cui fosse rilevata una positività al Covid.

Un tempo, in un ristorante, se ti alzavi per andare in bagno, lo facevi e basta… oggi ti alzi e devi indossare la mascherina, pensando di fermare un virus semplicemente spiazzandolo, giocando a nascondino stando in piedi o mostrandosi stando da seduti. Non so se “lui” ci casca ma noi ne siamo convinti, questo evidentemente basta, scientificamente parlando.

Un tempo…

Tornerà quel tempo e forse anche un tempo migliore di quello che era. Tornerà se torneremo a vivere. Tornerà se metteremo la mascherina alla televisione e ai giornali. Tornerà se decideremo che l’evidenza è scienza e che non è scienza quella che non si confronta con le evidenze. Tornerà se prenderemo quella manciata di numeri e cominceremo a leggerli come devono essere letti e compresi e non come ci limitiamo a sentire, accettando tutto di buon grado.

Tornerà se metteremo d’accordo ragione e cuore.

Tornerà se vorremo farlo tornare, se capiremmo che la vita è una e che merita di essere vissuta ogni giorno, intensamente. Non c’è modo di rivivere ieri ma solo sperare di poter vivere il domani. L’oggi merita un investimento di tutto il nostro essere per poterlo vivere con gioia, regalando gioia.

Non ti sentire in colpa nel voler vivere ma solo se vivrai senza aver vissuto.

Ottobre, mese rosa con un po’ di azzurro

Ci siamo!

1 ottobre, si apre ufficialmente il “mese rosa“, riconosciuto a livello internazionale come il mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno.

Non tutti lo sanno ma il cancro al seno è una neoplasia che in Italia colpisce circa 53 mila donne e 500 uomini all’anno.

Censimento ufficiale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica-AIOM, dell’Associazione Italiana Registri Tumori-AIRTUM, di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP) giunto alla nona edizione (riferimento anno 2019)

Dal 2017, anno in cui sono stato personalmente coinvolto in questa esperienza, ho dedicato una parte del mio tempo a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso iniziative personali, impegnandomi per trovare sinergie col mondo della politica e con le associazioni di settore, nel tentativo di allargare il concetto di cultura della prevenzione del cancro al seno anche verso gli uomini.

Lo so, per l’uomo è considerata una malattia rara ma essendo tale è foriera di molti problemi, in primis occorre fare i conti con una ricerca scientifica più limitata e una farmacologia che di riflesso deriva dall’esperienza femminile, trasferita all’uomo adattando le terapie sulla base di poche evidenze scientifiche o di osservazioni dirette.

Fino a pochi anni fa il cancro al seno nell’uomo non era nemmeno un dato censito, proprio perché i numeri erano bassissimi. Nel corso dell’ultimo decennio, non solo in Italia e nel mondo sono aumentati i casi ma si è abbassata drasticamente l’età in cui viene diagnosticata questa neoplasia nell’uomo. Si è passati dai 60-65 ai 40-45 anni.

E’ mio intento rivolgermi alle istituzioni e alle associazioni dedite alla lotta contro il cancro al seno affinché possano “spendere una parola” nei confronti dell’uomo per far capire che è importante prendere coscienza di questo problema, se pur nelle dovute proporzioni rispetto ai numeri che interessano le donne. Almeno durante il “mese rosa” vi invito ad impegnarvi in tal senso. Basta aggiungere al rosa un punto di azzurro e inserire nella retorica di rito anche la parola “uomo” o “maschile” per far scattare un minimo di attenzione verso questo problema.

E’ fondamentale far capire che “il cancro al seno non è solo roba da femmine”, come recita il claim della mia pagina Facebook dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione su questo tema @CancroAlSenoMaschile

Non c’è da vergognarsi di nulla, non è un problema di esclusiva pertinenza femminile e non implica un coinvolgimento diretto con un ginecologo. Questo per dissipare subito ogni dubbio e tabù . E’ importante far capire agli uomini che eventuali problemi riscontrati alla mammella sono di pertinenza del medico senologo al quale compete l’esame e la diagnosi di tutto ciò che avviene al seno. Prima ancora di arrivare al senologo, per qualsiasi informazione o dubbio, rivolgetevi al vostro medico curante che potrà valutare e consigliarvi e, se necessario, prescrivervi una visita senologica.

Lo so… all’uomo non piace definire “seno” o “mammella” il proprio petto villoso ma tecnicamente, contrariamente a quanto si possa pensare, anche Arnold Schwarzenegger ha un “seno”, oltre a dei fantastici pettorali (fino a qualche anno fa) che hanno contribuito a farlo diventare il personaggio che tutti conosciamo.

Il pettorale è il muscolo che caratterizza la forma del petto, soprattutto nell’uomo; il seno o la mammella è l’insieme di tessuti e di ghiandole che nella donna permettono di allattare. Quindi, uomini, se avete un paio di capezzoli sopra i vostri bei pettorali, sappiate che quella parte è comunque definibile “seno” o “mammella”.

Mi rivolgo anche alle donne affinché si prendano cura del proprio corpo. Siate attente ai cambiamenti e trasmettete questa attenzione ai vostri uomini, mariti, partner, figli, compagni di vita, etc. affinché imparino a fare altrettanto col loro corpo. Imparare a fare l’autopalpazione è un gesto semplice ma importantissimo per poter cogliere sul nascere ogni segnale atipico che si può manifestare.

Approfitto di questo post per comunicare che la pagina Facebook @CancroAlSenoMaschile collabora con l’associazione @VolendoContinuare di Savogna d’Isonzo (Gorizia) attraverso la quale organizza iniziative dedicate alla prevenzione e verso questo tema. L’anno scorso Volendo Continuare è stata protagonista di un’importante iniziativa di sensibilizzazione sul cancro al seno femminile e maschile, nel corso del mese rosa. Vedi “Fare la differenza è possibile anche attraverso un gesto semplice”

Oltre a questo, negli ultimi anni, @CancroAlSenoMaschile collabora con l’associazione @AnnaStaccatoLisa con la quale è stata avviata un’iniziativa che si è sviluppata in corso d’opera, rispetto ai programmi dell’associazione avviati da tempo, sapendosi distinguere e affermare sul territorio toscano. La panchina rosa è diventata, nel corso della nostra collaborazione, la panchina rosa con la doga azzurra, a simboleggiare quella piccola ma importante percentuale di uomini a cui si riferisce il colore azzurro e con esso il tema della prevenzione del cancro al seno.

Alle istituzioni non si chiede di attivare percorsi di screening o protocolli particolari per contrastare il cancro al seno maschile ma è fondamentale sensibilizzare anche gli uomini ad informarsi e a fare prevenzione, dato che sono in pochi ad essere consapevoli della possibilità che l’uomo possa avere un cancro al seno. Solo tramite la consapevolezza e la corretta informazione è possibile prevenire.

Nel corso del mese rosa invito tutti a mettere sulle proprie pagine social uno dei banner che trovate qui sotto, come vostra testimonianza di sensibilità e di disponibilità nel voler diffondere cultura sul tema del cancro al seno in entrambi i sessi e più che mai verso l’uomo. Taggate la nostra pagina in modo da ricevere un ringraziamento ufficiale su @CancroAlSenoMaschile.

Siate ambasciatori/trici della prevenzione e diffondete questi banner collegandoli alla pagina Facebook @CancroAlSenoMaschile

GRAZIE!


Per scaricare il PDF de “I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA 2019”, cliccare QUI

Referendum SI o NO? I numeri sui parlamentari sono quelli che ci hanno presentato?

In questi giorni il dibattito politico si è concentrato sul tema referendum, pur senza perdere di vista il Covid-19 e tutto “il teatrino” messo in piedi per le scuole.

Tra banchi con o senza rotelle, arrivati o da arrivare; mascherine fornite, da fornire, non arrivate, meglio che ognuno se le porti da casa; gel disinfettante, come se piovesse; temperatura corporea e relativo dibattito se è preferibile un bel 37.5 o un 37 secco per definire la linea di demarcazione tra un bimbo sano o un possibile untore su scala globale, in tutto questo bailamme, con un crescendo esponenziale che finalmente vedrà una soluzione di continuità dopo il 21 settembre, il tema prevalente della politica è incentrato sul Referendum e su quanto sia importante tagliare il numero dei parlamentari.

Ora, come sempre sono un pignolo e non amo prendere i dati come vengono diffusi, o calati dal’alto; non mi piace. Quando posso mi piace approfondire, capire come stanno le cose e per farlo devo necessariamente informarmi.

Il mio post non vuole schierarsi né a favore del SI né a favore del NO ma a favore della chiarezza d’informazione. Mi occupo di comunicazione visiva e mi piace capire come vengono comunicate certe questioni.

Per dovere di cronaca, si sappia che sono un “Pentastellato deluso” e pertanto, per parlare di numeri, mi allaccio alla comunicazione dei Cinquestelle che continua a massacrarmi pesantemente nonostante la mia presa di distanze dal Movimento. In parole povere mi arrivano direttamente o indirettamente comunicazioni dai M5S all’insegna del SI come se non ci fosse un domani.

Questo qui sotto è uno dei banner che il M5S ha rilasciato in rete e che riassume le differenze abissali tra le varie camere, a loro dire; in particolare tra il numero dei membri dei parlamenti delle nazioni, qui prese ad esempio, messe a confronto con l’Italia.

Banner del Movimento Cinque Stelle sulla riduzione dei parlamentari- referendum del 20 – 21 settembre 2020

Questo è un secondo banner. Ha un po’ più di tempo rispetto al primo ma, instancabile, gira sempre in rete:

Non mi soffermo sul claim riportato sul piede di questo secondo banner: “Meno casta per tutti”. Voglio pensare che sia figlio di un lontano sentimento rimasto sul palco del Vaffa-Day.

Lasciamo stare gli intenti, le ragioni, gli obiettivi invocati a sostegno del SI dai Cinquestelle, dal PD ma anche da altri partiti che votarono favorevolmente le fasi antecedenti a questo referendum e che permetteranno, il 20 e il 21 settembre, di mettere la parola fine su questo tema. Parliamo solo di numeri.

Se prendiamo internet, questa cosa strana che pare contenga anche delle informazioni utili, e andiamo a vedere sui siti dei vari parlamenti e/o su Wikipedia come stanno veramente le cose, vedrete che i numeri sono un po’ diversi da come ci vengono presentati.

Da una prima analisi emerge subito chiara una questione, ovvero, che il M5S ha riportato per l’Italia il numero complessivo dei parlamentari facenti parte delle due camere, ovvero, quello composto da Senatori e da Deputati, per un totale di 945 membri. Per tutti gli altri Paesi citati sono stati riportati i numeri afferenti ad una sola delle due Camere; eccezion fatta per la Germania che ha una struttura parlamentare monocamerale e pertanto non potevano sbagliarsi.

Quindi, per la Francia non vengono contati i 348 membri del Senato; per il Regno Unito non vengono contati i 242 membri della Camera dei Lord e per la Spagna, non so proprio come sia saltato fuori il numero 558.

Ma veniamo al dettaglio di questa verifica:

SPAGNA struttura bicamerale

  • 350 deputati presso il Congresso
  • 265 senatori al Senato
  • 615 in totale
  • 558 sul banner dei Cinquestelle

46,94 milioni di abitanti in Spagna

1 membro ogni 76.325 abitanti


GERMANIA

  • 709 deputati al Bundestag
  • 700 sul banner dei Cinquestelle

83,02 milioni di abitanti Germania

1 membro ogni 117.094 abitanti


FRANCIA struttura bicamerale

  • 577 membri dell’Assemblea nazionale
  • 348 membri al Senato
  • 925 in totale
  • 577 sul banner dei Cinquestelle

66,99 milioni di abitanti in Francia

1 membro ogni 74.421 abitanti


REGNO UNITO struttura bicamerale

66,65 milioni di abitanti nel Regno Unito

1 membro ogni 74.719 abitanti


ITALIA struttura bicamerale

60,36 milioni di abitanti in Italia

1 membro ogni 63.603 abitanti

Ecco come dovrebbe essere rappresentato graficamente il rapporto dei parlamentari tra le nazioni citate dai Cinquestelle in virtù dei “nuovi conteggi”.

e non questo:

Banner del Movimento Cinque Stelle sulla riduzione dei parlamentari- referendum del 20 – 21 settembre 2020

Pertanto, qualora vincesse il SI, ci posizioneremmo all’ultimo posto della classifica con un numero dei parlamentari inferiore rispetto alla Germania, alla Francia, al Regno Unito e alla Spagna che ha 47 milioni di abitanti, contro gli oltre 60 milioni dell’Italia.

Ora, se parliamo di emolumenti sicuramente l’Italia batte tutti , compresi gli USA, ma questo problema poteva essere affrontato con quello che nel 2016 era solo un Disegno Di Legge della Lombardi dei Cinquestelle che mirava a dimezzare gli stipendi dei parlamentari e che oggi sarebbe bastato “rispolverare”, e volere fortemente, per potarlo a compimento.

All’inizio del 2020, a seguito del lockdown, il ministro Di Maio ha proposto nuovamente il taglio degli stipendi ai parlamentari ma pare che l’effetto sortito non sia stato né apprezzato dai parlamentari né apprezzabile dagli italiani, visto il silenzio assoluto che ne è seguito.

Bene, in conclusione, votate quello che vi pare ma per lo meno, adesso, potete farlo avendo un po’ di numeri in ordine.


Aggiornamento del 18 settembre:

Per chiarezza e correttezza d’informazione: per quanto concerne la Camera dei Lords che presiede al parlamento nel Regno Unito, i singoli membri di cui è costituita non percepiscono uno stipendio ma dei “gettoni di presenza” a rimborso spese.

La Vacciniade e i nuovi eroi: NoVax vs. ProVax

Va bene, è arrivato il momento di parlarne. Ho deciso di farlo a modo mio, tanto su questo argomento ognuno dice la sua, Draghi compreso.

Il problema vaccini deve essere affrontato.

Il fatto stesso che il tema vaccini venga gestito come un derby sportivo mi dà parecchio fastidio. Si parte male perché “tu devi avere una posizione” e se la prendi vieni subito inserito in una precisa categoria dalla quale non ne esci più…

Vuoi fare i vaccini? Sei un responsabile, una persona che ha a cuore il bene comune. Sei altruista e sei pure alto, bello e molto intelligente ma poi… “lo dice la scienza, quindi non si discute”.

Non vuoi fare i vaccini? Ma che razza di persona sei? Ma ti rendi conto? Metti a rischio la vita delle persone che ti stanno accanto. Sei un incosciente, stupido, brutto e cattivo. Poi, come se la scatola degli appellativi non avesse un fondo… sei NOVAX, terrapiattista, negazionista, anti 5G, complottista, credi nelle scie chimiche, nei rapimenti alieni e il cambiamento climatico è colpa tua… Oltre a questo “non credi nella scienza”.

Poi la questione passa su un piano meramente politico tra chi è  favore al vaccino obbligatorio e chi non lo vuole rendere obbligatorio. Questo a prescindere dal tipo di vaccino e contro quale virus, dalle implicazioni che certe scelte possono generare nel medio o nel lungo termine e in seno a quale emergenza sanitaria, necessaria o costruita, si voglia proteggere la popolazione.

Ora… al di là dei tanti discorsi che si sentono sui vaccini, la questione che a me lascia sgomento è la superficialità con cui si affronta questo tema. E’ quella superficialità dalla quale poi germinano e si consolidano i suddetti schieramenti che diventano vere e proprie fazioni avverse. Da una parte troviamo il coro della scienza provaccinista, supportata dalle aziende farmaceutiche, dai media nazionali ed internazionali e ovviamente dalla politica; dall’altra troviamo il sussurro della scienza più moderata, più attenta all’uomo, quindi propensa a curarlo nel suo insieme (psiche e soma), non concentrata solo sul sintomo. Quella scienza nonvaccinista (o per lo meno contro alcuni vaccini o contro i cocktail multivaccinali che vengono somministrati ai bambini) che non ha alcuna voce all’interno del mainstream, anzi, se l’alza troppo rischia di essere additata, o peggio, i medici e scienziati che si espongono in tale direzione rischiano di essere sottoposti a provvedimenti disciplinari, fino ad arrivare alla radiazione. Nel mezzo c’è il cittadino che di riflesso si vede appiccicare un’etichetta piuttosto che un’altra, con tutte le conseguenze del caso qualora venga etichettato come NO-VAX.

Ad Agorà Estate su Rai3 , puntata del 1 settembre 2020 (dal 16° minuto) ho sentito il parere del virologo Bassetti e a corollario quelle degli ospiti intervenuti sul tema vaccino per il Covid19 e riapertura delle scuole.

Il Prof. Bassetti è sempre stato un pro-vaccini e da medico virologo ricercatore ha espresso il suo pensiero. Nel suo primo intervento, nel corso della trasmissione, ha dichiarato: “(…) educare e non imporre ad una parte, speriamo piccola, di italiani che è ancora resistente alla vaccinazione. (…) Non si rendono conto che la storia della medicina moderna e dell’umanità è cambiata grazie a due invenzioni: gli antibiotici e i vaccini. Senza queste non arriveremo certo a vivere oltre ottant’anni come viviamo.”

Personalmente avrei aggiunto anche una terza cosa: i condizionatori, ma questa è una mia opinione personale.

Tra gli ospiti è intervenuto Ettore Licheri senatore dei Cinquestelle, il quale ha avuto l’ardire di commentare: “(…) nella storia della farmaceutica, anche delle vicende poco chiare, poco trasparenti talvolta opache che ci sono state; dei conflitti di interesse che in passato sono stati scoperti e questo certamente non ha contribuito a consolidare la fiducia dei cittadini verso queste multinazionali. Anche lì si è sbagliato e anche lì si deve mettere rimedio.”

La trasmissione prosegue, vanno in onda i commenti e le dichiarazioni di vari politici ed esperti fin quando Roberto Vicaretti, giornalista e conduttore di Agorà Estate, rivolge al Prof. Bassetti la domanda: “(…) un caso positivo in una classe, cosa si dovrebbe fare?”

Il Prof. Bassetti interviene nel seguente modo: “Allora, mi faccia dire però una cosa relativa al servizio precedente (in riferimento all’intervento di Licheri, n.d.r). Io credo che il Coronavirus abbia portato all’attenzione un problema che è quello delle fakenews (…) Adesso si diceva in trasmissione, secondo me è molto pericoloso, parlare delle big pharma, parlare dei conflitti d’interesse. Noi abbiamo bisogno di dare una comunicazione univoca perché guardi che gli attacchi che noi riceviamo gli riceviamo proprio come quelli che è stato prima enunciato. Contro le big pharma, il mondo dei cattivi contro il mondo buoni” (…). O la politica si schiera fortemente dalla parte dei vaccini oppure è una partita che è persa. Questa è una partita che noi dovremo combattere nei prossimi tre quattro mesi”.

Avete letto bene: “molto pericoloso parlare delle big pharma, parlare dei conflitti d’interesse” e “O la politica si schiera fortemente dalla parte dei vaccini oppure è una partita che è persa.”

Potete risentire queste affermazioni attraverso RaiPlay. Anche no, ovviamente.

Bassetti fa delle affermazioni, a parer mio, piuttosto discutibili. Affronta la questione in modo assoluto, di parte, senza una minima riflessione e una discussione in merito a quanto ha correttamente sollevato l’onorevole Licheri, ovvero, il problema della credibilità.

La domanda che tutti dobbiamo farci è PERCHE’ la gente è sempre più restia o del tutto contraria a volersi vaccinare?

Non possiamo continuare a parlare di vaccini in modo impositivo: “DOVETE FARE I VACCINI”, senza dare spiegazioni. Se i cosiddetti “novax” sono in aumento, in tutto il mondo, un motivo ci sarà. Lo sono, ed è evidente, altrimenti non se ne parlerebbe e la questione non sarebbe un problema politico.

Non credo che coloro che prima se li facevano e adesso no, siano stati tutti rapiti dagli alieni e riportati sulla terra convinti del contrario, con l’intento di manipolare la razza umana e conquistare la Terra.

Vogliamo affrontare il tema vaccini in modo SERIO una volta per tutte?

Partiamo dal presupposto che le cosiddette BigPharma non sono aziende filantropiche. Sono aziende e basta. Studiano e realizzano dei prodotti, li immettono sul mercato e cercano di farci dei soldi. Punto. Tutto normale e lecito ma se si parla di salute e di speculare sulla salute, e nel tempo sono emersi conflitti d’interesse, manipolazioni di dati per vendere farmaci, metodi di produzione/lotti di farmaci con evidenti problemi, segnalazioni di problemi avversi, denunce, sentenze, risarcimenti…, vogliamo parlarne?

Non si tratta di fare una guerra alle aziende farmaceutiche ma nemmeno di farci inoculare tutto a prescindere, negando o sottacendo che un vaccino possa dare dei problemi avversi. Sarà il caso di soppesare costi/benefici in termini di somministrazione di un vaccino per contrastare un determinato agente patogeno? Vogliamo dare delle risposte alle persone che si pongono il “ragionevole dubbio”, senza additarle come “deficienti” la cui colpa è solo quella di volersi informare e di decidere autonomamente, secondo proprio giudizio?

Se portiamo la scienza o la medicina fin dentro le case delle persone, attraverso radio, TV e giornali, dobbiamo avere anche il coraggio di portare medici, scienziati, ed esperti ma anche politici, giuristi e avvocati di entrambe le posizioni, quelli a favore e quelli contrari ai vaccini. Entrambe le parti lo dovrebbero fare argomentando le loro posizioni, producendo dati, ricerche e ragionando su fatti concreti. Siamo stanchi, ci siamo rotti le scatole di sentire solo quelli che ci dicono che i vaccini vanno fatti, come fosse un dogma da ripetere in continuazione, fino al sfinimento/convincimento, e che non può essere discusso. La SCIENZA SI DISCUTE perché non è una fede, e anche la fede trova modo e spazi per essere discussa, non vedo perché non lo si debba fare con la scienza. Non sarebbe scienza e non ci sarebbe progresso scientifico se non ci fosse un continuo confronto.

Esiste una legge dello Stato, come ho riportato anche nel mio INFLUENZATI, che interviene laddove sia necessario risarcire persone danneggiate da vaccini; esistono sentenze di tribunale che si sono espresse a favore di persone danneggiate da vaccini; esistono persone danneggiate da vaccini. Esistono ricerche scientifiche e protocolli di sviluppo per i vaccini che prevedono anche dieci anni per realizzare un vaccino; adesso, per il Covid19, si parla di averne non uno ma una serie indefinita e nell’arco di pochi mesi, forse un anno al massimo (lasciando perdere per il momento il vaccino russo che pare già pronto dopo soli sette mesi dalla pseudo dichiarazione di pandemia).

Se vogliamo gestire il problema, che poi problema non dovrebbe essere, semmai i vaccini dovrebbero essere una soluzione, allora facciamolo in modo chiaro e facciamolo al più presto.

Fino a quando sentirò parlare di vaccini come un credo che deve essere accettato attraverso un “atto di fede”, non ci sto. La classe medica e gli scienziati si devono immergere in un bel bagno di umiltà e poi scendere tra la gente per rispondere ai tanti, troppi quesiti le cui risposte non sono mai arrivate o sono state liquidate con lapidari e arroganti: “SONO SICURI” o “NON E’ VERO E’ UNA FAKE NEWS!

Tra le domande rimaste senza risposta ci sono quelle relative ai problemi/sintomi avversi causati dai vaccini, sulla loro tossicità, sulla presenza dei metalli, allergeni, delle nanoparticelle di inquinanti, di DNA di feti abortiti, di consenso informato ma in realtà poco informato e di tante altre questioni sollevate da coloro che studiano i vaccini, da coloro che ne hanno subito i danni e da coloro che ritengono, tra gli scienziati, assurdo realizzare un vaccino per un virus basato su RNA a polarità positiva in continua mutazione. Si sta già parlando di dover fare, oltre al vaccino, una serie di richiami perché il vaccino contro il Covid-19 (che ancora non c’è) pare che da solo non basterà e che la sua efficacia sarà di breve durata, per questo si pensa già ai richiami. Non a caso si registrano nel mondo casi di persone che sono state contagiate dal Covid-19, poi guarite, e a distanza di tempo lo hanno contratto nuovamente dimostrando che l’immunità per il Coronavirus, come già si sapeva, è di breve durata.

Per approfondimenti, vedi:

Allora, posso capire di dovermi vaccinare da malattie importanti e per i quali il vaccino funziona davvero ma non capisco perché si continui a instillare paure tra la gente e che in teoria dovrebbero cessare solo dopo un’iniezione di un vaccino che, ripeto, ancora NON C’E’, per un virus che di fatto è poco più virulento di un’influenza stagionale e che non garantirà un’immunità duratura.

Ma poi, vaccino per cosa? Il direttore sanitario dello Spallanzani, Istituto di Ricerca che ha in carico la sperimentazione italiana di uno dei vaccini per il Covid-19, afferma in una recente intervista (qui riportata da Il Messaggero del 4.09.2020) che le fasi due e tre della sperimentazione verranno effettuate in altri paesi perché: “(…) al di là di quello che si dice, in questa fase in Italia non c’è questa catastrofe, non ci sono tutti questi pazienti, tutti questi malati. Andremo in paesi, probabilmente nel latino America, dove invece il virus è in una fase di crescita”.

E oltre a questo, di quale crescita stiamo parlando?

Se si parla di persone asintomatiche, risultate positive al tampone o al test sierologico, evviva Dio! Sai per quanti virus siamo positivi e quanti tamponi dovremmo fare? A me interessa capire se queste persone camminano con le proprie gambe, se stanno bene e se possono creare un pericolo per altre persone. Lo stesso Prof. Bassetti, in più di un’occasione, ha ribadito che positivo non vuol dire essere malato.

Spero che arrivi la ragione prima ancora di un vaccino. Mi auguro che un serio confronto, anche lungo, dibattuto, acceso, possa avviarsi al più presto e arrivare a mettere ordine tra le questioni aperte, da troppo tempo, sul tema vaccini (e BigPharma), anche se ciò comporterebbe dover mettere avanti a tutto la salute delle persone anziché gli interessi politici e/o economici. Se ciò non dovesse accadere, la distanza tra i due schieramenti potrà solo aumentare e i rapporti inasprirsi col passare del tempo.

Parafrasando una celebre frase che echeggia spesso nell’immaginario dei fans di Star Trek, mi auguro di non dover assistere ad una sorta di invasione BORG preceduta dal proclama: “La resistenza è inutile, sarete vaccinati”.

Da TGTrek.com

Ad ogni costo ed in ogni caso, nel rispetto della Costituzione italiana, della libertà di pensiero, di parola e di scelta individuale, nell’ottica di promuovere una scienza corretta, quantomeno non di parte, cercheremo il confronto, lotteremo per la verità e difenderemo le nostre ragioni.

Un conto è volersi vaccinare (lecito, giusto, comprensibile), un altro è obbligare altri a farlo, soprattutto quando non c’è alcun motivo reale per farlo.


Nota: i virgolettati che riportano le affermazioni delle persone sopra citate sono il risultato di trascrizioni audio delle interviste rilasciate ( di cui sono riportate le fonti). Grammatica e punteggiatura ricalcano il più possibile quanto rilevato dalle interviste. Talvolta possono risultare poco aderenti alle regole della lingua italiana ma lo scopo è di riportare più fedelmente possibile ogni contenuto. 

Covid-19. E se fosse tutto sbagliato?

Riflettevo… lo so, lo faccio troppo e troppo spesso ma è una funzione preinstallata che si autoricarica, non posso farci nulla.

Riflettevo, appunto, sulla situazione Covid-19. Siamo ad agosto, non vedo zombi a giro per strada (tranne qualche eccezione ma diciamo che è solo colpa del caldo), mi pare che grazie a Dio siamo ancora qui a “ciarlare” e che l’Italia stia continuando a dibattere su ciò che è di “fondamentale importanza per tutti”…

Di cosa?

… Ma dei ministri scelti dal mazzo, “presi a sorte” (leggete: capri espiatori) che hanno pensato bene di prendersi i 600+600 Euro che INPS ha gentilmente offerto alle P.IVA, previa richiesta al famoso sito web dell’Istituto di Previdenza – di cui ho parlato in passato su questo blog e sul mio libro INFLUENZATI – oggetto di fantomatiche dimostrazioni di inefficienza e di mirabolanti risposte da parte del server. Beh… solo per essere riusciti ad ottenere quei soldi, presentando domanda attraverso il sito dell’INPS, avrebbero tutto il diritto di tenerseli ma… lasciamo perdere le facili ironie che in questo agosto torrido non giovano nemmeno come freddure.

E’ questo il vero problema dell’Italia, no?

Beh, allora vogliamo parlare del presidente Conte che ci assicura che i vaccini non saranno obbligatori e a distanza di due giorni da questa dichiarazione salta fuori Renzi (governo ombra con solo il 2.5% di consensi dai recenti sondaggi) che asserisce l’esatto contrario, invocando una vaccinazione di massa obbligatoria, altrimenti non ci sarà un domani?

Ma no, nemmeno questa è la notiziona ma entrambe sono le notizie create ad arte, ben confezionate per continuare a perpetrare lo sport nazionale e internazionale nella disciplina della “distrazione delle masse” o del “fumo negli occhi”. Sai… le olimpiadi sono saltate e la mancanza di questo grande evento sportivo deve essere compensata in qualche modo.

L’Italia ha molti problemi, stiamo annaspando in una situazione dove il debito pubblico aumenta, il PIL precipita, molte attività commerciali non hanno nemmeno aperto dopo il lockdown, ed altre non si sa se arriveranno a fine anno. La cassa integrazione tarda ad arrivare o non viene erogata, etc. etc. Oramai del MES se ne riparla a dopo le elezioni, almeno su questo credo che i vari esperti di comunicazione al servizio dei partiti siano concordi. Sempre che poi non saltino fuori con qualche mirabolante trovata per vendercelo come Jolly in stile “Giochi senza frontiere” (e qui si vede che ho una certa età).

Oltre a tutto questo, per i media e per certi esperti da palcoscenico, la situazione epidemica attuale, a livello nazionale ma soprattutto internazionale, è grave, preoccupante, tragica! Ma vediamo cosa sta accadendo a casa nostra, giusto per “divertirci con le ultime news”…

Adoro i titolisti dei quotidiani.

Credo che facciano parte di una razza tutta particolare, forse mitologica perché se ne parla da sempre ma nessuno li conosce o li ha mai visti (tranne pochi eletti); eppure la loro presenza è tangibile. “Si narra che un titolista sia passato dopo che Arianna diede il filo a Teseo, col solo scopo di ingarbugliarlo. Tant’é che Teseo, vistosi al perso… in realtà è ancora lì nel labirinto”.

Di cosa stiamo parlando?

Della dose quotidiana di paura, di deformazione delle parole a vantaggio di una neolingua dirompente. Perché, ditemi, vi pare che la Toscana tremi? Che ci sia un incremento di positivi tale da definirsi impennata di casi a Prato, in riferimento a 6 persone? Che lo sia in Italia con un “più 552” o nel Lazio siamo addirittura al boom di casi in una settimana perché ne hanno trovati 118 positivi?

Allora, togli tutta ‘sta roba e ragiona un attimo con me, così, solo per fare due chiacchiere tra amici.

Da oramai oltre sette mesi ci viene detto di tutto sul Covid. Una delle cose che a me manda fuori di testa è la recita quotidiana dei nuovi contagiati. Ad oggi, mentre vi scrivo, sono stati registrati, NEL MONDO, 20.919.243 casi positivi. Cosa vuol dire questo? Facciamo un primo punto.

Con una popolazione mondiale di quasi 8 miliardi di persone (per l’esattezza 7,804,903,823 persone) il suddetto numero di contagiati corrisponde ad un indice di contagiosità dello 0,26%. Oltre a questo va detto che queste persone, sono per un 80% dei casi, asintomatiche. Sono persone che per tutta una serie di motivi sono state sottoposte a tampone, sono risultate positive ma non hanno o non avevano alcun sintomo. Tra queste dobbiamo anche considerare che oggi ci sono persone che non sono più positive e che probabilmente non sono uscite da questa lista (o non tutte). Oltre a questo ci sono gli sbagli, i falsi positivi e i metodi di registrazione delle positività non condivisi e definiti da un protocollo univoco a livello mondiale; tant’è che nel Regno Unito le hanno contate due volte:

Decine di migliaia di test sul coronavirus sono stati contati due volte, ammettono i funzionari” da The Telegraph – 21.05.2020

E COMUNQUE CHI E’ POSITIVO AL CORONAVIRUS NON E’ INFETTO NE NEMMENO UN MORTO CHE CAMMINA!

Decessi?

Nel mondo, sempre ad oggi mentre vi scrivo, si registrano 759.582 casi che corrispondono ad un indice di mortalità dello 0,009%. Anche qui i decessi non è facile stabilire se sono tutti riconducibili (parlo sia in difetto che in eccesso) al Covid-19; sono numeri difficili da gestire poiché per stabilirlo dovrebbe essere effettuata un’autopsia a tutte le persone decedute e, come è risaputo, almeno in Italia, all’inizio dell’Emergenza Covid le autopsie non venivano eseguite e tutti i decessi venivano classificati come morti per Covid-19; questo l’ho abbondantemente riportato nel mio libro “INFLUENZATI. NON SOLO DAL CORONAVIRUS”. Detto ciò, ad oggi nel nostro Paese sono state registrate come decedute per Coronavirus, 35.231 persone. Sono numeri che vi dicono poco? Beh, il paragone si fa presto a farlo. Prendiamo infarto e ictus, uccidono ogni anno 240.000 persone in Italia e rappresentano la prima causa di morte e invalidità. Così, tanto per dire….

Parliamo degli USA… I tanto citati USA che paiono reggersi solo grazie alle sparate di Trump che fanno risalire il buonumore a livello internazionale. Avete sentito quella dei rubinetti, dell’acqua e dello shampoo? No, non è una barzelletta ma vi riporto qui un link almeno se avete voglia di sorridere un po’ potete farlo. Sarà mica un messaggio criptico di Trump diretto ai QAnon? No, dai, non lo dico altrimenti passo per complottista internazionale megagalattico.

Foto da PIXABAY – 2108027

In USA, dicevo, sono decedute 167.298 persone. A sentire i telegiornali pare che gli americani siano tutti condannati o poco ci manca. Così, sempre per mera curiosità, sono andato a prendere qualche numero da Wikipedia per vedere quante persone risiedono nella zona meno popolosa di New York; si tratta di Staten Island nella contea di Richmond. Nel 2017 era stimata una popolazione di 479.458 persone. In pratica, la “grande catastrofe americana” di cui si sente continuamente parlare corrisponde a meno della metà delle persone che sono residenti nell’area meno popolosa della Grande Mela. Occhio… non voglio “sminuire” o “minimizzare” chi sta dietro a questi numeri. Si parla sempre di persone ma stiamo parlando degli Stati Uniti d’America, 50 stati che in totale contano 328 milioni di persone!!!

Avete un’idea di quante persone muoiano ogni anno per il fumo da sigaretta? 8 milioni di persone, e non mi pare che questa sia ritenuta un’emergenza né mondiale né nazionale. Ah, mi dici che queste persone “non sono infette” e quindi “muoiono loro e non tu?” Per la serie “cxxxi loro e chi si è visto si è visto?” Complimentoni per l’altruismo ma allora ti parlo di fumo passivo; di quello che non fumi tu perché magari hai deciso di non fumare ma frequenti fumatori e respiri quello degli altri. Ogni anno, in Italia, 700mila persone muoiono per fumo passivo e qui, credimi, non c’è vaccino che tenga.

Ecco… veniamo alla “renziade” che nonostante tutto continua ad aggiungere capitoli dell’epica saga che ritrae le gesta del “fenomeno di Rignano”. Per sua bocca, e per quella della sua candidata di punta alle regionali per la Toscana Stefania Saccardi, viene invocata l’obbligatorietà del vaccino. Pare essere l’araldo con cui fregiarsi e conquistare la poltrona di governatore della regione; obbligo di vaccinazione!

Foto da PIXABAY – 5073832

Ora, vedi un vaccino anti Covid-19 a giro? No, dico, lo vedi?

Si parla di averne uno forse per l’anno prossimo ma, a parte i discorsi pro-vax, no-vax, free-vax, riflettevo su un fatto molto semplice, forse banale, sicuramente sbagliato (forse anche no)… Se l’obiettivo vaccino è debellare il Covid-19 attraverso l’immunizzazione dell’individuo al quale viene inoculato ma anche ottenere la cosiddetta “immunità di gregge”, ad oggi, metà agosto di questo delirante 2020, dato che gli attuali positivi sono oltre venti milioni, e parrebbe che il numero sia solo destinato a salire, visto che i decessi sono significativamente rallentati, visto che qualche cura si è trovata e che comunque è somministrabile ai sintomatici e che nella maggior parte dei casi evita il ricovero ospedaliero, o peggio,la  terapia intensiva… ma perché non facciamo un bel “bomba libera tutti”?

“O mammina che ha detto il Saldarelli, o che è pazzo?”

Si fa per ragionare… Sarò pure pazzo ma se si parla di immunità di gregge in un senso, questo concetto dovrebbe essere pur valido anche se ci stesse pensando madre natura. In tal caso via tutto, via gli obblighi e via i divieti… Anche e soprattutto perché per il  Covid-19 pare stiano sviluppando diversi tipi di vaccino. E’ mutato una caterva di volte e quindi il problema non è se il vaccino funzionerà e come funzionerà, se sarà sicuro o meno ma anche quale vaccino sarà più efficace rispetto ad un altro, con tutte le conseguenze del caso, soprattutto economiche e del possibile “panico da vaccino fuffa” o “corsa al vaccino top del top annata speciale riserva oro”. Ce la vedo la signora Maria che ragiona al mercato dicendo: “io ho preso quello del Putin, gli’è bello lui con tutte le su’ tigri…” E la signora Marisa: “O che tu dici… io ho preso quello dello Spallanzani, l’è più bono e poi l’è a chilometro zero…”.

Quindi, io faccio solo delle ipotesi, dei ragionamenti del tutto personali e privi di ogni fondamento scientifico. Probabilmente ragiono con quel “sano empirismo” che forse a qualche scienziato fa storcere la bocca ma ricordo che è proprio grazie a certe riflessioni, a continue revisioni delle teorie e all’osservazione delle cose che si ottengono dei risultati. Mi pare che stiamo assistendo, da oramai troppo tempo, ad una messa in campo di risorse economiche spropositate a livello mondiale, nel tentativo di cercare un vaccino per qualcosa che probabilmente non potrà essere “vaccinabile”. I precedenti tentativi di trovare un vaccino per altri virus “famosi”, vedi SARS o MERS, sono stati abbandonati; ci hanno provato ma quando iniziarono le sperimentazioni la malattia non costituiva più un’immediata minaccia ed è stato fermato tutto.

Foto da PIXABAY – 2313286

Quindi… sicuramente occorrerebbe tutelare i più deboli, a partire dagli anziani. Tenere in quel caso la mascherina (sempre che funzioni) se ci si trova in prossimità di persone anziane; per il resto, ricominciare a fare quello che facevamo prima ma meglio, lavandoci le mani, bene, più volte al giorno; evitare di stare addosso alle persone mentre si parla e rispettare comunque quella distanza, che io definisco “margine di rispetto” che l’educazione prevede e che dovrebbe essere adottata nell’ambito dei rapporti interpersonali. A parte questo, vivere. Ripeto, lo affermo alla luce dei dati attuali; forse non lo avrei detto 4-5 mesi fa. Parlo di oggi.

Ecco che mi assegno da solo un nuovo appellativo con un suffisso “ista”, come oggi va di moda affibbiare se qualcuno parla fuori dal coro. Sono un utopista a pensarla così perché tanto ci saranno sempre i titolisti, gli esperti da palcoscenico e le emergenze sanitarie da portare avanti e dietro a questi gli speculatori della finanza e le lobby varie che hanno interesse a vedere le nazioni indebitarsi.

Quindi… e se fosse tutto sbagliato?

 

Un saluto particolare ai miei detrattori ai quali oggi ho dato molto materiale per scannarsi contro di me.

Buona vita, a tutti, detrattori compresi.

 

Influenzati… la copertina

“Influenzati. Non solo dal Coronavirus” edito da Phasar – Luglio 2020, è un progetto editoriale che racconta di noi italiani in epoca Covid-19, di lockdown, dei DPCM e di comunicazione di massa. Ci siamo dentro, ne siamo avvolti, “non ne usciamo”, o così parrebbe stando a ciò che ogni giorno ci viene stradetto.

In questo post desidero parlarvi della copertina del mio libro e delle scelte estetiche che ho fatto per realizzarla.

E’ nata da una sensazione che mi portavo dietro fin dagli inizi del lockdown e che mi ha spinto a scrivere su questo blog in merito ai fatti legati al COVID-19. Dopo qualche post, grazie anche al mio editore PHASAR EDIZIONI che mi ha spronato a scriverlo, ho deciso di realizzare il mio libro. La copertina è nata in parallelo alla stesura delle prime pagine.
Desideravo trovare una sintesi grafica per interpretare la confusione che ha regnato e che regna tutt’ora in questo 2020. Volevo rappresentare il caos, il gran chiasso che è stato fatto intorno al problema del Covid-19; rendere la copertina rumorosa, frastornante e anche un po’ inquietante. Non a caso lo stile che ho evocato è quello che ha caratterizzato la comunicazione visiva a cavallo tra la seconda guerra mondiale fino agli anni ’60, tra “guerra fredda” e “racconti dell’orrore” in stile sci-fi con richiami a “The Twilight Zone”. Vi ricordate le locandine dell’epoca, soprattutto quelle americane, e della paura “dell’altro” che si palesava attraverso la propaganda anti nazista e anti sovietica? Ecco, più o meno l’idea dalla quale sono partito per realizzare la copertina di INFLUENZATI è stata proprio quella del riuscire a rappresentare la “paura di un nemico invisibile e il coinvolgimento totale delle persone all’interno di una situazione tanto coinvolgente quanto incontrollabile, a tratti surreale”.

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Il colore verde “acido” che campeggia sul fondo della copertina rappresenta il virus stesso ma è anche il “vomito”, il “disgusto” ed è il verde delle sale degli ospedali… in altre parole “è la malattia”, il “contagio” che avviene attraverso la comunicazione di massa che dispensa bollettini di guerra e lancia titoli al cardiopalma.
La famiglia è il fulcro dal quale parte tutto e sulla quale tutto viene riversato. Sono trasformati dal COVID-19 a tal punto che la loro testa (quindi la mente), è diventata il virus stesso. Sono ritratti in una condizione di “protezione reciproca” ma la postura, in particolare la testa, è piegata in avanti perché sono abbrutiti, avviliti e “piegati” dalla situazione. Sono vicini tra loro ma ormai INFLUENZATI. Sono circondati dai titoli di quotidiani e dalle immagini televisive che parlano solo e soltanto di COVID-19. Sono avvolti dalla negatività, dalle urla dei media che si contendono il primato della notizia e che nel tentativo di surclassare il concorrente esagerano e diventano beceri.
Ecco perché INFLUENZATI. Ho giocato sul doppio senso che questo termine mi ha offerto. In un caso l’influenzato è il soggetto che ha contratto il virus, nel secondo è la persona che ha subito influenze dall’esterno. Rappresenta la sintesi di una situazione generale e soprattutto di uno stato d’animo. Una sensazione diffusa che a poco a poco abbiamo tutti percepito, anche coloro che trovano in questa sorta di Grande Fratello orwelliano una sensazione di protezione che prima non avvertivano. Sono compiaciuti, rassicurati dalle “gesta del Governo” che in pieno stile Istituto Luce vengono opportunamente rilanciate attraverso una propaganda e uno stile che mira ad enfatizzare le roboanti promesse e le manovre PODEROSE.
So che molti non condivideranno il mio pensiero. Non pretendo nulla se non porre delle domande, esporre dubbi e condividere delle riflessioni, oltre a delle informazioni che ho raccolto in rete e reso disponibili nella mia pubblicazione. Non ho certezze e diffido da chi ne ha e le sbandiera facendosene un vanto. Mi ritengo un libero pensatore che ha sulle spalle qualche anno di esperienza nel campo della comunicazione visiva, e non solo in quella. Ascolto, osservo, amo la vita e sono consapevolmente cosciente che possiamo disporre solo di questa, “almeno da vivi”. Vorrei quindi poterne disporre al meglio, soprattutto vorrei evitare di dovermi difendere da certe scelte e imposizioni che limitano i diritti costituzionali e la libertà personale. Sono dell’idea che siamo su questa Terra per vivere la vita ci è stata donata e non per accontentarci di esistere. Ecco perché scrivo, in generale, ed ecco perché ho scritto questo libro, più in particolare.

Potete trovare “INFLUENZATI. Non solo dal Coronavirus” di Stefano Saldarelli, Phasar Edizioni, su questi store online:

oltre al sito dell’editore:

e presso alcune edicole, facendone richiesta comunicando il codice ISBN 978-88-6358-590-2

Grazie!

 


Riferimenti locandine:

Lettera all’Arma dei Carabinieri

A seguito dei fatti emersi dall’inchiesta sulla “caserma di Piacenza Levante” desidero porgere all’Arma dei Carabinieri la mia solidarietà e vicinanza, in particolare a tutti gli uomini e donne in divisa che svolgono quotidianamente, con dedizione, rispetto e impegno, il proprio compito.
I fatti inqualificabili, di cui le cronache ci stanno dando conto, gettano una profonda ferita nel cuore dei carabinieri e di chi come me in passato ha prestato giuramento al tricolore indossando la divisa dei Carabinieri.
Le persone che hanno osato offendere l’onore dei Carabinieri, svolgendo attività illegali, macchiandosi di infamia e viltà, dovranno pagare per ciò che hanno commesso e di questo sono sicuro che la giustizia farà il proprio corso.
Sono sinceramente sconvolto per quanto accaduto. Per me è una ferita che provoca dolore ma ho la consapevolezza che l’Arma dei Carabinieri non è questa cosa e ciò a cui stiamo assistendo è solo il risultato di singole cellule impazzite.
Dal sito “Belle storie d’Arma”

Mi permetto di rivolgere un invito a tutti i Carabinieri che amo dal profondo del mio cuore. Alzatevi ogni giorno con rinnovato spirito di abnegazione e amore per la patria. L’Italia ha bisogno dei Carabinieri e i Carabinieri sono parte stessa dell’Italia. Dalla più piccola caserma citofonica al battaglione, nucleo operativo, reparti speciali, etc. l’arma si è sempre saputa contraddistinguere per competenza, professionalità, organizzazione, coesione, mantenendo un ruolo di riferimento e di vicinanza col cittadino.

Siate sempre portatori sani di bene e operatori di giustizia. Estirpate tutto ciò che porta infamia alla nostra bandiera e all’Arma dei Carabinieri per rispetto alla divisa, ai tanti Carabinieri che hanno perso la vita per difendere l’Italia e perché credo fermamente, come voi, nel valore di quel giuramento che continua ad accompagnare le mie azioni quotidiane.
Auguro a voi e alle vostre famiglie tutto il bene possibile. Forza!
Nei secoli fedele.

INFLUENZATI. Non solo dal Coronavirus

“E ho detto tutto”, come recitava Peppino De Filippo in “Totò Peppino e la Malafemmina”. Vero è che Totò gli rispondeva: “Ma che dici tu con questo ho detto tutto e non dici mai niente”.

Nel mio caso credo di aver scritto abbastanza, sicuramente non tutto, troppo ancora ci sarebbe da aggiungere ma intanto ho cristallizzato un momento della mia vita, delle nostre vite, che credo valesse la pena fissare per “non dimenticare”. Tutto questo all’interno del libro “INFLUENZATI. Non solo dal Coronavirus”, edito da Phasar Edizioni.

E’ grazie anche alla scrittura che ho potuto affrontare il periodo Covid-19 come un momento di analisi, di riflessione e di rinascita che mi ha permesso di superare questo “ostacolo improvviso” con energia e rinnovato entusiasmo. Nelle difficoltà rendo meglio, non so perché; tendo a incasinarmi la vita proprio perché poi, nel momento più complicato, riesco a mettere in campo tutte le mie risorse e a dare il meglio di me. Che ci volete fare, mi hanno disegnato così. Ovvio, non è detto che ciò che realizzo sia sempre apprezzato e condiviso da tutti ma per lo meno cerco di realizzare ciò che sento e che mi piace fare, al meglio delle mie possibilità…

“E ho detto tutto”.

Ecco che mentre “tentavo di capire cosa fare da grande” (leggete: nel prossimo futuro) e provare a decifrare questo periodo anomalo, mi sono messo a fare delle ricerche in rete sul Covid-19 che mi hanno portato a maturare dei pensieri che poi ho elaborato e in parte trasferito su questo blog.

Parlando con Lapo, mio amico fin dalle scuole elementari, nonché titolare della Phasar Edizioni, quindi anche mio editore, ci è venuta la voglia di realizzare una pubblicazione partendo proprio dal mio blog. Durante una telefonata in pieno lockdown, Lapo mi disse:  “Ma perché non scrivi un libro su questo momento, visto che già scrivi sul tuo blog articoli legati al Coronavirus. Potresti raccogliere ulteriori idee e informazioni, svilupparle e realizzare una tua pubblicazione”.

Beh… dopo un nanosecondo di titubanza ho detto “Sì, dai… casomai mi porti tu le arance in carcere, ok?”. Così, tra una buona dose di sana incoscienza e una dose ancor più forte di investimento di tempo (in effetti col Covid-19 non mi è mancato), ho cercato di sviluppare un “diario di circa sei mesi di esperienza col virus” basandomi sulle informazioni che la rete ci ha dispensato, o meglio, riversato addosso. Sia chiaro, non ho realizzato un diario su Stefano ma su ciò che abbiamo vissuto come “spettatori di professione” e “cittadini modello”. Occupandomi di comunicazione visiva ho cercato di rileggere la comunicazione, le notizie e le affermazioni che i media ci hanno “infuso”; un processo che mi ha ricordato le goccioline di una flebo che nel loro incessante stillicidio arrivano laddove devono arrivare e… colpiscono.

Sono felice e anche un po’ orgoglioso della mia creatura, concedetemelo. Pare una cazzata scrivere un libro ma vi assicuro che non lo è affatto, soprattutto se si trattano argomenti che riguardano una cronaca in pieno svolgimento, se si fanno delle ricerche che necessitano di letture approfondite e si ha come obiettivo “mettere a confronto due verità”: quella dettata dal cosiddetto “mainstream” e quella più osteggiata ma comunque viva e vegeta, dell’anti “mainstream”, che per molti è solo “complottismo”. Ho cercato di sollevare numerosi “perché” con l’intento di stimolare nel lettore qualche domanda alla quale probabilmente ho dato anche qualche risposta, credetemi non le ho tutte, rimandandolo poi ai numerosi approfondimenti che nel libro sono praticamente presenti in ogni pagina. In effetti questa è una pubblicazione che ancor prima di essere tale vanta già un primato: ha più note a piè di pagina che numero di pagine che la compongono. Le prime sono 229 e le pagine sono 170.

Lo so, “non me lo ha ordinato il dottore” (anche perché aveva da fare ben altro), l’argomento è vasto quanto impervio ma dopotutto, “un po’ di azione non guasta”, soprattutto quando sei costretto a restartene a casa. Scrivere un libro, il secondo a dire il vero, era un’esperienza che che andava “ri”fatta e questa è stata l’occasione giusta. Come mi piace pensare, col mio modo di parafrasare la realtà: “Ai POSTER l’ardua sentenza”. Frase che mi immagino potesse aver detto il celebre artista di arte contemporanea Mimmo Rotella, esponente del “decollage”. Questa la capiranno in pochi…

Lascio la parola al mio editore Lapo e alla mia editor Erika che hanno redatto a quattro mani la sinossi che riporto nell’immagine sottostante. Colgo l’occasione per ringraziare entrambi per avermi dedicato il loro tempo e per i numerosi consigli che ho ricevuto durante la stesura del libro.

La copertina? Durante il Coronavirus c’è chi ha sfornato torte mentre io ho realizzato un libro e l’illustrazione della copertina. In un prossimo post vi spiegherò come è nata e le scelte che mi hanno portato a realizzare ciò che vedete… Lo so che preferisci le torte ma puoi mangiartene una fetta leggendo il mio libro.

Dal 30.07.2020 potrete trovare “INFLUENZATI. Non solo dal Coronavirus” di Stefano Saldarelli, Phasar Edizioni, su questi store online:

oltre al sito dell’editore:

e presso alcune edicole, facendone richiesta comunicando il codice ISBN 978-88-6358-590-2

Grazie!

“Massimo rigore”. Anche se in Italia i numeri del contagio hanno registrato un calo nelle ultime ore

Continua la politica del terrore che alimenta paure e destabilizza la nazione.

A poche ore dall’arrivo del nuovo DPCM balzano alla cronaca le notizie su presunti aumenti di contagi Covid-19, poi smentiti, ridimensionati o addirittura del tutto inesistenti, a seconda delle fonti che si interpellano. “Quelle più accreditate” incalzano su cifre e percentuali e il Governo se ne serve magistralmente per apprestarsi ad inasprire le misure di contenimento e con esse lo stato di emergenza che sarà prorogato fino alla fine dell’anno.

Legittimare le restrizioni e la libertà personale a suon di DPCM, in una situazione in cui il concetto di contagiati non è automaticamente riferibile a persone ammalate, ospedalizzate o intubate ma semplicemente è un dato che riporta che sono stati rilevati gli anticorpi del virus su persone per lo più asintomatiche, determina di fatto un oltraggio alla Costituzione italiana, un abuso di potere e con esso un atto criminale. L’attuale emergenza è esclusivamente di carattere economico/sociale e non sanitario. Casomai dovrebbero essere definiti e condivisi protocolli terapeutici sicuri e una volta per tutte dichiarare ufficialmente che nei primi mesi dell’anno sono state sbagliate molte diagnosi, portando ad intervenire sui pazienti con terapie inadatte.

A tal proposito, Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in un’intervista pubblicata su fondazioneveronesi.it dichiara: “Quello che vorremmo proporre è un protocollo di cure molto semplici ma presumibilmente efficaci da proporre al medico di medicina generale che derivano in parte dalle evidenza della letteratura e in parte dall’esperienza che i medici in queste settimane, in prima linea, hanno “sperimentato sul campo”.

Le politiche di distrazione di massa stanno distogliendo l’attenzione dall’aumento dei suicidi, dalle aziende che non hanno riaperto e una su tre sono a rischio chiusura definitiva. Cassa integrazione ancora ferma a marzo per due milioni di lavoratori. Aiuti dello Stato pochi e mal gestiti, o peggio, non erogati.

Locandina del film “Dirty Dancing” (Balli proibiti) del 1987

Le nuove misure che tra poche ore avremo modo di udire attraverso la dichiarazione di Conte e dei suoi ministri, sotto l’egida di un ennesimo DPCM, col beneplacito dell’invisibile presidente della repubblica Mattarella e in pieno stile Istituto Luce, ma a colori, si annunciano come un nuovo editto partorito dalla mente di persone che non hanno alcun contatto con la realtà.

Le discoteche sono al centro del nuovo provvedimento restrittivo e a differenza di quanto era stato annunciato, pare che la data di riapertura di queste strutture venga ulteriormente rimandata. “Dirty Dancing” sarà la parola d’ordine con la quale verranno bollate?

Sagre e fiere, che sarebbero motivo di sopravvivenza per piccole e medie imprese, sono sotto la lente d’ingrandimento degli esperti. “Fermare i grandi assembramenti”, pare il mantra che in questo momento precede i nuovi moniti del neoregime; a meno che non siano le Regioni a prendersi la briga di allentare le briglie assumendosene la responsabilità… Soliti concetti feudali separatisti che puntualmente arrivano quando c’è da assumere delle responsabilità derivanti dal proprio operato, ovviamente sempre sotto il segno del #insiemecelafaremo.

 


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