Medicina33 – Cancro al seno maschile

Ringrazio RAI2, in particolare la redazione di Medicina33, e la Dott.ssa Laura Biganzoli, specialista oncologa dell’Ospedale Santo Stefano di Prato, rispettivamente per la produzione dell’eccellente servizio televisivo e per aver offerto il proprio contributo professionale.

Medicina33 – Servizio RAI 2 del 05.01.2022

Il Cancro al seno non è solo roba da femmine

Venerdì 7 gennaio, alle ore 18.00 presso il Kelturni Center Lojze Bratuž di Gorizia, si terrà la presentazione del libro autobiografico di Stefano Saldarelli, colpito nel 2018 da cancro al seno.
Il 40% del ricavato dalla vendita del libro, nel corso della serata, verrà devoluto all’associazione Volendo Continuare, ODV a sostegno dei malati oncologici fondata da Nicole Primozic.

Gorizia 3 gennaio 2022 – Il cancro al seno visto dal punto di vista maschile è una realtà poco nota, che richiede divulgazione perchè la prevenzione non sia solo “roba da femmine”, e diventi una sana abitudine anche per l’uomo. Si stima infatti, che ogni anno, oltre 500 maschi siano colpiti da carcinoma mammario solo in Italia.

Venerdì 7 gennaio alle ore 18.00, Stefano Saldarelli, 52enne pratese colpito tre anni fa dalla malattia, presenterà in un incontro aperto al pubblico, la sua storia autobiografica “IL CANCRO AL SENO NON È SOLO ROBA DA FEMMINE. UNA CAREZZA PUO’ SALVARTI”, Phasar Edizioni.

Il libro racconta con toni lievi ma dettagliati il percorso terapeutico e soprattutto interiore ed emotivo che Stefano, affiancato dalla moglie Antonella che scoprì per prima il nodulo sospetto del marito, ha dovuto affrontare facendo i conti con le sue paure, con l’iniziale incredulità e la poca conoscenza della malattia.

“Ho scritto questo libro – spiega Stefano, di mestiere grafico freelance, – nella speranza che conoscenza e comunicazione inducano gli uomini a informarsi, e a tante altre mogli, mamme, sorelle a coinvolgere i loro uomini in questo percorso, per non trascurare sintomi e rischi”.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista Patrizia Artico. Oltre all’Autore, interverranno la Dott.ssa Marta Prestin, oncologa presso l’ospedale di Gorizia, il Dottor Giuseppe Stacul, chirurgo senologo.

L’evento si terrà al Kelturni Center Lojze Bratuž, viale XX Settembre 50 – Gorizia, in ottemperanza alle misure anti covid in vigore.

L’obiettivo dell’appuntamento è aprire un’importante finestra su questa patologia, osservata, per una volta, dal punto di vista maschile e per ricordare quanto la prevenzione con la diagnosi precoce siano le più importanti armi a disposizione oggi per sconfiggere il cancro in ogni sua forma.

Stefano e il tumore al seno: “L’ho scoperto grazie a mia moglie”

Intervista a Medora Magazine, a cura di Angelica Giambelluca

Anche gli uomini possono sviluppare un tumore al seno. Parliamo di 800 diagnosi all’anno, non moltissime, ma nemmeno poche. E anche se fosse solo una, varrebbe la pena fare informazione.

Pagina Facebook Medora Magazine

“Il cantiere delle donne” intervista Stefano Saldarelli

Il 27 ottobre è uscito il libro “Il cancro al seno non è solo roba da femmine. Una carezza può salvarti” scritto da Stefano Saldarelli. Il libro, uscito per Phasar Edizioni, è un’autobiografia che racconta l’esperienza dell’autore che ha vissuto sulla propria pelle, anche lui come moltissime donne, il dramma del tumore al seno. È un tema importante, che dev’essere portato all’attenzione della popolazione maschile e femminile, per informare, soprattutto i più giovani, affinché sappiano che, oggi, il tumore al seno, che in Italia colpisce ogni anno circa 500 uomini, non è più, appunto, solo roba da femmine. Con l’autore dialogano Lisa De Rossi e Silvia Pittarello.

2 dicembre 2021 LILT Prato – Presentazione del libro “Il cancro al seno non è solo roba da femmine. Una carezza può salvarti”

Alle ore 16.30 presso la sala convegni della LILT di Prato, via Giuseppe Cartani 26/1, si terrà la presentazione del mio libro.

Intervengono:

Dott. Roberto Benelli, Presidente LILT Prato
Saluti e introduzione

Vezio Trifoni, giornalista
Moderatore e intervistatore

Dott. Alessandro Battaglia
Chirurgo senologo

Francesco Bolognini
Fotografo

Stefano Saldarelli
Autore del libro, paziente operato di cancro al seno

Antonella Manganelli
Moglie di Stefano

IL 40% DEL RICAVATO OTTENUTO DALLA VENDITA DEI LIBRI EFFETTUATA NEL CORSO DELLA SERATA SARÀ DEVOLUTO ALLA LILT DI PRATO

IN OTTEMPERANZA ALLE MISURE ANTI COVID19 L’ACCESSO ALLA SALA E’ CONSENTITO
ESIBENDO IL GREEN PASS E INDOSSANDO LA MASCHERINA. È AMMESSO UN NUMERO MASSIMO DI 40 OSPITI.


INGRESSO GRATUITO

Fatti e Storie da Raccontare – “Il cancro al seno non è solo roba da femmine” su WellTV SKY

Ringrazio Francesca Ghezzani, giornalista attenta e sensibile, conduttrice della trasmissione Fatti e Storie da Raccontare andata in onda martedì 9 novembre 2021. Ringrazio anche tutta la redazione di WellTV SKY, Canale 810 per avermi dato la possibilità di parlare di cancro al seno maschile, fare informazione sull’argomento e presentare il mio libro.

La puntata integrale è fruibile attraverso questo link

Rassegna stampa – Pubblicazione: “IL CANCRO AL SENO NON E’ SOLO ROBA DA FEMMINE. UNA CAREZZA PUO’ SALVARTI”

Ringrazio la mia agenzia stampa Mediamover che si sta occupando della promozione del libro attraverso i media nazionali.

(Pagina in aggiornamento)



Disponibile nelle maggiori piattaforme di vendite online:

IL 27 OTTOBRE ESCE IL LIBRO “IL CANCRO AL SENO NON È SOLO ROBA DA FEMMINE. UNA CAREZZA PUO’ SALVARTI”

25-10-2021 COMUNICATO STAMPA

Una delle malattie più diffuse e fortunatamente oggi curabili per le donne, il cancro al seno, visto da un insolito punto di vista, quello maschile. La storia di Stefano Saldarelli, 52enne pratese che nel 2017 ha ricevuto questa inattesa diagnosi, approda ora in un libro in uscita il 27 ottobre, proprio a conclusione del “mese in rosa”, dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Il suo appello è per non ignorare il rischio: anche gli uomini possono ammalarsi di un tumore considerato solo “femminile”.

Prato, 25 ottobre 2021 – Un libro autobiografico per raccontare, con toni lievi, a tratti ironici e allo stesso tempo dettagliati e coinvolgenti, una vicenda che si è conclusa felicemente ma che nasconde una inattesa realtà: il tumore alla mammella colpisce ogni anno, in Italia, circa 500 uomini* e la tendenza non sembra essere in regressione. Un dato da non trascurare, se si pensa che l’incredulità e la disinformazione non farebbero che ritardare la diagnosi e quindi la possibilità di intervenire tempestivamente, scongiurando l’irreparabile. L’unica strada possibile resta dunque la prevenzione.

La sua storia, nel 2017, aveva fatto notizia rimbalzando presto da Prato sulle cronache nazionali: Stefano Saldarelli, allora 48enne, grazie ad una carezza della moglie Antonella, scopre uno strano nodulo al seno.

Lo stupore e la voglia di trascorrere un periodo di svago fanno mettere per qualche istante da parte l’idea di andare a fondo, ma l’insistenza della moglie prevale e dopo un’indagine diagnostica urgente arriva l’esito: carcinoma. “Lei è il settimo quest’anno, quindi rientra nelle statistiche” dicono all’ospedale di Prato. Il settimo, in un ospedale di provincia… ma allora il carcinoma mammario maschile esiste!

Lo smarrimento, il disagio e l’imbarazzo si mescolano alla quotidianità che viene stravolta, dal lavoro (è un grafico free lance) alle certezze sul futuro, ma con la presa di coscienza che in Italia, e forse anche altrove, del tumore al seno nell’uomo si sappia davvero poco.

Cresce così il desiderio di raccontare la sua esperienza: tratta l’argomento sul suo blog, apre una pagina social che oggi vanta oltre 10.000 followers, è nel consiglio direttivo di un’associazione che si occupa di promuovere progetti a sostegno della prevenzione oncologica, si confronta con medici e gruppi di pazienti oncologici, partecipa a incontri e serate divulgative, scrive ora il libro: “Il cancro al seno non è solo roba da femmine. Una carezza può salvarti”, Phasar Edizioni.

Un racconto scritto con la preziosa prefazione del dottor Alessandro Battaglia, Chirurgo Senologo presso l’Ospedale Santo Stefano di Prato, che ha operato Stefano e che apre un’importante finestra su questa patologia, vista, per una volta, dal punto di vista maschile.

 “Ho scritto questo libro – racconta Stefano – nella speranza che conoscenza e comunicazione inducano gli uomini a informarsi, e a tante altre mogli, mamme, sorelle a coinvolgere i loro uomini in questo percorso per non trascurare sintomi e rischi”.

*Rif. Dati incidenza cancro maschile 2020 (pag. 267, riferimento anno 2019)  https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2020/10/2020_LG_AIOM_NeoplasieMammella.pdf

Il libro è ora disponibile sulle principali piattaforme online al costo di 10,00 €.

Pagina FB

Ufficio Stampa: Mediamover

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Scuola… “in principio è sempre il caos”

Tutti gli anni la stessa storia. Tutti gli anni, in particolare in questo periodo dell’anno, improvvisamente la politica si interessa alla scuola con l’ambizioso intento di “sistemarla” a colpi di decreti o di riforme.

Ogni anno… ognuno punta il dito contro l’altro. Politica contro la scuola, sindacati “contro” la politica, insegnanti contro altri insegnanti, genitori contro la scuola, scuola contro se stessa…
Il 6 agosto 2021, i politicanti hanno legiferato, rigorosamente a scuole chiuse, pretendendo che dal primo di settembre, in quei luoghi deputati all’istruzione, alla tanto sbandierata inclusione, alla formazione delle coscienza di quegli individui che domani saranno i medici, gli avvocati, gli insegnanti, i legislatori della nostra futura società… si formino le giovani menti all’interno di spazi che saranno allestiti tipo “Jurassic Park”, con “recinti elettrificati” e varchi di accesso controllati; nel caso della scuola non sappiamo ancora da chi o tramite cosa. I T-Rex da cui difendersi non stanno dentro i recinti ma sono fuori, ancora liberi (non si sa per quanto), allo stato brado. Sono gli insegnanti irresponsabili, dissidenti, non conformati al sistema, non obbedienti, antiscientisti… Gli stessi che erano, fino alla scorsa stagione, insegnanti modello, quelli bravi, etc., esattamente come è avvenuto con i medici/sanitari che da bravi medici ed eroi, ai quali molti si sono rivolti fino a poco tempo prima per curarsi e che hanno salvato vite, adesso sono reietti da radiare solo perché la loro scienza non corrisponde più a quella del mainstream (leggi: delle bigpharma).
L’anno scorso il mondo della scuola ruotava attorno ai banchi con le rotelle, “grande soluzione e rivoluzione copernicana che non si vedeva nel mondo della scuola dai tempi dell’introduzione del metodo Montessori”. Quest’anno nelle aule non girano più i banchi con le rotelle ma gli attributi maschili, anche alle insegnanti donne che nel frattempo, ascoltando e subendo gli effetti di questi deliri legislativi mutuati da altrettanti deliri di onnipotenza, sono state colpite da forme acute di gonadismo.
A settembre sentirete solo parlare di insegnanti NOVAX da punire fermamente, perché lo dicono gli statisti e non le statistiche, di bambini che rappresentano il vero rischio di contagio e della necessità impellente di inoculare un terzo salvifico richiamo vaccinale.

foto tratta da Pixabay

Soluzioni: epurare i dissidenti attraverso la gogna mediatica, le sospensioni dal lavoro e dello stipendio, con minaccia di infangare uno stato di servizio che passerà da immacolato ad uno stile fedina penale di Riina, con la complicità di alcuni genitori e di insegnanti delatori che non perderanno tempo a segnalare alla direzione (o direttamente alla psicopolizia) i sospettati di approfittare di troppe libertà a loro concesse, come poter venire a lavorare grazie ad un tampone bi o tri settimanale. Verranno scovati da alunni addestrati a dovere, neo giovani Balilla. Tutto avverrà grazie ad un’apparente ingenua ed innocua frase: “Maestra/o, tu hai fatto il vaccino?”, dalla cui risposta dipenderanno le sorti di molte persone. Se sarà vaga, del tipo: “è una questione personale” l’insegnante sarà inserito nella lista dei colpevoli di psicoreato, diversamente, se la riposta sarà ostentatamente, palesemente autocelebrativa, del tipo: “Certo che sì, io faccio il mio dovere” o “Sì perché io faccio la mia parte” partirà il commento audio in stile littorio ad onore e gloria di quel corpo docente, fedele e allineato al sistema.

Nel frattempo una schiera di esperti da palcoscenico teorizzerà su ogni possibile effetto che si verificherà, “senza dubbio ma forse, molto probabilmente anche se dipende tutto dai NOVAX”, e che si amplificherà a suon di compensi per ogni presenza televisiva, nel segno del “Dobbiamo vaccinare i bambini sotto i 12 anni per tutelare loro (nemmeno si ammalano) e le persone più fragili come i loro nonni (già vaccinati)”. Alle dichiarazioni degli espertoni seguiranno i relativi titoloni sensazionalistici, parossistici, terroristici sui quotidiani che rilanceranno o daranno i giusti assist ai suddetti espertoni, alimentando un microcosmo simbiotico tra media e scienza, o più che altro di scienza sotto la media; roba da far rimpiangere il risultato del peggiore test invalsi.

Ecco che il mese di settembre si appresterà a fare da rampa di lancio ad ogni possibile tragica, nefasta, fantapandemia, quella che nei vecchi libri di scuola veniva indicata semplicemente sotto il nome di influenza stagionale, oramai debellata per DL, mentre i suddetti esperti ribadiscono puntualmente che la scuola è sicura e che non ci sono stati focolai ma è comunque indispensabile vaccinare tutti; poi lo dice anche il Papa…

Non temete, la storia insegna (o dovrebbe), i muri crollano e pure i recinti di Jurassic Park, insieme all’interesse per la scuola da parte della politica che troverà modo di tornare ad occuparsene solo l’anno prossimo standosene indefessamente sotto l’ombrellone, costringendo personale, dirigenti, docenti ed ATA a surplus organizzativi e salti mortali dell’ultima ora.

Resistete! Il Natale è vicino e la “settantottesima ondata” sarà puntualmente annunciata spostando così l’attenzione dalla scuola alla prossima proroga dell’emergenza sanitaria; sotto il segno del sempre in auge #andratuttobene e della #nuovanormalita, certificate dal #greenpass il cui verde ricorda solo il colore di quella rana che del suo bollito oramai non è rimasto nemmeno il brodo.

6 agosto…

Data intrisa di significati riferiti alle peggiori nefandezze dell’umanità…

6 agosto 1945 su Hiroshima viene sganciata la bomba atomica il cui anniversario pare non essere degno di essere celebrato nemmeno ai giochi Olimpici di #Tokyo2020 (ricordo che Tokyo è la capitale del Giappone). https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/esteri/2021/08/04/news/cio_nega_minuto_silenzio_hiroshima_la_vittima_che_errore_non_mostrare_ai_giovani_il_disastro_atomico_-312853110/amp/

6 agosto 2021 viene sganciata la bomba liberticida sulla democrazia italiana. Entra in vigore il lasciapassare, chiamiamolo col suo vero nome senza aggiungere coloranti a questa pillola avvelenata.

Si celebrano oggi, seppur non apertamente, anzi solo intimamente, le migliaia di morti per le stragi di Hiroshima e successivamente di Nagasaki mentre in Italia andrebbero celebrate quelle per “Tachipirina e vigile attesa”, per tutti i protocolli fasulli che hanno portato le persone ad essere intubate e poi a morire e per aver vietato le cure domiciliari e l’uso di farmaci disponibili ed efficaci contro il Covid19.
Si celebra oggi lo scempio della politica asservita al volere e al potere delle multinazionali e dei poteri sovranazionali che mirano esclusivamente ad interessi economici, ben lontani da quelli della cura della persona. Di fatto la cura è il pretesto, il cavallo di Troia che permette di gestire, manipolare e governare sulla popolazione in modo autoritario e liberticida, facendo credere che “piccoli sacrifici” sono necessari, senza accorgerci che tanti piccoli sacrifici generano un grande cambiamento sociale, culturale, teso a traghettarci verso la “nuova normalità”, nel sempre verde modo di agire della “rana bollita”.

Si celebra oggi la fine di un’era che dovrà essere ricordata ma dalla quale dovranno necessariamente ripartire nuove correnti di pensiero in netta opposizione alla deriva transumanistica e dello strapotere.

La libertà deve essere conquista ogni giorno senza mai darla come una cosa scontata. La libertà inizia dal nostro modo di vedere le cose e da come ci rapportiamo con la società. Non si tratta di contravvenire a prescindere o su tutto o di essere anarchici ma di tenere fermi dei punti cardine, sacrosanti, dai quali partire per difendere e riconquistare la nostra libertà e quella delle future generazioni.

Oggi è un giorno triste che a molti parrà una grande conquista sociale. È più questo che mi rattrista che il dispositivo di per sé.

Faccio appello alle persone di buona volontà e con spirito libero. Toglietevi dalla testa quell’elmo di Scipio perché non permette al sangue di scorrere al cervello. Il siamo pronti alla morte non deve essere la conseguenza di scelte dettate (imposte) dalle bigpharma, perché è questo che sta accadendo. Pensate, ragionate…

Tutto è partito da quel distanziamento sociale che ci ha allontanati gli uni dagli altri e che adesso viene certificato da un freddo codice nero che crea un’ulteriore distanza tra le persone. Nel segno del falso buonismo e della pedissequa ricerca di uguaglianze tra le persone oggi si ribalta tutto mandando a fanculo conquiste sociali tese ad annulare le discriminazioni.